Emilia-Romagna: contributi compensativi per i danni causati dal granchio blu
La Regione Emilia-Romagna ha aperto il bando per compensare le perdite subite dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura a causa dell’eccezionale diffusione del granchio blu.
La misura riguarda i danni provocati dalla specie aliena invasiva Callinectes sapidus, il cosiddetto granchio blu, che negli ultimi anni ha colpito in modo pesante diverse aree costiere e lagunari, con effetti rilevanti sulle produzioni della pesca e dell’acquacoltura.
Il bando prevede interventi compensativi per il periodo compreso tra il 1° aprile 2025 e il 31 marzo 2026.
Di cosa si tratta
Il bando non finanzia un nuovo investimento aziendale, ma serve a compensare danni già subiti.
La misura è stata attivata a seguito del riconoscimento del carattere di eccezionalità della diffusione del granchio blu nelle acque interne e marittime della Regione Emilia-Romagna.
Il meccanismo rientra negli interventi compensativi previsti dal D.lgs. 102/2004, cioè nel quadro degli strumenti pubblici utilizzati per sostenere imprese colpite da eventi eccezionali o assimilabili a calamità.
In questo caso, l’evento non è climatico, ma biologico ed ecologico: la diffusione eccezionale di una specie aliena invasiva che ha prodotto danni diretti alle imprese della pesca e dell’acquacoltura.
Perché il granchio blu è un problema
Il granchio blu è una specie invasiva che ha trovato condizioni favorevoli in molte aree dell’Adriatico.
La sua presenza ha generato impatti pesanti sugli allevamenti e sulle produzioni ittiche, in particolare su molluschi e vongole, perché il granchio blu è un predatore molto aggressivo.
Per molte imprese, il problema non è solo ambientale, ma economico.
La diffusione del granchio blu può provocare:
- perdita di prodotto;
- riduzione delle rese;
- danneggiamento degli allevamenti;
- perdita di reddito;
- aumento dei costi di gestione;
- difficoltà nella continuità produttiva;
- danni a strutture, impianti, infrastrutture e scorte aziendali.
Il bando nasce per riconoscere e compensare, almeno in parte, questi effetti.
A chi è destinato
Possono presentare domanda le imprese attive nel settore della pesca e dell’acquacoltura colpite dall’evento.
Sono indicati come beneficiari:
- microimprese;
- piccole imprese;
- medie imprese;
- cooperative.
L’impresa richiedente deve essere attiva e iscritta alla Camera di Commercio alla data di presentazione della domanda e alla data di concessione del contributo.
Deve inoltre non ricadere nei casi di esclusione previsti dalla normativa di riferimento.
Area geografica
La misura riguarda le aree colpite nel territorio della Regione Emilia-Romagna, con riferimento alle acque interne e marittime interessate dalla diffusione eccezionale del granchio blu.
Prima di presentare domanda è necessario verificare che l’impresa e i danni dichiarati rientrino effettivamente nelle aree e nelle condizioni previste dal bando e dalla declaratoria ministeriale.
Apertura e scadenza
Apertura: 13 luglio 2026
Scadenza: 27 agosto 2026, ore 23:59
Le domande devono essere trasmesse esclusivamente tramite la piattaforma regionale Siag.
La perizia asseverata deve invece essere inserita nel fascicolo aziendale dell’Anagrafe delle aziende agricole.
Che cosa viene compensato
Il bando prevede due tipologie di domanda.
Danni alle produzioni della pesca e dell’acquacoltura
Questa linea riguarda la compensazione delle perdite produttive e della perdita di reddito causata dall’invasione del granchio blu.
È la casistica più direttamente collegata alla riduzione o compromissione della produzione.
Danni a strutture, impianti, infrastrutture e scorte aziendali
Questa seconda linea riguarda i danni materiali subiti dall’impresa.
Può quindi interessare situazioni in cui la diffusione della specie abbia inciso non solo sulla produzione, ma anche su beni aziendali funzionali all’attività.
Periodo di riferimento del danno
Il periodo considerato è:
dal 1° aprile 2025 al 31 marzo 2026
Questo intervallo è importante perché delimita temporalmente i danni che possono essere oggetto di compensazione.
Le perdite devono quindi essere riferite a questo periodo e adeguatamente documentate.
Perizia asseverata: punto centrale della domanda
La perizia asseverata è uno degli elementi più importanti.
Serve a quantificare e documentare i danni subiti dall’impresa.
Non basta dichiarare una perdita generica: occorre dimostrare con dati, documenti e valutazioni tecniche l’effettivo impatto economico o materiale dell’evento.
La perizia deve essere caricata nel fascicolo aziendale e deve essere coerente con la domanda presentata tramite Siag.
Una perizia debole, incompleta o non coerente può compromettere la domanda.
Documenti da preparare
Per una candidatura ordinata, l’impresa dovrebbe predisporre:
- dati dell’impresa;
- visura camerale;
- iscrizione e posizione aggiornata;
- documentazione relativa all’attività di pesca o acquacoltura;
- indicazione dell’area colpita;
- descrizione dei danni subiti;
- documentazione contabile;
- dati produttivi;
- confronto con periodi precedenti, se utile;
- perizia asseverata;
- fascicolo aziendale aggiornato;
- accesso alla piattaforma Siag;
- dichiarazioni richieste dal bando;
- eventuale documentazione su strutture, impianti, infrastrutture o scorte danneggiate.
La preparazione documentale è fondamentale, perché si tratta di una misura compensativa basata sulla prova del danno.
Come impostare una domanda solida
Una domanda efficace dovrebbe ricostruire in modo chiaro il nesso tra evento e danno.
È utile spiegare:
- dove opera l’impresa;
- quale attività svolge;
- in quale area è avvenuto il danno;
- come la diffusione del granchio blu ha inciso sulla produzione;
- quale perdita economica è stata subita;
- quali beni aziendali sono stati danneggiati, se presenti;
- quali dati supportano la quantificazione;
- come la perizia conferma il danno;
- quale tipologia di intervento compensativo viene richiesta.
Il punto più importante è evitare una richiesta generica. Il danno deve essere tracciabile, documentato e collegato al periodo riconosciuto.
Perché è una misura importante
Per molte imprese della pesca e dell’acquacoltura, la diffusione del granchio blu non è stata una criticità temporanea, ma un fattore che ha inciso profondamente sulla continuità produttiva.
La compensazione pubblica non risolve da sola il problema strutturale, ma può aiutare le imprese a fronteggiare le perdite subite e a mantenere una minima stabilità economica.
Questo è particolarmente importante per comparti come la molluschicoltura, dove la perdita di prodotto può compromettere mesi di lavoro e generare effetti anche sulle annualità successive.
Differenza rispetto a un bando di investimento
È importante non confondere questa misura con un bando per acquistare attrezzature o fare nuovi investimenti.
Qui il contributo è collegato a danni subiti.
Questo significa che la domanda deve partire dalla ricostruzione della perdita, non da un piano di spesa futuro.
L’impresa deve quindi documentare ciò che è accaduto e dimostrare di rientrare nelle condizioni previste dagli interventi compensativi.
Attenzione alla scadenza
La scadenza del 27 agosto 2026 è ravvicinata, soprattutto considerando la necessità di predisporre una perizia asseverata.
Conviene quindi muoversi subito per:
- aggiornare il fascicolo aziendale;
- incaricare il tecnico per la perizia;
- raccogliere documenti produttivi e contabili;
- verificare i dati storici;
- controllare l’accesso a Siag;
- predisporre domanda e allegati;
- evitare caricamenti incompleti negli ultimi giorni.
Il tempo tecnico per costruire una domanda corretta può essere significativo.
Errori da evitare
Alcuni errori possono compromettere la domanda:
- non dimostrare il nesso tra granchio blu e danno subito;
- presentare dati produttivi incompleti;
- caricare una perizia non coerente con la domanda;
- non aggiornare il fascicolo aziendale;
- sbagliare tipologia di domanda;
- non distinguere tra perdita di reddito e danni materiali;
- non rispettare la scadenza del 27 agosto;
- presentare documentazione generica;
- non verificare l’iscrizione camerale e la regolarità dell’impresa;
- sottovalutare i controlli successivi.
La misura richiede precisione tecnica e amministrativa.
Esempio pratico
Una cooperativa di acquacoltura dell’Emilia-Romagna ha subito una forte riduzione della produzione nel periodo dal 1° aprile 2025 al 31 marzo 2026 a causa della diffusione del granchio blu.
Per presentare domanda dovrà:
- ricostruire il danno produttivo;
- raccogliere dati contabili e produttivi;
- dimostrare il calo rispetto a una situazione ordinaria;
- far predisporre una perizia asseverata;
- inserire la perizia nel fascicolo aziendale;
- trasmettere la domanda tramite Siag entro il 27 agosto 2026.
In questo caso il contributo ha funzione compensativa della perdita subita, non di finanziamento di un nuovo progetto.
Scheda rapida
Bando: Danni causati dal granchio blu – Interventi compensativi
Ente: Regione Emilia-Romagna
Normativa: D.lgs. 102/2004
Area: acque interne e marittime regionali interessate dall’evento
Beneficiari: micro, piccole e medie imprese, cooperative del settore pesca e acquacoltura
Finalità: compensazione dei danni causati dalla diffusione eccezionale del granchio blu
Periodo danni: 1° aprile 2025 – 31 marzo 2026
Apertura: 13 luglio 2026
Scadenza: 27 agosto 2026, ore 23:59
Presentazione domanda: piattaforma Siag
Perizia: da inserire nel fascicolo aziendale dell’Anagrafe delle aziende agricole
Tipologie di domanda: danni alle produzioni; danni a strutture, impianti, infrastrutture e scorte aziendali
Procedura: valutativa a sportello
Contributo: intervento compensativo in conto capitale
Come può aiutare Atamai
Atamai può supportare imprese della pesca, cooperative e operatori dell’acquacoltura nella verifica della misura e nella preparazione della domanda.
In particolare, possiamo aiutare a:
- verificare requisiti dell’impresa;
- controllare il periodo e l’area del danno;
- individuare la tipologia di domanda corretta;
- organizzare documenti produttivi e contabili;
- coordinare la predisposizione della perizia;
- verificare coerenza tra perizia e domanda;
- controllare fascicolo aziendale e piattaforma Siag;
- ridurre il rischio di errori formali;
- preparare una richiesta più ordinata e documentata.
Per una prima verifica è possibile scrivere a info@atamai.it.
Titoli alternativi
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