Cultura per lo sviluppo sostenibile 2026: contributi fino a 15.000 euro per progetti culturali in Trentino
La Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto – Fondazione Caritro, in collaborazione con l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente – APPA, sostiene progetti culturali capaci di coinvolgere le comunità locali sui temi della sostenibilità, dell’Agenda 2030 e delle conseguenze sociali e ambientali della crisi climatica.
Il nome ufficiale della misura è:
Bando Cultura per lo sviluppo sostenibile 2026
Il bando dispone di una dotazione complessiva di 170.000 euro. Ogni rete può richiedere un contributo fino all’80% del costo complessivo del progetto, entro il limite massimo di 15.000 euro. La parte restante deve essere coperta attraverso risorse del capofila, apporti dei partner, altri contributi o servizi professionali messi gratuitamente a disposizione della rete.
Le domande devono essere presentate entro le ore 17:00 del 23/09/2026, attraverso il sistema Richieste On Line – ROL di Fondazione Caritro.
Finalità del bando
L’iniziativa non finanzia semplicemente eventi che trattano genericamente il tema dell’ambiente. I progetti devono utilizzare strumenti culturali e modalità partecipative per attivare le persone, generare confronto pubblico e produrre ricadute concrete nel territorio.
Le iniziative possono assumere la forma di:
- eventi culturali;
- rassegne;
- produzioni artistiche;
- spettacoli;
- laboratori civici;
- assemblee partecipative;
- percorsi di divulgazione;
- installazioni;
- attività performative;
- incontri pubblici;
- iniziative di sensibilizzazione;
- percorsi di partecipazione comunitaria.
Il bando individua tre obiettivi principali:
- stimolare il dibattito pubblico locale sullo sviluppo sostenibile, sull’Agenda 2030 e sulle conseguenze sociali della crisi climatica;
- attivare o rafforzare reti civiche, forme di volontariato e iniziative di attivismo;
- sperimentare modalità organizzative capaci di ridurre l’impatto ambientale delle attività culturali.
Il progetto deve quindi integrare contenuto culturale, sostenibilità e attivazione della comunità. Una conferenza isolata o una manifestazione priva di un vero percorso partecipativo potrebbe risultare meno coerente rispetto a una proposta che coinvolga cittadini, volontari, associazioni e organizzazioni locali nella progettazione e nella realizzazione delle attività.
Il collegamento con la Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile
Le proposte devono essere coerenti con la Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile – SproSS, attraverso la quale la Provincia autonoma di Trento traduce sul territorio gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Nel formulario deve essere individuato:
- un obiettivo SproSS prevalente;
- fino a tre obiettivi SproSS secondari.
Il collegamento non deve essere soltanto dichiarato. La candidatura deve spiegare in che modo le attività previste contribuiscano concretamente agli obiettivi selezionati.
A titolo esemplificativo, un progetto potrebbe affrontare:
- contrasto e adattamento alla crisi climatica;
- consumo responsabile;
- economia circolare;
- riduzione degli sprechi;
- tutela della biodiversità;
- cura del paesaggio;
- mobilità sostenibile;
- comunità inclusive;
- partecipazione civica;
- educazione ambientale;
- riduzione delle disuguaglianze;
- utilizzo responsabile delle risorse;
- produzione e consumo di energia sostenibile.
La coerenza con la SproSS può attribuire fino a 15 punti in fase di valutazione.
A chi è destinato il bando
La candidatura deve essere presentata da una rete composta da almeno tre realtà.
La rete deve comprendere obbligatoriamente:
- almeno un’organizzazione con esperienza nella gestione di iniziative, servizi o progetti dedicati allo sviluppo sostenibile;
- almeno altre due realtà che collaborino alla progettazione e alla realizzazione delle attività.
Il soggetto con competenze ambientali può essere un’organizzazione pubblica o privata impegnata, per esempio, in:
- tutela dell’ambiente;
- salvaguardia e valorizzazione del paesaggio;
- protezione del territorio naturale;
- divulgazione degli effetti della crisi climatica;
- economia circolare;
- riduzione degli sprechi;
- educazione ambientale;
- educazione allo sviluppo sostenibile;
- cittadinanza globale.
Gli altri partner possono essere soggetti pubblici, privati, non profit o anche imprese, quando il loro coinvolgimento apporta competenze o risorse utili al progetto.
Chi può assumere il ruolo di capofila
Il capofila deve essere una realtà senza scopo di lucro con sede legale oppure operativa nella Provincia autonoma di Trento.
Sono ammesse le seguenti forme:
- associazioni;
- fondazioni;
- comitati;
- cooperative sociali;
- cooperative operanti nei settori dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero;
- enti con qualifica di impresa sociale.
Possono assumere il ruolo di capofila anche le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali – CERS, purché siano costituite in una delle forme giuridiche ammesse dal bando. Le CERS possono inoltre partecipare come partner con competenze specifiche in materia di energia e sostenibilità.
Un’impresa ordinaria con scopo di lucro può contribuire alla rete come partner, ma non rientra tra i soggetti che possono assumere il ruolo di capofila.
Partecipazione di gruppi informali
Il bando riconosce il valore delle persone che operano attraverso forme di cittadinanza attiva non strutturate.
Possono pertanto partecipare anche:
- gruppi informali;
- comitati spontanei;
- reti civiche;
- gruppi di cittadini;
- attivisti e attiviste;
- movimenti locali non costituiti formalmente.
Questi soggetti possono essere aggiunti al partenariato oltre alla rete minima richiesta. È opportuno descriverne con precisione il ruolo, le attività e il contributo previsto, anche quando non possiedono una personalità giuridica autonoma.
Area geografica di riferimento
Le attività devono essere realizzate nella Provincia autonoma di Trento.
Nel formulario deve essere indicata la Comunità di Valle prevalentemente interessata e devono essere specificati i luoghi nei quali verranno svolte le azioni.
Il capofila deve avere sede legale o operativa in provincia di Trento. Altri partner possono essere coinvolti quando apportano valore al progetto, ma le attività e le ricadute principali devono riguardare il territorio provinciale.
La candidatura dovrebbe illustrare:
- caratteristiche del territorio;
- bisogni ambientali e sociali rilevati;
- pubblici da coinvolgere;
- organizzazioni già attive;
- problemi sui quali intervenire;
- valore aggiunto generato dal progetto;
- risultati che rimarranno nella comunità al termine delle attività.
Ente proponente e soggetti coinvolti
Il bando è promosso da:
Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto – Fondazione Caritro
La Fondazione finanzia, valuta e gestisce le richieste di contributo.
Collabora all’iniziativa l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente – APPA, che svolge attività di monitoraggio e controllo ambientale e partecipa all’attuazione della Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile.
È inoltre disponibile il supporto di Ufficio Svolta, spazio per la progettazione promosso da:
- Fondazione Caritro;
- CSV Trentino;
- Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale.
Ufficio Svolta può supportare le reti nell’impostazione delle attività, nella costruzione del budget, nella rimodulazione del progetto e nella ricerca di ulteriori fonti di finanziamento.
Atamai può assistere le organizzazioni nella verifica dei requisiti, nella costruzione della rete, nella strutturazione del progetto e nell’organizzazione dei documenti. La valutazione e la concessione del contributo rimangono di esclusiva competenza di Fondazione Caritro.
Apertura e scadenza
Il bando è stato pubblicato il:
09/04/2026
Le domande devono essere presentate entro:
23/09/2026, ore 17:00
La procedura non è impostata come un click day. I progetti vengono confrontati attraverso una valutazione di merito basata sui criteri indicati nel bando.
Non è quindi necessario presentare la domanda nei primi minuti di apertura, ma è consigliabile non attendere le ultime ore per completare:
- accreditamento del capofila;
- aggiornamento dell’anagrafica;
- inserimento dei partner;
- compilazione del formulario;
- caricamento delle lettere d’intenti;
- predisposizione del budget;
- invio definitivo della richiesta.
Durata e periodo di realizzazione
Il progetto deve:
- iniziare dopo la presentazione della domanda;
- essere avviato entro il 31/12/2027;
- avere una durata massima di 12 mesi;
- essere realizzato nella Provincia autonoma di Trento.
La candidatura deve riportare una data di avvio e una data di conclusione realistiche.
Le attività non dovrebbero iniziare prima della trasmissione della domanda. Contratti, incarichi, acquisti e altri impegni di spesa devono essere pianificati tenendo conto di questa condizione.
Ogni capofila può presentare un solo progetto. Può, tuttavia, partecipare come partner ad altre candidature. Non sono ammesse richieste presentate da capofila che, alla scadenza, abbiano ancora in corso più di un progetto finanziato nelle precedenti edizioni dello stesso bando.
Dotazione finanziaria
Le risorse complessive disponibili ammontano a:
170.000 euro
La Fondazione selezionerà i progetti ritenuti maggiormente coerenti con gli obiettivi della misura, attribuendo contributi considerati congrui rispetto alle attività e ai costi presentati.
L’importo richiesto non viene quindi riconosciuto automaticamente. Fondazione Caritro può:
- finanziare integralmente la somma richiesta;
- assegnare un importo inferiore;
- richiedere una rimodulazione;
- escludere alcune voci di spesa;
- richiedere documentazione integrativa.
Entità e forma dell’agevolazione
Il contributo richiesto non può superare:
- l’80% del costo complessivo del progetto;
- il massimale di 15.000 euro.
Per ottenere il contributo massimo, il progetto deve avere un costo complessivo di almeno 18.750 euro. In questo caso:
- contributo richiesto a Fondazione Caritro: 15.000 euro;
- cofinanziamento minimo della rete: 3.750 euro.
Un progetto da 10.000 euro può invece richiedere al massimo 8.000 euro.
Il restante 20% può essere coperto attraverso:
- risorse del capofila;
- contributi finanziari dei partner;
- altri contributi pubblici;
- contributi privati;
- entrate derivanti dalle attività;
- servizi professionali forniti gratuitamente;
- beni o prestazioni messi a disposizione dalla rete.
Le ore di volontariato non possono essere valorizzate economicamente come cofinanziamento.
Spese ammissibili
Il bando individua diverse categorie di costo.
Logistica, materiali e attrezzature
Possono essere inserite spese per:
- noleggio di sale;
- noleggio di spazi;
- noleggio o acquisto di attrezzature;
- materiali di consumo;
- trasporto;
- strumenti necessari per laboratori;
- impianti audio e video;
- strutture temporanee;
- materiali scenici;
- dotazioni necessarie per eventi o produzioni.
L’acquisto di attrezzature deve essere giustificato dal programma. È opportuno spiegare perché l’acquisto risulti più funzionale rispetto al noleggio e come il bene verrà utilizzato nelle attività.
Risorse umane interne alla rete
Sono ammessi compensi e rimborsi spese destinati alle persone che operano all’interno:
- del capofila;
- delle organizzazioni partner.
Possono rientrare, per esempio:
- coordinamento operativo;
- organizzazione degli eventi;
- attività artistiche;
- conduzione di laboratori;
- gestione dei volontari;
- attività di monitoraggio;
- supporto amministrativo direttamente collegato al progetto.
Le funzioni e il numero delle persone coinvolte devono essere specificati nella scheda economica.
Collaborazioni esterne
Sono ammissibili compensi e rimborsi per professionisti ed esperti esterni alla rete.
Possono essere coinvolti:
- artisti;
- curatori;
- divulgatori scientifici;
- esperti ambientali;
- facilitatori;
- educatori;
- ricercatori;
- relatori;
- tecnici;
- videomaker;
- professionisti della comunicazione;
- formatori;
- esperti di partecipazione civica.
Il ruolo di ciascuna collaborazione deve essere collegato a una o più attività chiaramente indicate nel progetto.
Costi di progettazione
I costi sostenuti per la progettazione possono raggiungere al massimo il:
10% del costo complessivo del progetto
Possono riguardare risorse interne o professionisti esterni incaricati di:
- elaborare il progetto;
- coordinare la coprogettazione;
- predisporre il piano economico;
- definire gli indicatori;
- organizzare il sistema di monitoraggio;
- costruire il partenariato.
In un progetto del valore di 18.000 euro, i costi di progettazione non possono quindi superare 1.800 euro.
Rimborsi per volontari
Sono ammissibili rimborsi relativi alle trasferte dei volontari del capofila e dei partner, entro il limite complessivo di:
700 euro
I rimborsi devono rispettare la normativa applicabile al volontariato e devono essere accompagnati da documentazione idonea.
Non è possibile inserire un compenso forfettario per le ore prestate gratuitamente.
Comunicazione e divulgazione
Possono essere finanziate spese per:
- promozione;
- campagne informative;
- quotidiani e periodici;
- radio;
- mailing;
- siti e pagine web;
- social network;
- ufficio stampa;
- realizzazione di materiali digitali;
- tasse per manifestazioni pubbliche;
- diritti o costi di affissione.
Le attività di comunicazione devono essere rivolte ai pubblici individuati e devono contribuire alla partecipazione, non limitarsi alla promozione generica dell’organizzazione.
Spese non ammissibili
Il bando esclude espressamente:
- affitto ordinario della sede;
- utenze;
- costi generali di gestione della sede;
- gadget promozionali;
- pubblicazioni editoriali.
La guida generale di Fondazione Caritro esclude inoltre richieste rivolte alla copertura generica di costi di gestione, disavanzi pregressi, ristrutturazioni o acquisti non inseriti in un progetto specifico.
Le attrezzature possono essere ammesse soltanto quando risultano funzionali alle attività culturali programmate. Non è quindi sufficiente presentare una richiesta finalizzata esclusivamente all’acquisto di beni.
Esempi concreti di progetti finanziabili
Rassegna culturale sulla crisi climatica
Una rete composta da associazione culturale, organizzazione ambientalista e Comune potrebbe realizzare:
- incontri con ricercatori;
- spettacoli;
- proiezioni;
- laboratori;
- passeggiate di comunità;
- raccolta delle testimonianze degli abitanti;
- assemblea conclusiva con proposte per il territorio.
Il progetto dovrebbe collegare le attività agli obiettivi SproSS e indicare le modalità adottate per ridurre rifiuti, consumi e spostamenti.
Laboratorio civico sull’economia circolare
Un’associazione, una cooperativa sociale e un’organizzazione ambientale potrebbero attivare un percorso dedicato a:
- riparazione e riuso;
- riduzione degli sprechi;
- scambio di beni;
- raccolta di idee;
- coinvolgimento di volontari;
- produzione di installazioni con materiali recuperati;
- evento pubblico finale.
Produzione teatrale partecipata
Una compagnia teatrale, un’associazione ambientalista e una rete civica potrebbero raccogliere storie e testimonianze sulle trasformazioni climatiche del territorio.
Il percorso potrebbe comprendere:
- interviste;
- laboratori;
- scrittura collettiva;
- produzione dello spettacolo;
- rappresentazioni in più Comuni;
- dibattiti con il pubblico;
- documentazione audio e video.
Comunità energetica e cultura
Una Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale potrebbe costruire una rete con un’associazione culturale e un’organizzazione locale per spiegare, attraverso linguaggi artistici e partecipativi:
- produzione condivisa di energia;
- povertà energetica;
- uso responsabile delle risorse;
- benefici sociali delle comunità energetiche;
- relazione tra energia, territorio e cittadinanza.
Festival a ridotto impatto ambientale
Un’organizzazione culturale potrebbe ripensare una manifestazione già esistente adottando:
- mobilità condivisa;
- eliminazione della plastica monouso;
- materiali riutilizzabili;
- raccolta differenziata;
- fornitori locali;
- riduzione delle stampe;
- allestimenti recuperabili;
- sistemi di misurazione dei consumi;
- comunicazione trasparente dei risultati.
La riduzione dell’impatto non dovrebbe essere soltanto organizzativa, ma diventare parte del racconto culturale rivolto al pubblico.
Riduzione dell’impatto ambientale del progetto
La candidatura deve contenere una sezione specifica dedicata alle pratiche utilizzate per ridurre l’impatto delle attività.
Possono essere indicate azioni quali:
- eliminazione della plastica monouso;
- utilizzo di materiali riciclati o riutilizzabili;
- noleggio anziché acquisto;
- mobilità pubblica o condivisa;
- scelta di sedi raggiungibili con trasporto pubblico;
- riduzione del materiale stampato;
- utilizzo di fornitori locali;
- raccolta differenziata;
- contenimento dei consumi energetici;
- riuso degli allestimenti;
- monitoraggio dei rifiuti;
- accesso digitale ai programmi;
- scelta di prodotti alimentari locali e a ridotto impatto.
La capacità di mettere in pratica soluzioni ambientali coerenti può attribuire fino a 15 punti.
Come presentare la domanda
La richiesta deve essere presentata esclusivamente attraverso il sistema:
Richieste On Line – ROL di Fondazione Caritro
Il percorso prevede:
- accreditamento del capofila;
- accesso con le credenziali;
- selezione del Bando Cultura per lo sviluppo sostenibile 2026;
- apertura di una nuova richiesta;
- compilazione integrale del formulario;
- inserimento delle spese e delle entrate;
- caricamento delle lettere d’intenti;
- controllo dei dati;
- invio definitivo entro le ore 17:00 del 23/09/2026.
Una domanda salvata in bozza non è considerata presentata.
Accreditamento del capofila
Il profilo ROL deve contenere dati aggiornati relativi a:
- denominazione;
- codice fiscale e partita IVA;
- indirizzo;
- recapiti;
- forma giuridica;
- eventuale iscrizione al RUNTS;
- data di costituzione;
- legale rappresentante;
- dati di bilancio;
- coordinate bancarie.
Tra gli allegati richiesti per l’accreditamento possono rientrare:
- atto costitutivo;
- statuto;
- elenco delle cariche sociali;
- documento di identità del legale rappresentante;
- ultimo bilancio consuntivo approvato.
In caso di cambio del presidente, del legale rappresentante, dell’IBAN o della sede è necessario aggiornare l’anagrafica prima dell’invio.
Contenuti del formulario
La scheda di progetto richiede di indicare:
- titolo;
- sintesi;
- presentazione del capofila;
- contesto territoriale e socioculturale;
- bisogno al quale si intende rispondere;
- obiettivi;
- obiettivo SproSS prevalente;
- obiettivi SproSS secondari;
- territori coinvolti;
- azioni previste;
- pratiche di riduzione dell’impatto;
- coinvolgimento di volontari e attivisti;
- opportunità lasciate sul territorio;
- ricadute;
- piano di comunicazione;
- tempi;
- responsabile del progetto;
- numero e tipologia dei destinatari;
- composizione della rete;
- ruolo di ogni partner.
La sintesi iniziale deve chiarire in modo immediato:
- chi realizza il progetto;
- che cosa verrà fatto;
- dove;
- perché;
- come.
Lettere d’intenti dei partner
Per ogni partner deve essere caricata una lettera d’intenti compilata sul modello ufficiale.
La lettera dovrebbe riportare:
- denominazione del partner;
- adesione al progetto;
- attività assegnate;
- risorse messe a disposizione;
- eventuale contributo economico;
- personale coinvolto;
- responsabilità operative;
- firma del soggetto autorizzato.
La descrizione contenuta nella lettera deve essere coerente con quella riportata nel formulario e nel budget.
Una rete nella quale tutti i partner svolgono un ruolo generico rischia di ottenere un punteggio inferiore rispetto a un partenariato nel quale competenze e responsabilità siano chiaramente distribuite.
Criteri di valutazione
I progetti possono ottenere fino a 100 punti.
Dibattito pubblico e crisi climatica – fino a 20 punti
Viene valutata la capacità della proposta di stimolare un confronto pubblico locale sullo sviluppo sostenibile, sulla crisi climatica e sulle ricadute sociali.
Coerenza con la SproSS – fino a 15 punti
Il progetto deve contribuire in modo dimostrabile agli obiettivi della Strategia provinciale.
Valore aggiunto per il territorio – fino a 15 punti
Vengono considerati:
- pubblici coinvolti;
- numero dei destinatari;
- qualità delle attività;
- bisogni affrontati;
- opportunità prodotte nella comunità.
Qualità e apporto della rete – fino a 15 punti
La rete deve contribuire realmente alla progettazione e alla realizzazione, generando ricadute che il singolo capofila non potrebbe ottenere da solo.
Riduzione dell’impatto ambientale – fino a 15 punti
Vengono considerate le pratiche utilizzate per organizzare le attività in modo coerente con i temi del bando.
Coinvolgimento di volontari e attivisti – fino a 10 punti
La partecipazione deve riguardare la raccolta dei bisogni, la progettazione e la realizzazione delle attività, non soltanto mansioni esecutive.
Coerenza del budget – fino a 10 punti
Le spese e il contributo richiesto devono essere proporzionati al programma.
La selezione non dipende dall’ordine cronologico di invio. Fondazione Caritro può avvalersi di esperti esterni e richiedere integrazioni.
Accettazione del contributo
L’esito viene comunicato attraverso una lettera disponibile nell’area ROL.
In caso di approvazione, il capofila deve caricare:
- lettera di accettazione firmata dal legale rappresentante;
- documento di identità;
- dichiarazione di inizio del progetto.
Qualora l’importo assegnato sia inferiore a quello richiesto, Fondazione Caritro può indicare le modalità da seguire per rimodulare attività e budget.
Comunicazione del progetto
Le modalità di comunicazione devono essere concordate preventivamente con Fondazione Caritro.
Il materiale deve riportare il logo della Fondazione, preceduto dalla dicitura:
“Con il contributo di”
Locandine, materiali digitali e altri strumenti di promozione devono essere sottoposti alla Fondazione secondo le indicazioni ricevute nella lettera di concessione.
Rendicontazione ed erogazione
La rendicontazione deve essere presentata attraverso ROL entro 90 giorni dalla conclusione del progetto, salvo eventuali condizioni differenti indicate nella lettera di concessione.
Devono essere caricati:
- relazione sulle attività;
- risultati quantitativi e qualitativi;
- ricadute generate;
- elenco delle entrate, quando richiesto;
- documenti di spesa;
- prove dei pagamenti;
- materiale di comunicazione;
- eventuale documentazione integrativa.
Fondazione Caritro può concedere, su richiesta, un anticipo fino al 50% del contributo accordato. Il saldo viene erogato dopo l’esito positivo della rendicontazione.
Il contributo può essere ridotto o revocato quando:
- le attività risultano diverse o ridotte;
- le spese sono inferiori;
- le entrate superano i costi;
- le variazioni di budget superano il 15%;
- vengono rendicontate spese non previste;
- la documentazione è incompleta;
- la rendicontazione viene presentata oltre il termine;
- la comunicazione non rispetta le condizioni stabilite.
Suggerimenti operativi
La preparazione dovrebbe partire dalla definizione del problema territoriale, non dalla scelta dell’evento.
La rete dovrebbe chiarire:
- quale bisogno ambientale, sociale o culturale intende affrontare;
- quali persone verranno coinvolte;
- quale cambiamento si vuole produrre;
- perché è necessario utilizzare linguaggi culturali;
- quali competenze porta ogni partner;
- come saranno coinvolti volontari e cittadini;
- quali obiettivi SproSS verranno perseguiti;
- quali pratiche ambientali saranno applicate;
- quali risultati rimarranno dopo la conclusione;
- come verranno misurati gli effetti.
È opportuno evitare formulazioni generiche come “sensibilizzare la popolazione”. Una formulazione più concreta potrebbe indicare:
- numero e tipologia di persone da coinvolgere;
- strumenti culturali utilizzati;
- comportamenti o conoscenze da sviluppare;
- modalità di partecipazione;
- risultati attesi;
- indicatori di verifica.
Checklist pratica
Prima dell’invio è consigliabile verificare:
- rete composta da almeno tre realtà;
- presenza di un soggetto con esperienza nello sviluppo sostenibile;
- presenza di almeno altri due partner;
- capofila senza scopo di lucro;
- forma giuridica del capofila ammessa;
- sede legale o operativa del capofila in provincia di Trento;
- eventuali gruppi informali aggiunti oltre la rete minima;
- una sola candidatura come capofila;
- assenza di più di un progetto ancora in corso delle precedenti edizioni;
- attività realizzate nella Provincia autonoma di Trento;
- avvio successivo alla domanda;
- avvio entro il 31/12/2027;
- durata non superiore a 12 mesi;
- obiettivo SproSS prevalente individuato;
- massimo tre obiettivi SproSS secondari;
- dibattito pubblico e partecipazione descritti;
- ricadute sociali della crisi climatica affrontate;
- volontari e attivisti coinvolti;
- pratiche di riduzione dell’impatto ambientale definite;
- ruolo operativo di ogni partner indicato;
- lettere d’intenti firmate;
- costo di progettazione entro il 10%;
- rimborsi ai volontari entro 700 euro;
- spese di gestione ordinaria escluse;
- gadget e pubblicazioni editoriali esclusi;
- contributo non superiore all’80%;
- contributo non superiore a 15.000 euro;
- cofinanziamento di almeno il 20%;
- ore di volontariato non valorizzate economicamente;
- accreditamento ROL completato;
- dati del legale rappresentante aggiornati;
- IBAN verificato;
- statuto e bilancio disponibili;
- budget delle spese e delle entrate in equilibrio;
- invio definitivo entro le ore 17:00 del 23/09/2026.
Link ufficiale del bando
La documentazione ufficiale, il testo integrale, il modello di lettera d’intenti e il facsimile della modulistica sono disponibili nella pagina di Fondazione Caritro:
Bando Cultura per lo sviluppo sostenibile 2026 – Fondazione Caritro
Scheda rapida
Nome ufficiale: Bando Cultura per lo sviluppo sostenibile 2026
Beneficiari: reti composte da almeno tre realtà
Capofila: associazioni, fondazioni, comitati, cooperative sociali, cooperative culturali ammesse, imprese sociali e CERS costituite nelle forme previste
Requisito della rete: presenza di almeno un soggetto con esperienza nella sostenibilità e di altri due partner
Area geografica: Provincia autonoma di Trento
Dotazione: 170.000 euro
Forma dell’agevolazione: contributo per la realizzazione del progetto
Percentuale massima: 80% del costo complessivo
Contributo massimo: 15.000 euro
Cofinanziamento minimo: 20%
Durata massima: 12 mesi
Avvio: dopo la domanda ed entro il 31/12/2027
Pubblicazione: 09/04/2026
Scadenza: 23/09/2026, ore 17:00
Procedura: valutazione comparativa di merito
Punteggio massimo: 100 punti
Ente proponente: Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto – Fondazione Caritro
Partner istituzionale: Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente – APPA
Supporto progettuale: Ufficio Svolta
Presentazione: piattaforma ROL di Fondazione Caritro
Assistenza Atamai
La candidatura richiede una rete coerente, un collegamento concreto con la Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile e un programma culturale capace di coinvolgere realmente la comunità.
Atamai può affiancare associazioni, fondazioni, cooperative sociali, imprese sociali e Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali nella verifica dei requisiti, nella costruzione del partenariato, nella definizione delle attività e nella preparazione della richiesta da presentare attraverso la piattaforma ROL.
Per valutare la partecipazione al Bando Cultura per lo sviluppo sostenibile 2026, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.