Emilia-Romagna: contributi fino a 90.000 euro per Punti Digitale Facile e formazione digitale

Emilia-Romagna: contributi fino a 90.000 euro per Punti Digitale Facile e formazione digitale

La Regione Emilia-Romagna sostiene la realizzazione e il potenziamento dei servizi di facilitazione e formazione digitale sul territorio regionale.

Il bando finanzia i Punti di Facilitazione “Digitale Facile”, sportelli fisici e servizi territoriali pensati per aiutare cittadini e cittadine a usare in modo più autonomo e consapevole le tecnologie digitali.

L’obiettivo è semplice ma molto concreto: ridurre il divario digitale e rendere più accessibili i servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati.

Di cosa si tratta

La misura finanzia progetti per attivare o rafforzare servizi di facilitazione digitale rivolti alla popolazione.

I Punti Digitale Facile sono luoghi in cui le persone possono ricevere supporto pratico per usare strumenti e servizi digitali.

Non parliamo quindi di un bando per acquistare semplicemente computer o software, ma di un intervento per costruire servizi territoriali stabili, accessibili e utili.

I cittadini possono essere aiutati, ad esempio, a:

  • usare SPID, CIE e altri sistemi di identità digitale;
  • accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico;
  • prenotare visite o servizi online;
  • usare App IO;
  • effettuare pagamenti con PagoPA;
  • scaricare certificati online;
  • usare la posta elettronica o la PEC;
  • compilare pratiche digitali;
  • navigare in sicurezza;
  • usare smartphone, computer e servizi web di base.

La misura finanzia anche attività formative, quindi non solo assistenza individuale, ma corsi e percorsi per aumentare le competenze digitali dei cittadini.

Perché è un bando importante

La digitalizzazione dei servizi pubblici è ormai avanzata, ma non tutti i cittadini hanno le competenze per usarli in autonomia.

Il rischio è che l’innovazione produca una nuova forma di esclusione: chi non sa usare strumenti digitali resta più lontano da servizi sanitari, amministrativi, fiscali, scolastici, lavorativi e sociali.

Per questo i Punti Digitale Facile hanno una funzione molto concreta: accompagnare le persone nel passaggio dal servizio tradizionale al servizio digitale.

La misura è particolarmente rilevante per:

  • anziani;
  • persone con basse competenze digitali;
  • cittadini stranieri;
  • persone fragili;
  • residenti in aree interne o periferiche;
  • utenti che hanno difficoltà con servizi online della PA;
  • cittadini che non hanno supporto familiare o professionale.

Un Punto Digitale Facile ben organizzato può diventare un presidio di cittadinanza digitale.

A chi è destinato

Il bando è rivolto a soggetti pubblici.

Possono presentare domanda:

  • Comuni;
  • Unioni di Comuni;
  • altre forme associative tra Comuni previste dall’ordinamento;
  • Città Metropolitana;
  • Province, anche per una parte del territorio di competenza, purché con impegno degli enti locali interessati.

Questo significa che il bando non è destinato direttamente a imprese o cittadini, ma a enti pubblici che vogliono organizzare servizi territoriali di supporto digitale.

Tuttavia, gli effetti ricadono direttamente sulla comunità locale, perché i servizi finanziati saranno rivolti ai cittadini.

Area geografica

Il bando riguarda il territorio della Regione Emilia-Romagna.

I progetti dovranno essere localizzati nel territorio regionale e coerenti con la rete dei Punti Digitale Facile.

Apertura e scadenza

Apertura: 20 luglio 2026
Scadenza: 31 agosto 2026

Le domande devono essere presentate esclusivamente online tramite l’applicativo Elixforms.

È consigliabile non attendere gli ultimi giorni, perché il progetto richiede una descrizione precisa del servizio, dei punti attivati, delle modalità operative, degli orari, delle attività e del modello organizzativo.

Agevolazione prevista

Il bando prevede un contributo in conto capitale.

Contributo: 90%
Massimale: 90.000 euro
Dotazione complessiva: 950.000 euro
Procedura: valutativa a graduatoria

L’importo effettivo dipenderà dal progetto, dal territorio servito e dalle regole specifiche dell’avviso.

Cosa finanzia il bando

Le spese ammissibili devono essere verificate nell’avviso ufficiale, ma la misura può riguardare attività e costi collegati alla realizzazione dei servizi di facilitazione e formazione digitale.

Possono essere coerenti:

  • apertura o potenziamento di sportelli Digitale Facile;
  • attività di facilitazione individuale;
  • corsi di formazione digitale;
  • personale dedicato;
  • coordinamento del servizio;
  • comunicazione ai cittadini;
  • materiali informativi;
  • strumenti e dotazioni funzionali al servizio;
  • attività itineranti;
  • supporto alla prenotazione e gestione degli appuntamenti;
  • raccolta dati e monitoraggio;
  • servizi di accompagnamento all’uso delle piattaforme digitali.

Il punto fondamentale è che le spese devono essere funzionali all’erogazione del servizio ai cittadini.

Punti fissi e punti itineranti

La misura può essere interessante sia per enti che vogliono attivare un punto fisico stabile, sia per territori più piccoli o dispersi che hanno bisogno di servizi itineranti.

Un Punto Digitale Facile può essere organizzato, ad esempio, presso:

  • biblioteche;
  • sportelli comunali;
  • sedi civiche;
  • centri sociali;
  • spazi pubblici;
  • luoghi di aggregazione;
  • uffici decentrati;
  • sedi condivise tra più Comuni.

Nei territori interni o nei Comuni più piccoli, una soluzione itinerante può permettere di raggiungere più comunità con un unico progetto coordinato.

Obblighi operativi da considerare

Un aspetto importante riguarda la continuità del servizio.

La Regione ha comunicato che i beneficiari dovranno attivare i servizi entro tre mesi dall’accettazione del contributo e mantenerli operativi fino al 30 giugno 2027.

Questo significa che il progetto non deve essere pensato come evento occasionale, ma come servizio continuativo.

Prima di presentare domanda è quindi utile verificare:

  • dove sarà collocato il punto;
  • chi erogherà il servizio;
  • quanti giorni e ore sarà aperto;
  • come saranno gestite le prenotazioni;
  • quali attività formative saranno offerte;
  • come sarà informata la cittadinanza;
  • come verranno monitorati accessi e risultati;
  • come sarà garantita la continuità fino alla scadenza prevista.

Orari minimi e organizzazione

La Regione ha indicato che gli impegni minimi di servizio variano in base alla dimensione e alla tipologia dell’ente.

In termini pratici, i progetti dovranno prevedere un numero adeguato di ore settimanali, con differenze tra Comuni capoluogo, Unioni, Comuni sopra o sotto determinate soglie di popolazione.

Questo è un punto da valutare bene nella fase di progettazione: un servizio sotto-dimensionato rischia di non essere coerente con gli obiettivi del bando; un servizio sovra-dimensionato, invece, può diventare difficile da sostenere.

Serve quindi un equilibrio tra fabbisogno del territorio, capacità organizzativa e risorse disponibili.

Che tipo di progetto può essere forte

Un buon progetto dovrebbe partire da una lettura concreta del territorio.

Per esempio:

  • quanti cittadini hanno bisogno di supporto digitale?
  • quali servizi online generano più difficoltà?
  • quali fasce di popolazione sono più esposte al divario digitale?
  • esistono già biblioteche, sportelli o luoghi pubblici utilizzabili?
  • il servizio deve essere fisso, itinerante o misto?
  • quali competenze devono avere i facilitatori?
  • come saranno promossi i corsi?
  • come sarà misurato il risultato?

La qualità del progetto dipenderà molto dalla capacità di dimostrare che il Punto Digitale Facile risponde a un bisogno reale del territorio.

Esempi di attività finanziabili

Un progetto può prevedere, ad esempio:

  • sportelli settimanali di supporto digitale;
  • giornate di assistenza su SPID, CIE e Fascicolo Sanitario;
  • corsi base su smartphone e computer;
  • corsi su sicurezza online;
  • supporto all’uso di App IO e PagoPA;
  • aiuto nell’accesso ai servizi comunali online;
  • formazione per anziani;
  • attività per cittadini stranieri;
  • percorsi nelle biblioteche;
  • sportelli mobili nei piccoli Comuni;
  • incontri pubblici di alfabetizzazione digitale.

Le attività dovrebbero essere descritte in modo chiaro, con target, frequenza, sedi, personale coinvolto e risultati attesi.

Documenti da preparare

Per una candidatura ordinata è utile predisporre:

  • scheda descrittiva del progetto;
  • indicazione del soggetto proponente;
  • eventuale accordo tra enti;
  • documento di impegno degli enti locali coinvolti, se richiesto;
  • sedi dei Punti Digitale Facile;
  • modello organizzativo;
  • calendario o ipotesi di orari;
  • descrizione delle attività di facilitazione;
  • descrizione dei corsi;
  • piano di comunicazione;
  • budget;
  • eventuali preventivi;
  • cronoprogramma;
  • indicatori di risultato;
  • documentazione richiesta da Elixforms.

La parte più importante è dimostrare che il servizio è realmente attivabile e sostenibile nei tempi previsti.

Errori da evitare

Per questo tipo di bando è bene evitare progetti troppo generici.

Alcuni errori frequenti possono essere:

  • non definire con precisione le sedi;
  • non indicare chi svolgerà il servizio;
  • descrivere attività troppo vaghe;
  • sottovalutare la comunicazione ai cittadini;
  • non prevedere orari adeguati;
  • non chiarire il ruolo degli enti associati;
  • non collegare il progetto ai bisogni del territorio;
  • non considerare la gestione operativa fino al 30 giugno 2027.

Il bando finanzia un servizio, non solo un’idea.

Scheda rapida

Bando: Servizi di Facilitazione e Formazione Digitale
Ente: Regione Emilia-Romagna
Area: Emilia-Romagna
Beneficiari: Comuni, Unioni di Comuni, forme associative tra Comuni, Città Metropolitana e Province
Finalità: attivazione e rafforzamento dei Punti Digitale Facile
Apertura: 20 luglio 2026
Scadenza: 31 agosto 2026
Presentazione: Elixforms
Procedura: valutativa a graduatoria
Contributo: 90%
Massimale: 90.000 euro
Dotazione: 950.000 euro
Servizi: facilitazione digitale, formazione, supporto all’uso dei servizi online
Durata servizio: attivazione entro tre mesi dall’accettazione del contributo e operatività fino al 30 giugno 2027

Come può aiutare Atamai

Atamai può supportare enti locali e soggetti coinvolti nella costruzione del progetto, nella verifica dell’ammissibilità e nella predisposizione della documentazione.

In particolare, possiamo aiutare a:

  • verificare requisiti del soggetto proponente;
  • definire il modello di Punto Digitale Facile;
  • costruire il piano delle attività;
  • organizzare sedi, orari e servizi;
  • impostare il budget;
  • predisporre cronoprogramma e scheda progettuale;
  • verificare coerenza con l’avviso;
  • preparare una candidatura più chiara e competitiva.

Per una verifica preliminare è possibile scrivere a info@atamai.it.

Titoli alternativi

  1. Emilia-Romagna: contributi fino a 90.000 euro per i Punti Digitale Facile
  2. Facilitazione digitale: 950.000 euro per Comuni e Unioni di Comuni
  3. Punti Digitale Facile: bando regionale per formazione e inclusione digitale
  4. Servizi digitali ai cittadini: contributi al 90% in Emilia-Romagna
  5. Agenda Digitale Emilia-Romagna: nuovi sportelli per ridurre il divario digitale