Crescita e rientro delle MPMI nel cratere Marche: contributi fino a 280.000 euro per nuove imprese e investimenti produttivi

Crescita e rientro delle MPMI nel cratere Marche: contributi fino a 280.000 euro per nuove imprese e investimenti produttivi

La Regione Marche, attraverso l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione – USR Marche, sostiene la nascita, il rientro e il rafforzamento delle micro, piccole e medie imprese nei territori colpiti dagli eventi sismici iniziati nel 2016.

La denominazione ufficiale della misura è:

“Avviso Crescita e rientro di micro, piccole e medie imprese – Sisma 2016”

Il bando dispone di 5.456.445,64 euro e finanzia programmi di investimento compresi tra 30.000 e 400.000 euro, concedendo un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili. Il contributo massimo raggiunge quindi 280.000 euro per impresa. La domanda deve essere trasmessa esclusivamente tramite il portale regionale SIGEF entro le ore 12:00 del 07/09/2026.

Il bando si rivolge sia alle imprese già operative sia alle nuove imprese costituite da meno di 12 mesi. Sono finanziabili investimenti nei settori manifatturiero, agroalimentare, dei servizi, turistico-ricettivo, della ristorazione, delle attività sportive e del commercio di vicinato, compreso l’e-commerce.

Nome ufficiale e provvedimenti di riferimento

L’avviso è stato approvato con:

Decreto del Vice Commissario del Governo per la Ricostruzione Sisma 2016 n. 1 del 25/02/2026

La piattaforma SIGEF è stata aperta il 06/05/2026. La scadenza inizialmente prevista per il 20/07/2026 è stata successivamente prorogata fino alle ore 12:00 del 07/09/2026. La pagina ufficiale dell’USR Marche riporta inoltre le FAQ aggiornate al 26/06/2026, l’elenco aggiornato dei codici ATECO e gli allegati relativi ai Comuni del cratere.

Il bando si inserisce nel Programma di sviluppo dei territori colpiti dal sisma e richiama gli obiettivi delle ordinanze commissariali dedicate alla ripresa economica e alla riallocazione delle risorse non utilizzate. La quota assegnata alle Marche deriva da uno stanziamento complessivo destinato alle quattro Regioni del cratere del Centro Italia: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Finalità del bando

La misura punta a ricostruire e consolidare il tessuto produttivo dei territori marchigiani colpiti dal sisma.

Gli investimenti devono contribuire a uno o più dei seguenti obiettivi:

  • avviare una nuova attività;
  • riportare un’attività economica nel territorio del cratere;
  • ampliare la capacità produttiva di un’impresa esistente;
  • ammodernare locali, impianti e attrezzature;
  • introdurre tecnologie digitali;
  • innovare prodotti o processi;
  • migliorare la sostenibilità ambientale;
  • diversificare l’offerta;
  • integrare nuove fasi produttive o commerciali;
  • creare nuova occupazione;
  • rafforzare la capacità di attrazione dei territori;
  • favorire la permanenza di imprese, lavoratori e famiglie nelle aree interne.

Il progetto non deve quindi limitarsi alla sostituzione di attrezzature obsolete. Deve dimostrare un cambiamento concreto nella capacità produttiva, nell’organizzazione, nell’offerta, nella sostenibilità o nella presenza territoriale dell’impresa.

Beneficiari

Possono presentare domanda le:

micro, piccole e medie imprese – MPMI

Sono ammesse imprese costituite:

  • in forma individuale;
  • come società di persone;
  • come società di capitali;
  • come società cooperative;
  • attraverso altre forme societarie compatibili con l’attività economica e con il bando.

L’impresa deve essere regolarmente costituita alla data di presentazione della domanda e deve rispettare la definizione europea di micro, piccola o media impresa prevista dall’Allegato I al Regolamento generale di esenzione per categoria – GBER.

Nuove imprese

Il bando considera nuove imprese quelle:

costituite da meno di 12 mesi alla data di presentazione della domanda

La nuova impresa deve quindi risultare già costituita. Non è prevista la candidatura da parte di una persona fisica che intenda costituire la società soltanto dopo l’eventuale approvazione.

La nuova impresa può presentare un progetto per:

  • aprire un laboratorio;
  • avviare un’attività ricettiva;
  • aprire un ristorante o un esercizio di somministrazione;
  • creare un’impresa manifatturiera;
  • avviare un servizio;
  • aprire un esercizio di vicinato;
  • sviluppare un’attività sportiva;
  • introdurre un modello di vendita fisico e digitale.

La qualifica di nuova impresa attribuisce inoltre una premialità di 3 punti nella graduatoria.

Imprese già attive

Le imprese esistenti possono partecipare per realizzare programmi diretti a:

  • ampliare la capacità produttiva;
  • aprire o rafforzare un’unità operativa;
  • rinnovare locali e impianti;
  • acquistare nuovi macchinari;
  • digitalizzare i processi;
  • sviluppare nuovi prodotti;
  • diversificare l’offerta;
  • integrare produzione, trasformazione, vendita e servizi;
  • migliorare l’efficienza energetica e ambientale;
  • rientrare nel territorio del cratere.

Il progetto deve distinguere chiaramente gli investimenti nuovi dall’attività ordinaria già svolta.

Calcolo della dimensione d’impresa

La verifica della dimensione non può essere effettuata considerando soltanto la società richiedente.

Devono essere analizzati anche:

  • imprese associate;
  • imprese collegate;
  • società controllanti;
  • società controllate;
  • partecipazioni;
  • diritti di voto;
  • rapporti di controllo;
  • gruppi societari;
  • imprese riconducibili agli stessi soci nei casi previsti dalla normativa europea.

Una società con pochi dipendenti può non essere una PMI quando appartiene a un gruppo che supera le soglie europee.

Il bando pubblica uno specifico Modulo I – Dichiarazione sostitutiva sulla dimensione d’impresa, che deve essere compilato sulla base dei dati societari, economici e occupazionali corretti.

Sede legale e localizzazione dell’investimento

Il requisito territoriale riguarda principalmente il luogo nel quale viene realizzato l’investimento.

Il progetto deve essere localizzato in uno dei Comuni marchigiani inclusi nel:

Cratere Sisma 2016

La sede legale dell’impresa può trovarsi anche fuori dal cratere, purché l’investimento venga realizzato in un’unità operativa situata in uno dei Comuni ammessi. L’unità locale dovrà essere attiva, operativa e coerente con il progetto secondo i termini stabiliti dall’avviso.

Prima della domanda è quindi necessario controllare:

  • Comune dell’investimento;
  • indirizzo;
  • unità locale;
  • disponibilità dell’immobile;
  • codice ATECO dell’unità;
  • destinazione d’uso;
  • agibilità;
  • autorizzazioni;
  • inclusione nel cratere ordinario o nel cratere ristretto.

Gli 85 Comuni del cratere marchigiano

Il cratere marchigiano comprende 85 Comuni. L’area rappresenta una parte consistente del territorio regionale ed è caratterizzata da una forte presenza di piccoli Comuni, aree montane e territori a bassa densità abitativa.

L’elenco ufficiale è contenuto nell’Allegato denominato:

“Elenco Comuni Cratere Sisma 2016 – Regione Marche”

L’elenco deve essere consultato direttamente dalla pagina dell’USR Marche, perché l’ammissibilità dipende dalla localizzazione precisa dell’investimento e non soltanto dalla provincia di appartenenza.

I 29 Comuni maggiormente colpiti

All’interno dell’area generale è individuato un gruppo di:

29 Comuni maggiormente colpiti, definito anche cratere ristretto

Il 50% delle risorse del bando è riservato in via prioritaria ai progetti localizzati in questi Comuni. La quota riservata ammonta a:

2.728.222,82 euro

Il restante 50%, pari allo stesso importo, è destinato ai progetti localizzati nell’intero cratere marchigiano. Quando la quota del cratere ristretto non viene completamente utilizzata, le risorse residue possono essere redistribuite alle altre domande ammissibili fino a esaurimento della graduatoria.

L’elenco ufficiale dei 29 Comuni è pubblicato come allegato autonomo nella pagina del bando.

Settori ammessi

Sono agevolabili programmi riguardanti i seguenti settori:

  • produzione manifatturiera;
  • trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi;
  • ristorazione, compresa quella da asporto;
  • somministrazione di alimenti e bevande;
  • attività turistico-ricettive;
  • attività sportive;
  • commercio, limitatamente agli esercizi di vicinato;
  • e-commerce collegato alle attività ammesse.

La corrispondenza deve essere verificata utilizzando il file ufficiale:

“Codici ATECO Crescita e rientro di micro, piccole e medie imprese Sisma 2016 – aggiornato”

Non è sufficiente che l’attività rientri genericamente in uno dei settori indicati. Il codice ATECO effettivamente esercitato nell’unità locale interessata deve comparire nell’elenco ufficiale.

Produzione manifatturiera

Possono essere finanziate imprese che intendono:

  • aprire un nuovo laboratorio;
  • ampliare una linea produttiva;
  • acquistare macchinari;
  • automatizzare lavorazioni;
  • introdurre sistemi di controllo;
  • realizzare nuovi prodotti;
  • internalizzare fasi oggi affidate a terzi;
  • migliorare il confezionamento;
  • digitalizzare produzione e magazzino;
  • ridurre consumi e scarti.

Il progetto deve descrivere capacità iniziale e capacità prevista, tempi di lavorazione, personale, mercato, tecnologie e risultati.

Trasformazione dei prodotti agricoli

Le imprese che trasformano prodotti agricoli possono presentare investimenti per:

  • lavorazione;
  • trasformazione;
  • conservazione;
  • confezionamento;
  • tracciabilità;
  • logistica;
  • vendita;
  • sviluppo di nuovi prodotti.

È necessario verificare il codice ATECO e il corretto regime di aiuto, distinguendo la produzione agricola primaria dalle attività di trasformazione ammesse.

Servizi

La categoria comprende le attività di servizio indicate nell’elenco ATECO pubblicato dall’USR.

Un progetto può riguardare:

  • nuovi servizi alle imprese;
  • servizi tecnici;
  • servizi alla persona;
  • attività culturali;
  • servizi digitali;
  • attività creative;
  • servizi collegati al turismo;
  • attività professionali organizzate in forma d’impresa;
  • altri servizi espressamente previsti nell’allegato.

L’attività deve avere un modello economico sostenibile e produrre una ricaduta effettiva nel territorio del cratere.

Turismo e ricettività

Il bando attribuisce una particolare attenzione alle attività ricettive e turistiche.

Possono essere finanziati, in funzione dei codici ATECO ammessi:

  • alberghi;
  • strutture ricettive;
  • affittacamere imprenditoriali;
  • case e appartamenti per vacanze in forma d’impresa;
  • campeggi;
  • strutture per l’ospitalità;
  • servizi turistici;
  • altre attività ricettive comprese nell’allegato.

Gli investimenti possono riguardare:

  • recupero dei locali;
  • camere;
  • spazi comuni;
  • reception;
  • accessibilità;
  • arredi;
  • impianti;
  • software;
  • prenotazione;
  • servizi digitali;
  • efficienza energetica;
  • nuovi servizi per gli ospiti.

Le attività ricettive, turistiche e di ristorazione ricevono una premialità di 3 punti.

Ristorazione e somministrazione

Sono compresi:

  • ristoranti;
  • attività da asporto;
  • bar;
  • esercizi di somministrazione;
  • altre attività alimentari indicate nell’elenco ATECO.

Un progetto può prevedere:

  • cucina;
  • laboratorio;
  • sala;
  • dehors, quando autorizzato e funzionale;
  • impianti;
  • arredi;
  • attrezzature;
  • sistemi di ordinazione;
  • gestione digitale;
  • riduzione degli sprechi;
  • efficientamento energetico;
  • sviluppo di nuovi servizi.

Il business plan dovrebbe indicare:

  • coperti;
  • giornate di apertura;
  • scontrino medio;
  • personale;
  • costi;
  • approvvigionamento;
  • prodotti locali;
  • stagionalità;
  • ricavi attesi.

Attività sportive

Le attività sportive sono ammissibili quando esercitate in forma d’impresa e comprese nei codici ATECO pubblicati.

Gli investimenti possono riguardare:

  • impianti;
  • attrezzature;
  • spazi;
  • tecnologie;
  • accessibilità;
  • sistemi di prenotazione;
  • servizi collegati al turismo attivo.

La spesa deve essere funzionale all’attività economica e non a un’attività associativa priva dei requisiti imprenditoriali richiesti.

Commercio di vicinato

Il commercio è ammesso limitatamente agli:

esercizi di vicinato

Sono esclusi i progetti commerciali che non rispettano la tipologia e le dimensioni indicate dalla normativa applicabile.

Possono essere finanziati:

  • locali;
  • opere;
  • arredi;
  • scaffalature;
  • attrezzature;
  • sistemi di vendita;
  • magazzino;
  • tracciabilità;
  • software;
  • e-commerce integrato.

L’attività dovrebbe contribuire anche al mantenimento dei servizi nei piccoli Comuni e nei borghi.

E-commerce

L’e-commerce è ammesso nell’ambito delle attività previste dal bando.

Può comprendere:

  • piattaforma di vendita;
  • integrazione con il magazzino;
  • gestione degli ordini;
  • pagamenti;
  • logistica;
  • CRM;
  • strumenti di analisi;
  • sicurezza informatica.

Il progetto non dovrebbe limitarsi al rifacimento grafico di un sito. Deve dimostrare un’effettiva integrazione con il processo commerciale e gestionale dell’impresa.

Dimensione del programma di investimento

La spesa ammissibile deve essere compresa tra:

  • 30.000 euro, investimento minimo;
  • 400.000 euro, investimento massimo.

Gli importi sono calcolati al netto dell’IVA.

Un programma inferiore a 30.000 euro non è ammissibile.

Un programma superiore a 400.000 euro può essere realizzato, ma la quota eccedente non entra nel calcolo del contributo e resta interamente a carico dell’impresa, salvo le condizioni contenute nel testo integrale.

Forma e intensità dell’agevolazione

Il sostegno è concesso sotto forma di:

contributo a fondo perduto in conto capitale

La percentuale massima è pari al:

70% del programma ammissibile

Il contributo massimo è:

280.000 euro.

Esempi di calcolo

Progetto ammissibile da 30.000 euro:

  • contributo massimo al 70%: 21.000 euro;
  • quota minima dell’impresa: 9.000 euro.

Progetto da 100.000 euro:

  • contributo massimo: 70.000 euro;
  • quota dell’impresa: 30.000 euro.

Progetto da 250.000 euro:

  • contributo massimo: 175.000 euro;
  • quota dell’impresa: 75.000 euro.

Progetto da 400.000 euro:

  • contributo massimo: 280.000 euro;
  • quota dell’impresa: 120.000 euro.

A queste somme vanno aggiunti l’eventuale IVA, le spese escluse e gli importi eccedenti i massimali delle singole categorie.

Regime “de minimis”

Il contributo viene ordinariamente concesso ai sensi del Regolamento UE n. 2023/2831.

Il massimale generale è pari a:

300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica

Nel calcolo devono essere inclusi anche gli aiuti ricevuti dalle imprese collegate che formano una sola impresa ai fini della normativa europea.

Poiché il contributo massimo del bando è di 280.000 euro, un’impresa che abbia già ricevuto, per esempio, 60.000 euro di aiuti “de minimis” nel periodo rilevante non potrebbe ottenere ulteriori 280.000 euro nello stesso regime.

Prima della domanda devono essere verificati:

  • Registro nazionale degli aiuti;
  • contributi già concessi;
  • aiuti delle società collegate;
  • fusioni e acquisizioni;
  • plafond residuo;
  • momento giuridico della concessione, non soltanto quello dell’erogazione.

Alternativa prevista dall’articolo 22 GBER

Le imprese che non dispongono di un plafond “de minimis” sufficiente possono verificare l’accesso al regime previsto dall’articolo 22 del Regolamento GBER per gli aiuti alle start-up.

Questa possibilità non è aperta indiscriminatamente a tutte le MPMI.

L’articolo 22 riguarda, in particolare, piccole imprese non quotate entro cinque anni dalla registrazione, nel rispetto di ulteriori condizioni riguardanti acquisizioni, fusioni e distribuzione degli utili. L’impresa deve quindi effettuare una verifica specifica prima di scegliere questo regime.

Ridurre la percentuale per ottenere più punti

L’impresa non è obbligata a richiedere il 70%.

Il sistema di valutazione attribuisce:

un punto per ogni punto percentuale di contributo richiesto in meno rispetto al 70%, fino a un massimo di 10 punti

Un’impresa che richiede il 60% può quindi ottenere 10 punti premiali, ma rinuncia a una parte significativa del contributo.

Esempio su un investimento di 400.000 euro:

  • contributo al 70%: 280.000 euro;
  • contributo al 60%: 240.000 euro;
  • differenza: 40.000 euro;
  • premialità ottenibile richiedendo il 60%: 10 punti.

La scelta deve essere effettuata confrontando:

  • posizione attesa in graduatoria;
  • disponibilità finanziaria;
  • plafond “de minimis”;
  • capacità di credito;
  • punteggio ottenibile sugli altri criteri;
  • rischio di non raggiungere la soglia.

Non è sempre conveniente ridurre il contributo: una proposta già molto competitiva potrebbe preferire l’intensità massima.

Acquisto di locali, opere murarie e impianti generali

Sono ammissibili:

  • acquisto di locali funzionali all’attività;
  • ristrutturazione;
  • manutenzione straordinaria;
  • opere murarie;
  • opere assimilate;
  • impianti generali.

Questa categoria non può superare:

il 50% del totale dell’investimento ammissibile.

Su un progetto da 300.000 euro, la categoria immobiliare e le opere potranno quindi incidere, complessivamente, per un massimo di 150.000 euro.

Prima di inserire l’acquisto di un immobile è necessario verificare:

  • titolo di proprietà del venditore;
  • assenza di rapporti non ammessi;
  • destinazione d’uso;
  • agibilità;
  • conformità urbanistica;
  • congruità del prezzo;
  • effettiva funzionalità rispetto all’attività;
  • eventuali vincoli;
  • disponibilità entro i tempi del progetto.

La documentazione ufficiale comprende uno specifico Modulo E – Dichiarazione sostitutiva relativa alla certificazione d’uso e agibilità.

Macchinari, impianti e attrezzature

Sono finanziabili:

  • macchinari;
  • impianti produttivi;
  • attrezzature;
  • arredi;
  • hardware;
  • strumenti;
  • strutture mobili;
  • prefabbricati funzionali;
  • mezzi strettamente strumentali all’attività, quando rispettano tutte le condizioni del bando.

I beni devono essere nuovi di fabbrica. I beni usati e gli acquisti in leasing non risultano ammissibili.

Il preventivo dovrebbe indicare:

  • produttore;
  • modello;
  • caratteristiche;
  • quantità;
  • costo;
  • accessori;
  • installazione;
  • trasporto;
  • collaudo;
  • tempi di consegna;
  • condizioni di pagamento.

Veicoli e mezzi di trasporto

I mezzi possono essere ammissibili soltanto quando risultano strettamente necessari allo svolgimento dell’attività e rientrano nelle condizioni del bando.

La relazione deve spiegare:

  • funzione;
  • utilizzo;
  • collegamento con il processo;
  • assenza di uso promiscuo prevalente;
  • caratteristiche tecniche;
  • necessità rispetto al progetto.

Un’automobile aziendale generica difficilmente può essere equiparata a un mezzo strettamente strumentale.

Tecnologie digitali

Sono ammissibili:

  • programmi informatici;
  • software;
  • licenze;
  • piattaforme digitali;
  • applicazioni;
  • servizi ICT;
  • sistemi gestionali;
  • strumenti per produzione e magazzino;
  • sistemi di prenotazione;
  • e-commerce;
  • CRM;
  • cybersecurity;
  • strumenti di analisi dei dati.

La tecnologia deve essere collegata alle attività e agli obiettivi del progetto.

Brevetti, licenze e proprietà intellettuale

Sono finanziabili:

  • brevetti;
  • licenze;
  • know-how;
  • prototipi;
  • sviluppo di soluzioni innovative;
  • portali web;
  • marchi;
  • brand naming;
  • visual identity;
  • digital brand;
  • altre immobilizzazioni immateriali direttamente funzionali.

Questa categoria non può superare:

il 30% del programma di spesa ammissibile.

Le attività di branding devono essere collegate al progetto d’impresa e non a una normale campagna pubblicitaria.

Consulenze specialistiche

Sono ammesse consulenze relative a:

  • innovazione aziendale;
  • innovazione di prodotto;
  • innovazione di processo;
  • organizzazione;
  • sostenibilità ambientale;
  • introduzione delle tecnologie;
  • miglioramento dei processi.

Il limite è pari al:

20% del programma di spesa ammissibile.

Non dovrebbero essere considerate automaticamente finanziabili:

  • consulenza fiscale ordinaria;
  • contabilità;
  • gestione paghe;
  • consulenza legale ricorrente;
  • predisposizione della domanda;
  • servizi commerciali ordinari;
  • pubblicità non capitalizzabile.

Il professionista o la società incaricata deve possedere competenze coerenti e produrre un risultato verificabile.

Altre immobilizzazioni immateriali

Le ulteriori immobilizzazioni immateriali capitalizzate sono ammesse entro il limite del:

5% del programma di spesa

Devono essere direttamente connesse all’investimento e funzionali all’attività proposta.

Obbligo minimo di digitalizzazione e consulenza

La somma delle spese relative a:

  • programmi informatici e servizi per le nuove tecnologie;
  • consulenze specialistiche per innovazione e sostenibilità;

deve rappresentare almeno:

il 15% del totale del programma ammissibile.

Su un progetto da 200.000 euro, queste due categorie devono quindi raggiungere complessivamente almeno 30.000 euro.

Questo vincolo dimostra che la misura non intende finanziare esclusivamente opere edilizie e macchinari, ma richiede una componente concreta di innovazione, digitalizzazione o sostenibilità.

Spese sostenute prima della domanda

Il programma deve essere avviato dopo la presentazione dell’istanza.

Per data di avvio viene considerata la data del primo titolo di spesa dichiarato ammissibile.

Prima dell’invio è quindi necessario evitare:

  • fatture;
  • acquisti;
  • consegne;
  • pagamenti;
  • acconti;
  • ordini vincolanti;
  • contratti che rendano irreversibile l’investimento;
  • avvio dei lavori;
  • attivazione di software e servizi.

La semplice richiesta di preventivo non costituisce normalmente avvio, purché non produca un obbligo giuridico.

Spese generalmente escluse

Tra le spese da non inserire rientrano almeno:

  • costi sostenuti prima della domanda;
  • beni usati;
  • leasing;
  • IVA recuperabile;
  • costi non collegati al progetto;
  • spese prive di tracciabilità;
  • investimenti già integralmente finanziati da altri contributi.

Il testo integrale e le FAQ devono essere utilizzati per verificare ulteriori esclusioni, soprattutto per acquisti da soggetti collegati, costi ordinari, materiali di consumo, imposte e spese amministrative.

Preventivi e congruità

Il piano deve contenere costi realistici e verificabili.

La documentazione ufficiale comprende il:

Modulo D – Dichiarazione sostitutiva del tecnico relativa ai preventivi

Per opere edilizie e impianti è opportuno utilizzare il prezzario regionale applicabile. Per macchinari, software, consulenze e altri beni devono essere acquisiti preventivi dettagliati e confrontabili secondo le regole del bando.

I preventivi dovrebbero indicare:

  • fornitore;
  • partita IVA;
  • bene o servizio;
  • caratteristiche;
  • quantità;
  • prezzo unitario;
  • importo totale;
  • IVA;
  • installazione;
  • durata;
  • tempi;
  • validità dell’offerta.

Durata del progetto

Il programma deve essere completato entro:

18 mesi dalla data del provvedimento di concessione

L’USR Marche può autorizzare una proroga non superiore a:

6 mesi

La proroga deve essere richiesta e motivata prima della scadenza del termine ordinario.

Il cronoprogramma dovrebbe considerare:

  • autorizzazioni;
  • disponibilità dell’immobile;
  • lavori;
  • consegna dei macchinari;
  • sviluppo dei software;
  • collaudi;
  • apertura dell’unità locale;
  • assunzioni;
  • avvio produttivo;
  • rendicontazione.

Permanenza nel territorio e mantenimento dei beni

Le sintesi operative del bando indicano che:

  • i beni agevolati non possono essere ceduti, alienati o destinati a usi diversi per almeno tre anni dalla conclusione del programma;
  • l’attività deve rimanere localizzata nei Comuni del cratere per almeno cinque anni;
  • la delocalizzazione incompatibile può determinare la revoca;
  • l’impresa deve applicare integralmente il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore.

Questi obblighi devono essere valutati prima di scegliere:

  • immobile;
  • Comune;
  • forma societaria;
  • attrezzature;
  • modello di gestione;
  • personale.

Procedura di selezione

La selezione avviene mediante:

procedura valutativa a graduatoria

Non si tratta di un click day nel quale il contributo viene attribuito esclusivamente in base all’ordine di arrivo.

Le domande vengono valutate sotto il profilo:

  • amministrativo;
  • tecnico;
  • progettuale;
  • economico;
  • finanziario.

Sono finanziate in ordine di punteggio fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Punteggio minimo

Per essere considerate ammissibili, le progettualità devono ottenere almeno:

48 punti, calcolati senza le premialità

Un progetto che non raggiunge la soglia non può essere recuperato attraverso i punti premiali.

La qualità tecnica del progetto rimane quindi centrale.

Qualità del progetto

La valutazione progettuale attribuisce fino a:

20 punti

La relazione deve dimostrare:

  • chiarezza degli obiettivi;
  • coerenza degli investimenti;
  • utilità del progetto;
  • mercato;
  • risultati;
  • collegamento con il territorio;
  • capacità di generare sviluppo;
  • concretezza del piano operativo.

Una semplice lista di acquisti non costituisce un progetto competitivo.

Innovazione e sostenibilità

La capacità di proporre innovazioni di prodotto, processo, tecnologia e sostenibilità ambientale vale fino a:

20 punti

Possono rafforzare la valutazione:

  • nuovi prodotti;
  • nuovi servizi;
  • automazione;
  • gestione digitale;
  • riduzione dei consumi;
  • riduzione degli scarti;
  • recupero di materiali;
  • tracciabilità;
  • efficientamento;
  • nuovi modelli commerciali;
  • integrazione dei processi.

L’impresa deve descrivere la situazione iniziale e il miglioramento atteso.

Capacità organizzativa e gestionale

La capacità del proponente vale fino a:

20 punti

Vengono considerate:

  • esperienza;
  • competenze;
  • formazione;
  • conoscenza del settore;
  • organizzazione;
  • composizione del gruppo;
  • capacità di gestire il progetto;
  • capacità di promuovere lo sviluppo economico del territorio.

Per una nuova impresa è particolarmente importante presentare:

  • curriculum dei soci;
  • esperienze;
  • qualifiche;
  • ruoli;
  • responsabilità;
  • eventuali collaborazioni.

Coerenza dei costi e dei tempi

La congruità economica e temporale attribuisce fino a:

5 punti

La valutazione considera:

  • preventivi;
  • computi;
  • costi;
  • cantierabilità;
  • autorizzazioni;
  • consegne;
  • cronoprogramma;
  • coerenza con i 18 mesi.

Un progetto con autorizzazioni incerte o tempi irrealistici rischia una valutazione bassa.

Sostenibilità economico-finanziaria

La sostenibilità può attribuire fino a:

15 punti

Il progetto deve dimostrare:

  • equilibrio tra fonti e impieghi;
  • disponibilità del cofinanziamento;
  • copertura dell’IVA;
  • capacità di anticipare le spese;
  • ricavi realistici;
  • margini;
  • sostenibilità a regime;
  • capacità di sostenere finanziamenti e costi di gestione.

Il business plan dovrebbe contenere almeno:

  • ricavi previsti;
  • costi fissi;
  • costi variabili;
  • personale;
  • ammortamenti;
  • liquidità;
  • fabbisogno finanziario;
  • capitale proprio;
  • eventuale finanziamento bancario;
  • margine operativo lordo;
  • punto di pareggio.

Premialità per le start-up

Le imprese costituite da meno di 12 mesi ricevono:

3 punti

La premialità non elimina l’obbligo di raggiungere i 48 punti della valutazione ordinaria.

Premialità per il cofinanziamento

La richiesta di una percentuale inferiore al 70% attribuisce fino a:

10 punti

Viene attribuito un punto per ciascun punto percentuale di contributo richiesto in meno.

Premialità occupazionale

Il progetto che prevede almeno:

una nuova unità lavorativa equivalente a tempo pieno

può ottenere:

4 punti.

L’assunzione deve essere coerente con:

  • piano operativo;
  • attività;
  • competenze;
  • costi;
  • cronoprogramma;
  • crescita prevista.

Non è opportuno dichiarare un incremento occupazionale che l’impresa non sarà in grado di realizzare o mantenere.

Premialità settoriale

Le attività:

  • ricettive;
  • turistiche;
  • di ristorazione;
  • di somministrazione di alimenti e bevande;

possono ottenere:

3 punti.

La premialità conferma la particolare attenzione del bando verso i servizi di accoglienza e la valorizzazione turistica delle aree interne.

Punteggio massimo

La struttura della griglia prevede:

  • 60 punti per qualità, innovazione e capacità gestionale;
  • 5 punti per costi e tempi;
  • 15 punti per sostenibilità finanziaria;
  • fino a 20 punti di premialità.

Il punteggio complessivo può quindi raggiungere:

100 punti.

In caso di parità può assumere rilievo l’ordine cronologico di presentazione, secondo le disposizioni della graduatoria.

Come presentare la domanda

La candidatura deve essere presentata esclusivamente online attraverso:

SIGEF – Sistema Integrato Gestione Fondi della Regione Marche

L’accesso richiede credenziali certificate:

  • SPID;
  • Carta d’identità elettronica – CIE;
  • Carta nazionale dei servizi – CNS.

La procedura deve essere completata entro:

07/09/2026, ore 12:00

La domanda lasciata in bozza, non firmata o non trasmessa definitivamente non è considerata presentata.

Documenti ufficiali da predisporre

La pagina dell’USR pubblica, tra gli altri:

  • Modulo C – dichiarazione sul conto dedicato;
  • Modulo D – dichiarazione del tecnico sui preventivi;
  • Modulo E – dichiarazione sull’uso e sull’agibilità;
  • Modulo G – dichiarazione relativa alla presentazione dell’istanza;
  • Modulo H – dichiarazione antimafia;
  • Modulo I – dichiarazione sulla dimensione d’impresa;
  • Modulo J – dichiarazione antiriciclaggio;
  • Modulo K – dichiarazione “de minimis”;
  • Modulo L – dichiarazione su casellario e carichi pendenti;
  • Modulo M – anagrafica dei soci e della società.

A questi documenti devono essere aggiunti quelli richiesti in relazione al progetto, come:

  • business plan;
  • relazione tecnica;
  • piano finanziario;
  • preventivi;
  • computo metrico;
  • titoli sugli immobili;
  • autorizzazioni;
  • documentazione bancaria;
  • curriculum;
  • visura camerale;
  • documenti societari;
  • dichiarazioni sui codici ATECO;
  • documentazione relativa alle premialità.

Conto dedicato

Il bando richiede una dichiarazione sul conto utilizzato per la gestione finanziaria del progetto.

È opportuno utilizzare un conto:

  • intestato all’impresa;
  • chiaramente identificabile;
  • utilizzato per pagamenti tracciabili;
  • separato o contabilmente distinguibile;
  • coerente con i dati indicati nella domanda.

I pagamenti effettuati da soci, amministratori, familiari o soggetti terzi possono creare problemi di riconoscibilità della spesa.

Antimafia e antiriciclaggio

La documentazione ufficiale comprende dichiarazioni specifiche:

  • antimafia;
  • antiriciclaggio;
  • anagrafica dei soci;
  • casellario giudiziale;
  • carichi pendenti.

Prima dell’invio è necessario controllare:

  • soci;
  • amministratori;
  • titolari effettivi;
  • procuratori;
  • poteri di firma;
  • documenti;
  • coerenza delle informazioni.

Eventuali variazioni societarie avvenute durante l’istruttoria devono essere comunicate secondo le modalità previste.

Come costruire un progetto competitivo

Un progetto efficace dovrebbe seguire una sequenza logica.

  1. Descrivere l’impresa e il territorio.
  2. Individuare il problema o l’opportunità.
  3. Definire il programma di investimento.
  4. Spiegare il miglioramento produttivo o commerciale.
  5. Inserire una componente significativa di digitalizzazione.
  6. Dimostrare l’innovazione.
  7. Quantificare gli effetti ambientali.
  8. Descrivere competenze e organizzazione.
  9. Documentare costi e tempi.
  10. Dimostrare la copertura finanziaria.
  11. Simulare il punteggio.
  12. Verificare la localizzazione e il codice ATECO.
  13. Organizzare gli allegati SIGEF.

Esempio: nuova struttura ricettiva

Una società costituita da meno di 12 mesi può realizzare un progetto da 300.000 euro per aprire una struttura ricettiva nel cratere ristretto.

Il programma potrebbe comprendere:

  • acquisto o adeguamento dei locali: 120.000 euro;
  • arredi e attrezzature: 80.000 euro;
  • impianti ed efficientamento: 45.000 euro;
  • software gestionale e prenotazioni: 25.000 euro;
  • portale e identità digitale: 15.000 euro;
  • consulenze innovative e ambientali: 15.000 euro.

Con un contributo richiesto del 65%:

  • contributo: 195.000 euro;
  • quota dell’impresa: 105.000 euro;
  • premialità per riduzione dell’intensità: 5 punti;
  • premialità start-up: 3 punti;
  • premialità turismo: 3 punti;
  • possibile premialità occupazionale: 4 punti.

Il progetto deve comunque raggiungere almeno 48 punti senza considerare queste premialità.

Esempio: impresa manifatturiera

Una PMI esistente può presentare un progetto da 400.000 euro composto da:

  • nuova linea produttiva;
  • sistemi di automazione;
  • software MES;
  • controllo qualità;
  • sistemi di riduzione dei consumi;
  • consulenza per l’innovazione;
  • formazione operativa non finanziata, se esclusa.

Richiedendo il 60%:

  • contributo: 240.000 euro;
  • cofinanziamento: 160.000 euro;
  • premialità per minore intensità: 10 punti.

La convenienza della riduzione deve essere valutata rispetto ai 40.000 euro di contributo cui l’impresa rinuncia.

Esempio: ristorante e prodotti locali

Un ristorante può realizzare:

  • adeguamento dei locali;
  • cucina professionale;
  • sala;
  • attrezzature;
  • sistema di gestione degli ordini;
  • prenotazione;
  • riduzione degli sprechi;
  • efficientamento;
  • brand e strumenti digitali;
  • consulenza per innovazione e sostenibilità.

La relazione dovrebbe collegare il progetto alla valorizzazione:

  • dei prodotti locali;
  • delle filiere;
  • del turismo;
  • dei borghi;
  • dell’occupazione.

Esempio: esercizio di vicinato con e-commerce

Un piccolo negozio può combinare:

  • ristrutturazione;
  • arredi;
  • attrezzature;
  • software di magazzino;
  • e-commerce;
  • CRM;
  • tracciabilità;
  • sistemi di consegna;
  • identità digitale.

L’e-commerce deve essere integrato con la gestione aziendale e non configurarsi come un semplice sito promozionale.

Errori da evitare

Tra gli errori più rilevanti rientrano:

  • impresa non costituita alla data della domanda;
  • dimensione d’impresa calcolata senza considerare società collegate;
  • codice ATECO non ammesso;
  • investimento fuori dal cratere;
  • immobile non disponibile;
  • investimento inferiore a 30.000 euro;
  • investimento avviato prima della domanda;
  • spese immobiliari superiori al 50%;
  • spese immateriali superiori al 30%;
  • consulenze superiori al 20%;
  • altre immobilizzazioni immateriali superiori al 5%;
  • digitalizzazione e consulenze inferiori al 15%;
  • beni usati;
  • leasing;
  • progetto privo di innovazione;
  • costi non congrui;
  • tempi non realistici;
  • assenza del cofinanziamento;
  • plafond “de minimis” insufficiente;
  • utilizzo improprio dell’articolo 22 GBER;
  • punteggio base inferiore a 48;
  • premialità non documentate;
  • domanda lasciata in bozza;
  • invio dopo le ore 12:00 del 07/09/2026.

Suggerimenti operativi

Prima della candidatura è consigliabile:

  1. verificare il Comune;
  2. consultare l’elenco dei 29 Comuni prioritari;
  3. verificare il codice ATECO aggiornato;
  4. calcolare la dimensione d’impresa;
  5. controllare il plafond “de minimis”;
  6. verificare l’alternativa GBER;
  7. definire l’investimento;
  8. controllare i limiti percentuali;
  9. predisporre il business plan;
  10. acquisire i preventivi;
  11. verificare immobili e autorizzazioni;
  12. dimostrare la copertura finanziaria;
  13. simulare il punteggio senza premialità;
  14. compilare i moduli ufficiali;
  15. trasmettere la pratica prima del 07/09/2026.

Checklist pratica

  • Impresa già costituita.
  • Forma individuale, societaria o cooperativa.
  • Micro, piccola o media impresa.
  • Imprese collegate e associate correttamente considerate.
  • Codice ATECO ammesso.
  • Unità operativa nel cratere.
  • Comune verificato nell’Allegato 1.
  • Eventuale Comune del cratere ristretto verificato nell’Allegato 2.
  • Investimento localizzato nelle Marche.
  • Impresa nuova da meno di 12 mesi correttamente identificata.
  • Spesa minima di 30.000 euro.
  • Spesa massima ammissibile di 400.000 euro.
  • Contributo massimo del 70%.
  • Contributo non superiore a 280.000 euro.
  • Plafond “de minimis” verificato.
  • Impresa unica correttamente individuata.
  • Eventuale articolo 22 GBER verificato.
  • Percentuale di aiuto strategicamente scelta.
  • Quota privata disponibile.
  • IVA finanziariamente coperta.
  • Immobili e opere entro il 50%.
  • Brevetti e immateriali entro il 30%.
  • Consulenze entro il 20%.
  • Altre immobilizzazioni entro il 5%.
  • Tecnologie e consulenze almeno pari al 15%.
  • Beni esclusivamente nuovi.
  • Leasing escluso.
  • Investimento non ancora avviato.
  • Nessun ordine vincolante effettuato.
  • Titolo sull’immobile disponibile.
  • Uso e agibilità verificati.
  • Autorizzazioni individuate.
  • Preventivi dettagliati.
  • Computo metrico predisposto.
  • Business plan predisposto.
  • Piano finanziario predisposto.
  • Cronoprogramma entro 18 mesi.
  • Eventuale proroga non superiore a 6 mesi considerata.
  • Incremento occupazionale realistico.
  • Punteggio base di almeno 48 punti.
  • Premialità documentate.
  • Conto dedicato individuato.
  • Antimafia compilata.
  • Antiriciclaggio compilato.
  • Dimensione d’impresa dichiarata.
  • Anagrafica soci aggiornata.
  • Casellario e carichi pendenti verificati.
  • SPID, CIE o CNS funzionanti.
  • Accesso SIGEF verificato.
  • Domanda firmata.
  • Invio completato entro le ore 12:00 del 07/09/2026.
  • Protocollo e ricevuta conservati.
  • Sistema di rendicontazione organizzato.
  • Vincolo di mantenimento dei beni accettato.
  • Permanenza dell’attività nel cratere programmata.

Link ufficiali

La pagina ufficiale dell’avviso, con bando, allegati, FAQ, codici ATECO e provvedimenti, è disponibile qui:

USR Marche – Crescita e rientro di micro, piccole e medie imprese Sisma 2016

La domanda deve essere presentata attraverso:

SIGEF – Sistema Integrato Gestione Fondi della Regione Marche

Dalla pagina ufficiale devono essere scaricati e verificati:

  • avviso completo;
  • decreto di approvazione;
  • FAQ aggiornate;
  • file dei codici ATECO;
  • elenco degli 85 Comuni;
  • elenco dei 29 Comuni maggiormente colpiti;
  • modulistica;
  • eventuali ulteriori chiarimenti o rettifiche.

Ente competente e contatti istituzionali

L’ente responsabile è:

Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche

Sede legale:

Via Gentile da Fabriano 2/4, 60125 Ancona

Email:

dipartimento.usrmarche@regione.marche.it

PEC:

regione.marche.usr@emarche.it.

Le sedi territoriali dell’USR sono presenti anche ad Ascoli Piceno, Camerino, Castelraimondo, Corridonia e Serrapetrona.

Scheda rapida

Nome ufficiale: Avviso Crescita e rientro di micro, piccole e medie imprese – Sisma 2016

Ente proponente: Regione Marche

Soggetto gestore: Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche

Provvedimento: Decreto VCOMMS n. 1 del 25/02/2026

Beneficiari: micro, piccole e medie imprese costituite, individuali, societarie e cooperative

Nuove imprese: costituite da meno di 12 mesi

Area geografica: 85 Comuni marchigiani del cratere Sisma 2016

Area prioritaria: 29 Comuni maggiormente colpiti

Dotazione: 5.456.445,64 euro

Quota riservata al cratere ristretto: 2.728.222,82 euro

Investimento minimo: 30.000 euro

Investimento massimo ammissibile: 400.000 euro

Contributo: fino al 70%

Contributo massimo: 280.000 euro

Regime ordinario: “de minimis”

Alternativa: articolo 22 GBER per le imprese che rispettano le relative condizioni

Settori: manifattura, trasformazione agricola, servizi, turismo, ricettività, ristorazione, somministrazione, sport e commercio di vicinato

Immobili e opere: massimo 50%

Brevetti e immateriali: massimo 30%

Consulenze: massimo 20%

Altre immobilizzazioni immateriali: massimo 5%

Tecnologie digitali e consulenze: almeno 15%

Apertura SIGEF: 06/05/2026

Scadenza prorogata: 07/09/2026, ore 12:00

Procedura: valutativa a graduatoria

Punteggio minimo: 48 punti senza premialità

Premialità start-up: 3 punti

Premialità minore contributo richiesto: massimo 10 punti

Premialità occupazione: 4 punti

Premialità turismo e ristorazione: 3 punti

Durata: 18 mesi dalla concessione

Proroga: massimo 6 mesi

Presentazione: SIGEF con SPID, CIE o CNS

Assistenza Atamai

La candidatura richiede il coordinamento tra impresa, commercialista, tecnico, progettista, fornitori, istituto di credito ed eventuali professionisti incaricati dell’innovazione e della sostenibilità.

Atamai può affiancare le micro, piccole e medie imprese nella verifica della localizzazione, del codice ATECO, della dimensione aziendale e del regime di aiuto, nella costruzione del programma di investimento, nella simulazione del punteggio e nell’organizzazione della documentazione da trasmettere tramite SIGEF.

Per valutare la partecipazione all’avviso Crescita e rientro di micro, piccole e medie imprese – Sisma 2016, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.