Lombardia: contributi all’80% per la biosicurezza negli allevamenti suinicoli

Lombardia: contributi all’80% per la biosicurezza negli allevamenti suinicoli

La Regione Lombardia ha aperto il terzo bando dedicato agli investimenti strutturali e funzionali necessari per migliorare la biosicurezza degli allevamenti di suini e ridurre il rischio di diffusione della Peste Suina Africana – PSA.

Il nome ufficiale della misura è:

“Interventi di biosicurezza per la prevenzione della Peste Suina Africana negli allevamenti suinicoli – III bando – Anno 2026”

Sul portale regionale la misura è pubblicata con la denominazione “Iniziative di biosicurezza per prevenzione e controllo diffusione Peste Suina Africana negli allevamenti suinicoli – Edizione 2026”, codice RLM12026053805.

Il bando dispone di una dotazione complessiva pari a 4.778.413,90 euro e concede un contributo a fondo perduto corrispondente all’80% delle spese ammissibili.

Ogni beneficiario può presentare un programma di investimento compreso tra 3.000 e 300.000 euro, al netto dell’IVA. Il limite massimo viene calcolato per singolo beneficiario identificato attraverso il CUAA e comprende anche i costi di posa in opera e di progettazione.

Le domande possono essere presentate dalle ore 12:00 del 21/07/2026 alle ore 12:00 del 08/10/2026, attraverso il portale Bandi e Servizi della Regione Lombardia.

Finalità del bando

La misura sostiene la realizzazione di interventi capaci di ridurre il rischio di ingresso, permanenza e diffusione del virus della Peste Suina Africana negli allevamenti lombardi.

La PSA è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce i suini domestici e selvatici. Non è trasmissibile alle persone, ma può provocare un’elevata mortalità negli animali e determinare conseguenze economiche particolarmente rilevanti per gli allevamenti e per l’intera filiera suinicola.

La prevenzione richiede il controllo degli accessi di persone, mezzi e animali, una chiara separazione tra le aree pulite e quelle potenzialmente contaminate, procedure efficaci di lavaggio e disinfezione e strutture interne facilmente sanificabili.

Il bando permette quindi alle imprese agricole di intervenire sugli elementi più importanti della biosicurezza aziendale, tra cui:

  • recinzioni perimetrali;
  • zone filtro;
  • sistemi di disinfezione dei veicoli;
  • stazioni per il lavaggio di mani e calzature;
  • attrezzature per la pulizia delle stalle;
  • aree dedicate al carico e allo scarico degli animali;
  • gestione degli effluenti zootecnici;
  • pavimentazioni e superfici interne delle aree di stabulazione.

A chi è destinato il bando

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese attive nella produzione agricola primaria e dedite all’allevamento di suini.

Il richiedente deve essere titolare di partita IVA e risultare iscritto:

  • nella sezione speciale “Imprese agricole” del Registro delle imprese;
  • nella sezione dedicata ai coltivatori diretti;
  • oppure nell’Albo delle società cooperative agricole, di trasformazione dei prodotti conferiti dai soci o di allevamento.

Sono ammesse le imprese costituite nelle seguenti forme:

  • imprenditore individuale;
  • società di persone;
  • società di capitali, purché qualificabile come società agricola;
  • società cooperativa.

L’impresa deve avere una sede operativa in Lombardia e possedere la qualifica di:

  • imprenditore agricolo professionale – IAP;
  • oppure imprenditore agricolo ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile.

Il richiedente deve inoltre essere detentore di suini allevati in uno stabilimento situato in Lombardia e registrato nel sistema nazionale di identificazione degli animali.

È quindi necessario possedere un codice sanitario aziendale attivo, denominato anche codice allevamento o codice ATS, alla data di pubblicazione del bando.

In presenza di un contratto di soccida, il soggetto che può presentare la domanda è il detentore degli animali, ossia il soccidario.

Soggetti esclusi

Non possono accedere al contributo:

  • le grandi imprese;
  • le imprese in difficoltà secondo la disciplina europea;
  • gli allevamenti che detengono suini all’aperto;
  • gli allevamenti familiari nei quali sono presenti fino a quattro capi;
  • le imprese che hanno già ottenuto contributi regionali per le medesime finalità e che, al momento della nuova domanda, non hanno ancora presentato la richiesta di accertamento finale relativa al precedente finanziamento.

L’impresa deve inoltre trovarsi in una posizione contributiva regolare.

La verifica del DURC viene effettuata nella fase di liquidazione. Nel caso delle società di persone, il controllo può riguardare anche le posizioni individuali dei soci in relazione all’attività agricola.

Area geografica di riferimento

Gli investimenti devono essere realizzati esclusivamente negli allevamenti suinicoli situati nel territorio della Regione Lombardia.

Il codice ATS indicato nella domanda deve corrispondere allo stabilimento nel quale verranno materialmente effettuati gli interventi.

Ogni candidatura riguarda un singolo codice allevamento.

Quando una stessa impresa agricola, identificata dal medesimo CUAA, possiede più codici di allevamento suini attivi in Lombardia, deve presentare una domanda distinta per ciascun codice ATS.

Il limite massimo complessivo dell’investimento rimane comunque pari a 300.000 euro per singolo beneficiario individuato attraverso il CUAA.

Ente proponente e soggetti responsabili

L’ente titolare del bando è la Regione Lombardia, attraverso la Direzione generale Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste.

Le procedure sono state approvate con il Decreto n. 9224 del 09/07/2026 e pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, Serie Ordinaria n. 29 del 14/07/2026.

Il responsabile del procedimento è il dirigente dell’Unità organizzativa competente in materia di filiere vegetali e zootecniche, agroambiente, nitrati, sostenibilità ambientale, bonifica, irrigazione e fitosanitario.

Per l’istruttoria delle domande, la Regione si avvale delle strutture territoriali Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca – AFCP e, per il territorio interessato, della Provincia di Sondrio.

Atamai può affiancare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nella pianificazione dell’investimento e nel coordinamento della documentazione. La valutazione e la concessione del contributo restano di esclusiva competenza della Regione Lombardia.

Apertura e scadenza

Le domande possono essere presentate:

Apertura: 21/07/2026, ore 12:00

Scadenza: 08/10/2026, ore 12:00

La candidatura si considera correttamente presentata soltanto quando il sistema regionale assegna il numero di protocollo.

La semplice compilazione della pratica, il caricamento degli allegati o l’apposizione della firma non sono sufficienti in assenza della protocollazione definitiva.

La Regione raccomanda di non attendere le ultime ore, considerando i tempi necessari per:

  • profilazione dell’impresa;
  • caricamento degli allegati;
  • sottoscrizione elettronica;
  • controllo dei documenti;
  • trasmissione;
  • assegnazione del protocollo.

La verifica della profilazione dell’utente e dell’impresa sul portale può richiedere fino a 16 ore lavorative.

Entità e forma dell’agevolazione

La dotazione complessiva è pari a:

4.778.413,90 euro

L’agevolazione viene concessa sotto forma di sovvenzione diretta a fondo perduto, pari all’:

80% del costo ammissibile

L’investimento deve avere un valore:

  • minimo di 3.000 euro;
  • massimo di 300.000 euro per beneficiario identificato tramite CUAA.

Gli importi sono calcolati al netto dell’IVA, che non costituisce una spesa ammissibile.

Il contributo teorico può quindi essere compreso tra:

  • 2.400 euro, corrispondenti all’80% dell’investimento minimo di 3.000 euro;
  • 240.000 euro, corrispondenti all’80% dell’investimento massimo di 300.000 euro.

I costi di progettazione possono essere ammessi entro il limite massimo del 5% del totale finanziato.

Il contributo viene erogato in un’unica soluzione a saldo, dopo la realizzazione degli interventi, la presentazione della rendicontazione e il controllo finale da parte dell’amministrazione competente.

Cumulo con altri contributi

L’agevolazione può essere cumulata con altri aiuti di Stato soltanto quando questi ultimi riguardano costi ammissibili differenti e chiaramente individuabili.

Non è invece possibile ottenere due agevolazioni pubbliche sulle medesime fatture o sulle stesse voci di spesa.

Prima di presentare la domanda è quindi necessario verificare se recinzioni, impianti, attrezzature o opere inserite nel progetto siano già state oggetto di altre richieste di contributo.

Intervento A: recinzioni fisse a prova di bestiame

È finanziabile l’acquisto e la posa in opera di recinzioni fisse destinate a delimitare:

  • il perimetro dell’area di allevamento;
  • gli edifici di stoccaggio dei mangimi;
  • i depositi delle lettiere;
  • le aree di stoccaggio degli effluenti, quando previsto.

La recinzione deve garantire la completa chiusura dell’area e deve essere realizzata con materiali sufficientemente resistenti a impedire l’ingresso dei cinghiali.

Tra i requisiti tecnici principali sono previsti:

  • altezza fuori terra di almeno 150 centimetri;
  • interramento della rete per almeno 30 centimetri;
  • utilizzo di rete metallica robusta, zincata o plastificata;
  • distanza tra i pali non superiore a 250 centimetri;
  • collegamento senza varchi con eventuali muri perimetrali esistenti.

In alternativa all’interramento della rete è possibile realizzare un muretto o impiegare manufatti prefabbricati interrati per almeno 30 centimetri.

È ammissibile anche il completamento di recinzioni già esistenti, purché la struttura finale rispetti tutti i requisiti indicati dal bando.

Il costo massimo riconoscibile è pari a:

  • 100 euro per metro lineare per acquisto e posa della recinzione;
  • 2.500 euro per il cancello.

Intervento B: zona filtro con dogana danese

La misura finanzia la realizzazione di una zona filtro destinata a separare in modo netto la zona sporca dalla zona pulita dell’allevamento.

Può essere acquistato e installato un modulo prefabbricato coibentato dotato di:

  • porta di ingresso dalla zona sporca;
  • uscita distinta verso la zona pulita;
  • panca danese a due o tre zone;
  • spazi separati per indumenti e calzature;
  • lavabi;
  • rubinetteria;
  • mobili e ripiani;
  • impianto elettrico;
  • impianto idrico;
  • sistema di raccolta delle acque reflue.

Gli impianti e gli arredi devono essere destinati esclusivamente alla zona filtro.

La funzione della dogana danese è impedire che personale, tecnici, visitatori o operatori trasferiscano materiale contaminato all’interno delle aree nelle quali sono presenti gli animali.

Intervento C: semiarco automatizzato di disinfezione

È finanziabile un sistema automatico per la disinfezione dei mezzi in ingresso e in uscita dall’allevamento.

L’impianto deve essere dotato di:

  • fotocellule;
  • temporizzatore;
  • ugelli per la distribuzione ad alta pressione della soluzione disinfettante;
  • superficie continua e resistente alla corrosione;
  • pavimentazione lavabile e impermeabile;
  • sistema di raccolta dei liquidi e dei reflui.

La piazzola di disinfezione è ammissibile soltanto quando viene realizzata contestualmente all’impianto automatizzato.

Un semplice piazzale in calcestruzzo, non collegato alla realizzazione del sistema di disinfezione, non può quindi essere considerato autonomamente finanziabile.

Intervento D: punti di lavaggio di mani e calzature

Il bando finanzia stazioni destinate all’igiene e alla sanificazione del personale che entra negli edifici di stabulazione.

Possono essere compresi:

  • lavabo;
  • rubinetteria;
  • sistemi automatizzati;
  • punto dedicato al lavaggio e alla disinfezione delle calzature;
  • collegamenti idrici strettamente funzionali.

Questi sistemi devono essere posizionati in punti coerenti con i percorsi di accesso agli edifici nei quali vengono allevati i suini.

Intervento E: attrezzature per la pulizia e aree di carico e scarico

È ammissibile l’acquisto di idropulitrici professionali mobili ad acqua calda, destinate alla pulizia e alla disinfezione delle stalle.

Le attrezzature devono rispettare almeno le seguenti caratteristiche:

  • pressione di 180 bar;
  • portata di 1.500 litri all’ora;
  • temperatura di 80 °C;
  • lancia schiumatrice;
  • sistema di dosaggio del detergente.

Il costo massimo ammissibile è pari a 5.000 euro per macchina.

È possibile acquistare un numero di idropulitrici collegato agli edifici di stabulazione, entro un costo massimo complessivo di 12.000 euro per domanda.

Sono inoltre finanziabili:

  • pese a ponte;
  • rampe fisse;
  • rampe mobili o semoventi;
  • strutture dedicate al carico e allo scarico degli animali.

Le attrezzature devono essere collocate esternamente all’area di allevamento, essere destinate esclusivamente allo stabilimento e utilizzare materiali antisdrucciolo e facilmente lavabili.

Intervento F: sistemi di pompaggio degli effluenti

Il bando permette di finanziare sistemi automatizzati destinati a trasferire gli effluenti zootecnici non palabili.

L’intervento deve consentire il passaggio dei reflui:

  • dal punto di raccolta situato nella zona pulita;
  • verso uno stoccaggio esterno collocato nella zona sporca.

Il sistema può comprendere:

  • pompa;
  • tubazioni fisse;
  • tubazioni interrate;
  • componenti necessari al corretto dimensionamento dell’impianto.

La soluzione deve ridurre il transito di mezzi nella zona pulita dell’allevamento e limitare le possibilità di contaminazione.

Intervento G: rifacimento di pavimenti e pareti interne

Sono ammissibili gli interventi di rifacimento delle pavimentazioni e delle superfici interne degli edifici di stabulazione che non garantiscono più adeguati standard igienici.

L’intervento è consentito soltanto negli edifici già in uso.

I lavori non devono determinare un aumento del numero dei capi allevabili.

I pavimenti devono risultare:

  • rigidi;
  • piani;
  • stabili;
  • non sdrucciolevoli;
  • privi di asperità;
  • facilmente lavabili;
  • idonei alla disinfezione.

Le pareti devono avere una finitura liscia e di colore chiaro. Gli angoli tra pareti e pavimenti devono essere raccordati in modo da ridurre l’accumulo di sporco e facilitare il lavaggio.

Possono essere utilizzati, per esempio:

  • pannelli sandwich in PVC ad alta densità;
  • rivestimenti in vetroresina;
  • intonaci cementizi;
  • resine epossidiche;
  • resine poliuretaniche.

Spese di progettazione e posa in opera

Il costo dell’investimento può comprendere la posa in opera e le spese di progettazione.

Le spese tecniche sono riconoscibili entro il limite del 5% del totale finanziato.

Per essere ammissibili devono essere direttamente collegate agli interventi inseriti nella domanda e risultare documentate.

Non possono essere utilizzate per coprire consulenze aziendali generiche o attività amministrative ordinarie.

Spese non ammissibili

Non sono finanziabili:

  • materiali acquistati prima della presentazione della domanda;
  • lavori iniziati prima della protocollazione;
  • attrezzature usate;
  • materiali acquistati senza posa in opera, quando questa è necessaria;
  • lavori eseguiti direttamente dall’impresa in economia;
  • leasing;
  • riscatto di beni in leasing;
  • noleggio di attrezzature;
  • trasporto dei materiali;
  • manutenzioni;
  • riparazioni;
  • caparre o acconti pagati prima della domanda;
  • costi e oneri per la sicurezza;
  • garanzie bancarie o assicurative;
  • interessi e altri oneri finanziari;
  • IVA;
  • spese non strettamente collegate agli obiettivi di biosicurezza.

L’eventuale pagamento di una caparra prima della domanda non rende necessariamente inammissibile l’intero investimento, ma la caparra stessa non può essere riconosciuta come spesa agevolabile.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso il portale:

Bandi e Servizi della Regione Lombardia

Prima della compilazione è necessario aggiornare il fascicolo aziendale sul sistema Sis.Co., rivolgendosi a un Centro di assistenza agricola – CAA.

Nel fascicolo devono essere correttamente inseriti:

  • dati anagrafici;
  • codice ATS;
  • sede operativa;
  • PEC attiva;
  • IBAN intestato al richiedente;
  • dichiarazioni antimafia;
  • informazioni relative all’attività agricola.

La persona incaricata della compilazione deve registrarsi e profilare l’impresa sulla piattaforma Bandi e Servizi.

La domanda deve essere firmata dal legale rappresentante o da un delegato dotato del necessario potere di firma.

Sono accettate:

  • firma digitale;
  • firma elettronica qualificata;
  • firma elettronica avanzata;
  • firma mediante CRS o CNS, utilizzando software aggiornato.

Non è richiesto il pagamento dell’imposta di bollo.

Documentazione da allegare

La candidatura deve comprendere una relazione firmata da un tecnico qualificato iscritto al relativo Ordine o Collegio professionale.

La relazione deve indicare almeno:

  • codice ATS;
  • Comune e provincia dell’allevamento;
  • obiettivi del progetto;
  • strategia aziendale di biosicurezza;
  • descrizione degli interventi;
  • ubicazione delle opere;
  • planimetria catastale;
  • tavola progettuale in scala adeguata;
  • costi al netto dell’IVA;
  • spese di progettazione.

Quando il progetto riguarda soltanto macchinari o attrezzature, la relazione può essere sottoscritta anche dal legale rappresentante.

Per le opere edili è richiesto un computo metrico estimativo firmato dal tecnico progettista.

I prezzi devono essere determinati utilizzando:

  1. il prezzario regionale delle opere pubbliche in vigore, con abbattimento di almeno il 10%;
  2. in assenza della voce, il prezzario della Camera di Commercio competente, ridotto del 10%;
  3. in ulteriore subordine, il prezzario della Camera di Commercio di Milano, anch’esso ridotto del 10%.

Per recinzioni, attrezzature e impianti devono essere presentati tre preventivi comparabili, provenienti da fornitori diversi e indipendenti. Ai fini della determinazione della spesa ammissibile, viene considerato il preventivo con l’importo più basso.

Ulteriori documenti richiesti

La domanda deve comprendere anche:

  • titolo di proprietà o di disponibilità degli immobili;
  • autorizzazione del proprietario, quando il richiedente è un soggetto diverso;
  • calcolo della dimensione dell’impresa;
  • permesso di costruire, quando necessario;
  • SCIA o CILA;
  • dichiarazione relativa agli aiuti di Stato;
  • dichiarazione di impresa non in difficoltà;
  • eventuale incarico per la sottoscrizione e la presentazione telematica.

Quando la SCIA o la CILA non è ancora stata presentata al momento della domanda, il richiedente deve allegare la dichiarazione prevista dal bando e provvedere:

  • alla presentazione del titolo entro 30 giorni dalla domanda;
  • alla successiva trasmissione via PEC all’amministrazione competente.

La mancata presentazione nei termini può determinare la non ammissione della candidatura.

Criteri di valutazione

La selezione avviene attraverso una procedura valutativa a graduatoria.

Le domande che superano la verifica amministrativa e tecnica ricevono un punteggio basato sulle caratteristiche dell’allevamento.

Orientamento produttivo

Sono assegnati:

  • 6 punti agli allevamenti da riproduzione a ciclo aperto;
  • 4 punti agli allevamenti da riproduzione a ciclo chiuso;
  • 2 punti agli allevamenti da ingrasso.

Capacità produttiva

Sono assegnati:

  • 5 punti per capacità superiore a 10.000 capi;
  • 4 punti da 5.000 a 10.000 capi;
  • 3 punti da 1.000 a 4.999 capi;
  • 2 punti da 300 a 999 capi;
  • 1 punto da 5 a 299 capi.

Localizzazione nelle zone di restrizione

Sono inoltre previsti:

  • 15 punti per gli allevamenti situati nei Comuni ricadenti in zona di restrizione III o per gli allevamenti ricadenti in zona di restrizione II;
  • 10 punti per gli allevamenti situati in zona di restrizione I.

In caso di parità di punteggio, viene data priorità alla domanda con il maggiore importo di investimento ammesso.

Istruttoria e graduatoria

La Regione effettua il controllo tecnico-amministrativo sul 100% delle domande.

Vengono verificati:

  • rispetto dei termini;
  • corretta sottoscrizione;
  • requisiti del richiedente;
  • dimensione di impresa;
  • presenza del codice ATS;
  • aggiornamento del fascicolo Sis.Co.;
  • titolarità degli immobili;
  • indipendenza dei fornitori;
  • congruità dei preventivi;
  • completezza dei titoli edilizi;
  • sostenibilità tecnica ed economica del progetto.

Quando sono necessari chiarimenti o integrazioni, l’impresa dispone di un termine non superiore a 10 giorni per rispondere.

Le istruttorie devono essere completate entro il 14/12/2026.

Il decreto di approvazione della graduatoria e di concessione dei contributi deve essere adottato entro il 15/02/2027.

Quando possono iniziare i lavori

Gli interventi possono iniziare soltanto dopo la protocollazione della domanda.

L’impresa può avviare i lavori prima della pubblicazione della graduatoria, ma lo fa assumendosi interamente il rischio che la candidatura non venga finanziata.

In questo caso la Regione non assume alcun obbligo nei confronti del richiedente.

Prima di avviare l’investimento è quindi opportuno valutare:

  • posizione presumibile in graduatoria;
  • disponibilità finanziaria;
  • urgenza dell’intervento;
  • rischio di mancata concessione;
  • possibilità di sostenere l’intero costo senza contributo.

Tempi di realizzazione

Gli interventi ammessi devono essere ultimati entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto di approvazione della graduatoria e di concessione del contributo.

Non sono ammesse varianti sostanziali.

Sono considerate variazioni rilevanti, tra le altre:

  • modifica degli obiettivi;
  • cambiamento della sede;
  • variazione del mappale catastale;
  • realizzazione di opere differenti da quelle approvate.

Non sono previste proroghe, salvo cause di forza maggiore o circostanze eccezionali riconosciute dal bando.

Rendicontazione e pagamento

La domanda di pagamento con la rendicontazione finale deve essere trasmessa attraverso Bandi e Servizi entro:

14/07/2027, ore 12:00

Devono essere presentati:

  • relazione tecnica finale;
  • fatture elettroniche in formato XML e PDF;
  • bonifici;
  • ricevute bancarie;
  • estratti conto;
  • dichiarazioni liberatorie dei fornitori;
  • documenti di trasporto;
  • comunicazione di fine lavori;
  • eventuale segnalazione certificata di agibilità;
  • fotografie delle opere non più ispezionabili;
  • dichiarazioni relative al DURC;
  • documentazione richiesta dal provvedimento di concessione.

I pagamenti devono essere effettuati da un conto bancario o postale intestato al beneficiario.

Non sono ammessi pagamenti:

  • in contanti;
  • da conti intestati a soggetti diversi;
  • privi di documentazione bancaria verificabile.

Il contributo viene erogato in un’unica soluzione dopo il sopralluogo e l’accertamento della corretta esecuzione degli interventi.

Obbligo di indicare il CUP

Alle domande finanziate viene assegnato un Codice unico di progetto – CUP.

Il codice deve essere riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili, tra cui:

  • fatture;
  • bonifici;
  • ricevute bancarie;
  • documenti di trasporto;
  • liberatorie;
  • relazioni tecniche.

Per le spese sostenute dopo la domanda ma prima della concessione, le fatture devono riportare la dicitura prevista dal bando, con il riferimento alla domanda di biosicurezza PSA 2026.

È quindi opportuno informare anticipatamente fornitori, progettisti e imprese esecutrici sulle indicazioni da inserire nei documenti.

Suggerimenti operativi

Prima di predisporre la candidatura è consigliabile effettuare un sopralluogo tecnico completo dell’allevamento.

Il sopralluogo dovrebbe permettere di individuare:

  • punti di accesso non controllati;
  • tratti di recinzione mancanti o non conformi;
  • interferenze tra zona pulita e zona sporca;
  • percorsi utilizzati dai camion;
  • aree di carico e scarico;
  • condizioni delle pavimentazioni;
  • modalità di gestione dei reflui;
  • dotazioni per il lavaggio;
  • attrezzature disponibili;
  • necessità autorizzative.

Il progetto dovrebbe essere costruito partendo dai rischi effettivi dell’allevamento e non esclusivamente dall’elenco delle spese finanziabili.

Una relazione tecnica ben strutturata dovrebbe spiegare:

  1. quali vulnerabilità sono presenti;
  2. quali interventi verranno realizzati;
  3. in che modo ogni intervento riduce il rischio;
  4. come cambieranno i percorsi di persone, mezzi e materiali;
  5. quali procedure verranno adottate dopo i lavori.

È inoltre importante verificare con anticipo:

  • aggiornamento del fascicolo Sis.Co.;
  • stato del codice ATS;
  • disponibilità degli immobili;
  • classificazione dell’impresa come PMI;
  • presenza di precedenti contributi;
  • eventuali autorizzazioni;
  • disponibilità dei tre preventivi;
  • tempi di consegna dei materiali;
  • possibilità di completare tutto entro 120 giorni.

Checklist pratica

Prima dell’invio è opportuno controllare:

  • impresa qualificabile come micro, piccola o media;
  • attività di produzione agricola primaria;
  • iscrizione corretta al Registro delle imprese;
  • sede operativa in Lombardia;
  • qualifica IAP o imprenditore agricolo;
  • codice ATS attivo alla data di pubblicazione;
  • allevamento non familiare;
  • suini non allevati all’aperto;
  • impresa non in difficoltà;
  • posizione contributiva regolare;
  • fascicolo Sis.Co. aggiornato;
  • PEC corretta e attiva;
  • IBAN intestato al beneficiario;
  • dichiarazione antimafia aggiornata;
  • domanda riferita a un solo codice ATS;
  • investimento di almeno 3.000 euro;
  • investimento complessivo non superiore a 300.000 euro per CUAA;
  • IVA esclusa dal quadro economico;
  • progettazione entro il limite del 5%;
  • relazione tecnica completa;
  • planimetria catastale allegata;
  • tavola di progetto disponibile;
  • computo metrico firmato;
  • prezzi ridotti secondo le regole del bando;
  • tre preventivi comparabili;
  • fornitori indipendenti;
  • titolo di proprietà o disponibilità documentato;
  • consenso del proprietario, quando necessario;
  • permesso di costruire, SCIA o CILA verificati;
  • calcolo della dimensione di impresa completato;
  • dichiarazione sugli aiuti predisposta;
  • dichiarazione di impresa non in difficoltà compilata;
  • firma elettronica valida;
  • profilazione sul portale completata;
  • invio programmato con anticipo;
  • avvio dei lavori successivo alla protocollazione;
  • fornitori informati sull’obbligo del CUP;
  • sistema di archiviazione di fatture e pagamenti predisposto.

Link ufficiale del bando

La pagina ufficiale con il testo integrale, il decreto e gli allegati è disponibile sul portale della Regione Lombardia:

Regione Lombardia – Iniziative di biosicurezza per prevenzione e controllo della Peste Suina Africana negli allevamenti suinicoli, Edizione 2026

Prima di presentare la domanda è necessario consultare il bando integrale, gli allegati, la modulistica e le eventuali comunicazioni successive pubblicate dalla Regione Lombardia.

Scheda rapida

Nome ufficiale: Interventi di biosicurezza per la prevenzione della Peste Suina Africana negli allevamenti suinicoli – III bando – Anno 2026

Codice: RLM12026053805

Beneficiari: micro, piccole e medie imprese agricole che allevano suini

Area geografica: Regione Lombardia

Requisito territoriale: codice allevamento ATS attivo e stabilimento situato in Lombardia

Dotazione: 4.778.413,90 euro

Forma dell’agevolazione: contributo a fondo perduto

Percentuale: 80% delle spese ammissibili

Investimento minimo: 3.000 euro

Investimento massimo: 300.000 euro per beneficiario identificato dal CUAA

Contributo teorico massimo: 240.000 euro

Spese di progettazione: massimo 5% del totale finanziato

Apertura: 21/07/2026, ore 12:00

Scadenza: 08/10/2026, ore 12:00

Procedura: valutativa a graduatoria

Ente proponente: Regione Lombardia

Portale di domanda: Bandi e Servizi della Regione Lombardia

Firma: elettronica o digitale

Termine dei lavori: entro 120 giorni dalla pubblicazione della concessione

Rendicontazione finale: entro il 14/07/2027, ore 12:00

Erogazione: unica soluzione a saldo

Assistenza Atamai

La candidatura richiede il coordinamento tra requisiti agricoli, valutazione dei rischi sanitari, progettazione tecnica, autorizzazioni edilizie, preventivi e rendicontazione.

Atamai può affiancare le imprese suinicole lombarde nella verifica dell’ammissibilità, nell’organizzazione della documentazione e nella predisposizione della domanda da presentare sul portale regionale.

Per valutare la partecipazione al bando dedicato agli interventi di biosicurezza contro la Peste Suina Africana è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.