Start-up innovative in Piemonte: contributi fino a 500.000 euro per consolidamento patrimoniale e crescita

Start-up innovative in Piemonte: contributi fino a 500.000 euro per consolidamento patrimoniale e crescita

La Regione Piemonte ha aperto il bando “Consolidamento patrimoniale e crescita delle start up innovative”, rivolto alle giovani imprese innovative che hanno superato la fase iniziale di sperimentazione e intendono affrontare un programma strutturato di crescita industriale, commerciale e organizzativa.

La misura dispone di una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro e concede un contributo a fondo perduto corrispondente, secondo il meccanismo denominato “pari passu”, all’operazione di rafforzamento patrimoniale realizzata dalla start-up.

Il contributo può coprire fino al 50% delle spese ammissibili ed è compreso tra 150.000 e 400.000 euro. Il massimale può essere elevato a 500.000 euro per le imprese che dimostrano di possedere almeno uno degli ulteriori requisiti di innovatività indicati dal regolamento europeo applicabile. Il business plan deve avere un valore compreso tra 300.000 e 1.000.000 di euro.

Le domande possono essere presentate dalle ore 9:00 del 28/07/2026 alle ore 12:00 del 10/08/2026. La procedura è valutativa a sportello: le candidature vengono esaminate seguendo l’ordine cronologico di trasmissione, ma devono superare una valutazione tecnica, economica, finanziaria, organizzativa e ambientale.

Nome ufficiale del bando

La denominazione completa è:

“Consolidamento patrimoniale e crescita delle start up innovative”

Il bando dà attuazione all’Azione n. 10, “Sostegno alle start up innovative”, del Programma pluriennale d’intervento per lo sviluppo delle attività produttive 2026-2028, previsto dalla Legge regionale Piemonte n. 34/2004.

La misura è stata approvata con la Determinazione dirigenziale n. 307 del 10/07/2026, in attuazione della scheda tecnica approvata con la Deliberazione della Giunta regionale n. 31-2590 del 18/05/2026.

Finalità dell’intervento

Il bando non è destinato alle start-up che si trovano ancora nella fase di ideazione o che devono validare per la prima volta il proprio modello di business.

L’obiettivo è sostenere imprese che:

  • abbiano già sviluppato un prodotto, un servizio o una tecnologia sufficientemente maturi;
  • possano dimostrare un primo riscontro del mercato;
  • abbiano superato la fase di esplorazione iniziale;
  • siano pronte a rafforzare la propria struttura;
  • intendano aumentare la capacità produttiva o commerciale;
  • abbiano bisogno di nuovi capitali per realizzare un salto dimensionale;
  • possano generare ricadute economiche e occupazionali in Piemonte.

Il business plan deve descrivere chiaramente il prodotto o servizio offerto, la proposta di valore, il vantaggio competitivo, la maturità tecnica e commerciale, la strategia di vendita, il piano economico-finanziario, la struttura organizzativa e le risorse necessarie per sostenere la crescita.

La Regione intende inoltre favorire l’ingresso di investitori esterni e i processi di corporate venture capital, creando un collegamento tra start-up, imprese consolidate, fondi, investitori professionali e altri soggetti interessati all’innovazione.

A chi è destinato il bando

Possono presentare domanda le imprese che, alla data di trasmissione della candidatura:

  • non superano la dimensione di piccola impresa;
  • sono iscritte al Registro delle imprese da non più di 4 anni e 9 mesi;
  • sono iscritte alla Sezione speciale delle start-up innovative;
  • rispettano le condizioni stabilite dall’articolo 22 del Regolamento UE n. 651/2014;
  • dispongono di un’unità locale in Piemonte oppure si impegnano ad attivarla entro la concessione;
  • presentano un business plan riferito ad attività sostanziali e strategiche da realizzare in Piemonte.

La dimensione aziendale deve essere verificata tenendo conto non soltanto dei dati della start-up, ma anche delle eventuali imprese associate e collegate.

Il calcolo deve considerare anche gli effetti dell’operazione di aumento di capitale. L’ingresso di un investitore industriale, di un fondo o di una grande impresa potrebbe infatti modificare i rapporti di associazione o collegamento e incidere sulla qualifica di piccola impresa.

La start-up deve mantenere la dimensione richiesta anche dopo il rafforzamento patrimoniale.

Requisiti previsti dalla disciplina europea

La start-up deve rispettare le condizioni applicabili agli aiuti alle imprese in fase di avviamento.

In particolare, deve essere una piccola impresa non quotata e, salvo le eccezioni consentite dal regolamento:

  • non deve aver rilevato in misura sostanziale l’attività di un’altra impresa;
  • non deve aver distribuito utili;
  • non deve essere stata costituita mediante una concentrazione incompatibile con i parametri europei;
  • non deve avere acquisito altre imprese in misura tale da perdere i requisiti previsti.

La verifica deve essere effettuata prima della candidatura, soprattutto quando la start-up ha già realizzato operazioni societarie, acquisizioni, fusioni o modifiche significative della compagine.

Requisito territoriale

Il business plan deve essere realizzato presso una o più unità locali situate in Piemonte.

Alla data della domanda la start-up può:

  • possedere già un’unità locale censita in Piemonte;
  • oppure impegnarsi ad attivarla entro la concessione dell’agevolazione.

Quando la sede piemontese non è ancora presente, il business plan deve indicare almeno l’indirizzo individuato o in corso di individuazione e deve spiegare:

  • perché l’impresa intende insediarsi in Piemonte;
  • quali attività verranno svolte nella nuova unità;
  • quali ricadute economiche e occupazionali saranno generate;
  • quali accordi industriali o commerciali saranno attivati;
  • quale parte del personale opererà nella sede;
  • perché le attività piemontesi sono strategiche rispetto al progetto complessivo.

Non sono ammissibili progetti nei quali la sede piemontese svolga funzioni marginali, formali o residuali.

Quando la start-up possiede più sedi, deve descrivere le attività svolte in ciascuna unità e indicare con precisione quali spese e operazioni saranno riferite al Piemonte.

Imprese con sede legale all’estero

Possono partecipare anche imprese con sede legale fuori dall’Italia.

In questo caso, alla data della domanda, l’impresa deve essere iscritta da non più di 4 anni e 9 mesi in un registro equivalente del Paese di appartenenza.

L’iscrizione alla Sezione speciale italiana delle start-up innovative e l’attivazione dell’unità locale piemontese devono essere perfezionate entro il provvedimento di concessione.

Altri requisiti generali

La start-up non deve:

  • essere un’impresa in difficoltà;
  • trovarsi in liquidazione volontaria;
  • essere in scioglimento, cessazione o inattività;
  • dover restituire somme derivanti dalla revoca di precedenti agevolazioni regionali;
  • essere destinataria di ordini di recupero relativi ad aiuti illegali e incompatibili;
  • essere soggetta a sanzioni che impediscano di contrattare con la Pubblica amministrazione;
  • presentare assetti proprietari non trasparenti;
  • svolgere attività escluse dal bando.

Quando sono presenti società fiduciarie, partecipazioni estere o strutture societarie articolate, devono essere fornite informazioni sufficienti a identificare i titolari effettivi e i collegamenti tra le imprese.

Il codice ATECO primario dell’unità locale piemontese non deve rientrare tra le attività escluse. La normativa sulle start-up innovative esclude inoltre le società che svolgono prevalentemente attività di agenzia o consulenza.

Ente proponente e soggetto gestore

L’ente titolare della misura è la:

Regione Piemonte – Direzione Competitività del sistema regionale

La struttura regionale di riferimento è il Settore Promozione dello sviluppo economico e accesso al credito per le imprese.

La gestione operativa è affidata a:

Finpiemonte S.p.A.

Finpiemonte gestisce:

  • ricezione delle domande;
  • verifica dell’ammissibilità formale;
  • valutazione con il Comitato tecnico;
  • concessione del contributo;
  • controllo delle spese;
  • erogazione;
  • gestione delle variazioni;
  • eventuale revoca e recupero delle somme.

Atamai può affiancare la start-up nell’analisi dei requisiti, nell’impostazione del business plan, nella verifica dell’operazione di aumento di capitale e nell’organizzazione della documentazione. La decisione sul finanziamento rimane di esclusiva competenza della Regione Piemonte e di Finpiemonte.

Dotazione finanziaria

La dotazione del bando è pari a:

5.000.000 di euro

Le risorse vengono assegnate secondo l’ordine cronologico delle domande che superano positivamente l’istruttoria.

La Regione o Finpiemonte possono sospendere o chiudere anticipatamente lo sportello quando le risorse risultano esaurite o prossime all’esaurimento.

Come funziona il contributo “pari passu”

L’agevolazione non è un contributo indipendente dall’operazione societaria.

La start-up deve realizzare un’operazione di rafforzamento patrimoniale e la Regione affianca tale operazione con un contributo di importo corrispondente, entro i limiti del bando.

Devono essere rispettate contemporaneamente due condizioni:

  1. il contributo non può superare il 50% delle spese ammissibili del business plan;
  2. il contributo non può superare l’importo dell’operazione di rafforzamento patrimoniale riconosciuta.

Il finanziamento regionale e il capitale apportato dagli investitori procedono quindi in parallelo.

Primo esempio

Business plan: 300.000 euro
Rafforzamento patrimoniale: 150.000 euro
Contributo richiedibile: 150.000 euro

Secondo esempio

Business plan: 600.000 euro
Rafforzamento patrimoniale: 300.000 euro
Contributo richiedibile: 300.000 euro

Terzo esempio

Business plan: 800.000 euro
Rafforzamento patrimoniale: 400.000 euro
Contributo richiedibile: 400.000 euro

Il contributo ordinario non può superare 400.000 euro. Il limite può raggiungere 500.000 euro soltanto in presenza dei requisiti aggiuntivi di innovatività previsti per la premialità.

Entità dell’agevolazione

Il contributo è compreso tra:

150.000 e 400.000 euro

Il massimale può essere elevato a:

500.000 euro

La percentuale massima è pari al:

50% delle spese ammissibili

Il business plan deve avere un valore compreso tra:

300.000 e 1.000.000 di euro

L’operazione complessiva di rafforzamento patrimoniale può essere compresa tra:

150.000 e 2.500.000 euro

L’eventuale aumento di capitale superiore a 500.000 euro è consentito, ma il contributo pubblico rimane soggetto ai massimali previsti.

Premialità fino a 500.000 euro

Il contributo massimo ordinario di 400.000 euro può essere elevato a 500.000 euro quando la start-up possiede almeno uno degli ulteriori requisiti di impresa innovativa indicati dal regolamento europeo.

Tra i requisiti rientrano:

  • una valutazione di un esperto esterno che attesti lo sviluppo prevedibile di prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati e caratterizzati da un rischio tecnologico o industriale;
  • costi di ricerca e sviluppo pari ad almeno il 10% dei costi di esercizio in uno degli esercizi considerati;
  • possesso di un marchio di eccellenza del Consiglio europeo per l’innovazione;
  • precedente investimento ricevuto dal Fondo del Consiglio europeo per l’innovazione;
  • partecipazione o finanziamento nell’ambito delle iniziative europee CASSINI;
  • finanziamenti europei nel settore della ricerca spaziale o della difesa, nei casi espressamente previsti.

Il requisito deve essere dichiarato nella domanda e nel business plan e deve essere supportato dalla relativa documentazione.

Caratteristiche dell’aumento di capitale

Il rafforzamento patrimoniale deve assumere la forma di un aumento di capitale a pagamento.

Le risorse possono essere apportate mediante:

  • conferimenti in denaro;
  • conferimenti in natura costituiti esclusivamente da brevetti o software registrati.

I conferimenti di proprietà intellettuale devono essere accompagnati da una perizia giurata.

L’operazione può essere già stata deliberata alla data della domanda, purché la delibera sia successiva al 21/05/2026, oppure può essere deliberata successivamente. In quest’ultimo caso, la deliberazione deve intervenire entro 30 giorni dalla comunicazione di approvazione del business plan.

Il rafforzamento patrimoniale può essere realizzato anche attraverso più operazioni, purché siano rispettati complessivamente tutti i requisiti e la soglia minima di 150.000 euro.

Finanziamenti soci e crowdfunding

Possono essere riconosciute anche risorse derivanti da finanziamenti soci, a condizione che:

  • il versamento sia stato effettuato dal 22/05/2026;
  • il finanziamento venga convertito in aumento di capitale;
  • la conversione venga completata entro la concessione del contributo.

Sono ammesse anche operazioni di crowdfunding, purché rispettino tutte le regole relative all’aumento di capitale e agli investitori.

Operazioni escluse dal rafforzamento patrimoniale

Non sono ammissibili:

  • aumenti di capitale gratuiti;
  • rinunce a finanziamenti soci versati entro il 21/05/2026;
  • prestazioni d’opera;
  • operazioni di work for equity;
  • conferimenti di crediti;
  • conferimenti di immobili;
  • conferimenti in natura diversi da brevetti e software registrati.

Durante il periodo di realizzazione del business plan non possono essere distribuiti utili o riserve e non possono essere effettuate riduzioni di capitale, salvo i casi obbligatori previsti dalla legge.

Chi è considerato investitore esterno

Gli investitori esterni devono essere entrati nella compagine societaria dal 22/05/2026 oppure, se già presenti a tale data, devono possedere una partecipazione inferiore al 20%.

Possono essere considerati investitori esterni:

  • intermediari finanziari autorizzati;
  • società di gestione del risparmio;
  • SICAV;
  • fondi pensione;
  • compagnie di assicurazione;
  • fondazioni bancarie;
  • società che svolgono attività d’impresa;
  • persone fisiche in possesso dei requisiti professionali previsti dal Testo unico della finanza e con precedenti investimenti in start-up o PMI innovative;
  • società semplici nelle quali almeno un socio possiede i requisiti professionali richiesti.

Non possono essere considerati investitori esterni le parti correlate alla start-up, comprese le persone che esercitano un’influenza significativa, i dirigenti con responsabilità strategiche e i loro familiari stretti.

Quota minima degli investitori esterni

Gli investitori esterni devono apportare almeno il 50% del rafforzamento patrimoniale utilizzato per determinare il contributo.

Per ottenere il contributo minimo di 150.000 euro, l’aumento di capitale deve essere almeno pari a 150.000 euro e almeno 75.000 euro devono essere apportati da investitori esterni.

Per un contributo di 400.000 euro, almeno 200.000 euro devono essere apportati da investitori esterni.

Per un contributo di 500.000 euro, almeno 250.000 euro devono provenire da investitori esterni.

La parte restante può essere sottoscritta anche da soci già presenti, fondatori o soggetti che non possiedono i requisiti per essere classificati come investitori esterni.

Caratteristiche del business plan

Il progetto deve avere una durata massima di 24 mesi dalla concessione.

Deve dimostrare:

  • maturità tecnica sufficientemente avanzata;
  • funzionalità principali già sviluppate e testate;
  • presenza di una roadmap credibile;
  • prime validazioni di mercato;
  • clienti, utenti, progetti pilota, preordini o vendite;
  • strategia di ingresso o ampliamento sul mercato;
  • piano di assunzioni;
  • adeguamento dell’organizzazione;
  • disponibilità di spazi e infrastrutture;
  • sostenibilità finanziaria;
  • ricadute in Piemonte.

Un progetto basato esclusivamente su un’idea, senza prototipo, validazione o riscontro del mercato, difficilmente può essere considerato coerente con il target.

Esempio di progetto tecnologico

Una start-up che sviluppa una piattaforma di intelligenza artificiale potrebbe presentare un piano comprendente:

  • completamento dell’ingegnerizzazione;
  • potenziamento dell’infrastruttura informatica;
  • acquisto di hardware;
  • sviluppo di nuovi moduli software;
  • certificazioni;
  • assunzione di sviluppatori e figure commerciali;
  • tutela della proprietà intellettuale;
  • test presso clienti;
  • attività di marketing;
  • apertura di una sede operativa in Piemonte.

La domanda dovrebbe dimostrare che la tecnologia è già stata testata e che il programma consentirà di passare da una fase pilota a un’effettiva diffusione commerciale.

Esempio di progetto industriale

Una start-up che produce un nuovo dispositivo potrebbe inserire:

  • macchinari;
  • attrezzature;
  • progettazione industriale;
  • prototipazione avanzata;
  • omologazione;
  • certificazione;
  • collaudo;
  • software di gestione;
  • personale tecnico;
  • sviluppo della rete commerciale;
  • partecipazione a fiere.

Il piano deve essere collegato a una domanda di mercato documentabile e a una capacità produttiva coerente con le previsioni di vendita.

Quando possono essere sostenute le spese

Le spese devono essere fatturate e pagate dopo la presentazione della domanda.

La start-up può avere assunto impegni giuridici relativi al progetto prima della domanda soltanto se tali impegni sono successivi al 21/05/2026, quindi a partire dal 22/05/2026.

Il momento rilevante deve essere verificato per ogni contratto, ordine, incarico o accordo con il fornitore.

Macchinari, attrezzature, hardware e software

Sono ammissibili:

  • macchinari nuovi;
  • macchinari ricondizionati;
  • attrezzature;
  • componenti funzionali all’attività;
  • hardware;
  • software;
  • licenze software vitalizie;
  • licenze pluriennali di durata superiore a 60 mesi, pagate in un’unica soluzione;
  • veicoli puliti o a zero emissioni, con esclusione dei veicoli della categoria M1;
  • colonnine di ricarica elettrica.

I costi di trasporto e installazione possono essere inclusi nella fattura di acquisto.

Le spese separate di installazione e posa in opera possono essere riconosciute entro il limite massimo del 20% del valore degli investimenti collegati.

I beni usati non sono ammissibili. Sono invece consentiti i beni ricondizionati, nel rispetto dei requisiti tecnici e ambientali previsti.

Noleggio e leasing

Il bando ammette:

  • noleggio di attrezzature informatiche con contratti di durata di almeno 36 mesi;
  • leasing di macchinari e attrezzature con obbligo di riscatto.

Vengono riconosciuti soltanto i costi riferiti al periodo di realizzazione del business plan.

Progettazione e sviluppo

Sono finanziabili servizi strategici e direttamente collegati alla crescita, tra cui:

  • ricerca e sviluppo tecnico-scientifico;
  • progettazione;
  • ingegnerizzazione;
  • pianificazione industriale;
  • organizzazione aziendale;
  • collaudo;
  • omologazione;
  • certificazione;
  • esternalizzazione di attività tecniche;
  • sviluppo di prodotti e processi.

Non sono ammesse le consulenze fiscali, legali, amministrative o aziendali ordinarie.

Il supporto alla preparazione della domanda può essere considerato ammissibile soltanto quando è inserito in un piano strutturato e documentato di fundraising e sviluppo finanziario.

Proprietà intellettuale

Sono ammissibili i costi relativi a:

  • ottenimento di brevetti;
  • convalida dei diritti;
  • difesa dei brevetti;
  • tutela di altri attivi immateriali;
  • licenze software pluriennali con durata compresa tra 36 e 60 mesi.

Non sono finanziabili i costi di mantenimento sostenuti dopo la concessione del diritto.

Marketing, comunicazione e fiere

Le spese di marketing e pubblicità possono rappresentare al massimo il 35% dei costi complessivamente ammissibili.

Possono comprendere:

  • analisi di mercato;
  • analisi di settore;
  • profilazione dei clienti;
  • test commerciali;
  • sviluppo e configurazione del sito;
  • acquisto di domini;
  • servizi digitali;
  • materiali di comunicazione;
  • campagne promozionali;
  • partecipazione a fiere.

Per le fiere sono ammesse, in particolare:

  • quote per lo spazio espositivo;
  • allestimento dello stand;
  • trasporto dei materiali destinati all’allestimento.

La spesa deve essere inserita in una strategia di ingresso o espansione sul mercato e non può consistere in attività promozionali generiche prive di collegamento con il business plan.

Personale dipendente

Le spese per il personale dipendente direttamente impegnato nel progetto sono riconosciute a tasso forfettario entro il limite massimo del 20% delle spese finanziate a costo reale.

Il personale deve lavorare in modo continuativo e sistematico sul progetto.

Non rientrano in questa categoria i compensi di:

  • titolari;
  • soci;
  • amministratori.

L’attività svolta da tali soggetti può eventualmente essere valorizzata come apporto in natura, nel rispetto delle condizioni del bando.

Apporti in natura

È ammessa la prestazione volontaria di lavoro non retribuito entro il limite massimo del 30% dei costi complessivamente ammissibili.

Questa categoria può comprendere attività svolte da titolari, soci e amministratori per le quali non vengono prodotti giustificativi di pagamento.

La valorizzazione deve essere effettuata secondo le modalità previste dalla guida alla rendicontazione e deve essere coerente con le attività descritte nel business plan.

Spese generali

Le spese generali direttamente imputabili al progetto sono riconosciute in misura forfettaria entro il limite del 7% della somma delle altre spese ammesse, comprese quelle per il personale.

Possono comprendere, per esempio:

  • affitto dei locali;
  • utenze;
  • cancelleria;
  • spese postali;
  • altri costi operativi collegati alla sede nella quale viene realizzato il progetto.

Pur essendo calcolate forfettariamente, tali spese devono trovare corrispondenza nel bilancio aziendale e possono essere verificate durante i controlli.

Spese non ammissibili

Non sono ammissibili:

  • IVA recuperabile;
  • singole spese inferiori a 500 euro, al netto dell’IVA;
  • beni usati;
  • materiali di consumo;
  • scorte;
  • minuteria;
  • beni e servizi non collegati al business plan;
  • attività amministrative ordinarie;
  • consulenze fiscali o legali ordinarie;
  • pratiche per certificazioni obbligatorie;
  • costi di mantenimento dei diritti di proprietà intellettuale successivi al loro ottenimento.

Principio DNSH e sostenibilità ambientale

Il progetto deve rispettare il principio europeo DNSH – Do No Significant Harm, secondo il quale l’investimento non deve arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali.

Per macchinari, attrezzature e hardware, il rispetto del principio può richiedere:

  • alimentazione almeno all’80% da fonti rinnovabili;
  • certificazioni energetiche o ambientali del bene;
  • certificazioni ambientali del produttore o fornitore;
  • iscrizione del produttore, fornitore o richiedente al registro nazionale relativo alla gestione dei RAEE;
  • certificazioni specifiche per i beni ricondizionati.

Le imprese in possesso di certificazioni come EMAS, ISO 14001, ISO 14064 o OEF possono utilizzare tali certificazioni per attestare il rispetto dei requisiti indicati.

La documentazione deve essere conservata ed esibita durante i controlli. L’impossibilità di dimostrare il rispetto del DNSH può determinare la revoca totale del contributo.

Contributo alla sostenibilità regionale

Il business plan deve contribuire ad almeno uno degli obiettivi della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, tra cui:

  • sostenibilità dei prodotti e dei processi;
  • economia circolare;
  • bioeconomia;
  • nuove specializzazioni produttive;
  • catene del valore regionali;
  • collaborazione tra imprese e ricerca;
  • innovazione tecnologica;
  • riduzione dei rifiuti;
  • diffusione delle certificazioni ambientali;
  • uso efficiente di energia e materiali.

L’obiettivo selezionato deve essere indicato e motivato nel business plan.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere trasmessa attraverso la procedura telematica della Regione Piemonte.

La finestra è aperta:

dalle ore 9:00 del 28/07/2026

alle ore 12:00 del 10/08/2026

Ogni impresa può presentare una sola domanda, fatta salva la possibilità di rinunciare a una candidatura precedente e presentarne una nuova entro la scadenza.

Il documento generato dalla piattaforma deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante oppure da un soggetto interno delegato.

Allegati obbligatori

La mancanza degli allegati obbligatori rende la domanda irricevibile.

Devono essere presentati:

  • Allegato 5 – Format Business plan;
  • Allegato 6 – Atto di impegno, sottoscritto da ciascun investitore coinvolto;
  • atti di impegno sufficienti a documentare almeno 150.000 euro di rafforzamento patrimoniale;
  • eventuale delega al soggetto interno che firma la domanda.

Tra gli ulteriori documenti utili rientrano:

  • Allegato 7 relativo al DNSH;
  • delibera di aumento di capitale;
  • documentazione sulla premialità;
  • documenti che dimostrano la qualifica dell’investitore;
  • perizia giurata per brevetti o software conferiti;
  • presentazione della start-up;
  • curriculum dei componenti del team;
  • documentazione brevettuale;
  • accordi commerciali e industriali;
  • lettere di interesse;
  • prove di vendite, progetti pilota o clienti;
  • documenti relativi alla sede piemontese.

Ogni file può avere una dimensione massima di 30 MB.

Imposta di bollo

La domanda è soggetta a imposta di bollo pari a 16 euro.

La marca deve essere annullata e conservata in originale. Nel modulo devono essere indicati il numero identificativo e la dichiarazione che la marca non è stata utilizzata per altri adempimenti.

Sono fatte salve le eventuali ipotesi di esenzione o assolvimento virtuale.

Procedura di valutazione

Le domande sono valutate in ordine cronologico.

L’istruttoria comprende:

  • ricevibilità;
  • ammissibilità formale;
  • ammissibilità sostanziale;
  • valutazione tecnica;
  • valutazione economico-finanziaria;
  • verifica organizzativa;
  • verifica ambientale;
  • verifica della durabilità dei risultati.

Finpiemonte effettua la verifica formale. La valutazione sostanziale viene svolta con il supporto di un Comitato tecnico di valutazione composto da rappresentanti di Finpiemonte, Regione Piemonte e almeno un esperto esterno in materia di start-up innovative.

Punteggio minimo

Il progetto può ottenere fino a 100 punti.

Per risultare idoneo deve:

  • raggiungere almeno 60 punti su 100;
  • superare la soglia minima prevista per ogni parametro dei criteri A, B e C;
  • ottenere un giudizio positivo per i criteri D, E e F.

Qualità tecnica del progetto

La qualità tecnica può attribuire fino a 80 punti.

Vengono valutati:

  • chiarezza e coerenza degli obiettivi;
  • innovatività delle tecnologie;
  • aumento della competitività;
  • ottimizzazione dei costi;
  • integrazione dei processi;
  • rafforzamento della posizione sul mercato;
  • ingresso in nuovi mercati;
  • crescita dimensionale;
  • ricadute occupazionali.

Un business plan dovrebbe quindi contenere indicatori precisi, risultati misurabili e dati che dimostrino la credibilità delle previsioni.

Sostenibilità ambientale

Il criterio ambientale può attribuire fino a 10 punti.

Vengono valutati:

  • aumento dell’efficienza nell’uso dell’acqua;
  • riduzione del consumo di materie prime;
  • efficienza energetica;
  • riduzione delle emissioni;
  • diminuzione degli scarti non riutilizzabili.

Il progetto deve descrivere risultati concreti, evitando dichiarazioni generiche prive di indicatori.

Qualità economico-finanziaria

Il criterio economico-finanziario può attribuire fino a 10 punti e valuta il rapporto tra costi e benefici.

Il business plan deve contenere:

  • ipotesi di ricavo documentate;
  • struttura dei costi;
  • fabbisogno finanziario;
  • disponibilità di cassa;
  • fonti di copertura;
  • previsioni patrimoniali;
  • piano di assunzioni;
  • tempi di ingresso sul mercato;
  • analisi dei rischi;
  • scenari alternativi.

Capacità dell’impresa

Devono inoltre ottenere un giudizio positivo:

  • capacità economico-finanziaria;
  • disponibilità delle risorse necessarie per sostenere il progetto;
  • capacità organizzativa e tecnica;
  • adeguatezza del team;
  • durabilità dei benefici dopo la conclusione.

Una start-up con una tecnologia valida, ma priva di competenze commerciali, finanziarie o manageriali adeguate, può non superare la valutazione.

Tempi dell’istruttoria

Per le domande che rientrano nella dotazione finanziaria, Finpiemonte adotta il provvedimento di concessione o rigetto entro 90 giorni dalla ricezione della domanda, fatte salve le sospensioni necessarie per integrazioni.

Quando vengono richiesti chiarimenti, l’impresa dispone normalmente di 15 giorni per rispondere.

In caso di preavviso di rigetto, possono essere presentate osservazioni entro il termine indicato, pari a 10 giorni secondo la tabella del procedimento.

Documenti da presentare dopo la valutazione positiva

Entro 30 giorni dalla comunicazione di approvazione, la start-up deve trasmettere a Finpiemonte:

  • copia autentica della delibera notarile di aumento di capitale, se non già presentata;
  • aggiornamento sull’operazione di rafforzamento patrimoniale;
  • stato delle sottoscrizioni e dei versamenti;
  • nuovi atti di impegno in caso di variazione degli investitori;
  • prova dell’attivazione dell’unità locale piemontese;
  • iscrizione alla Sezione speciale, nel caso di impresa estera;
  • dichiarazioni antimafia;
  • documentazione DNSH eventualmente richiesta.

La trasmissione avviene tramite PEC all’indirizzo indicato nel bando.

Rendicontazione intermedia

Entro 12 mesi dalla concessione, la start-up deve presentare obbligatoriamente una rendicontazione intermedia riferita ad almeno il 25% delle spese complessivamente ammesse.

Per un business plan di 300.000 euro, devono quindi essere rendicontate spese per almeno 75.000 euro.

La domanda di rendicontazione intermedia deve essere trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza dei primi 12 mesi.

Rendicontazione finale

La rendicontazione finale deve essere presentata:

  • entro 60 giorni dalla conclusione del business plan;
  • comunque entro il limite massimo collegato ai 24 mesi dalla concessione.

La documentazione deve dimostrare:

  • realizzazione delle attività;
  • pagamento delle spese;
  • rispetto del piano approvato;
  • completamento dell’aumento di capitale;
  • versamenti degli investitori;
  • permanenza dei requisiti;
  • risultati raggiunti.

Finpiemonte esamina la rendicontazione entro 80 giorni, salvo sospensioni necessarie per acquisire integrazioni.

Anticipo, acconto e saldo

È possibile richiedere un anticipo fino al 50% del contributo spettante, in relazione ai versamenti patrimoniali già effettuati.

Per ottenere l’anticipo, gli investitori devono avere effettuato versamenti sufficienti e almeno il 50% delle somme rilevanti deve provenire da investitori esterni.

Dopo l’approvazione della rendicontazione intermedia può essere erogato un acconto fino all’80% del contributo concesso, considerando anche l’eventuale anticipo già ricevuto.

Il saldo viene liquidato dopo l’approvazione della rendicontazione finale.

Variazioni del progetto

Le variazioni tecniche, economiche o societarie devono essere preventivamente comunicate e autorizzate da Finpiemonte.

Di norma è ammessa una sola proroga, della durata massima di 6 mesi, compatibilmente con i termini del programma di finanziamento.

Le variazioni inferiori al 5% della singola voce di spesa possono essere valutate d’ufficio, ma devono comunque rispettare le condizioni del bando.

Il contributo può essere revocato integralmente quando:

  • il piano di spesa scende sotto il 70% dell’importo approvato;
  • il rafforzamento patrimoniale scende sotto il 70% dell’operazione approvata;
  • vengono meno i requisiti della start-up;
  • le modifiche alterano sostanzialmente il progetto;
  • non vengono rispettati gli obblighi ambientali o societari.

Suggerimenti operativi

La finestra di candidatura è molto breve. Prima dell’invio è opportuno completare almeno le seguenti attività:

  1. verificare la data di iscrizione al Registro delle imprese;
  2. controllare l’iscrizione alla Sezione speciale;
  3. calcolare correttamente la dimensione aziendale dopo l’ingresso degli investitori;
  4. individuare l’unità locale piemontese;
  5. definire l’aumento di capitale;
  6. verificare la qualifica degli investitori esterni;
  7. raccogliere gli atti di impegno;
  8. costruire un business plan da almeno 300.000 euro;
  9. controllare il rapporto tra contributo e aumento di capitale;
  10. documentare la maturità tecnica;
  11. raccogliere prove della validazione commerciale;
  12. predisporre il piano economico-finanziario;
  13. verificare le condizioni DNSH;
  14. acquisire preventivi e documenti tecnici;
  15. predisporre la firma digitale e la marca da bollo.

Come rendere credibile il business plan

Il documento dovrebbe rispondere in maniera concreta a queste domande:

  • Quale problema risolve il prodotto?
  • Quali clienti hanno già mostrato interesse?
  • Quali test sono stati completati?
  • Quali ricavi sono già stati conseguiti?
  • Qual è il mercato raggiungibile?
  • Perché la tecnologia è differente dalle alternative?
  • Come verranno utilizzati i nuovi capitali?
  • Quali persone saranno assunte?
  • Quali attività verranno realizzate in Piemonte?
  • Quando l’impresa raggiungerà il pareggio?
  • Quali rischi possono rallentare il progetto?
  • Quali risultati ambientali saranno prodotti?

Le previsioni devono essere supportate da contratti, lettere di interesse, ordini, risultati dei test, documentazione tecnica, brevetti, analisi di mercato e curriculum del team.

Checklist pratica

Prima della domanda è opportuno controllare:

  • impresa classificabile come piccola;
  • iscrizione al Registro delle imprese da non più di 4 anni e 9 mesi;
  • iscrizione alla Sezione speciale delle start-up innovative;
  • requisiti dell’articolo 22 del Regolamento UE n. 651/2014;
  • assenza di distribuzione di utili incompatibile con il bando;
  • unità locale piemontese già presente o da attivare;
  • attività sostanziali da realizzare in Piemonte;
  • codice ATECO ammissibile;
  • impresa non in difficoltà;
  • assenza di liquidazione;
  • proprietà societaria trasparente;
  • business plan compreso tra 300.000 e 1.000.000 di euro;
  • durata non superiore a 24 mesi;
  • contributo richiesto compreso tra 150.000 e 400.000 euro;
  • eventuale premialità fino a 500.000 euro documentata;
  • aumento di capitale almeno pari al contributo;
  • aumento di capitale compreso tra 150.000 e 2.500.000 euro;
  • almeno il 50% dell’operazione rilevante sottoscritto da investitori esterni;
  • delibera successiva al 21/05/2026;
  • atti di impegno firmati dagli investitori;
  • investitori esterni correttamente qualificati;
  • parti correlate escluse dal calcolo;
  • piano economico-finanziario sostenibile;
  • maturità tecnica documentata;
  • validazione del mercato dimostrabile;
  • ricadute occupazionali indicate;
  • spese successive alla domanda;
  • impegni giuridici non anteriori al 22/05/2026;
  • marketing entro il 35%;
  • apporti in natura entro il 30%;
  • personale dipendente entro il 20% dei costi reali;
  • spese generali entro il 7%;
  • installazione entro il 20% dei beni collegati;
  • singole spese non inferiori a 500 euro;
  • documentazione DNSH disponibile;
  • Format Business plan completato;
  • Atti di impegno completati;
  • firma digitale valida;
  • marca da bollo da 16 euro;
  • invio entro le ore 12:00 del 10/08/2026.

Link ufficiale del bando

La pagina istituzionale con il testo completo e gli atti amministrativi è disponibile sul portale della Regione Piemonte:

Regione Piemonte – Consolidamento patrimoniale e crescita delle start up innovative

La modulistica, le FAQ e gli allegati operativi sono disponibili nella pagina di Finpiemonte:

Finpiemonte – Misura Consolidamento patrimoniale e crescita delle start up innovative

Scheda rapida

Nome ufficiale: Consolidamento patrimoniale e crescita delle start up innovative

Ente proponente: Regione Piemonte

Soggetto gestore: Finpiemonte S.p.A.

Beneficiari: piccole imprese iscritte alla Sezione speciale delle start-up innovative

Età massima dell’impresa alla domanda: 4 anni e 9 mesi

Area geografica: Piemonte

Requisito territoriale: unità locale piemontese già presente o da attivare entro la concessione

Dotazione: 5.000.000 di euro

Forma dell’agevolazione: contributo a fondo perduto

Percentuale massima: 50% delle spese ammissibili

Contributo minimo: 150.000 euro

Contributo massimo ordinario: 400.000 euro

Contributo massimo con premialità: 500.000 euro

Business plan minimo: 300.000 euro

Business plan massimo: 1.000.000 di euro

Rafforzamento patrimoniale: da 150.000 a 2.500.000 euro

Quota minima degli investitori esterni: 50% dell’operazione rilevante ai fini del contributo

Durata del progetto: massimo 24 mesi

Apertura: 28/07/2026, ore 9:00

Scadenza: 10/08/2026, ore 12:00

Procedura: valutativa a sportello

Punteggio minimo: 60 su 100, oltre ai giudizi positivi previsti

Tempo indicativo di istruttoria: 90 giorni

Rendicontazione intermedia: almeno il 25% delle spese entro i termini del primo anno

Anticipo: fino al 50% del contributo, alle condizioni previste

Acconto complessivo: fino all’80% del contributo concesso

Assistenza Atamai

La candidatura richiede il coordinamento tra business plan, aumento di capitale, qualificazione degli investitori, piano finanziario, spese, documentazione tecnica e requisiti ambientali.

Atamai può affiancare le start-up innovative nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nella strutturazione del programma di crescita, nell’organizzazione degli allegati e nella preparazione della domanda da trasmettere a Finpiemonte.

Per valutare la partecipazione al bando “Consolidamento patrimoniale e crescita delle start up innovative”, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.