GAL Ponte Lama: START&GO, contributi per nuove imprese e diversificazione a Bisceglie, Molfetta e Trani

GAL Ponte Lama: START&GO, contributi per nuove imprese e diversificazione a Bisceglie, Molfetta e Trani

Il GAL Ponte Lama ha pubblicato il bando START&GO, una misura dedicata alla creazione di nuove micro e piccole imprese extra-agricole e alla diversificazione di imprese già esistenti nei Comuni di Bisceglie, Molfetta e Trani.

Il bando combina due strumenti: un premio all’avviamento di 10.000 euro e un contributo agli investimenti pari al 65% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 70.000 euro di spesa.

La dotazione complessiva è pari a 2.225.000 euro.

Di cosa si tratta

START&GO sostiene chi vuole avviare una nuova attività economica extra-agricola nel territorio del GAL Ponte Lama oppure chi, avendo già una micro o piccola impresa, vuole diversificare l’attività attraverso un nuovo codice ATECO.

La misura nasce nell’ambito della Strategia di Sviluppo Locale 2023-2027 del GAL Ponte Lama e punta a rafforzare il tessuto economico e sociale dell’area, favorendo nuove iniziative imprenditoriali, servizi di prossimità, attività commerciali, artigianali, turistiche e di supporto al territorio.

Il bando è particolarmente interessante perché unisce due forme di sostegno:

  • un premio forfettario per l’avviamento;
  • un contributo per gli investimenti necessari allo sviluppo della nuova attività.

Le due componenti sono obbligatorie e indivisibili: il premio all’avviamento può essere richiesto solo insieme alla domanda per gli investimenti.

Le due azioni del bando

START&GO combina due azioni.

Azione SRE04 – Start up non agricole

Questa azione prevede un premio all’avviamento pari a 10.000 euro.

Il premio è destinato alla creazione di nuove micro e piccole imprese o alla diversificazione di micro e piccole imprese già esistenti attraverso una nuova attività extra-agricola.

È un aiuto forfettario, quindi non è collegato a singole spese da rendicontare, ma al raggiungimento degli obiettivi previsti nel piano aziendale.

Il premio viene erogato in due tranche:

  • 50% all’atto dell’assegnazione;
  • 50% a saldo, dopo la verifica della corretta attuazione del piano aziendale.

Azione SRD14 – Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali

Questa azione sostiene gli investimenti necessari allo sviluppo della nuova attività economica.

Il contributo è pari al 65% della spesa ammessa.

La spesa minima ammissibile è di 25.000 euro.

La spesa massima ammissibile è di 70.000 euro.

Il contributo pubblico massimo sugli investimenti è quindi pari a 45.500 euro.

A chi è destinato

Il bando è rivolto a microimprese e piccole imprese non agricole.

Possono partecipare:

  • nuove micro e piccole imprese che avviano una nuova attività extra-agricola;
  • micro e piccole imprese già esistenti che intendono diversificare la propria attività;
  • imprese che attivano un nuovo codice ATECO coerente con l’intervento richiesto;
  • imprese localizzate o da localizzare nei Comuni del GAL Ponte Lama.

I tre Comuni interessati sono:

  • Bisceglie;
  • Molfetta;
  • Trani.

Al momento della presentazione della domanda, l’impresa deve essere già costituita.

Nuove imprese: attenzione alla data di costituzione

Per le nuove imprese, l’iscrizione al Registro delle Imprese e l’apertura della partita IVA con codice ATECO coerente devono avvenire successivamente alla pubblicazione del bando sul BURP.

Questo è un punto molto importante.

Chi ha già aperto l’attività prima della pubblicazione potrebbe non rispettare il requisito richiesto per il premio all’avviamento.

L’effettivo insediamento, per una nuova impresa, richiede:

  • iscrizione al Registro delle Imprese, anche in stato di non attiva;
  • apertura della partita IVA;
  • codice ATECO coerente con l’attività oggetto di agevolazione;
  • data successiva alla pubblicazione del bando sul BURP.

Imprese esistenti: che cosa significa diversificazione

Il bando è aperto anche a micro e piccole imprese già esistenti, ma solo se intendono diversificare la propria attività.

La diversificazione deve avvenire tramite l’attivazione di un nuovo codice ATECO.

Il nuovo codice deve rispettare due condizioni:

  • appartenere a una classe ATECO diversa rispetto a quella già esercitata;
  • riferirsi a un’attività mai esercitata dall’impresa fino alla data di pubblicazione del bando.

Non basta quindi aggiungere un codice simile o riattivare un’attività già svolta in passato.

La diversificazione deve essere reale e collegata a una nuova attività economica.

Chi non può partecipare

Il bando è dedicato ad attività extra-agricole.

Non possono accedere le imprese agricole, salvo la specifica eccezione prevista per le imprese agro-meccaniche con codice ATECO 01.61.00.

Inoltre, non sono ammesse associazioni o APS del Terzo settore: la misura è riservata esclusivamente a micro e piccole imprese.

È necessario verificare con attenzione il codice ATECO e la natura dell’attività.

Attività finanziabili

Le attività ammissibili sono identificate attraverso i codici ATECO previsti dal bando.

In generale, possono rientrare:

  • attività commerciali;
  • servizi turistici;
  • ospitalità diffusa;
  • ristorazione;
  • vendita di prodotti locali;
  • attività artigianali;
  • attività manifatturiere legate alle tipicità locali;
  • servizi alla persona;
  • servizi alle imprese;
  • servizi utili al miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali.

Il sostegno riguarda attività extra-agricole il cui prodotto finale non rientra nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

Questo significa che alcune attività collegate a prodotti agricoli possono essere escluse se il prodotto finale resta agricolo ai sensi della normativa europea.

Spese ammissibili

Per la componente investimenti, sono finanziabili operazioni avviate dopo la presentazione della domanda di sostegno.

Le principali categorie di spesa ammissibile sono:

  • opere edili;
  • miglioramento, ristrutturazione, recupero e ampliamento di beni immobili e relative pertinenze;
  • acquisto o leasing di nuovi macchinari;
  • impianti;
  • attrezzature;
  • allestimenti;
  • programmi informatici;
  • brevetti;
  • licenze;
  • marchi commerciali;
  • sviluppo di siti web;
  • spese generali collegate a opere edili e beni strumentali;
  • onorari professionali;
  • consulenze tecniche e finanziarie;
  • spese per garanzia fideiussoria;
  • studi di fattibilità.

L’IVA non è finanziabile e resta a carico dell’impresa.

Le spese generali preparatorie possono essere avviate prima della presentazione della domanda, nei limiti previsti dal bando, ma gli investimenti principali sono ammissibili solo dopo la domanda di sostegno.

Apertura e scadenza

Le domande devono essere presentate sul portale SIAN.

Apertura: 1 ottobre 2026
Scadenza: 10 novembre 2026, ore 11:59

La domanda deve essere compilata e rilasciata attraverso il portale SIAN da tecnici autorizzati dal richiedente.

È quindi necessario organizzarsi prima dell’apertura, perché l’accesso al SIAN e la preparazione del fascicolo richiedono tempi tecnici.

Dotazione finanziaria

La dotazione complessiva del bando è pari a 2.225.000 euro.

Le risorse sono così articolate:

  • 400.000 euro per l’Azione SRE04 – Start up non agricole;
  • 1.825.000 euro per l’Azione SRD14 – Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali.

Adempimenti preliminari

Il GAL raccomanda di programmare con anticipo tutte le attività necessarie alla presentazione della domanda.

Tra gli adempimenti principali ci sono:

  • leggere attentamente il bando;
  • verificare codice ATECO e attività ammissibile;
  • effettuare l’effettivo insediamento dopo la pubblicazione sul BURP;
  • costituire o aggiornare il fascicolo aziendale presso un CAA;
  • conferire incarico a un tecnico;
  • acquisire correttamente i preventivi;
  • presentare la domanda di sostegno sul portale SIAN.

Questi passaggi sono essenziali, soprattutto per chi non ha esperienza con i bandi GAL e con le procedure del CSR Puglia 2023-2027.

Criteri di selezione

Il bando prevede una valutazione basata su criteri di selezione.

Tra gli elementi indicati dal GAL rientrano:

  • tipologia di beneficiario;
  • premialità per giovani con meno di 41 anni;
  • premialità per donne;
  • localizzazione geografica dell’investimento;
  • forte premialità per investimenti nei centri storici e nelle aree rurali;
  • attività e settore economico in base al codice ATECO;
  • tipologia di investimenti;
  • priorità per progetti collegati a sostenibilità ambientale, sociale, tecnologie digitali e ICT.

La candidatura deve quindi essere costruita non solo per essere ammissibile, ma anche per ottenere un buon punteggio.

Giovani, donne e centri storici

Il bando è particolarmente interessante per giovani e donne che vogliono avviare una nuova attività nei tre Comuni del GAL.

Anche la localizzazione può incidere in modo significativo.

Gli investimenti nei centri storici e nelle aree rurali ricevono una forte premialità.

Questo significa che un progetto localizzato in un’area strategica, con un’attività coerente e un piano aziendale solido, può risultare più competitivo.

Che tipo di progetto può funzionare

Un progetto forte dovrebbe essere concreto, localizzato e coerente con il territorio.

Per esempio:

  • una bottega artigiana nel centro storico;
  • un’attività di servizi turistici;
  • un piccolo laboratorio di trasformazione extra-agricola, se il prodotto finale è ammissibile;
  • un servizio alla persona in area rurale;
  • un’attività commerciale legata alla valorizzazione del territorio;
  • un servizio alle imprese locali;
  • una microimpresa digitale con ricaduta territoriale;
  • un’attività di ospitalità diffusa, se coerente con i requisiti.

Il progetto deve spiegare che cosa si vuole fare, perché è utile al territorio, quali investimenti servono e come l’impresa sarà sostenibile.

Piano aziendale: il documento centrale

Il piano aziendale è uno degli elementi più importanti della domanda.

Deve descrivere:

  • idea imprenditoriale;
  • attività prevista;
  • codice ATECO;
  • sede dell’investimento;
  • mercato di riferimento;
  • target clienti;
  • investimenti da realizzare;
  • obiettivi;
  • tempi;
  • sostenibilità economica;
  • ricadute sul territorio;
  • eventuale creazione di occupazione.

Il premio all’avviamento è collegato al raggiungimento degli obiettivi del piano aziendale, quindi il piano non deve essere trattato come un allegato formale.

Preventivi e investimenti

I preventivi devono essere coerenti con il progetto e con il codice ATECO.

È importante evitare preventivi generici.

Ogni spesa dovrebbe essere giustificata rispetto alla nuova attività.

Per esempio:

  • le opere edili devono essere funzionali alla sede;
  • i macchinari devono essere coerenti con il processo produttivo o di servizio;
  • le attrezzature devono essere necessarie all’avvio;
  • il sito web deve avere una funzione reale nel modello di business;
  • le spese generali devono essere collegate agli investimenti ammessi.

Una domanda costruita con preventivi poco chiari può avere problemi in istruttoria.

Errori da evitare

Alcuni errori possono compromettere la candidatura:

  • costituire l’impresa o aprire il nuovo ATECO prima della data ammessa;
  • presentare solo il premio all’avviamento senza investimenti;
  • scegliere un codice ATECO non ammissibile;
  • proporre attività agricola invece che extra-agricola;
  • riattivare un’attività già esercitata;
  • presentare investimenti avviati prima della domanda;
  • non aggiornare il fascicolo aziendale;
  • affidarsi troppo tardi a un tecnico;
  • allegare preventivi poco dettagliati;
  • non verificare la disponibilità dell’immobile;
  • sottovalutare la scadenza su SIAN.

Il bando è interessante, ma molto tecnico: va preparato con ordine.

Esempio pratico

Una giovane imprenditrice vuole aprire una piccola attività artigianale nel centro storico di Trani.

Dopo la pubblicazione del bando sul BURP, costituisce l’impresa, apre la partita IVA con codice ATECO coerente e aggiorna il fascicolo aziendale.

Il progetto prevede:

  • ristrutturazione leggera del locale;
  • acquisto di attrezzature;
  • allestimento;
  • sviluppo di un sito web;
  • piccolo piano di promozione;
  • piano aziendale con obiettivi e sostenibilità economica.

Se il progetto rispetta i requisiti, può richiedere il premio all’avviamento di 10.000 euro e il contributo del 65% sugli investimenti ammissibili.

Scheda rapida

Bando: START&GO
Ente: GAL Ponte Lama
Programma: CSR Puglia 2023-2027, LEADER
Azioni: SRE04 Start up non agricole + SRD14 Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali
Area: Bisceglie, Molfetta, Trani
Beneficiari: micro e piccole imprese extra-agricole, nuove o già esistenti in diversificazione
Finalità: avvio o diversificazione di attività extra-agricole
Apertura domande: 1 ottobre 2026
Scadenza: 10 novembre 2026, ore 11:59
Presentazione: portale SIAN tramite tecnico autorizzato
Premio avviamento: 10.000 euro
Contributo investimenti: 65%
Spesa minima investimenti: 25.000 euro
Spesa massima investimenti: 70.000 euro
Contributo massimo investimenti: 45.500 euro
Dotazione complessiva: 2.225.000 euro
Pubblicazione: BURP n. 57 del 20 luglio 2026
Nota: le due azioni devono essere richieste congiuntamente

Come può aiutare Atamai

Atamai può supportare aspiranti imprenditori e micro/piccole imprese nella verifica della misura e nella preparazione della candidatura.

In particolare, possiamo aiutare a:

  • verificare se l’attività è extra-agricola e ammissibile;
  • controllare il codice ATECO;
  • valutare se la nuova impresa o la diversificazione rispettano le date del bando;
  • impostare il piano aziendale;
  • organizzare preventivi e investimenti;
  • verificare localizzazione, immobile e requisiti;
  • coordinare fascicolo aziendale, tecnico e domanda SIAN;
  • evitare errori su costituzione, ATECO e avvio degli investimenti.

Per una prima verifica è possibile scrivere a info@atamai.it.

Titoli alternativi

  1. GAL Ponte Lama: contributi per nuove imprese a Bisceglie, Molfetta e Trani
  2. START&GO: premio da 10.000 euro e contributi al 65% per microimprese
  3. Nuove attività extra-agricole: bando GAL Ponte Lama dal 1° ottobre
  4. Bisceglie, Molfetta e Trani: fondi per start up, botteghe, servizi e artigianato
  5. START&GO 2026: 2,225 milioni per nuove imprese e diversificazione