Voucher sport Emilia-Romagna 2026-2027: fino a 250 euro per minori con disabilità, sovrappeso o obesità

Voucher sport Emilia-Romagna 2026-2027: fino a 250 euro per minori con disabilità, sovrappeso o obesità

La Regione Emilia-Romagna ha approvato una nuova misura economica per favorire la partecipazione alle attività motorie e sportive di ragazze e ragazzi che vivono condizioni di particolare fragilità fisica o psicofisica.

L’intervento mette a disposizione complessivamente 400.000 euro e prevede voucher fino a 250 euro per ciascun minore, destinati a coprire fino al 100% delle spese di iscrizione e frequenza ai corsi della stagione sportiva 2026-2027.

La misura è rivolta ai giovani:

  • residenti in Emilia-Romagna;
  • di età compresa tra 6 e 17 anni;
  • con disabilità certificata;
  • oppure in condizioni di sovrappeso o obesità con complicanze;
  • appartenenti a nuclei familiari con ISEE non superiore a 30.000 euro.

Per i ragazzi e le ragazze in condizioni di sovrappeso o obesità con complicanze è richiesta una specifica indicazione del medico competente allo svolgimento di attività motoria o sportiva.

La procedura si sviluppa in due fasi distinte. Dal 01/09/2026 al 18/09/2026 possono presentare domanda alla Regione i Comuni e le Unioni di Comuni. Dopo l’assegnazione delle risorse regionali, gli enti locali aderenti pubblicheranno i propri avvisi destinati direttamente alle famiglie.

Denominazione della misura

La misura viene presentata dalla Regione come intervento per favorire la pratica sportiva di ragazze e ragazzi con disabilità o in condizioni di sovrappeso e obesità.

La denominazione editoriale utilizzabile è:

“Voucher sport Emilia-Romagna – Stagione sportiva 2026-2027”

Il titolo amministrativo completo deve essere verificato nell’atto regionale allegato alla deliberazione e nei successivi avvisi pubblicati dai singoli Comuni o dalle Unioni di Comuni.

È importante non confondere questo intervento con gli altri bandi regionali rivolti direttamente ad associazioni sportive, enti pubblici o organizzazioni del Terzo settore.

In questo caso:

  • la Regione trasferisce le risorse agli enti locali;
  • i Comuni e le Unioni pubblicano gli avvisi;
  • le famiglie presentano domanda al proprio ente territoriale;
  • il beneficio riguarda le spese di iscrizione e frequenza sportiva del minore.

Finalità dell’intervento

Il voucher intende rimuovere gli ostacoli economici che possono impedire ai giovani con particolari condizioni di salute di praticare regolarmente uno sport.

L’intervento riconosce alla pratica motoria una funzione che non è soltanto ricreativa, ma anche:

  • educativa;
  • preventiva;
  • sanitaria;
  • relazionale;
  • inclusiva;
  • sociale.

La Regione collega la misura alla necessità di contrastare la sedentarietà, favorire corretti stili di vita e sostenere le famiglie che devono affrontare i costi di iscrizione e frequenza dei corsi sportivi.

La partecipazione a un’attività organizzata può aiutare il minore a:

  • mantenere una maggiore continuità nel movimento;
  • migliorare le capacità motorie;
  • sviluppare autonomia;
  • rafforzare autostima e fiducia;
  • creare relazioni con coetanei e istruttori;
  • partecipare alla vita della comunità;
  • ridurre isolamento e inattività;
  • acquisire regole e abitudini positive;
  • vivere un’esperienza adeguata alle proprie condizioni personali.

Il voucher non costituisce una prestazione sanitaria e non sostituisce eventuali percorsi clinici, riabilitativi o nutrizionali. L’attività sportiva deve essere scelta tenendo conto delle condizioni del minore e delle indicazioni dei professionisti sanitari competenti.

Beneficiari diretti e destinatari finali

La misura prevede due differenti livelli di beneficiari.

I beneficiari diretti delle risorse regionali sono:

  • Comuni dell’Emilia-Romagna;
  • Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna.

I destinatari finali sono invece le famiglie residenti nei territori degli enti locali che aderiscono alla misura.

La famiglia non presenta quindi domanda direttamente alla Regione Emilia-Romagna nella finestra dal 01/09/2026 al 18/09/2026.

Dovrà attendere la pubblicazione dell’avviso da parte:

  • del proprio Comune di residenza;
  • oppure dell’Unione di Comuni competente per il territorio.

Questo passaggio è decisivo. La scadenza regionale del 18/09/2026 riguarda gli enti locali e non rappresenta necessariamente la scadenza per le famiglie.

Ogni Comune o Unione stabilirà successivamente:

  • data di apertura delle domande;
  • data di chiusura;
  • modalità di trasmissione;
  • documenti necessari;
  • criteri della graduatoria;
  • modalità di pagamento;
  • termine per la rendicontazione.

Requisito della residenza

Il ragazzo o la ragazza deve essere residente in Emilia-Romagna.

L’avviso comunale potrà richiedere che il minore sia residente:

  • nel Comune che pubblica il bando;
  • oppure in uno dei Comuni appartenenti all’Unione che gestisce la procedura.

È opportuno verificare che la residenza anagrafica risulti correttamente registrata prima di presentare la domanda.

Quando genitori e minore hanno residenze differenti, l’avviso locale dovrà chiarire:

  • quale residenza viene considerata;
  • chi può presentare la domanda;
  • come documentare l’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • come vengono gestiti affidamento condiviso o famiglie separate.

Età dei minori

Il voucher è rivolto a ragazzi e ragazze di età compresa tra:

6 e 17 anni

L’avviso comunale dovrà specificare la data utilizzata per verificare il requisito.

Potrebbe essere considerata:

  • la data della domanda;
  • la data di iscrizione al corso;
  • l’inizio della stagione sportiva;
  • un’altra data espressamente indicata.

Una persona che compie 18 anni durante la stagione sportiva dovrebbe verificare attentamente il criterio adottato dall’ente locale.

Minori con disabilità

La prima categoria comprende i giovani con:

disabilità certificata

La documentazione esatta dovrà essere indicata nell’avviso comunale.

In funzione della disciplina applicata, potrebbe essere richiesto uno dei seguenti documenti:

  • certificazione ai sensi della Legge n. 104/1992;
  • certificazione di invalidità civile;
  • certificazione sanitaria rilasciata dalla commissione competente;
  • altra documentazione equivalente ammessa dall’avviso.

La famiglia dovrebbe verificare fin da ora:

  • validità del verbale;
  • eventuale data di revisione;
  • disponibilità della copia completa;
  • presenza dei dati identificativi del minore;
  • possibilità di allegare il documento oscurando le informazioni sanitarie non necessarie;
  • eventuale necessità di una dichiarazione sostitutiva.

L’amministrazione deve trattare questi dati nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

Non dovrebbero essere richieste informazioni sanitarie ulteriori rispetto a quelle necessarie per verificare l’accesso al beneficio.

Minori in condizioni di sovrappeso o obesità con complicanze

La seconda categoria riguarda ragazzi e ragazze in condizioni di:

  • sovrappeso;
  • oppure obesità con complicanze.

La formulazione ufficiale richiede inoltre una specifica indicazione del medico competente allo svolgimento dell’attività motoria o sportiva.

Non è quindi sufficiente una valutazione autonoma della famiglia.

La documentazione medica dovrà essere predisposta secondo quanto stabilito dal successivo avviso comunale.

Potrebbero essere indicati come soggetti competenti:

  • pediatra di libera scelta;
  • medico di medicina generale;
  • medico specialista;
  • servizio sanitario che segue il minore;
  • altro professionista espressamente individuato.

Il certificato o l’attestazione dovrebbe essere limitato alle informazioni necessarie per confermare:

  • presenza della condizione prevista;
  • indicazione a svolgere attività motoria o sportiva;
  • eventuali precauzioni rilevanti per la pratica.

Non è opportuno trasmettere cartelle cliniche complete, referti non richiesti o informazioni sanitarie eccedenti.

Attenzione all’idoneità sportiva

L’indicazione medica richiesta per il voucher non deve essere confusa con il certificato di idoneità necessario per partecipare all’attività sportiva.

A seconda del corso scelto, potrebbe essere richiesto:

  • certificato per attività sportiva non agonistica;
  • certificato per attività agonistica;
  • certificato o documentazione specifica prevista dalla disciplina;
  • valutazione presso un centro di medicina dello sport.

La famiglia deve verificare separatamente:

  1. il documento sanitario richiesto per ottenere il voucher;
  2. il certificato necessario per iscrivere il minore al corso.

Le due certificazioni possono avere contenuti, finalità e soggetti emittenti differenti.

Requisito ISEE

Il nucleo familiare deve possedere un ISEE non superiore a:

30.000 euro

L’avviso locale dovrà specificare quale attestazione utilizzare.

È verosimile che venga richiesto:

  • ISEE ordinario in corso di validità;
  • oppure ISEE minorenni quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa.

In presenza di variazioni significative nella situazione lavorativa o reddituale, la famiglia dovrà verificare se sia ammesso l’ISEE corrente.

Prima dell’apertura del bando comunale è consigliabile:

  • presentare la Dichiarazione sostitutiva unica;
  • controllare eventuali omissioni o difformità;
  • verificare la composizione del nucleo;
  • accertare che l’attestazione non sia scaduta;
  • conservare il numero di protocollo;
  • verificare che il valore non superi 30.000 euro.

Quando l’attestazione contiene omissioni o difformità, l’ente locale potrà chiedere documenti integrativi o escludere la domanda se la situazione non viene regolarizzata entro il termine previsto.

Un voucher per ciascun figlio in possesso dei requisiti

La misura tutela anche i nuclei con più figli.

La Regione ha chiarito che la famiglia può richiedere un voucher per ciascun figlio o figlia che rispetti contemporaneamente i requisiti.

Una famiglia con due minori ammissibili potrà quindi richiedere:

  • fino a 250 euro per il primo figlio;
  • fino a 250 euro per il secondo figlio.

Il contributo teorico complessivo potrà raggiungere 500 euro, purché entrambi i ragazzi:

  • abbiano tra 6 e 17 anni;
  • possiedano la condizione sanitaria richiesta;
  • siano iscritti a un’attività ammissibile;
  • appartengano a un nucleo con ISEE entro 30.000 euro;
  • rispettino tutti i requisiti dell’avviso comunale.

Per ogni minore potrebbero essere richiesti un modulo e documenti di spesa separati.

Importo del voucher

Il voucher può raggiungere un massimo di:

250 euro per minore

Può coprire fino al:

100% della spesa ammissibile

Il contributo non può superare il costo effettivamente sostenuto o da sostenere per l’iscrizione e la frequenza del corso.

Esempi di calcolo

Quota sportiva complessiva di 180 euro:

  • contributo massimo riconoscibile: 180 euro;
  • quota a carico della famiglia: 0 euro.

Quota sportiva complessiva di 250 euro:

  • contributo massimo riconoscibile: 250 euro;
  • quota a carico della famiglia: 0 euro.

Quota sportiva complessiva di 400 euro:

  • voucher massimo: 250 euro;
  • quota residua a carico della famiglia: 150 euro.

Quota sportiva di 600 euro:

  • voucher massimo: 250 euro;
  • quota residua a carico della famiglia: 350 euro.

Il contributo potrebbe essere ridotto quando:

  • le risorse comunali non sono sufficienti;
  • la spesa documentata è inferiore;
  • parte del costo non è considerata ammissibile;
  • la famiglia riceve un altro contributo sulle stesse spese;
  • il corso viene interrotto;
  • non viene presentata la documentazione richiesta.

Spese finanziabili

La misura copre le spese relative a:

  • iscrizione;
  • frequenza;
  • partecipazione a corsi;
  • attività motorie;
  • attività sportive;

riferite alla stagione sportiva 2026-2027.

L’avviso locale dovrà chiarire quali componenti della quota siano ammissibili.

Potrebbero rientrare:

  • quota annuale;
  • quota mensile o periodica;
  • tesseramento;
  • assicurazione obbligatoria inclusa nell’iscrizione;
  • frequenza del corso;
  • partecipazione ordinaria alle attività.

Devono invece essere verificate con particolare attenzione spese quali:

  • abbigliamento;
  • scarpe;
  • attrezzature;
  • strumenti personali;
  • visite mediche;
  • certificati;
  • trasferte;
  • pasti;
  • pernottamenti;
  • trasporto;
  • gare;
  • ritiri;
  • lezioni individuali;
  • quote associative non collegate al corso;
  • penali;
  • costi accessori.

La famiglia non dovrebbe considerare automaticamente finanziabile l’intero importo indicato dalla società sportiva.

È preferibile richiedere una dichiarazione o una ricevuta che distingua:

  • quota d’iscrizione;
  • frequenza;
  • tesseramento;
  • attrezzatura;
  • servizi aggiuntivi.

Periodo delle attività

Il voucher riguarda la:

stagione sportiva 2026-2027

L’avviso comunale dovrà indicare:

  • data iniziale del periodo ammissibile;
  • data finale;
  • possibilità di finanziare corsi già iniziati;
  • trattamento delle iscrizioni effettuate prima della domanda;
  • ammissibilità degli acconti;
  • termine entro cui effettuare i pagamenti;
  • data entro cui presentare le ricevute.

Le famiglie dovrebbero conservare tutta la documentazione già dal momento dell’iscrizione, anche quando il bando comunale non è ancora aperto.

Soggetti presso i quali deve essere svolta l’attività

I corsi devono essere organizzati da:

  • associazioni sportive dilettantistiche;
  • società sportive dilettantistiche;

iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche – RASD;

oppure da:

  • Enti del Terzo settore iscritti al RUNTS che svolgono attività sportive dilettantistiche.

Il RASD è il registro telematico istituito presso il Dipartimento per lo Sport. L’iscrizione certifica la natura dilettantistica delle associazioni e delle società sportive.

Il RUNTS è invece il registro pubblico degli Enti del Terzo settore istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Come controllare la società sportiva

Prima di pagare la quota, la famiglia dovrebbe chiedere all’organizzazione:

  • denominazione completa;
  • codice fiscale o partita IVA;
  • sede;
  • numero o prova di iscrizione al RASD;
  • eventuale iscrizione al RUNTS;
  • disciplina sportiva;
  • federazione, disciplina associata o ente di promozione;
  • periodo del corso;
  • costo complessivo;
  • dati per il pagamento;
  • modalità di rilascio della ricevuta.

L’iscrizione al RASD può essere verificata attraverso il portale del Registro nazionale gestito dal Dipartimento per lo Sport e da Sport e Salute.

L’iscrizione al RUNTS può essere controllata utilizzando la consultazione pubblica del Ministero del Lavoro.

Una normale palestra commerciale, un personal trainer o un’impresa non iscritta ai registri richiesti potrebbe non essere un soggetto ammissibile.

Discipline sportive potenzialmente ammesse

La misura non indica, nella comunicazione sintetica regionale, un elenco chiuso di discipline.

Potrebbero essere finanziabili, quando organizzate da un ente regolarmente iscritto e adeguate alle condizioni del minore:

  • nuoto;
  • atletica;
  • calcio;
  • pallacanestro;
  • pallavolo;
  • ginnastica;
  • danza sportiva;
  • arti marziali;
  • tennis;
  • ciclismo;
  • arrampicata;
  • sport paralimpici;
  • attività multisportiva;
  • attività motoria adattata;
  • altri corsi riconosciuti nell’ambito sportivo dilettantistico.

La scelta dovrebbe tenere conto di:

  • interesse del minore;
  • accessibilità;
  • distanza;
  • preparazione degli istruttori;
  • inclusività;
  • caratteristiche dell’impianto;
  • indicazioni mediche;
  • continuità della frequenza;
  • compatibilità con scuola e famiglia.

Sport agonistico e non agonistico

La comunicazione regionale parla di corsi e attività motorie o sportive senza limitare espressamente il voucher all’attività agonistica o non agonistica.

L’avviso comunale dovrà chiarire se siano ammesse entrambe le tipologie e quali costi possano essere riconosciuti.

La famiglia dovrebbe verificare:

  • natura del corso;
  • livello;
  • frequenza settimanale;
  • certificato richiesto;
  • eventuale attività competitiva;
  • costi aggiuntivi per gare e trasferte;
  • sostenibilità dell’impegno per il minore.

Prima fase: domanda di Comuni e Unioni

Dal 01/09/2026 al 18/09/2026 Comuni e Unioni di Comuni possono aderire alla misura regionale.

L’ente locale deve stimare:

  • numero dei potenziali voucher;
  • domanda prevista sul territorio;
  • capacità amministrativa;
  • modalità di pubblicazione del bando;
  • gestione delle domande;
  • erogazione;
  • controlli.

Le risorse saranno ripartite in proporzione alla popolazione residente e tenendo conto del numero di voucher che ciascun ente stima di poter assegnare.

La semplice residenza in Emilia-Romagna non garantisce quindi l’apertura immediata del beneficio.

È necessario che il Comune o l’Unione:

  1. presenti la richiesta alla Regione;
  2. ottenga l’assegnazione;
  3. pubblichi il proprio avviso;
  4. raccolga le domande delle famiglie;
  5. approvi l’elenco dei beneficiari;
  6. eroghi o rimborsi il voucher.

Tempi per l’assegnazione regionale

La Regione ha previsto di assegnare le risorse agli enti locali entro:

30 giorni dalla chiusura della procedura regionale

Considerando la scadenza del 18/09/2026, l’assegnazione dovrebbe quindi intervenire indicativamente entro ottobre 2026, salvo sospensioni o necessità istruttorie.

Solo successivamente i Comuni potranno completare i propri atti e pubblicare gli avvisi destinati alle famiglie.

Le date concrete potranno quindi essere differenti da territorio a territorio.

Seconda fase: avvisi comunali per le famiglie

Ogni ente aderente pubblicherà un proprio bando.

La famiglia dovrà controllare:

  • sito del Comune;
  • sito dell’Unione;
  • albo pretorio;
  • sezione servizi sociali;
  • sezione sport;
  • newsletter comunale;
  • sportello URP;
  • eventuale piattaforma online.

Non è previsto, nella comunicazione regionale, un unico portale attraverso il quale tutte le famiglie dell’Emilia-Romagna presentano domanda.

Il Comune potrà utilizzare:

  • modulo online;
  • piattaforma regionale o comunale;
  • PEC;
  • email;
  • consegna allo sportello;
  • altra modalità prevista dall’avviso.

È necessario utilizzare esclusivamente il canale indicato.

Come potrà essere formata la graduatoria

I criteri definitivi saranno stabiliti negli avvisi territoriali nel rispetto delle disposizioni regionali.

La graduatoria potrà tenere conto di elementi quali:

  • valore ISEE;
  • condizione del minore;
  • completezza della documentazione;
  • ordine di presentazione;
  • numero dei figli;
  • assenza di altri contributi;
  • continuità della pratica sportiva;
  • ulteriori priorità stabilite dall’ente.

Non è corretto presumere che l’ordine cronologico rappresenti necessariamente il criterio principale.

La famiglia deve leggere la sezione dell’avviso dedicata a:

  • punteggi;
  • priorità;
  • parità di punteggio;
  • domande ammesse con riserva;
  • gestione delle risorse residue.

Documentazione da preparare

In attesa dell’avviso comunale, è opportuno predisporre:

  • documento d’identità del richiedente;
  • codice fiscale del richiedente;
  • codice fiscale del minore;
  • attestazione ISEE valida;
  • certificazione della disabilità;
  • oppure attestazione medica relativa alla condizione di sovrappeso o obesità con complicanze;
  • indicazione medica allo svolgimento dell’attività;
  • modulo d’iscrizione al corso;
  • dichiarazione della società sportiva;
  • ricevuta o fattura;
  • prova del pagamento;
  • calendario o periodo del corso;
  • IBAN del richiedente;
  • eventuale dichiarazione sugli altri contributi;
  • eventuale documentazione relativa alla responsabilità genitoriale.

Non è detto che tutti i documenti vengano richiesti, ma averli disponibili riduce il rischio di perdere la scadenza.

Chi può presentare la domanda familiare

La domanda potrà essere presentata, secondo quanto stabilito dall’avviso locale, da:

  • genitore;
  • tutore;
  • affidatario;
  • altro soggetto che esercita la responsabilità sul minore.

Quando i genitori sono separati, l’ente potrà chiedere di identificare:

  • il genitore con il quale il minore risiede;
  • il soggetto che ha sostenuto la spesa;
  • l’intestatario della ricevuta;
  • l’intestatario del conto corrente;
  • eventuali altri contributi richiesti dall’altro genitore.

La stessa spesa non può essere rimborsata due volte.

Pagamento della quota sportiva

Il pagamento dovrebbe essere effettuato con uno strumento tracciabile.

Sono consigliabili:

  • bonifico bancario;
  • carta di credito o debito;
  • POS;
  • bollettino;
  • altro strumento che permetta di identificare pagatore, destinatario, importo e data.

La causale dovrebbe indicare:

  • nome e cognome del minore;
  • stagione sportiva 2026-2027;
  • denominazione del corso;
  • periodo della quota.

Esempio:

“Quota corso nuoto 2026-2027 – Mario Rossi – settembre/dicembre 2026”.

Il pagamento in contanti potrebbe essere ammesso soltanto se accompagnato da una ricevuta valida e se l’avviso comunale non lo esclude. L’utilizzo di strumenti tracciabili rimane comunque la scelta più prudente.

Ricevute e fatture

Il documento di spesa dovrebbe riportare:

  • denominazione dell’associazione o società;
  • codice fiscale o partita IVA;
  • nominativo del minore;
  • attività svolta;
  • stagione sportiva;
  • periodo;
  • importo;
  • data;
  • eventuale quietanza;
  • numero progressivo del documento.

Una ricevuta generica con la sola indicazione “quota associativa” potrebbe non essere sufficiente per dimostrare che la spesa riguarda l’attività sportiva del minore.

Quando la quota comprende componenti differenti, è consigliabile chiedere una descrizione analitica.

Modalità di erogazione da verificare

Il successivo avviso comunale dovrà precisare se il voucher viene erogato:

  • come rimborso alla famiglia;
  • come contributo anticipato;
  • mediante pagamento diretto alla società sportiva;
  • mediante buono da utilizzare presso l’organizzazione;
  • attraverso una combinazione di queste modalità.

Nel caso di rimborso, la famiglia potrebbe dover anticipare l’intera quota.

Nel caso di pagamento diretto, l’associazione potrebbe dover sottoscrivere una dichiarazione e attendere il trasferimento del Comune.

Prima dell’iscrizione è utile chiedere alla società sportiva se è disponibile a collaborare con la procedura.

Cumulo con altri contributi

La famiglia deve verificare se il voucher regionale sia cumulabile con:

  • contributi comunali;
  • agevolazioni della società sportiva;
  • voucher nazionali;
  • contributi del datore di lavoro;
  • welfare aziendale;
  • fondi sanitari;
  • altre misure pubbliche.

Il principio da rispettare è che la somma dei contributi non deve superare la spesa effettiva sostenuta.

Per esempio:

  • costo del corso: 400 euro;
  • voucher comunale: 100 euro;
  • voucher regionale: fino a 250 euro;
  • quota residua: almeno 50 euro.

Quando un altro contributo copre già integralmente la quota, il voucher non può produrre un rimborso superiore al costo.

Tutti gli aiuti ricevuti sulla stessa spesa devono essere dichiarati quando richiesto.

Interruzione o cambio del corso

L’avviso comunale dovrà disciplinare situazioni quali:

  • ritiro del minore;
  • cambio di disciplina;
  • cambio di società;
  • mancato avvio del corso;
  • chiusura dell’associazione;
  • infortunio;
  • trasferimento della famiglia;
  • rimborso della quota da parte dell’organizzazione.

La famiglia dovrebbe comunicare tempestivamente ogni variazione.

Quando la società restituisce integralmente o parzialmente la quota, il contributo pubblico dovrà essere ricalcolato.

Ruolo delle associazioni e delle società sportive

Le organizzazioni sportive non sono i beneficiari diretti del voucher, ma ricevono una ricaduta positiva attraverso l’iscrizione dei giovani.

Il loro ruolo comprende:

  • offrire corsi accessibili;
  • rilasciare documenti completi;
  • confermare l’iscrizione;
  • attestare la frequenza, quando richiesta;
  • mantenere l’iscrizione al RASD;
  • rispettare le norme di sicurezza;
  • assicurare istruttori qualificati;
  • collaborare con la famiglia;
  • garantire inclusione e adeguamenti ragionevoli;
  • conservare la documentazione.

Le associazioni interessate dovrebbero informare le famiglie e verificare fin da ora la correttezza della propria posizione nei registri.

Inclusività dell’attività

Per i giovani con disabilità, la famiglia dovrebbe valutare:

  • accessibilità dell’impianto;
  • presenza di spogliatoi adeguati;
  • esperienza degli istruttori;
  • disponibilità di supporto;
  • rapporto numerico tra istruttori e partecipanti;
  • adattamento delle attività;
  • utilizzo di ausili;
  • gestione delle emergenze;
  • comunicazione con la famiglia;
  • eventuale esperienza paralimpica.

Il costo più basso non è l’unico elemento da considerare.

La continuità della partecipazione dipende anche dalla capacità del corso di rispondere ai bisogni del minore.

Scelta dell’attività per sovrappeso o obesità

Per i ragazzi in condizioni di sovrappeso o obesità, il percorso dovrebbe essere definito con attenzione, evitando approcci stigmatizzanti o eccessivamente competitivi.

È utile considerare:

  • indicazioni mediche;
  • graduale aumento dell’intensità;
  • attività gradita al minore;
  • ambiente accogliente;
  • continuità;
  • frequenza sostenibile;
  • competenza degli istruttori;
  • eventuale coordinamento con pediatra o specialista;
  • assenza di linguaggi colpevolizzanti;
  • valorizzazione dei progressi.

L’obiettivo dovrebbe essere costruire un’abitudine positiva e non imporre un’esperienza vissuta come punizione.

Privacy sanitaria

Le certificazioni relative a disabilità, sovrappeso o obesità contengono dati particolarmente protetti.

La famiglia dovrebbe:

  • trasmetterle soltanto attraverso i canali ufficiali;
  • evitare email non indicate dal bando;
  • non consegnare documenti a soggetti non autorizzati;
  • verificare l’informativa privacy;
  • oscurare dati sanitari non necessari, quando consentito;
  • conservare la ricevuta dell’invio;
  • richiedere chiarimenti al Comune in caso di dubbi.

La società sportiva non dovrebbe ricevere la certificazione utilizzata per ottenere il voucher, salvo che il documento sia necessario anche per la sicurezza e l’idoneità alla pratica.

Controlli

Il Comune potrà verificare:

  • residenza;
  • composizione del nucleo;
  • ISEE;
  • età;
  • certificazioni;
  • iscrizione dell’organizzazione al RASD o al RUNTS;
  • effettiva iscrizione al corso;
  • pagamento;
  • frequenza;
  • presenza di altri contributi;
  • autenticità delle dichiarazioni.

Le dichiarazioni false possono determinare:

  • esclusione;
  • revoca;
  • restituzione del contributo;
  • applicazione delle conseguenze previste dalla normativa sulle dichiarazioni sostitutive.

È quindi necessario riportare dati completi e veritieri.

Come prepararsi prima dell’avviso comunale

Le famiglie possono già svolgere alcune attività:

  1. verificare l’ISEE;
  2. controllare la certificazione sanitaria;
  3. parlare con il pediatra o lo specialista;
  4. individuare un corso adeguato;
  5. verificare il RASD o il RUNTS;
  6. chiedere un preventivo scritto;
  7. conservare ricevute e pagamenti;
  8. monitorare il sito del Comune;
  9. iscriversi alle newsletter;
  10. chiedere all’Ufficio sport se l’ente parteciperà alla misura.

I Comuni e le Unioni, invece, dovrebbero:

  1. valutare il fabbisogno territoriale;
  2. stimare il numero dei voucher;
  3. aderire entro il 18/09/2026;
  4. predisporre il successivo avviso;
  5. definire criteri chiari;
  6. garantire la protezione dei dati sanitari;
  7. informare associazioni e famiglie;
  8. organizzare istruttoria e controlli;
  9. evitare sovrapposizioni con misure comunali;
  10. programmare erogazione e rendicontazione.

Errori da evitare

Tra gli errori più frequenti potrebbero rientrare:

  • presentare domanda direttamente alla Regione;
  • considerare il 18/09/2026 come scadenza per le famiglie;
  • non controllare se il Comune aderisce;
  • utilizzare un ISEE scaduto;
  • allegare una certificazione sanitaria non conforme;
  • scegliere una palestra non iscritta ai registri richiesti;
  • presentare una ricevuta generica;
  • chiedere più contributi per la stessa quota senza dichiararli;
  • inserire spese per abbigliamento non previste;
  • pagare da un conto non riconducibile alla famiglia;
  • non conservare la ricevuta;
  • non comunicare il ritiro dal corso;
  • inviare dati sanitari attraverso canali non sicuri;
  • attendere l’ultimo giorno dell’avviso comunale.

Suggerimenti per i Comuni

Per rendere la misura realmente accessibile, gli enti locali dovrebbero predisporre:

  • avviso chiaro;
  • modulo semplice;
  • informativa privacy specifica;
  • sportello di assistenza;
  • possibilità di delega;
  • istruzioni sulle certificazioni;
  • elenco o indicazioni per verificare le società sportive;
  • criteri di graduatoria trasparenti;
  • tempi certi di pagamento;
  • modalità semplificate per le famiglie digitalmente fragili.

È utile coinvolgere:

  • pediatri;
  • servizi sanitari;
  • scuole;
  • associazioni sportive;
  • servizi sociali;
  • uffici comunali;
  • consulte della disabilità;
  • organizzazioni familiari.

Checklist per le famiglie

  • Residenza in Emilia-Romagna.
  • Residenza nel Comune o nell’Unione che pubblica l’avviso.
  • Minore di età compresa tra 6 e 17 anni.
  • Disabilità certificata oppure condizione sanitaria ammessa.
  • Indicazione medica all’attività motoria, quando richiesta.
  • ISEE non superiore a 30.000 euro.
  • Attestazione ISEE valida.
  • Certificazione sanitaria disponibile.
  • Documento del genitore o tutore.
  • Codice fiscale del minore.
  • Corso riferito alla stagione 2026-2027.
  • Associazione o società iscritta al RASD.
  • Oppure ETS iscritto al RUNTS e attivo nello sport dilettantistico.
  • Costo del corso documentato.
  • Ricevuta o fattura completa.
  • Pagamento tracciabile.
  • IBAN disponibile.
  • Altri contributi dichiarati.
  • Bando del Comune individuato.
  • Scadenza comunale annotata.
  • Domanda inviata tramite il canale corretto.
  • Ricevuta di presentazione conservata.
  • Eventuali integrazioni inviate entro i termini.
  • Frequenza o conclusione documentata, quando richiesta.

Checklist per Comuni e Unioni

  • Adesione alla misura regionale.
  • Domanda presentata dal 01/09/2026 al 18/09/2026.
  • Numero dei voucher stimato.
  • Popolazione residente verificata.
  • Fabbisogno territoriale analizzato.
  • Ufficio responsabile individuato.
  • Informativa privacy predisposta.
  • Procedura per i dati sanitari definita.
  • Criteri di graduatoria stabiliti.
  • Controlli sul RASD e RUNTS programmati.
  • Divieto di doppio rimborso disciplinato.
  • Modalità di pagamento individuata.
  • Avviso per le famiglie pubblicato.
  • Associazioni sportive informate.
  • Canale di assistenza attivato.
  • Rendicontazione regionale organizzata.

Link ufficiali

La comunicazione ufficiale della Regione Emilia-Romagna è disponibile qui:

Regione Emilia-Romagna – 400.000 euro per favorire la pratica sportiva di ragazze e ragazzi con disabilità, sovrappeso o obesità

L’approfondimento dell’Assemblea legislativa sui requisiti sanitari ed economici è disponibile qui:

Assemblea legislativa Emilia-Romagna – Voucher sport per giovani con disabilità e obesità

Il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche è consultabile qui:

Dipartimento per lo Sport – Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore è consultabile qui:

Ministero del Lavoro – RUNTS

Le famiglie dovranno inoltre consultare il sito del proprio Comune o dell’Unione di Comuni dopo l’assegnazione delle risorse regionali.

Scheda rapida

Denominazione editoriale: Voucher sport Emilia-Romagna – Stagione sportiva 2026-2027

Ente proponente: Regione Emilia-Romagna

Beneficiari diretti: Comuni e Unioni di Comuni

Destinatari finali: famiglie con minori in condizioni di fragilità fisica o psicofisica

Area geografica: Emilia-Romagna

Età: da 6 a 17 anni

Condizioni ammesse: disabilità certificata oppure sovrappeso o obesità con complicanze e indicazione medica all’attività

ISEE massimo: 30.000 euro

Dotazione: 400.000 euro

Importo massimo: 250 euro per ciascun minore

Copertura: fino al 100% delle spese ammissibili

Spese: iscrizione e frequenza a corsi e attività motorie o sportive

Stagione: 2026-2027

Soggetti sportivi: ASD e SSD iscritte al RASD oppure ETS iscritti al RUNTS che svolgono attività sportive dilettantistiche

Numero di voucher per famiglia: uno per ogni figlio in possesso dei requisiti

Apertura per Comuni e Unioni: 01/09/2026

Scadenza per Comuni e Unioni: 18/09/2026

Domanda delle famiglie: attraverso successivi avvisi comunali o delle Unioni

Ripartizione delle risorse: in proporzione alla popolazione e ai voucher stimati dagli enti

Assegnazione regionale: entro 30 giorni dalla chiusura della procedura per gli enti locali

Procedura per le famiglie: modalità e criteri definiti dagli avvisi territoriali

Assistenza Atamai

La misura coinvolge Regione, Comuni, Unioni di Comuni, famiglie, organizzazioni sportive e professionisti sanitari.

Atamai può affiancare gli enti locali nella predisposizione degli avvisi, nella definizione dei criteri, nell’organizzazione dell’istruttoria, nella gestione dei dati e nella comunicazione alle famiglie e alle associazioni sportive.

Per approfondire la misura Voucher sport Emilia-Romagna 2026-2027, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.