Autoproduzione di energia in Friuli-Venezia Giulia: contributi fino a 500.000 euro per le imprese
La Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia sostiene gli investimenti delle imprese destinati alla produzione e all’autoconsumo di energia elettrica da fonte solare.
La misura finanzia l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici, il potenziamento di impianti esistenti e, quando collegati al nuovo progetto, sistemi di accumulo e strumenti intelligenti per il monitoraggio dei consumi.
La dotazione iniziale annunciata dalla Regione è pari a 10,5 milioni di euro. Il contributo massimo concedibile a ciascuna impresa è di 500.000 euro, mentre la percentuale di agevolazione varia in funzione della dimensione aziendale e della potenza dell’impianto.
Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 del 20/07/2026 alle ore 16:00 del 30/09/2026. La procedura è valutativa a sportello: le richieste vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, purché raggiungano il punteggio tecnico minimo richiesto.
Nome ufficiale del bando
Il nome ufficiale dell’intervento è:
Contributi alle imprese del manifatturiero, terziario e costruzioni per interventi di riduzione dei consumi energetici mediante autoproduzione ed eventuale accumulo di energia rinnovabile
La disciplina è contenuta nel regolamento emanato con il Decreto del Presidente della Regione 20 giugno 2024, n. 077/Pres, modificato dal Decreto del Presidente della Regione 10 luglio 2026, n. 086/Pres.
L’edizione 2026 amplia la platea originaria, includendo, oltre alle imprese manifatturiere, anche una serie di attività del terziario e l’intero settore delle costruzioni, nei limiti dei codici ATECO indicati dal regolamento.
Finalità dell’agevolazione
Il bando punta a ridurre i consumi energetici prelevati dalla rete e a sostenere una maggiore autonomia delle imprese attraverso la produzione diretta di energia rinnovabile.
Gli investimenti devono essere orientati all’autoconsumo nella sede o unità locale interessata e possono contribuire a:
- ridurre i costi energetici dell’attività;
- limitare l’esposizione dell’impresa alle variazioni del prezzo dell’energia;
- aumentare l’efficienza energetica degli stabilimenti e delle sedi operative;
- ridurre le emissioni di gas a effetto serra;
- migliorare il controllo dei consumi;
- favorire l’integrazione tra produzione fotovoltaica e sistemi di accumulo;
- rafforzare la sostenibilità ambientale dei processi aziendali.
Non si tratta di un incentivo destinato alla produzione di energia da vendere prevalentemente alla rete. L’impianto deve essere dimensionato sulla base del fabbisogno energetico dell’impresa e destinato principalmente all’autoconsumo.
A chi è destinato il bando
Possono richiedere il contributo:
- microimprese;
- piccole imprese;
- medie imprese;
- grandi imprese;
- consorzi;
- società consortili;
- reti di impresa dotate di soggettività giuridica.
L’impresa deve svolgere, nella sede legale o nell’unità locale interessata dall’investimento, un’attività primaria compresa nei settori ammessi.
La dimensione aziendale viene determinata applicando i parametri europei relativi al numero di occupati, al fatturato, al totale di bilancio e agli eventuali collegamenti con altre imprese.
Imprese manifatturiere ammesse
Sono comprese le imprese la cui attività primaria appartiene alla Sezione C della classificazione ATECO 2025, relativa alle attività manifatturiere.
Possono quindi rientrare, a titolo esemplificativo:
- industrie alimentari;
- imprese tessili;
- lavorazione del legno;
- produzione di carta;
- stampa;
- chimica;
- gomma e materie plastiche;
- lavorazione dei metalli;
- meccanica;
- elettronica;
- produzione di macchinari;
- mobili;
- riparazione e installazione di macchine e apparecchiature.
L’effettiva ammissibilità deve essere verificata sulla base del codice ATECO primario registrato nella visura camerale della sede interessata.
Imprese delle costruzioni ammesse
L’edizione 2026 comprende le imprese appartenenti alla Sezione F della classificazione ATECO 2025.
Possono quindi accedere, quando rispettano tutti gli altri requisiti:
- imprese edili;
- imprese di costruzione di edifici;
- operatori dell’ingegneria civile;
- installatori di impianti;
- imprese specializzate in demolizioni;
- imprese che eseguono lavori di completamento e finitura;
- operatori specializzati in altre lavorazioni edilizie.
Il fotovoltaico deve essere installato presso la sede o unità locale nella quale l’impresa esercita l’attività primaria ammissibile.
Attività del terziario ammesse
Il regolamento 2026 individua categorie specifiche del terziario. Non tutte le attività di servizi possono quindi partecipare.
Commercio
Sono ammesse le attività appartenenti alla Sezione G, escluse quelle con codice:
- ATECO 46.1;
- ATECO 47.9.
Prima della domanda occorre controllare la corrispondenza tra il codice presente in visura e la classificazione ATECO 2025 applicata dal regolamento.
Trasporto e magazzinaggio
Sono ammesse soltanto:
- attività di trasporto di merci su strada e servizi di trasloco, codice ATECO 49.4;
- attività di magazzinaggio e deposito, codice ATECO 52.1.
Non è quindi finanziabile indistintamente ogni attività appartenente al comparto dei trasporti.
Alloggio e ristorazione
Sono ammesse le imprese appartenenti alla relativa sezione ATECO, con esclusione dei codici:
- 55.20.5;
- 56.11.9;
- 56.4.
Possono rientrare, dopo la verifica puntuale del codice, alberghi, strutture ricettive e imprese della ristorazione comprese nelle categorie autorizzate.
Attività professionali, scientifiche e tecniche
Sono comprese le attività appartenenti alla Sezione N della classificazione ATECO 2025, escluse quelle con codice:
- 70;
- 73.3.
La verifica deve essere effettuata sulla nuova classificazione ATECO 2025, poiché lettere e articolazione delle sezioni possono differire dalle versioni precedenti.
Attività amministrative e servizi di supporto
Sono ammesse esclusivamente:
- agenzie di viaggio, tour operator, servizi di prenotazione e attività connesse, codice 79;
- servizi per edifici e cura del paesaggio, codice 81;
- attività amministrative, servizi di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi alle imprese, codice 82, con esclusione del codice 82.4.
Attività sportive, di intrattenimento e divertimento
Sono ammesse le attività appartenenti al codice ATECO 93.
Possono rientrare, in funzione del codice effettivamente registrato, palestre, impianti sportivi, attività ricreative e altre imprese del comparto.
Altre attività di servizi
Sono ammesse le imprese appartenenti alla Sezione T, escluse quelle con codice:
- 94;
- 95.4;
- 96.4.
Imprese non ancora presenti in Friuli-Venezia Giulia
Possono presentare domanda anche imprese che, al momento dell’invio, non possiedono ancora una sede o unità operativa attiva in Friuli-Venezia Giulia.
In questo caso, la sede interessata deve essere aperta e iscritta al Registro delle imprese:
- prima della richiesta di erogazione anticipata;
- oppure, quando non viene richiesto l’anticipo, entro il termine per la rendicontazione.
Il mancato insediamento nel territorio regionale entro il termine previsto comporta la revoca del contributo.
Requisiti generali dell’impresa
Il richiedente deve:
- essere regolarmente costituito;
- risultare iscritto al Registro delle imprese;
- non essere un’impresa in difficoltà;
- non trovarsi in liquidazione volontaria o giudiziale;
- non essere sottoposto a procedure concorsuali incompatibili;
- non essere destinatario di sanzioni interdittive;
- rispettare la normativa sulla sicurezza sul lavoro;
- risultare regolare dal punto di vista contributivo;
- non trovarsi nelle condizioni ostative previste dalla normativa antimafia;
- non aver perso precedenti benefici a causa di dichiarazioni non veritiere nei due anni precedenti.
Per contributi superiori a 150.000 euro viene verificata la documentazione antimafia, salvo le condizioni previste per l’iscrizione alla White List o all’Anagrafe antimafia degli esecutori.
Area geografica di riferimento
L’investimento deve essere realizzato nel territorio della:
Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia
Il progetto deve riguardare un’unica sede legale o unità locale. La medesima sede può comprendere più immobili e aree pertinenziali, purché costituiscano un complesso funzionale unitario.
Non è possibile presentare con una sola domanda investimenti riferiti a stabilimenti o unità locali differenti.
Ogni impresa può presentare una sola domanda ammissibile a valere sulla misura.
Chi propone e gestisce il bando
L’ente titolare è la:
Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia
La struttura competente è la:
Direzione centrale attività produttive e turismo – Servizio industria e artigianato
Il Servizio regionale cura:
- ricezione delle domande;
- verifica dei requisiti;
- valutazione tecnica;
- attribuzione del punteggio;
- concessione del contributo;
- gestione delle variazioni;
- liquidazione dell’anticipo;
- verifica della rendicontazione;
- controllo degli obblighi successivi.
Atamai non è l’ente titolare o concedente. Può affiancare le imprese nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nell’organizzazione della documentazione e nella preparazione della domanda.
Apertura e scadenza
I termini ufficiali sono:
- apertura: 20/07/2026, ore 10:00;
- scadenza: 30/09/2026, ore 16:00.
Gli orari sono indicati nella pagina istituzionale dedicata alle domande 2026.
La procedura può chiudersi con l’esaurimento delle risorse disponibili. Poiché le domande vengono valutate secondo l’ordine cronologico, la tempestività dell’invio costituisce un elemento operativo importante.
Presentare rapidamente un progetto incompleto o con un punteggio inferiore alla soglia non produce però alcun vantaggio.
Dotazione finanziaria
La dotazione iniziale è pari a:
10.500.000 euro
Le risorse sono assegnate alle domande ammissibili secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento del budget.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione consiste in un:
contributo a fondo perduto in conto capitale
Il contributo massimo concedibile a ciascuna impresa è pari a:
500.000 euro
La spesa minima ammissibile è pari a:
20.000 euro
La soglia minima deve essere rispettata non soltanto in fase di domanda, ma anche dopo eventuali variazioni e in sede di rendicontazione. Se la spesa ammessa scende sotto 20.000 euro, il contributo viene revocato.
Percentuali di contributo
Per la parte di impianto fino a 1.000 kWp, le percentuali sono:
| Dimensione dell’impresa | Contributo |
|---|---|
| Microimpresa | 50% |
| Piccola impresa | 50% |
| Media impresa | 40% |
| Grande impresa | 30% |
Per potenze superiori a 1.000 kWp si applicano intensità decrescenti:
| Fascia di potenza | Intensità |
|---|---|
| Parte fino a 1.000 kWp | 50%, 40% o 30% secondo la dimensione |
| Parte oltre 1.000 e fino a 3.000 kWp | 20% |
| Parte oltre 3.000 e fino a 5.000 kWp | 10% |
Il limite massimo dell’impianto finanziabile è di 5.000 kWp.
La percentuale del 50% non deve quindi essere considerata come aliquota generale del bando: riguarda micro e piccole imprese e, per gli impianti più grandi, soltanto la prima fascia di potenza.
Esempi di calcolo
Micro o piccola impresa
Per un progetto ammissibile da 200.000 euro relativo a un impianto inferiore a 1.000 kWp:
- spesa ammissibile: 200.000 euro;
- intensità: 50%;
- contributo: 100.000 euro;
- quota a carico dell’impresa: 100.000 euro.
Media impresa
Per lo stesso progetto:
- spesa ammissibile: 200.000 euro;
- intensità: 40%;
- contributo: 80.000 euro;
- quota a carico dell’impresa: 120.000 euro.
Grande impresa
Per lo stesso progetto:
- spesa ammissibile: 200.000 euro;
- intensità: 30%;
- contributo: 60.000 euro;
- quota a carico dell’impresa: 140.000 euro.
Il contributo effettivo dipende sempre dalla verifica della spesa, dal dimensionamento dell’impianto e dal limite massimo di 500.000 euro.
Investimenti finanziabili
Sono finanziabili:
- nuovi impianti fotovoltaici;
- potenziamento di impianti fotovoltaici esistenti;
- sistemi di accumulo collegati all’impianto finanziato;
- sistemi intelligenti di monitoraggio e gestione dell’energia;
- soluzioni domotiche strettamente funzionali al controllo energetico;
- componenti e opere necessarie al funzionamento del sistema.
L’impianto deve essere finalizzato alla produzione e all’autoconsumo di energia nella sede interessata.
Dimensionamento rispetto ai consumi
La produzione attesa dell’impianto non può superare il fabbisogno energetico annuo della sede, salvo una tolleranza massima del 15% in eccesso.
Il fabbisogno deve essere ricostruito attraverso bollette o altri documenti probanti riferiti all’anno solare più significativo tra gli ultimi cinque anni.
Quando la sede è nuova e non dispone di dati storici completi, il fabbisogno può essere stimato da un tecnico abilitato.
La relazione deve dimostrare:
- consumi annuali della sede;
- produzione attesa;
- percentuale di autoconsumo;
- eventuale eccedenza;
- coerenza tra potenza installata e attività svolta.
La parte di investimento riferibile a una produzione superiore al limite consentito non viene ammessa.
Impianti su coperture
La regola generale prevede l’installazione dei pannelli:
- sulle coperture degli immobili;
- sulle pareti perimetrali utilizzabili;
- sulle coperture delle pertinenze;
- su tettoie fotovoltaiche destinate a parcheggio, nei limiti previsti.
L’immobile deve essere esistente, accatastato e appartenere all’impresa oppure essere nella sua disponibilità attraverso un contratto di durata adeguata.
Quando l’immobile appartiene a un soggetto diverso dal richiedente, occorrono:
- autorizzazione del proprietario;
- contratto registrato;
- disponibilità per tutto il periodo di stabilità dell’investimento.
Tettoie fotovoltaiche nei parcheggi
Il regolamento ammette l’installazione dell’impianto su nuove tettoie fotovoltaiche aperte, destinate alla copertura dei parcheggi aziendali.
Non sono però finanziabili:
- fondazioni;
- pilastri;
- struttura portante;
- copertura sottostante;
- opere edilizie necessarie alla costruzione della tettoia.
È agevolabile esclusivamente la parte strettamente riferita all’impianto fotovoltaico e ai relativi componenti.
Impianti fotovoltaici a terra
Gli impianti a terra sono ammessi soltanto per il potenziamento di impianti preesistenti e in presenza di condizioni specifiche.
L’installazione deve:
- essere realizzata all’interno del comprensorio aziendale;
- riguardare aree catastalmente riferibili alla sede;
- risultare urbanisticamente compatibile;
- non essere collocata fuori dalle aree interne all’unità aziendale;
- essere giustificata dalla saturazione delle coperture.
La saturazione può dipendere dalla presenza di altri impianti oppure dall’inidoneità tecnica delle superfici residue, per ragioni strutturali, di sicurezza, manutenzione, vincoli paesaggistici, interferenze tecniche o insufficiente resa produttiva.
Il regolamento individua come soglia tecnica minima una produzione specifica annua di 755,70 kWh per kWp: al di sotto di tale valore la porzione di copertura può essere considerata non idonea.
Sistemi di accumulo
Il sistema di accumulo è finanziabile soltanto quando:
- viene acquistato e installato insieme al nuovo impianto o al potenziamento;
- è utilizzato esclusivamente per l’energia prodotta dall’impianto finanziato;
- è installato “behind the meter”;
- utilizza il medesimo POD;
- è nuovo di fabbrica.
La capacità nominale dell’accumulo non può essere superiore a due volte la potenza nominale massima dell’impianto fotovoltaico.
Non è agevolabile un accumulatore acquistato per essere collegato esclusivamente a un impianto preesistente non compreso nel progetto.
POD e utilizzo esclusivo
Il punto di prelievo dell’energia elettrica deve essere intestato all’impresa richiedente e utilizzato esclusivamente dalla stessa.
È ammesso un POD inizialmente intestato a un altro soggetto soltanto quando l’impresa dimostri, tramite adeguata documentazione contrattuale, di utilizzarlo in via esclusiva.
Entro la rendicontazione, il POD deve risultare utilizzato esclusivamente dall’impresa beneficiaria.
Localizzazioni escluse
Gli impianti non possono essere installati:
- nelle aree naturali protette;
- nei siti appartenenti alla rete Natura 2000;
- al di fuori del comprensorio aziendale, nei casi di impianti a terra;
- su immobili privi dei requisiti di esistenza e disponibilità richiesti.
Devono inoltre essere rispettate tutte le disposizioni urbanistiche, edilizie, paesaggistiche, ambientali e di sicurezza.
Spese ammissibili
La disciplina regionale ammette le spese strettamente necessarie alla realizzazione del progetto.
Impianto fotovoltaico
Sono finanziabili:
- moduli fotovoltaici;
- inverter;
- quadri elettrici;
- cablaggi;
- strutture di supporto e fissaggio;
- cabine di trasformazione;
- dispositivi di sicurezza;
- impiantistica;
- opere edili strettamente necessarie;
- installazione;
- trasporto;
- collaudo;
- dazi doganali;
- hardware e software per il monitoraggio;
- sistemi intelligenti di gestione.
La spesa riconosciuta per l’impianto è limitata a:
1.400 euro per kWp
La parte eccedente resta a carico dell’impresa e non genera contributo.
Sistemi di accumulo
Sono ammissibili:
- batterie;
- sistemi di controllo;
- collegamenti;
- impiantistica;
- installazione;
- opere strettamente necessarie;
- dispositivi di sicurezza.
Il costo riconoscibile è limitato a:
1.000 euro per kWh
Servizi tecnici e complementari
Possono essere finanziati:
- progettazione;
- relazioni tecniche;
- direzione dei lavori;
- collaudo;
- oneri di connessione;
- costi tecnici per l’adeguamento dell’infrastruttura di rete;
- servizi strettamente collegati all’entrata in esercizio.
I limiti sono:
| Potenza dell’impianto | Limite dei servizi tecnici |
|---|---|
| Fino a 50 kWp | 20% delle spese principali ammesse |
| Oltre 50 e fino a 100 kWp | 15% |
| Oltre 100 kWp | 10% |
Spese non ammissibili
Non sono finanziabili:
- acquisto dell’impianto senza installazione;
- installazione di un impianto acquistato in precedenza;
- beni usati;
- interventi meramente sostitutivi;
- spese superiori al fabbisogno energetico ammesso;
- accumuli collegati soltanto a impianti preesistenti non finanziati;
- minuteria e attrezzi di lavoro;
- materiali di consumo;
- lavori, beni e servizi non necessari;
- rimozione di amianto o eternit;
- acquisto di terreni;
- acquisto di fabbricati;
- costruzione di fabbricati;
- struttura e fondazioni delle nuove tettoie fotovoltaiche;
- arredi;
- colonnine di ricarica per veicoli elettrici;
- leasing;
- noleggio;
- lease-back;
- consulenza per la compilazione della domanda;
- consulenza per la predisposizione della rendicontazione;
- lavori in economia;
- contratti pluriennali di manutenzione;
- canoni di assistenza;
- fatture non interamente pagate entro la rendicontazione;
- IVA recuperabile;
- interessi, ammende, penali e altri oneri finanziari.
I singoli giustificativi riferiti ai beni devono presentare un costo imputabile al progetto pari ad almeno 300 euro.
Cumulo con altre agevolazioni
Il contributo non è cumulabile, sulle medesime spese, con:
- altri aiuti di Stato;
- aiuti concessi in regime “de minimis”;
- finanziamenti europei a gestione diretta.
È consentito il cumulo con garanzie pubbliche, purché non siano superate le intensità massime previste dalla normativa europea.
Il regolamento consente inoltre il concorso con misure fiscali di carattere generale e uniforme, non qualificabili come aiuti di Stato, nei limiti previsti dalla disciplina applicabile.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso il sistema:
Istanze On Line – IOL della Regione Friuli-Venezia Giulia
L’accesso avviene dalla pagina ufficiale dedicata al bando.
La domanda può essere sottoscritta e inoltrata da:
- titolare dell’impresa individuale;
- legale rappresentante;
- procuratore interno i cui poteri risultino dalla visura camerale.
Un consulente o altro soggetto terzo può collaborare alla compilazione accedendo con le proprie credenziali, ma la sottoscrizione e l’invio devono essere effettuati da un soggetto titolato a rappresentare l’impresa.
Documenti richiesti
La modulistica ufficiale comprende il modulo di domanda e gli allegati tecnici ed economici.
La candidatura deve contenere:
Relazione tecnica del progetto
La relazione deve essere sottoscritta da un tecnico abilitato esterno all’organizzazione dell’impresa e deve riportare:
- descrizione dettagliata dell’investimento;
- localizzazione;
- planimetria generale;
- elaborati grafici;
- porzioni di edificio interessate;
- aree pertinenziali;
- potenza dell’impianto;
- caratteristiche funzionali e tecnologiche;
- fabbisogno energetico annuo;
- anno di consumo assunto come riferimento;
- energia producibile annualmente;
- riduzione stimata delle emissioni;
- dimostrazione dell’autoconsumo;
- dimensionamento dell’impianto;
- eventuale saturazione delle coperture;
- rispetto dei requisiti urbanistici e ambientali.
Quadro dettagliato di spesa
Il quadro deve distinguere:
- impianto fotovoltaico;
- accumulo;
- monitoraggio;
- opere accessorie;
- servizi tecnici;
- costi ammissibili;
- costi eccedenti i massimali;
- IVA;
- totale dell’investimento;
- contributo richiesto.
Verifica della dimensione aziendale
Deve essere utilizzato il modello regionale per determinare:
- numero di occupati;
- fatturato;
- totale di bilancio;
- imprese associate;
- imprese collegate;
- dimensione finale del richiedente;
- eventuale condizione di impresa in difficoltà.
Schede tecniche
Devono essere allegate le schede relative a:
- moduli fotovoltaici;
- inverter;
- sistemi di accumulo;
- eventuali sistemi di monitoraggio;
- componenti rilevanti ai fini della valutazione.
Documenti sull’immobile
Quando il richiedente non è proprietario occorrono:
- autorizzazione firmata dal proprietario;
- contratto che dimostri la disponibilità;
- durata compatibile con il vincolo di stabilità;
- eventuali dati catastali.
Imposta di bollo
Deve essere allegata l’attestazione del pagamento dell’imposta di bollo di:
16 euro
Il pagamento deve essere documentato tramite modello F23 o F24, secondo le istruzioni regionali.
Criteri di valutazione
Il progetto deve ottenere almeno:
12 punti su 32
I criteri previsti dall’Allegato A del regolamento sono i seguenti.
1. Efficienza dei pannelli fotovoltaici
| Efficienza massima del modulo | Punti |
|---|---|
| Superiore al 21% | 10 |
| Dal 20% al 20,99% | 7 |
| Inferiore al 20% | 5 |
2. Presenza di un sistema di accumulo
L’installazione di un accumulatore collegato al progetto attribuisce:
5 punti
3. Rapporto tra energia prodotta e costo
Il criterio valuta il rapporto tra:
- produzione annuale attesa, espressa in kWh;
- costo complessivo ammissibile, espresso in euro.
| Rapporto kWh/euro | Punti |
|---|---|
| Inferiore a 0,30 | 2 |
| Oltre 0,30 e fino a 0,50 | 4 |
| Oltre 0,50 e fino a 0,70 | 6 |
| Oltre 0,70 e fino a 0,90 | 8 |
| Oltre 0,90 | 10 |
4. Certificazione ambientale
Il possesso di almeno una delle seguenti certificazioni attribuisce 5 punti:
- ISO 14001;
- ISO 50001;
- EMAS.
5. Investimento in area interna
La realizzazione del progetto in una delle aree interne individuate dal regolamento attribuisce:
1 punto
6. Rating di legalità
Il possesso del rating di legalità attribuito secondo la normativa nazionale attribuisce:
1 punto
Procedura di selezione
La procedura è:
valutativa a sportello
Ciò significa che vengono considerati congiuntamente:
- ordine cronologico di presentazione;
- completezza della domanda;
- requisiti dell’impresa;
- ammissibilità tecnica;
- punteggio minimo;
- disponibilità delle risorse.
Una domanda inviata prima delle altre, ma priva di requisiti o con meno di 12 punti, non può essere finanziata.
La Regione prevede un termine ordinario di 120 giorni dalla presentazione per la concessione, fatte salve sospensioni, integrazioni e interruzioni previste dal procedimento.
Quando può iniziare il progetto
Il progetto deve iniziare dopo la presentazione della domanda.
Costituiscono avvio, in funzione della tipologia di spesa:
- ordine giuridicamente vincolante;
- preventivo sottoscritto per accettazione;
- contratto di fornitura;
- documento di trasporto;
- prima fattura.
I contratti possono essere subordinati espressamente all’ottenimento del contributo, secondo le condizioni previste dal regolamento.
Alcuni servizi tecnici propedeutici possono essere incaricati prima della domanda senza determinare automaticamente l’avvio, purché rispettino le condizioni europee sull’effetto di incentivazione.
Termine per realizzare l’investimento
Il progetto deve essere completato, pagato e rendicontato entro:
15 mesi dal ricevimento del decreto di concessione
Può essere concessa una sola proroga, per un massimo di sei mesi, quando:
- è adeguatamente motivata;
- viene richiesta almeno 30 giorni prima della scadenza;
- è accolta dall’ufficio competente.
Se il progetto è già terminato prima della concessione, il termine per la rendicontazione è ridotto a sei mesi dal ricevimento del decreto.
Erogazione anticipata
Il beneficiario può chiedere un anticipo fino al:
70% del contributo concesso
La richiesta può essere presentata:
- dopo l’avvio del progetto;
- entro sei mesi dalla comunicazione della concessione;
- prima della conclusione dell’investimento.
L’anticipo è subordinato alla presentazione della garanzia fideiussoria e agli ulteriori controlli previsti.
Rendicontazione
La rendicontazione deve documentare:
- spese sostenute;
- fatture;
- quietanze;
- pagamenti tracciabili;
- conformità dell’opera;
- caratteristiche tecniche finali;
- energia annualmente producibile;
- riduzione delle emissioni;
- dichiarazione dell’installatore;
- entrata in esercizio;
- allacciamento alla rete;
- rispetto del progetto approvato.
Il Codice unico di progetto indicato nel decreto di concessione deve essere riportato nei giustificativi secondo le istruzioni regionali.
Obblighi successivi
L’attività finanziata non deve cessare o essere trasferita fuori dal Friuli-Venezia Giulia per:
- 3 anni per micro, piccole e medie imprese;
- 5 anni per le grandi imprese.
Il beneficiario deve inoltre:
- mantenere la destinazione dell’impianto;
- conservare la disponibilità della sede;
- mantenere un codice ATECO appartenente ai settori ammessi;
- non delocalizzare l’attività;
- consentire controlli e sopralluoghi;
- conservare i documenti;
- comunicare le variazioni;
- rispettare gli obblighi assicurativi contro gli eventi calamitosi;
- presentare le dichiarazioni annuali richieste.
Il rispetto dei vincoli deve essere dichiarato attraverso il sistema IOL entro il 28 febbraio dell’anno successivo a ciascuna annualità di controllo.
Suggerimenti operativi
Controllare il codice ATECO prima di richiedere preventivi
L’ampliamento al terziario non comprende tutte le attività.
Occorre verificare:
- codice ATECO 2025;
- attività primaria nella sede;
- eventuali esclusioni;
- corrispondenza con la visura camerale;
- necessità di aggiornare la posizione prima della domanda.
Calcolare subito il punteggio
La soglia di 12 punti può essere raggiunta in modi differenti.
Un impianto con pannelli ad alta efficienza e accumulo può, per esempio, ottenere già 15 punti. Un progetto senza accumulo deve invece prestare maggiore attenzione al rendimento, al rapporto energia/costo e agli altri elementi premianti.
Non sovradimensionare l’impianto
Il tecnico deve confrontare la produzione prevista con i consumi dell’anno più significativo.
Un impianto troppo grande può comportare:
- riduzione della spesa ammessa;
- riduzione del contributo;
- modifica del progetto;
- mancato rispetto dei requisiti.
Verificare la disponibilità dell’immobile
Quando la sede è in locazione, leasing immobiliare o comodato, occorre controllare:
- durata residua del contratto;
- autorizzazione del proprietario;
- dati catastali;
- possibilità di installare l’impianto;
- mantenimento della disponibilità durante il vincolo.
Non firmare ordini vincolanti prima della domanda
Preventivi non accettati possono essere raccolti prima dell’invio.
Non devono invece essere sottoscritti ordini, contratti o accettazioni che determinino l’avvio del progetto, salvo clausole sospensive compatibili con il regolamento.
Considerare i tempi della connessione
Il cronoprogramma dovrebbe comprendere:
- autorizzazioni;
- progettazione;
- approvvigionamento dei componenti;
- installazione;
- richiesta di connessione;
- eventuale adeguamento della rete;
- collaudo;
- entrata in esercizio;
- rendicontazione.
Verificare la capacità finanziaria
Il contributo può essere liquidato dopo la realizzazione oppure anticipato soltanto in presenza delle condizioni e della fideiussione richiesta.
L’impresa deve quindi considerare:
- quota privata;
- IVA;
- spese non ammissibili;
- costi eccedenti i parametri;
- anticipazione dei pagamenti;
- costo dell’eventuale garanzia.
Checklist pratica
Prima dell’invio è opportuno verificare che:
- l’impresa appartenga a un settore e codice ATECO ammesso;
- l’attività primaria sia svolta nella sede interessata;
- la sede sia in Friuli-Venezia Giulia o venga aperta entro i termini;
- il progetto riguardi una sola sede o unità locale;
- la spesa ammissibile sia almeno pari a 20.000 euro;
- il contributo richiesto non superi 500.000 euro;
- la potenza non superi 5.000 kWp;
- la produzione prevista rispetti il fabbisogno più la tolleranza del 15%;
- il punteggio sia almeno pari a 12;
- i pannelli e gli altri componenti siano nuovi;
- l’accumulo sia collegato esclusivamente all’impianto finanziato;
- il POD sia utilizzato esclusivamente dall’impresa;
- l’immobile sia disponibile per il periodo richiesto;
- il proprietario abbia autorizzato l’intervento;
- il progetto non ricada in aree naturali escluse;
- siano disponibili planimetrie ed elaborati grafici;
- la relazione sia firmata dal tecnico abilitato;
- siano raccolte le schede tecniche;
- il quadro di spesa rispetti i massimali;
- sia stato pagato il bollo di 16 euro;
- non siano stati firmati ordini vincolanti prima della domanda;
- la domanda sia inoltrata dal soggetto autorizzato;
- l’invio avvenga entro le ore 16:00 del 30/09/2026.
Link ufficiali
Pagina ufficiale del bando:
https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/industria/FOGLIA181/
Pagina generale dedicata alle domande 2026:
https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/industria/FOGLIA180/
Modulistica ufficiale:
https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/industria/FOGLIA181/modulistica/modulistica.html
Regolamento originario – DPReg 077/2024:
https://decreti.regione.fvg.it/Storage/2024_77/Allegato1%20al%20DPReg%20077-2024.pdf
Modifiche 2026 – DPReg 086/2026:
https://decreti.regione.fvg.it/Storage/2026_86/ALLEGATO1%20AL%20DPREG%20086-2026.PDF
Il collegamento al sistema Istanze On Line è disponibile nella pagina ufficiale del bando.
Scheda rapida finale
Titolo ufficiale: Contributi alle imprese del manifatturiero, terziario e costruzioni per interventi di riduzione dei consumi energetici mediante autoproduzione ed eventuale accumulo di energia rinnovabile
Beneficiari: micro, piccole, medie e grandi imprese dei settori manifatturiero, costruzioni e attività del terziario espressamente ammesse
Area geografica: Friuli-Venezia Giulia
Ente proponente: Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia
Gestore: Direzione centrale attività produttive e turismo – Servizio industria e artigianato
Dotazione iniziale: 10.500.000 euro
Forma del contributo: fondo perduto in conto capitale
Intensità: dal 10% al 50%, in funzione della dimensione dell’impresa e della potenza dell’impianto
Contributo massimo: 500.000 euro
Spesa minima: 20.000 euro
Apertura: 20/07/2026, ore 10:00
Scadenza: 30/09/2026, ore 16:00
Procedura: valutativa a sportello in ordine cronologico
Punteggio minimo: 12 punti su 32
Investimenti: fotovoltaico, potenziamento, accumulo e monitoraggio energetico
Potenza massima: 5.000 kWp
Dove presentare domanda: sistema regionale Istanze On Line – IOL
Termine di realizzazione: 15 mesi dalla concessione, prorogabili fino a sei mesi
Vuoi presentare la domanda?
La candidatura richiede la verifica del codice ATECO, il calcolo della dimensione aziendale, una relazione sottoscritta da un tecnico abilitato, il corretto dimensionamento dell’impianto e il raggiungimento di almeno 12 punti.
Atamai può affiancare l’impresa nell’analisi dei requisiti, nella verifica preliminare del progetto, nell’organizzazione della documentazione e nella preparazione della domanda.
Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.