Contributi per l’apicoltura in Valle d’Aosta: aiuti fino al 100% per la campagna 2026-2027
La Regione autonoma Valle d’Aosta ha aperto il bando per sostenere gli interventi diretti a migliorare le condizioni di produzione e commercializzazione del miele e degli altri prodotti dell’alveare.
La denominazione ufficiale della misura è:
“Bando per la concessione dei contributi previsti dal Regolamento UE n. 2021/2115, articolo 55, per la realizzazione di azioni dirette a migliorare le condizioni della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, per la campagna 01/07/2026-30/06/2027”
Il bando è stato approvato con il Provvedimento dirigenziale n. 3555 del 07/07/2026. Le domande devono essere compilate e trasmesse attraverso il portale SIAN entro venerdì 27/11/2026. La campagna finanziata copre il periodo compreso tra il 01/07/2026 e il 30/06/2027.
La dotazione indicata per l’intervento è pari a 70.673 euro. Il sostegno viene concesso in conto capitale e può raggiungere il 100% della spesa ammissibile per le azioni che prevedono la copertura integrale dei costi; per gli investimenti aziendali l’intensità può invece variare in base all’azione, al beneficiario e alle disposizioni del provvedimento. La procedura è valutativa con formazione di una graduatoria.
Un bando distinto dalla misura della Regione Sardegna
Questo intervento non deve essere confuso con il bando sardo dedicato ai prodotti dell’apicoltura esaminato in precedenza.
In questo caso:
- l’ente proponente è la Regione autonoma Valle d’Aosta;
- il territorio interessato è esclusivamente quello valdostano;
- il provvedimento di riferimento è il n. 3555 del 07/07/2026;
- la scadenza è il 27/11/2026;
- le risorse indicate ammontano a 70.673 euro;
- la domanda viene presentata attraverso il portale SIAN;
- l’organismo pagatore è AGEA.
Le regole regionali, i massimali e la distribuzione delle risorse tra le azioni devono pertanto essere verificati nel bando valdostano e non possono essere ricavati dai bandi pubblicati da altre Regioni.
Perché la misura è rilevante per il settore valdostano
L’apicoltura rappresenta una componente importante del sistema agricolo e ambientale regionale.
Nel maggio 2026 la Regione ha indicato la presenza in Valle d’Aosta di circa 600 apicoltori, dei quali il 30% professionisti, e di 7.652 alveari. Il comparto contribuisce non soltanto alla produzione del miele, ma anche all’impollinazione, alla biodiversità e al mantenimento degli ecosistemi agricoli e montani.
Le aziende apistiche devono però affrontare problemi rilevanti:
- varroasi e altre patologie;
- mortalità delle colonie;
- eventi climatici estremi;
- riduzione delle fioriture;
- costi dell’alimentazione di soccorso;
- necessità di rinnovare le attrezzature;
- difficoltà logistiche del nomadismo;
- adeguamento dei laboratori;
- tracciabilità e confezionamento;
- promozione delle produzioni locali.
Il bando interviene su più aspetti contemporaneamente, sostenendo sia gli investimenti delle singole imprese sia le attività collettive realizzate dalle associazioni e dagli altri organismi ammessi.
Finalità del programma
La misura rientra nell’intervento settoriale per l’apicoltura previsto dall’articolo 55 del Regolamento UE n. 2021/2115.
L’obiettivo è migliorare:
- la gestione tecnica degli apiari;
- lo stato sanitario delle colonie;
- la capacità professionale degli operatori;
- la consistenza del patrimonio apistico;
- la movimentazione degli alveari;
- l’efficienza dei processi produttivi;
- la lavorazione del miele;
- il confezionamento;
- la qualità;
- la tracciabilità;
- la conoscenza e la commercializzazione dei prodotti dell’alveare.
La pagina ufficiale regionale indica tra le attività ammissibili corsi, seminari, contrasto alle malattie, ripopolamento, nomadismo, attrezzature per produzione e confezionamento e azioni di informazione e promozione.
Ente proponente
L’intervento è promosso dalla:
Regione autonoma Valle d’Aosta – Assessorato Agricoltura e Risorse naturali
La struttura regionale pubblica:
- il bando;
- il provvedimento di approvazione;
- i modelli di domanda;
- la modulistica per le azioni;
- i riferimenti nazionali ed europei;
- le istruzioni operative.
La pagina ufficiale mette a disposizione il Provvedimento dirigenziale n. 3555 del 07/07/2026, il Modello A, il Modello B e il modello dedicato alle azioni A e F.
Organismo pagatore
Il pagamento degli aiuti è effettuato da:
AGEA – Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura
La rendicontazione delle spese deve essere presentata entro il 30/06/2027. I contributi vengono erogati direttamente da AGEA a partire dal 15/10/2027, secondo le tempistiche riportate nelle informazioni operative diffuse sull’avviso.
Questo significa che l’impresa deve valutare con attenzione la propria capacità finanziaria.
Il beneficiario potrebbe dover:
- ordinare i beni;
- ricevere le attrezzature;
- pagare le fatture;
- completare le attività;
- presentare la rendicontazione;
prima di ricevere materialmente il contributo.
Beneficiari
La pagina ufficiale individua tre gruppi di beneficiari:
- apicoltori;
- forme associate;
- organismi specializzati nella ricerca apistica.
Apicoltori
Possono accedere:
- imprenditori apistici;
- apicoltori professionisti;
- apicoltori singoli;
- apicoltori associati;
- operatori che partecipano tramite una forma associata.
Il richiedente individuale deve esercitare l’attività con caratteristiche economiche e professionali coerenti con il bando.
Non è sufficiente detenere alcune arnie per autoconsumo.
Forme associate
Rientrano tra i beneficiari:
- organizzazioni di produttori del settore apistico;
- associazioni di apicoltori;
- cooperative di apicoltori;
- Unioni;
- Federazioni;
- Consorzi di tutela dei prodotti DOP e IGP del settore apistico riconosciuti dal Ministero.
Le forme associate possono svolgere un ruolo essenziale nelle azioni che riguardano:
- formazione;
- assistenza;
- acquisti collettivi;
- trattamenti sanitari;
- informazione;
- campagne educative;
- partecipazione a fiere;
- promozione dei prodotti;
- servizi rivolti ai soci.
Organismi di ricerca
Possono partecipare anche gli organismi specializzati nella ricerca nel settore dell’apicoltura.
Questi soggetti possono contribuire, secondo le azioni attivate, a:
- studi sulle patologie;
- analisi delle cause di mortalità;
- monitoraggio;
- qualità dei prodotti;
- conservazione delle popolazioni apistiche;
- innovazione tecnica;
- diffusione dei risultati;
- trasferimento delle conoscenze.
L’effettiva azione accessibile agli organismi di ricerca deve essere verificata nel provvedimento e nei modelli regionali.
Requisiti generali
I beneficiari devono possedere:
- partita IVA;
- fascicolo aziendale costituito;
- fascicolo aziendale validato presso un Centro di assistenza agricola;
- iscrizione al Registro delle imprese;
- indirizzo di posta elettronica certificata.
Questi requisiti devono essere verificati prima dell’invio.
Non è prudente attendere gli ultimi giorni per:
- aprire la partita IVA;
- aggiornare il fascicolo;
- correggere il codice fiscale;
- registrare un nuovo legale rappresentante;
- attivare la PEC;
- modificare l’IBAN;
- regolarizzare l’iscrizione camerale.
Fascicolo aziendale
Il fascicolo aziendale costituisce la base anagrafica utilizzata per la domanda.
Deve riportare correttamente:
- denominazione;
- codice fiscale;
- partita IVA;
- sede;
- contatti;
- PEC;
- rappresentante legale;
- coordinate bancarie;
- deleghe;
- attività;
- consistenza aziendale.
Una difformità tra fascicolo, SIAN, Banca dati apistica e Registro delle imprese può rallentare l’istruttoria o rendere necessarie integrazioni.
Iscrizione al Registro delle imprese
La visura camerale deve essere coerente con l’attività esercitata.
È opportuno verificare:
- stato attivo;
- codice ATECO;
- sede;
- unità locali;
- legale rappresentante;
- attività dichiarata;
- eventuali procedure;
- iscrizione come impresa agricola, quando prevista.
Le forme associative devono controllare anche:
- statuto;
- oggetto sociale;
- organi;
- poteri di firma;
- elenco o consistenza dei soci;
- riconoscimenti eventualmente richiesti.
PEC
La PEC deve essere:
- attiva;
- accessibile;
- correttamente associata al beneficiario;
- controllata regolarmente.
Le richieste di integrazione, le comunicazioni dell’istruttoria e gli atti possono essere trasmessi attraverso i recapiti ufficiali.
Una casella piena, scaduta o non controllata può determinare la perdita di termini importanti.
Requisito relativo agli alveari
Sono esclusi gli apicoltori che, nell’ultimo censimento valido registrato:
- risultano avere meno di 11 alveari;
- sono registrati in BDN Apicoltura con attività di “allevamento familiare”;
- non possiedono partita IVA.
La soglia minima è quindi:
11 alveari
Un soggetto che possiede dieci alveari non rientra nella platea degli apicoltori beneficiari indicata dall’avviso.
Allevamento familiare escluso
L’attività classificata come allevamento familiare è normalmente collegata a una detenzione non imprenditoriale e destinata prevalentemente all’autoconsumo.
La misura finanzia operatori economici e soggetti professionali o associativi.
Prima della domanda occorre verificare nella Banca dati apistica:
- tipologia dell’attività;
- orientamento produttivo;
- numero degli alveari;
- ultimo censimento;
- ubicazione degli apiari;
- codice aziendale.
Banca dati nazionale dell’apicoltura
La consistenza valida è quella risultante dalla BDN Apicoltura.
Il richiedente dovrebbe controllare:
- codice aziendale;
- titolare;
- numero degli apiari;
- localizzazione;
- coordinate;
- numero degli alveari;
- classificazione dell’attività;
- pratica del nomadismo;
- movimentazioni;
- censimento annuale.
Non è sufficiente possedere fisicamente un numero maggiore di alveari se il dato non risulta correttamente registrato.
Ultimo censimento valido
Il bando utilizza l’ultimo censimento valido registrato per verificare:
- numero minimo degli alveari;
- natura dell’attività;
- accesso alle azioni;
- eventuali limiti quantitativi.
Prima della candidatura è quindi opportuno acquisire una stampa o un riepilogo aggiornato della posizione BDN.
Partecipazione individuale o tramite associazione
L’apicoltore deve verificare se presentare domanda:
- individualmente;
- attraverso una cooperativa;
- attraverso un’associazione;
- attraverso altra forma ammessa.
La scelta dipende da:
- azione;
- percentuale di contributo;
- beni richiesti;
- disponibilità finanziaria;
- modalità di assegnazione;
- obblighi di mantenimento;
- regole dell’organizzazione.
La stessa spesa non può essere finanziata due volte.
Un apicoltore che riceve un determinato bene tramite l’associazione non dovrebbe richiedere individualmente il contributo per il medesimo investimento.
Area geografica
La misura riguarda:
l’intero territorio della Valle d’Aosta
Gli apiari, l’attività e gli investimenti devono essere collegati al sistema apistico regionale.
La localizzazione deve risultare dai dati ufficiali e dalla documentazione del beneficiario.
Azioni finanziabili
La Regione indica espressamente le seguenti aree:
- corsi di aggiornamento e formazione;
- seminari e convegni;
- lotta contro parassiti e malattie;
- ripopolamento del patrimonio apistico;
- attrezzature e materiali per il nomadismo;
- attrezzature e sistemi per produzione e confezionamento;
- informazione e promozione;
- campagne educative e di comunicazione;
- materiali informativi;
- progettazione e aggiornamento di siti internet;
- manifestazioni, fiere ed esposizioni nazionali e internazionali.
Formazione e aggiornamento
Le attività formative possono riguardare:
- gestione degli apiari;
- salute delle api;
- contrasto alla varroa;
- utilizzo corretto dei prodotti veterinari;
- prevenzione delle mortalità;
- alimentazione;
- tecniche di allevamento;
- qualità del miele;
- igiene;
- tracciabilità;
- etichettatura;
- commercializzazione;
- gestione aziendale;
- adattamento ai cambiamenti climatici.
Le forme associate devono predisporre un programma chiaro contenente:
- argomento;
- durata;
- docenti;
- calendario;
- sede;
- destinatari;
- modalità di iscrizione;
- numero dei partecipanti;
- costo;
- risultati attesi.
Seminari e convegni
Un seminario può approfondire un tema tecnico specifico, come:
- lotta integrata alla varroa;
- Vespa velutina;
- residui nel miele;
- tracciabilità;
- gestione sanitaria;
- nuove tecnologie;
- apicoltura biologica;
- allevamento delle regine;
- analisi sensoriale.
Il progetto dovrebbe evitare iniziative eccessivamente generiche.
Ogni evento dovrebbe produrre:
- programma;
- elenco dei relatori;
- registrazione dei partecipanti;
- materiale;
- relazione;
- documentazione fotografica;
- rendiconto.
Lotta contro parassiti e malattie
Questa azione può sostenere strumenti e interventi destinati al controllo di:
- Varroa destructor;
- altre patologie dell’alveare;
- infestazioni;
- problemi sanitari;
- mortalità.
La Regione ha pubblicato per il 2026 un piano regionale di lotta alla varroa, elaborato con l’Assessorato alla Sanità e l’Azienda USL Valle d’Aosta.
Gli investimenti possono riguardare, secondo le voci ammesse dal provvedimento:
- prodotti veterinari autorizzati;
- dispositivi;
- fondi antivarroa;
- sistemi di controllo;
- materiali sanitari;
- strumenti di monitoraggio;
- attrezzature per l’applicazione dei trattamenti.
Prima dell’acquisto è necessario verificare:
- autorizzazione del prodotto;
- quantità coerente con gli alveari;
- periodo di trattamento;
- fornitore;
- prescrizioni sanitarie;
- registrazione nel registro dei trattamenti;
- limite di spesa.
Farmaci antivarroa tramite il Consorzio
L’Associazione Consorzio Apistico della Valle d’Aosta ha comunicato l’intenzione di presentare una domanda collettiva per l’acquisto dei farmaci antivarroa destinati ai trattamenti estivi e invernali del 2026.
L’associazione ha ricordato che nel 2025 il costo rimasto a carico dell’apicoltore era pari al 25%, precisando però che la percentuale della nuova campagna doveva essere confermata dal bando.
Questo dato non deve quindi essere interpretato come aliquota automaticamente applicabile a tutte le domande 2026-2027.
L’apicoltore deve verificare:
- percentuale ufficiale della nuova campagna;
- condizioni applicate dall’associazione;
- quantità prenotata;
- arnie dichiarate;
- regolarità dell’iscrizione;
- documentazione da conservare.
Ripopolamento del patrimonio apistico
La misura sostiene gli interventi destinati ad aumentare o ricostituire il patrimonio apistico.
Possono essere interessati, quando previsti dal dettaglio dell’azione:
- sciami;
- nuclei;
- pacchi d’api;
- api regine;
- materiale vivo certificato.
L’acquisto deve rispettare:
- requisiti sanitari;
- origine;
- sottospecie eventualmente richiesta;
- identificazione del fornitore;
- registrazione delle movimentazioni;
- limiti quantitativi;
- periodo ammissibile.
La fattura, la documentazione sanitaria e la movimentazione in BDN devono essere coerenti.
Esempio di progetto di ripopolamento
Un’impresa che ha subito una riduzione delle colonie può impostare un intervento comprendente:
- acquisto di nuclei;
- acquisto di regine selezionate;
- controllo sanitario;
- registrazione delle movimentazioni;
- integrazione con nuove arnie ammissibili;
- monitoraggio dell’attecchimento.
La domanda dovrebbe spiegare:
- consistenza iniziale;
- perdite;
- consistenza prevista;
- origine del materiale;
- tempi;
- finalità produttiva.
Nomadismo
Il nomadismo consiste nello spostamento degli alveari verso aree caratterizzate da differenti fioriture.
Il bando finanzia l’acquisto di attrezzature e materiali utili al suo esercizio.
Possono essere pertinenti, se indicati nel provvedimento:
- arnie adatte alla movimentazione;
- supporti;
- cavalletti;
- carrelli;
- rimorchi;
- sistemi di sollevamento;
- strumenti per carico e scarico;
- dispositivi di sicurezza;
- sistemi di geolocalizzazione.
L’impresa deve dimostrare:
- pratica effettiva del nomadismo;
- registrazione nella BDN;
- numero degli alveari;
- località utilizzate;
- necessità delle attrezzature;
- dimensionamento corretto.
Esempio di investimento per nomadismo
Un’azienda che movimenta 80 alveari può prevedere:
- nuovi supporti;
- un sistema di sollevamento;
- un rimorchio specifico;
- dispositivi per la sicurezza;
- sistemi di localizzazione.
La relazione deve spiegare:
- come avviene oggi la movimentazione;
- quali rischi o inefficienze esistono;
- come i beni migliorano il lavoro;
- quante colonie saranno interessate;
- dove verranno utilizzati.
Attrezzature per la produzione
Tra gli interventi finanziabili rientrano attrezzature e sistemi per la produzione del miele e degli altri prodotti dell’alveare.
Possono essere valutati, secondo l’elenco ufficiale:
- smielatori;
- disopercolatrici;
- maturatori;
- pompe;
- filtri;
- fondimiele;
- camere calde;
- sceratrici;
- strumenti per il polline;
- attrezzature per propoli e pappa reale;
- sistemi di movimentazione dei melari;
- attrezzature per l’igiene.
Ogni bene deve essere:
- nuovo;
- necessario;
- proporzionato;
- installato o utilizzato nell’attività;
- documentato;
- mantenuto per il periodo richiesto.
Attrezzature per il confezionamento
Possono essere pertinenti:
- dosatrici;
- invasettatrici;
- tappatrici;
- etichettatrici;
- bilance;
- sistemi di codifica;
- attrezzature per il confezionamento;
- sistemi di tracciabilità;
- software gestionali specifici.
Il laboratorio deve possedere i requisiti necessari per:
- lavorazione;
- conservazione;
- confezionamento;
- pulizia;
- controllo;
- sicurezza alimentare.
Il beneficiario dovrebbe verificare prima della domanda:
- disponibilità dei locali;
- autorizzazioni;
- registrazione sanitaria;
- conformità degli impianti;
- spazio per l’attrezzatura;
- capacità elettrica;
- flusso produttivo.
Sistemi di gestione
La pagina regionale ammette sistemi di gestione per la produzione e il confezionamento.
Un progetto digitale può comprendere:
- registrazione degli apiari;
- gestione dei lotti;
- tracciabilità;
- magazzino;
- produzione;
- confezionamento;
- etichette;
- ordini;
- clienti;
- movimentazioni;
- monitoraggio delle colonie.
Un normale computer privo di un collegamento diretto con una tecnologia o un sistema apistico potrebbe non essere ammissibile.
Il preventivo dovrebbe distinguere:
- licenza;
- configurazione;
- sviluppo;
- hardware;
- assistenza;
- durata;
- utenti;
- aggiornamenti.
Informazione e promozione
Le forme associate possono realizzare attività destinate a migliorare la conoscenza:
- dell’apicoltura;
- del miele;
- degli altri prodotti dell’alveare;
- delle produzioni valdostane;
- della qualità;
- della biodiversità;
- del ruolo degli impollinatori.
Le attività possono includere campagne educative e di comunicazione, materiali informativi e siti internet.
Campagne educative
Le campagne possono rivolgersi a:
- scuole;
- famiglie;
- consumatori;
- ristoratori;
- operatori turistici;
- negozianti;
- visitatori;
- comunità locali.
Possono comprendere:
- incontri;
- laboratori;
- degustazioni;
- attività didattiche;
- visite;
- materiali;
- video;
- giochi educativi;
- schede informative.
Il contenuto deve avere una finalità collettiva e non limitarsi alla promozione commerciale di una singola impresa.
Materiali informativi
Possono essere realizzati o aggiornati:
- opuscoli;
- guide;
- schede;
- cataloghi;
- mappe;
- pannelli;
- video;
- fotografie;
- contenuti multimediali;
- materiali didattici.
Il progetto dovrebbe indicare:
- quantità;
- formato;
- destinatari;
- canali di distribuzione;
- contenuti;
- lingue;
- responsabili;
- risultati attesi.
Siti internet
La progettazione e l’aggiornamento dei siti internet rientrano tra le attività indicate dalla Regione.
Il sito può essere utilizzato per:
- informare;
- pubblicare materiali;
- presentare le produzioni;
- diffondere buone pratiche;
- comunicare eventi;
- rendere disponibili dati;
- valorizzare il settore.
Il progetto dovrebbe distinguere:
- realizzazione;
- aggiornamento;
- hosting;
- manutenzione;
- contenuti;
- accessibilità;
- privacy;
- gestione successiva.
Non tutte le spese ricorrenti sono necessariamente ammissibili.
Fiere, manifestazioni ed esposizioni
Sono finanziabili l’organizzazione e la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di rilevanza:
- nazionale;
- internazionale.
Le spese possono riguardare, quando previste:
- iscrizione;
- spazio espositivo;
- allestimento;
- materiali;
- trasporto dei prodotti;
- comunicazione;
- degustazioni;
- servizi tecnici.
Il progetto deve chiarire:
- evento;
- data;
- rilevanza;
- partecipanti;
- prodotti;
- obiettivi;
- risultati;
- costi.
Spese ammissibili
Il dettaglio definitivo deve essere letto nel Provvedimento dirigenziale n. 3555 del 07/07/2026 e nei relativi modelli.
In generale, una spesa deve essere:
- prevista dall’azione;
- sostenuta dal beneficiario corretto;
- necessaria;
- congrua;
- successiva alla domanda, quando richiesto;
- documentata;
- pagata in modo tracciabile;
- realizzata entro il periodo;
- collegata all’apicoltura.
Spese avviate dopo la domanda
Gli investimenti oggetto della richiesta devono essere avviati esclusivamente dopo la presentazione della domanda di aiuto.
Prima del rilascio su SIAN non dovrebbero quindi essere effettuati:
- ordini vincolanti;
- acquisti;
- consegne;
- pagamenti;
- acconti;
- sottoscrizioni contrattuali;
- installazioni;
- attivazioni di software.
La semplice richiesta di preventivi non equivale generalmente all’avvio dell’investimento, purché non produca un obbligo giuridico.
Preventivi
Per attrezzature e servizi è opportuno acquisire preventivi:
- intestati al richiedente;
- recenti;
- firmati;
- dettagliati;
- comparabili;
- provenienti da fornitori indipendenti.
Ogni preventivo dovrebbe riportare:
- denominazione del fornitore;
- partita IVA;
- modello;
- caratteristiche;
- quantità;
- prezzo;
- IVA;
- trasporto;
- installazione;
- tempi;
- validità.
La domanda deve utilizzare il numero di preventivi e il metodo di confronto indicati dal provvedimento.
Congruità
La spesa riconoscibile può essere ridotta quando:
- il prezzo è superiore ai valori di mercato;
- la fornitura è sovradimensionata;
- il bene non è necessario;
- il preventivo è generico;
- manca il confronto;
- alcune componenti non sono ammissibili.
L’impresa dovrebbe quindi separare nel preventivo:
- bene principale;
- accessori;
- trasporto;
- installazione;
- manutenzione;
- formazione;
- materiali di consumo.
Beni usati
Prima di inserire un bene usato è necessario verificare l’esplicita ammissibilità.
Nei programmi apistici, gli investimenti devono normalmente essere nuovi e identificabili.
È prudente non considerare finanziabili senza conferma:
- smielatori usati;
- rimorchi usati;
- attrezzature ricondizionate;
- beni acquistati da privati;
- beni già finanziati.
IVA
Il trattamento dell’IVA dipende dalla recuperabilità e dalle regole del programma.
Il beneficiario deve indicare:
- regime fiscale;
- possibilità di detrazione;
- eventuale non recuperabilità;
- documentazione.
L’IVA recuperabile non dovrebbe essere inserita come costo a carico del contributo.
Percentuale del contributo
La misura prevede un’intensità fino al:
100%
La copertura integrale riguarda normalmente attività collettive, informative, formative o promozionali espressamente individuate.
Gli investimenti materiali delle aziende possono essere soggetti a percentuali inferiori.
Prima di calcolare il piano finanziario occorre quindi individuare:
- azione;
- beneficiario;
- aliquota;
- spesa massima;
- eventuale massimale unitario;
- numero di alveari;
- risorse disponibili.
Non è corretto applicare automaticamente il 100% a tutte le attrezzature.
Esempio di calcolo al 100%
Una forma associata realizza un’attività formativa riconosciuta per 5.000 euro.
Con aliquota del 100%:
- spesa riconosciuta: 5.000 euro;
- contributo: 5.000 euro;
- quota propria: zero.
Eventuali spese escluse rimangono a carico del beneficiario.
Esempio di calcolo al 75%
Un’associazione realizza un acquisto collettivo da 20.000 euro per un’azione alla quale il provvedimento attribuisce il 75%.
Il calcolo sarebbe:
- contributo: 15.000 euro;
- quota a carico dell’organizzazione o dei destinatari: 5.000 euro.
L’aliquota del 75% deve però risultare dalla tabella ufficiale della campagna 2026-2027.
Esempio di calcolo al 60%
Un apicoltore realizza un investimento ammissibile da 10.000 euro con aliquota del 60%.
Il contributo sarebbe:
- 6.000 euro di aiuto;
- 4.000 euro a carico dell’impresa.
Anche in questo caso è necessario verificare che l’azione richiesta attribuisca effettivamente il 60% al singolo apicoltore.
Stanziamento
La disponibilità indicata è pari a:
70.673 euro.
La dotazione è limitata rispetto alla pluralità degli interventi potenzialmente finanziabili.
Questo rende importante:
- presentare una domanda completa;
- rispettare i requisiti;
- documentare i costi;
- verificare i criteri;
- evitare spese non necessarie;
- predisporre correttamente l’autovalutazione.
Procedura di selezione
La misura utilizza una:
procedura valutativa a graduatoria.
Le domande vengono quindi sottoposte a:
- verifica della presentazione nei termini;
- verifica dei requisiti;
- verifica della BDN;
- controllo del fascicolo aziendale;
- controllo della documentazione;
- valutazione delle spese;
- attribuzione delle priorità;
- formazione della graduatoria;
- assegnazione delle risorse.
Il semplice ordine cronologico non garantisce il finanziamento.
Criteri di priorità
La griglia ufficiale deve essere letta nel Provvedimento n. 3555.
In linea generale, nei programmi settoriali apistici possono essere considerati elementi come:
- tipologia del beneficiario;
- professionalità;
- partecipazione associata;
- numero degli alveari;
- età;
- precedenti finanziamenti;
- caratteristiche dell’intervento;
- qualità tecnica;
- settore biologico;
- capacità di produrre ricadute collettive.
Non devono essere attribuiti autonomamente punteggi non previsti dal bando.
Come preparare l’autovalutazione
Per ogni criterio dichiarato occorre predisporre una prova.
Esempi:
- visura;
- BDN;
- documento anagrafico;
- certificazione biologica;
- iscrizione;
- statuto;
- elenco dei soci;
- registri;
- relazione;
- preventivi;
- autorizzazioni.
Una priorità dichiarata ma non dimostrata può essere eliminata durante l’istruttoria.
Domanda tramite SIAN
La candidatura deve essere redatta attraverso:
SIAN – Sistema Informativo Agricolo Nazionale.
La domanda deve essere:
- compilata;
- controllata;
- rilasciata definitivamente;
- protocollata;
- conservata.
Una pratica presente in bozza non è una domanda presentata.
Chi può compilare la domanda
La procedura può essere gestita:
- dal beneficiario abilitato;
- da un Centro di assistenza agricola;
- da un soggetto delegato;
- dallo Sportello Unico, secondo le modalità disponibili.
Prima di iniziare è necessario verificare:
- credenziali;
- deleghe;
- profilo SIAN;
- campagna corretta;
- fascicolo;
- firma;
- allegati.
Scadenza
Il termine ufficiale è:
27/11/2026
La pagina regionale indica espressamente venerdì 27 novembre 2026 come ultimo giorno per la presentazione tramite SIAN.
L’orario esatto deve essere verificato:
- nel provvedimento;
- nelle istruzioni AGEA;
- nel portale;
- presso lo Sportello Unico.
La domanda dovrebbe essere rilasciata con anticipo per evitare:
- blocchi;
- errori;
- problemi di delega;
- fascicolo non sincronizzato;
- allegati errati;
- rallentamenti del sistema.
Documenti da predisporre
La pratica può richiedere:
- Modello A;
- Modello B;
- Modello Azioni A e F;
- domanda SIAN;
- documento d’identità;
- visura camerale;
- fascicolo aziendale;
- riepilogo BDN;
- relazione;
- preventivi;
- quadro di confronto;
- statuto;
- elenco dei soci;
- verbale;
- programma;
- curriculum dei tecnici;
- documentazione sanitaria;
- documenti del laboratorio;
- dichiarazioni;
- coordinate bancarie;
- delega.
La pagina ufficiale pubblica separatamente il Modello A, il Modello B e il Modello Azioni A e F.
Relazione tecnica
La relazione dovrebbe contenere:
- situazione iniziale;
- numero degli alveari;
- apiari;
- attività;
- problema;
- azione;
- beni;
- quantità;
- risultati;
- calendario;
- costo;
- fornitori;
- sostenibilità;
- eventuali destinatari.
Per gli investimenti è utile descrivere:
- attrezzature esistenti;
- capacità;
- limiti;
- produzione;
- miglioramento atteso;
- utilizzo.
Relazione per le forme associate
Le associazioni dovrebbero indicare:
- numero dei soci;
- alveari rappresentati;
- area coperta;
- attività;
- programma;
- destinatari;
- criteri di assegnazione;
- personale;
- tecnici;
- sistema di controllo;
- gestione della documentazione.
Quando i beni vengono acquistati per i soci, devono essere definite:
- quantità;
- assegnatari;
- criteri;
- identificazione;
- utilizzo;
- obblighi;
- divieto di doppio finanziamento.
CUP e diciture
Prima di emettere le fatture occorre verificare gli obblighi relativi a:
- CUP;
- codice della domanda;
- campagna;
- azione;
- descrizione;
- annullamento del documento.
Il beneficiario deve comunicare al fornitore:
- intestazione esatta;
- codice fiscale;
- partita IVA;
- riferimento al progetto;
- codice richiesto.
Una fattura generica può non essere sufficiente.
Pagamenti
Le spese devono essere pagate con strumenti tracciabili.
Sono consigliabili:
- bonifico;
- carta aziendale;
- altro sistema ammesso.
La documentazione deve dimostrare:
- conto del beneficiario;
- fornitore;
- importo;
- data;
- fattura;
- causale;
- addebito.
Non dovrebbero essere utilizzati:
- contanti;
- conti personali;
- pagamenti effettuati da familiari;
- pagamenti effettuati dai soci in luogo dell’associazione;
- compensazioni non autorizzate.
Rendicontazione
Le spese e la relativa documentazione devono essere presentate entro:
30/06/2027.
Il fascicolo dovrebbe comprendere:
- domanda;
- concessione;
- preventivi;
- ordini;
- fatture;
- pagamenti;
- estratti conto;
- consegne;
- matricole;
- fotografie;
- documenti sanitari;
- registri;
- partecipanti;
- materiali;
- relazioni;
- documenti BDN.
Documentazione delle attività formative
Per corsi e seminari è opportuno conservare:
- programma;
- calendario;
- incarichi;
- curriculum;
- locandina;
- iscrizioni;
- registro;
- presenze;
- materiale;
- fotografie;
- fatture;
- pagamenti;
- relazione finale.
Documentazione della promozione
Per campagne e fiere:
- piano;
- materiali;
- copie;
- file;
- fotografie;
- contratti;
- iscrizione;
- stand;
- elenco degli eventi;
- partecipanti;
- risultati;
- dati di diffusione;
- fatture.
Documentazione degli investimenti
Per le attrezzature:
- preventivo;
- ordine successivo alla domanda;
- fattura;
- pagamento;
- documento di trasporto;
- matricola;
- fotografia;
- installazione;
- dichiarazione di conformità;
- ubicazione;
- inventario.
Tempi di pagamento
I contributi saranno erogati da AGEA a partire dal:
15/10/2027.
L’apicoltore dovrebbe quindi programmare la liquidità necessaria per coprire:
- quota non finanziata;
- IVA;
- spese escluse;
- anticipo ai fornitori;
- saldo;
- eventuali costi finanziari.
Obblighi successivi
Il beneficiario deve mantenere gli investimenti e rispettare i vincoli stabiliti dal provvedimento.
È opportuno verificare:
- durata;
- proprietà;
- utilizzo;
- localizzazione;
- divieto di vendita;
- sostituzione;
- identificazione;
- controlli;
- conservazione dei documenti.
Le attrezzature non dovrebbero essere cedute o destinate ad attività differenti durante il vincolo.
Variazioni
Prima di cambiare:
- fornitore;
- modello;
- quantità;
- attrezzatura;
- assegnatario;
- apiario;
- laboratorio;
- calendario;
- evento;
- voce di spesa;
è necessario verificare se occorre una comunicazione o un’autorizzazione.
La sostituzione dovrebbe mantenere:
- funzione;
- caratteristiche;
- obiettivi;
- ammissibilità;
- costo congruo.
Controlli
La Regione e AGEA possono verificare:
- fascicolo;
- BDN;
- alveari;
- requisiti;
- fatture;
- pagamenti;
- beni;
- matricole;
- laboratori;
- registri;
- attività;
- materiali;
- assegnazione ai soci.
Il richiedente deve rendere disponibili:
- luoghi;
- documenti;
- attrezzature;
- dati;
- personale;
- registrazioni.
Cause di esclusione
Possono compromettere la domanda:
- meno di 11 alveari;
- allevamento familiare;
- assenza di partita IVA;
- fascicolo non validato;
- mancata iscrizione camerale;
- PEC non valida;
- domanda tardiva;
- domanda non rilasciata;
- investimento avviato prima dell’invio;
- spesa non prevista;
- documenti mancanti;
- preventivi insufficienti;
- doppio finanziamento;
- doppia partecipazione;
- dati BDN incoerenti.
Cause di riduzione o revoca
Dopo la concessione possono determinare una riduzione o la perdita dell’aiuto:
- spesa inferiore;
- bene differente;
- pagamento non tracciato;
- fattura non conforme;
- investimento non completato;
- mancata rendicontazione;
- perdita dei requisiti;
- falsa dichiarazione;
- mancato mantenimento;
- rifiuto dei controlli;
- vendita del bene;
- utilizzo improprio.
Come costruire una domanda efficace
La proposta dovrebbe partire da una necessità concreta.
Esempi:
- ridurre il carico di lavoro nella smielatura;
- migliorare il controllo della varroa;
- ripristinare colonie perse;
- rendere più sicuro il nomadismo;
- aumentare la tracciabilità;
- migliorare il confezionamento;
- ampliare la conoscenza dei mieli valdostani.
Per ogni bisogno occorre collegare:
- problema;
- azione;
- bene o attività;
- costo;
- risultato;
- indicatore.
Esempio: laboratorio
Situazione iniziale:
- smielatore sottodimensionato;
- confezionamento manuale;
- tempi lunghi;
- difficoltà nel controllo dei lotti.
Investimento:
- nuovo smielatore;
- maturatore;
- dosatrice;
- software di tracciabilità.
Risultati:
- riduzione dei tempi;
- migliore gestione;
- aumento della capacità;
- lotti più facilmente identificabili.
Esempio: salute degli alveari
Situazione iniziale:
- difficoltà nel monitoraggio;
- elevato rischio di varroasi;
- trattamenti non coordinati.
Intervento:
- sistemi di monitoraggio;
- materiali sanitari;
- farmaci autorizzati;
- formazione;
- assistenza tecnica.
Risultati:
- controllo più tempestivo;
- riduzione del rischio;
- corretta registrazione;
- maggiore uniformità dei trattamenti.
Esempio: promozione collettiva
Una forma associata può proporre:
- campagna sui mieli locali;
- materiale informativo;
- sito aggiornato;
- partecipazione a una fiera;
- incontri con scuole e consumatori.
La relazione dovrebbe indicare:
- destinatari;
- numero degli eventi;
- copie;
- visualizzazioni;
- produttori coinvolti;
- risultati.
Suggerimenti operativi
Prima della presentazione è consigliabile:
- verificare il numero degli alveari;
- controllare l’attività registrata in BDN;
- aggiornare il fascicolo;
- controllare partita IVA e Registro imprese;
- attivare la PEC;
- scegliere se partecipare individualmente o tramite associazione;
- individuare l’azione;
- verificare percentuale e massimale;
- acquisire i preventivi;
- non effettuare ordini;
- predisporre la relazione;
- controllare i modelli;
- verificare l’utenza SIAN;
- simulare il punteggio;
- inviare prima del 27/11/2026.
Checklist pratica
- Attività apistica in Valle d’Aosta.
- Partita IVA attiva.
- Iscrizione al Registro delle imprese.
- Fascicolo aziendale costituito.
- Fascicolo validato presso un CAA.
- PEC attiva.
- IBAN aggiornato.
- Iscrizione nella BDN Apicoltura.
- Codice aziendale corretto.
- Ultimo censimento valido.
- Almeno 11 alveari.
- Attività diversa dall’allevamento familiare.
- Apiari correttamente registrati.
- Movimentazioni aggiornate.
- Nomadismo registrato, quando necessario.
- Registro dei trattamenti aggiornato.
- Requisiti sanitari verificati.
- Azione correttamente individuata.
- Beneficiario ammesso all’azione.
- Partecipazione individuale o associata definita.
- Nessun doppio finanziamento.
- Nessuna doppia domanda per la stessa spesa.
- Percentuale del contributo verificata.
- Massimale verificato.
- Stanziamento considerato.
- Relazione predisposta.
- Preventivi acquisiti.
- Fornitori indipendenti.
- Costi congrui.
- Beni nuovi.
- Laboratorio disponibile, quando necessario.
- Autorizzazioni disponibili.
- Nessun ordine effettuato prima della domanda.
- Modello A verificato.
- Modello B verificato.
- Modello Azioni A e F verificato, quando pertinente.
- Accesso SIAN funzionante.
- Delega disponibile.
- Domanda rilasciata entro il 27/11/2026.
- Ricevuta conservata.
- CUP comunicato ai fornitori.
- Fatture dettagliate.
- Pagamenti tracciabili.
- Documenti di trasporto conservati.
- Matricole registrate.
- Rendicontazione entro il 30/06/2027.
- Disponibilità finanziaria fino al pagamento AGEA.
- Documenti conservati.
- Vincoli rispettati.
- Controlli consentiti.
Link ufficiale
La pagina ufficiale della Regione autonoma Valle d’Aosta è disponibile qui:
Regione Valle d’Aosta – Aiuti all’apicoltura, campagna 2026-2027
Nella pagina sono pubblicati:
- Provvedimento dirigenziale n. 3555 del 07/07/2026;
- Modello A;
- Modello B;
- Modello Azioni A e F;
- decreto ministeriale di ripartizione delle risorse;
- regolamento europeo;
- deliberazione regionale;
- istruzioni AGEA;
- decreto nazionale di attuazione.
La domanda deve essere trasmessa attraverso:
SIAN – Sistema Informativo Agricolo Nazionale
Assistenza regionale
Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi allo:
Sportello Unico dell’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali
Indirizzo:
Località La Maladière 39, Saint-Christophe/Aosta
Lo sportello è aperto:
- martedì dalle ore 09:00 alle ore 14:00;
- giovedì dalle ore 09:00 alle ore 14:00;
previo appuntamento ai numeri:
- 0165 275357;
- 0165 275256.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Bando per la concessione dei contributi previsti dal Regolamento UE n. 2021/2115, articolo 55, per la campagna 01/07/2026-30/06/2027
Provvedimento: n. 3555 del 07/07/2026
Ente proponente: Regione autonoma Valle d’Aosta
Assessorato: Agricoltura e Risorse naturali
Organismo pagatore: AGEA
Beneficiari: apicoltori, forme associate e organismi di ricerca specializzati
Requisiti: partita IVA, fascicolo validato, iscrizione al Registro imprese e PEC
Soglia minima: 11 alveari
Esclusione: allevamento familiare registrato in BDN
Area geografica: Valle d’Aosta
Dotazione indicata: 70.673 euro
Forma: contributo in conto capitale
Intensità: fino al 100%, variabile secondo l’azione
Azioni: formazione, seminari, lotta alle malattie, ripopolamento, nomadismo, attrezzature, sistemi di gestione, produzione, confezionamento e promozione
Apertura: 07/07/2026
Scadenza: 27/11/2026
Campagna: dal 01/07/2026 al 30/06/2027
Procedura: valutativa a graduatoria
Presentazione: portale SIAN
Avvio degli investimenti: dopo la domanda
Rendicontazione: entro il 30/06/2027
Pagamento: AGEA, a partire dal 15/10/2027
Assistenza: Sportello Unico, Località La Maladière 39
Telefono: 0165 275357 oppure 0165 275256
Assistenza Atamai
La candidatura richiede una verifica coordinata della Banca dati apistica, del fascicolo aziendale, della forma di partecipazione, dell’azione finanziabile, della percentuale di contributo e della documentazione tecnica e contabile.
Atamai può affiancare apicoltori, associazioni, cooperative e altri soggetti ammessi nella verifica preliminare, nella scelta dell’azione, nell’analisi delle spese, nella predisposizione della relazione e nell’organizzazione della documentazione per il SIAN.
Per valutare la partecipazione al bando Contributi per l’apicoltura della Regione autonoma Valle d’Aosta – campagna 2026-2027, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.