Reti Scuola–Territorio 2026: fino a 25.000 euro per progetti educativi realizzati con le comunità locali
La Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto – Fondazione Caritro sostiene la collaborazione tra scuole, istituzioni formative, servizi per l’infanzia e organizzazioni del territorio attraverso il Bando Reti Scuola–Territorio 2026.
La misura finanzia percorsi nei quali bambini, alunni e studenti partecipano direttamente all’ideazione e alla realizzazione di attività dedicate alla cittadinanza attiva, all’arte e alla cultura. Il bando dispone complessivamente di 500.000 euro e si sviluppa in due fasi: una prima fase di coprogettazione, finanziabile fino a 7.000 euro, e una seconda fase di realizzazione, per la quale il contributo può raggiungere 25.000 euro per progetto.
La prima fase si è chiusa il 07/05/2026. La scadenza del 17/12/2026 riguarda esclusivamente le reti già ammesse alla prima fase, che possono presentare il progetto operativo elaborato durante il percorso di coprogettazione. Non è quindi possibile costituire una nuova rete e accedere direttamente alla seconda fase.
Nome ufficiale e obiettivi del bando
La denominazione ufficiale è:
Bando Reti Scuola–Territorio 2026
Fondazione Caritro intende migliorare la qualità dell’offerta educativa favorendo l’apertura delle realtà formative alle comunità locali.
I progetti devono essere sviluppati attraverso una rete e prevedere:
- una collaborazione concreta tra realtà formative e organizzazioni del territorio;
- il coinvolgimento attivo dei beneficiari;
- l’analisi di bisogni educativi e formativi reali;
- attività collegate a temi di attualità o problematiche giovanili;
- una relazione con l’educazione civica;
- risultati utili anche per la comunità di riferimento.
Bambini, alunni e studenti non devono essere considerati semplici destinatari di laboratori già definiti dagli adulti. Devono partecipare alla raccolta dei bisogni, alla definizione delle attività, alla programmazione e, nella seconda fase, alla realizzazione del progetto.
I due ambiti progettuali
Ogni proposta deve essere ricondotta a uno dei due ambiti individuati dal bando.
Cittadinanza attiva
Possono essere affrontati temi quali:
- volontariato;
- impegno civile;
- informazione e pensiero critico;
- contrasto alla disinformazione;
- partecipazione alla vita della comunità;
- relazioni di genere;
- accoglienza e integrazione;
- educazione al risparmio;
- sostenibilità ambientale;
- conoscenza e cura del territorio;
- inclusione;
- convivenza e responsabilità collettiva.
Arte e cultura
Le attività possono utilizzare linguaggi quali:
- musica;
- teatro;
- cinema;
- danza;
- fotografia;
- video;
- arti performative;
- installazioni;
- esposizioni;
- laboratori artistici;
- produzione culturale partecipata.
La scelta dell’ambito non deve essere puramente formale. La candidatura deve spiegare perché quel linguaggio o quella tematica sono adatti ai bisogni dei beneficiari e come verranno integrati nel percorso educativo.
Come funzionano le due fasi
Il bando prevede un percorso progressivo.
Prima fase: ideazione e coprogettazione
La prima fase era destinata a costruire la proposta insieme ai partner e ai beneficiari.
Le reti selezionate hanno potuto lavorare su:
- analisi del contesto educativo;
- individuazione dei bisogni;
- ascolto di bambini e studenti;
- definizione delle attività;
- attribuzione dei ruoli;
- organizzazione della rete;
- scelta degli indicatori;
- predisposizione del programma operativo.
La scadenza per questa fase era fissata al 07/05/2026, ore 17:00. Il contributo massimo concedibile era di 7.000 euro.
Seconda fase: realizzazione del progetto
La seconda fase è riservata alle reti ammesse alla precedente selezione.
Entro il 17/12/2026, ore 17:00, tali reti devono presentare il progetto definitivo, completo delle attività da realizzare, dei ruoli dei partner, del coinvolgimento dei beneficiari, del cronoprogramma e del quadro economico.
Il contributo massimo per la seconda fase è pari a 25.000 euro per progetto.
A chi è destinato il bando
Il bando è destinato a reti composte da almeno due soggetti.
La rete deve comprendere obbligatoriamente:
- almeno una realtà formativa senza scopo di lucro con sede nella Provincia autonoma di Trento;
- almeno un’organizzazione senza scopo di lucro appartenente al contesto territoriale e con sede nella Provincia autonoma di Trento.
Tra le realtà formative ammesse rientrano:
- istituzioni scolastiche del primo ciclo;
- istituzioni scolastiche del secondo ciclo;
- istituzioni formative;
- istituzioni paritarie;
- asili nido;
- scuole dell’infanzia;
- altre organizzazioni che erogano servizi educativi per l’infanzia.
La realtà territoriale senza scopo di lucro può essere un’organizzazione pubblica o privata, come un Comune, un’associazione, una cooperativa sociale, una fondazione, un museo, una biblioteca o un ente culturale.
Alla rete possono aderire anche altri soggetti pubblici o privati, compresi enti con sede al di fuori della Provincia autonoma di Trento, purché il nucleo minimo obbligatorio rispetti i requisiti territoriali.
Chi può essere capofila nella seconda fase
Per la seconda fase, il ruolo di capofila deve essere ricoperto da una realtà formativa senza scopo di lucro con sede nella Provincia autonoma di Trento.
Il capofila assume la responsabilità della domanda e deve coordinare:
- i rapporti con Fondazione Caritro;
- la programmazione delle attività;
- il coinvolgimento dei partner;
- il monitoraggio;
- la gestione economica;
- la raccolta dei documenti;
- la rendicontazione finale.
La composizione della rete deve corrispondere a quella ammessa nella prima fase. Ogni modifica dovrebbe essere preventivamente verificata con Fondazione Caritro, evitando sostituzioni o variazioni non autorizzate.
Numero minimo di beneficiari
Il progetto deve coinvolgere attivamente almeno:
15 bambini, alunni o studenti
Il requisito non si riferisce soltanto alla partecipazione numerica agli incontri. La domanda deve spiegare in che modo i beneficiari prenderanno parte alla programmazione e alla realizzazione delle attività.
Il coinvolgimento può comprendere, per esempio:
- interviste e questionari;
- gruppi di discussione;
- laboratori di coprogettazione;
- assemblee;
- scelta dei temi;
- produzione di contenuti;
- organizzazione di eventi;
- realizzazione di video o podcast;
- progettazione di campagne;
- attività di volontariato;
- restituzione pubblica dei risultati.
Area geografica di riferimento
Il progetto deve essere realizzato nella:
Provincia autonoma di Trento
Il formulario richiede inoltre di indicare la principale Comunità di Valle interessata.
Il legame territoriale deve risultare concreto. La rete dovrebbe dimostrare:
- conoscenza del contesto locale;
- presenza di bisogni educativi specifici;
- collaborazione con organizzazioni già attive;
- utilità delle attività per la comunità;
- possibilità di dare continuità ai risultati.
Ente proponente e soggetto gestore
Il bando è promosso e gestito dalla:
Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto – Fondazione Caritro
Fondazione Caritro:
- mette a disposizione il budget;
- riceve le richieste tramite la piattaforma ROL;
- verifica l’ammissibilità;
- valuta i progetti;
- può coinvolgere esperti esterni;
- determina il contributo concedibile;
- comunica gli esiti;
- verifica la gestione e la rendicontazione.
La pagina ufficiale indica come contatto info@fondazionecaritro.it e il numero 0461 232050, interno 3, operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 17:00.
Atamai può supportare le reti nell’organizzazione della documentazione, nella definizione del programma operativo e nel controllo della candidatura. La selezione rimane di esclusiva competenza di Fondazione Caritro.
Apertura e scadenza
Il bando è stato pubblicato il:
18/03/2026
Le scadenze previste sono:
- prima fase: 07/05/2026, ore 17:00;
- seconda fase: 17/12/2026, ore 17:00.
La prima fase è conclusa. Alla data del 27/07/2026, la scadenza rilevante è quindi quella del 17/12/2026, riservata alle reti già selezionate.
Avvio e durata dei progetti
I progetti della seconda fase devono:
- essere avviati dopo la presentazione della domanda;
- iniziare entro il mese di giugno 2027;
- avere una durata massima di 24 mesi;
- essere realizzati nella Provincia autonoma di Trento.
Il cronoprogramma deve essere realistico e compatibile con il calendario scolastico, con le vacanze, con gli esami, con la disponibilità dei partner e con gli eventuali tempi necessari per affidare incarichi o acquistare materiali.
Dotazione e forma dell’agevolazione
La dotazione complessiva del bando ammonta a:
500.000 euro
Per la seconda fase può essere richiesto un contributo massimo di:
25.000 euro per progetto
Il bando non stabilisce una percentuale fissa di copertura. Fondazione Caritro valuta il quadro economico e può riconoscere un importo inferiore rispetto a quello richiesto quando alcune spese non risultano congrue o pienamente coerenti.
Le entrate possono comprendere:
- risorse del capofila;
- risorse finanziarie dei partner;
- contributi di enti pubblici;
- contributi di soggetti privati;
- servizi professionali messi gratuitamente a disposizione della rete;
- contributo richiesto a Fondazione Caritro.
È possibile valorizzare come cofinanziamento attività professionali o servizi forniti gratuitamente. Non è invece possibile attribuire un valore economico alle ore di volontariato.
Spese ammissibili
Per la seconda fase sono previste quattro categorie principali.
Logistica, materiali e attrezzature
Possono essere inserite spese per:
- noleggio di sale;
- trasporti;
- noleggio di attrezzature;
- acquisto di attrezzature necessarie;
- materiali per i laboratori;
- beni di consumo;
- strumenti tecnici funzionali alle attività;
- dotazioni necessarie alla produzione artistica o culturale.
Gli acquisti devono essere proporzionati al progetto. La candidatura deve spiegare perché sia preferibile acquistare un’attrezzatura invece di noleggiarla e come verrà utilizzata durante il percorso.
Risorse umane interne alla rete
Sono ammissibili:
- compensi a docenti per attività extracurricolari;
- rimborsi spese a docenti;
- compensi e rimborsi per personale del capofila;
- compensi e rimborsi per personale dei partner.
Le attività devono essere aggiuntive e direttamente collegate al progetto.
Collaborazioni esterne
Possono essere coinvolti:
- educatori;
- artisti;
- musicisti;
- attori;
- registi;
- formatori;
- facilitatori;
- esperti di sostenibilità;
- professionisti della comunicazione;
- ricercatori;
- esperti di cittadinanza attiva;
- tecnici audiovisivi.
Il ruolo di ogni professionista deve essere descritto nel programma delle attività.
Comunicazione e divulgazione
Sono ammissibili spese per:
- promozione del progetto;
- produzione di contenuti;
- comunicazione dei risultati;
- realizzazione di materiali digitali;
- attività pubbliche di restituzione;
- documentazione video o fotografica;
- gestione di campagne informative.
La comunicazione deve valorizzare il percorso educativo e i risultati, senza trasformarsi in una spesa promozionale sproporzionata.
Spese non ammissibili
Il bando esclude:
- affitto ordinario della sede;
- utenze;
- costi generali di gestione degli immobili;
- buffet;
- pranzi e cene sociali;
- aperitivi;
- gadget promozionali;
- pubblicazioni editoriali.
Devono inoltre essere evitate spese non collegate alle attività approvate o sostenute prima della presentazione della domanda relativa alla seconda fase.
Esempi di progetti
Informazione e pensiero critico
Una scuola e un’associazione giornalistica potrebbero coinvolgere gli studenti nella creazione di una redazione dedicata al territorio.
Le attività potrebbero comprendere:
- analisi delle fonti;
- riconoscimento delle notizie false;
- interviste;
- produzione di podcast;
- realizzazione di video;
- confronto con giornalisti;
- presentazione pubblica dei risultati.
Sostenibilità ambientale
Una rete composta da scuola, Comune e associazione ambientalista potrebbe progettare un percorso sulla cura di un’area verde.
Gli studenti potrebbero:
- raccogliere dati;
- analizzare i problemi ambientali;
- intervistare la popolazione;
- proporre interventi;
- realizzare una campagna;
- organizzare attività di volontariato;
- presentare le proposte all’amministrazione.
Teatro e inclusione
Una scuola, una cooperativa sociale e una compagnia teatrale potrebbero realizzare un percorso dedicato alle relazioni, all’accoglienza e alle differenze culturali.
Il progetto potrebbe concludersi con uno spettacolo costruito dagli studenti a partire dalle loro esperienze e da quelle raccolte nella comunità.
Conoscenza del territorio
Un asilo, un museo e un’associazione locale potrebbero coinvolgere bambini e famiglie nella scoperta di storie, luoghi e tradizioni.
Il percorso potrebbe utilizzare:
- narrazione;
- fotografia;
- disegno;
- visite;
- laboratori;
- installazioni;
- restituzioni aperte alla popolazione.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso il:
Portale Richieste On Line – ROL di Fondazione Caritro
La procedura prevede:
- accesso o accreditamento del capofila;
- selezione del Bando Reti Scuola–Territorio 2026;
- apertura della richiesta relativa alla seconda fase;
- compilazione del formulario;
- inserimento del budget;
- caricamento degli allegati;
- controllo della domanda;
- invio definitivo entro il 17/12/2026, ore 17:00.
Una richiesta salvata in bozza non è considerata presentata.
Documenti del capofila
Per l’accreditamento possono essere richiesti:
- atto costitutivo;
- statuto;
- elenco delle cariche sociali;
- documento di identità del legale rappresentante;
- ultimo bilancio consuntivo approvato;
- dati anagrafici;
- coordinate bancarie;
- informazioni sul legale rappresentante.
Prima di compilare la domanda è opportuno verificare che il profilo ROL sia aggiornato, soprattutto in caso di cambio del dirigente scolastico, del presidente, del legale rappresentante o dell’IBAN.
Documenti del progetto
Per ogni partner è obbligatorio presentare la lettera d’intenti utilizzando il modello ufficiale.
Per la seconda fase devono inoltre essere predisposti:
- programma dettagliato delle attività;
- curriculum della persona incaricata del coordinamento;
- descrizione della rete;
- ruolo operativo di ciascun partner;
- cronoprogramma;
- quadro delle spese;
- quadro delle entrate;
- risultati attesi;
- indicatori;
- sistema di monitoraggio;
- analisi dei rischi;
- piano di comunicazione.
Il programma deve suddividere il progetto in pacchetti di lavoro e indicare, per ciascuno:
- obiettivo;
- durata;
- referente;
- attività;
- personale coinvolto;
- beneficiari;
- portatori di interesse;
- risultati attesi;
- risorse economiche.
Criteri di valutazione
I progetti della seconda fase possono ottenere fino a 100 punti.
Collaborazione tra scuola e territorio – fino a 20 punti
Viene valutata la capacità del capofila di realizzare le attività insieme alle organizzazioni territoriali.
La rete deve dimostrare una collaborazione sostanziale, non limitata alla concessione di spazi o alla partecipazione occasionale.
Coinvolgimento dei beneficiari – fino a 20 punti
Fondazione Caritro valuta il ruolo effettivo assegnato a bambini, alunni e studenti durante la realizzazione.
Risposta ai bisogni educativi – fino a 20 punti
Il progetto deve collegare le attività ai bisogni emersi durante la prima fase, utilizzando i linguaggi della cittadinanza attiva oppure dell’arte e della cultura.
Temi di attualità e problematiche giovanili – fino a 20 punti
La proposta deve affrontare questioni riconoscibili e significative per i beneficiari.
Coerenza con il curricolo – fino a 10 punti
Le attività devono dialogare con il percorso scolastico o educativo e, quando possibile, produrre metodi o contenuti riutilizzabili nell’offerta formativa.
Coerenza di tempi e spese – fino a 10 punti
Il budget e il cronoprogramma devono risultare proporzionati alle attività.
La Fondazione effettua una selezione di merito, anche con il supporto di esperti esterni. L’esito viene comunicato tramite lettera entro un mese dalla conclusione della procedura di valutazione.
Suggerimenti operativi
Per preparare la seconda fase è consigliabile riprendere il lavoro realizzato durante la coprogettazione e trasformarlo in un programma operativo.
La rete dovrebbe:
- aggiornare l’analisi dei bisogni;
- confermare la disponibilità dei partner;
- verificare il ruolo del capofila;
- raccogliere tutte le lettere d’intenti;
- definire un coordinatore;
- suddividere il progetto in pacchetti di lavoro;
- attribuire responsabilità precise;
- definire indicatori misurabili;
- descrivere il coinvolgimento degli studenti;
- integrare il progetto nel curricolo;
- stimare con precisione costi e tempi;
- prevedere rischi e soluzioni alternative;
- pianificare la comunicazione;
- controllare i dati presenti su ROL.
Un progetto credibile dovrebbe indicare non soltanto quante attività verranno realizzate, ma quale cambiamento si intende produrre.
Tra gli indicatori possono essere utilizzati:
- numero di beneficiari;
- livello di partecipazione;
- numero di attività coprogettate;
- prodotti realizzati;
- competenze sviluppate;
- organizzazioni coinvolte;
- qualità delle collaborazioni;
- risultati rilevati attraverso questionari;
- prosecuzione delle attività dopo il contributo.
Checklist pratica
Prima dell’invio della seconda fase è opportuno verificare:
- rete ammessa alla prima fase;
- capofila costituito da una realtà formativa senza scopo di lucro;
- capofila con sede nella Provincia autonoma di Trento;
- composizione della rete confermata;
- almeno una realtà territoriale senza scopo di lucro;
- almeno 15 beneficiari;
- progetto realizzato nella Provincia autonoma di Trento;
- avvio successivo alla domanda;
- avvio previsto entro giugno 2027;
- durata non superiore a 24 mesi;
- ambito progettuale correttamente individuato;
- bisogni educativi aggiornati;
- coinvolgimento degli studenti descritto;
- coerenza con il curricolo illustrata;
- ruoli dei partner definiti;
- coordinatore individuato;
- curriculum del coordinatore disponibile;
- lettere d’intenti sottoscritte;
- programma suddiviso in pacchetti di lavoro;
- risultati e indicatori definiti;
- monitoraggio descritto;
- analisi dei rischi predisposta;
- piano di comunicazione compilato;
- spese ammissibili verificate;
- costi della sede esclusi;
- pasti, gadget e pubblicazioni esclusi;
- contributo richiesto non superiore a 25.000 euro;
- eventuali servizi gratuiti valorizzati correttamente;
- ore di volontariato non valorizzate economicamente;
- profilo ROL aggiornato;
- legale rappresentante aggiornato;
- IBAN verificato;
- domanda inviata entro le ore 17:00 del 17/12/2026.
Link ufficiale del bando
La pagina ufficiale, il testo del bando, le lettere d’intenti e i facsimili della modulistica sono disponibili sul sito di Fondazione Caritro:
Fondazione Caritro – Bando Reti Scuola–Territorio 2026
Scheda rapida
Nome ufficiale: Bando Reti Scuola–Territorio 2026
Ente proponente e gestore: Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto – Fondazione Caritro
Beneficiari: reti composte da realtà formative e organizzazioni territoriali
Area geografica: Provincia autonoma di Trento
Ambiti: cittadinanza attiva; arte e cultura
Beneficiari finali: almeno 15 bambini, alunni o studenti
Dotazione complessiva: 500.000 euro
Contributo prima fase: fino a 7.000 euro
Contributo seconda fase: fino a 25.000 euro
Prima scadenza: 07/05/2026, ore 17:00 — conclusa
Seconda scadenza: 17/12/2026, ore 17:00
Accesso alla seconda fase: riservato alle reti ammesse alla prima fase
Avvio del progetto: dopo la domanda ed entro giugno 2027
Durata massima: 24 mesi
Modalità di selezione: valutazione di merito
Presentazione: piattaforma ROL di Fondazione Caritro
Assistenza Atamai
La seconda fase richiede di trasformare il percorso di coprogettazione in un programma completo, sostenibile e coerente con i criteri di valutazione.
Atamai può affiancare le realtà formative e le organizzazioni territoriali nella revisione del progetto, nell’organizzazione dei partner, nella costruzione del budget e nella verifica della documentazione da caricare sulla piattaforma ROL.
Per ricevere assistenza sul Bando Reti Scuola–Territorio 2026, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.