Neo imprese extra-agricole nell’Appennino Bolognese contributi fino a 48.000 euro

Neo imprese extra-agricole nell’Appennino Bolognese: contributi fino a 48.000 euro

Il GAL Appennino Bolognese sostiene la nascita di nuove attività economiche e l’avvio di nuovi rami d’impresa nei territori rurali e montani della provincia di Bologna.

Il bando mette a disposizione 404.776,93 euro per finanziare investimenti realizzati da persone che intendono costituire una micro o piccola impresa, imprese extra-agricole di recente costituzione, imprese esistenti che avviano un’attività mai esercitata prima, professionisti individuali e associazioni con caratteristiche imprenditoriali.

L’intervento può finanziare opere sugli immobili, arredi, macchinari, impianti, attrezzature, strumenti digitali, sistemi per l’autoproduzione di energia, veicoli strettamente funzionali all’attività e alcune spese di promozione.

Il contributo è pari:

  • al 40% per gli investimenti localizzati nelle aree rurali classificate come zona C;
  • al 60% per gli investimenti localizzati nelle aree rurali classificate come zona D.

La spesa ammissibile deve essere compresa tra 10.000 e 80.000 euro. Ne deriva un contributo massimo di 32.000 euro in zona C e di 48.000 euro in zona D.

Le domande devono essere trasmesse entro le ore 12:00 del 30/10/2026.

Nome ufficiale del bando

Il titolo ufficiale è:

Azione AB AS 6B – Investimenti in neo imprese extra agricole – Avviso pubblico 2026

L’intervento è attuato nell’ambito di:

  • Piano strategico della PAC 2023-2027;
  • Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna;
  • intervento SRG06 LEADER;
  • Strategia di sviluppo locale del GAL Appennino Bolognese;
  • Complemento di attuazione annuale della Strategia di sviluppo locale 2025.

Il bando è stato approvato con la Delibera del Consiglio di amministrazione del GAL Appennino Bolognese n. 6 del 29/05/2026 e pubblicato il 03/06/2026.

Obiettivi dell’intervento

La misura punta a favorire la nascita e il consolidamento iniziale di attività economiche capaci di generare occupazione e servizi nei territori collinari e montani.

Gli obiettivi sono:

  • creare nuove opportunità di lavoro;
  • sostenere l’occupazione giovanile e femminile;
  • contrastare lo spopolamento;
  • ampliare i servizi disponibili per residenti e imprese;
  • rafforzare il commercio e i pubblici esercizi;
  • aumentare l’offerta turistica, culturale e ricreativa;
  • sostenere l’artigianato e le produzioni locali;
  • introdurre servizi non ancora presenti nei singoli Comuni;
  • favorire l’innovazione tecnologica e digitale;
  • sviluppare attività collegate al turismo lento;
  • mantenere un tessuto economico attivo nelle aree rurali.

Il bando non concede un premio forfettario per la semplice costituzione dell’impresa. Finanzia un vero Piano di investimento, composto da spese concrete, preventivate, realizzate e pagate.

A chi è destinato il bando

Il testo ufficiale individua quattro categorie di beneficiari.

1. Persone fisiche che intendono costituire un’impresa

Possono presentare domanda le persone fisiche che intendono costituirsi in micro o piccola impresa extra-agricola.

Al momento della domanda, la persona deve:

  • avere almeno 18 anni;
  • non percepire una pensione di anzianità o di vecchiaia;
  • non essere stata titolare o contitolare di un’impresa nei 12 mesi precedenti;
  • non aver ricoperto, nei 12 mesi precedenti, incarichi di amministrazione o direzione rilevanti in una società;
  • individuare l’attività e il codice ATECO che saranno avviati;
  • presentare un Piano di investimento completo.

La nuova impresa deve essere costituita entro 150 giorni dalla comunicazione dell’atto di concessione.

La costituzione può avvenire attraverso:

  • ditta individuale;
  • società di persone;
  • società di capitali;
  • società cooperativa.

Il beneficiario deve assumere un ruolo effettivo e determinante nella conduzione della società. Non è sufficiente una partecipazione meramente formale o minoritaria.

La partita IVA relativa alla nuova attività non deve essere aperta prima della presentazione della domanda. Quando è già stata aperta, il richiedente deve partecipare come impresa costituita da non più di un anno, non come persona fisica.

2. Micro e piccole imprese extra-agricole

Possono partecipare le micro e piccole imprese:

  • costituite da non più di un anno alla data della domanda;
  • oppure costituite da più di un anno, ma intenzionate ad avviare un’ulteriore attività extra-agricola mai esercitata in precedenza.

Nel secondo caso, l’impresa deve indicare nella relazione tecnico-economica il nuovo codice ATECO collegato al progetto.

Il codice deve essere acquisito prima della concessione e comunicato al GAL, che ne verifica la coerenza con il Piano di investimento.

L’impresa deve rientrare nella definizione europea di micro o piccola impresa:

  • microimpresa: meno di 10 occupati e fatturato o totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro;
  • piccola impresa: meno di 50 occupati e fatturato o totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.

La dimensione deve essere calcolata considerando anche eventuali imprese associate e collegate.

3. Liberi professionisti

Sono ammessi i liberi professionisti esclusivamente in forma individuale.

La partita IVA per l’attività oggetto del progetto deve essere stata richiesta da non più di un anno alla data di presentazione della domanda.

La professione deve rientrare tra i codici ATECO ammessi e deve essere esercitata attraverso una sede operativa nel territorio eleggibile.

Non sono previste società professionali o studi associati nella categoria specificamente riservata ai liberi professionisti individuali.

4. Associazioni con attività economica

Possono partecipare associazioni:

  • non partecipate da soggetti pubblici;
  • con caratteristiche economiche e dimensionali di micro o piccola impresa;
  • costituite da non più di un anno;
  • oppure costituite da più di un anno, ma intenzionate ad avviare una nuova attività economica mai esercitata.

L’associazione deve:

  • svolgere prevalentemente attività commerciale;
  • essere iscritta al Registro delle imprese;
  • possedere un atto costitutivo e uno statuto;
  • prevedere un’assemblea dei soci;
  • prevedere un consiglio direttivo;
  • possedere o acquisire un codice ATECO ammesso.

La durata statutaria dell’associazione deve essere compatibile con il periodo di vincolo previsto per gli investimenti.

Esclusione delle attività agricole

Il bando è rivolto esclusivamente ad attività extra-agricole.

Non sono ammesse imprese che esercitano le attività previste dall’articolo 2135 del Codice civile, neppure quando l’attività agricola è registrata come attività secondaria.

Una persona che possiede già un’impresa agricola non può quindi utilizzare questo Avviso per avviare un’attività commerciale, artigianale o turistica all’interno della medesima impresa agricola.

Occorre distinguere questo bando dalle misure dedicate:

  • agli agriturismi;
  • alla diversificazione agricola;
  • alla trasformazione di prodotti agricoli effettuata da aziende agricole;
  • agli investimenti nelle aziende agricole.

Codici ATECO ammessi

L’attività deve rientrare in uno dei codici ATECO 2025 riportati nell’Allegato B del bando.

Le principali sezioni ammesse sono:

  • attività manifatturiere;
  • costruzioni;
  • commercio all’ingrosso e al dettaglio;
  • trasporto e magazzinaggio;
  • servizi di alloggio e ristorazione;
  • attività editoriali, radiofoniche e di produzione e distribuzione di contenuti;
  • telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica;
  • servizi di informazione;
  • attività professionali, scientifiche e tecniche;
  • attività amministrative e servizi di supporto;
  • istruzione e formazione;
  • salute umana e assistenza sociale;
  • attività artistiche, sportive e di divertimento;
  • altre attività di servizi.

L’elenco ufficiale contiene numerosi sottocodici e alcune esclusioni. L’appartenenza generica a una delle sezioni non garantisce quindi l’ammissibilità: occorre verificare il codice completo nell’Allegato B.

Per i codici ATECO 10 e 11, relativi alla produzione alimentare e alle bevande, sono finanziabili esclusivamente investimenti destinati alla trasformazione di prodotti agricoli in prodotti finali non compresi nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Esempi di attività che possono partecipare

In presenza di un codice ATECO ammesso e di tutti gli altri requisiti, possono essere progettate attività come:

  • laboratorio artigianale;
  • produzione tessile o di abbigliamento;
  • lavorazione del legno;
  • produzione di oggetti e manufatti;
  • attività edilizia o impiantistica;
  • esercizio commerciale;
  • negozio di prodotti locali;
  • attività di ristorazione;
  • bar o pubblico esercizio;
  • struttura ricettiva extra-agricola;
  • servizio per escursionisti e cicloturisti;
  • noleggio di biciclette o attrezzature;
  • servizio di trasporto;
  • laboratorio informatico;
  • sviluppo software;
  • attività di comunicazione o produzione di contenuti;
  • studio tecnico o professionale individuale;
  • servizio amministrativo per imprese;
  • attività educativa o formativa;
  • servizio socioassistenziale;
  • attività sportiva;
  • servizio ricreativo;
  • laboratorio artistico;
  • servizio alla persona.

Ogni progetto deve essere verificato sul codice ATECO specifico, sulla normativa di settore e sulla compatibilità della sede.

Area geografica di riferimento

Gli investimenti materiali devono essere realizzati nelle zone C o D comprese nel territorio del GAL Appennino Bolognese.

La zonizzazione 2023-2027 comprende, integralmente o per specifici fogli catastali, i seguenti 29 Comuni:

  1. Alto Reno Terme;
  2. Borgo Tossignano;
  3. Camugnano;
  4. Casalecchio di Reno;
  5. Casalfiumanese;
  6. Castel d’Aiano;
  7. Castel del Rio;
  8. Castel di Casio;
  9. Castel San Pietro Terme;
  10. Castiglione dei Pepoli;
  11. Dozza;
  12. Fontanelice;
  13. Gaggio Montano;
  14. Grizzana Morandi;
  15. Lizzano in Belvedere;
  16. Loiano;
  17. Marzabotto;
  18. Monghidoro;
  19. Monterenzio;
  20. Monte San Pietro;
  21. Monzuno;
  22. Ozzano dell’Emilia;
  23. Pianoro;
  24. San Benedetto Val di Sambro;
  25. San Lazzaro di Savena;
  26. Sasso Marconi;
  27. Valsamoggia;
  28. Vergato;
  29. Zola Predosa.

Alcuni Comuni sono inclusi soltanto per determinati fogli catastali. La cartografia ufficiale distingue inoltre le aree C dalle aree D, dalle quali dipende la percentuale di contributo.

Prima di predisporre il progetto è necessario verificare:

  • Comune;
  • indirizzo della sede;
  • particella e foglio catastale;
  • appartenenza all’area GAL;
  • classificazione C o D.

Una sede localizzata in un Comune parzialmente incluso può risultare non ammissibile quando ricade fuori dai fogli indicati nella zonizzazione.

Sede operativa

Le imprese, i professionisti e le associazioni già costituiti devono possedere almeno una sede operativa nel territorio del GAL.

Per le persone fisiche che costituiscono una nuova impresa, il requisito viene verificato dopo la concessione, al momento della costituzione.

Gli investimenti devono essere collegati alla sede operativa e non a una sede meramente amministrativa priva di attività effettiva.

Chi propone e gestisce il bando

L’ente che pubblica e gestisce l’Avviso è:

GAL Appennino Bolognese S.C. a r.l.

Il GAL è una società consortile pubblico-privata che attua la Strategia di sviluppo locale LEADER nel territorio dell’Appennino bolognese.

Il GAL cura:

  • pubblicazione dell’Avviso;
  • informazione ai potenziali beneficiari;
  • ricezione delle domande;
  • istruttoria amministrativa;
  • valutazione tecnica;
  • attribuzione dei punteggi;
  • approvazione della graduatoria;
  • concessione del contributo;
  • verifica delle varianti;
  • monitoraggio della realizzazione.

Gli altri soggetti istituzionali coinvolti sono:

  • Regione Emilia-Romagna, Autorità di gestione del Complemento per lo sviluppo rurale;
  • AGREA, Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura;
  • Unione europea, attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale;
  • SIAG, Sistema Informativo AGREA utilizzato per le domande.

Il responsabile del procedimento è il Coordinatore del GAL Appennino Bolognese. Il referente tecnico-amministrativo indicato nella scheda regionale è il dott. Stefano Sozzi, raggiungibile al numero 051 4599907.

Atamai non è il soggetto che concede o gestisce il finanziamento. Può assistere i richiedenti nell’analisi dell’Avviso, nella verifica del codice ATECO, nella costruzione del Piano di investimento e nella preparazione della documentazione.

Apertura e scadenza

Le date ufficiali sono:

  • pubblicazione e apertura: 03/06/2026;
  • scadenza: 30/10/2026, ore 12:00.

Il termine è perentorio.

La domanda deve essere:

  • compilata;
  • corredata da tutti gli allegati obbligatori;
  • sottoscritta;
  • protocollata dal SIAG entro le ore 12:00.

Il semplice salvataggio della domanda non equivale alla presentazione.

Dotazione finanziaria

La dotazione complessiva ammonta a:

404.776,93 euro

Le domande vengono finanziate in ordine di graduatoria fino all’esaurimento delle risorse.

La graduatoria rimane valida per ulteriori 12 mesi e può essere utilizzata in caso di economie o disponibilità aggiuntive.

Forma ed entità dell’agevolazione

L’agevolazione è concessa sotto forma di:

contributo in conto capitale a fondo perduto

I limiti sono:

Localizzazione Intensità Spesa massima Contributo massimo
Zona C 40% 80.000 euro 32.000 euro
Zona D 60% 80.000 euro 48.000 euro

La spesa minima ammissibile è pari a:

10.000 euro

Un progetto che, dopo l’istruttoria, scende sotto 10.000 euro di spesa ammissibile viene escluso.

Quando il progetto interessa spese localizzate in aree con classificazioni differenti, a ciascuna spesa viene applicata l’aliquota corrispondente alla sua effettiva localizzazione.

Ogni richiedente può presentare una sola domanda.

Esempi di calcolo

Investimento in zona C

Per un progetto con 50.000 euro di spese ammissibili:

  • percentuale: 40%;
  • contributo: 20.000 euro;
  • quota a carico del beneficiario: 30.000 euro.

Per un progetto di 80.000 euro:

  • contributo massimo: 32.000 euro;
  • quota privata: 48.000 euro.

Investimento in zona D

Per un progetto con 50.000 euro di spese ammissibili:

  • percentuale: 60%;
  • contributo: 30.000 euro;
  • quota privata: 20.000 euro.

Per un progetto di 80.000 euro:

  • contributo massimo: 48.000 euro;
  • quota privata: 32.000 euro.

Il beneficiario deve inoltre sostenere gli eventuali costi non ammessi, l’IVA recuperabile e le spese eccedenti il massimale.

Spese ammissibili

La pagina istituzionale e il testo del bando individuano le principali categorie finanziabili.

Opere sugli immobili

Sono ammissibili:

  • ristrutturazione;
  • recupero;
  • ampliamento;
  • miglioramento di immobili;
  • interventi sulle pertinenze;
  • adeguamento funzionale degli spazi;
  • opere necessarie per rendere operativa la nuova attività.

L’immobile deve essere destinato all’attività finanziata e deve risultare nella disponibilità del richiedente per l’intero periodo di vincolo.

Arredi, macchinari e attrezzature

Possono essere finanziati:

  • arredi funzionali;
  • macchinari produttivi;
  • impianti;
  • attrezzature professionali;
  • sistemi di conservazione;
  • strumenti di lavorazione;
  • attrezzature per l’erogazione di servizi;
  • allestimenti necessari all’attività.

I beni devono essere nuovi e proporzionati alle dimensioni e agli obiettivi del progetto.

Trasformazione di prodotti agricoli

Sono ammissibili impianti e attrezzature destinati alla trasformazione, lavorazione, conservazione e commercializzazione di prodotti agricoli quando il prodotto finale non è compreso nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Possono rientrare, dopo la verifica della classificazione del prodotto:

  • laboratori alimentari;
  • produzione di preparazioni complesse;
  • lavorazioni artigianali;
  • confezionamento;
  • conservazione;
  • commercializzazione.

Energia rinnovabile per autoconsumo

Sono finanziabili impianti per la produzione di energia rinnovabile destinata all’autoconsumo.

La potenza non deve superare il fabbisogno medio annuo dell’impresa, considerando anche eventuali impianti già presenti.

Possono quindi essere valutati:

  • impianti fotovoltaici;
  • sistemi di accumulo collegati;
  • impianti termici rinnovabili;
  • componenti strettamente necessari.

Non è ammesso un impianto dimensionato principalmente per vendere energia alla rete.

Promozione

Le spese di promozione sono ammissibili entro il limite del:

15% delle spese di investimento materiale

Possono comprendere, quando direttamente collegate all’avvio:

  • realizzazione del sito;
  • materiale promozionale;
  • progettazione dell’identità visiva;
  • campagne di lancio;
  • fotografie e contenuti;
  • strumenti di comunicazione.

Non sono finanziabili attività promozionali generiche o prive di un collegamento con l’investimento.

Hardware e software

Hardware, software e programmi informatici sono ammissibili entro il limite del:

20% delle spese di investimento materiale

Possono rientrare:

  • computer;
  • server;
  • dispositivi;
  • software gestionali;
  • sistemi di prenotazione;
  • piattaforme di vendita;
  • programmi tecnici;
  • applicativi per la gestione dei servizi.

Veicoli industriali

Sono finanziabili veicoli industriali e relativi allestimenti con portata superiore a 35 quintali, quando strettamente collegati all’attività.

Altri veicoli funzionali

Possono essere ammessi, entro una spesa massima di 30.000 euro:

  • biciclette;
  • e-bike;
  • mezzi per il trasporto di persone con disabilità;
  • imbarcazioni per il turismo fluviale e vallivo;
  • pulmini;
  • minivan;
  • furgoni;
  • camion;
  • mezzi per il trasporto merci;
  • taxi pubblici;
  • mezzi per il noleggio con conducente;
  • autobus;
  • autonegozi.

Non sono ammesse le autovetture fino a cinque posti, anche quando immatricolate come autocarro.

Spese generali

Le spese tecniche possono essere riconosciute nei seguenti limiti:

  • fino al 10% per opere di miglioramento, ristrutturazione, recupero e ampliamento degli immobili;
  • fino al 3% per acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e allestimenti.

Possono comprendere:

  • progettazione;
  • direzione dei lavori;
  • assistenza tecnica;
  • pratiche amministrative;
  • adempimenti per l’agibilità;
  • consulenze direttamente riferibili all’investimento.

Quando possono iniziare gli investimenti

Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda.

Possono costituire un avvio anticipato:

  • ordine vincolante;
  • contratto di fornitura;
  • accettazione del preventivo;
  • pagamento di un acconto;
  • consegna del bene;
  • inizio dei lavori;
  • altra obbligazione giuridicamente vincolante.

Le spese generali collegate alla progettazione possono essere ammesse quando sostenute nei 24 mesi precedenti alla domanda, nei limiti previsti.

La presentazione non garantisce l’ammissione. Chi decide di avviare il progetto prima della concessione opera a proprio rischio.

Spese non ammissibili

Il bando esclude, tra le altre:

  • acquisto di terreni;
  • leasing;
  • beni usati;
  • interessi passivi;
  • manutenzione ordinaria;
  • costi di esercizio e funzionamento;
  • interventi di semplice adeguamento alla normativa;
  • impianti energetici sovradimensionati;
  • assistenza post-vendita;
  • costi ordinari non collegati al progetto;
  • attività relative alla produzione e al commercio di armi;
  • gioco d’azzardo;
  • rivendita di materiale pornografico;
  • autovetture fino a cinque posti.

L’elenco completo deve essere verificato nel paragrafo 1.12 dell’Avviso.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata online attraverso:

SIAG – Sistema Informativo AGREA

Il SIAG gestisce la compilazione, l’istruttoria, i controlli e le successive domande di pagamento. L’accesso può avvenire direttamente con identità digitale, quando il soggetto dispone dell’abilitazione necessaria, oppure attraverso un Centro di assistenza autorizzato.

Prima della compilazione occorre:

  1. iscriversi all’Anagrafe regionale delle aziende;
  2. costituire o aggiornare il Fascicolo anagrafico;
  3. ottenere la validazione annuale del Fascicolo;
  4. verificare PEC, indirizzo e recapiti;
  5. inserire l’IBAN intestato al beneficiario;
  6. ottenere l’accreditamento per il SIAG;
  7. individuare l’utenza incaricata della compilazione.

Il Fascicolo è richiesto anche a soggetti non agricoli perché rappresenta la posizione anagrafica utilizzata dal sistema regionale per gestire il contributo.

Firma della domanda

La domanda deve essere sottoscritta dal richiedente o dal legale rappresentante.

Sono ammesse:

  • firma digitale;
  • firma autografa accompagnata dalla copia del documento di identità.

La documentazione deve essere caricata nel SIAG e la domanda deve risultare protocollata entro la scadenza.

È prevista anche un’imposta di bollo di 16 euro, assolta mediante l’Allegato E secondo le istruzioni dell’Avviso.

Documenti da allegare

Gli allegati obbligatori comprendono in particolare:

  • relazione tecnico-economica predisposta secondo l’Allegato C;
  • descrizione dell’attività;
  • Piano di investimento;
  • quadro delle spese;
  • cronoprogramma;
  • dichiarazione sui criteri di priorità;
  • almeno tre preventivi per attrezzature, dotazioni e servizi;
  • documentazione che dimostra la richiesta e ricezione dei preventivi;
  • preventivi per le spese generali;
  • documenti relativi alla disponibilità degli immobili;
  • assenso del proprietario, quando necessario;
  • elaborati grafici;
  • planimetrie;
  • documentazione fotografica;
  • titoli edilizi;
  • autorizzazioni di settore;
  • Allegato E relativo al bollo;
  • documenti che dimostrano i punteggi richiesti;
  • eventuale documentazione sulla Carta dell’Accoglienza;
  • documentazione relativa a età, composizione societaria e partecipazione femminile;
  • documentazione sul codice ATECO;
  • eventuale documentazione sulla produzione biologica.

Per le opere edili sono richiesti almeno due preventivi insieme a un computo metrico estimativo basato sul Prezzario unico regionale. Per le voci non presenti nel prezzario possono essere necessari tre preventivi.

La mancanza degli allegati obbligatori può determinare la non ammissibilità.

Permessi edilizi e autorizzazioni

Quando il progetto comprende opere edilizie, il richiedente deve indicare il titolo necessario:

  • permesso di costruire;
  • SCIA;
  • CILA;
  • autorizzazione paesaggistica;
  • autorizzazione sanitaria;
  • autorizzazione ambientale;
  • altri atti richiesti dall’attività.

Quando il permesso di costruire non è ancora stato rilasciato al momento della domanda, devono essere rispettate le specifiche scadenze stabilite nell’Avviso.

È opportuno avviare le pratiche molto prima del 30/10/2026, perché il ritardo nell’ottenimento dei titoli può provocare la decadenza dalla graduatoria.

Criteri di valutazione

La selezione avviene attraverso una graduatoria.

I criteri previsti dal bando sono i seguenti.

Localizzazione geografica

  • zona D: 20 punti;
  • zona C: 10 punti.

Carta dell’Accoglienza

L’adesione alla Carta dell’Accoglienza del GAL attribuisce:

  • 15 punti.

La Carta è collegata alla qualificazione dell’offerta turistica e dei servizi del territorio.

Produzioni biologiche

Le attività di lavorazione, trasformazione, vendita o confezionamento di prodotti biologici ricevono:

  • 10 punti.

La condizione deve essere effettiva, documentata e collegata al Piano di investimento.

Servizi non presenti nel Comune

L’attivazione di un’attività economica non ancora presente nel Comune attribuisce:

  • 10 punti.

Il criterio viene verificato attraverso il codice ATECO e una richiesta al SUAP competente.

Non è sufficiente sostenere genericamente che il servizio sia innovativo: il codice ATECO non deve essere già presente nel Comune sede dell’investimento.

Giovani

Sono assegnati 10 punti quando:

  • nell’impresa individuale il titolare non ha ancora compiuto 41 anni;
  • nelle società di persone o cooperative i giovani rappresentano almeno il 51% dei soci;
  • nelle società di capitali i giovani possiedono almeno il 51% delle quote e la maggioranza qualificata dell’organo amministrativo, oppure ricoprono uno dei ruoli indicati dal bando.

Imprese femminili

Sono attribuiti 10 punti quando:

  • la titolare dell’impresa individuale è una donna;
  • nelle società di persone o cooperative le donne rappresentano almeno il 51% dei soci;
  • nelle società di capitali le donne possiedono almeno il 51% delle quote e rispettano le condizioni previste per l’organo amministrativo.

I punteggi per giovani e donne possono essere cumulati quando ricorrono entrambe le condizioni.

Settore economico

Il codice ATECO del progetto attribuisce:

Settore Punti
Attività manifatturiere 10
Costruzioni 15
Commercio 20
Trasporto e magazzinaggio 10
Alloggio e ristorazione 20
Editoria, radio e produzione di contenuti 15
Informatica, telecomunicazioni e servizi di informazione 15
Attività professionali, scientifiche e tecniche 15
Attività amministrative e servizi di supporto 15
Istruzione e formazione 10
Salute e assistenza sociale 10
Attività artistiche, sportive e di divertimento 20
Altre attività di servizi 20

I punteggi relativi ai diversi codici ATECO non sono cumulabili: viene valutata l’attività oggetto dell’investimento.

Punteggio minimo

La domanda deve raggiungere almeno:

25 punti

La particolarità del bando è che la soglia deve essere raggiunta considerando esclusivamente i parametri soggettivi e aziendali, senza utilizzare i punti attribuiti alla localizzazione geografica.

Un progetto localizzato in zona D riceve 20 punti territoriali, ma non può essere ammesso se non raggiunge comunque almeno 25 punti attraverso:

  • Carta dell’Accoglienza;
  • tipologia dell’attività;
  • servizio non presente;
  • giovani;
  • donne;
  • settore ATECO;
  • altri parametri soggettivi previsti.

Formazione della graduatoria

La procedura è:

valutativa a graduatoria

Non è un click day.

Le domande vengono valutate dopo la scadenza e ordinate in base al punteggio.

In caso di parità, viene data priorità:

  1. al progetto con la spesa ammissibile più elevata;
  2. in caso di ulteriore parità, alla domanda protocollata per prima sul SIAG.

Le domande sono finanziate fino all’esaurimento delle risorse.

Fasi dell’istruttoria

La procedura comprende:

  1. controllo della presentazione entro il termine;
  2. verifica della sottoscrizione;
  3. controllo del Fascicolo;
  4. verifica del beneficiario;
  5. controllo del codice ATECO;
  6. verifica della sede operativa;
  7. controllo della disponibilità degli immobili;
  8. valutazione delle spese;
  9. verifica dei preventivi;
  10. attribuzione del punteggio;
  11. eventuale contraddittorio sui motivi ostativi;
  12. approvazione della graduatoria;
  13. concessione del contributo.

La chiusura prevista del procedimento è indicata nella scheda regionale al 30/07/2027.

Tempi di realizzazione

Il progetto deve essere completato entro:

18 mesi dalla comunicazione dell’atto di concessione

Entro lo stesso termine devono essere:

  • conclusi i lavori;
  • consegnati e installati i beni;
  • effettuati i pagamenti;
  • completata la rendicontazione;
  • presentata la domanda di saldo.

Può essere richiesta una proroga fino a 180 giorni, purché ricorrano le condizioni previste.

Per ottenere la proroga occorre dimostrare che il progetto è stato avviato entro sei mesi dalla concessione e aver presentato la domanda di anticipo.

Anticipo del contributo

Dopo la concessione è possibile chiedere, entro sei mesi, un anticipo fino al:

50% del contributo concesso

L’anticipo richiede una garanzia fideiussoria pari al 100% dell’importo anticipato, rilasciata da un soggetto autorizzato e conforme allo schema AGREA.

Esempio per un contributo di 48.000 euro:

  • anticipo massimo: 24.000 euro;
  • garanzia richiesta: 24.000 euro.

Obblighi successivi

Il beneficiario deve:

  • realizzare il progetto approvato;
  • mantenere la sede nel territorio eleggibile;
  • conservare la destinazione dei beni;
  • mantenere l’attività;
  • conservare i requisiti che determinano il punteggio;
  • rispettare gli obblighi informativi;
  • consentire controlli e sopralluoghi;
  • conservare fatture e pagamenti;
  • utilizzare modalità di pagamento tracciabili;
  • non ottenere un doppio finanziamento sulle stesse spese.

Per le persone fisiche che costituiscono una nuova impresa è previsto un vincolo di conduzione di almeno tre anni dal saldo.

Gli immobili e gli investimenti sono soggetti ai vincoli di destinazione previsti dalla normativa regionale.

Suggerimenti operativi

Verificare prima il codice ATECO

Il primo controllo deve riguardare:

  • codice ATECO 2025;
  • presenza nell’Allegato B;
  • settore di appartenenza;
  • punteggio attribuito;
  • requisiti professionali;
  • autorizzazioni necessarie.

Un’attività economicamente valida può risultare esclusa quando il codice non è compreso nell’elenco.

Controllare la particella catastale

L’aliquota non dipende soltanto dal Comune.

Nei Comuni parzialmente inclusi occorre verificare:

  • foglio;
  • particella;
  • area GAL;
  • zona C o D.

Questo controllo determina sia l’ammissibilità sia la percentuale del contributo.

Simulare il punteggio senza la localizzazione

La soglia dei 25 punti deve essere raggiunta senza utilizzare i punti territoriali.

È consigliabile preparare una tabella con:

  • criterio;
  • punteggio richiesto;
  • documento probatorio;
  • certezza del riconoscimento;
  • condizione da mantenere.

Verificare se l’attività è davvero nuova

Per le imprese costituite da più di un anno, il bando richiede un’attività mai esercitata.

Non è sufficiente:

  • ampliare l’attività esistente;
  • acquistare nuovi macchinari per lo stesso codice;
  • aprire una seconda sede con la medesima attività;
  • introdurre una semplice variante commerciale.

Occorre individuare un nuovo codice ATECO coerente con un’attività realmente aggiuntiva.

Preparare preventivi comparabili

I preventivi dovrebbero presentare:

  • medesime caratteristiche tecniche;
  • quantità confrontabili;
  • costi separati;
  • trasporto e installazione;
  • tempi di consegna;
  • condizioni di pagamento;
  • intestazione corretta;
  • data antecedente alla domanda.

La scelta di un’offerta non più economica deve essere motivata.

Non iniziare prima della domanda

Prima del protocollo SIAG non devono essere firmati:

  • ordini;
  • contratti;
  • accettazioni;
  • impegni vincolanti;
  • acconti.

È possibile raccogliere offerte, effettuare sopralluoghi e predisporre la progettazione senza avviare materialmente l’investimento.

Dimostrare la copertura finanziaria

Il contributo viene erogato a fronte di spese sostenute.

Il beneficiario deve quindi pianificare:

  • quota privata;
  • IVA;
  • spese escluse;
  • costi eccedenti il massimale;
  • anticipazione delle fatture;
  • costo della fideiussione;
  • eventuale finanziamento bancario.

Preparare un Piano economico realistico

La relazione tecnico-economica dovrebbe indicare:

  • clienti;
  • mercato di riferimento;
  • concorrenti;
  • prezzi;
  • ricavi;
  • costi;
  • personale;
  • fabbisogno finanziario;
  • punto di equilibrio;
  • sostenibilità dell’attività;
  • effetti occupazionali;
  • cronoprogramma.

Checklist pratica

Prima dell’invio occorre verificare che:

  • il richiedente appartenga a una delle quattro categorie ammesse;
  • l’attività sia extra-agricola;
  • non venga esercitata attività agricola neppure in forma secondaria;
  • il codice ATECO sia compreso nell’Allegato B;
  • l’attività sia nuova o avviata da non più di un anno;
  • la sede operativa ricada nel territorio GAL;
  • foglio e particella siano eleggibili;
  • sia stata verificata la classificazione C o D;
  • la spesa sia compresa tra 10.000 e 80.000 euro;
  • il contributo richiesto rispetti il 40% o il 60%;
  • sia raggiunta la soglia di 25 punti senza la localizzazione;
  • siano disponibili almeno tre preventivi per beni e servizi;
  • le opere siano accompagnate da computo metrico e preventivi;
  • sia documentata la ricerca di mercato;
  • l’immobile sia nella disponibilità del richiedente;
  • il proprietario abbia autorizzato gli interventi;
  • siano state predisposte planimetrie e fotografie;
  • siano stati richiesti i titoli edilizi;
  • il Fascicolo anagrafico sia aggiornato;
  • la posizione contributiva sia regolare;
  • sia stato assolto il bollo di 16 euro;
  • la relazione tecnico-economica sia completa;
  • la domanda sia firmata;
  • non siano stati avviati investimenti;
  • il rilascio sul SIAG avvenga entro le ore 12:00 del 30/10/2026.

Link ufficiali

Scheda ufficiale della Regione Emilia-Romagna:
https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/sviluppo-rurale-23-27/opportunita/bandi-gal/2026/gal-appennino-bolognese-investimenti-neo-imprese-extra-agricole

Testo ufficiale del bando:
https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/sviluppo-rurale-23-27/opportunita/bandi-gal/2026/gal-appennino-bolognese-investimenti-neo-imprese-extra-agricole/documenti/bando-ab_-as_4b-valorizzazione-castagneti-da-frutto.pdf/@@download/file/Bando%20AB%20AS%206B%20neoimprese%20errata%20corrige.pdf

Zonizzazione ufficiale 2023-2027:
https://www.bolognappennino.it/wp-content/uploads/2024/09/Zonizzazione-territorio-GAL-Appennino-Bolognese-2023-2027.pdf

Sistema Informativo AGREA – SIAG:
https://agrea.regione.emilia-romagna.it/servizi/applicativi/sistema-informativo-agrea-siag

Sito del GAL Appennino Bolognese:
https://www.bolognappennino.it/

Contatto generale del GAL:
info@bolognappennino.it

PEC:
appenninobolognese@pec.it

Telefono:
051 4599907

Scheda rapida finale

Titolo ufficiale: Azione AB AS 6B – Investimenti in neo imprese extra agricole

Programma: CoPSR Emilia-Romagna 2023-2027 – SRG06 LEADER

Beneficiari: persone fisiche, micro e piccole imprese extra-agricole, professionisti individuali e associazioni con attività economica

Attività agricola: non ammessa, neppure come attività secondaria

Area: zone C e D del GAL Appennino Bolognese

Dotazione: 404.776,93 euro

Forma del sostegno: contributo in conto capitale

Aliquota zona C: 40%

Aliquota zona D: 60%

Spesa minima: 10.000 euro

Spesa massima: 80.000 euro

Contributo massimo zona C: 32.000 euro

Contributo massimo zona D: 48.000 euro

Apertura: 03/06/2026

Scadenza: 30/10/2026, ore 12:00

Procedura: valutativa a graduatoria

Punteggio minimo: 25 punti, calcolati esclusivamente sui parametri soggettivi e aziendali

Presentazione: portale SIAG di AGREA

Costituzione della nuova impresa: entro 150 giorni dalla concessione

Realizzazione del progetto: entro 18 mesi dalla concessione

Anticipo: fino al 50% con fideiussione

 

Vuoi preparare la candidatura?

Il bando richiede la verifica preventiva del codice ATECO, della localizzazione catastale, della reale novità dell’attività e del punteggio minimo. Devono inoltre essere predisposti un Piano di investimento sostenibile, una relazione tecnico-economica e preventivi correttamente confrontabili.

Atamai può affiancare persone, professionisti, associazioni e imprese nell’analisi dei requisiti, nella simulazione del punteggio, nell’organizzazione della documentazione e nella preparazione della domanda.

Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.