Valorizzazione dei prodotti tipici 2026: contributi fino al 60% per eventi a Livorno e Grosseto
La Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno sostiene le spese di comunicazione relative a eventi pubblici capaci di valorizzare il territorio, il turismo, la cultura e le produzioni tipiche delle province di Livorno e Grosseto.
La denominazione ufficiale della misura è:
“Bando a sostegno delle iniziative locali e di valorizzazione dei prodotti tipici – Anno 2026”
Il bando dispone di una dotazione complessiva di:
30.000 euro
Per le iniziative espressamente dedicate alle produzioni tipiche locali, il contributo è pari al:
60% delle spese di comunicazione ammissibili
L’importo massimo ordinario è:
3.000 euro per iniziativa
La domanda deve essere presentata almeno 40 giorni consecutivi prima dell’apertura dell’evento e, in ogni caso, entro:
10/11/2026, ore 23:59
La Camera può chiudere anticipatamente il bando in caso di esaurimento delle risorse. La procedura è gestita in ordine cronologico attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere.
Attenzione: il contributo non finanzia tutto l’evento
Il principale elemento da comprendere è che il bando non copre il costo complessivo della manifestazione.
Sono agevolate esclusivamente le:
spese di comunicazione e promozione dell’evento
Non vengono quindi finanziati, per esempio:
- acquisto di attrezzature;
- realizzazione di opere;
- compensi al personale interno;
- spese di organizzazione generale;
- SIAE;
- imposte e tasse;
- trasferte;
- campionature;
- costi ordinari di funzionamento;
- consulenze amministrative, fiscali o legali.
Il contributo serve a rendere l’iniziativa visibile, riconoscibile e accessibile al pubblico attraverso grafica, pubblicità, stampa, contenuti audiovisivi, promozione digitale e altri strumenti ammessi.
Ente proponente e soggetto gestore
La misura è promossa e gestita dalla:
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Maremma e del Tirreno
La Camera opera nelle province di:
- Livorno;
- Grosseto.
Il bando è stato approvato con la:
Deliberazione della Giunta camerale del 30/03/2026
L’atto risulta pubblicato all’Albo camerale con repertorio n. 42/2026.
Il responsabile del procedimento è:
Marina Paino – Servizio Promozione e Sviluppo economico
Le comunicazioni informative possono essere indirizzate a promozione@lg.camcom.it, mentre le comunicazioni ufficiali richieste durante l’istruttoria devono essere trasmesse alla PEC camerale.
Finalità dell’intervento
Il bando sostiene iniziative che producono una ricaduta collettiva e territoriale.
Gli eventi devono contribuire a:
- valorizzare l’identità locale;
- promuovere le tipicità;
- sviluppare il turismo;
- far conoscere i territori;
- sostenere l’economia locale;
- favorire la partecipazione del pubblico;
- mettere in rete imprese, associazioni ed enti;
- migliorare la visibilità delle produzioni;
- generare benefici per il settore interessato.
La manifestazione non deve essere costruita esclusivamente per promuovere il soggetto organizzatore o una singola impresa. Deve produrre benefici più ampi per il territorio o per una categoria economica.
Beneficiari
Il bando è aperto a una platea più ampia rispetto ai normali voucher camerali per le imprese.
Possono partecipare:
- associazioni di categoria e loro società di servizi;
- Centri commerciali naturali;
- soggetti iscritti al REA portatori di interessi collettivi;
- soggetti senza scopo di lucro che perseguono finalità di promozione e valorizzazione del territorio e della sua cultura;
- Pubbliche amministrazioni delle province di Livorno e Grosseto.
I requisiti imprenditoriali, contributivi, camerali e relativi agli aiuti di Stato si applicano in funzione della natura del richiedente.
Associazioni di categoria e società di servizi
Possono presentare domanda le organizzazioni rappresentative degli operatori economici e le relative società di servizi.
Un’associazione può proporre, per esempio:
- una rassegna sui prodotti tipici;
- una manifestazione dedicata al commercio locale;
- un festival enogastronomico;
- un evento sul turismo;
- una campagna collegata a una fiera territoriale;
- un itinerario promozionale tra imprese;
- un programma di incontri aperti al pubblico.
Il progetto deve assicurare una ricaduta collettiva e non limitarsi a promuovere soltanto gli associati più direttamente coinvolti.
Centri commerciali naturali
I Centri commerciali naturali devono essere legalmente costituiti e possedere:
- atto costitutivo;
- statuto vigente;
- organizzazione formalizzata;
- rappresentante legale;
- finalità coerenti con l’iniziativa.
Un CCN può proporre una manifestazione capace di integrare:
- esercizi di vicinato;
- produzioni locali;
- ristorazione;
- artigianato;
- cultura;
- percorsi urbani;
- attrazioni turistiche.
L’evento deve essere accessibile a tutti i soggetti potenzialmente interessati e non soltanto agli aderenti al Centro commerciale naturale.
Soggetti iscritti al REA portatori di interessi collettivi
Questa categoria può comprendere organizzazioni che, pur non configurandosi necessariamente come associazioni di categoria tradizionali, rappresentano interessi economici o territoriali collettivi.
Il richiedente deve poter dimostrare:
- iscrizione al REA;
- attività effettiva;
- finalità collettiva;
- rapporto con il territorio;
- coerenza dell’evento con il proprio oggetto.
Soggetti senza scopo di lucro
Possono presentare domanda anche enti non profit non iscritti al REA, purché lo statuto, l’atto costitutivo o il regolamento indichino tra le finalità:
- promozione del territorio;
- valorizzazione della cultura locale;
- sviluppo delle tipicità;
- attività di interesse collettivo.
Per questi soggetti è prevista una condizione particolarmente importante:
la spesa complessiva ammissibile dell’iniziativa non può essere inferiore a 30.000 euro, al netto dell’IVA
Il limite riguarda il valore complessivo del progetto del soggetto non profit, non soltanto la quota di comunicazione richiesta a contributo.
Un’associazione culturale che organizza un evento del valore complessivo di 8.000 euro, quindi, non dovrebbe rientrare in questa specifica categoria, salvo che possieda un diverso requisito di accesso previsto dal bando.
Pubbliche amministrazioni
Possono partecipare le Pubbliche amministrazioni delle province di:
- Livorno;
- Grosseto.
Possono quindi presentare domanda, nel rispetto dei requisiti:
- Comuni;
- Unioni di Comuni;
- altri enti pubblici territoriali;
- organismi pubblici che realizzano direttamente l’iniziativa.
L’ente pubblico deve essere sia beneficiario sia soggetto attuatore dell’evento.
Non è sufficiente presentare la domanda per trasferire successivamente il contributo a un’associazione o a un organizzatore esterno.
Gli affidamenti per la grafica, la stampa o la comunicazione devono rispettare anche la disciplina applicabile ai contratti pubblici.
Requisito territoriale
Il soggetto deve avere, quando applicabile:
- sede legale;
- oppure sede operativa;
nelle province di Livorno o Grosseto.
Anche l’iniziativa deve svolgersi nei territori delle due province.
Non è quindi sufficiente che il richiedente abbia sede nell’area camerale se l’evento viene realizzato stabilmente fuori dal territorio.
Il beneficiario deve organizzare direttamente l’iniziativa
Il soggetto che presenta la domanda deve coincidere con il soggetto attuatore.
Deve quindi:
- assumere la responsabilità dell’evento;
- sostenere le spese;
- ricevere le fatture;
- effettuare i pagamenti;
- gestire la rendicontazione;
- utilizzare il logo camerale;
- presentare la domanda di liquidazione.
Le fatture intestate a partner, associazioni collegate, sponsor o altri soggetti non sono ammissibili.
Progetti presentati congiuntamente
Più soggetti possono collaborare alla stessa iniziativa, ma non possono presentare richieste separate per il medesimo evento.
In caso di progetto congiunto deve essere individuato un:
soggetto capofila
Il capofila:
- presenta la domanda;
- riceve il contributo;
- è intestatario delle fatture;
- effettua i pagamenti;
- svolge l’attività amministrativa;
- presenta la rendicontazione.
I partner possono contribuire all’organizzazione, ma le spese da agevolare devono essere intestate al capofila.
Requisiti camerali e amministrativi
Quando applicabili alla natura del richiedente, devono essere rispettati i seguenti requisiti:
- attività regolarmente avviata;
- diritto annuale camerale regolare;
- regolarità contributiva;
- assenza di procedure concorsuali incompatibili;
- assenza di sanzioni interdittive;
- assenza di condanne ostative;
- regolarità rispetto agli aiuti di Stato;
- copertura assicurativa contro gli eventi catastrofali, quando obbligatoria;
- assenza di delocalizzazioni o cessazioni incompatibili;
- assenza di contratti di fornitura incompatibili con la Camera di Commercio.
I requisiti devono essere mantenuti:
- alla data della domanda di partecipazione;
- alla data della domanda di liquidazione;
- fino all’erogazione del contributo.
Diritto annuale
Per i soggetti tenuti al pagamento, la regolarità viene verificata alla data del:
31/12/2025
Il controllo riguarda gli ultimi cinque anni.
In caso di irregolarità, la Camera può concedere un termine perentorio di dieci giorni lavorativi per la regolarizzazione. La stessa possibilità è prevista per alcuni altri requisiti sanabili, tra cui attività, DURC e copertura catastrofale.
È opportuno controllare prima della domanda:
- annualità non pagate;
- pagamenti insufficienti;
- ravvedimenti;
- sanzioni;
- versamenti attribuiti a una Camera diversa;
- variazioni di sede;
- posizioni confluite a seguito di fusioni o trasformazioni.
Regolarità contributiva
La regolarità viene verificata tramite DURC, quando applicabile.
Un’anomalia contributiva può derivare da:
- debiti INPS;
- debiti INAIL;
- rateizzazioni non registrate;
- errori di attribuzione;
- posizioni dei soci;
- posizioni cessate ma ancora aperte.
È prudente acquisire un DURC aggiornato prima di presentare la pratica.
Polizza contro gli eventi catastrofali
Le imprese soggette all’obbligo devono possedere la copertura assicurativa prevista dalla normativa nazionale.
La polizza deve essere coerente con:
- soggetto assicurato;
- sede;
- immobili;
- impianti;
- macchinari;
- beni interessati;
- durata della copertura.
Quando il requisito non è applicabile, la condizione deve essere dichiarata secondo la modulistica camerale.
Eventi ammissibili
Le iniziative devono riguardare la valorizzazione:
- ambientale;
- enogastronomica;
- sportiva;
- culturale;
- turistica;
- territoriale.
A titolo esemplificativo, il bando considera eventi:
- manifestazioni;
- spettacoli;
- convegni;
- festival;
- altre iniziative pubbliche assimilabili.
L’evento deve:
- essere avviato nel 2026;
- concludersi entro il 10/01/2027;
- svolgersi nelle province di Livorno o Grosseto;
- avere valenza collettiva o territoriale;
- essere aperto a tutti i soggetti potenzialmente interessati;
- non essere già concluso o in corso alla data della domanda;
- non essere già finanziato nel 2026 da un altro intervento della stessa Camera.
Attività preparatorie già avviate
Il bando precisa che le attività preparatorie e organizzative precedenti allo svolgimento dell’evento non fanno automaticamente considerare l’iniziativa “in corso”.
È quindi possibile aver già:
- elaborato il programma;
- contattato i partecipanti;
- individuato le sedi;
- raccolto preventivi;
- richiesto autorizzazioni;
- impostato la grafica in forma di bozza.
Le spese da portare a contributo devono però rispettare il periodo di ammissibilità e non possono essere fatturate o pagate prima della domanda.
Accesso pubblico all’iniziativa
Non sono ammesse le manifestazioni riservate esclusivamente:
- agli associati;
- agli iscritti a una categoria;
- ai clienti di una specifica impresa;
- ai soci del soggetto richiedente;
- a un gruppo chiuso senza possibilità di accesso esterno.
L’accesso può essere organizzato attraverso:
- prenotazione;
- numero massimo di partecipanti;
- biglietto;
- registrazione;
- turni;
- requisiti legati alla sicurezza.
Tali modalità non devono però trasformare l’iniziativa in un evento esclusivamente privato.
Iniziative dedicate ai prodotti tipici
Per ottenere il contributo maggiorato del 60%, il progetto deve essere specificamente diretto alla valorizzazione delle produzioni tipiche.
Il bando riconosce esclusivamente:
- prodotti DOP;
- prodotti IGP;
- Prodotti agroalimentari tradizionali – PAT;
riferibili alle province di Livorno e Grosseto e presenti nelle banche dati ufficiali della Regione Toscana.
Non è sufficiente definire un prodotto “tipico”, “locale”, “artigianale” o “tradizionale” nella comunicazione dell’evento.
La relazione deve indicare:
- denominazione ufficiale;
- categoria DOP, IGP o PAT;
- territorio di riferimento;
- collegamento con Livorno o Grosseto;
- banca dati nella quale il prodotto risulta inserito;
- ruolo del prodotto nel programma.
Che cosa sono DOP, IGP e PAT
La DOP identifica un prodotto le cui fasi fondamentali di produzione, trasformazione ed elaborazione avvengono in un’area geografica delimitata secondo un disciplinare.
L’IGP richiede che almeno una delle fasi rilevanti sia collegata al territorio e che il prodotto possieda una qualità, reputazione o caratteristica riconducibile all’origine geografica.
I PAT sono prodotti agroalimentari tradizionali le cui metodiche di lavorazione, conservazione o stagionatura risultano consolidate nel tempo.
La banca dati regionale distingue le produzioni DOP, IGP e PAT e costituisce il riferimento indicato dal bando per verificare la tipicità. La Regione Toscana segnala 16 produzioni DOP e un ampio catalogo di prodotti PAT.
Esempi territoriali
Tra i prodotti collegabili al territorio, da verificare nella banca dati regionale in relazione allo specifico evento, rientrano per esempio:
- Olio extravergine di oliva Seggiano DOP;
- Pecorino Toscano DOP;
- Pane Toscano DOP;
- Carciofo del litorale livornese PAT;
- Cacciucco livornese PAT;
- carciofini sott’olio tradizionalmente prodotti nelle province di Livorno e Grosseto.
La banca dati regionale indica, per esempio, il Carciofo del litorale livornese come PAT e collega i carciofini sott’olio sia alla provincia di Livorno sia alla Maremma grossetana. Il Cacciucco livornese è stato inserito nell’elenco regionale dei PAT.
Questi esempi non sostituiscono la verifica puntuale richiesta dalla Camera. La relazione deve utilizzare la denominazione ufficiale risultante dalla banca dati.
Esempio di evento enogastronomico
Un Centro commerciale naturale può organizzare una rassegna dedicata alle tipicità locali composta da:
- incontri con produttori;
- degustazioni;
- laboratori;
- visite;
- esposizioni;
- show cooking;
- materiale informativo;
- campagna digitale;
- video;
- pubblicità territoriale.
Il contributo non coprirà automaticamente:
- acquisto dei prodotti;
- compensi degli organizzatori;
- attrezzature;
- cucine;
- affitto generale;
- personale;
- SIAE.
Potranno invece essere agevolate le spese di comunicazione espressamente previste dal bando.
Esempio di festival territoriale
Un Comune può realizzare un festival dedicato al paesaggio, alla cultura e alle produzioni locali.
Il piano di comunicazione può comprendere:
- identità visiva;
- manifesti;
- locandine;
- inserzioni;
- campagna social sponsorizzata;
- spot radiofonici;
- video promozionale;
- servizi fotografici;
- cartellonistica;
- gadget collegati alla manifestazione.
La domanda deve distinguere chiaramente tali costi dal budget complessivo dell’evento.
Contributo ordinario del 50%
Per le iniziative locali che valorizzano il territorio ma non sono specificamente dedicate a DOP, IGP o PAT, il contributo è pari al:
50% delle spese di comunicazione ammissibili
Il contributo massimo rimane:
3.000 euro
Per raggiungere il massimale occorrono almeno 6.000 euro di spese ammissibili.
Esempio:
- comunicazione: 4.000 euro;
- contributo al 50%: 2.000 euro;
- quota a carico del beneficiario: 2.000 euro.
Contributo maggiorato del 60%
Per le iniziative specificamente dedicate alle produzioni tipiche DOP, IGP o PAT delle due province, l’intensità sale al:
60%
Il massimale ordinario resta pari a:
3.000 euro
Per ottenere il contributo massimo occorrono almeno:
5.000 euro di spese di comunicazione ammissibili
Esempio:
- comunicazione: 5.000 euro;
- contributo al 60%: 3.000 euro;
- quota a carico del beneficiario: 2.000 euro.
Investimento minimo
Le spese di comunicazione ammissibili devono raggiungere almeno:
1.000 euro al netto dell’IVA
Una domanda con 900 euro di costi ammissibili non viene accolta.
La soglia deve essere mantenuta anche dopo l’istruttoria e la rendicontazione. Se alcune voci vengono escluse e il valore riconosciuto scende sotto 1.000 euro, il contributo può essere perso.
Premio per sostenibilità o parità di genere
Il bando prevede un incremento di:
300 euro
L’incremento può essere riconosciuto quando il richiedente possiede:
- un bilancio di sostenibilità redatto ai sensi del Decreto legislativo n. 125/2024;
- oppure la certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022.
Le due condizioni non sono cumulabili tra loro.
Anche possedendo entrambi i requisiti, l’incremento rimane quindi pari a 300 euro.
Premialità per il rating di legalità
Una quota pari al 2% della dotazione è riservata alle imprese in possesso del rating di legalità.
La premialità è pari a:
300 euro aggiuntivi
Il rating deve:
- essere posseduto alla data della domanda;
- risultare valido al momento dell’erogazione;
- avere almeno il punteggio base di una stelletta.
Non è sufficiente presentare la richiesta all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato prima dell’invio: il rating deve essere già stato attribuito.
L’assegnazione avviene fino a esaurimento della riserva e secondo l’ordine cronologico delle domande.
Contributo massimo potenziale con le premialità
Quando tutte le condizioni sono applicabili, un’impresa potrebbe ottenere:
- contributo ordinario o maggiorato: fino a 3.000 euro;
- incremento per sostenibilità oppure parità di genere: 300 euro;
- premialità per rating di legalità: 300 euro.
Il sostegno complessivo potenziale può quindi raggiungere:
3.600 euro
Il riconoscimento effettivo dipende:
- dalla natura del beneficiario;
- dai requisiti;
- dalla disponibilità delle riserve;
- dal regime “de minimis”;
- dall’importo delle spese;
- dal disavanzo finale dell’iniziativa.
Riserva per micro e piccole imprese
Almeno il:
25% della dotazione complessiva
è destinato alle micro e piccole imprese.
La riserva non trasforma le imprese in beneficiari esclusivi del bando, ma garantisce che una parte delle risorse venga destinata a questa categoria.
Spese ammissibili
Sono ammesse esclusivamente le seguenti categorie.
Consulenza grafica
Può riguardare:
- logo dell’iniziativa;
- immagine coordinata;
- manifesti;
- cartellonistica;
- volantini;
- locandine;
- impaginazione dei materiali;
- adattamento dei contenuti ai diversi formati.
La consulenza deve essere riferita all’evento finanziato.
Non è ammissibile il rifacimento generale del logo o dell’identità istituzionale del soggetto richiedente.
Attività di comunicazione
Possono essere agevolati:
- messaggi pubblicitari televisivi;
- spot radiofonici;
- banner su siti di terzi;
- Social Media Ads;
- inserzioni;
- redazionali su riviste di settore;
- pubblicità sui quotidiani;
- altre campagne coerenti con l’evento.
La fattura dovrebbe indicare:
- canale;
- periodo;
- quantità;
- formato;
- destinatari;
- costo;
- riferimenti della campagna.
Materiali pubblicitari
Sono ammessi, tra gli altri:
- stampa tipografica;
- video;
- servizi fotografici;
- pubblicità dinamica;
- merchandising;
- gadget.
I materiali devono essere direttamente collegati all’iniziativa.
La semplice produzione di materiale istituzionale utilizzabile in modo permanente dal richiedente potrebbe non risultare ammissibile.
Influencer marketing
Il bando ammette anche attività di influencer marketing, come il coinvolgimento di:
- blogger;
- autori;
- creator;
- recensori;
- comunicatori digitali.
Il contratto o preventivo dovrebbe specificare:
- profilo coinvolto;
- contenuti;
- numero delle pubblicazioni;
- canali;
- calendario;
- durata;
- visibilità attesa;
- eventuali diritti di utilizzo.
La collaborazione deve promuovere l’evento e non una singola impresa estranea alla finalità collettiva.
Periodo di ammissibilità delle spese
Le spese devono essere:
- fatturate;
- integralmente pagate;
a partire dalla data di presentazione della domanda di partecipazione e fino alla domanda di liquidazione.
Non sono ammissibili fatture emesse o pagamenti effettuati prima dell’invio della pratica su ReStart.
È quindi opportuno seguire questa sequenza:
- acquisizione dei preventivi;
- presentazione della domanda;
- attesa delle comunicazioni camerali;
- affidamento dei servizi;
- realizzazione della comunicazione;
- pagamento integrale;
- domanda di liquidazione.
Fatture emesse dopo l’ammissione e CUP
Al termine dell’istruttoria positiva, la Camera comunica il:
Codice unico di progetto – CUP
Il CUP deve essere riportato sulle fatture e sugli altri documenti equivalenti emessi dopo la comunicazione camerale di ammissione.
Una fattura successiva all’ammissione priva del CUP può essere dichiarata non ammissibile, salvo la procedura di regolarizzazione prevista attraverso il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.
Prima dell’emissione delle fatture, il beneficiario dovrebbe comunicare ai fornitori:
- denominazione esatta;
- codice fiscale o partita IVA;
- titolo dell’iniziativa;
- CUP;
- descrizione analitica;
- riferimenti della campagna.
IVA
Le spese vengono considerate al netto dell’IVA.
L’IVA può essere riconosciuta soltanto quando il beneficiario:
- la sostiene effettivamente;
- non ha la possibilità di recuperarla;
- presenta già nella domanda di partecipazione la documentazione che dimostra tale condizione fiscale.
La semplice dichiarazione di non detrarre normalmente l’IVA potrebbe non essere sufficiente.
Spese escluse
Non sono ammissibili:
- campionature;
- attrezzature;
- trasporto dei beni;
- opere murarie;
- impianti;
- progettazione;
- consulenza fiscale;
- consulenza contabile;
- consulenza legale;
- consulenza commerciale ordinaria;
- adeguamenti obbligatori per legge;
- personale dipendente;
- forniture da soggetti collegati;
- oneri previdenziali e assistenziali;
- compensi agli amministratori;
- missioni e trasferte;
- rimborsi;
- rappresentanza;
- costi generali di organizzazione;
- telefono;
- cancelleria;
- energia;
- imposte;
- tasse;
- diritti;
- bolli;
- SIAE.
Fornitori collegati
Non sono ammessi i costi relativi a forniture provenienti da strutture:
- collegate al beneficiario;
- partecipate dal beneficiario;
- con amministratori in comune;
- con legali rappresentanti in comune.
Prima di affidare un servizio è quindi opportuno verificare:
- compagine sociale;
- amministratori;
- rappresentanti;
- partecipazioni;
- rapporti di controllo;
- eventuali interessi comuni.
Pagamenti non ammessi
Le fatture devono essere pagate integralmente.
Non sono ammessi:
- contanti;
- pagamenti parziali;
- rateizzazioni;
- compensazioni;
- autofatturazione;
- pagamenti effettuati da partner;
- pagamenti effettuati da soci o amministratori personalmente.
Il pagamento deve partire dal beneficiario ed essere completamente tracciabile.
Obbligo di pubblicizzare il contributo camerale
Tutto il materiale promozionale cartaceo e digitale deve riportare:
- il logo della Camera di Commercio;
- la dicitura “con il contributo della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno”.
La totale assenza della visibilità camerale può determinare la decadenza dal contributo.
Quando soltanto un determinato prodotto o materiale non riporta il logo e la dicitura, la relativa spesa può essere esclusa.
Le bozze disponibili devono essere allegate già alla domanda iniziale, indicando la posizione prevista per il logo.
Il materiale definitivo deve essere trasmesso con la rendicontazione.
Eventi già finanziati dalla Camera
Non sono ammissibili le iniziative che nel 2026 abbiano già ottenuto altri benefici dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.
Il bando cita, a titolo di esempio, la partecipazione a:
Vetrina Toscana
Prima di presentare la domanda occorre quindi ricostruire:
- contributi camerali già ricevuti;
- servizi gratuiti;
- partecipazioni finanziate;
- altre agevolazioni riferite al medesimo evento.
Un’unica domanda per soggetto
Ogni richiedente può presentare:
una sola domanda
Quando vengono trasmesse più istanze, viene istruita soltanto la prima in ordine cronologico. Le successive risultano irricevibili.
La scelta dell’iniziativa deve quindi essere effettuata prima dell’invio.
Apertura e scadenza
Il bando è operativo:
- dalle ore 10:00 del 09/04/2026;
- fino alle ore 23:59 del 10/11/2026;
- salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.
La data del 09/04/2026 rappresenta l’apertura effettiva della piattaforma. L’indicazione “linea operativa” riportata in alcune schede sintetiche significa quindi che la misura è già attiva.
Il termine dei 40 giorni
La domanda deve essere presentata almeno:
40 giorni consecutivi prima della data di apertura dell’evento
Il requisito è previsto a pena di inammissibilità.
Esempi indicativi:
- evento che apre il 30/09/2026: domanda entro il 21/08/2026;
- evento che apre il 31/10/2026: domanda entro il 21/09/2026;
- evento che apre il 30/11/2026: domanda entro il 21/10/2026.
Il computo definitivo deve essere verificato tenendo conto del calendario e delle regole applicabili ai termini amministrativi.
Un invio effettuato il 10/11/2026 lascia uno spazio operativo estremamente ristretto: l’evento dovrebbe aprire indicativamente non prima del 20/12/2026 e concludersi comunque entro il 10/01/2027.
Per questo motivo la scadenza effettiva dipende dalla data prevista per l’evento e può arrivare molto prima del 10 novembre.
Periodo di svolgimento
L’iniziativa deve:
- iniziare nell’anno 2026;
- terminare entro il 10/01/2027.
Non sono quindi finanziabili eventi che iniziano nel 2027, anche quando si concludono entro il 10 gennaio.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso:
ReStart – InfoCamere
L’accesso è possibile con:
- SPID;
- Carta nazionale dei servizi;
- Carta d’identità elettronica.
La trasmissione può essere effettuata:
- direttamente dal richiedente;
- oppure da un intermediario delegato.
La firma della domanda rimane però di competenza del legale rappresentante e non può essere delegata.
Formato degli allegati
Tutti i documenti devono essere:
- firmati digitalmente dal titolare o legale rappresentante;
- in formato CAdES con estensione .p7m;
- non superiori a 100 MB per singolo file.
Prima dell’invio è opportuno verificare:
- validità del certificato;
- leggibilità del PDF;
- corretta estensione;
- firma di ogni allegato;
- dimensione;
- coerenza tra denominazioni e contenuti.
Documenti della prima fase
La domanda di partecipazione deve comprendere:
- modello base generato da ReStart;
- domanda di partecipazione;
- Allegato A con la descrizione dell’iniziativa;
- piano finanziario preventivo;
- eventuale bozza dei materiali promozionali;
- eventuale delega alla trasmissione;
- eventuale atto costitutivo e statuto del Centro commerciale naturale;
- eventuale documentazione sulla non recuperabilità dell’IVA;
- eventuale copia della polizza contro gli eventi catastrofali.
In funzione del richiedente è inoltre opportuno avere disponibili:
- statuto;
- atto costitutivo;
- visura;
- iscrizione REA;
- documentazione relativa alle premialità;
- programma dell’evento;
- preventivi;
- documentazione DOP, IGP o PAT;
- accordi tra partner.
Allegato A – Iniziativa prevista
L’Allegato A deve permettere alla Camera di comprendere:
- titolo;
- sede;
- data di apertura;
- data di conclusione;
- finalità;
- destinatari;
- attività;
- valenza territoriale;
- prodotti tipici coinvolti;
- soggetti partecipanti;
- piano di comunicazione;
- risultati attesi.
Per il contributo del 60% occorre indicare in modo esplicito:
- quali DOP, IGP o PAT vengono valorizzati;
- come sono inseriti nel programma;
- quali operatori vengono coinvolti;
- quale pubblico viene raggiunto;
- quale ricaduta economica o turistica viene prevista.
Piano finanziario preventivo
Il piano deve mostrare tutte le entrate e le uscite dell’iniziativa, non soltanto le spese per le quali viene richiesto il contributo.
Tra le entrate devono essere indicati:
- contributi di altri enti;
- sponsorizzazioni;
- biglietti;
- quote di partecipazione;
- proventi;
- autofinanziamento;
- altre risorse.
Deve inoltre essere specificato se gli importi sono:
- al netto delle imposte;
- oppure al lordo.
Il contributo camerale non deve essere già inserito tra le entrate del piano preventivo, secondo il modello indicato dal bando.
Necessità del disavanzo
Il contributo non può generare un utile.
Dal piano consuntivo deve emergere un:
disavanzo
Quando le entrate dell’iniziativa coprono interamente le spese ammissibili, non viene erogato alcun contributo.
Quando il contributo determina entrate superiori alla spesa totale riconosciuta, viene ridotto fino al pareggio.
Esempio:
- spese complessive: 20.000 euro;
- altre entrate: 19.000 euro;
- disavanzo: 1.000 euro;
- contributo teorico calcolato sulle spese di comunicazione: 3.000 euro;
- contributo effettivamente erogabile: massimo 1.000 euro.
Stato delle risorse
La scheda ufficiale di avanzamento aggiornata all’08/07/2026 riportava:
- stanziamento: 30.000 euro;
- contributi riservati: 23.700 euro;
- risorse ancora disponibili: 6.300 euro.
Alla stessa data risultavano nove domande ammesse e tre respinte.
La pagina camerale continua a indicare il bando come aperto, ma il prospetto disponibile è precedente al 30/07/2026.
Prima di predisporre una nuova candidatura è pertanto essenziale:
- consultare l’ultima scheda di avanzamento;
- verificare eventuali avvisi di chiusura;
- contattare l’ufficio promozione;
- presentare la domanda senza attendere il termine finale.
Procedura di selezione
La misura non prevede una graduatoria qualitativa basata su punteggi.
Le agevolazioni vengono attribuite seguendo:
l’ordine cronologico di presentazione
La posizione viene determinata dal numero di protocollo assegnato da ReStart.
La Camera verifica:
- rispetto dei termini;
- modalità di invio;
- requisiti del richiedente;
- ammissibilità dell’evento;
- ammissibilità delle spese;
- completezza della documentazione;
- disponibilità delle risorse.
Quando i fondi risultano esauriti, le domande successive possono entrare in una lista d’attesa.
L’inserimento nella lista non garantisce l’istruttoria o il finanziamento. La pratica viene esaminata soltanto se si liberano risorse per rinunce, decadenze o esiti negativi delle domande precedenti.
Tempi dell’istruttoria
Il procedimento si conclude ordinariamente entro:
45 giorni dalla ricezione della domanda
Il termine può essere sospeso per:
- verifiche;
- integrazioni;
- controlli presso altri enti;
- necessità di acquisire ulteriore documentazione.
Soccorso istruttorio
In caso di documenti incompleti o irregolari, la Camera può assegnare un termine perentorio di:
10 giorni
Il termine decorre dalla comunicazione trasmessa via PEC.
Una risposta tardiva non viene accolta.
L’integrazione non fa perdere la posizione cronologica già attribuita alla domanda.
Realizzazione dell’evento
Dopo l’ammissione, il beneficiario deve realizzare l’iniziativa conformemente alla domanda.
Eventuali modifiche relative a:
- programma;
- date;
- sede;
- attività;
- prodotti valorizzati;
- piano di comunicazione;
- fornitori;
- costi;
devono essere comunicate e, quando richiesto, preventivamente autorizzate.
Il progetto ammesso non può essere sostituito con un’iniziativa diversa.
Domanda di liquidazione
La seconda fase consiste nella richiesta di pagamento.
La domanda deve essere presentata entro:
50 giorni consecutivi dalla conclusione dell’evento
La Camera comunica via PEC il termine e la finestra operativa da utilizzare su ReStart.
Documenti per la liquidazione
Devono essere presentati:
- modello base ReStart;
- domanda di liquidazione;
- Allegato B con la relazione finale;
- piano finanziario consuntivo;
- rendiconto delle fatture dell’intera iniziativa;
- fatture e documenti di spesa;
- prove dei pagamenti;
- materiali promozionali;
- eventuale delega alla gestione della pratica.
Relazione finale
La relazione dovrebbe descrivere:
- attività svolte;
- pubblico raggiunto;
- imprese coinvolte;
- prodotti valorizzati;
- risultati;
- ricaduta economica;
- ricaduta turistica;
- visibilità ottenuta;
- diffusione dei contenuti;
- visibilità attribuita al contributo camerale;
- eventuali differenze rispetto al programma iniziale.
È utile raccogliere indicatori come:
- visitatori;
- partecipanti;
- imprese;
- produttori;
- materiali distribuiti;
- visualizzazioni;
- copertura della campagna;
- articoli pubblicati;
- passaggi radiofonici;
- interazioni social;
- prenotazioni;
- vendite generate, quando misurabili.
Riduzione del contributo
Se le spese di comunicazione finali risultano inferiori a quelle preventivate, il contributo viene ridotto proporzionalmente.
Esempio:
- comunicazione preventivata: 5.000 euro;
- contributo concesso al 60%: 3.000 euro;
- comunicazione rendicontata e ammessa: 4.000 euro;
- contributo ricalcolato: 2.400 euro.
Le spese eliminate o non ammesse non possono essere sostituite in sede di liquidazione con fatture diverse non previste nella rendicontazione inizialmente trasmessa.
Regime di aiuto
Per i soggetti che svolgono attività economica, il contributo viene concesso in regime “de minimis”.
Il bando richiama differenti regolamenti in base al settore:
- Regolamento UE n. 2023/2831;
- disciplina “de minimis” agricola;
- disciplina relativa ai servizi di interesse economico generale;
- disciplina applicabile alla pesca e all’acquacoltura.
Il massimale deve essere verificato considerando l’“impresa unica” e tutti gli aiuti concessi nel periodo rilevante.
Cumulo
Il contributo può essere cumulato con altri aiuti riferiti agli stessi costi soltanto quando:
- la disciplina dell’altro aiuto lo consente;
- non viene superata l’intensità massima;
- non viene superato l’importo massimo applicabile;
- non si produce un doppio finanziamento incompatibile;
- il contributo non supera il disavanzo.
Tutti gli altri contributi e le entrate devono essere indicati nel piano finanziario.
Cause di esclusione o decadenza
Possono determinare la perdita del contributo:
- domanda presentata meno di 40 giorni prima dell’evento;
- evento fuori dalle province di Livorno e Grosseto;
- iniziativa iniziata prima della domanda;
- evento non aperto al pubblico interessato;
- beneficiario diverso dal soggetto attuatore;
- più domande dello stesso soggetto;
- spese di comunicazione inferiori a 1.000 euro;
- progetto non riferito a DOP, IGP o PAT per la richiesta del 60%;
- fatture intestate ai partner;
- pagamenti parziali o rateizzati;
- pagamenti in contanti;
- assenza del logo camerale;
- mancanza del CUP sulle fatture successive all’ammissione;
- assenza di disavanzo;
- rendicontazione oltre i 50 giorni;
- variazioni non autorizzate;
- perdita dei requisiti;
- dichiarazioni non veritiere;
- mancata collaborazione ai controlli.
Come costruire una domanda efficace
La proposta dovrebbe rispondere chiaramente alle seguenti domande:
- Quale territorio viene valorizzato?
- Qual è la tipicità coinvolta?
- Quali DOP, IGP o PAT sono interessati?
- Quali imprese o produttori partecipano?
- Chi è il pubblico?
- Quale beneficio collettivo viene generato?
- Come verrà comunicato l’evento?
- Quali canali saranno utilizzati?
- Quali risultati sono attesi?
- Come verranno misurati?
- Qual è il costo complessivo?
- Qual è il disavanzo previsto?
Esempio di piano di comunicazione da 5.000 euro
Un evento specificamente dedicato alle produzioni tipiche potrebbe prevedere:
- consulenza grafica e immagine coordinata: 800 euro;
- stampa di manifesti e materiali: 900 euro;
- campagna social sponsorizzata: 1.000 euro;
- video promozionale: 1.200 euro;
- pubblicità radiofonica: 700 euro;
- servizio fotografico: 400 euro.
Totale:
5.000 euro
Contributo al 60%:
3.000 euro
Quota a carico del beneficiario:
2.000 euro
A questi importi devono essere aggiunte l’IVA recuperabile e le altre spese non finanziate.
Suggerimenti operativi
Prima della candidatura è consigliabile:
- verificare la categoria del richiedente;
- controllare sede e territorio;
- fissare con precisione la data di apertura dell’evento;
- calcolare il termine dei 40 giorni;
- controllare l’ultima disponibilità finanziaria;
- verificare DOP, IGP e PAT nella banca dati regionale;
- definire il soggetto capofila;
- raccogliere i preventivi;
- separare comunicazione e organizzazione;
- predisporre il piano finanziario complessivo;
- verificare il disavanzo;
- preparare le bozze con logo e dicitura;
- controllare firma digitale e PEC;
- caricare gli allegati in formato .p7m;
- presentare la domanda con largo anticipo.
Checklist pratica
- Richiedente appartenente a una categoria ammessa.
- Sede nelle province di Livorno o Grosseto.
- Evento realizzato nelle province di Livorno o Grosseto.
- Beneficiario coincidente con il soggetto attuatore.
- Capofila individuato per i progetti congiunti.
- Nessuna seconda domanda dello stesso soggetto.
- Evento con valenza collettiva o territoriale.
- Accesso garantito ai soggetti interessati.
- Evento non ancora iniziato.
- Attività preparatorie separate dall’avvio dell’evento.
- Apertura prevista nell’anno 2026.
- Conclusione entro il 10/01/2027.
- Domanda presentata almeno 40 giorni prima dell’apertura.
- Spese di comunicazione almeno pari a 1.000 euro.
- Progetto non profit di categoria 4 almeno pari a 30.000 euro.
- Prodotti DOP, IGP o PAT verificati per il contributo del 60%.
- Denominazioni ufficiali indicate.
- Piano di comunicazione dettagliato.
- Preventivi acquisiti.
- Spese di organizzazione escluse dal contributo.
- Attrezzature escluse.
- Personale escluso.
- SIAE esclusa.
- Trasferte escluse.
- Fornitori collegati esclusi.
- Piano finanziario preventivo compilato.
- Tutte le entrate dichiarate.
- Disavanzo previsto.
- Bilancio di sostenibilità verificato, quando presente.
- Certificazione di genere verificata, quando presente.
- Rating di legalità valido, quando presente.
- Diritto annuale regolare.
- DURC regolare.
- Polizza catastrofale disponibile, quando obbligatoria.
- Modello base ReStart.
- Domanda di partecipazione.
- Allegato A.
- Piano finanziario.
- Bozze promozionali.
- Eventuale delega.
- Eventuale documentazione IVA.
- Firma digitale del legale rappresentante.
- Formato .p7m.
- File inferiori a 100 MB.
- Invio tramite ReStart.
- Presentazione entro il 10/11/2026 alle ore 23:59.
- Verifica di eventuale chiusura anticipata.
- Nessuna spesa sostenuta prima della domanda.
- Logo camerale su tutti i materiali.
- Dicitura camerale corretta.
- CUP comunicato ai fornitori.
- Pagamenti integrali e tracciabili.
- Domanda di liquidazione entro 50 giorni dall’evento.
- Materiali e risultati archiviati.
Link ufficiali
La pagina ufficiale del bando è disponibile qui:
La domanda deve essere presentata tramite:
La banca dati regionale per verificare DOP, IGP e PAT è disponibile qui:
Regione Toscana – Qualità e tipicità dei prodotti agroalimentari
Contatti ufficiali
Per informazioni sul contenuto del bando:
Per le comunicazioni ufficiali:
cameradicommercio@pec.lg.camcom.it
Sede di Livorno:
- Piazza del Municipio 48;
- ingresso da Via del Porticciolo 1;
- centralino: 0586 231111.
Sede di Grosseto:
- Via Fratelli Cairoli 10;
- centralino: 0564 430111.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Bando a sostegno delle iniziative locali e di valorizzazione dei prodotti tipici – Anno 2026
Ente proponente e gestore: Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno
Provvedimento: Deliberazione della Giunta camerale del 30/03/2026
Beneficiari: associazioni di categoria, società di servizi, Centri commerciali naturali, soggetti REA portatori di interessi collettivi, enti non profit e Pubbliche amministrazioni
Area geografica: province di Livorno e Grosseto
Dotazione: 30.000 euro
Risorse disponibili al 08/07/2026: 6.300 euro
Spese finanziate: esclusivamente comunicazione e promozione degli eventi
Contributo ordinario: 50%
Contributo per DOP, IGP e PAT: 60%
Importo massimo ordinario: 3.000 euro
Premio sostenibilità o parità di genere: 300 euro
Premio rating di legalità: 300 euro, nei limiti della riserva
Massimo potenziale: 3.600 euro, quando tutte le condizioni risultano applicabili
Spesa minima di comunicazione: 1.000 euro
Spesa necessaria per ottenere 3.000 euro al 60%: 5.000 euro
Spesa necessaria per ottenere 3.000 euro al 50%: 6.000 euro
Soggetti non profit non iscritti al REA: progetto complessivo di almeno 30.000 euro
Apertura: 09/04/2026, ore 10:00
Scadenza generale: 10/11/2026, ore 23:59
Scadenza effettiva: almeno 40 giorni consecutivi prima dell’apertura dell’evento
Svolgimento: avvio nel 2026 e conclusione entro il 10/01/2027
Procedura: attribuzione in ordine cronologico, previa istruttoria
Presentazione: ReStart di InfoCamere
Firma: digitale CAdES, estensione .p7m
Liquidazione: entro 50 giorni consecutivi dalla conclusione dell’evento
Regime: “de minimis”, quando applicabile
Assistenza Atamai
La candidatura richiede di coordinare il calendario dell’evento, la verifica dei prodotti tipici, il piano di comunicazione, i preventivi, il bilancio complessivo e la documentazione da caricare su ReStart.
Atamai può affiancare associazioni, Centri commerciali naturali, organizzazioni collettive, enti non profit e Pubbliche amministrazioni nella verifica dei requisiti, nella costruzione del piano promozionale e nell’organizzazione della domanda.
Per valutare la partecipazione al Bando a sostegno delle iniziative locali e di valorizzazione dei prodotti tipici 2026, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.