GAL Garda e Colli Mantovani: contributi fino al 90% per recuperare edifici e servizi nelle aree rurali
Il GAL Garda e Colli Mantovani ha aperto l’edizione 2026 del bando dedicato agli investimenti non produttivi nelle aree rurali, rivolto a enti pubblici e organizzazioni senza scopo di lucro che intendono recuperare immobili, riqualificare spazi aperti e sviluppare servizi culturali, ricreativi e turistici per residenti e visitatori.
Il nome ufficiale della misura è:
“Intervento SRD09 2026 – Investimenti non produttivi nelle aree rurali”
Il sottotitolo individuato dal GAL è:
“Sostegno allo sviluppo di un’offerta turistica integrata e sostenibile e all’integrazione di servizi ricreativi e culturali per la popolazione locale e i visitatori”
Il bando dispone di 516.691,72 euro e finanzia investimenti compresi tra 50.000 e 400.000 euro. Il contributo può coprire il 90% delle spese ammissibili per i soggetti pubblici e l’80% per i beneficiari privati senza scopo di lucro. Le domande possono essere presentate dal 15/06/2026 al 30/09/2026.
La selezione avviene attraverso una procedura valutativa a graduatoria: non si tratta quindi di un click day, ma ogni progetto deve rispettare i requisiti formali e ottenere una valutazione sufficiente secondo i criteri riportati nelle disposizioni attuative.
Finalità del bando
La misura sostiene interventi che non hanno una finalità direttamente produttiva o commerciale, ma che contribuiscono allo sviluppo sociale, culturale, ambientale e turistico delle aree rurali.
L’obiettivo è rafforzare i servizi a disposizione della popolazione, migliorare la fruibilità del patrimonio rurale e recuperare edifici o spazi che rischiano di rimanere inutilizzati, degradati o scarsamente accessibili.
Il bando mira in particolare a:
- migliorare la qualità della vita dei residenti;
- ampliare i servizi culturali e ricreativi;
- sviluppare un’offerta turistica integrata e sostenibile;
- recuperare immobili ed elementi dell’architettura rurale;
- valorizzare il paesaggio e gli spazi aperti;
- riutilizzare edifici e aree dismesse;
- contrastare l’impoverimento dei servizi nei territori rurali;
- sostenere la biodiversità e le attività tradizionali;
- rafforzare l’attrattività dei Comuni del Garda e delle Colline Moreniche.
Il GAL inserisce l’intervento nella propria Strategia di sviluppo locale 2023-2027, denominata “Radici in movimento. Agricoltura, paesaggio e ambiente per l’attrattività e lo sviluppo locale del territorio”. Tra gli obiettivi della strategia rientrano lo sviluppo di un’offerta turistica unitaria, la tutela del paesaggio e l’implementazione di servizi socioculturali per residenti e visitatori.
A chi è destinato il bando
Possono presentare domanda:
- enti pubblici territoriali;
- soggetti di diritto pubblico;
- enti pubblici costituiti in forma singola o associata;
- fondazioni senza scopo di lucro;
- enti morali;
- enti riconosciuti del Terzo settore;
- altre organizzazioni private non profit che rientrano nelle categorie previste dal bando.
Il soggetto richiedente deve possedere una forma giuridica coerente con le disposizioni attuative e deve avere la disponibilità dell’immobile o dell’area interessata per un periodo sufficiente a rispettare i vincoli di destinazione e mantenimento dell’investimento.
Per i soggetti privati è particolarmente importante verificare:
- iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore, quando richiesta;
- riconoscimento della personalità giuridica, se previsto;
- assenza di finalità lucrative;
- coerenza tra attività statutaria e progetto;
- disponibilità finanziaria per coprire il 20% non finanziato;
- applicazione della disciplina sugli aiuti di Stato;
- eventuale qualifica di impresa ai fini della normativa europea.
Il GAL ha pubblicato una specifica FAQ dedicata agli enti del Terzo settore riconosciuti e un supporto per la compilazione della documentazione sugli aiuti di Stato. Prima della candidatura è quindi necessario controllare anche i chiarimenti ufficiali presenti nella pagina del bando.
Area geografica interessata
Gli investimenti devono essere realizzati nel territorio del GAL Garda e Colli Mantovani, composto da dieci Comuni situati nelle province di Mantova e Brescia.
I Comuni interessati sono:
Provincia di Mantova
- Castiglione delle Stiviere;
- Cavriana;
- Monzambano;
- Ponti sul Mincio;
- Solferino;
- Volta Mantovana.
Provincia di Brescia
- Desenzano del Garda;
- Lonato del Garda;
- Pozzolengo;
- Sirmione.
Il territorio del GAL si trova nella parte orientale della Lombardia, tra la sponda meridionale del Lago di Garda, le Colline Moreniche e il corso del Mincio.
La localizzazione deve essere verificata con attenzione soprattutto quando il progetto riguarda:
- immobili posti ai margini del territorio comunale;
- aree esterne ai centri abitati;
- fabbricati con più proprietari;
- beni affidati in concessione;
- aree gestite da enti differenti;
- immobili utilizzati contemporaneamente per attività pubbliche e commerciali.
Non è sufficiente che la sede legale del richiedente si trovi in uno dei dieci Comuni. È l’investimento a dover essere localizzato nell’area ammissibile.
Ente proponente e soggetti coinvolti
Il bando è promosso e gestito da:
GAL Garda e Colli Mantovani società consortile a responsabilità limitata
Il GAL opera nell’ambito della programmazione LEADER 2023-2027, collegata al Piano strategico nazionale della Politica agricola comune e al Complemento per lo sviluppo rurale della Regione Lombardia.
La sede del GAL si trova in:
Via Teze 2, 46040 Cavriana, Mantova
I recapiti ufficiali sono:
- telefono: 0376 1856697;
- email: info@galgardaecollimantovani.it;
- PEC: galgardaecollimantovani@legalmail.it.
Il GAL mette inoltre a disposizione assistenza tecnica su prenotazione, normalmente il mercoledì e il venerdì mattina, contattando la struttura agli indirizzi e ai recapiti indicati sul sito istituzionale.
La gestione del contributo coinvolge anche la Regione Lombardia, attraverso i sistemi informativi e le strutture responsabili del Complemento per lo sviluppo rurale.
Atamai può affiancare enti pubblici e organizzazioni non profit nella verifica dell’ammissibilità, nella definizione del progetto, nel controllo del quadro economico e nella predisposizione della domanda. La valutazione e la concessione del sostegno rimangono di esclusiva competenza del GAL e delle amministrazioni pubbliche coinvolte.
Apertura e scadenza
Le domande possono essere presentate nel seguente periodo:
Apertura: 15/06/2026
Scadenza: 30/09/2026
Il GAL non indica nella scheda sintetica l’orario di chiusura. Il richiedente deve pertanto controllare nelle disposizioni attuative e nel sistema informatico l’ora esatta entro la quale la domanda deve risultare validata, firmata e protocollata.
Non è sufficiente salvare una pratica in bozza. Entro la scadenza devono essere completati:
- compilazione della domanda;
- caricamento degli allegati;
- firma elettronica;
- validazione;
- invio definitivo;
- protocollazione informatica.
Dotazione finanziaria
Le risorse disponibili ammontano complessivamente a:
516.691,72 euro
Considerando che ogni progetto può raggiungere un valore di 400.000 euro, la dotazione potrà sostenere un numero limitato di interventi.
La posizione in graduatoria è quindi determinante. Un progetto può risultare tecnicamente ammissibile ma non essere finanziato qualora le risorse disponibili vengano assorbite dalle domande che hanno ottenuto un punteggio superiore.
Entità e forma dell’agevolazione
Il sostegno viene concesso sotto forma di contributo in conto capitale a fondo perduto.
Le percentuali sono:
- 90% delle spese ammissibili per enti pubblici territoriali e soggetti di diritto pubblico;
- 80% delle spese ammissibili per fondazioni, enti morali ed enti riconosciuti del Terzo settore senza scopo di lucro.
L’investimento complessivo ammesso deve essere compreso tra:
50.000 e 400.000 euro
Il contributo teorico massimo è quindi pari a:
- 360.000 euro per un soggetto pubblico che presenta un investimento ammissibile di 400.000 euro;
- 320.000 euro per un soggetto privato non profit che presenta un investimento ammissibile di 400.000 euro.
Sul valore minimo di 50.000 euro, il contributo può arrivare a:
- 45.000 euro per un soggetto pubblico;
- 40.000 euro per un soggetto privato.
I massimali derivano dall’applicazione delle percentuali indicate dal GAL alla spesa minima e massima prevista dal bando.
Esempi di calcolo del contributo
Un Comune presenta un progetto da 100.000 euro:
- spesa ammissibile: 100.000 euro;
- contributo al 90%: 90.000 euro;
- quota a carico del Comune: 10.000 euro.
Una fondazione presenta un progetto da 100.000 euro:
- spesa ammissibile: 100.000 euro;
- contributo all’80%: 80.000 euro;
- quota a carico della fondazione: 20.000 euro.
Un ente pubblico presenta un progetto da 250.000 euro:
- contributo teorico: 225.000 euro;
- cofinanziamento: 25.000 euro.
Un ente del Terzo settore presenta un investimento di 400.000 euro:
- contributo teorico massimo: 320.000 euro;
- quota a carico del beneficiario: 80.000 euro.
La quota non finanziata deve risultare effettivamente disponibile. Una semplice dichiarazione di intenzione non sostituisce gli atti di bilancio, le delibere o gli altri documenti necessari a dimostrare la copertura finanziaria.
Intervento 1: servizi culturali e ricreativi
La prima tipologia finanzia investimenti finalizzati all’introduzione, al miglioramento o all’ampliamento dei servizi di base per la popolazione rurale.
Tra gli esempi indicati dal GAL rientrano:
- musei;
- auditorium;
- orti botanici;
- spazi polifunzionali;
- strutture ricreative;
- aree attrezzate per l’infanzia.
Possono essere valutati anche progetti destinati a:
- biblioteche e mediateche;
- centri culturali;
- spazi per associazioni;
- laboratori territoriali;
- sale per attività musicali e teatrali;
- centri di aggregazione;
- spazi per anziani e famiglie;
- strutture per iniziative didattiche;
- punti di informazione e accoglienza;
- luoghi per esposizioni e attività temporanee.
L’intervento deve produrre un servizio reale e continuativo. Il recupero edilizio non dovrebbe costituire l’unico obiettivo della domanda.
Il progetto deve spiegare:
- quali attività verranno organizzate;
- chi saranno gli utenti;
- quali sono gli orari previsti;
- chi gestirà la struttura;
- quali costi di funzionamento saranno sostenuti;
- come verrà garantita la continuità dopo il contributo.
Intervento 2: recupero dell’architettura rurale
La seconda tipologia riguarda la valorizzazione del patrimonio insediativo e antropico rurale.
Possono essere interessati:
- edifici rurali storici;
- complessi architettonici;
- elementi di pregio;
- manufatti tradizionali;
- fabbricati che caratterizzano il paesaggio;
- spazi aperti direttamente collegati agli immobili;
- strutture rappresentative delle attività e delle tradizioni locali.
Il GAL ammette interventi sul patrimonio architettonico maggiore e minore, purché il recupero sia coerente con le finalità non produttive della misura.
Tra gli esempi progettuali possono rientrare:
- recupero di un edificio rurale da destinare a centro visita;
- restauro di un fabbricato storico da utilizzare come museo;
- recupero di un’antica struttura agricola per attività culturali;
- riqualificazione di un immobile da destinare alla conoscenza delle tradizioni locali;
- sistemazione di corti e pertinenze per attività pubbliche;
- recupero di elementi architettonici collegati a itinerari culturali e turistici.
Gli interventi devono rispettare:
- disciplina urbanistica;
- eventuali vincoli culturali;
- autorizzazioni paesaggistiche;
- disposizioni antisismiche;
- norme sull’accessibilità;
- requisiti di sicurezza;
- eventuali pareri della Soprintendenza.
Intervento 3: riuso di edifici e aree dismesse
La terza tipologia riguarda edifici di costruzione recente inseriti nel paesaggio rurale e aree inutilizzate, compromesse o dismesse.
L’obiettivo è recuperarli attraverso interventi di:
- riuso;
- rifunzionalizzazione;
- recupero;
- riciclo edilizio;
- trasformazione non produttiva;
- reintegrazione nel paesaggio rurale.
Il progetto può riguardare, per esempio:
- un edificio pubblico inutilizzato;
- una struttura non profit non più funzionale;
- un’area abbandonata da destinare a spazio ricreativo;
- un fabbricato recente da convertire in punto di accoglienza;
- una struttura da destinare ad attività culturali;
- una zona compromessa da riqualificare per l’utilizzo collettivo.
La domanda deve dimostrare che l’intervento non si limita a una manutenzione ordinaria e che il riuso produce un’utilità sociale, ambientale o turistica misurabile.
Intervento 4: riqualificazione degli spazi rurali
La quarta tipologia finanzia il miglioramento, la riqualificazione e la rifunzionalizzazione di aree rurali che caratterizzano il paesaggio regionale.
Possono essere interessate anche:
- aree compromesse;
- spazi critici;
- zone di transizione tra territorio urbano e rurale;
- aree aperte collegate a servizi pubblici o culturali;
- spazi che completano itinerari o strutture esistenti.
Tra gli esempi possono rientrare:
- aree ricreative;
- spazi verdi attrezzati;
- orti botanici;
- aree per attività didattiche;
- punti di sosta;
- spazi per l’infanzia;
- aree di pertinenza di musei e centri culturali;
- luoghi di aggregazione all’aperto;
- spazi integrati con percorsi turistici e paesaggistici.
La sistemazione degli spazi deve essere parte di un progetto unitario e non un semplice intervento di arredo urbano scollegato dalle finalità rurali.
Progetti turistici finanziabili
Il sottotitolo del bando richiama espressamente la costruzione di un’offerta turistica integrata e sostenibile.
Un progetto turistico può comprendere:
- centro visita;
- museo del territorio;
- spazio informativo;
- recupero di un edificio lungo un itinerario;
- area di accoglienza;
- punto di partenza per visite e attività;
- spazio per la conoscenza delle produzioni locali;
- struttura culturale integrata con percorsi ciclabili o pedonali;
- luogo dedicato al paesaggio, alla biodiversità o alle tradizioni rurali.
Il progetto deve evitare di sovrapporsi a normali attività ricettive, commerciali o di ristorazione.
L’investimento deve mantenere una funzione non produttiva e di interesse collettivo.
Esempio: recupero di un edificio storico
Un Comune potrebbe presentare un progetto per recuperare un edificio rurale da destinare a:
- punto di accoglienza;
- spazio espositivo;
- sala per incontri;
- laboratorio didattico;
- sede per attività delle associazioni;
- punto informativo sugli itinerari locali.
Il quadro economico potrebbe comprendere:
- opere edilizie;
- adeguamento degli impianti;
- eliminazione delle barriere architettoniche;
- sistemazione delle pertinenze;
- arredi;
- attrezzature;
- progettazione e direzione lavori;
- allestimento museale o informativo.
Esempio: centro polifunzionale per residenti e visitatori
Una fondazione o un ente del Terzo settore potrebbe recuperare una struttura inutilizzata per realizzare:
- attività culturali;
- laboratori;
- eventi;
- servizi per famiglie;
- iniziative intergenerazionali;
- attività di conoscenza del territorio;
- incontri con produttori e associazioni;
- servizi informativi per visitatori.
In questo caso il piano di gestione è decisivo. Il richiedente deve dimostrare di possedere personale, volontari, risorse e competenze sufficienti per mantenere attiva la struttura.
Esempio: area ricreativa rurale
Un ente pubblico potrebbe riqualificare un’area aperta con:
- percorsi accessibili;
- spazi per bambini;
- aree didattiche;
- elementi per l’osservazione della natura;
- arredi;
- illuminazione funzionale;
- sistemazione del verde;
- collegamenti con altri itinerari.
Il progetto dovrebbe spiegare il rapporto tra l’area, il paesaggio rurale e la rete dei servizi locali.
Spese ammissibili
Le spese devono essere direttamente collegate agli interventi approvati e rispettare i limiti delle disposizioni attuative 2026.
In relazione alle tipologie indicate dal GAL, possono risultare pertinenti:
- lavori edili;
- recupero e restauro;
- risanamento conservativo;
- ristrutturazione;
- adeguamento impiantistico;
- eliminazione delle barriere architettoniche;
- opere per la sicurezza;
- sistemazione delle aree esterne;
- recupero di elementi architettonici;
- acquisto e installazione di arredi;
- attrezzature funzionali al servizio;
- allestimenti;
- dotazioni per musei e centri culturali;
- spese tecniche;
- progettazione;
- direzione lavori;
- coordinamento della sicurezza;
- collaudi;
- autorizzazioni e studi direttamente collegati all’investimento.
L’ammissibilità effettiva di ogni voce deve essere verificata nel testo completo del bando e nei relativi allegati. La scheda sintetica del GAL non sostituisce le disposizioni attuative.
Spese da verificare con particolare attenzione
Devono essere valutati con prudenza:
- acquisto di immobili;
- acquisizione di terreni;
- manutenzione ordinaria;
- costi di gestione;
- personale ordinario;
- utenze;
- materiali di consumo;
- beni usati;
- acquisti effettuati prima della domanda;
- attività economiche o commerciali;
- spese di promozione non collegate all’investimento;
- IVA recuperabile;
- lavori in economia;
- costi non supportati da preventivi o prezzari;
- spese già finanziate da altri programmi.
Un costo inserito nel quadro economico non è automaticamente ammissibile. Deve rispettare contemporaneamente:
- finalità del bando;
- periodo di eleggibilità;
- congruità economica;
- procedure di affidamento;
- tracciabilità;
- pertinenza con l’immobile o il servizio.
Disponibilità degli immobili
Il richiedente deve dimostrare di avere la disponibilità giuridica dell’immobile o dell’area.
La disponibilità può derivare, secondo le condizioni previste dal bando, da:
- proprietà;
- concessione;
- comodato;
- diritto reale;
- convenzione;
- altro titolo idoneo.
Il titolo deve avere una durata sufficiente a coprire:
- realizzazione del progetto;
- periodo di gestione;
- vincolo di destinazione;
- obbligo di mantenimento dell’investimento.
Quando il proprietario è diverso dal richiedente, è normalmente necessario acquisire anche un’autorizzazione esplicita alla realizzazione delle opere.
Cantierabilità
I progetti con opere edilizie devono avere un livello di progettazione adeguato.
Prima della domanda è opportuno verificare:
- conformità urbanistica;
- destinazione d’uso;
- titoli edilizi;
- vincolo paesaggistico;
- vincolo culturale;
- disponibilità dei pareri;
- necessità di valutazioni ambientali;
- presenza di interferenze;
- proprietà catastale;
- accessibilità;
- collegamenti alle reti;
- tempi delle procedure di affidamento.
Una domanda basata su un progetto ancora indefinito rischia di ottenere un punteggio ridotto o di non rispettare i tempi di realizzazione.
Come presentare la domanda
La candidatura deve essere predisposta attraverso il sistema informativo della Regione Lombardia utilizzato per i bandi dello sviluppo rurale, SISCO.
Il soggetto richiedente deve verificare:
- fascicolo aziendale o anagrafico;
- profilazione del beneficiario;
- poteri del legale rappresentante;
- eventuale delega al professionista o al CAA;
- PEC;
- firma elettronica;
- caricamento degli allegati;
- validazione e protocollazione.
Il GAL ha già utilizzato SISCO per le precedenti procedure SRD09 e indica il sistema regionale come canale di caricamento delle domande.
Prima di iniziare la compilazione è opportuno:
- aggiornare il fascicolo;
- verificare che il richiedente sia correttamente censito;
- associare l’eventuale delegato;
- controllare i dati catastali;
- predisporre tutti gli allegati in formato digitale;
- verificare la firma del legale rappresentante;
- effettuare l’invio con diversi giorni di anticipo.
Documentazione da predisporre
La documentazione può comprendere, secondo la natura del richiedente e dell’investimento:
- domanda generata dal sistema;
- relazione progettuale;
- quadro economico;
- cronoprogramma;
- progetto tecnico;
- computo metrico;
- planimetrie;
- elaborati grafici;
- fotografie dello stato dei luoghi;
- titolo di disponibilità dell’immobile;
- autorizzazione del proprietario;
- atti di approvazione;
- delibera di cofinanziamento;
- preventivi;
- documentazione relativa agli aiuti di Stato;
- dichiarazione sulla dimensione di impresa, quando applicabile;
- statuto;
- atto costitutivo;
- iscrizione al RUNTS;
- documentazione sul riconoscimento dell’ente;
- autorizzazioni e pareri;
- piano di gestione della struttura;
- relazione sulle ricadute territoriali;
- documentazione necessaria per ottenere i punteggi.
Gli allegati devono essere coerenti tra loro. Importi, tempi, localizzazione e attività riportati nella relazione devono coincidere con quelli inseriti in SISCO.
Criteri di valutazione
La selezione avviene attraverso una graduatoria.
Il dettaglio dei punteggi deve essere verificato nella matrice allegata all’edizione 2026. In termini operativi, il progetto dovrebbe comunque dimostrare in modo documentato:
- coerenza con la Strategia del GAL;
- rilevanza per la popolazione rurale;
- contributo all’offerta turistica integrata;
- qualità del recupero architettonico e paesaggistico;
- utilità pubblica o collettiva;
- capacità di mettere in rete più servizi;
- accessibilità;
- sostenibilità ambientale;
- qualità del partenariato;
- cantierabilità;
- sostenibilità gestionale;
- capacità di generare benefici duraturi.
Non è sufficiente dichiarare un requisito. Ogni punteggio deve essere accompagnato dai documenti espressamente richiesti.
Come migliorare la qualità del progetto
La relazione dovrebbe partire dal fabbisogno e non dai lavori.
Una struttura efficace può seguire questo ordine:
- descrizione del territorio;
- problema o carenza di servizi;
- utenti interessati;
- immobile o area scelta;
- interventi fisici;
- attività che verranno realizzate;
- organizzazione della gestione;
- partner coinvolti;
- collegamenti con altre strutture e itinerari;
- ricadute per residenti e visitatori;
- indicatori;
- sostenibilità economica.
Un progetto che dichiara soltanto “ristrutturazione di un immobile comunale” è meno efficace di una proposta che spiega:
- perché l’edificio è strategico;
- quali servizi mancano;
- quante persone saranno coinvolte;
- quali attività verranno organizzate;
- come il progetto si collega agli itinerari del territorio;
- chi garantirà l’apertura e la manutenzione.
Piano di gestione
Il piano di gestione dovrebbe indicare:
- soggetto responsabile;
- personale;
- volontari;
- orari;
- calendario delle attività;
- costi annuali;
- utenze;
- manutenzione;
- assicurazioni;
- modalità di accesso;
- rapporti con associazioni e operatori;
- fonti di finanziamento successive;
- eventuali tariffe e relativa compatibilità con il regime di aiuto.
La sostenibilità deve essere dimostrata anche quando il contributo copre il 90% dell’investimento.
Il bando finanzia la realizzazione, ma il beneficiario deve garantire la continuità del servizio.
Indicatori di risultato
Tra gli indicatori utilizzabili rientrano:
- numero di utenti annuali;
- numero di attività organizzate;
- numero di giorni di apertura;
- associazioni coinvolte;
- visitatori;
- studenti partecipanti;
- nuovi servizi attivati;
- superficie recuperata;
- immobili riutilizzati;
- aree riqualificate;
- aumento dell’accessibilità;
- collegamenti con itinerari turistici;
- numero di Comuni o organizzazioni servite;
- riduzione di spazi inutilizzati;
- continuità delle attività dopo il finanziamento.
Gli indicatori devono essere quantificati e verificabili.
Procedure di affidamento
Gli enti pubblici devono rispettare la normativa sui contratti pubblici.
È quindi necessario pianificare:
- nomina del responsabile unico del progetto;
- acquisizione del CUP;
- affidamento della progettazione;
- verifica e validazione;
- scelta della procedura;
- acquisizione del CIG;
- affidamento dei lavori;
- direzione e contabilità;
- collaudo o certificato di regolare esecuzione.
Anche i soggetti privati devono rispettare le regole di selezione dei fornitori e di dimostrazione della congruità previste dal bando.
L’assenza di preventivi o una procedura non conforme può determinare la riduzione o l’esclusione della spesa.
Pagamenti e rendicontazione
Le spese devono essere pagate con strumenti tracciabili e devono essere sostenute dal beneficiario.
È opportuno utilizzare un sistema amministrativo che permetta di collegare ogni pagamento a:
- voce del quadro economico;
- contratto o affidamento;
- fattura;
- CUP e CIG, quando previsti;
- mandato o bonifico;
- quietanza;
- stato di avanzamento;
- relazione tecnica.
Non dovrebbero essere utilizzati:
- contanti;
- compensazioni;
- pagamenti effettuati da soggetti diversi;
- conti non intestati al beneficiario;
- documenti privi dei codici richiesti.
In fase di saldo potranno essere richiesti:
- fatture;
- documenti di pagamento;
- contabilità finale;
- certificato di regolare esecuzione;
- fotografie;
- autorizzazioni;
- relazione conclusiva;
- indicatori raggiunti;
- documentazione sulla pubblicità del sostegno.
Suggerimenti operativi
Prima della domanda è consigliabile:
- verificare che il beneficiario rientri nelle categorie ammesse;
- controllare la localizzazione nei dieci Comuni;
- verificare la disponibilità dell’immobile;
- chiarire la finalità non produttiva;
- definire il servizio prima delle opere;
- quantificare gli utenti;
- elaborare il piano di gestione;
- stimare il punteggio;
- predisporre il progetto tecnico;
- verificare titoli e vincoli;
- definire la quota di cofinanziamento;
- aggiornare il fascicolo in SISCO;
- acquisire preventivi e computi;
- controllare gli aiuti di Stato;
- completare la domanda prima degli ultimi giorni.
Checklist pratica
- Beneficiario pubblico o privato non profit ammissibile.
- Forma giuridica verificata.
- Statuto coerente con il progetto.
- Eventuale iscrizione al RUNTS controllata.
- Investimento localizzato nel territorio del GAL.
- Comune compreso tra i dieci territori ammessi.
- Titolo di disponibilità dell’immobile valido.
- Autorizzazione del proprietario disponibile.
- Finalità non produttiva chiaramente dimostrata.
- Servizio culturale, ricreativo o turistico definito.
- Investimento minimo di almeno 50.000 euro.
- Investimento non superiore a 400.000 euro.
- Contributo calcolato al 90% o all’80%.
- Cofinanziamento disponibile.
- Copertura finanziaria formalizzata.
- Progetto tecnico adeguato.
- Computo metrico disponibile.
- Preventivi congrui.
- Conformità urbanistica verificata.
- Vincoli paesaggistici e culturali verificati.
- Accessibilità considerata.
- Piano di gestione predisposto.
- Utenti e attività quantificati.
- Indicatori definiti.
- Criteri di graduatoria analizzati.
- Documenti necessari per il punteggio disponibili.
- Aiuti di Stato verificati.
- Fascicolo SISCO aggiornato.
- Delega al compilatore formalizzata.
- Firma elettronica valida.
- PEC attiva.
- Invio programmato prima del 30/09/2026.
- Ricevuta e protocollo conservati.
- Sistema di rendicontazione organizzato.
Link ufficiale del bando
La pagina ufficiale, il testo integrale, gli allegati e le FAQ sono disponibili sul sito del GAL Garda e Colli Mantovani:
GAL Garda e Colli Mantovani – Bando di finanziamento SRD09 2026
Prima di presentare la candidatura è necessario consultare:
- disposizioni attuative 2026;
- allegati;
- delibera di approvazione n. 19/2026;
- FAQ sugli aiuti di Stato;
- chiarimenti per gli enti del Terzo settore;
- eventuali rettifiche o proroghe pubblicate successivamente.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Intervento SRD09 2026 – Investimenti non produttivi nelle aree rurali
Sottotitolo: Sostegno allo sviluppo di un’offerta turistica integrata e sostenibile e all’integrazione di servizi ricreativi e culturali per la popolazione locale e i visitatori
Beneficiari: enti pubblici territoriali, soggetti di diritto pubblico, fondazioni, enti morali ed enti riconosciuti del Terzo settore senza scopo di lucro
Area geografica: territorio del GAL Garda e Colli Mantovani
Comuni interessati: Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Monzambano, Ponti sul Mincio, Solferino, Volta Mantovana, Desenzano del Garda, Lonato del Garda, Pozzolengo e Sirmione
Dotazione: 516.691,72 euro
Forma dell’agevolazione: contributo in conto capitale a fondo perduto
Percentuale per soggetti pubblici: 90%
Percentuale per soggetti privati: 80%
Investimento minimo: 50.000 euro
Investimento massimo: 400.000 euro
Contributo teorico massimo pubblico: 360.000 euro
Contributo teorico massimo privato: 320.000 euro
Apertura: 15/06/2026
Scadenza: 30/09/2026
Procedura: valutativa a graduatoria
Ente proponente e gestore: GAL Garda e Colli Mantovani scarl
Programma: LEADER – Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027
Presentazione: procedura informatica regionale SISCO
Interventi principali: servizi culturali e ricreativi, recupero dell’architettura rurale, riuso di edifici e aree dismesse, riqualificazione di spazi rurali
Assistenza Atamai
La candidatura richiede il coordinamento tra requisiti del beneficiario, progettazione tecnica, disponibilità dell’immobile, autorizzazioni, aiuti di Stato, cofinanziamento, piano di gestione e compilazione della pratica regionale.
Atamai può affiancare enti pubblici, fondazioni ed enti del Terzo settore nella verifica dell’ammissibilità, nell’analisi dei criteri di graduatoria, nella costruzione del quadro economico e nell’organizzazione della documentazione.
Per valutare la partecipazione al bando SRD09 2026 – Investimenti non produttivi nelle aree rurali, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.