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Avviso 2026 Regione Emilia-Romagna: contributi per progetti di salvaguardia e valorizzazione dei dialetti

L’Avviso per la presentazione di progetti in materia di dialetti – anno 2026 è un’iniziativa della Regione Emilia-Romagna che sostiene attività culturali dedicate alla salvaguardia e valorizzazione dei dialetti regionali. Il bando si inserisce nel quadro della Legge regionale 18 luglio 2014, n. 16, che riconosce i dialetti come parte integrante del patrimonio storico e culturale dell’Emilia-Romagna e definisce le principali linee d’azione finanziabili (ricerca, didattica nelle scuole, produzioni culturali e artistiche).


1. A chi è destinato il bando (destinatari/beneficiari)

Possono presentare domanda i soggetti che operano (o hanno titolo a operare) sul territorio regionale e che realizzano iniziative coerenti con le finalità della L.R. 16/2014. In particolare, l’avviso 2026 indica come beneficiari:

  • Enti pubblici locali: Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città Metropolitana di Bologna.

  • Associazioni culturali e organizzazioni con sede legale in Emilia-Romagna iscritte al RUNTS – Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (ai sensi del D.Lgs. 117/2017 e del D.M. 106/2020).

  • Altri soggetti privati senza scopo di lucro con sede legale in Emilia-Romagna, che perseguano scopi culturali nel territorio regionale (come previsto da statuto o atto costitutivo).

Un aspetto pratico importante: per questa misura, la Regione indica che la domanda di contributo è una per ciascun soggetto richiedente, quindi conviene impostare un progetto “centrale” e ben strutturato, evitando di disperdere obiettivi e budget.


2. Area geografica di riferimento

L’area di riferimento è l’Emilia-Romagna. La Regione richiede, per le categorie non pubbliche (associazioni/enti privati non profit), la sede legale in Emilia-Romagna, e l’iniziativa deve avere ricadute sul territorio regionale (in termini di attività, destinatari, valorizzazione delle comunità locali e delle lingue del territorio).


3. Chi propone/gestisce il bando (ente titolare) e chi lo diffonde/assiste

Ente titolare e gestione
Il bando è promosso e gestito dalla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito della Direzione generale Sviluppo economico, Cultura e Turismo – Settore Patrimonio culturale. La pagina ufficiale riporta anche il Responsabile del procedimento, individuato in Cristina Ambrosini (Settore Patrimonio culturale).

Supporto alla candidatura
Se vuoi un affiancamento operativo (impostazione del progetto, budget, raccolta documenti, compilazione e invio), Atamai può supportarti in tutte le fasi.


4. Apertura e scadenza (date precise, formato GG/MM/AAAA)

La domanda va presentata esclusivamente online sulla piattaforma regionale indicata:

  • Apertura: 19/02/2026 (dalle ore 10:00)

  • Scadenza: 23/03/2026 (entro le ore 16:00)

  • Chiusura del procedimento: 23/06/2026


5. Entità e forma dell’agevolazione (percentuali, massimali, tipologia di contributo)

Dotazione complessiva
La Regione mette a disposizione 100.000 euro per l’avviso 2026.

Quanto può coprire il contributo
Nella documentazione di avvisi analoghi (edizioni precedenti) il contributo è descritto come copertura parziale di spese di progetto, con percentuali e massimali legati alla valutazione. Ad esempio, nell’edizione 2025 (misura della stessa legge regionale) veniva previsto:

  • progetto con costo complessivo compreso tra 3.500 € e 10.000 € (IVA inclusa);

  • contributo minimo 50% e massimo fino all’80% dei costi;

  • massimale non oltre 8.000 €;

  • contributo determinato in sede di valutazione e comunque non superiore al “deficit” tra costi e ricavi del progetto;

  • non ammissibilità del cumulo con altri cofinanziamenti regionali sullo stesso progetto.

Per l’avviso 2026 la pagina ufficiale conferma dotazione e impianto generale; per percentuali/massimale conviene verificare i dettagli nel testo completo collegato alla Delibera di approvazione indicata dalla Regione, così da impostare da subito un budget pienamente coerente con le regole.


6. Spese ammissibili ed esempi concreti

L’avviso è finalizzato a finanziare progetti coerenti con le azioni previste dalla L.R. 16/2014. In pratica, il progetto dovrebbe ricadere chiaramente in una (o più) di queste linee:

  • Studi e ricerche sui dialetti locali (anche con università, centri di ricerca, esperti, associazioni culturali).

  • Progetti e sussidi didattici nelle scuole, con attenzione allo scambio intergenerazionale (incontri tra giovani e anziani, laboratori, percorsi educativi).

  • Manifestazioni e produzioni culturali: spettacoli, iniziative editoriali, produzioni discografiche/televisive/multimediali, eventi e prodotti culturali che valorizzino i dialetti dell’Emilia-Romagna.

Esempi concreti di spese “tipiche” legate a queste attività (da allineare al piano economico e alle regole dell’avviso):

  • compensi per ricercatori, linguisti, consulenti scientifici e collaboratori di progetto;

  • costi per raccolta testimonianze (interviste, trascrizioni, archiviazione audio/video);

  • servizi di registrazione, montaggio, post-produzione e sottotitolazione per contenuti multimediali;

  • stampa e impaginazione di pubblicazioni o materiali didattici;

  • noleggio sale, service audio/luci, permessi SIAE dove necessari, ospitalità relatori;

  • comunicazione: grafica, ufficio stampa, gestione canali, materiali promozionali;

  • materiali di laboratorio per scuole e comunità (kit didattici, supporti per attività).

Finestra temporale di realizzazione
La Regione specifica che i progetti devono essere avviati e realizzati tra 01/01/2026 e 31/12/2026 e che non sono ammissibili progetti già conclusi entro la scadenza di presentazione.


7. Come e a chi presentare la domanda (portali, modulistica, firma digitale, documenti richiesti)

Portale di invio
La domanda va trasmessa solo in modalità telematica tramite l’applicativo regionale Elixforms nei termini indicati.

A chi va inviata
L’istanza è indirizzata alla Regione Emilia-Romagna – Settore Patrimonio culturale, che è l’amministrazione competente indicata nella pagina ufficiale.

Documenti da preparare (check documentale “realistica”)
La pagina ufficiale rimanda alla compilazione e alla documentazione “relativa”: per evitare corse finali, è utile preparare con anticipo almeno:

  • scheda progetto (obiettivi, attività, calendario, output);

  • piano economico con voci di costo e cofinanziamento;

  • statuto/atto costitutivo e documenti di rappresentanza;

  • per ETS: evidenza dell’iscrizione al RUNTS;

  • eventuali accordi/lettere di partenariato (scuole, biblioteche, musei, università, associazioni).

Per chiarimenti ufficiali, la Regione indica un canale dedicato: dialetti@regione.emilia-romagna.it.


8. Criteri di valutazione (se previsti) e modalità di selezione (sportello/graduatoria)

La Regione dichiara una valutazione basata su cinque criteri:

  1. Qualità della proposta e coerenza con le azioni previste dalla L.R. 16/2014.

  2. Capacità del progetto di inserirsi nel contesto contemporaneo delle lingue locali e generare ricadute.

  3. Coinvolgimento dei giovani e dei parlanti nello scambio tra generazioni.

  4. Estensione e ricaduta territoriale, anche tramite il coinvolgimento di musei, biblioteche, archivi, spettacolo dal vivo, università e centri di ricerca.

  5. Sostenibilità finanziaria, con presenza di altri apporti economici che rendano il contributo regionale effettivamente sussidiario.

In termini operativi, questa impostazione corrisponde a una selezione comparativa con attribuzione di punteggi e formazione di una graduatoria (non è una logica “a sportello” in ordine cronologico).


9. Suggerimenti operativi e checklist pratica per chi vuole candidarsi

Suggerimenti operativi

  • Costruisci un progetto con output misurabili: numero di incontri, laboratori, ore di registrazione, pubblicazioni, episodi podcast, eventi, audience prevista.

  • Dai peso allo scambio intergenerazionale: è un punto esplicitamente valorizzato nei criteri e nelle azioni della legge regionale.

  • Inserisci partner “naturali” per il tema: biblioteche, musei, archivi, scuole, università/centri di ricerca, e chiarisci ruoli e risultati attesi.

  • Cura la sostenibilità economica: spiega da dove arrivano risorse aggiuntive (sponsor, biglietti, quote, fondi propri) e perché il contributo regionale è decisivo ma non unico.

  • Pianifica il calendario rispettando la finestra 01/01/2026–31/12/2026 e prevedi margini di tempo per affidamenti/fornitori.

Checklist pratica

  • Verifica che il soggetto sia tra i beneficiari (ente locale / ETS RUNTS / non profit con sede legale in Emilia-Romagna).

  • Definisci attività coerenti con L.R. 16/2014 (ricerca / didattica / produzioni culturali).

  • Prepara piano economico e fonti di cofinanziamento.

  • Prepara documenti (statuto/atto, rappresentanza, RUNTS se ETS, eventuali partnership).

  • Compila e invia su Elixforms entro 23/03/2026 ore 16:00.

  • Conserva ricevute e versioni finali del progetto inviato.


Scheda rapida finale

  • Titolo: Avviso per la presentazione di progetti in materia di dialetti – anno 2026

  • Beneficiari: Comuni/Unioni/Province/Città Metropolitana di Bologna; ETS iscritti RUNTS con sede in Emilia-Romagna; altri non profit con sede in Emilia-Romagna

  • Area: Emilia-Romagna

  • Contributo: dotazione complessiva 100.000 €; contributo a copertura parziale delle spese (parametri percentuali/massimale da verificare nel testo completo collegato alla Delibera)

  • Apertura/Scadenza: 19/02/2026 ore 10:00 – 23/03/2026 ore 16:00

  • Ente proponente: Regione Emilia-Romagna – Settore Patrimonio culturale

  • Dove fare domanda: piattaforma Elixforms della Regione Emilia-Romagna


 

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Se vuoi, Atamai può seguirti dalla definizione del progetto fino all’invio su piattaforma (impostazione, budget, documenti e controllo formale). Scrivici a info@atamai.it