Scuola in ascolto 2026-2029: 3,738 milioni di euro per gli sportelli psicologici e pedagogici in Lombardia

Scuola in ascolto 2026-2029: 3,738 milioni di euro per gli sportelli psicologici e pedagogici in Lombardia

La Regione Lombardia ha aperto la nuova edizione di “Scuola in ascolto”, l’iniziativa destinata alla creazione e al consolidamento di spazi di consulenza e formazione psicologica e pedagogica all’interno delle istituzioni scolastiche e formative regionali.

La denominazione ufficiale della misura è:

“Scuola in ascolto – Avviso per la creazione degli spazi di ascolto nelle istituzioni scolastiche e formative – Triennio 2026-2029”

Il bando dispone di 3.738.000 euro e punta a finanziare 52 reti territoriali, distribuite sull’intero territorio lombardo, che organizzeranno servizi rivolti a:

  • studenti e studentesse;
  • famiglie;
  • docenti;
  • dirigenti scolastici;
  • personale amministrativo, tecnico e ausiliario;
  • personale delle istituzioni formative.

Le manifestazioni di interesse possono essere presentate dalle ore 12:00 del 27/07/2026 alle ore 17:00 del 02/10/2026, esclusivamente attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi. La procedura è valutativa a sportello.

L’intervento è stato approvato con il Decreto d.u.o. n. 9823 del 21/07/2026, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 30 del 23/07/2026, e attua i criteri definiti dalla Deliberazione della Giunta regionale n. XII/6277 del 08/06/2026.

Che cosa finanzia Scuola in ascolto

La misura sostiene la realizzazione di spazi dedicati nei quali psicologi e pedagogisti possano offrire servizi di ascolto, consulenza, supporto e formazione alla comunità scolastica.

Il servizio non consiste soltanto nell’apertura di uno sportello per i colloqui individuali.

Le reti dovranno costruire un sistema territoriale capace di integrare:

  • ascolto individuale;
  • consulenza psicologica;
  • consulenza pedagogica;
  • supporto alle famiglie;
  • sostegno al personale scolastico;
  • attività nelle classi;
  • formazione;
  • prevenzione;
  • educazione emotiva;
  • orientamento;
  • raccordo con i servizi territoriali;
  • monitoraggio dei bisogni emergenti.

L’iniziativa deve contribuire a prevenire e contrastare:

  • disagio psicologico;
  • difficoltà relazionali;
  • insuccesso formativo;
  • dispersione scolastica;
  • isolamento;
  • bullismo;
  • cyberbullismo;
  • comportamenti a rischio;
  • povertà educativa e relazionale;
  • difficoltà nella gestione delle emozioni;
  • conflitti tra studenti, famiglie e scuola.

Il servizio deve inoltre promuovere il benessere della persona e l’innovazione didattica, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Questi obiettivi derivano dalla Legge regionale Lombardia n. 16/2021, che ha introdotto il servizio psico-pedagogico nel sistema educativo regionale.

Un servizio rivolto all’intera comunità scolastica

“Scuola in ascolto” non è destinato esclusivamente agli studenti.

I destinatari comprendono anche:

  • genitori;
  • tutori;
  • docenti;
  • dirigenti;
  • educatori;
  • formatori;
  • personale scolastico non docente.

Un docente, per esempio, potrà utilizzare il servizio per confrontarsi sulla gestione di una classe complessa, su difficoltà relazionali o sui bisogni educativi emergenti.

Una famiglia potrà ricevere indicazioni per affrontare una situazione di disagio scolastico, motivazionale o relazionale.

Gli studenti potranno accedere a spazi di ascolto riservati e a interventi di gruppo finalizzati a sviluppare competenze emotive, relazionali e sociali.

Il servizio regionale deve essere gratuito per i destinatari. Le istituzioni scolastiche e formative finanziate non possono ricevere altri compensi pubblici o privati per l’erogazione degli stessi servizi coperti dalla misura.

Chi può presentare la manifestazione di interesse

La candidatura non può essere presentata da una singola scuola che agisce autonomamente.

Possono partecipare esclusivamente soggetti che assumono il ruolo di capofila di una rete territoriale.

Le categorie ammesse sono:

  • scuole statali capofila delle Reti di Ambito;
  • scuole paritarie capofila di reti di scuole paritarie;
  • istituzioni formative capofila di reti di enti che erogano percorsi di Istruzione e Formazione Professionale – IeFP.

Tutti i soggetti devono avere sede in Lombardia.

Scuole statali capofila delle Reti di Ambito

Per il sistema statale possono presentare domanda le scuole capofila delle Reti di Ambito costituite ai sensi dell’articolo 1, commi 70-72, della Legge n. 107/2015.

La scuola capofila deve rappresentare la rete territoriale e coordinare:

  • adesione degli istituti;
  • programmazione del servizio;
  • individuazione degli spazi;
  • rapporti con i professionisti;
  • organizzazione delle attività;
  • raccolta dei dati;
  • monitoraggio;
  • comunicazioni con Regione Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale.

Le singole scuole statali interessate devono quindi coordinarsi con la scuola capofila del proprio Ambito e non presentare autonomamente la manifestazione di interesse.

Reti di scuole paritarie

Le scuole paritarie possono partecipare attraverso una rete costituita da istituti:

  • riconosciuti ai sensi della Legge n. 62 del 10/03/2000;
  • appartenenti al primo o al secondo ciclo;
  • organizzati per la gestione comune del servizio psico-pedagogico;
  • rappresentati da una scuola paritaria capofila.

La rete deve possedere una dimensione sufficiente a garantire un servizio territoriale e non limitarsi a una collaborazione occasionale.

In via ordinaria, le reti di scuole paritarie e le reti IeFP devono coinvolgere complessivamente almeno 1.500 studenti. Per il territorio della provincia di Sondrio è prevista una soglia ridotta a 1.000 studenti, in considerazione delle caratteristiche geografiche e della minore densità della popolazione scolastica.

La soglia riguarda la popolazione complessiva raggiunta dalla rete, non il numero di studenti di ogni singolo istituto.

Reti di istituzioni formative IeFP

Possono presentare domanda le istituzioni formative capofila di reti che erogano percorsi di Istruzione e Formazione Professionale.

Gli enti partecipanti devono essere iscritti nella:

Sezione A dell’Albo regionale dei soggetti accreditati per i servizi di istruzione e formazione professionale

previsto dall’articolo 25 della Legge regionale Lombardia n. 19/2007.

La rete deve essere appositamente organizzata per gestire il servizio psicologico e pedagogico e deve definire:

  • capofila;
  • enti aderenti;
  • sedi coinvolte;
  • studenti raggiunti;
  • professionisti;
  • modalità di accesso;
  • raccordo con i servizi territoriali;
  • sistema di monitoraggio.

Quali scuole potranno utilizzare gli sportelli

Una volta selezionate le reti, il servizio potrà essere erogato presso:

  • scuole primarie statali;
  • scuole secondarie di primo grado statali;
  • scuole secondarie di secondo grado statali;
  • scuole primarie paritarie;
  • scuole secondarie paritarie;
  • istituzioni formative che erogano percorsi IeFP.

L’iniziativa coprirà gli anni scolastici:

  • 2026/2027;
  • 2027/2028;
  • 2028/2029.

Area geografica

La misura interessa l’intero territorio della:

Regione Lombardia

Le 52 reti dovranno assicurare una distribuzione territoriale del servizio nelle province di:

  • Bergamo;
  • Brescia;
  • Como;
  • Cremona;
  • Lecco;
  • Lodi;
  • Mantova;
  • Milano;
  • Monza e Brianza;
  • Pavia;
  • Sondrio;
  • Varese.

La struttura del progetto deve evitare che il servizio si concentri esclusivamente presso la sede della scuola capofila.

La rete dovrebbe programmare:

  • sportelli in più istituti;
  • giornate di presenza distribuite;
  • modalità di prenotazione;
  • eventuali colloqui da remoto, quando consentiti;
  • percorsi nelle classi;
  • attività formative comuni;
  • collegamenti con i servizi sociali e sanitari territoriali.

Ente proponente e soggetti istituzionali coinvolti

L’ente titolare della misura è:

Regione Lombardia

La struttura regionale competente è la:

Direzione Generale Istruzione, Formazione, Lavoro

La misura viene realizzata in collaborazione con:

Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia

Il nuovo Protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale definisce le modalità di attivazione del servizio e il coordinamento tra le istituzioni coinvolte.

Sono inoltre coinvolti:

  • Comitato tecnico regionale per il servizio psico-pedagogico;
  • istituzione scolastica individuata come scuola cassiera;
  • scuole capofila delle reti;
  • ATS;
  • servizi territoriali;
  • psicologi;
  • pedagogisti.

La gestione contabile regionale viene accentrata presso una scuola cassiera individuata dall’Ufficio Scolastico Regionale. Per il nuovo triennio è stato indicato l’Istituto Tecnico Industriale Guglielmo Marconi di Dalmine, che opera come snodo amministrativo per il trasferimento e la gestione delle risorse.

Atamai può affiancare le istituzioni capofila nella lettura dell’avviso, nella strutturazione della rete, nella definizione delle procedure e nell’organizzazione della documentazione. La selezione e il finanziamento rimangono di esclusiva competenza della Regione Lombardia e dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Dotazione finanziaria

La dotazione complessiva è pari a:

3.738.000 euro

Le risorse sono ripartite in tre annualità:

  • 1.246.000 euro per il 2026;
  • 1.246.000 euro per il 2027;
  • 1.246.000 euro per il 2028.

Il finanziamento copre il triennio scolastico 2026-2029.

La misura non prevede, nella prima fase, un contributo richiesto liberamente da ciascuna scuola. La manifestazione di interesse serve innanzitutto a individuare le reti ammissibili.

Le reti selezionate accederanno successivamente alla fase di attivazione e finanziamento del servizio, secondo le procedure regionali e il riparto stabilito per le diverse tipologie di rete.

Forma dell’agevolazione

Il sostegno assume la forma di:

sovvenzione a fondo perduto

L’intervento non costituisce aiuto di Stato, perché le risorse finanziano servizi gratuiti rivolti alle persone e alla comunità scolastica, senza sostenere attività economiche esercitate sul mercato.

Non viene indicato un massimale unico liberamente richiedibile da ogni rete nella manifestazione di interesse.

L’importo attribuito sarà definito nella fase di finanziamento sulla base:

  • delle risorse disponibili;
  • della categoria della rete;
  • dei criteri approvati dalla Regione;
  • delle modalità di riparto;
  • dell’effettiva attivazione del servizio.

Le due fasi della procedura

La misura è articolata in due fasi distinte.

Prima fase: manifestazione di interesse

La procedura aperta dal 27/07/2026 al 02/10/2026 serve a individuare:

  • istituzioni capofila;
  • reti territoriali;
  • soggetti aderenti;
  • territori coperti;
  • disponibilità a realizzare il servizio;
  • rispetto dei requisiti.

In questa fase la rete presenta la candidatura attraverso la piattaforma regionale.

Seconda fase: finanziamento e attivazione

Le reti ammesse accedono alla fase operativa dedicata a:

  • concessione delle risorse;
  • avvio del servizio;
  • selezione dei professionisti;
  • apertura degli sportelli;
  • organizzazione delle attività;
  • monitoraggio;
  • rendicontazione.

La prima candidatura non deve quindi essere confusa con una normale domanda di contributo a rimborso di un progetto già avviato.

Priorità delle reti già operative

La nuova programmazione intende valorizzare l’esperienza maturata nel triennio precedente e garantire continuità ai servizi già attivi.

Le reti già finanziate e operative nel periodo precedente beneficiano di una priorità rispetto alle reti di nuova costituzione, purché presentino la manifestazione di interesse e mantengano i requisiti richiesti.

Le nuove reti vengono considerate successivamente, nel rispetto della distribuzione territoriale e dell’ordine cronologico di presentazione.

Per le reti precedentemente finanziate è comunque necessario:

  • confermare il capofila;
  • aggiornare la composizione;
  • verificare le scuole aderenti;
  • controllare il numero degli studenti;
  • presentare la nuova candidatura;
  • indicare eventuali modifiche organizzative;
  • rispettare i termini del nuovo avviso.

La prosecuzione del servizio non è automatica.

Procedura valutativa a sportello

L’avviso utilizza una procedura:

valutativa a sportello

Le manifestazioni vengono esaminate progressivamente secondo l’ordine di presentazione.

La Regione verifica:

  • categoria del capofila;
  • sede in Lombardia;
  • regolarità della rete;
  • requisiti degli istituti partecipanti;
  • dimensione minima, quando prevista;
  • completezza della domanda;
  • corretta sottoscrizione;
  • assenza di duplicazioni;
  • distribuzione territoriale;
  • rispetto del numero massimo di reti finanziabili.

La tempestività è quindi importante soprattutto per le reti di nuova costituzione.

Una domanda inviata per prima non viene comunque ammessa quando manca un requisito sostanziale.

Il ruolo degli psicologi

Gli psicologi coinvolti devono:

  • essere iscritti alla Sezione A dell’Albo professionale;
  • possedere almeno due anni di esperienza nel mondo della scuola;
  • essere selezionati attraverso procedure conformi alla normativa;
  • operare nel rispetto del Codice deontologico;
  • garantire riservatezza;
  • collaborare con i pedagogisti e con il personale scolastico;
  • mantenere una corretta distinzione tra ascolto scolastico e presa in carico sanitaria.

Le attività possono comprendere:

  • colloqui individuali;
  • consulenza a studenti;
  • confronto con le famiglie;
  • supporto ai docenti;
  • incontri di gruppo;
  • attività in classe;
  • educazione emotiva;
  • prevenzione del disagio;
  • orientamento ai servizi specialistici.

Il parametro indicato per le prestazioni professionali è pari a 40 euro lordi per ora.

Il ruolo dei pedagogisti

I pedagogisti devono possedere:

  • laurea magistrale;
  • oppure un titolo di secondo livello equivalente;
  • almeno due anni di esperienza nel contesto scolastico.

Il pedagogista può intervenire su:

  • difficoltà educative;
  • relazioni tra scuola e famiglia;
  • organizzazione degli ambienti di apprendimento;
  • inclusione;
  • gestione delle dinamiche di classe;
  • supporto ai docenti;
  • prevenzione dell’insuccesso formativo;
  • orientamento;
  • strategie educative;
  • formazione del personale.

Psicologo e pedagogista non sono figure intercambiabili.

Il progetto dovrebbe valorizzare la complementarità tra:

  • lettura psicologica del disagio;
  • lettura pedagogica dei bisogni educativi;
  • organizzazione scolastica;
  • contesto familiare;
  • servizi territoriali.

Selezione dei professionisti

I professionisti devono essere individuati mediante procedure trasparenti e conformi alla normativa applicabile.

La rete deve verificare:

  • titolo di studio;
  • iscrizione all’Albo;
  • esperienza scolastica;
  • curriculum;
  • assenza di conflitti di interesse;
  • disponibilità;
  • capacità di lavorare in rete;
  • esperienza con minori;
  • conoscenza dei servizi territoriali;
  • competenze nella gestione dei dati sensibili.

Le scuole possono utilizzare:

  • avvisi pubblici per incarichi individuali;
  • procedure comparative;
  • affidamenti di servizi a operatori economici, quando ne ricorrono le condizioni.

La scelta deve rispettare la disciplina applicabile alle istituzioni scolastiche e agli affidamenti pubblici.

Attività individuali

Gli sportelli possono offrire colloqui a:

  • studenti;
  • genitori;
  • docenti;
  • dirigenti;
  • personale scolastico.

Il servizio dovrebbe stabilire:

  • modalità di prenotazione;
  • orari;
  • durata degli incontri;
  • numero massimo di colloqui;
  • gestione delle urgenze;
  • consenso informato;
  • trattamento dei dati;
  • rapporto con le famiglie;
  • procedure per l’invio ai servizi specialistici.

Lo sportello non deve essere presentato come un servizio di psicoterapia o come un ambulatorio sanitario.

Quando emerge un bisogno clinico, sanitario o sociale che richiede una presa in carico specialistica, la rete deve attivare il raccordo con i servizi competenti.

Attività nelle classi

Oltre ai colloqui, possono essere organizzati interventi di gruppo su:

  • gestione delle emozioni;
  • relazioni tra pari;
  • comunicazione;
  • prevenzione del bullismo;
  • cyberbullismo;
  • dipendenze;
  • orientamento;
  • autostima;
  • metodo di studio;
  • motivazione;
  • gestione dei conflitti;
  • inclusione;
  • rispetto;
  • uso consapevole degli strumenti digitali.

Le attività devono essere progettate in collaborazione con i docenti e adattate all’età degli studenti.

Un laboratorio per una scuola primaria non può utilizzare le stesse modalità previste per una classe della scuola secondaria di secondo grado.

Supporto alle famiglie

Le famiglie possono beneficiare di:

  • colloqui;
  • consulenze educative;
  • incontri informativi;
  • percorsi sulla relazione genitori-figli;
  • attività sulla gestione delle difficoltà scolastiche;
  • orientamento ai servizi;
  • incontri su adolescenza e comunicazione;
  • approfondimenti sui rischi digitali;
  • sostegno nella gestione di situazioni di isolamento o abbandono.

Il progetto dovrebbe prevedere una strategia specifica per coinvolgere i genitori, considerando che la partecipazione agli incontri collettivi può essere discontinua.

Possono essere utilizzati:

  • incontri in presenza;
  • webinar;
  • materiali digitali;
  • appuntamenti individuali;
  • attività organizzate in orari accessibili;
  • collaborazione con rappresentanti e associazioni dei genitori.

Supporto al personale scolastico

Docenti e personale possono ricevere supporto per:

  • gestione delle dinamiche di classe;
  • comunicazione con le famiglie;
  • conflitti;
  • fragilità degli studenti;
  • bisogni educativi;
  • riconoscimento precoce del disagio;
  • orientamento ai servizi;
  • prevenzione del burnout;
  • clima organizzativo;
  • inclusione;
  • collaborazione tra le diverse figure professionali.

Il servizio non sostituisce le responsabilità del dirigente, degli organi collegiali o dei servizi sanitari, ma offre strumenti professionali per affrontare situazioni complesse.

Raccordo con ATS e servizi territoriali

Gli spazi “Scuola in ascolto” devono operare anche in raccordo con:

  • Agenzie di Tutela della Salute – ATS;
  • aziende sociosanitarie territoriali;
  • consultori;
  • neuropsichiatria infantile;
  • servizi sociali comunali;
  • servizi per le dipendenze;
  • centri territoriali;
  • realtà del Terzo settore;
  • servizi dedicati a bullismo e cyberbullismo.

Il raccordo deve evitare sovrapposizioni e permettere di indirizzare correttamente le situazioni che richiedono interventi specialistici.

La rete dovrebbe costruire una mappa aggiornata contenente:

  • servizio;
  • territorio;
  • destinatari;
  • contatti;
  • modalità di accesso;
  • tempi;
  • referente;
  • gestione delle urgenze.

Spese e attività finanziabili

La prima fase è finalizzata alla selezione delle reti. La disciplina economica operativa viene applicata nella successiva fase di finanziamento.

La principale voce di costo riguarda le prestazioni professionali di:

  • psicologi;
  • pedagogisti.

Sono inoltre direttamente collegate al servizio le attività di:

  • ascolto individuale;
  • consulenza;
  • formazione;
  • sensibilizzazione;
  • interventi in classe;
  • coordinamento professionale;
  • monitoraggio;
  • raccolta dei dati;
  • raccordo territoriale.

La rete deve attendere le disposizioni operative della fase di finanziamento prima di assumere impegni o attribuire incarichi a valere sulla nuova annualità.

Non è prudente considerare automaticamente ammissibili:

  • arredi;
  • lavori sugli edifici;
  • attrezzature informatiche;
  • spese generali;
  • utenze;
  • personale ordinario;
  • pubblicità;
  • catering;
  • acquisti non strettamente necessari;
  • attività già coperte da altri finanziamenti.

Divieto di doppio finanziamento

Gli stessi servizi non possono essere contemporaneamente finanziati attraverso:

  • “Scuola in ascolto”;
  • contributi di Comuni;
  • fondi sanitari;
  • altri bandi regionali;
  • fondi ministeriali;
  • contributi privati.

Il divieto non impedisce alla scuola di avere altri progetti sul benessere, ma impone una chiara separazione tra:

  • attività;
  • ore;
  • professionisti;
  • destinatari;
  • documenti di spesa;
  • fonti finanziarie.

Le istituzioni capofila devono quindi predisporre un sistema di contabilità e monitoraggio capace di evitare sovrapposizioni.

Tutela della privacy

Il servizio tratta informazioni particolarmente delicate.

La rete deve definire:

  • titolare del trattamento;
  • soggetti autorizzati;
  • informative;
  • consenso;
  • modalità di prenotazione;
  • conservazione dei dati;
  • accesso ai documenti;
  • gestione degli appunti dei professionisti;
  • comunicazioni alle famiglie;
  • trattamento dei dati dei minori;
  • trasmissione di informazioni ai servizi;
  • cancellazione dei dati.

Non devono essere raccolte informazioni eccedenti rispetto alle finalità del servizio.

Gli esiti dei colloqui non devono essere inseriti automaticamente nel fascicolo scolastico o comunicati ai docenti senza una base giuridica e professionale adeguata.

Consenso e accesso dei minori

Le modalità di accesso degli studenti minorenni devono essere definite prima dell’apertura.

La rete deve verificare:

  • necessità del consenso dei genitori;
  • modalità di acquisizione;
  • accesso spontaneo degli studenti;
  • comunicazione alle famiglie;
  • eventuali situazioni di emergenza;
  • obblighi dei professionisti;
  • regolamenti interni;
  • disposizioni dell’Ordine professionale.

La documentazione deve essere uniforme all’interno della rete, evitando che ogni istituto applichi procedure incompatibili.

Gestione delle situazioni urgenti

Il servizio deve predisporre un protocollo per situazioni quali:

  • rischio autolesivo;
  • ideazione suicidaria;
  • violenza;
  • abuso;
  • maltrattamento;
  • grave isolamento;
  • disturbi alimentari;
  • dipendenze;
  • aggressività;
  • emergenza familiare;
  • rischio per altri studenti.

Il protocollo dovrebbe indicare:

  • professionista responsabile;
  • dirigente scolastico;
  • referenti interni;
  • servizi da contattare;
  • modalità di comunicazione;
  • gestione della riservatezza;
  • documentazione;
  • tempi di intervento.

Lo sportello non può essere l’unico soggetto incaricato di gestire un’emergenza.

Monitoraggio

Le reti dovranno raccogliere dati capaci di descrivere:

  • numero degli sportelli;
  • istituti coinvolti;
  • studenti raggiunti;
  • famiglie coinvolte;
  • personale scolastico supportato;
  • colloqui individuali;
  • attività di gruppo;
  • interventi nelle classi;
  • ore dei professionisti;
  • bisogni rilevati;
  • invii ai servizi;
  • attività formative;
  • risultati.

I dati dovranno essere gestiti in forma aggregata e nel rispetto della privacy.

Il monitoraggio non dovrebbe limitarsi a contare gli accessi.

È utile analizzare anche:

  • tipologia delle richieste;
  • tempi di attesa;
  • distribuzione per fascia d’età;
  • continuità del servizio;
  • soddisfazione degli utenti;
  • capacità di intercettare precocemente il disagio;
  • collaborazione con i servizi territoriali;
  • partecipazione delle famiglie;
  • ricadute sul clima scolastico.

I risultati della precedente edizione

La precedente programmazione ha attivato 52 reti territoriali e 391 sportelli, coinvolgendo più di 900 istituzioni scolastiche e formative.

Sono stati realizzati circa 9.000 colloqui individuali e 381 attività di gruppo. La documentazione regionale considera questi risultati una base positiva per la prosecuzione e il rafforzamento della misura.

I dati diffusi nel luglio 2026 indicano inoltre:

  • 945 istituzioni scolastiche e formative coinvolte;
  • 417 professionisti contrattualizzati;
  • 301 psicologi;
  • 116 pedagogisti;
  • 391 sportelli attivati.

La nuova edizione punta quindi a dare continuità a un servizio già diffuso e non a realizzare una sperimentazione limitata a poche scuole.

Come presentare la manifestazione di interesse

La candidatura deve essere presentata esclusivamente attraverso:

Bandi e Servizi di Regione Lombardia

La finestra è aperta:

dalle ore 12:00 del 27/07/2026

alle ore 17:00 del 02/10/2026

L’accesso avviene mediante:

  • SPID;
  • Carta d’identità elettronica – CIE;
  • Carta nazionale dei servizi – CNS;
  • Carta regionale dei servizi – CRS.

Non sono ammesse modalità alternative come:

  • PEC;
  • email ordinaria;
  • consegna a mano;
  • invio postale.

Codice della procedura

Il codice identificativo è:

RLW12026053443

Il codice deve essere utilizzato per individuare correttamente la procedura nel portale regionale.

Chi deve compilare la domanda

La domanda deve essere compilata dal soggetto autorizzato a operare per conto della scuola o dell’istituzione formativa capofila.

Prima di iniziare è opportuno verificare:

  • poteri del compilatore;
  • associazione dell’utente all’ente;
  • dati del legale rappresentante;
  • codice fiscale dell’istituzione;
  • PEC;
  • sede;
  • IBAN;
  • composizione della rete;
  • delega, quando necessaria.

Un utente dotato di SPID ma non correttamente associato all’ente potrebbe non riuscire a completare la procedura.

Documentazione da predisporre

La pagina ufficiale pubblica, tra gli allegati:

  • DGR n. XII/6277 del 08/06/2026;
  • Protocollo d’intesa;
  • criteri per l’attivazione del servizio;
  • avviso approvato con Decreto n. 9823/2026;
  • modello per la comunicazione di avvio delle reti di nuova costituzione;
  • modulo per l’accesso agli atti;
  • informativa privacy.

La candidatura può richiedere informazioni relative a:

  • capofila;
  • tipologia di rete;
  • istituti aderenti;
  • codici meccanografici;
  • sedi;
  • popolazione scolastica;
  • territori;
  • referenti;
  • dichiarazioni;
  • precedente partecipazione;
  • disponibilità a realizzare il servizio;
  • sottoscrizione digitale.

Le reti di nuova costituzione devono prestare particolare attenzione alla formalizzazione dell’adesione degli istituti.

Come organizzare la rete

Prima dell’invio il capofila dovrebbe convocare gli istituti e definire almeno:

  1. composizione della rete;
  2. referenti;
  3. sedi degli sportelli;
  4. criteri di distribuzione delle ore;
  5. modalità di accesso;
  6. rapporto tra psicologi e pedagogisti;
  7. procedure per i minori;
  8. privacy;
  9. gestione delle emergenze;
  10. raccordo con ATS e servizi;
  11. sistema di monitoraggio;
  12. gestione amministrativa.

Una candidatura formalmente corretta ma priva di un’organizzazione condivisa rischia di incontrare difficoltà nella fase di avvio.

Come distribuire le ore professionali

La rete dovrebbe utilizzare criteri trasparenti, per esempio:

  • numero degli studenti;
  • numero degli istituti;
  • dispersione territoriale;
  • bisogni rilevati;
  • presenza di aree interne;
  • difficoltà di accesso ai servizi;
  • numero dei plessi;
  • tipologia delle scuole;
  • continuità con gli sportelli già esistenti.

Non è opportuno distribuire le ore esclusivamente in parti uguali quando le scuole presentano dimensioni e bisogni molto differenti.

Il piano può prevedere:

  • una quota minima per ogni istituto;
  • una quota proporzionale agli studenti;
  • una riserva per situazioni emergenti;
  • attività sovra-rete;
  • formazione comune;
  • supervisione dei professionisti.

Piano operativo consigliato

Un piano triennale può essere articolato in questo modo.

Fase 1 – Preparazione

  • aggiornamento della rete;
  • raccolta dei bisogni;
  • definizione degli spazi;
  • procedure di selezione;
  • privacy;
  • protocolli.

Fase 2 – Avvio

  • comunicazione agli studenti;
  • informazione alle famiglie;
  • apertura delle prenotazioni;
  • presentazione del servizio al personale;
  • contatti con i servizi territoriali.

Fase 3 – Erogazione

  • colloqui individuali;
  • consulenza pedagogica;
  • interventi di classe;
  • formazione;
  • attività di prevenzione;
  • incontri con le famiglie.

Fase 4 – Monitoraggio

  • raccolta dati;
  • analisi degli accessi;
  • verifica dei tempi di attesa;
  • confronto tra professionisti;
  • valutazione della distribuzione territoriale.

Fase 5 – Miglioramento

  • rimodulazione delle ore;
  • rafforzamento delle sedi più richieste;
  • aggiornamento dei protocolli;
  • formazione aggiuntiva;
  • integrazione con i servizi.

Fase 6 – Rendicontazione

  • verifica delle ore;
  • documentazione degli incarichi;
  • relazioni;
  • dati aggregati;
  • adempimenti amministrativi;
  • comunicazione dei risultati.

Indicatori utili

Tra gli indicatori da inserire nel sistema di monitoraggio possono rientrare:

  • numero degli istituti aderenti;
  • numero degli studenti potenzialmente raggiunti;
  • sportelli attivati;
  • sedi territoriali;
  • ore di apertura;
  • colloqui richiesti;
  • colloqui effettuati;
  • tempi medi di attesa;
  • accessi di studenti;
  • accessi di famiglie;
  • accessi del personale;
  • interventi nelle classi;
  • partecipanti alle attività formative;
  • invii ai servizi territoriali;
  • casi presi in carico dalla rete esterna;
  • livello di soddisfazione;
  • riduzione delle liste di attesa;
  • continuità annuale del servizio.

Errori da evitare

Tra gli errori più rilevanti rientrano:

  • candidatura presentata da una singola scuola non capofila;
  • rete non formalizzata;
  • istituti privi dei requisiti;
  • soglia minima degli studenti non raggiunta;
  • mancata conferma delle scuole aderenti;
  • utilizzo di una modalità diversa da Bandi e Servizi;
  • compilatore non autorizzato;
  • domanda lasciata in bozza;
  • firma o dichiarazione mancante;
  • duplicazione dello stesso istituto in più reti incompatibili;
  • mancata definizione del capofila;
  • sovrapposizione con altri finanziamenti;
  • incarichi conferiti prima delle istruzioni operative;
  • professionisti privi dei requisiti;
  • procedure di privacy non uniformi;
  • assenza di raccordo con i servizi territoriali;
  • concentrazione delle attività in un solo istituto;
  • invio negli ultimi minuti del 02/10/2026.

Suggerimenti operativi

Prima della candidatura è consigliabile:

  1. verificare la categoria del capofila;
  2. controllare la composizione della rete;
  3. contattare tutti gli istituti;
  4. aggiornare il numero degli studenti;
  5. verificare la soglia minima;
  6. definire i territori coperti;
  7. individuare i referenti;
  8. analizzare i risultati del precedente triennio;
  9. definire sedi e modalità del servizio;
  10. verificare credenziali e profilazione;
  11. predisporre gli allegati;
  12. controllare privacy e consenso;
  13. pianificare la selezione dei professionisti;
  14. evitare sovrapposizioni finanziarie;
  15. inviare la domanda prima del 02/10/2026.

Checklist pratica

  • Capofila con sede in Lombardia.
  • Scuola statale capofila di Rete di Ambito, oppure scuola paritaria capofila, oppure istituzione formativa capofila.
  • Rete correttamente costituita.
  • Scuole aderenti identificate.
  • Codici meccanografici disponibili.
  • Enti IeFP iscritti nella Sezione A dell’Albo regionale.
  • Scuole paritarie riconosciute ai sensi della Legge n. 62/2000.
  • Numero degli studenti aggiornato.
  • Soglia minima di 1.500 studenti verificata per le reti interessate.
  • Eventuale soglia di 1.000 studenti per Sondrio verificata.
  • Capofila confermato.
  • Referente amministrativo individuato.
  • Referente progettuale individuato.
  • Composizione territoriale definita.
  • Sedi degli sportelli ipotizzate.
  • Modalità di accesso definite.
  • Destinatari individuati.
  • Raccordo con ATS pianificato.
  • Servizi territoriali mappati.
  • Psicologi con iscrizione alla Sezione A.
  • Esperienza scolastica almeno biennale.
  • Pedagogisti con titolo di secondo livello.
  • Esperienza scolastica almeno biennale.
  • Procedura di selezione pianificata.
  • Parametro di 40 euro lordi per ora considerato.
  • Sistema privacy predisposto.
  • Consenso per i minori verificato.
  • Protocollo emergenze predisposto.
  • Divieto di doppio finanziamento controllato.
  • Servizio gratuito per i destinatari.
  • Piano di monitoraggio definito.
  • Indicatori individuati.
  • Credenziali SPID, CIE o CNS attive.
  • Utente associato correttamente al capofila.
  • Codice RLW12026053443 individuato.
  • Allegati ufficiali scaricati.
  • Manifestazione compilata.
  • Invio programmato prima delle ore 17:00 del 02/10/2026.
  • Ricevuta telematica conservata.

Link ufficiale del bando

La pagina istituzionale contenente l’avviso, i provvedimenti e la modulistica è disponibile qui:

Regione Lombardia – Scuola in ascolto, triennio 2026-2029

La domanda deve essere presentata attraverso la piattaforma Bandi e Servizi, utilizzando il codice:

RLW12026053443

Per informazioni amministrative è disponibile l’indirizzo:

scuolainascolto@regione.lombardia.it

Per l’assistenza tecnica sulla piattaforma:

Scheda rapida

Nome ufficiale: Scuola in ascolto – Avviso per la creazione degli spazi di ascolto nelle istituzioni scolastiche e formative – Triennio 2026-2029

Codice: RLW12026053443

Ente proponente: Regione Lombardia

Struttura competente: Direzione Generale Istruzione, Formazione, Lavoro

Partner istituzionale: Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia

Beneficiari formali: scuole statali capofila delle Reti di Ambito, scuole paritarie capofila e istituzioni formative IeFP capofila

Destinatari: studenti, famiglie, docenti, dirigenti e personale scolastico

Area geografica: Lombardia

Numero di reti: 52

Dotazione: 3.738.000 euro

Risorse annuali: 1.246.000 euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028

Forma: sovvenzione a fondo perduto

Aiuto di Stato: no

Servizi: ascolto, consulenza psicologica e pedagogica, attività nelle classi, formazione e prevenzione

Professionisti: psicologi e pedagogisti con almeno due anni di esperienza scolastica

Parametro professionale: 40 euro lordi per ora

Periodo di attuazione: anni scolastici 2026/2027, 2027/2028 e 2028/2029

Apertura: 27/07/2026, ore 12:00

Scadenza: 02/10/2026, ore 17:00

Procedura: valutativa a sportello

Fasi: manifestazione di interesse e successiva fase di finanziamento e attivazione

Presentazione: esclusivamente online tramite Bandi e Servizi

Accesso: SPID, CIE, CNS o CRS

Email informativa: scuolainascolto@regione.lombardia.it

Assistenza Atamai

La candidatura richiede il coordinamento tra scuole capofila, istituti aderenti, enti formativi, psicologi, pedagogisti, ATS, servizi territoriali e strutture amministrative.

Atamai può affiancare le reti nella verifica dei requisiti, nella formalizzazione degli accordi, nell’organizzazione del servizio, nella definizione dei protocolli e nella predisposizione della manifestazione di interesse.

Per valutare la partecipazione all’avviso “Scuola in ascolto – Triennio 2026-2029”, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.