Cooperazione 5.0 Modena 2026: contributi fino a 5.000 euro per digitalizzazione, energia e sostenibilità
La Camera di Commercio di Modena ha aperto il “Bando Cooperazione 5.0 – Anno 2026”, una misura destinata alle società cooperative e ai consorzi di cooperative che intendono investire nella trasformazione digitale, nell’efficientamento energetico, nella sostenibilità ESG e nello sviluppo delle competenze di soci e dipendenti.
Il bando mette a disposizione 100.000 euro e concede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 5.000 euro per beneficiario. Non è previsto un investimento minimo obbligatorio.
Le cooperative in possesso del rating di legalità possono inoltre ottenere una premialità aggiuntiva di 250 euro.
Le domande possono essere presentate dalle ore 14:00 del 20/07/2026 alle ore 12:00 del 21/09/2026, esclusivamente attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere, utilizzando il codice bando 26CO.
La selezione avviene mediante una graduatoria. Un punteggio specifico viene attribuito alle cooperative che hanno compilato gli strumenti camerali SUSTAINability, SELFI4.0 e Cyber Check, purché siano coerenti con gli investimenti inseriti nella domanda.
Nome ufficiale e finalità del bando
La denominazione ufficiale è:
Bando Cooperazione 5.0 – Anno 2026
La misura è stata approvata con la deliberazione del Consiglio camerale n. 23 del 15/07/2026.
L’intervento si inserisce nelle attività del Punto Impresa Digitale – PID e persegue due obiettivi principali:
- favorire l’adozione di tecnologie digitali nelle cooperative;
- sostenere percorsi di transizione energetica e sostenibilità ambientale.
La Camera di Commercio intende accompagnare il sistema cooperativo modenese nell’introduzione di strumenti capaci di migliorare l’organizzazione interna, la gestione dei processi, la sicurezza informatica, il controllo economico-finanziario, la raccolta dei dati e l’uso delle risorse energetiche.
La formazione riveste un ruolo importante perché il cambiamento tecnologico non si esaurisce con l’acquisto di un software o di una nuova attrezzatura. È necessario che soci, amministratori e dipendenti sappiano utilizzare le soluzioni introdotte e integrarle nelle attività quotidiane.
Il bando considera anche interventi legati allo smart working, alla conciliazione tra tempi di vita e lavoro, alla sostenibilità aziendale e all’impiego più efficiente delle fonti energetiche.
A chi è destinato il bando
Possono presentare domanda:
- società cooperative di qualsiasi tipologia;
- consorzi di cooperative;
- cooperative di qualsiasi dimensione.
Il testo dell’articolo 4 del bando individua come beneficiarie le cooperative e i consorzi aventi sede legale nella provincia di Modena.
Tra i requisiti successivamente elencati viene richiamata anche la presenza di una sede legale operativa o di un’unità locale operativa in provincia. Tuttavia, poiché la definizione iniziale dei beneficiari indica espressamente la sede legale modenese, una cooperativa con sede legale fuori provincia e sola unità locale a Modena dovrebbe chiedere conferma preventiva all’Ufficio Promozione prima di predisporre la domanda.
Ogni cooperativa o consorzio può presentare una sola richiesta.
Il contributo viene assegnato alla singola organizzazione che sostiene le spese e presenta la candidatura. Non è prevista una domanda congiunta presentata da più cooperative.
Requisiti del beneficiario
Dal momento della presentazione della domanda fino alla liquidazione del contributo, la cooperativa deve:
- essere iscritta al Registro delle imprese della Camera di Commercio di Modena;
- risultare attiva;
- possedere la sede richiesta dal bando;
- avere una sede o unità locale effettivamente operativa;
- essere in regola con il pagamento del diritto annuale camerale;
- non trovarsi in liquidazione, fallimento, concordato o altra procedura equivalente;
- non avere protesti;
- non essere destinataria di sanzioni che impediscano di contrattare con la Pubblica amministrazione;
- possedere legali rappresentanti e amministratori privi delle condanne ostative indicate dal bando;
- non avere effettuato operazioni di delocalizzazione o cessazione incompatibili con il Codice degli incentivi;
- non avere ricevuto altri contributi pubblici sulle medesime spese;
- essere in regola con gli obblighi contributivi;
- rispettare la normativa sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;
- non avere forniture in essere con la Camera di Commercio nei casi vietati dalla normativa;
- avere adempiuto all’obbligo assicurativo contro i danni provocati da calamità naturali ed eventi catastrofali, quando applicabile.
Il DURC viene verificato sia durante l’istruttoria sia nella fase di rendicontazione.
Quando viene rilevata un’irregolarità nel pagamento del diritto annuale, la Camera di Commercio può invitare la cooperativa a regolarizzare la posizione entro dieci giorni lavorativi. È comunque preferibile controllare la situazione prima della presentazione della domanda, anche attraverso il Cassetto digitale dell’imprenditore.
Obbligo della polizza contro gli eventi catastrofali
Il bando richiede il rispetto dell’obbligo assicurativo relativo ai danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali.
La copertura riguarda, nei casi previsti dalla normativa:
- terreni e fabbricati;
- impianti e macchinari;
- attrezzature industriali e commerciali.
Gli imprenditori agricoli indicati dall’articolo 2135 del Codice civile sono esclusi dall’obbligo nei limiti stabiliti dalla disciplina richiamata dal bando.
La cooperativa dovrebbe verificare non soltanto l’esistenza della polizza, ma anche la sua corrispondenza ai beni aziendali che devono essere assicurati.
Area geografica di riferimento
La misura riguarda il territorio della provincia di Modena.
Il bando è rivolto al sistema cooperativo iscritto alla Camera di Commercio di Modena. La sede interessata dal progetto deve risultare regolarmente registrata e operativa.
Il collegamento territoriale deve essere verificato prima della domanda, soprattutto quando:
- la cooperativa ha sede legale in un’altra provincia;
- sono presenti più unità locali;
- l’investimento viene utilizzato in più sedi;
- la fattura fa riferimento a un progetto centralizzato;
- i dipendenti coinvolti nella formazione lavorano in territori differenti.
Ente proponente e soggetti coinvolti
L’ente titolare della misura è la:
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Modena
Il bando rientra nelle attività del Punto Impresa Digitale – PID, la rete del sistema camerale dedicata alla digitalizzazione delle imprese.
L’Ufficio Promozione della Camera di Commercio gestisce:
- ricezione delle domande;
- controlli amministrativi;
- formazione della graduatoria;
- comunicazioni di ammissione o esclusione;
- assegnazione del CUP;
- controllo della rendicontazione;
- liquidazione del contributo.
Il responsabile del procedimento indicato nel bando è l’avv. Massimiliano Mazzini, Vice Segretario Generale della Camera di Commercio di Modena.
Per informazioni è disponibile l’Ufficio Promozione all’indirizzo genesi@mo.camcom.it e al numero 059 208816.
Atamai può assistere le cooperative nell’analisi del progetto, nella verifica dei requisiti, nel controllo dei fornitori e nella predisposizione della pratica. La concessione del contributo rimane di esclusiva competenza della Camera di Commercio di Modena.
Apertura e scadenza
Le domande possono essere trasmesse:
Apertura: 20/07/2026, ore 14:00
Scadenza: 21/09/2026, ore 12:00
La procedura deve essere completata attraverso ReStart, utilizzando il codice:
26CO
Non sono ammesse candidature inviate tramite PEC, posta elettronica ordinaria, consegna a mano o altre modalità.
La domanda viene considerata presentata soltanto dopo il completamento della trasmissione telematica.
Dotazione finanziaria
Le risorse disponibili ammontano a:
100.000 euro
La Camera di Commercio può:
- rifinanziare la misura;
- riaprire i termini;
- utilizzare eventuali economie;
- scorrere la graduatoria qualora si liberino risorse.
Lo scorrimento può interessare le cooperative inizialmente ammesse con riserva per insufficienza dei fondi.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione viene concessa sotto forma di contributo a fondo perduto.
I parametri sono:
- contributo pari al 50% delle spese ammissibili;
- contributo massimo di 5.000 euro;
- nessun investimento minimo obbligatorio;
- premialità aggiuntiva di 250 euro per il rating di legalità.
Per ottenere il contributo massimo ordinario di 5.000 euro è necessario sostenere almeno 10.000 euro di spese riconosciute.
A titolo esemplificativo:
- con 2.000 euro di spesa ammissibile, il contributo può essere pari a 1.000 euro;
- con 6.000 euro di spesa ammissibile, il contributo può essere pari a 3.000 euro;
- con 10.000 euro di spesa ammissibile, il contributo può raggiungere 5.000 euro;
- con 15.000 euro di spesa ammissibile, il contributo rimane limitato a 5.000 euro.
La premialità per il rating di legalità non è compresa nel massimale ordinario.
Regime “de minimis” e divieto di doppio finanziamento
Il contributo viene concesso nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti “de minimis”.
Il bando richiama massimali differenti in base al settore:
- 300.000 euro nell’arco di tre anni per la generalità delle imprese;
- 50.000 euro per la produzione agricola primaria;
- 40.000 euro per pesca e acquacoltura.
La verifica riguarda l’eventuale impresa unica, comprendendo quindi le organizzazioni collegate o controllate secondo la disciplina europea.
Non è possibile ottenere un secondo contributo pubblico sulle medesime fatture o sugli stessi costi inseriti nella domanda Cooperazione 5.0.
Interventi per la transizione digitale
La prima area del bando riguarda l’innovazione tecnologica e digitale.
Possono essere sostenuti progetti relativi a:
- introduzione di applicativi gestionali;
- digitalizzazione dei processi;
- strumenti per il whistleblowing;
- sistemi di cybersecurity;
- soluzioni per gli obiettivi dell’Agenda 2030;
- controllo di gestione;
- monitoraggio dell’equilibrio economico-finanziario;
- sistemi di allerta e gestione della crisi d’impresa;
- tecnologie Impresa 4.0;
- intelligenza artificiale generativa;
- machine learning;
- deep learning;
- gestione avanzata dei dati;
- formazione dei soci e dei dipendenti;
- assessment iniziali dei processi aziendali.
Un progetto digitale dovrebbe spiegare quale processo viene modificato e quali risultati sono attesi.
Non è sufficiente indicare genericamente l’acquisto di un software. È preferibile descrivere:
- attività gestita prima dell’investimento;
- criticità esistenti;
- soluzione scelta;
- utenti coinvolti;
- funzioni del sistema;
- integrazione con gli strumenti già utilizzati;
- benefici organizzativi;
- modalità di misurazione dei risultati.
Tecnologie digitali ammesse
L’Allegato 1 comprende, tra le altre, le seguenti tecnologie:
- robotica avanzata e collaborativa;
- interfacce uomo-macchina;
- manifattura additiva;
- stampa 3D;
- prototipazione rapida;
- Internet of Things;
- cloud computing;
- High Performance Computing;
- fog computing;
- quantum computing;
- cybersecurity;
- business continuity;
- vulnerability assessment;
- penetration test;
- big data e analytics;
- intelligenza artificiale;
- blockchain;
- realtà aumentata;
- realtà virtuale;
- ricostruzioni 3D;
- simulazione;
- sistemi cyberfisici;
- integrazione verticale e orizzontale;
- tecnologie digitali di filiera;
- sistemi per l’ottimizzazione della supply chain;
- ERP;
- MES;
- PLM;
- SCM;
- CRM;
- RFID;
- barcode;
- strumenti avanzati per il coordinamento dei processi.
Interventi per la transizione energetica e la sostenibilità
La seconda area sostiene percorsi collegati alla sostenibilità ESG e all’efficienza energetica.
Possono rientrare:
- consulenze per l’ottimizzazione dei consumi;
- diagnosi energetiche;
- audit energetici;
- studi di fattibilità;
- soluzioni tecnologiche e domotiche per la gestione dell’energia;
- studi per la costituzione di cooperative energetiche;
- valutazioni sulla partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili;
- software per il monitoraggio degli indicatori ESG;
- consulenze per bilanci di sostenibilità;
- consulenze per report ESG;
- percorsi per sistemi di gestione certificabili;
- valutazione del ciclo di vita;
- calcolo dell’impronta ambientale;
- calcolo della Carbon footprint.
Tra i sistemi e gli standard richiamati dal bando rientrano:
- UNI/PdR 125 per la parità di genere;
- ISO 37001;
- SA8000;
- ISO 14001;
- EMAS;
- ISO 50001;
- Ecolabel;
- Life Cycle Assessment;
- Carbon footprint.
Il contributo non finanzia automaticamente l’acquisto di un impianto energetico. La spesa deve essere coerente con le tipologie ammesse e con l’obiettivo di migliorare l’efficienza della cooperativa.
Esempi concreti di progetti finanziabili
Digitalizzazione di una cooperativa sociale
Una cooperativa sociale potrebbe introdurre:
- un nuovo gestionale per utenti, servizi e operatori;
- una piattaforma per la pianificazione dei turni;
- strumenti per la firma e l’archiviazione digitale;
- formazione per coordinatori e dipendenti;
- sistemi di protezione dei dati sensibili;
- consulenza per integrare i diversi applicativi.
Controllo di gestione di una cooperativa
Il progetto potrebbe comprendere:
- software per budget e controllo;
- strumenti per analizzare costi e marginalità;
- consulenza per impostare indicatori economico-finanziari;
- procedure di allerta;
- formazione degli amministratori;
- reportistica periodica.
Cybersecurity
Una cooperativa potrebbe finanziare:
- vulnerability assessment;
- penetration test;
- sistemi di backup;
- strumenti per la continuità operativa;
- protezione degli accessi;
- consulenza per le procedure interne;
- formazione del personale.
Efficientamento energetico
Un progetto potrebbe prevedere:
- diagnosi energetica;
- studio dei consumi;
- strumenti di monitoraggio;
- software per raccogliere i dati energetici;
- sensori;
- consulenza tecnica;
- studio di fattibilità degli interventi;
- formazione del personale addetto alla gestione degli impianti.
Bilancio di sostenibilità ed ESG
La cooperativa potrebbe acquistare:
- software per la raccolta degli indicatori;
- consulenza per individuare gli aspetti materiali;
- supporto per la definizione degli obiettivi;
- redazione del report di sostenibilità;
- formazione dei referenti interni.
Intelligenza artificiale
Un progetto può riguardare:
- analisi automatizzata dei documenti;
- gestione delle richieste degli utenti;
- previsioni sui fabbisogni;
- organizzazione dei turni;
- analisi dei dati;
- automazione di attività ripetitive;
- formazione sull’utilizzo responsabile degli strumenti.
La descrizione deve chiarire come verranno gestiti sicurezza, privacy, supervisione umana e qualità dei dati.
Spese ammissibili
Il bando ammette spese per:
- licenze d’uso di applicativi gestionali;
- configurazione iniziale dei software;
- beni strumentali funzionali alle tecnologie ammesse;
- servizi digitali;
- consulenza;
- formazione;
- assessment dei processi;
- hardware e software per collaborazione e gestione aziendale;
- portali per commercio elettronico;
- piattaforme di e-learning;
- aule virtuali;
- cybersecurity;
- protezione dei dati;
- strumenti per rendicontazione e monitoraggio della sostenibilità;
- software per controllo economico-finanziario;
- consulenza per prevenzione e gestione della crisi;
- audit e diagnosi energetiche;
- studi di fattibilità;
- piani di sostenibilità;
- report ESG;
- sistemi di gestione certificabili;
- hardware, software e servizi specialistici funzionali al miglioramento dell’efficienza aziendale.
È possibile inserire nella stessa domanda più tipologie di intervento.
Le fatture devono avere data compresa tra:
01/01/2026 e 27/11/2026
Sono quindi ammesse anche fatture già emesse prima della domanda, purché non antecedenti al 01/01/2026 e conformi alle altre condizioni del bando.
Spese non ammissibili
Sono escluse:
- spese di gestione ordinaria;
- costi ripetitivi legati al normale funzionamento della cooperativa;
- canoni relativi a contratti software stipulati prima del 01/01/2026;
- beni usati;
- acquisto di telefoni cellulari;
- spese telefoniche per smartphone;
- pagamenti in contanti;
- pagamenti tramite assegno;
- pagamenti con carte prepagate.
L’acquisto deve rappresentare un investimento o un’attività progettuale concreta, non la semplice prosecuzione di un servizio già utilizzato ordinariamente.
Requisiti dei fornitori
I fornitori non devono trovarsi in conflitto di interessi con la cooperativa beneficiaria.
Un fornitore che vende beni o servizi nell’ambito del progetto non può presentare domanda sul bando per il medesimo intervento in qualità di beneficiario.
Per consulenza e formazione, il fornitore deve avere realizzato, nell’ultimo triennio, almeno tre attività per clienti differenti negli ambiti pertinenti.
Il fornitore deve produrre un’autocertificazione da consegnare alla cooperativa prima della domanda.
Per la formazione possono essere utilizzati anche:
- agenzie formative accreditate dalle Regioni;
- università;
- scuole di alta formazione riconosciute;
- Istituti Tecnologici Superiori;
- soggetti qualificati ISO 9001:2015 per il settore EA37, nei casi previsti per la transizione energetica.
Non sono previsti requisiti professionali specifici per i fornitori dei soli beni materiali o immateriali.
Come presentare la domanda
La candidatura deve essere trasmessa attraverso:
Piattaforma ReStart di InfoCamere
Codice bando:
26CO
La domanda deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante.
La trasmissione può essere effettuata anche da un intermediario, ma il modulo ufficiale deve essere sottoscritto dal legale rappresentante della cooperativa.
La domanda è soggetta a un’imposta di bollo di 16 euro, da assolvere virtualmente.
Documenti da allegare
La pratica deve comprendere:
- modello informatico generato da ReStart;
- modulo ufficiale di domanda;
- preventivi di spesa;
- eventuali fatture già emesse;
- dichiarazione del fornitore per consulenza o formazione, quando necessaria;
- documentazione relativa agli assessment utilizzati per ottenere il punteggio;
- eventuale documentazione sul rating di legalità;
- firma digitale del legale rappresentante.
Preventivi e fatture allegati alla domanda devono essere firmati digitalmente dal legale rappresentante della cooperativa.
Le domande incomplete o prive degli elementi richiesti possono essere dichiarate inammissibili.
In presenza di richieste di chiarimento, la cooperativa deve rispondere entro il termine assegnato, che non può superare dieci giorni.
Criteri di valutazione e graduatoria
La selezione avviene attraverso una procedura valutativa a graduatoria.
Il punteggio massimo è pari a 10 punti.
Assessment SUSTAINability
La cooperativa ottiene:
7 punti
se, per un progetto di transizione energetica, ha compilato o aggiornato l’assessment SUSTAINability a partire dal 01/01/2026.
L’assessment deve essere direttamente collegato alle spese presentate.
Assessment SELFI4.0
La cooperativa ottiene:
1 punto
se, per il progetto di innovazione tecnologica, ha compilato o aggiornato SELFI4.0 a partire dal 01/01/2026.
Cyber Check
La cooperativa ottiene:
2 punti
se ha effettuato o aggiornato il Cyber Check a partire dal 01/01/2026 e lo strumento è coerente con l’intervento presentato.
A parità di punteggio, prevale l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
L’ordine di invio diventa quindi rilevante soltanto tra candidature che hanno ottenuto lo stesso punteggio.
Tempi dell’istruttoria
La graduatoria deve essere approvata entro trenta giorni dalla scadenza del termine di presentazione.
La Camera di Commercio comunica tramite PEC:
- concessione del contributo;
- eventuale ammissione con riserva;
- esclusione;
- motivazione del rigetto;
- CUP;
- termini e modalità della rendicontazione.
Quando le richieste superano le risorse disponibili, l’ufficio può non completare immediatamente l’istruttoria delle domande collocate oltre la disponibilità finanziaria.
Rendicontazione
La rendicontazione deve essere trasmessa entro:
27/11/2026
La procedura avviene nuovamente attraverso ReStart e richiede la firma digitale del legale rappresentante.
Devono essere allegati:
- modello informatico di rendicontazione;
- dichiarazione sostitutiva con l’elenco delle fatture;
- fatture elettroniche;
- documenti di pagamento;
- dichiarazione relativa alla ritenuta d’acconto del 4%, quando prevista;
- eventuali altri documenti richiesti dalla Camera di Commercio.
Beni e servizi devono risultare interamente pagati.
Pagamenti ammessi
Sono ammessi pagamenti documentabili effettuati tramite:
- bonifico bancario;
- ricevuta bancaria;
- bancomat;
- carta di credito aziendale.
La documentazione deve consentire di verificare l’effettivo addebito sul conto della cooperativa.
Non sono ammessi:
- contanti;
- assegni;
- carte prepagate.
Obbligo di indicare il CUP
Le fatture elettroniche devono riportare il Codice unico di progetto – CUP comunicato dalla Camera di Commercio.
Per le fatture emesse dopo la concessione, il codice deve essere inserito dal fornitore.
Per le fatture già emesse o contenenti un CUP errato, il bando richiama il servizio dell’Agenzia delle Entrate disponibile nell’area “Fatture e Corrispettivi” per integrare il codice.
Le fatture devono essere presentate in formato XML, così da consentire la verifica dell’indicazione del CUP.
Riduzione del contributo e investimento minimo effettivo
La cooperativa deve realizzare almeno il 70% delle spese ammesse.
Quando la spesa rendicontata è inferiore a quella approvata, il contributo viene ridotto proporzionalmente.
Se l’investimento effettivo scende sotto il 70% delle spese ammesse, il contributo può essere revocato integralmente.
Esempio:
- spesa ammessa: 8.000 euro;
- investimento minimo da realizzare: 5.600 euro;
- contributo inizialmente concesso: 4.000 euro.
Se la cooperativa rendiconta 6.000 euro, può ricevere un contributo ricalcolato in misura pari al 50%, ossia 3.000 euro.
Se la spesa effettiva scende sotto 5.600 euro, viene meno il requisito minimo del 70%.
Variazioni del progetto
Le variazioni devono essere:
- comunicate tempestivamente;
- motivate;
- presentate prima della rendicontazione;
- autorizzate preventivamente dalla Camera di Commercio.
La comunicazione deve essere inviata alla PEC:
cameradicommercio@mo.legalmail.camcom.it
Non vengono accettate modifiche comunicate dopo che le nuove spese sono già state sostenute.
Obblighi successivi alla concessione
La cooperativa deve:
- rispettare le condizioni del bando;
- fornire i documenti richiesti;
- realizzare almeno il 70% dell’investimento approvato;
- conservare la documentazione per almeno dieci anni;
- comunicare eventuali variazioni;
- segnalare la perdita del rating di legalità;
- consentire controlli e verifiche;
- mantenere i beni finanziati per almeno tre anni dalla liquidazione.
Il contributo può essere revocato in caso di:
- mancata rendicontazione;
- controlli impediti dal beneficiario;
- esito negativo dei controlli;
- vendita o distrazione anticipata dei beni;
- riduzione eccessiva dell’investimento;
- rinuncia del beneficiario.
Suggerimenti operativi
Per aumentare la qualità della candidatura è consigliabile:
- verificare con attenzione il requisito territoriale;
- controllare diritto annuale e DURC;
- verificare la polizza contro gli eventi catastrofali;
- controllare il plafond “de minimis”;
- definire il progetto prima di richiedere i preventivi;
- scegliere fornitori indipendenti;
- acquisire la dichiarazione del fornitore;
- compilare gli assessment camerali pertinenti;
- descrivere il collegamento tra assessment e spese;
- controllare la firma digitale;
- verificare l’accesso a ReStart;
- predisporre la domanda prima della scadenza;
- controllare la PEC indicata nella pratica;
- pianificare le spese entro il 27/11/2026;
- informare i fornitori dell’obbligo del CUP.
È particolarmente utile partire da un’esigenza aziendale concreta.
Una cooperativa che intende acquistare un CRM dovrebbe spiegare, per esempio, come vengono gestiti oggi soci, clienti o utenti, quali inefficienze devono essere risolte, quali informazioni verranno centralizzate e quali dipendenti utilizzeranno il nuovo sistema.
Checklist pratica
- Cooperativa o consorzio di cooperative.
- Requisito territoriale verificato.
- Iscrizione alla Camera di Commercio di Modena.
- Impresa attiva.
- Una sola domanda prevista.
- Diritto annuale regolare.
- DURC regolare.
- Assenza di liquidazione o procedure concorsuali.
- Assenza di protesti.
- Requisiti degli amministratori verificati.
- Normativa sulla sicurezza rispettata.
- Polizza contro gli eventi catastrofali verificata.
- Aiuti “de minimis” controllati.
- Nessun altro contributo sulle stesse spese.
- Rating di legalità verificato.
- Assessment SUSTAINability completato, quando pertinente.
- Assessment SELFI4.0 completato, quando pertinente.
- Cyber Check completato, quando pertinente.
- Assessment effettuati o aggiornati dal 01/01/2026.
- Collegamento tra assessment e progetto dimostrabile.
- Progetto digitale, energetico o ESG chiaramente descritto.
- Spese comprese tra 01/01/2026 e 27/11/2026.
- Beni nuovi.
- Costi ordinari esclusi.
- Fornitori indipendenti.
- Tre esperienze del fornitore documentabili per consulenza e formazione.
- Dichiarazione del fornitore disponibile.
- Preventivi completi.
- Eventuali fatture già emesse disponibili in formato XML.
- Modulo ufficiale compilato.
- Firma digitale del legale rappresentante valida.
- Imposta di bollo da 16 euro assolta.
- Accesso a ReStart funzionante.
- Codice bando 26CO selezionato.
- PEC aggiornata.
- Invio entro le ore 12:00 del 21/09/2026.
- Rendicontazione programmata entro il 27/11/2026.
- Pagamenti effettuati con strumenti tracciabili.
- Fornitori informati sull’obbligo del CUP.
- Investimento effettivo non inferiore al 70% della spesa ammessa.
Link ufficiale del bando
La documentazione ufficiale, il modulo di domanda e le guide ReStart sono disponibili sul sito della Camera di Commercio di Modena:
Camera di Commercio di Modena – Bando Cooperazione 5.0, Anno 2026
Prima della candidatura è necessario consultare il testo completo, la modulistica e le eventuali comunicazioni successive pubblicate dall’ente.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Bando Cooperazione 5.0 – Anno 2026
Beneficiari: società cooperative e consorzi di cooperative
Area geografica: provincia di Modena
Dotazione: 100.000 euro
Forma dell’agevolazione: contributo a fondo perduto
Percentuale: 50% delle spese ammissibili
Contributo massimo: 5.000 euro
Investimento minimo: non previsto
Premialità: 250 euro per il rating di legalità
Spese ammissibili: tecnologie digitali, software, hardware, consulenza, formazione, cybersecurity, controllo di gestione, diagnosi energetiche, ESG e sistemi certificabili
Periodo delle spese: dal 01/01/2026 al 27/11/2026
Apertura: 20/07/2026, ore 14:00
Scadenza: 21/09/2026, ore 12:00
Rendicontazione: entro il 27/11/2026
Procedura: valutativa a graduatoria
Punteggio massimo: 10 punti
Ente proponente: Camera di Commercio di Modena
Portale: ReStart di InfoCamere
Codice bando: 26CO
Firma: firma digitale del legale rappresentante
Bollo: 16 euro
Assistenza Atamai
La domanda richiede il coordinamento tra requisiti societari, scelta delle tecnologie, valutazione dei fornitori, compilazione degli assessment e organizzazione della rendicontazione.
Atamai può affiancare le cooperative modenesi nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nella definizione del progetto digitale o energetico, nel controllo delle spese e nella preparazione della domanda da trasmettere attraverso ReStart.
Per valutare la partecipazione al Bando Cooperazione 5.0 – Anno 2026, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.