Alberghi diffusi in Sardegna: contributi fino a 300.000 euro per micro e piccole imprese turistiche
La Regione Autonoma della Sardegna sostiene la realizzazione di nuovi alberghi diffusi e la ristrutturazione delle strutture già esistenti, attraverso un nuovo intervento destinato alle micro e piccole imprese turistiche.
La misura dispone di 2.500.000 euro e concede contributi in conto capitale che possono coprire fino al 100% di alcune categorie di spesa, nel rispetto del limite massimo previsto dal regime europeo “de minimis”. La scheda sintetica della misura indica come data di apertura il 24/07/2026, mentre non riporta ancora una scadenza definitiva, qualificando l’intervento come “linea operativa”.
Il bando finanzia programmi di investimento finalizzati a:
- realizzare nuovi alberghi diffusi;
- ristrutturare alberghi diffusi esistenti;
- recuperare immobili situati nei centri storici;
- trasformare attività ricettive frammentate o saltuarie in imprese strutturate;
- migliorare la qualità dell’accoglienza;
- creare occupazione stabile;
- promuovere un turismo sostenibile, identitario e distribuito durante tutto l’anno.
L’intervento è collegato alle direttive approvate definitivamente dalla Giunta regionale con la Deliberazione n. 16/7 del 08/04/2026, pubblicata il 09/04/2026. La deliberazione aggiorna i criteri per i contributi destinati agli enti locali e alle imprese turistiche che investono nella tipologia ricettiva dell’albergo diffuso.
Nome ufficiale della misura
La denominazione da utilizzare per individuare l’intervento è:
“2° Avviso pubblico IMPRESE – Tipologia turistico-ricettiva Albergo diffuso”
Il riferimento normativo principale è l’articolo 13, comma 1, lettera a), della Legge regionale Sardegna n. 16 del 28/07/2017, che disciplina l’albergo diffuso tra le strutture ricettive alberghiere.
La misura attua le direttive aggiornate con:
- Deliberazione preliminare della Giunta regionale n. 13/18 del 18/03/2026;
- parere della Commissione consiliare competente del 31/03/2026;
- Deliberazione definitiva della Giunta regionale n. 16/7 del 08/04/2026.
Che cos’è un albergo diffuso
L’albergo diffuso è una struttura ricettiva alberghiera organizzata attraverso più edifici situati all’interno di un centro storico.
A differenza di un albergo tradizionale, camere, appartamenti e servizi possono trovarsi in immobili distinti. La struttura deve però essere gestita in modo unitario e offrire agli ospiti servizi alberghieri organizzati.
Il modello prevede normalmente:
- una reception centralizzata;
- locali comuni;
- eventuale ristorante e cucina;
- unità abitative distribuite in edifici differenti;
- gestione imprenditoriale unitaria;
- servizi di accoglienza continuativi;
- classificazione alberghiera.
Le unità abitative devono essere collocate nel centro storico del Comune e devono trovarsi a una distanza non superiore a 300 metri dall’edificio nel quale sono ubicati la reception e i servizi principali.
L’albergo diffuso non è quindi una semplice rete commerciale tra case vacanze, affittacamere o appartamenti turistici indipendenti.
Per ottenere il contributo è necessario realizzare una vera struttura ricettiva alberghiera, con:
- titolarità o gestione unitaria;
- organizzazione imprenditoriale;
- servizi comuni;
- standard qualitativi;
- personale e procedure adeguate;
- classificazione minima prevista;
- adempimenti amministrativi e statistici.
Finalità dell’intervento
La Regione Sardegna intende utilizzare l’albergo diffuso come strumento di sviluppo locale.
Il modello permette di recuperare immobili già esistenti senza costruire grandi complessi ricettivi e consente di distribuire l’ospitalità all’interno del tessuto urbano dei borghi.
Gli obiettivi regionali comprendono:
- recupero del patrimonio edilizio;
- riqualificazione dei centri storici;
- creazione di imprese turistiche stabili;
- ampliamento dell’offerta alberghiera nelle aree interne;
- destagionalizzazione;
- valorizzazione delle produzioni locali;
- creazione di nuovi posti di lavoro;
- innalzamento degli standard qualitativi;
- integrazione tra ospitalità, cultura, artigianato ed enogastronomia;
- riduzione dell’accoglienza occasionale e non organizzata.
La Regione ha sottolineato che gli incentivi devono accompagnare le attività extra-alberghiere e le iniziative locali verso un sistema imprenditoriale più strutturato, capace di garantire continuità, servizi e occupazione.
Beneficiari
Possono accedere alla misura le:
micro e piccole imprese
Sono ammesse sia le imprese già esistenti sia le nuove iniziative imprenditoriali.
Il progetto può essere presentato:
- da una singola impresa;
- da più imprese aggregate mediante un contratto di rete;
- da una rete costituita nella forma di “rete soggetto”, quando previsto dall’avviso.
La misura è quindi rivolta a:
- imprese che gestiscono già un albergo diffuso;
- imprese alberghiere che intendono convertire o ampliare una struttura;
- operatori extra-alberghieri che intendono organizzarsi in forma alberghiera;
- nuove società costituite per realizzare un albergo diffuso;
- reti di imprese che intendono gestire unitariamente immobili e servizi.
Le direttive regionali individuano espressamente le micro e piccole imprese, operative oppure non ancora costituite, come destinatari degli incentivi per gli alberghi diffusi.
Imprese esistenti
Le imprese già operative devono dimostrare:
- regolare costituzione;
- iscrizione al Registro delle imprese;
- attività economica coerente;
- dimensione di micro o piccola impresa;
- sede o investimento in Sardegna;
- capacità economico-finanziaria;
- disponibilità degli immobili;
- assenza di condizioni di esclusione;
- regolarità contributiva;
- sostenibilità del programma.
L’attività prevalente deve rientrare nei codici economici ammessi dall’avviso.
La classificazione ATECO deve essere controllata utilizzando la versione indicata nel bando 2026. L’avviso precedente e le direttive aggiornate fanno riferimento principalmente alle attività di alloggio, ristorazione, agenzie di viaggio, tour operator e servizi turistici collegati, con specifiche esclusioni.
Nuove imprese
Possono partecipare anche soggetti che non hanno ancora costituito o attivato l’impresa.
La domanda deve comunque individuare:
- soggetti promotori;
- forma giuridica prevista;
- composizione societaria;
- capitale disponibile;
- ruolo dei soci;
- esperienza nel settore;
- programma di investimento;
- copertura finanziaria;
- immobili interessati;
- organizzazione della futura struttura.
La nuova impresa dovrà essere costituita, iscritta e resa operativa entro i termini stabiliti nel provvedimento di concessione.
È opportuno definire prima della candidatura:
- chi deterrà la proprietà degli immobili;
- chi sosterrà le spese;
- chi gestirà l’albergo;
- quale soggetto sarà intestatario delle autorizzazioni;
- come verrà finanziata la quota non coperta dal contributo;
- quali garanzie saranno fornite alla Regione.
Reti di imprese
Più operatori possono organizzare il progetto mediante un contratto di rete nella forma ammessa dall’avviso.
La rete deve permettere una gestione unitaria dell’albergo diffuso.
Non è sufficiente che ogni impresa continui a gestire autonomamente una propria struttura.
Il progetto deve definire:
- soggetto capofila o rete soggetto;
- titolarità della domanda;
- proprietà delle unità;
- gestione della reception;
- gestione delle prenotazioni;
- personale;
- servizi comuni;
- responsabilità amministrative;
- ripartizione delle spese;
- destinazione dei beni;
- rapporti tra le imprese;
- modalità di uscita dalla rete;
- mantenimento degli obblighi per almeno cinque anni.
La rete dovrebbe inoltre utilizzare:
- un unico sistema di prenotazione;
- un’unica politica commerciale;
- standard di servizio comuni;
- procedure coordinate;
- un’unica identità ricettiva;
- un sistema unitario di accoglienza e fatturazione.
Dimensione di impresa
La qualifica di micro o piccola impresa deve essere verificata applicando la normativa europea.
Devono essere considerati:
- dipendenti;
- fatturato;
- totale di bilancio;
- partecipazioni;
- imprese associate;
- imprese collegate;
- soci pubblici o privati;
- eventuali gruppi societari.
Il calcolo non deve limitarsi alla società che presenta la domanda.
Quando l’impresa è partecipata o controllata da altri soggetti, devono essere analizzati anche i dati delle imprese associate e collegate.
Settori ammessi
Le attività ammesse riguardano principalmente il comparto turistico-ricettivo.
In base alle indicazioni pubblicate sulle direttive dell’intervento, possono essere interessate attività comprese nelle sezioni ATECO relative a:
- servizi di alloggio;
- ristorazione collegata all’offerta ricettiva;
- agenzie di viaggio;
- tour operator;
- servizi di prenotazione;
- servizi turistici connessi.
Sono previste specifiche esclusioni per attività che non rientrano nella competenza dell’Assessorato del Turismo o che non sono coerenti con la struttura alberghiera finanziata.
Prima di presentare la domanda è necessario verificare:
- codice ATECO prevalente;
- codice ATECO dell’unità locale;
- attività effettivamente esercitata;
- classificazione ATECO 2025;
- eventuali esclusioni;
- necessità di modificare o attivare un codice prima della concessione.
Area geografica
Il programma deve essere realizzato in:
Sardegna
Gli immobili devono trovarsi nei centri storici individuati dalla pianificazione urbanistica comunale.
Sono ammesse, secondo le condizioni del bando:
- zone urbanistiche omogenee “A”;
- centri matrice;
- aree formalmente riconosciute dagli strumenti urbanistici come centro storico.
Non è sufficiente che un edificio sia antico o situato nel centro abitato.
La classificazione urbanistica deve risultare da:
- Piano urbanistico comunale;
- Piano particolareggiato del centro storico;
- cartografia urbanistica;
- certificato di destinazione urbanistica;
- attestazione dell’Ufficio tecnico comunale;
- altri atti formalmente approvati.
Ubicazione degli immobili
Gli edifici utilizzati per l’albergo diffuso devono:
- essere situati nel centro storico;
- rispettare la distanza massima dalla reception;
- avere una destinazione d’uso compatibile;
- essere urbanisticamente conformi;
- essere nella disponibilità del beneficiario;
- poter ottenere le autorizzazioni necessarie;
- essere idonei alla classificazione alberghiera.
La verifica deve essere effettuata su ogni singola unità.
Un progetto che comprende dieci immobili deve quindi fornire dati urbanistici, catastali e giuridici per ciascun edificio.
Disponibilità giuridica degli immobili
L’impresa deve avere un titolo valido che le permetta di realizzare e mantenere l’investimento.
La disponibilità può derivare da:
- proprietà;
- usufrutto;
- diritto di superficie;
- locazione;
- concessione;
- comodato;
- altro titolo ammesso dall’avviso.
Il titolo deve:
- essere registrato;
- autorizzare l’esecuzione dei lavori;
- consentire l’attività alberghiera;
- durare per tutto il programma;
- permanere per almeno cinque anni dopo la conclusione dell’investimento, secondo le condizioni dell’avviso.
Quando il proprietario è diverso dall’impresa, è necessario acquisire:
- consenso ai lavori;
- autorizzazione al cambio di destinazione d’uso;
- impegno a mantenere il contratto;
- rinuncia a clausole incompatibili con il vincolo;
- eventuale dichiarazione sull’assenza di precedenti contributi.
Classificazione minima
L’albergo diffuso realizzato o ristrutturato deve raggiungere una classificazione di almeno:
tre stelle
La classificazione deve essere ottenuta prima della richiesta di saldo o entro il termine espressamente previsto nell’avviso.
Il progetto deve quindi verificare fin dall’inizio:
- numero minimo delle unità;
- superficie delle camere;
- bagni;
- reception;
- spazi comuni;
- servizi;
- dotazioni;
- accessibilità;
- personale;
- pulizia;
- cambio biancheria;
- assistenza agli ospiti;
- requisiti antincendio;
- standard regionali di classificazione.
Non è opportuno rinviare questa verifica alla fine dei lavori.
Investimento minimo
Il programma deve avere un valore minimo pari a:
100.000 euro, al netto dell’IVA
Un progetto con spese inferiori non può essere ammesso.
Il valore complessivo deve essere:
- coerente con il numero di immobili;
- proporzionato alla capacità ricettiva;
- finanziariamente sostenibile;
- coperto integralmente;
- supportato da preventivi e computi metrici;
- compatibile con il contributo massimo concedibile.
Dotazione finanziaria
La dotazione destinata alle imprese ammonta a:
2.500.000 euro
Le risorse derivano dalla programmazione regionale e dal Fondo Unico Nazionale per il Turismo, secondo la ripartizione approvata dalla Regione.
La misura per le imprese si inserisce in un programma complessivo da 7 milioni di euro, comprendente anche la linea per gli enti locali. La linea pubblica dispone di 4,5 milioni di euro, mentre 2,5 milioni sono destinati all’intervento per le imprese.
Forma dell’agevolazione
Il sostegno viene concesso sotto forma di:
contributo in conto capitale a fondo perduto
L’importo massimo per singolo beneficiario non può superare:
300.000 euro
Il limite dipende anche dallo spazio disponibile nel massimale europeo “de minimis”.
L’impresa deve quindi verificare tutti gli aiuti “de minimis” ricevuti dall’impresa unica nei tre anni rilevanti.
Percentuali del contributo
La misura prevede percentuali differenti in base alla categoria di spesa.
Il contributo può arrivare:
- al 25% per l’acquisto di immobili;
- al 25% per opere murarie e assimilate;
- fino al 100% per le altre spese ammissibili;
- sempre entro il limite massimo complessivo di 300.000 euro.
Le percentuali devono essere applicate separatamente alle diverse categorie di costo.
Esempio di calcolo
Un progetto prevede:
- acquisto immobile: 150.000 euro;
- opere murarie: 300.000 euro;
- impianti e attrezzature: 100.000 euro;
- software e servizi: 50.000 euro.
Contributo teorico:
- 25% sull’immobile: 37.500 euro;
- 25% sulle opere: 75.000 euro;
- fino al 100% su impianti e attrezzature: 100.000 euro;
- fino al 100% su software e servizi: 50.000 euro.
Totale teorico:
262.500 euro
L’importo effettivo dipenderà:
- dalle spese riconosciute;
- dal regime “de minimis”;
- dal punteggio;
- dalla copertura finanziaria;
- dalle risorse disponibili.
Secondo esempio
Un progetto comprende:
- opere murarie: 500.000 euro;
- impianti: 120.000 euro;
- arredi e attrezzature: 130.000 euro;
- servizi avanzati: 70.000 euro.
Il contributo teorico supererebbe 300.000 euro, ma l’agevolazione rimarrebbe limitata al massimale previsto:
300.000 euro
La parte restante deve essere finanziata con capitale proprio, finanziamenti bancari o altre fonti compatibili.
Regime “de minimis”
Il contributo viene concesso nel rispetto del Regolamento UE n. 2023/2831.
Il massimale generale è pari a:
300.000 euro nell’arco di tre anni
Il limite riguarda l’“impresa unica”, comprendendo eventuali imprese controllate o collegate.
L’impresa deve controllare:
- agevolazioni ricevute;
- aiuti concessi ma non ancora erogati;
- contributi ottenuti da imprese collegate;
- fusioni e acquisizioni;
- plafond residuo;
- cumulo con altri interventi.
Quando il plafond residuo è inferiore al contributo teorico, l’agevolazione può essere ridotta.
Programmi finanziabili
Sono ammissibili programmi destinati a:
- creare un nuovo albergo diffuso;
- ristrutturare un albergo diffuso operativo;
- ampliare la capacità ricettiva;
- integrare nuovi immobili;
- migliorare la qualità e la classificazione;
- introdurre servizi comuni;
- digitalizzare gestione e prenotazioni;
- migliorare l’efficienza energetica;
- rendere la struttura accessibile;
- riqualificare unità abitative e spazi comuni;
- organizzare una gestione unitaria.
Il progetto deve descrivere chiaramente:
- situazione iniziale;
- immobili;
- attività attuale;
- modello futuro;
- camere e posti letto;
- servizi;
- personale;
- investimenti;
- tempi;
- risultati;
- sostenibilità finanziaria.
Acquisto di immobili
Può essere ammesso l’acquisto di immobili destinati all’albergo diffuso.
L’acquisto deve avvenire:
- a condizioni di mercato;
- tra soggetti indipendenti;
- sulla base di una perizia;
- senza sovrapposizione con precedenti contributi pubblici;
- con un prezzo congruo;
- nel rispetto delle condizioni dell’avviso.
L’immobile deve:
- trovarsi in zona ammessa;
- essere idoneo al progetto;
- avere una situazione urbanistica regolare;
- poter essere destinato all’attività;
- rimanere vincolato al programma.
Il contributo sull’acquisto è limitato al 25%.
Opere murarie
Possono essere ammesse:
- ristrutturazione;
- restauro;
- risanamento conservativo;
- adeguamento funzionale;
- recupero di coperture e facciate;
- realizzazione o rifacimento dei bagni;
- eliminazione delle barriere architettoniche;
- adeguamento degli spazi comuni;
- realizzazione della reception;
- sistemazione degli impianti;
- miglioramento della sicurezza;
- efficientamento energetico;
- interventi antisismici;
- opere necessarie alla classificazione.
Le opere devono essere supportate da:
- progetto tecnico;
- computo metrico;
- titoli edilizi;
- pareri;
- autorizzazioni;
- preventivi;
- cronoprogramma.
Il contributo sulle opere murarie e assimilate è pari al 25% delle spese riconosciute.
Progettazione e spese tecniche
Possono essere ammesse le spese per:
- progettazione;
- direzione lavori;
- coordinamento della sicurezza;
- collaudi;
- concessioni;
- autorizzazioni;
- valutazioni ambientali;
- certificazioni strettamente connesse alle opere.
Le direttive prevedono un limite indicativo pari al 5% delle spese per opere murarie, da verificare nel testo del secondo avviso.
Non sono normalmente ammissibili:
- spese notarili;
- consulenza fiscale ordinaria;
- predisposizione della domanda;
- rendicontazione;
- attività amministrative generiche.
Impianti
Possono essere finanziati:
- impianti elettrici;
- climatizzazione;
- riscaldamento;
- produzione di acqua calda;
- impianti antincendio;
- impianti idrico-sanitari;
- sistemi di controllo accessi;
- impianti di sicurezza;
- sistemi di building automation;
- impianti per energie rinnovabili;
- infrastrutture per la connettività.
Gli impianti energetici devono essere dimensionati sul fabbisogno della struttura a regime.
Non sono ammessi impianti sovradimensionati con finalità prevalentemente commerciali di vendita dell’energia.
Macchinari, attrezzature e arredi
Possono essere inseriti:
- arredi delle camere;
- letti e armadi;
- arredi della reception;
- arredi degli spazi comuni;
- attrezzature per la pulizia;
- attrezzature per lavanderia;
- dotazioni per cucina e ristorazione;
- sistemi di deposito bagagli;
- apparecchiature per l’accoglienza;
- attrezzature per accessibilità;
- sistemi di sicurezza;
- dotazioni per servizi agli ospiti.
Gli acquisti devono essere:
- necessari;
- congrui;
- capitalizzabili;
- coerenti con la classificazione;
- identificabili;
- destinati alla struttura finanziata.
La semplice sostituzione di beni ancora funzionanti può non essere ammissibile quando non produce un reale miglioramento.
Hardware e software
Possono essere finanziati sistemi per:
- prenotazioni;
- channel management;
- property management;
- fatturazione;
- check-in digitale;
- gestione della reception;
- controllo degli accessi;
- gestione energetica;
- CRM;
- marketing automation;
- vendita diretta;
- analisi dei dati;
- gestione integrata delle unità diffuse.
Il software deve essere collegato al programma di investimento e non può consistere in una normale spesa corrente priva di effetti duraturi.
Servizi avanzati
Sono ammessi servizi previsti dal Catalogo regionale dei servizi avanzati e qualificati per le imprese.
Il valore dei servizi può essere limitato a una percentuale del programma, indicativamente fino al 40%, secondo le disposizioni pubblicate.
Possono comprendere:
- organizzazione aziendale;
- strategia commerciale;
- digitalizzazione;
- sostenibilità;
- certificazioni;
- progettazione di nuovi servizi;
- marketing strategico;
- internazionalizzazione;
- sistemi di qualità;
- innovazione dei processi;
- accessibilità e inclusione.
Non sono finanziabili consulenze ordinarie e continuative come:
- contabilità;
- consulenza fiscale;
- consulenza legale generica;
- gestione paghe;
- pubblicità ordinaria;
- amministrazione corrente.
Beni usati
L’acquisto di beni usati può essere ammesso soltanto alle condizioni indicate dall’avviso.
Possono essere richiesti:
- dichiarazione del venditore sulla provenienza;
- attestazione di assenza di precedenti contributi;
- perizia giurata;
- verifica del prezzo;
- confronto con un bene nuovo equivalente;
- idoneità tecnica;
- conformità alle normative.
La perizia deve dimostrare che:
- il prezzo è inferiore al valore di un bene nuovo equivalente;
- le caratteristiche sono adeguate;
- il bene ha una vita utile sufficiente;
- l’acquisto è conveniente per il progetto.
Investimenti energetici
Possono essere finanziati interventi per:
- fotovoltaico;
- accumulo;
- solare termico;
- pompe di calore;
- climatizzazione efficiente;
- illuminazione a basso consumo;
- sistemi di controllo;
- isolamento;
- gestione intelligente dei consumi;
- riduzione dell’utilizzo di acqua.
Il dimensionamento deve corrispondere al fabbisogno previsto dell’albergo diffuso.
Il progetto dovrebbe includere:
- consumi iniziali;
- consumi attesi;
- riduzione stimata;
- produzione energetica;
- emissioni evitate;
- tempi di ritorno;
- certificazioni.
Sostenibilità e inclusività
Il programma deve essere coerente con i principi di sostenibilità e inclusività.
Possono essere valorizzati:
- recupero di edifici esistenti;
- riduzione del consumo di suolo;
- efficienza energetica;
- utilizzo di materiali locali;
- riduzione dei rifiuti;
- mobilità sostenibile;
- accessibilità fisica;
- accessibilità informativa;
- servizi per persone con disabilità;
- coinvolgimento delle imprese locali;
- occupazione femminile e giovanile;
- valorizzazione delle produzioni territoriali.
È opportuno associare a ogni obiettivo un indicatore misurabile.
Spese non ammissibili
In base alle disposizioni applicate alla misura, non sono normalmente ammissibili:
- manutenzione ordinaria;
- semplice sostituzione di arredi o attrezzature;
- acquisti non capitalizzabili;
- spese generali di funzionamento;
- scorte;
- materiali di consumo;
- rappresentanza;
- consulenze ordinarie;
- spese notarili;
- leasing operativo;
- predisposizione della domanda;
- predisposizione della rendicontazione;
- autofatturazioni;
- commesse interne;
- acquisti da soci o amministratori;
- acquisti da imprese collegate;
- titoli di spesa inferiori a 500 euro;
- pagamenti in contanti;
- IVA.
L’IVA risulta esclusa anche quando non è recuperabile, secondo le indicazioni pubblicate per l’intervento.
Rapporti con soci e soggetti collegati
Devono essere controllate con particolare attenzione le spese fatturate da:
- soci;
- amministratori;
- legale rappresentante;
- familiari;
- imprese controllate;
- imprese collegate;
- società con partecipazioni incrociate;
- soggetti economicamente non indipendenti.
L’avviso può escludere queste operazioni per prevenire sovrafatturazioni, conflitti d’interesse e trasferimenti non conformi.
Prima di affidare un incarico o acquistare un immobile da un soggetto collegato, è necessario verificare espressamente il testo del bando.
Periodo delle spese
Le indicazioni pubblicate prevedono la possibilità di riconoscere spese sostenute a partire dai dodici mesi precedenti la registrazione della domanda su SIPES.
La regola deve essere verificata nel secondo avviso 2026, prestando particolare attenzione a:
- data dell’ordine;
- contratto;
- fattura;
- pagamento;
- consegna;
- inizio dei lavori;
- titolo edilizio;
- acconto.
Non è prudente considerare automaticamente ammissibili tutte le spese sostenute nei dodici mesi precedenti.
Ogni costo deve rispettare contemporaneamente:
- periodo di ammissibilità;
- categoria prevista;
- tracciabilità;
- congruità;
- collegamento con il progetto;
- regole del regime di aiuto.
Copertura finanziaria
Il programma deve essere coperto finanziariamente al:
100%
L’impresa deve dimostrare come finanzierà:
- quota non coperta dal contributo;
- IVA;
- spese non ammesse;
- eventuali anticipi;
- costi sostenuti prima dell’erogazione;
- fabbisogno di capitale circolante.
Le fonti possono comprendere:
- capitale proprio;
- aumento di capitale;
- finanziamento soci;
- mutuo bancario;
- affidamento;
- leasing finanziario, quando consentito;
- altre risorse compatibili.
La concessione del contributo non significa necessariamente che la Regione anticiperà immediatamente tutte le somme.
L’impresa deve disporre della liquidità necessaria per avviare e completare il programma.
Sostenibilità economico-finanziaria
L’istruttoria verifica se la futura struttura è in grado di sostenersi dopo la conclusione dell’investimento.
Il business plan dovrebbe contenere:
- camere e posti letto;
- tasso di occupazione;
- prezzo medio;
- ricavi da pernottamento;
- ricavi da ristorazione;
- ricavi da servizi;
- stagionalità;
- costi del personale;
- costi energetici;
- pulizia;
- manutenzione;
- commissioni delle piattaforme;
- marketing;
- ammortamenti;
- interessi;
- flussi di cassa;
- punto di pareggio.
Devono essere utilizzate previsioni realistiche.
Un tasso di occupazione molto elevato fin dal primo anno, privo di dati sulla domanda turistica, può rendere poco credibile il progetto.
Piano occupazionale
Il programma dovrebbe indicare:
- personale già presente;
- nuove assunzioni;
- profili professionali;
- stagionalità o continuità;
- ore di lavoro;
- costo;
- mansioni;
- formazione.
Tra le figure necessarie possono rientrare:
- responsabile della struttura;
- addetti alla reception;
- personale delle pulizie;
- manutentori;
- addetti alla ristorazione;
- responsabile commerciale;
- personale amministrativo;
- addetti ai servizi per gli ospiti.
La creazione di occupazione stabile può rafforzare la qualità e le ricadute territoriali del progetto.
Progetto commerciale
Il business plan deve spiegare:
- clienti obiettivo;
- motivazione del viaggio;
- mercati geografici;
- durata media del soggiorno;
- canali di vendita;
- stagionalità;
- concorrenti;
- vantaggio competitivo;
- politica dei prezzi;
- servizi aggiuntivi;
- attività esperienziali;
- rapporti con tour operator e agenzie.
Un albergo diffuso può differenziarsi attraverso:
- autenticità;
- rapporto con il borgo;
- prodotti locali;
- itinerari culturali;
- attività naturalistiche;
- artigianato;
- esperienze gastronomiche;
- servizi personalizzati;
- ospitalità accessibile;
- mobilità sostenibile.
Integrazione con il territorio
Il progetto dovrebbe coinvolgere il sistema economico locale.
Possono essere attivati accordi con:
- ristoranti;
- produttori agroalimentari;
- artigiani;
- guide;
- cooperative;
- musei;
- associazioni;
- imprese di trasporto;
- noleggiatori;
- operatori outdoor;
- aziende agricole;
- imprese culturali.
Gli accordi devono indicare attività concrete e non semplici dichiarazioni di interesse.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere presentata attraverso:
SIPES – Sistema informativo per la gestione del processo di erogazione e sostegno
La piattaforma è raggiungibile dal portale della Regione Sardegna.
L’accesso richiede normalmente:
- SPID;
- Carta d’identità elettronica;
- altra identità digitale ammessa;
- profilazione del soggetto;
- PEC;
- firma digitale.
Il beneficiario deve compilare la sezione anagrafica e selezionare il codice della procedura relativo al secondo avviso per le imprese.
Data di apertura e scadenza
La misura è stata resa operativa a partire dal:
24/07/2026
Il riepilogo disponibile non indica ancora una data conclusiva e riporta la dicitura:
“Linea operativa”.
Prima dell’invio è indispensabile verificare sul portale ufficiale:
- data di apertura della compilazione;
- data di apertura della trasmissione;
- scadenza;
- ora esatta;
- codice SIPES;
- eventuale separazione tra registrazione e invio;
- documenti obbligatori;
- termini per i chiarimenti.
La data del 24/07/2026 non deve essere interpretata automaticamente come apertura effettiva dell’invio telematico, se il secondo avviso prevede una fase preliminare di compilazione.
Documentazione da predisporre
La candidatura può richiedere:
- domanda generata da SIPES;
- business plan;
- piano economico-finanziario;
- programma degli investimenti;
- cronoprogramma;
- visura camerale;
- dichiarazione sulla dimensione;
- dichiarazione “de minimis”;
- statuto e atto costitutivo;
- documenti dei soci;
- contratto di rete;
- titolo di disponibilità degli immobili;
- documentazione catastale;
- certificato urbanistico;
- progetti tecnici;
- computo metrico;
- preventivi;
- autorizzazioni;
- perizie;
- documentazione bancaria;
- delibera di finanziamento;
- curriculum dei promotori;
- piano occupazionale;
- piano commerciale;
- documentazione sulla sostenibilità;
- firma digitale.
Documenti relativi agli immobili
Per ogni edificio dovrebbero essere disponibili:
- indirizzo;
- foglio;
- particella;
- subalterno;
- planimetria;
- visura catastale;
- titolo di proprietà o disponibilità;
- destinazione d’uso;
- zona urbanistica;
- titolo edilizio;
- stato di conformità;
- fotografie;
- superficie;
- interventi previsti;
- distanza dalla reception.
La distanza tra le unità e la reception dovrebbe essere rappresentata anche attraverso:
- planimetria;
- mappa;
- percorso pedonale;
- misurazione;
- relazione tecnica.
Preventivi
I preventivi devono essere:
- recenti;
- dettagliati;
- comparabili;
- intestati al richiedente;
- firmati dal fornitore;
- coerenti con il progetto.
Per ogni bene dovrebbero essere indicati:
- marca;
- modello;
- quantità;
- caratteristiche;
- prezzo;
- tempi di consegna;
- condizioni di pagamento;
- durata dell’offerta.
Per i lavori è necessario utilizzare computi metrici basati sul prezzario applicabile.
Procedura di valutazione
Il bando utilizza una:
procedura valutativa a graduatoria
Le domande non vengono quindi finanziate automaticamente in base all’ordine di presentazione.
L’istruttoria comprende:
- verifica di ricevibilità;
- verifica dell’ammissibilità del beneficiario;
- verifica degli immobili;
- verifica delle spese;
- valutazione tecnica;
- valutazione economico-finanziaria;
- attribuzione del punteggio;
- formazione della graduatoria;
- concessione nei limiti delle risorse disponibili.
Elementi che rafforzano la valutazione
Il dettaglio dei punteggi deve essere controllato nell’avviso 2026.
In termini progettuali, una proposta competitiva dovrebbe dimostrare:
- chiarezza del modello di albergo diffuso;
- disponibilità certa degli immobili;
- cantierabilità;
- solidità finanziaria;
- incremento della qualità;
- sostenibilità;
- accessibilità;
- occupazione;
- coinvolgimento delle imprese locali;
- capacità di destagionalizzare;
- innovazione;
- recupero di patrimonio inutilizzato;
- realismo delle previsioni;
- completamento nei tempi.
Cantierabilità
Il progetto dovrebbe essere sufficientemente avanzato.
Prima della domanda è opportuno verificare:
- titoli edilizi;
- pareri paesaggistici;
- vincoli culturali;
- autorizzazioni della Soprintendenza;
- conformità urbanistica;
- destinazione d’uso;
- prevenzione incendi;
- autorizzazioni sanitarie;
- accessibilità;
- disponibilità delle reti;
- preventivi;
- computo metrico;
- cronoprogramma.
Un progetto basato su immobili ancora da individuare difficilmente può essere considerato cantierabile.
Rendicontazione
Le spese devono essere documentate attraverso:
- fatture;
- contratti;
- ordini;
- bonifici;
- estratti conto;
- documenti di consegna;
- stati di avanzamento;
- certificati di regolare esecuzione;
- collaudi;
- fotografie;
- autorizzazioni;
- perizie;
- attestazioni di classificazione.
I pagamenti devono essere effettuati tramite un conto corrente intestato al beneficiario.
Non devono essere utilizzati:
- contanti;
- conti personali dei soci;
- compensazioni;
- pagamenti da parte di soggetti terzi;
- documenti privi di tracciabilità.
Obblighi dopo la concessione
Il beneficiario dovrà:
- completare il programma;
- rispettare il cronoprogramma;
- mantenere la destinazione;
- conservare i beni;
- mantenere la disponibilità degli immobili;
- rendere operativo l’albergo diffuso;
- ottenere la classificazione;
- rispettare il vincolo di stabilità;
- consentire i controlli;
- conservare la documentazione;
- comunicare le variazioni;
- rispettare gli obblighi informativi.
L’albergo deve essere pienamente operativo entro il termine previsto per il saldo.
Variazioni
Devono essere preventivamente autorizzate variazioni quali:
- sostituzione di immobili;
- modifica della reception;
- cambiamento della localizzazione;
- modifica della compagine societaria;
- variazione del contratto di rete;
- sostituzione di beni;
- spostamento rilevante delle spese;
- riduzione della capacità ricettiva;
- proroga;
- modifica degli obiettivi.
Non è opportuno realizzare modifiche significative prima di aver ottenuto un’autorizzazione formale.
Cause di revoca
Il contributo può essere revocato in caso di:
- dichiarazioni false;
- perdita dei requisiti;
- mancata realizzazione;
- riduzione sostanziale del programma;
- spese non conformi;
- mancata operatività della struttura;
- mancato ottenimento della classificazione;
- perdita degli immobili;
- cessazione dell’attività;
- vendita dei beni durante il vincolo;
- doppio finanziamento;
- violazione del regime “de minimis”;
- mancata rendicontazione;
- ostacolo ai controlli.
In caso di revoca, le somme già erogate devono essere restituite con gli interessi previsti.
Suggerimenti operativi
Prima di presentare la domanda è consigliabile:
- verificare il testo del secondo avviso;
- controllare la scadenza su SIPES;
- individuare tutti gli immobili;
- verificare zona urbanistica e centro matrice;
- misurare la distanza dalla reception;
- controllare conformità edilizia e catastale;
- definire il titolo di disponibilità;
- verificare i requisiti delle tre stelle;
- costruire il business plan;
- assicurare la copertura finanziaria;
- controllare il plafond “de minimis”;
- richiedere preventivi e computi;
- verificare le categorie di spesa;
- completare la profilazione SIPES;
- presentare la domanda entro i termini operativi.
Checklist pratica
- Micro o piccola impresa.
- Impresa esistente oppure nuova impresa.
- Eventuale rete costituita nella forma ammessa.
- Attività economica coerente.
- Codice ATECO 2025 verificato.
- Impresa non in difficoltà.
- Regolarità contributiva.
- Plafond “de minimis” disponibile.
- Un solo progetto presentato.
- Investimento realizzato in Sardegna.
- Immobili situati in zona A o centro matrice.
- Classificazione urbanistica documentata.
- Distanza massima di 300 metri rispettata.
- Reception e servizi comuni individuati.
- Gestione unitaria dimostrata.
- Classificazione minima di tre stelle.
- Titolo di disponibilità valido.
- Disponibilità mantenuta per almeno cinque anni.
- Autorizzazione del proprietario.
- Conformità catastale.
- Conformità urbanistica.
- Destinazione d’uso compatibile.
- Titoli edilizi individuati.
- Vincoli paesaggistici verificati.
- Vincoli culturali verificati.
- Prevenzione incendi verificata.
- Requisiti igienico-sanitari verificati.
- Accessibilità considerata.
- Investimento minimo di 100.000 euro.
- Contributo massimo di 300.000 euro.
- Acquisto immobili calcolato al 25%.
- Opere murarie calcolate al 25%.
- Altre spese calcolate secondo l’avviso.
- Servizi avanzati entro il limite previsto.
- Progettazione entro il limite previsto.
- IVA esclusa.
- Titoli inferiori a 500 euro esclusi.
- Acquisti da parti correlate verificati.
- Beni usati accompagnati dalla documentazione richiesta.
- Interventi energetici correttamente dimensionati.
- Business plan sostenibile.
- Copertura finanziaria al 100%.
- Fonti di finanziamento documentate.
- Previsioni di ricavo realistiche.
- Piano occupazionale definito.
- Partner territoriali individuati.
- Cronoprogramma realistico.
- Preventivi dettagliati.
- Computo metrico predisposto.
- Documentazione SIPES pronta.
- PEC valida.
- Firma digitale valida.
- Data finale dell’avviso verificata.
- Ricevuta di invio conservata.
- Sistema di rendicontazione predisposto.
Link ufficiali
La deliberazione definitiva con le direttive aggiornate è disponibile sul portale ufficiale della Regione Sardegna:
Regione Sardegna – Deliberazione n. 16/7 del 08/04/2026
Il secondo avviso e i relativi aggiornamenti devono essere ricercati nella sezione ufficiale:
La domanda deve essere predisposta attraverso:
SIPES – Regione Autonoma della Sardegna
La struttura regionale competente è:
Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio – Direzione generale del Turismo, Artigianato e Commercio – Servizio programmazione e finanziamenti alle imprese
Il recapito PEC utilizzato per le misure relative agli alberghi diffusi è:
tur.programmazione@pec.regione.sardegna.it
Scheda rapida
Nome: 2° Avviso pubblico IMPRESE – Tipologia turistico-ricettiva Albergo diffuso
Ente proponente: Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato: Turismo, Artigianato e Commercio
Struttura competente: Servizio programmazione e finanziamenti alle imprese
Beneficiari: micro e piccole imprese esistenti o di nuova costituzione
Forma di partecipazione: singola o aggregata mediante contratto di rete, secondo l’avviso
Area geografica: Sardegna
Localizzazione degli immobili: zone A e centri matrice
Tipologia di progetto: creazione o ristrutturazione di alberghi diffusi
Classificazione minima: tre stelle
Distanza massima delle unità dalla reception: 300 metri
Investimento minimo: 100.000 euro
Dotazione: 2.500.000 euro
Forma del contributo: fondo perduto in conto capitale
Contributo massimo: 300.000 euro
Acquisto immobili: contributo fino al 25%
Opere murarie: contributo fino al 25%
Altre spese ammissibili: contributo fino al 100%, nei limiti dell’avviso
Regime: “de minimis”
Copertura finanziaria del programma: 100%
Procedura: valutativa a graduatoria
Data di pubblicazione o attivazione: 24/07/2026
Scadenza: da verificare nel secondo avviso operativo e su SIPES
Domanda: piattaforma SIPES
Spese principali: immobili, opere, impianti, attrezzature, software, progettazione e servizi avanzati
Vincolo: mantenimento dell’investimento e della disponibilità degli immobili secondo i termini dell’avviso
Assistenza Atamai
La candidatura richiede il coordinamento tra impresa, progettisti, tecnici comunali, proprietari degli immobili, istituti finanziari e professionisti del settore turistico.
Atamai può affiancare le micro e piccole imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nell’analisi degli immobili, nella costruzione del business plan, nella classificazione delle spese e nella predisposizione della domanda attraverso SIPES.
Per valutare la partecipazione al 2° Avviso IMPRESE dedicato agli alberghi diffusi in Sardegna, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.