Sostegno delle attività di salvaguardia e potenziamento delle tartufaie naturali esistenti di Tuber magnatum Picco

Salvaguardia tartufaie naturali di Tuber magnatum Picco in Piemonte

A chi è destinato il bando
Il nome ufficiale del bando è quello relativo al sostegno delle attività di salvaguardia e potenziamento delle tartufaie naturali esistenti di Tuber magnatum Picco. Possono presentare domanda le associazioni di raccoglitori o cercatori di tartufo previste dalla normativa piemontese e i soggetti pubblici o privati, in forma associata con tali associazioni, che siano proprietari o gestori di terreni agricoli o forestali. In caso di progetto condiviso, va individuato un capofila, unico referente verso la Regione.

Area geografica di riferimento
La misura riguarda il Piemonte e, in modo più specifico, i comuni vocati alla produzione di Tuber magnatum Picco, individuati dalla Regione con appositi atti tecnici. Non sono ammessi interventi su verde urbano o impianti di arboricoltura che non rientrano nella definizione di tartufaia naturale.

Chi propone e gestisce il bando
L’ente proponente è la Regione Piemonte, Settore Foreste. Il bando è stato approvato con determinazione regionale e successivamente rettificato, in attuazione della legge regionale sui tartufi e della deliberazione di Giunta del dicembre 2025.

Apertura e scadenza
Le domande sono presentabili dal 09/01/2026 al 08/05/2026. La presentazione avviene via PEC all’indirizzo del Settore Foreste della Regione Piemonte.

Entità e forma dell’agevolazione
La mail ricevuta oggi indica un contributo in conto capitale al 100%, con massimale di 20.000 euro e stanziamento di 51.380 euro. La pagina ufficiale regionale conferma finalità, platea dei beneficiari, calendario e canale di domanda; i dettagli economici puntuali appena indicati derivano dal riepilogo ricevuto oggi.

Spese ammissibili ed esempi concreti
Il bando sostiene il miglioramento e il ripristino ambientale delle tartufaie naturali già esistenti di tartufo bianco pregiato. La Regione richiede anche la realizzazione di iniziative di fruizione didattica nelle tartufaie oggetto di intervento. In concreto, questo rende coerenti lavori di recupero ambientale, pulizia e valorizzazione delle superfici tartufigene, accompagnati da azioni di conoscenza e divulgazione del patrimonio tartufigeno.

Come e a chi presentare la domanda
La domanda va inviata alla Regione Piemonte via PEC e deve essere corredata da una relazione descrittiva, cronoprogramma, cartografia delle superfici di intervento, dettaglio dei costi, piano finanziario e ogni altro elemento utile alla valutazione tecnica.

Criteri di valutazione e modalità di selezione
La mail ricevuta oggi indica una procedura valutativa a graduatoria, in linea con l’impostazione della misura, che richiede una valutazione comparativa basata sulla qualità dell’intervento e sugli elementi tecnici allegati.

Suggerimenti operativi e checklist pratica per chi vuole candidarsi
Per candidarsi bene conviene verificare subito tre elementi: la vocazione tartufigena dell’area, la titolarità giuridica della gestione del terreno e la presenza di un progetto credibile anche sotto il profilo della fruizione didattica. È utile preparare con attenzione la parte cartografica e il piano finanziario, perché qui la solidità tecnica pesa molto.

Scheda rapida finale
Titolo: Sostegno delle attività di salvaguardia e potenziamento delle tartufaie naturali esistenti di Tuber magnatum Picco. Beneficiari: associazioni di raccoglitori/cercatori e soggetti pubblici o privati associati. Area: Piemonte. Contributo: dalla mail di oggi 100%, massimo 20.000 euro. Apertura: 09/01/2026. Scadenza: 08/05/2026. Ente proponente: Regione Piemonte. Dove fare domanda: PEC al Settore Foreste.

Titoli alternativi
Salvaguardia tartufaie 2026 in Piemonte; contributi per tartufaie naturali di tartufo bianco; bando Piemonte per il patrimonio tartufigeno; ripristino ambientale delle tartufaie naturali; come funziona il bando tartufaie 2026; tartufo bianco pregiato e contributi regionali; guida al bando piemontese sulle tartufaie; opportunità 2026 per associazioni e gestori di terreni tartufigeni.

Per valutare il progetto e preparare correttamente la domanda puoi contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.