GAL L’Altra Romagna: contributi al 100% fino a 300.000 euro per servizi e immobili pubblici nelle aree rurali

GAL L’Altra Romagna: contributi al 100% fino a 300.000 euro per servizi e immobili pubblici nelle aree rurali

Il GAL L’Altra Romagna ha pubblicato il bando SRD09 – Investimenti non produttivi nelle aree rurali, destinato ai Comuni che intendono recuperare, ampliare o adeguare immobili pubblici per rafforzare i servizi sociali, culturali, ricreativi, sportivi e digitali a disposizione della popolazione rurale.

La misura dispone di 750.399,84 euro e concede un contributo in conto capitale pari al 100% delle spese ammissibili, entro il limite massimo di 300.000 euro per progetto. L’investimento ammesso non può essere inferiore a 50.000 euro. Ogni richiedente può presentare una sola domanda.

Le domande devono essere presentate entro le ore 17:00 del 14/09/2026 attraverso il Sistema Informativo Agricolo di AGREA – SIAG, seguendo le regole contenute nell’avviso e nelle Disposizioni comuni regionali per gli interventi strutturali di investimento.

Nome ufficiale del bando

La denominazione ufficiale è:

Intervento SRG06 Leader – Azione SRD09 “Investimenti non produttivi nelle aree rurali” – Tipologia di investimento A: sostegno a investimenti finalizzati all’introduzione, al miglioramento o all’espansione di servizi di base a livello locale per la popolazione rurale, compresi i servizi sociosanitari, le attività culturali e ricreative e le relative infrastrutture

Il bando dà attuazione al Complemento annuale della Strategia di sviluppo locale LEADER del GAL L’Altra Romagna ed è stato approvato dal Consiglio di amministrazione del GAL il 04/05/2026.

Obiettivi della misura

Il bando punta a migliorare la qualità della vita nei territori rurali attraverso il recupero del patrimonio edilizio pubblico e l’attivazione o il potenziamento di servizi rivolti alla popolazione.

Gli interventi devono contribuire a contrastare lo spopolamento, la marginalizzazione e la riduzione dei servizi che interessa numerose aree interne e montane. Il finanziamento non è quindi destinato alla semplice ristrutturazione di un edificio comunale: l’immobile deve essere collegato a una funzione pubblica concreta e a un servizio effettivamente utile alla comunità.

Tra le finalità principali rientrano:

  • miglioramento dei servizi di base;
  • sostegno alle persone fragili;
  • rafforzamento dei luoghi di aggregazione;
  • recupero del patrimonio storico e architettonico;
  • ampliamento dell’offerta culturale e ricreativa;
  • sostegno alle attività sportive e al tempo libero;
  • creazione di spazi pubblici dotati di connettività;
  • miglioramento dell’attrattività e della vivibilità dei piccoli Comuni;
  • realizzazione di servizi sovracomunali;
  • contrasto allo spopolamento delle aree marginali.

Il progetto deve spiegare quali fabbisogni vengono affrontati, chi utilizzerà il servizio, come verrà gestito l’immobile e con quali risorse sarà garantita la continuità delle attività dopo la conclusione dei lavori.

A chi è destinato il bando

Possono presentare domanda:

  • i Comuni, in forma singola;
  • i Comuni associati;
  • le Unioni di Comuni, quando il progetto rientra nelle competenze e nelle modalità previste dall’avviso.

I progetti associati possono ottenere un punteggio aggiuntivo quando il servizio viene messo a disposizione di più Comuni. In particolare, sono riconosciute priorità alle Unioni che realizzano servizi utilizzabili da tutti i Comuni associati o da almeno due enti del territorio.

Quando il progetto è presentato attraverso una gestione associata, la domanda deve individuare il Comune o l’ente capofila e disciplinare chiaramente:

  • modalità di realizzazione dell’intervento;
  • responsabilità amministrative;
  • procedure di affidamento;
  • gestione degli aspetti economico-finanziari;
  • rapporti con il GAL e la Regione;
  • gestione futura del servizio;
  • impegni assunti dai diversi Comuni.

L’atto associativo deve approvare il progetto nella sua globalità e assegnare al capofila il ruolo di titolare della domanda di sostegno.

Area geografica di riferimento

Gli investimenti devono essere realizzati nelle aree ammesse dalla Strategia di sviluppo locale del GAL L’Altra Romagna, comprendenti territori collinari e montani delle province di Forlì-Cesena e Ravenna.

I Comuni interessati comprendono:

Provincia di Forlì-Cesena

  • Bagno di Romagna;
  • Borghi;
  • Castrocaro Terme e Terra del Sole;
  • Civitella di Romagna;
  • Dovadola;
  • Galeata;
  • Meldola;
  • Mercato Saraceno;
  • Modigliana;
  • Montiano;
  • Portico e San Benedetto;
  • Predappio;
  • Premilcuore;
  • Rocca San Casciano;
  • Roncofreddo;
  • Santa Sofia;
  • Sarsina;
  • Sogliano al Rubicone;
  • Tredozio;
  • Verghereto.

Provincia di Ravenna

  • Brisighella;
  • Casola Valsenio;
  • Castel Bolognese, limitatamente alle aree ammesse;
  • Faenza, limitatamente alle aree ammesse;
  • Riolo Terme.

Per Castel Bolognese e Faenza l’ammissibilità non riguarda necessariamente l’intero territorio comunale. Occorre verificare i fogli catastali e la delimitazione pubblicata dal GAL prima di definire la localizzazione dell’investimento.

Ente proponente e soggetti che gestiscono il bando

L’ente responsabile della misura è il:

GAL L’Altra Romagna

Il bando viene attuato nell’ambito del Piano strategico della PAC 2023-2027 e del Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna.

Il GAL svolge le principali attività relative a:

  • istruttoria delle domande;
  • attribuzione dei punteggi;
  • approvazione della graduatoria;
  • concessione dei contributi;
  • valutazione delle varianti;
  • esame delle richieste di proroga.

I Servizi Territoriali Agricoltura, Caccia e Pesca – STACP della Regione Emilia-Romagna gestiscono invece l’istruttoria delle domande di pagamento e gli atti di liquidazione.

Nel sistema SIAG, il Comune deve selezionare la struttura competente in base alla provincia nella quale viene realizzato l’investimento:

  • STACP ambito di Ravenna per gli interventi nella provincia di Ravenna;
  • STACP ambito di Forlì-Cesena per gli interventi nella provincia di Forlì-Cesena.

Il responsabile del procedimento per il GAL è Mauro Pazzaglia, coordinatore del GAL L’Altra Romagna.

Atamai può assistere i Comuni nell’analisi preliminare dell’ammissibilità, nell’organizzazione della documentazione e nella strutturazione della candidatura. La valutazione e la concessione del contributo restano di esclusiva competenza del GAL L’Altra Romagna e degli uffici regionali coinvolti.

Apertura e scadenza

Il bando è stato pubblicato il:

11/05/2026

La domanda deve essere presentata entro:

14/09/2026, ore 17:00

La chiusura del procedimento di valutazione è prevista entro il 14/12/2026, fatte salve eventuali sospensioni o richieste di integrazione previste dalle disposizioni applicabili.

Il termine delle ore 17:00 deve essere considerato tassativo. La domanda deve risultare correttamente compilata, sottoscritta e protocollata sul sistema SIAG entro la scadenza.

Dotazione finanziaria

Le risorse disponibili ammontano a:

750.399,84 euro

La dotazione potrà finanziare un numero limitato di interventi, considerando che ogni progetto può ricevere fino a 300.000 euro.

La selezione avviene attraverso una graduatoria, non in base al semplice ordine di presentazione. Il momento della protocollazione assume rilievo soltanto come criterio ulteriore in caso di parità di punteggio e di importo ammissibile.

Entità e forma dell’agevolazione

Il sostegno viene concesso sotto forma di:

contributo in conto capitale pari al 100% delle spese ammissibili

I principali parametri economici sono:

  • investimento minimo ammissibile: 50.000 euro;
  • contributo massimo: 300.000 euro;
  • percentuale di sostegno: 100%;
  • numero massimo di domande: una per richiedente.

Possono essere presentati progetti con un costo complessivo superiore a 300.000 euro, ma il contributo non può superare il massimale previsto.

Un progetto da 400.000 euro potrebbe quindi ricevere al massimo 300.000 euro, mentre la parte restante dovrebbe essere coperta dal Comune attraverso risorse proprie o altre fonti compatibili.

Il progetto non può scendere sotto la soglia minima di 50.000 euro neppure a seguito dell’istruttoria o della rendicontazione finale. Se le spese riconosciute risultano inferiori alla soglia, l’operazione può essere dichiarata inammissibile.

Divieto di cumulo e doppio finanziamento

Il contributo non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici sulle medesime spese.

Il Comune deve quindi evitare di inserire nel progetto opere, arredi, attrezzature o servizi già coperti da:

  • altri bandi regionali;
  • fondi statali;
  • programmi europei;
  • risorse PNRR;
  • contributi provinciali;
  • altri finanziamenti pubblici.

È possibile costruire un programma più ampio finanziato attraverso fonti differenti soltanto quando le spese sono chiaramente separate, autonomamente documentate e prive di sovrapposizioni.

Quali immobili possono essere finanziati

Il bando sostiene interventi di recupero o ampliamento di fabbricati pubblici e delle relative aree di pertinenza.

L’immobile deve essere destinato al rafforzamento dei servizi di base per la popolazione rurale e deve risultare coerente con la pianificazione urbanistica comunale o con altri strumenti territoriali di livello intercomunale, provinciale, metropolitano o statale.

Possono rientrare, a titolo esemplificativo, immobili destinati a:

  • strutture di welfare;
  • servizi per persone anziane o fragili;
  • biblioteche;
  • mediateche;
  • musei;
  • strutture ecomuseali;
  • centri polivalenti;
  • centri culturali;
  • centri pubblici di aggregazione;
  • spazi per il tempo libero;
  • strutture sportive;
  • rifugi e bivacchi;
  • centri visita;
  • strutture al servizio di aree protette;
  • centri di accoglienza per turisti;
  • sedi di associazioni locali senza scopo di lucro;
  • empori solidali;
  • mense solidali;
  • centri per la distribuzione gratuita di alimenti e beni di prima necessità;
  • strutture dotate di postazioni Internet per lavoro o didattica a distanza.

Gli edifici devono avere una funzione pubblica riconoscibile e documentata. Il progetto deve indicare chi utilizzerà il servizio, quali attività saranno organizzate, chi gestirà la struttura e con quali risorse verrà assicurata la continuità nel tempo.

Servizi a favore delle fasce fragili

Il bando attribuisce particolare attenzione agli interventi destinati alle fasce più vulnerabili della popolazione.

Possono essere valorizzati progetti rivolti a persone:

  • in situazione di disagio economico;
  • a rischio di esclusione sociale;
  • in emergenza abitativa;
  • con limitata autonomia;
  • anziane;
  • con disabilità;
  • appartenenti a nuclei familiari fragili;
  • interessate da nuove forme di povertà.

Tra gli esempi rientrano:

  • centri di distribuzione gratuita di beni;
  • empori solidali;
  • mense sociali;
  • spazi per servizi socioassistenziali;
  • strutture per attività inclusive;
  • centri di aggregazione intergenerazionale;
  • luoghi destinati a servizi di prossimità.

I progetti che prevedono servizi per le fasce fragili possono ottenere un punteggio specifico nella graduatoria.

Servizi culturali e ricreativi

Sono finanziabili interventi che recuperano immobili da destinare a:

  • biblioteche;
  • mediateche;
  • centri polivalenti;
  • musei;
  • ecomusei;
  • spazi espositivi;
  • laboratori culturali;
  • centri per attività associative;
  • luoghi per eventi e iniziative pubbliche;
  • spazi dedicati alla memoria locale;
  • strutture per attività educative e ricreative.

Un progetto culturale dovrebbe dimostrare che l’intervento risponde a un fabbisogno effettivo e non costituisce soltanto il recupero formale di un edificio.

È utile indicare:

  • numero potenziale di utenti;
  • attività previste;
  • soggetti coinvolti;
  • calendario indicativo;
  • collegamenti con scuole e associazioni;
  • modalità di apertura;
  • costi di gestione;
  • impatto sul territorio.

Centri di aggregazione e strutture sportive

Il bando permette di finanziare immobili destinati ad attività sociali, ricreative, sportive e di comunità.

Possono rientrare:

  • centri giovanili;
  • sale polivalenti;
  • strutture per associazioni;
  • spazi per anziani;
  • centri di aggregazione intergenerazionale;
  • immobili collegati ad attività sportive;
  • strutture di servizio per impianti e percorsi;
  • spazi per laboratori e attività collettive.

I servizi sportivi devono essere descritti come strumenti per migliorare la qualità della vita e l’aggregazione della popolazione, non come attività economiche o commerciali.

Accesso a Internet e servizi digitali

La misura finanzia anche strutture pubbliche dotate di postazioni per l’accesso a Internet ad alte prestazioni.

Gli spazi possono essere utilizzati per:

  • lavoro da remoto;
  • didattica a distanza;
  • accesso ai servizi digitali;
  • supporto alle persone con limitate competenze informatiche;
  • consultazione di banche dati;
  • attività formative;
  • servizi di facilitazione digitale;
  • utilizzo condiviso di strumenti informatici.

Il progetto dovrebbe indicare:

  • numero di postazioni;
  • connettività disponibile;
  • orari di apertura;
  • modalità di prenotazione;
  • utenza prevista;
  • gestione e manutenzione;
  • misure per la sicurezza informatica;
  • accessibilità degli spazi.

Spese ammissibili

Il bando ammette quattro principali categorie di spesa.

1. Lavori sugli immobili

Sono finanziabili:

  • ristrutturazione;
  • risanamento conservativo;
  • ampliamento;
  • adeguamento;
  • recupero funzionale;
  • interventi ammessi dagli strumenti urbanistici;
  • opere necessarie a rendere l’edificio idoneo al servizio previsto.

Gli interventi devono rispettare la normativa edilizia comunale e le disposizioni applicabili ai lavori pubblici.

2. Attrezzature, dotazioni e arredi

È ammesso l’acquisto di attrezzature e arredi nuovi e inventariabili, compresa la messa in opera.

Questa categoria non può superare il 30% delle spese ammissibili relative ai lavori sull’immobile.

Possono rientrare, quando necessari al servizio:

  • scaffalature per una biblioteca;
  • tavoli e sedute;
  • arredi per sale polivalenti;
  • postazioni informatiche;
  • dotazioni per attività culturali;
  • arredi per centri di aggregazione;
  • attrezzature non produttive per servizi pubblici;
  • elementi per l’allestimento di un museo o centro visita.

Le dotazioni devono essere funzionali all’immobile recuperato e non utilizzabili per attività economiche.

3. Sistemazione delle aree esterne

Sono finanziabili opere sulle aree di stretta pertinenza dell’edificio, quando risultano necessarie per renderlo accessibile e fruibile.

Queste spese possono raggiungere al massimo il 15% dei costi ammissibili relativi ai lavori principali.

Tra gli esempi possono rientrare:

  • percorsi di accesso;
  • sistemazione di cortili;
  • aree di sosta;
  • spazi esterni per attività sociali;
  • illuminazione strettamente funzionale;
  • opere per l’accessibilità;
  • elementi che completano il servizio svolto nell’edificio.

Non è sufficiente che l’area appartenga all’immobile: la sistemazione deve integrare e completare le finalità dell’intervento.

4. Spese tecniche e generali

Sono ammesse spese per:

  • studi di fattibilità;
  • elaborati tecnici;
  • progettazione;
  • servizi tecnici collegati all’intervento.

Il limite massimo è pari al 10% delle altre spese ammissibili.

Trattamento dell’IVA

L’IVA può essere riconosciuta soltanto quando rappresenta un costo effettivo e definitivamente sostenuto dal beneficiario.

L’imposta recuperabile non è ammissibile, anche nel caso in cui il Comune scelga di non recuperarla.

La domanda deve essere accompagnata dalla dichiarazione relativa al trattamento dell’IVA prevista dall’Allegato C del bando.

Spese non ammissibili

Non sono finanziabili:

  • interventi di nuova costruzione, salvo gli ampliamenti ammessi;
  • acquisto di immobili;
  • attrezzature produttive utilizzabili per attività economiche;
  • opere realizzate direttamente dal beneficiario in amministrazione diretta;
  • incentivi alle funzioni tecniche previsti dal Codice dei contratti pubblici;
  • beni altamente specializzati o esclusivi per i quali non sia possibile acquisire più preventivi;
  • costi non collegati ai servizi ammessi;
  • opere prive della necessaria coerenza urbanistica;
  • spese già finanziate con altri contributi pubblici.

Assenza di attività economiche e di entrate nette

Gli immobili finanziati devono essere destinati a servizi pubblici.

Il bando stabilisce che al loro interno non devono essere svolte attività economiche e non devono essere esercitate attività che generano entrate nette.

La relazione progettuale deve descrivere:

  • servizi previsti;
  • utenti destinatari;
  • soggetto gestore;
  • modalità organizzative;
  • finalità pubbliche;
  • eventuali flussi finanziari;
  • sostenibilità della gestione.

Il calcolo relativo alle entrate deve essere predisposto utilizzando lo schema contenuto nell’Allegato D.

La semplice presenza di un’associazione o di un soggetto esterno nella struttura non è sufficiente a determinare l’ammissibilità. È necessario definire con attenzione il modello gestionale e assicurare che l’utilizzo dell’immobile rimanga coerente con le finalità pubbliche della misura.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata online attraverso:

SIAG – Sistema Informativo Agricolo di AGREA

Il richiedente deve compilare i quadri obbligatori presenti sul portale, compresa la sintesi progettuale.

La sintesi deve riportare:

  • obiettivi;
  • descrizione degli interventi;
  • tempi di realizzazione;
  • quadro degli investimenti;
  • criteri di priorità richiesti;
  • dichiarazioni relative agli obblighi e agli impegni previsti dal bando.

Prima della compilazione è necessario verificare:

  • accreditamento al sistema AGREA;
  • corretto inserimento dell’ente;
  • poteri del soggetto che sottoscrive la domanda;
  • disponibilità del fascicolo anagrafico;
  • completezza dei dati;
  • codice CUP;
  • struttura territoriale competente.

Documentazione sulla proprietà dell’immobile

La domanda deve comprendere la documentazione che dimostra la disponibilità dell’immobile o dell’area.

Quando il bene non è di proprietà diretta del Comune richiedente, occorre allegare:

  • convenzione;
  • contratto;
  • accordo con l’ente proprietario;
  • altro titolo idoneo.

Il documento deve garantire la disponibilità del bene per tutto il periodo del vincolo di destinazione previsto dalla normativa regionale.

Relazione descrittiva del progetto

La relazione deve essere sottoscritta dal legale rappresentante e deve illustrare in modo dettagliato:

  • coerenza con gli strumenti di programmazione;
  • obiettivi generali e specifici;
  • autorizzazioni necessarie;
  • stato dell’iter autorizzativo;
  • eventuale valutazione di incidenza per interventi in aree Natura 2000;
  • analisi dei servizi già presenti;
  • fabbisogni non soddisfatti;
  • impatto sulla popolazione;
  • integrazione con altre iniziative territoriali;
  • caratteristiche storico-architettoniche dell’edificio;
  • materiali e soluzioni progettuali;
  • cronoprogramma;
  • cantierabilità;
  • piano finanziario;
  • servizi che verranno attivati;
  • utenza prevista;
  • soggetti gestori;
  • sostenibilità economica e organizzativa;
  • Comuni che utilizzeranno il servizio.

La relazione non dovrebbe limitarsi alla descrizione tecnica dei lavori. Deve dimostrare perché l’intervento è necessario e quale cambiamento produrrà nella vita della comunità.

Progetto esecutivo e progetto di fattibilità

La candidatura può essere accompagnata dal progetto esecutivo completo, corredato da:

  • computo metrico estimativo;
  • elaborati;
  • atto di validazione previsto dal Codice dei contratti pubblici.

Quando il progetto esecutivo non è disponibile, è possibile allegare il progetto di fattibilità tecnico-economica, completo degli elaborati richiesti.

I progetti collocati utilmente in graduatoria dovranno successivamente presentare il progetto esecutivo validato entro 90 giorni dall’approvazione della graduatoria o dell’ammissibilità, pena la decadenza dal sostegno.

Computo metrico e congruità dei costi

Il computo metrico estimativo deve utilizzare i prezzi del vigente Prezzario unico regionale delle opere pubbliche e della difesa del suolo dell’Emilia-Romagna.

Quando una voce non è presente, può essere utilizzato, in subordine, il prezzario regionale per opere e interventi in agricoltura.

Per spese non contemplate nei prezzari, la congruità deve essere dimostrata attraverso:

  • almeno tre preventivi;
  • oppure una relazione sull’indagine di mercato svolta attraverso cataloghi elettronici e strumenti delle stazioni appaltanti.

Per forniture, arredi, dotazioni e servizi tecnici devono essere acquisiti almeno tre preventivi o deve essere documentata un’adeguata indagine di mercato.

Altri allegati richiesti

Tra i documenti da predisporre rientrano:

  • atti relativi alla proprietà o disponibilità dell’immobile;
  • accordi tra Comuni;
  • relazione descrittiva;
  • progetto tecnico;
  • computo metrico estimativo;
  • preventivi;
  • dichiarazione sulla procedura di scelta dei contraenti;
  • visure catastali;
  • mappali in scala;
  • documentazione fotografica;
  • dichiarazione relativa all’IVA;
  • codice CUP;
  • eventuali autorizzazioni;
  • documentazione per la valutazione di incidenza;
  • atti di approvazione del progetto;
  • piano gestionale.

Le fotografie devono documentare i diversi prospetti dell’edificio e gli elementi più rilevanti interessati dall’intervento.

Criteri di valutazione e formazione della graduatoria

Le domande vengono selezionate mediante una procedura valutativa a graduatoria.

I progetti devono ottenere almeno:

12 punti

Le proposte che non raggiungono questa soglia non possono essere finanziate, anche in presenza di risorse disponibili.

Il punteggio viene attribuito sulla base di cinque gruppi di criteri.

1. Caratteristiche del richiedente

Sono premiati i progetti presentati in forma associata.

È previsto un punteggio maggiore per le Unioni di Comuni che realizzano un servizio destinato a tutti gli enti associati.

2. Localizzazione geografica

Sono riconosciuti punteggi per investimenti realizzati:

  • nelle aree rurali con problemi di sviluppo, zone D;
  • nei Parchi nazionali o regionali;
  • nelle aree svantaggiate;
  • nei territori compresi nelle strategie per le aree montane e interne.

I punteggi territoriali possono essere cumulati quando il progetto possiede più requisiti.

3. Caratteristiche del progetto

Sono premiati:

  • servizi innovativi;
  • attività intergenerazionali;
  • servizi per fasce fragili;
  • recupero integrale di un fabbricato;
  • recupero di immobili sottoposti a tutela;
  • recupero di immobili riconosciuti di valore storico, culturale o testimoniale.

4. Ampiezza del territorio servito

Il criterio valuta la popolazione potenziale raggiunta dal servizio.

Il sistema assegna un punteggio maggiore agli interventi destinati ai territori con minore popolazione, con l’obiettivo di sostenere le comunità rurali più piccole.

Per i progetti sovracomunali viene considerata la popolazione complessiva dei Comuni coinvolti, sulla base degli accordi allegati alla domanda.

5. Tipologia di servizio

Il bando attribuisce punteggi differenziati in base alla destinazione dell’immobile.

Tra le tipologie considerate rientrano:

  • rifugi e bivacchi;
  • centri visita;
  • centri di accoglienza per turisti;
  • biblioteche e mediateche;
  • musei ed ecomusei;
  • centri polivalenti;
  • centri per il tempo libero;
  • strutture sportive;
  • sedi di associazioni locali;
  • centri con accesso a Internet;
  • strutture per persone indigenti o in difficoltà.

I centri di accoglienza per turisti e i servizi destinati alle nuove povertà rientrano tra le tipologie con i punteggi più elevati.

Criteri in caso di parità

A parità di punteggio, viene data priorità:

  1. al progetto con il maggiore importo di spesa ammissibile;
  2. in caso di ulteriore parità, alla domanda protocollata prima sul SIAG.

La tempestività dell’invio non sostituisce quindi la qualità progettuale, ma può diventare determinante tra proposte con lo stesso punteggio e lo stesso importo.

Istruttoria

Il GAL verifica:

  • requisiti del richiedente;
  • localizzazione;
  • completezza degli allegati;
  • coerenza urbanistica;
  • destinazione d’uso;
  • congruità delle spese;
  • criteri di priorità;
  • rispetto delle finalità;
  • sostenibilità gestionale;
  • procedure di affidamento previste.

Durante l’istruttoria può essere effettuato un sopralluogo per verificare lo stato dell’immobile e acquisire elementi utili alla valutazione.

La graduatoria rimane utilizzabile fino all’esaurimento delle risorse e conserva validità per ulteriori dodici mesi dalla sua approvazione.

Rispetto del Codice dei contratti pubblici

I Comuni devono rispettare la normativa sugli appalti pubblici nella selezione degli operatori incaricati di:

  • lavori;
  • forniture;
  • progettazione;
  • direzione lavori;
  • consulenze;
  • altri servizi tecnici.

Anche negli affidamenti diretti devono essere consultati almeno tre operatori economici e devono essere acquisiti i relativi preventivi. In assenza dei tre preventivi richiesti, la spesa può essere dichiarata non ammissibile.

La documentazione relativa alle procedure di affidamento deve essere conservata e successivamente caricata in fase di domanda di pagamento.

Tempi di realizzazione

Il termine per:

  • completare i lavori;
  • rendicontare le spese;
  • presentare la domanda di pagamento a saldo;

è fissato in 24 mesi dalla comunicazione dell’atto di concessione.

Può essere concessa una proroga massima di sei mesi, su richiesta motivata presentata al GAL L’Altra Romagna.

Non sono ammesse proroghe automatiche. Il Comune deve dimostrare le cause del ritardo e presentare l’istanza prima della scadenza.

Varianti

Sono ammesse al massimo due varianti al progetto approvato, escluse quelle relative alla modifica della modalità di scelta del contraente.

Non sono consentite varianti:

  • per cambiare la localizzazione;
  • per sostituire il beneficiario;
  • presentate a sanatoria dopo l’esecuzione delle modifiche.

Le spese impreviste possono essere riconosciute soltanto quando la voce è già stata prevista nel computo metrico e nei limiti stabiliti dalla normativa sui contratti pubblici.

Anticipi e pagamenti intermedi

Il bando non prevede anticipazioni.

Il contributo può essere erogato:

  • attraverso un solo pagamento intermedio collegato a uno stato di avanzamento dei lavori;
  • attraverso il saldo finale dopo la regolare conclusione dell’intervento.

Il Comune deve quindi disporre delle risorse necessarie per anticipare almeno una parte rilevante delle spese.

Rendicontazione

La domanda di pagamento deve essere presentata attraverso i sistemi regionali previsti.

Per il pagamento intermedio possono essere richiesti:

  • relazione del direttore dei lavori;
  • stato di avanzamento;
  • atti di approvazione;
  • fatture;
  • mandati di pagamento;
  • documentazione delle procedure di affidamento;
  • check-list relative agli appalti;
  • CUP e CIG.

Per il saldo finale sono richiesti, tra gli altri:

  • fatture elettroniche;
  • mandati;
  • computo metrico consuntivo;
  • certificato di collaudo o di regolare esecuzione;
  • verifica di conformità per forniture e servizi;
  • contratti;
  • documentazione degli affidamenti;
  • relazione gestionale finale.

Le fatture e i mandati devono riportare correttamente CUP e CIG. La mancanza dei codici può determinare l’inammissibilità della spesa.

Suggerimenti operativi

La preparazione dovrebbe iniziare dalla definizione del servizio, non dall’elenco dei lavori da eseguire.

Prima di predisporre la domanda, il Comune dovrebbe chiarire:

  1. quale fabbisogno della popolazione intende affrontare;
  2. quali utenti utilizzeranno la struttura;
  3. quali servizi verranno offerti;
  4. chi gestirà le attività;
  5. quali saranno gli orari e le modalità di accesso;
  6. come verranno sostenuti i costi di gestione;
  7. quali Comuni saranno coinvolti;
  8. quali associazioni o soggetti locali parteciperanno;
  9. quale punteggio può essere ottenuto;
  10. quali autorizzazioni sono necessarie.

È opportuno verificare subito la capacità del progetto di raggiungere i 12 punti minimi. Un intervento formalmente ammissibile, ma privo del punteggio richiesto, non potrà essere finanziato.

Per migliorare la candidatura è utile:

  • costruire una gestione sovracomunale;
  • documentare il fabbisogno della popolazione;
  • sviluppare servizi per le fasce fragili;
  • coinvolgere giovani e anziani;
  • recuperare immobili di valore storico;
  • dimostrare la sostenibilità gestionale;
  • predisporre un progetto già cantierabile;
  • acquisire preventivi e autorizzazioni;
  • descrivere indicatori e risultati attesi;
  • collegare l’intervento agli strumenti di pianificazione territoriale.

Checklist pratica

Prima dell’invio è consigliabile controllare:

  • Comune appartenente al territorio ammissibile;
  • localizzazione verificata sulle mappe del GAL;
  • foglio catastale ammissibile per Faenza o Castel Bolognese;
  • una sola domanda prevista;
  • eventuale forma associata formalizzata;
  • capofila individuato;
  • accordi tra Comuni sottoscritti;
  • immobile pubblico disponibile;
  • titolo di proprietà o disponibilità documentato;
  • durata della disponibilità compatibile con il vincolo;
  • servizio pubblico chiaramente definito;
  • assenza di attività economiche;
  • assenza di entrate nette;
  • investimento non inferiore a 50.000 euro;
  • contributo richiesto non superiore a 300.000 euro;
  • divieto di doppio finanziamento verificato;
  • coerenza urbanistica confermata;
  • autorizzazioni individuate;
  • eventuale valutazione di incidenza verificata;
  • progetto esecutivo o progetto di fattibilità disponibile;
  • computo metrico redatto con il prezzario corretto;
  • tre preventivi per le spese non presenti nei prezzari;
  • tre preventivi per forniture e arredi;
  • spese per arredi entro il limite del 30%;
  • aree esterne entro il limite del 15%;
  • spese tecniche entro il limite del 10%;
  • trattamento dell’IVA verificato;
  • relazione descrittiva completa;
  • piano finanziario predisposto;
  • piano gestionale sostenibile;
  • utenti potenziali quantificati;
  • soggetti gestori individuati;
  • punteggio stimato di almeno 12 punti;
  • codice CUP disponibile;
  • documentazione catastale allegata;
  • fotografie complete;
  • accreditamento AGREA verificato;
  • accesso al SIAG funzionante;
  • struttura STACP competente selezionata;
  • domanda protocollata entro le ore 17:00 del 14/09/2026.

Link ufficiale del bando

La pagina ufficiale del GAL con il testo dell’avviso e gli allegati è disponibile qui:

GAL L’Altra Romagna – Bando Investimenti non produttivi nelle aree rurali

La scheda ufficiale della Regione Emilia-Romagna è disponibile qui:

Regione Emilia-Romagna – Azione SRD09, Investimenti non produttivi nelle aree rurali

Prima dell’invio è necessario consultare il testo integrale, le Disposizioni comuni, gli allegati e le eventuali comunicazioni pubblicate successivamente dal GAL o dalla Regione.

Scheda rapida

Nome ufficiale: Azione SRD09 – Investimenti non produttivi nelle aree rurali

Intervento: SRG06 Leader – Attuazione delle strategie di sviluppo locale

Beneficiari: Comuni singoli e associati

Area geografica: territori rurali ammessi dal GAL L’Altra Romagna nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna

Dotazione finanziaria: 750.399,84 euro

Forma dell’agevolazione: contributo in conto capitale

Percentuale: 100% delle spese ammissibili

Investimento minimo: 50.000 euro

Contributo massimo: 300.000 euro

Interventi: recupero, risanamento, ampliamento e adeguamento di fabbricati pubblici destinati a servizi sociali, culturali, ricreativi, sportivi e digitali

Attrezzature e arredi: massimo 30% delle spese per i lavori principali

Aree esterne: massimo 15% delle spese per i lavori principali

Spese tecniche: massimo 10% delle altre spese ammissibili

Apertura: 11/05/2026

Scadenza: 14/09/2026, ore 17:00

Procedura: valutativa a graduatoria

Punteggio minimo: 12 punti

Ente proponente: GAL L’Altra Romagna

Presentazione: portale SIAG di AGREA

Termine di realizzazione: 24 mesi dalla comunicazione della concessione

Anticipo: non previsto

Pagamento intermedio: un solo SAL

Cumulo: non ammesso sulle medesime spese

Assistenza Atamai

La candidatura richiede il coordinamento tra programmazione del servizio, progettazione dei lavori, pianificazione urbanistica, procedure di affidamento, sostenibilità gestionale e compilazione della domanda sul sistema SIAG.

Atamai può affiancare i Comuni nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nell’analisi dei criteri di valutazione, nell’organizzazione degli allegati e nella predisposizione della candidatura.

Per valutare un progetto relativo al bando SRD09 – Investimenti non produttivi nelle aree rurali, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.