Competitività 2026 Rieti-Viterbo: contributi fino a 20.000 euro per progetti a favore delle imprese

Competitività 2026 Rieti-Viterbo: contributi fino a 20.000 euro per progetti a favore delle imprese

La Camera di Commercio di Rieti-Viterbo, con il sostegno della Camera di Commercio di Roma, finanzia progetti collettivi capaci di migliorare la competitività delle imprese e di generare ricadute economiche nelle province di Rieti e Viterbo.

La denominazione ufficiale della misura è:

“Bando Competitività delle imprese e sviluppo economico del territorio – Anno 2026”

Il bando non è rivolto direttamente alle singole imprese. Possono presentare domanda le associazioni di categoria e determinati soggetti privati senza scopo di lucro che realizzano programmi aperti a una pluralità di imprese del territorio.

La dotazione complessiva è pari a 400.000 euro. Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro per ciascun progetto. Le candidature devono essere trasmesse entro le ore 12:00 del 07/08/2026, esclusivamente tramite PEC.

Finalità del bando

La Camera di Commercio intende sostenere programmi che producano effetti diffusi sul tessuto produttivo locale, concentrando risorse organizzative, finanziarie e promozionali su obiettivi condivisi.

Il progetto deve quindi:

  • interessare una molteplicità di imprese;
  • rispondere a un bisogno riconoscibile del sistema economico locale;
  • produrre benefici per le imprese delle province di Rieti e Viterbo;
  • rientrare in uno dei settori espressamente previsti;
  • essere privo di finalità lucrative;
  • non essere destinato allo sfruttamento imprenditoriale diretto da parte del soggetto proponente.

La misura non finanzia l’attività ordinaria di un’associazione né un servizio riservato esclusivamente ai propri iscritti. Tutte le imprese registrate presso la Camera di Commercio devono poter beneficiare delle attività finanziate, indipendentemente dall’appartenenza all’organizzazione proponente.

I cinque settori finanziati

Lo stanziamento di 400.000 euro è suddiviso in cinque linee di intervento.

1. Creazione d’impresa e start-up – 80.000 euro

Sono finanziabili programmi di informazione economica e assistenza tecnica dedicati alla nascita di nuove imprese e start-up.

Un progetto può prevedere, per esempio:

  • sportelli di orientamento;
  • laboratori per aspiranti imprenditori;
  • percorsi sulla costruzione del modello di business;
  • incontri su forme giuridiche e adempimenti;
  • formazione sulla pianificazione economico-finanziaria;
  • accompagnamento alla redazione del business plan;
  • attività di mentoring;
  • incontri tra nuove imprese, professionisti e operatori finanziari;
  • percorsi destinati a giovani, donne o persone che intendono avviare un’attività;
  • iniziative per favorire il ricambio generazionale.

La proposta deve rivolgersi a una platea ampia e non trasformarsi in un servizio personalizzato a vantaggio di poche imprese preventivamente individuate.

2. Preparazione ai mercati internazionali – 80.000 euro

Questa linea sostiene attività di informazione, formazione, supporto organizzativo e assistenza alle PMI che intendono prepararsi ai mercati esteri.

Possono essere sviluppati:

  • percorsi sull’export;
  • analisi dei mercati;
  • formazione doganale;
  • incontri sulla contrattualistica internazionale;
  • attività sull’e-commerce transfrontaliero;
  • incontri con esperti di certificazioni;
  • laboratori per la presentazione commerciale in lingua;
  • programmi di export readiness;
  • preparazione agli incontri con buyer;
  • assistenza collettiva alla definizione di strategie di internazionalizzazione;
  • workshop sui pagamenti e sui rischi commerciali internazionali.

Il bando finanzia la preparazione delle imprese ai mercati, non il contributo diretto alla singola azienda per partecipare a una specifica fiera.

3. Miglioramento delle condizioni ambientali – 80.000 euro

La terza linea è dedicata al supporto delle PMI che intendono migliorare le proprie prestazioni ambientali.

I progetti possono riguardare:

  • transizione energetica;
  • risparmio di energia e risorse;
  • economia circolare;
  • riduzione dei rifiuti;
  • riuso dei materiali;
  • comunità energetiche;
  • misurazione dell’impronta ambientale;
  • decarbonizzazione;
  • certificazioni ambientali;
  • gestione sostenibile delle filiere;
  • utilizzo efficiente dell’acqua;
  • sensibilizzazione sulla normativa ambientale;
  • formazione sulla sostenibilità dei processi.

Un percorso efficace dovrebbe tradurre la sostenibilità in strumenti operativi utilizzabili dalle imprese, evitando iniziative esclusivamente divulgative prive di applicazioni concrete.

4. Supporto alle imprese turistiche – 100.000 euro

La linea con la dotazione più elevata finanzia attività organizzate a favore delle imprese del turismo, in collaborazione con gli enti competenti.

Possono essere elaborati progetti su:

  • promozione coordinata delle destinazioni;
  • costruzione di prodotti turistici integrati;
  • turismo culturale;
  • turismo naturalistico;
  • turismo enogastronomico;
  • cicloturismo e cammini;
  • miglioramento dell’accoglienza;
  • digitalizzazione dell’offerta;
  • formazione degli operatori;
  • destagionalizzazione;
  • accessibilità;
  • collaborazione tra ricettività, ristorazione, commercio e produzioni locali;
  • valorizzazione congiunta della Tuscia e del Reatino.

La presenza di più imprese e l’integrazione tra settori diversi rappresentano elementi importanti per dimostrare la ricaduta territoriale.

5. Orientamento al lavoro e alle professioni – 60.000 euro

La quinta linea sostiene attività di:

  • orientamento professionale;
  • alternanza scuola-lavoro;
  • Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento;
  • incontro tra domanda e offerta di lavoro;
  • conoscenza delle professioni;
  • sviluppo delle competenze richieste dalle imprese;
  • collaborazione tra scuole, enti formativi e sistema produttivo;
  • accompagnamento dei giovani nelle scelte formative;
  • promozione delle competenze tecniche e imprenditoriali.

I progetti possono coinvolgere scuole, imprese, associazioni, professionisti e altri soggetti territoriali, purché il beneficiario formale rientri nelle categorie ammesse dal bando.

La Camera può trasferire le risorse rimaste inutilizzate da un settore agli altri settori nei quali risultino presenti progetti idonei non finanziati integralmente.

Chi può presentare domanda

Possono partecipare i soggetti che non svolgono in via esclusiva o prevalente attività d’impresa e che appartengono a una delle categorie previste.

Associazioni di categoria

Sono ammesse:

  • organizzazioni imprenditoriali provinciali, interprovinciali o regionali aderenti a organizzazioni nazionali rappresentate nel CNEL;
  • organizzazioni imprenditoriali che operano nelle province di Rieti o Viterbo da almeno tre anni.

Nel primo caso, l’associazione deve avere una sede legale o operativa in una delle due province e dichiarare l’organizzazione nazionale rappresentata nel CNEL alla quale aderisce.

Nel secondo caso, devono essere documentati:

  • sede legale o operativa;
  • attività svolta nel territorio da almeno tre anni;
  • numero delle imprese associate;
  • continuità dell’attività locale.

Associazioni, fondazioni e altre istituzioni private non profit

Sono ammessi anche soggetti privati:

  • costituiti secondo gli articoli 36 e seguenti del Codice civile oppure secondo il DPR n. 361/2000;
  • privi di scopo di lucro;
  • iscritti da almeno tre anni al Repertorio Economico Amministrativo della Camera di Commercio Rieti-Viterbo;
  • con sede legale o operativa nel territorio;
  • iscritti al REA per l’attività alla quale si riferisce il progetto.

Il requisito dei tre anni deve risultare già posseduto alla data di presentazione della domanda.

Soggetti esclusi

Non possono partecipare:

  • singole imprese;
  • organizzazioni che svolgono prevalentemente attività imprenditoriale;
  • soggetti con finalità lucrative;
  • enti non appartenenti alle categorie previste;
  • soggetti in scioglimento;
  • soggetti in liquidazione;
  • soggetti sottoposti a fallimento o procedure analoghe;
  • organizzazioni prive dei requisiti territoriali o temporali;
  • soggetti che non comunicano i dati richiesti.

Il progetto non può inoltre generare un vantaggio economico direttamente quantificabile per un numero ristretto di imprese.

Diritto annuale camerale

Quando il soggetto proponente è tenuto al pagamento del diritto annuale, deve essere in regola per gli anni:

  • 2023;
  • 2024;

Il bando stabilisce espressamente che non è possibile regolarizzare la posizione dopo l’invio della domanda.

Prima della trasmissione è quindi necessario verificare l’assenza di:

  • omessi versamenti;
  • pagamenti incompleti;
  • errori di imputazione;
  • sanzioni non definite;
  • anomalie nella posizione camerale.

Una domanda presentata da un soggetto irregolare può risultare inammissibile senza possibilità di sanatoria successiva.

Imprese destinatarie delle attività

Le iniziative devono essere realizzate a favore delle imprese che hanno sede nelle province di:

  • Rieti;
  • Viterbo.

L’accesso non può essere limitato alle imprese associate al soggetto proponente.

L’avviso, la comunicazione e le modalità di adesione dovrebbero chiarire che il progetto è aperto anche alle imprese non iscritte all’associazione organizzatrice.

Il beneficiario dovrebbe adottare criteri trasparenti per:

  • raccolta delle adesioni;
  • selezione dei partecipanti, quando i posti sono limitati;
  • gestione delle liste di attesa;
  • accesso agli eventi;
  • distribuzione dei materiali;
  • utilizzo dei servizi.

Localizzazione del progetto

In linea generale, il progetto deve svolgersi nel territorio di competenza della Camera di Commercio Rieti-Viterbo.

Sono ammesse anche iniziative non realizzate interamente nelle due province, purché siano dimostrate in maniera evidente le ricadute positive sul sistema produttivo locale e sulle imprese del territorio.

Un’attività organizzata fuori provincia dovrebbe quindi spiegare:

  • perché la localizzazione esterna è necessaria;
  • quali imprese di Rieti e Viterbo parteciperanno;
  • quali benefici concreti verranno prodotti;
  • come saranno misurati i risultati;
  • quale collegamento esiste con le filiere locali.

Ente proponente e soggetti istituzionali coinvolti

Il bando è promosso e gestito dalla:

Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Rieti-Viterbo

L’iniziativa è realizzata con il sostegno della:

Camera di Commercio di Roma

La Camera di Commercio Rieti-Viterbo riceve le domande, nomina la Commissione, valuta i progetti, approva la graduatoria, concede i contributi, esamina la rendicontazione ed eroga le risorse.

Il responsabile del procedimento indicato dal bando è:

Annamaria Olivieri

Il recapito riportato nel testo ufficiale è:

marketing@rivt.camcom.it

Atamai può affiancare associazioni, fondazioni e organizzazioni non profit nella verifica dell’ammissibilità, nella costruzione della proposta, nella definizione degli indicatori e nell’organizzazione della documentazione. La valutazione e la concessione del contributo rimangono di esclusiva competenza della Camera di Commercio.

Apertura e scadenza

Le domande possono essere presentate:

dalle ore 09:00 del 09/07/2026

alle ore 12:00 del 07/08/2026

Le richieste inviate prima dell’apertura o dopo le ore 12:00 del 07/08/2026 sono inammissibili.

La finestra temporale è breve. È quindi opportuno completare con anticipo:

  • verifica del beneficiario;
  • controllo del diritto annuale;
  • approvazione interna del progetto;
  • relazione illustrativa;
  • scheda progetto;
  • piano finanziario;
  • firma digitale;
  • predisposizione della PEC.

Dotazione finanziaria

La dotazione complessiva è pari a:

400.000 euro

La ripartizione è:

  • creazione di imprese e start-up: 80.000 euro;
  • preparazione ai mercati internazionali: 80.000 euro;
  • miglioramento ambientale delle PMI: 80.000 euro;
  • supporto alle imprese turistiche: 100.000 euro;
  • orientamento al lavoro e PCTO: 60.000 euro.

Entità e forma dell’agevolazione

Il contributo viene concesso in conto capitale e copre:

il 50% delle spese ammissibili

Il massimale è pari a:

20.000 euro per progetto

Per richiedere il contributo massimo, il progetto deve quindi prevedere almeno 40.000 euro di spese ammissibili.

Il contributo non può superare il disavanzo effettivo del progetto, calcolato come differenza tra:

  • spese ammesse;
  • entrate, contributi, sponsorizzazioni e proventi.

Quando l’IVA è detraibile, deve essere esclusa dal costo agevolabile.

Esempi di calcolo

Progetto da 20.000 euro, senza altre entrate:

  • contributo teorico: 10.000 euro;
  • quota a carico del beneficiario: 10.000 euro.

Progetto da 40.000 euro:

  • contributo teorico: 20.000 euro;
  • quota a carico del beneficiario: 20.000 euro.

Progetto da 60.000 euro:

  • il 50% sarebbe pari a 30.000 euro;
  • il contributo resta limitato a 20.000 euro;
  • almeno 40.000 euro devono essere coperti con risorse proprie o altre entrate.

Progetto da 40.000 euro con 8.000 euro di sponsorizzazioni:

  • disavanzo: 32.000 euro;
  • contributo teorico al 50% delle spese: 20.000 euro;
  • il contributo può essere riconosciuto entro il limite del disavanzo e del massimale.

Possibile riduzione del contributo

Il beneficiario deve impegnarsi a realizzare il progetto anche quando, per esaurimento delle risorse della linea, il contributo venga concesso in misura ridotta, purché l’importo assegnato non sia inferiore al 50% del contributo richiesto.

Per esempio, se vengono richiesti 20.000 euro, il soggetto deve dichiararsi disponibile a realizzare l’iniziativa anche con un contributo ridotto fino a 10.000 euro.

Questo impegno deve essere valutato attentamente prima della candidatura, perché l’organizzazione dovrà assicurare le ulteriori risorse necessarie per completare le attività.

Utilizzo obbligatorio di risorse proprie

Il bando prevede un requisito specifico per le risorse interne.

Le spese relative all’utilizzo di risorse proprie umane e logistiche del richiedente, oppure di società partecipate al 100%, devono essere:

  • almeno pari al 20% delle spese specifiche del progetto;
  • non superiori al 50% delle spese totali del progetto.

Il mancato raggiungimento della soglia minima del 20% determina l’inammissibilità della domanda.

Personale interno

Tra le risorse umane proprie può essere inserito il costo del personale dipendente:

  • a tempo determinato;
  • a tempo indeterminato;
  • indispensabile per l’organizzazione e la realizzazione;
  • impiegato nel periodo del progetto.

Può essere considerato anche personale in distacco presso l’organizzazione richiedente, quando esiste il rapporto territoriale previsto dal bando.

Non devono essere inseriti genericamente tutti i costi del personale dell’ente. È necessario individuare:

  • nominativi o profili;
  • mansioni;
  • periodo;
  • ore;
  • costo;
  • attività progettuali svolte;
  • criterio di imputazione.

Risorse logistiche proprie

Sono considerate risorse logistiche proprie:

  • affitto della sede;
  • utenze.

Per i soggetti iscritti al REA, la sede utilizzata deve risultare nella visura.

La quota imputata deve essere riferita esclusivamente al periodo e all’utilizzo collegato al progetto, attraverso un criterio ragionevole e verificabile.

Spese per progettazione

Le spese sostenute per la progettazione dell’intervento sono ammesse entro il limite massimo del:

10% delle spese del progetto

Possono riguardare:

  • analisi del fabbisogno;
  • definizione del programma;
  • elaborazione tecnica;
  • costruzione degli indicatori;
  • organizzazione del partenariato;
  • predisposizione del piano operativo.

Le spese di rendicontazione sono invece espressamente escluse.

Spese di comunicazione

Le spese di comunicazione e pubblicizzazione sono ammesse entro il limite massimo del:

10% delle spese del progetto

Possono comprendere, quando pertinenti:

  • grafica;
  • pagina web;
  • campagne digitali;
  • locandine;
  • inviti;
  • comunicati;
  • materiali informativi;
  • promozione delle attività;
  • documentazione dei risultati.

La comunicazione deve essere funzionale a raggiungere le imprese e non trasformarsi nella principale componente dell’iniziativa.

Altre spese ammissibili

Sono ammesse le spese direttamente imputabili al progetto, documentate da giustificativi fiscalmente validi.

In funzione della linea scelta, possono risultare coerenti:

  • compensi a docenti e relatori;
  • esperti;
  • consulenze specialistiche;
  • docenze;
  • tutoraggio;
  • assistenza tecnica collettiva;
  • noleggio di spazi;
  • noleggio di attrezzature;
  • piattaforme digitali;
  • materiali didattici;
  • servizi tecnici;
  • organizzazione di workshop;
  • strumenti per la partecipazione delle imprese;
  • produzione di report e materiali operativi;
  • personale interno;
  • affitto e utenze imputabili;
  • comunicazione entro il limite previsto;
  • progettazione entro il limite previsto.

Ogni voce deve essere descritta in modo analitico nel piano finanziario.

Viaggi, trasferte e ospitalità

In linea generale sono escluse le spese relative a:

  • viaggi;
  • trasferimenti;
  • ospitalità;
  • soggiorno;
  • pasti;
  • rimborsi spese.

Esiste un’eccezione per i progetti:

  • destinati alla preparazione delle imprese ai mercati internazionali;
  • che prevedono seminari o convegni internazionali;
  • che contemplano l’assegnazione di borse di studio.

In questi casi, viaggi, trasferimenti, ospitalità e soggiorno possono essere ammessi entro il limite del:

20% delle spese specifiche del progetto.

Spese escluse

Non sono finanziabili:

  • rendicontazione del progetto;
  • pasti;
  • rimborsi spese generici;
  • colazioni;
  • cene di gala;
  • buffet;
  • gadget;
  • spese di rappresentanza;
  • costi marginali o voluttuari;
  • pagamenti in contanti;
  • spese non direttamente riferibili al progetto;
  • costi privi di giustificativi;
  • attività già finanziate nella precedente edizione per lo stesso progetto.

Il bando esclude espressamente i progetti per i quali sia già stato erogato il contributo nell’edizione precedente.

Pagamenti tracciabili

Non sono ammessi pagamenti in contanti.

I costi devono essere pagati attraverso:

  • bonifico bancario;
  • bonifico postale;
  • carta;
  • bancomat;
  • altri strumenti elettronici tracciabili.

Per ogni spesa deve essere possibile ricostruire:

  • beneficiario;
  • fornitore;
  • importo;
  • data;
  • fattura;
  • movimento bancario;
  • collegamento con il progetto.

Dicitura e CUP sulle fatture

Le fatture direttamente imputabili al progetto devono riportare:

“Spesa sostenuta a valere sul Bando competitività delle imprese 2026 – CCIAA RI-VT”

Deve inoltre essere indicato il CUP assegnato al progetto in fase di concessione.

Dopo la concessione è consigliabile inviare immediatamente ai fornitori una comunicazione scritta contenente:

  • dicitura obbligatoria;
  • CUP;
  • denominazione del progetto;
  • indicazioni per la fatturazione.

Quando può iniziare il progetto

Sono ammessi anche progetti già avviati, purché l’avvio non risalga a oltre 60 giorni consecutivi prima del termine di pubblicazione del bando.

Il progetto può quindi essere in corso alla data della domanda, ma il proponente deve verificare con precisione:

  • data effettiva di avvio;
  • primo contratto;
  • primo incarico;
  • prima fattura;
  • primo pagamento;
  • prima attività pubblica.

La relazione deve riportare chiaramente le date di inizio e conclusione.

Durata e termine di rendicontazione

Il progetto e tutti gli adempimenti di rendicontazione devono essere completati entro:

240 giorni dalla comunicazione del provvedimento di concessione

La documentazione finale deve inoltre essere trasmessa entro 90 giorni consecutivi dalla conclusione dell’iniziativa, senza superare il termine complessivo dei 240 giorni.

Il bando non ammette proroghe, salvo un’apposita deliberazione della Giunta camerale.

Come presentare la domanda

La candidatura deve essere inviata esclusivamente tramite PEC.

La casella utilizzata deve essere quella del soggetto richiedente.

Destinatario PEC:

cciaa@pec.rivt.camcom.it

Oggetto obbligatorio:

Bando “Competitività delle imprese e sviluppo economico del territorio anno 2026”

La domanda e gli allegati devono essere firmati digitalmente dal legale rappresentante.

Modalità differenti, come email ordinaria, consegna a mano o invio da una PEC non riconducibile al richiedente, possono determinare l’inammissibilità.

Documentazione da allegare

La domanda deve essere accompagnata da:

  • modello ufficiale di richiesta;
  • scheda progetto;
  • relazione illustrativa;
  • piano finanziario;
  • dichiarazione relativa ai contributi;
  • statuto;
  • atto costitutivo;
  • curriculum del soggetto richiedente;
  • dichiarazione sul trattamento fiscale;
  • eventuale documentazione sull’adesione a un’organizzazione rappresentata nel CNEL;
  • documentazione dell’attività territoriale triennale;
  • indicazione del numero di imprese associate;
  • firma digitale.

La pagina ufficiale mette inoltre a disposizione:

  • domanda di anticipazione;
  • facsimile della relazione illustrativa;
  • facsimile della relazione finale.

Più progetti nella stessa domanda

Con una sola domanda possono essere presentati più progetti, purché appartengano a settori diversi.

Per esempio, un’associazione può presentare:

  • un progetto per la preparazione ai mercati esteri;
  • un progetto per il miglioramento ambientale;
  • un progetto dedicato al turismo.

Non può invece presentare più progetti differenti sulla stessa linea aspettandosi che vengano valutati tutti. Quando vengono presentati più progetti per il medesimo settore, viene preso in considerazione soltanto l’ultimo inviato.

Contenuti della relazione illustrativa

La relazione deve specificare:

  • contesto;
  • fabbisogno;
  • settore di intervento;
  • obiettivi;
  • attività;
  • destinatari;
  • imprese coinvolte;
  • rilevanza economica;
  • ricadute territoriali;
  • calendario;
  • organizzazione;
  • risorse interne;
  • risultati;
  • indicatori;
  • modalità di verifica.

Tra gli indicatori espressamente richiamati dal bando rientrano:

  • numero di imprese coinvolte;
  • numero di workshop organizzati;
  • numero di ore di formazione erogate;
  • ulteriori indicatori coerenti con il settore.

Come costruire indicatori credibili

Gli indicatori non dovrebbero limitarsi al numero di partecipanti.

Un progetto sulla creazione d’impresa può misurare:

  • aspiranti imprenditori coinvolti;
  • business plan completati;
  • nuove imprese costituite;
  • ore di mentoring;
  • partecipanti che proseguono il percorso.

Un progetto export può misurare:

  • imprese valutate;
  • export plan predisposti;
  • mercati analizzati;
  • buyer individuati;
  • imprese pronte a partecipare a missioni o fiere.

Un progetto ambientale può misurare:

  • diagnosi realizzate;
  • imprese che adottano un piano di miglioramento;
  • riduzione stimata dei consumi;
  • materiali recuperati;
  • imprese avviate verso una certificazione.

Un progetto turistico può misurare:

  • operatori coinvolti;
  • pacchetti o itinerari creati;
  • giornate formative;
  • accordi tra imprese;
  • strumenti di promozione condivisi.

Un progetto sull’orientamento può misurare:

  • studenti;
  • scuole;
  • imprese ospitanti;
  • ore di PCTO;
  • profili professionali presentati;
  • incontri tra imprese e studenti.

Procedura di valutazione

Il bando presenta una procedura particolare.

La Commissione esamina le domande secondo l’ordine cronologico di invio, ma attribuisce un punteggio e forma una graduatoria finale.

Non si tratta quindi di un puro click day: la tempestività è importante, soprattutto in caso di parità, ma il finanziamento dipende principalmente dalla qualità e dal punteggio del progetto.

La Commissione è composta da tre membri nominati dal Segretario generale della Camera e conclude i lavori entro 60 giorni dalla chiusura del bando.

Può richiedere informazioni o integrazioni, che devono essere trasmesse entro dieci giorni.

Criteri di valutazione

Il punteggio viene attribuito su cinque criteri.

Coerenza con le strategie camerali – peso 15

Viene valutata la rispondenza del progetto:

  • alle linee strategiche dell’Ente;
  • alle funzioni della Camera;
  • ai documenti di programmazione;
  • al Piano della performance.

Chiarezza e completezza – peso 15

Vengono valutati:

  • chiarezza dell’idea;
  • completezza;
  • grado di approfondimento;
  • sviluppo operativo;
  • definizione dei risultati;
  • indicatori oggettivi e misurabili.

Benefici per le imprese – peso 50

È il criterio più importante.

Vengono considerati:

  • impatto quantitativo;
  • impatto qualitativo;
  • benefici per il sistema imprenditoriale;
  • esperienza del proponente;
  • coerenza tra obiettivi, indicatori e budget.

Capacità di interpretare le esigenze del settore – peso 10

Il progetto deve dimostrare di conoscere:

  • criticità;
  • fabbisogni;
  • tendenze;
  • linee di sviluppo;
  • buone pratiche territoriali.

Interoperabilità e filiere – peso 10

Viene premiata la capacità di collegare:

  • più settori economici;
  • imprese diverse;
  • filiere produttive;
  • soggetti pubblici e privati;
  • turismo, cultura, commercio, agricoltura, artigianato e servizi.

Il punteggio finale viene calcolato mediante media ponderata.

Punteggio minimo

Per risultare idoneo, il progetto deve ottenere almeno:

6 punti su 10

I progetti idonei vengono ordinati in graduatoria e finanziati fino a esaurimento delle risorse della relativa linea.

In caso di parità, viene applicata la priorità cronologica di invio.

Anticipazione del contributo

Dopo l’avvio delle attività, il beneficiario può richiedere un’anticipazione fino al:

50% del contributo concesso

L’anticipo richiede una fideiussione:

  • bancaria;
  • oppure assicurativa.

La garanzia deve coprire l’anticipo e gli interessi legali e deve rimanere valida per almeno sei mesi oltre il termine previsto per la rendicontazione.

La richiesta, firmata digitalmente, deve essere trasmessa via PEC insieme alla fideiussione.

Per un contributo concesso di 20.000 euro, l’anticipo massimo è quindi di 10.000 euro.

Prima di richiederlo è opportuno confrontare:

  • costo della garanzia;
  • necessità di liquidità;
  • tempi di realizzazione;
  • capacità di anticipare le spese;
  • durata della fideiussione.

Rendicontazione finale

Entro 90 giorni dalla conclusione e comunque entro 240 giorni dalla concessione devono essere trasmessi:

  • relazione dettagliata;
  • risultati raggiunti;
  • confronto con gli indicatori;
  • rendiconto analitico;
  • fatture;
  • ricevute;
  • notule;
  • cedolini;
  • bonifici;
  • ricevute di pagamento elettronico;
  • estratti conto;
  • documentazione che dimostri lo svolgimento;
  • rendiconto delle entrate;
  • dati fiscali e contributivi;
  • ulteriori documenti richiesti dalla Camera.

Le voci del rendiconto devono corrispondere a quelle del piano finanziario preventivo. Sono ammesse nuove spese soltanto quando hanno entità modesta e si sono rese necessarie per imprevisti collegati alla buona riuscita dell’iniziativa.

Riduzione del contributo

Il contributo può essere ridotto quando:

  • le spese effettive sono inferiori;
  • alcune spese risultano inammissibili;
  • le entrate sono superiori a quelle preventivate;
  • si produce un avanzo;
  • gli indicatori non vengono raggiunti;
  • i target sono raggiunti soltanto parzialmente;
  • non vengono rispettati i limiti delle categorie di costo.

Il contributo è calcolato sulla spesa effettivamente sostenuta e ammessa, nel rispetto del limite del 50% e del massimale di 20.000 euro.

Aiuti di Stato

Il bando finanzia progetti rivolti a una pluralità indeterminata di imprese, senza attribuire un vantaggio economico direttamente apprezzabile a singoli operatori.

Per questa ragione, il contributo non è considerato rilevante ai fini della disciplina europea sugli aiuti di Stato.

Il progetto deve però mantenere questa caratteristica anche durante l’attuazione. Un’attività che, nei fatti, trasferisse un vantaggio selettivo a poche imprese potrebbe risultare incompatibile con l’impostazione dichiarata.

Suggerimenti operativi

La preparazione dovrebbe partire dalla scelta del settore e dalla definizione del beneficio per le imprese.

È consigliabile:

  1. verificare la categoria del proponente;
  2. controllare l’anzianità territoriale;
  3. verificare il REA;
  4. controllare il diritto annuale 2023-2025;
  5. scegliere una sola linea per ciascun progetto;
  6. raccogliere dati sui fabbisogni;
  7. quantificare le imprese potenzialmente coinvolte;
  8. costruire attività aperte anche ai non associati;
  9. definire indicatori misurabili;
  10. valorizzare le filiere;
  11. prevedere almeno il 20% di risorse proprie;
  12. controllare i limiti delle spese;
  13. pianificare la copertura in caso di contributo ridotto;
  14. predisporre tutti i modelli;
  15. inviare la PEC prima delle ore 12:00 del 07/08/2026.

Checklist pratica

  • Associazione di categoria o soggetto non profit ammissibile.
  • Attività d’impresa non esclusiva né prevalente.
  • Sede legale o operativa a Rieti o Viterbo.
  • Requisito dei tre anni verificato.
  • Iscrizione al REA da almeno tre anni, quando richiesta.
  • Statuto privo di finalità lucrative.
  • Attività statutaria coerente.
  • Diritto annuale 2023 regolare.
  • Diritto annuale 2024 regolare.
  • Diritto annuale 2025 regolare.
  • Assenza di possibilità di sanatoria dopo la domanda.
  • Progetto rivolto alle imprese di Rieti e Viterbo.
  • Accesso aperto anche ai non associati.
  • Nessun vantaggio selettivo a singole imprese.
  • Settore di intervento correttamente individuato.
  • Progetto senza fine di lucro.
  • Progetto non sfruttabile direttamente dal richiedente.
  • Avvio non anteriore al limite dei 60 giorni.
  • Durata compatibile con i 240 giorni.
  • Contributo calcolato al 50%.
  • Richiesta non superiore a 20.000 euro.
  • Piano economico in pareggio.
  • Entrate e sponsorizzazioni indicate.
  • Risorse proprie almeno pari al 20%.
  • Risorse proprie non superiori al 50%.
  • Progettazione entro il 10%.
  • Comunicazione entro il 10%.
  • Viaggi esclusi o ricondotti all’eccezione del 20%.
  • Pasti, buffet e gadget esclusi.
  • Rendicontazione esclusa dai costi.
  • Pagamenti esclusivamente tracciabili.
  • Indicatori definiti.
  • Imprese coinvolte quantificate.
  • Ore di formazione quantificate.
  • Workshop quantificati.
  • Benefici territoriali descritti.
  • Interoperabilità tra settori valorizzata.
  • Statuto allegato.
  • Atto costitutivo allegato.
  • Curriculum del proponente allegato.
  • Scheda progetto compilata.
  • Relazione illustrativa compilata.
  • Piano finanziario compilato.
  • Dichiarazione contributi compilata.
  • Dichiarazione fiscale compilata.
  • Firma digitale valida.
  • PEC del richiedente attiva.
  • Oggetto PEC riportato correttamente.
  • Invio entro le ore 12:00 del 07/08/2026.
  • Ricevute di accettazione e consegna conservate.

Link ufficiale del bando

Il testo integrale, la domanda e tutti i modelli sono disponibili nella pagina ufficiale:

Camera di Commercio Rieti-Viterbo – Bando Competitività 2026

La notizia istituzionale di pubblicazione è disponibile qui:

Pubblicato il Bando “Competitività delle imprese e sviluppo economico del territorio” 2026

Scheda rapida

Nome ufficiale: Bando Competitività delle imprese e sviluppo economico del territorio – Anno 2026

Ente proponente e gestore: Camera di Commercio Rieti-Viterbo

Soggetto sostenitore: Camera di Commercio di Roma

Beneficiari: associazioni di categoria e soggetti privati non profit con i requisiti previsti

Destinatari finali: imprese delle province di Rieti e Viterbo

Dotazione: 400.000 euro

Creazione d’impresa e start-up: 80.000 euro

Internazionalizzazione: 80.000 euro

Sostenibilità ambientale: 80.000 euro

Turismo: 100.000 euro

Orientamento e PCTO: 60.000 euro

Forma dell’agevolazione: contributo in conto capitale

Percentuale: 50% delle spese ammissibili

Contributo massimo: 20.000 euro per progetto

Spesa necessaria per il massimale: almeno 40.000 euro

Risorse proprie: almeno 20% e non oltre 50% delle spese, secondo le modalità del bando

Progettazione: massimo 10%

Comunicazione: massimo 10%

Apertura: 09/07/2026, ore 09:00

Scadenza: 07/08/2026, ore 12:00

Invio: esclusivamente via PEC

PEC: cciaa@pec.rivt.camcom.it

Firma: digitale del legale rappresentante

Procedura: valutazione dei progetti e formazione di graduatoria

Punteggio minimo: 6 su 10

Criterio con peso maggiore: benefici per le imprese, peso 50

Anticipo: fino al 50% del contributo con fideiussione

Conclusione e rendicontazione: entro 240 giorni dalla comunicazione di concessione

Responsabile del procedimento: Annamaria Olivieri

Email: marketing@rivt.camcom.it

Assistenza Atamai

La candidatura richiede una verifica puntuale della forma giuridica del proponente, dell’anzianità territoriale, della posizione camerale, del piano finanziario e degli indicatori.

Atamai può affiancare associazioni di categoria, fondazioni e organizzazioni senza scopo di lucro nella costruzione del progetto, nella definizione dei risultati, nel controllo dei limiti di spesa e nella predisposizione della documentazione da inviare tramite PEC.

Per valutare la partecipazione al Bando Competitività delle imprese e sviluppo economico del territorio – Anno 2026, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.