Bando Doppia Transizione 2026 ad Agrigento: voucher fino a 10.000 euro per digitalizzazione e sostenibilità

Bando Doppia Transizione 2026 ad Agrigento: voucher fino a 10.000 euro per digitalizzazione e sostenibilità

La Camera di Commercio di Agrigento ha pubblicato il “Bando Doppia Transizione – Anno 2026”, una misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese della provincia che intendono investire in tecnologie digitali, efficientamento energetico, sostenibilità ambientale, consulenza specialistica e formazione del personale.

Il bando è promosso attraverso il Punto Impresa Digitale – PID e con il coinvolgimento dell’Azienda Speciale Pro.Gest. La dotazione complessiva ammonta a 250.000 euro e ciascuna impresa può ottenere un voucher pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10.000 euro. È richiesto un investimento minimo di 3.000 euro.

La procedura è valutativa a sportello: le domande vengono esaminate seguendo l’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse. L’invio definitivo sarà possibile dalle ore 11:00 del 01/09/2026 alle ore 11:00 del 30/09/2026, tramite la piattaforma ReStart di InfoCamere.

Nome ufficiale e finalità del bando

La denominazione riportata nell’atto ufficiale è:

Bando “Doppia Transizione” – Anno 2026

Il provvedimento è allegato alla deliberazione del Commissario straordinario con i poteri della Giunta n. 39 del 08/07/2026.

L’intervento è collegato alle attività del Piano nazionale Transizione 5.0 e al decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 17/03/2026 relativo alle modifiche del diritto annuale camerale.

La Camera di Commercio di Agrigento intende sostenere progetti capaci di combinare due percorsi complementari:

  • la trasformazione digitale dei processi aziendali;
  • la transizione ecologica ed energetica dell’impresa.

L’obiettivo non è finanziare semplicemente l’acquisto di un computer o di un software generico. Il progetto deve dimostrare come le tecnologie, le consulenze o le attività formative possano migliorare concretamente l’organizzazione aziendale, l’efficienza produttiva, la gestione dell’energia, la sicurezza informatica, l’impiego dei dati o la sostenibilità dell’attività.

A chi è destinato il bando

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese – MPMI che possiedono una sede legale o un’unità locale nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Agrigento.

La qualifica di MPMI deve essere verificata considerando i parametri europei relativi a:

  • numero degli occupati;
  • fatturato annuo;
  • totale di bilancio;
  • eventuali imprese associate o collegate.

Non è quindi sufficiente verificare i dati della singola società quando questa appartiene a un gruppo o presenta partecipazioni rilevanti in altre imprese.

Alla data di presentazione della domanda e, per i requisiti espressamente indicati, fino alla liquidazione del contributo, l’impresa deve inoltre:

  • essere attiva e regolarmente iscritta al Registro delle imprese;
  • essere in regola con il pagamento del diritto annuale camerale;
  • possedere una posizione contributiva regolare, attestata dal DURC;
  • rispettare la normativa sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • non trovarsi in liquidazione volontaria;
  • non essere sottoposta a procedure concorsuali finalizzate alla liquidazione;
  • non essere destinataria di sanzioni che impediscano di contrattare con la Pubblica amministrazione;
  • rispettare le disposizioni antimafia;
  • non avere rappresentanti o amministratori interessati dalle condanne indicate dal bando;
  • non avere forniture di servizi in corso con la Camera di Commercio nei casi incompatibili previsti dalla normativa;
  • avere assolto l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro i danni provocati da eventi catastrofali.

Ogni impresa può presentare una sola domanda. Qualora vengano inviate più candidature, viene considerata soltanto l’ultima trasmessa in ordine cronologico.

Area geografica di riferimento

Il bando riguarda la provincia di Agrigento.

L’impresa deve avere una sede legale o un’unità locale regolarmente registrata nella circoscrizione della Camera di Commercio di Agrigento.

Il progetto deve essere riferibile all’attività dell’impresa e alla sede interessata dall’investimento. È quindi opportuno verificare che l’unità locale risulti correttamente iscritta e attiva nel Registro delle imprese prima della presentazione della domanda.

Ente titolare e soggetti coinvolti

L’ente titolare dell’agevolazione è la:

Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Agrigento

Il bando viene attuato tramite il Punto Impresa Digitale – PID, struttura del sistema camerale che assiste le imprese nei processi di digitalizzazione.

Nella promozione e nella gestione operativa della misura è coinvolta anche l’Azienda Speciale Pro.Gest della Camera di Commercio.

La pagina istituzionale indica come responsabile del progetto la dott.ssa Patrizia Pennino e riporta, tra i referenti, il dott. Angelo Ferrante, vice direttore di Pro.Gest, la sig.ra Antonella Zaccone, della segreteria Pro.Gest, e il rag. Fabio Cimino, Digital Specialist PID.

Atamai può assistere l’impresa nell’analisi preliminare dell’investimento, nella verifica dei requisiti, nella definizione del progetto e nella predisposizione della documentazione. La concessione e la liquidazione del contributo rimangono di esclusiva competenza della Camera di Commercio di Agrigento.

Apertura e scadenza

La procedura prevede due momenti distinti.

Precompilazione della domanda

Dalle ore 10:00 del 08/07/2026 è possibile accedere alla piattaforma ReStart, compilare la richiesta e caricare i documenti.

Invio definitivo

La domanda può essere trasmessa:

  • dalle ore 11:00 del 01/09/2026;
  • fino alle ore 11:00 del 30/09/2026.

La semplice compilazione effettuata prima del 01/09/2026 non equivale alla presentazione della domanda. Per concorrere all’agevolazione è necessario completare l’invio telematico definitivo durante la finestra prevista.

Poiché il bando segue l’ordine cronologico di presentazione, è consigliabile completare la documentazione durante la fase di precompilazione e programmare la trasmissione fin dall’apertura.

La Camera di Commercio può chiudere anticipatamente il bando in caso di esaurimento delle risorse, oppure riaprire i termini qualora rimangano fondi disponibili.

Entità e forma dell’agevolazione

Le risorse stanziate ammontano complessivamente a:

250.000 euro

L’agevolazione viene concessa sotto forma di voucher a fondo perduto.

I principali parametri economici sono:

  • contributo pari al 70% delle spese ammissibili;
  • voucher massimo di 10.000 euro per impresa;
  • investimento minimo ammissibile di 3.000 euro;
  • eventuale premialità aggiuntiva di 250 euro.

Il contributo massimo di 10.000 euro non comprende l’eventuale premialità.

Per comprendere il meccanismo:

  • con un investimento ammissibile di 3.000 euro, il contributo può arrivare a 2.100 euro;
  • con un investimento ammissibile di 10.000 euro, il contributo può arrivare a 7.000 euro;
  • con un investimento ammissibile di 20.000 euro, l’applicazione del 70% produrrebbe un contributo teorico di 14.000 euro, ma il voucher rimarrebbe limitato a 10.000 euro.

L’importo effettivo viene calcolato sulle sole spese riconosciute come ammissibili, al netto di eventuali riduzioni operate durante l’istruttoria o la rendicontazione.

Premialità per legalità e parità di genere

È prevista una premialità di 250 euro per le imprese che, alla data di presentazione della domanda, possiedono almeno uno dei seguenti requisiti:

  • rating di legalità;
  • certificazione della parità di genere.

La premialità può essere concessa nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei massimali previsti dal regime “de minimis”.

Il rating di legalità deve risultare dall’apposito elenco ufficiale. La certificazione della parità di genere deve essere valida e posseduta al momento della candidatura.

Il possesso di entrambi i requisiti non comporta il raddoppio della premialità: il bando stabilisce un importo aggiuntivo complessivo di 250 euro.

Quali progetti possono essere finanziati

Il progetto deve essere coerente con la strategia della doppia transizione e può comprendere:

  1. acquisto di tecnologie;
  2. servizi di consulenza;
  3. servizi di formazione.

Le componenti possono essere integrate all’interno di un unico progetto.

Un’impresa potrebbe, per esempio, acquistare un sistema di monitoraggio dei consumi energetici, affidare a un consulente la configurazione della soluzione e formare il personale incaricato di analizzare i dati.

Un’altra impresa potrebbe introdurre un sistema ERP interconnesso con la produzione e abbinare l’investimento a un percorso di consulenza per la riorganizzazione dei flussi aziendali.

La domanda deve descrivere:

  • situazione iniziale dell’impresa;
  • problema o fabbisogno da affrontare;
  • tecnologie e servizi da acquisire;
  • ruolo di ciascun fornitore;
  • risultati attesi;
  • costi previsti;
  • collegamento con digitalizzazione, sostenibilità o efficienza energetica.

Tecnologie ammissibili

Il bando comprende un elenco articolato di soluzioni tecnologiche.

Produzione, automazione e gestione dei processi

Possono rientrare:

  • manifattura additiva;
  • stampa 3D;
  • robotica avanzata;
  • robotica collaborativa;
  • sistemi ERP;
  • sistemi MES;
  • sistemi PLM;
  • sistemi SCM;
  • tecnologie RFID;
  • barcode e sistemi per la tracciabilità;
  • sistemi per il coordinamento integrato dei processi.

Dati, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali

Sono previste tecnologie quali:

  • intelligenza artificiale;
  • big data e analytics;
  • cloud computing;
  • fog computing;
  • quantum computing;
  • infrastrutture HPC per il calcolo ad alte prestazioni;
  • blockchain;
  • Internet of Things;
  • sensoristica interconnessa.

Sicurezza informatica

Possono essere finanziate:

  • soluzioni di cybersecurity;
  • sistemi per la protezione delle reti;
  • strumenti per la continuità operativa;
  • tecnologie per la gestione e il recupero dei dati;
  • sistemi di sicurezza collegati ai processi digitali.

Commercio, clienti e distribuzione

Il bando comprende:

  • CRM;
  • sistemi fintech;
  • Electronic Data Interchange – EDI;
  • geolocalizzazione;
  • soluzioni per l’esperienza del cliente nel punto vendita;
  • e-commerce, purché effettivamente interconnesso con un’altra tecnologia ammessa.

Un semplice sito di commercio elettronico autonomo non è quindi sufficiente. La piattaforma deve essere integrata, per esempio, con ERP, CRM, sistemi di magazzino, tracciabilità o altri strumenti previsti dall’avviso.

Sostenibilità ed energia

Sono previste soluzioni digitali e tecnologiche per:

  • monitoraggio dei consumi energetici;
  • monitoraggio dei consumi idrici;
  • riduzione delle emissioni;
  • gestione intelligente dell’energia;
  • analisi del ciclo di vita;
  • rating ESG;
  • report di sostenibilità;
  • produzione e conversione dell’energia;
  • accumulo energetico;
  • distribuzione e gestione dei vettori energetici;
  • efficientamento energetico;
  • gestione avanzata dei flussi e dei consumi.

Gli investimenti energetici devono essere integrati con soluzioni digitali di controllo, monitoraggio o gestione avanzata.

Esempi concreti di investimenti

Digitalizzazione di un’impresa manifatturiera

Il progetto potrebbe comprendere:

  • sistema MES per controllare la produzione;
  • sensori IoT installati sui macchinari;
  • collegamento con il gestionale ERP;
  • software per analizzare fermi e scarti;
  • consulenza per la configurazione;
  • formazione degli operatori.

Efficienza energetica di un’attività commerciale

Un’impresa potrebbe presentare un progetto composto da:

  • sensori per il monitoraggio dei consumi;
  • sistema digitale di gestione dell’energia;
  • impianto o tecnologia per l’efficientamento;
  • consulenza di un Esperto in Gestione dell’Energia;
  • diagnosi energetica;
  • formazione del personale tecnico.

Cybersecurity per un’impresa di servizi

Il programma potrebbe comprendere:

  • sistemi di protezione della rete;
  • soluzioni di backup e continuità operativa;
  • controllo degli accessi;
  • analisi delle vulnerabilità;
  • consulenza per un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni;
  • formazione dei dipendenti.

E-commerce integrato

Un’impresa potrebbe realizzare:

  • piattaforma e-commerce;
  • collegamento al CRM;
  • integrazione con il magazzino;
  • tracciamento automatico degli ordini;
  • scambio dati con fornitori e clienti;
  • analisi delle vendite tramite strumenti di business intelligence.

L’e-commerce deve essere parte di un progetto integrato e non un semplice sito vetrina.

Servizi di consulenza ammissibili

Il bando ammette consulenze direttamente collegate alla doppia transizione.

Possono rientrare:

  • audit del livello di maturità digitale;
  • analisi del profilo ambientale o energetico;
  • predisposizione di piani di sviluppo digitale;
  • predisposizione di piani di sostenibilità;
  • implementazione delle tecnologie ammesse;
  • sistemi di gestione dell’innovazione della famiglia ISO 56000;
  • sistemi per la sicurezza delle informazioni;
  • sistemi di gestione collegati alla ISO/IEC 27001;
  • sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale;
  • sistemi di gestione dell’energia della famiglia ISO 50001;
  • servizi di matching con università e centri di ricerca;
  • incarichi temporanei a Innovation Manager;
  • incarichi temporanei a Energy Manager;
  • studi per la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili;
  • business plan, documentazione tecnica, amministrativa e giuridica per le CER;
  • consulenza ESG;
  • elaborazione del bilancio o report di sostenibilità;
  • diagnosi energetiche;
  • certificazioni e asseverazioni tecniche prima e dopo l’investimento.

Le consulenze devono avere carattere specialistico. Non sono finanziabili le ordinarie attività amministrative, fiscali, contabili o commerciali dell’impresa.

Attività formative ammissibili

Sono agevolabili i percorsi formativi destinati alle persone stabilmente impiegate all’interno dell’impresa.

La formazione può riguardare:

  • conseguimento di qualifiche per Innovation Manager;
  • qualifiche per Innovation Specialist;
  • qualifiche per Innovation Technician;
  • qualifiche per Energy Manager;
  • utilizzo delle tecnologie digitali acquistate;
  • gestione dei dati;
  • intelligenza artificiale;
  • cybersecurity;
  • automazione;
  • sostenibilità;
  • efficienza energetica;
  • competenze green;
  • gestione dei sistemi energetici.

Il corso deve essere direttamente collegato al progetto e alle tecnologie indicate nella domanda.

Non è sufficiente proporre una formazione generica sulla digitalizzazione: occorre spiegare quali dipendenti parteciperanno, quali attività svolgono, quali competenze acquisiranno e come tali competenze saranno utilizzate in azienda.

Chi può fornire consulenza e formazione

I fornitori devono essere indipendenti dall’impresa beneficiaria.

Non possono essere:

  • imprese controllate o collegate al richiedente;
  • amministratori o soci dell’impresa;
  • prossimi congiunti di soci o amministratori;
  • società nelle quali siano presenti soci, amministratori o congiunti dell’impresa richiedente nelle condizioni vietate dal bando.

Per consulenza e formazione possono essere incaricati, tra gli altri:

  • Competence Center;
  • parchi scientifici e tecnologici;
  • centri di ricerca e trasferimento tecnologico;
  • European Digital Innovation Hub;
  • cluster tecnologici;
  • incubatori certificati;
  • incubatori regionali accreditati;
  • FabLab conformi alla FabLab Charter;
  • startup innovative;
  • PMI innovative;
  • università;
  • enti di formazione accreditati;
  • soggetti certificati ISO 9001 per il settore EA37;
  • Esperti in Gestione dell’Energia certificati UNI CEI 11339;
  • Innovation Manager certificati secondo la UNI 11814;
  • Innovation Manager inseriti nell’elenco Unioncamere.

Possono inoltre essere scelti altri fornitori dotati di partita IVA, purché dimostrino di avere realizzato negli ultimi tre anni almeno tre attività analoghe, per clienti diversi, negli ambiti del progetto.

La verifica del fornitore deve essere effettuata prima della domanda, perché l’autocertificazione sui requisiti rientra tra gli allegati da presentare.

Spese non ammissibili

Il bando esclude espressamente:

  • trasporto;
  • vitto;
  • alloggio;
  • realizzazione di normali siti web aziendali;
  • PC, smartphone, centralini, notebook, tablet e stampanti tradizionali, salvo che siano strettamente collegati a un’altra tecnologia ammessa;
  • servizi di web advertising;
  • SEO;
  • SEM;
  • consulenze fiscali;
  • consulenze contabili;
  • consulenze legali ordinarie;
  • attività di mera promozione commerciale;
  • servizi pubblicitari;
  • consulenze per il semplice adeguamento a obblighi di legge.

L’inserimento di costi esclusi può comportare la riduzione della spesa riconosciuta e, nei casi più rilevanti, compromettere il raggiungimento dell’investimento minimo.

Quando possono essere sostenute le spese

Le spese possono essere sostenute e pagate soltanto:

  • dopo la comunicazione del provvedimento di concessione;
  • entro il novantesimo giorno successivo alla comunicazione.

Il termine di 90 giorni costituisce la scadenza per completare il progetto.

Acquisti, contratti o pagamenti effettuati prima della concessione non devono essere considerati automaticamente ammissibili. È quindi opportuno non ordinare i beni e non avviare i servizi prima di avere ricevuto il provvedimento.

Le spese sono considerate al netto dell’IVA, salvo il caso in cui l’IVA rappresenti un costo effettivo e non recuperabile per l’impresa.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso la piattaforma:

ReStart di InfoCamere

L’accesso avviene mediante:

  • SPID;
  • Carta nazionale dei servizi – CNS;
  • Carta d’identità elettronica – CIE.

La pratica deve essere firmata digitalmente.

Può essere trasmessa anche da un intermediario, ma i documenti per i quali il bando richiede la sottoscrizione del titolare o del legale rappresentante devono essere firmati dal soggetto indicato.

Non sono ammesse candidature inviate tramite PEC, posta ordinaria o consegna diretta.

Documenti richiesti

La domanda deve comprendere:

  • Modulo di domanda, compilato in ogni parte;
  • Modulo Servizi, contenente la descrizione del progetto;
  • obiettivi e risultati attesi;
  • indicazione dei fornitori;
  • ripartizione tra acquisti, consulenza e formazione;
  • dichiarazioni relative al casellario giudiziale e ai carichi pendenti;
  • documento relativo alla polizza assicurativa contro gli eventi catastrofali;
  • report di autovalutazione della maturità digitale Self i4.0;
  • preventivi;
  • autocertificazione dei fornitori;
  • modello di riepilogo generato da ReStart.

Il Self i4.0 deve essere stato realizzato nei tre mesi precedenti la data della domanda e dovrà essere ripetuto al termine dell’investimento.

È inoltre prevista un’imposta di bollo di 16 euro. Il numero identificativo della marca deve essere riportato nel modulo e l’originale annullato deve essere conservato per eventuali controlli.

Come devono essere predisposti i preventivi

I preventivi devono:

  • essere espressi in euro;
  • essere redatti in italiano oppure accompagnati da una traduzione sintetica;
  • essere intestati all’impresa richiedente;
  • riportare chiaramente le singole voci di costo;
  • essere predisposti su carta intestata del fornitore;
  • non essere antecedenti al 01/01/2026;
  • essere accompagnati dalle schede tecniche, quando riguardano beni strumentali o software.

Non sono ammessi gli autopreventivi.

La descrizione “fornitura software” o “servizi digitali” potrebbe non essere sufficiente. È preferibile che il preventivo riporti moduli, funzionalità, quantità, licenze, attività di configurazione, formazione e ogni altra componente del costo.

PEC e comunicazioni

Nella domanda deve essere indicato un unico indirizzo PEC.

La PEC inserita nel modulo deve coincidere con quella riportata nell’anagrafica della pratica ReStart. Tutte le comunicazioni successive verranno trasmesse a tale indirizzo.

In presenza di dati discordanti, il bando prevede che possa essere considerato l’indirizzo depositato presso il Registro delle imprese.

Prima dell’invio è quindi opportuno verificare:

  • validità della casella;
  • spazio disponibile;
  • corretto deposito nel Registro delle imprese;
  • accessibilità da parte delle persone incaricate di seguire la pratica.

Criteri di valutazione e modalità di selezione

Il bando utilizza una procedura valutativa a sportello.

Le domande vengono esaminate seguendo l’ordine cronologico di trasmissione.

L’istruttoria comprende:

  • verifica formale della domanda;
  • controllo dei requisiti dell’impresa;
  • verifica della completezza degli allegati;
  • controllo dei fornitori;
  • verifica dell’ammissibilità delle spese;
  • valutazione della coerenza del progetto con le finalità del bando;
  • verifica dell’attinenza delle tecnologie, consulenze e attività formative.

Non è prevista una graduatoria comparativa basata su un punteggio. L’ordine di arrivo è quindi rilevante, ma la domanda deve comunque superare la valutazione tecnica e amministrativa.

Il provvedimento di concessione viene adottato, in caso di esito positivo, entro 90 giorni dalla domanda.

Quando l’ufficio richiede integrazioni, l’impresa deve rispondere entro dieci giorni solari. La mancata trasmissione entro il termine può determinare la decadenza della domanda.

Rendicontazione ed erogazione del voucher

Il contributo viene liquidato dopo la realizzazione del progetto e la verifica della rendicontazione.

La documentazione deve essere inviata tramite ReStart entro 30 giorni dalla conclusione del progetto.

Sono richiesti, tra gli altri:

  • dichiarazione sostitutiva con l’elenco dei documenti di spesa;
  • fatture elettroniche in formato XML;
  • documentazione dei pagamenti;
  • relazione del fornitore;
  • relazione finale dell’impresa;
  • nuovo Self i4.0;
  • attestati di frequenza per la formazione;
  • dichiarazione di conclusione del corso;
  • eventuale assessment SUSTAINability per gli interventi sostenibili.

Per la formazione è richiesta una frequenza pari ad almeno l’80% del monte ore complessivo.

I pagamenti devono essere effettuati tramite strumenti bancari verificabili. Le spese pagate in contanti non devono essere considerate rendicontabili.

Indicazione del CUP nelle fatture

Le fatture relative ai beni e ai servizi agevolati devono riportare il Codice unico di progetto – CUP assegnato dalla Camera di Commercio al momento della concessione.

L’impresa deve comunicare tempestivamente il CUP ai fornitori prima dell’emissione delle fatture.

Per i fornitori esteri o per i soggetti autorizzati a emettere documenti cartacei sono previste specifiche modalità di apposizione del codice.

La mancanza del CUP può creare problemi in fase di rendicontazione; questo controllo deve quindi essere inserito nelle procedure amministrative del progetto.

Suggerimenti operativi

Prima di presentare la domanda è consigliabile:

  1. verificare la qualifica di MPMI;
  2. controllare diritto annuale e DURC;
  3. verificare la polizza contro gli eventi catastrofali;
  4. completare il Self i4.0;
  5. definire con precisione il fabbisogno aziendale;
  6. individuare tecnologie coerenti con l’elenco del bando;
  7. selezionare fornitori qualificati e indipendenti;
  8. acquisire preventivi dettagliati;
  9. verificare il plafond “de minimis”;
  10. controllare rating di legalità e certificazione della parità di genere;
  11. predisporre la firma digitale;
  12. controllare l’accesso a ReStart;
  13. verificare la PEC;
  14. precompilare la domanda prima del 01/09/2026;
  15. programmare l’invio fin dall’apertura.

Il progetto dovrebbe essere descritto partendo da un problema concreto.

Per esempio, anziché limitarsi a scrivere “acquisto di un software gestionale”, è preferibile spiegare che l’impresa intende integrare vendite, magazzino e produzione, eliminare inserimenti manuali, ridurre gli errori e disporre di dati aggiornati per la pianificazione.

Checklist pratica per la candidatura

  • Impresa classificabile come micro, piccola o media.
  • Sede legale o unità locale nella provincia di Agrigento.
  • Impresa attiva e iscritta al Registro delle imprese.
  • Diritto annuale regolare.
  • DURC regolare.
  • Obblighi di sicurezza rispettati.
  • Polizza contro gli eventi catastrofali disponibile.
  • Assenza di condizioni di esclusione.
  • Verifica del regime “de minimis”.
  • Una sola domanda prevista.
  • Investimento ammissibile di almeno 3.000 euro.
  • Contributo richiesto non superiore a 10.000 euro.
  • Rating di legalità verificato.
  • Certificazione della parità di genere verificata.
  • Tecnologie coerenti con il bando.
  • Fornitori indipendenti dall’impresa.
  • Requisiti dei fornitori documentabili.
  • Preventivi non anteriori al 01/01/2026.
  • Preventivi intestati all’impresa.
  • Schede tecniche allegate.
  • Self i4.0 realizzato negli ultimi tre mesi.
  • Modulo di domanda completato.
  • Modulo Servizi completato.
  • Dichiarazioni giudiziarie predisposte.
  • Marca da bollo da 16 euro disponibile.
  • SPID, CIE o CNS funzionante.
  • Firma digitale valida.
  • PEC aggiornata e coincidente.
  • Precompilazione completata su ReStart.
  • Invio programmato dal 01/09/2026.
  • Fornitori informati dell’obbligo di indicare il CUP nelle fatture.
  • Sistema di archiviazione per fatture, pagamenti e relazioni già organizzato.

Link ufficiale del bando

La documentazione, il testo integrale e la modulistica sono disponibili nella pagina della Camera di Commercio di Agrigento:

Camera di Commercio di Agrigento – Bando Voucher PID 2026

Scheda rapida

Nome ufficiale: Bando “Doppia Transizione” – Anno 2026

Beneficiari: micro, piccole e medie imprese

Area geografica: provincia di Agrigento

Dotazione: 250.000 euro

Agevolazione: voucher a fondo perduto

Percentuale: 70% delle spese ammissibili

Contributo massimo: 10.000 euro

Investimento minimo: 3.000 euro

Premialità: 250 euro per rating di legalità o certificazione della parità di genere

Precompilazione: dalle ore 10:00 del 08/07/2026

Apertura invio: ore 11:00 del 01/09/2026

Scadenza: ore 11:00 del 30/09/2026

Procedura: valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico

Ente proponente: Camera di Commercio di Agrigento

Soggetti coinvolti: Punto Impresa Digitale – PID e Azienda Speciale Pro.Gest

Dove presentare la domanda: piattaforma ReStart di InfoCamere

Firma: firma digitale obbligatoria

Termine di realizzazione: entro 90 giorni dalla comunicazione della concessione

Rendicontazione: entro 30 giorni dalla conclusione del progetto

Assistenza Atamai

La candidatura richiede una verifica coordinata dei requisiti dell’impresa, delle tecnologie, dei fornitori, dei preventivi e della documentazione amministrativa.

Atamai può affiancare le imprese della provincia di Agrigento nell’analisi dell’investimento, nella definizione del progetto di doppia transizione, nel controllo delle spese e nella predisposizione della domanda da trasmettere attraverso ReStart.

Per valutare la partecipazione al Bando Doppia Transizione – Anno 2026, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.