Infrastrutture ricreative nel territorio del GAL Delta 2000: contributi fino a 200.000 euro
Il GAL Delta 2000 sostiene gli investimenti destinati a recuperare, adeguare e ampliare infrastrutture pubbliche utilizzate per attività culturali, sportive, ricreative e sociali nei territori rurali delle province di Ferrara e Ravenna.
Il bando dispone di una dotazione complessiva di 380.584,58 euro e concede un contributo in conto capitale pari all’80% delle spese ammissibili.
La spesa progettuale deve essere compresa tra 25.000 e 250.000 euro. Il contributo può quindi arrivare fino a 200.000 euro per progetto, compatibilmente con le risorse disponibili, con il regime “de minimis” e con la posizione ottenuta in graduatoria.
Le domande devono essere presentate attraverso il sistema SIAG di AGREA entro le ore 17:00 del 30/09/2026.
La caratteristica più importante della misura riguarda la proprietà dei beni: il bando finanzia esclusivamente infrastrutture ricreative di proprietà pubblica. I beneficiari sono tuttavia soggetti privati, che devono dimostrare di avere un titolo valido per utilizzare, gestire e mantenere il bene pubblico interessato dall’investimento.
Nome ufficiale del bando
Il titolo ufficiale dell’intervento è:
Azione ordinaria SRG06 GAL_DE_SRD07 – Azione 5 “Investimenti in infrastrutture ricreative” di proprietà pubblica
La misura viene attuata nell’ambito del:
Complemento di attuazione annuale della Strategia di sviluppo locale del GAL Delta 2000 – CoDAL 2025
La Strategia di sviluppo locale del GAL è denominata:
“Il Delta del Po: Destinazione SMART”
Il bando rientra nel Piano strategico della PAC 2023-2027, nel Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna e nell’intervento SRG06 LEADER.
L’Avviso è stato approvato con deliberazione del Consiglio di amministrazione del GAL Delta 2000 n. 4 del 12/05/2026 ed è stato pubblicato il 14/05/2026.
Obiettivi dell’intervento
Il bando punta a migliorare l’offerta di servizi culturali, sportivi e ricreativi disponibile nei territori rurali.
Gli investimenti devono contribuire a:
- migliorare la qualità della vita dei residenti;
- creare nuovi luoghi di aggregazione;
- ampliare i servizi rivolti a bambini, giovani, famiglie e anziani;
- migliorare l’accessibilità delle strutture;
- aumentare l’attrattività dei piccoli centri;
- contrastare lo spopolamento delle aree rurali;
- favorire la fruizione culturale;
- promuovere l’attività fisica e sportiva;
- recuperare immobili e spazi pubblici non pienamente utilizzati;
- rafforzare la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e imprese;
- creare opportunità per attività ricreative utilizzabili anche dai visitatori;
- sostenere il sistema turistico e culturale del Delta del Po.
Il progetto deve avere una funzione collettiva. Non è sufficiente che l’immobile sia di proprietà pubblica: l’investimento deve generare un servizio concretamente accessibile alla comunità o a un’utenza territoriale chiaramente individuata.
La proprietà pubblica è un requisito indispensabile
Sono finanziabili soltanto interventi realizzati su:
immobili, spazi e infrastrutture di proprietà pubblica.
Il bene può appartenere, per esempio, a:
- Comune;
- Unione di Comuni;
- Provincia;
- altro ente pubblico;
- soggetto pubblico proprietario di un bene culturale.
Il soggetto che presenta la domanda può essere privato, ma deve possedere un titolo che gli consenta di:
- utilizzare il bene;
- realizzare le opere;
- acquistare e installare le attrezzature;
- gestire l’infrastruttura;
- assicurare la manutenzione;
- mantenere la destinazione dell’investimento.
Un’associazione o un’impresa che opera in un immobile privato non può partecipare, anche quando l’attività svolta abbia una finalità culturale, sportiva o sociale.
Beneficiari
Possono presentare domanda quattro categorie di soggetti privati.
Associazioni senza scopo di lucro
Sono ammesse le associazioni che, alla data della domanda, risultano iscritte in almeno uno dei seguenti registri:
- Registro unico nazionale del Terzo settore – RUNTS;
- Anagrafe nazionale delle ONLUS;
- Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche – RASD.
Le associazioni devono inoltre documentare la propria posizione economica.
Quando svolgono prevalentemente un’attività commerciale, devono essere iscritte al Registro delle imprese.
Quando esercitano un’attività economica in modo secondario e non prevalente, devono risultare iscritte al Repertorio economico amministrativo – REA.
Quando non esercitano alcuna attività commerciale, devono presentare un’autodichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante.
Possono quindi partecipare, nel rispetto di tutti i requisiti:
- associazioni culturali;
- associazioni sportive dilettantistiche;
- organizzazioni di volontariato;
- associazioni di promozione sociale;
- enti del Terzo settore;
- associazioni che gestiscono teatri, musei, cinema o spazi ricreativi;
- organizzazioni impegnate in attività rivolte all’infanzia.
Fondazioni miste pubblico-private
Sono ammesse le fondazioni con partecipazione pubblica e privata costituite per la gestione di beni culturali di proprietà pubblica.
Il riferimento è al Decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio.
La fondazione deve allegare:
- atto costitutivo;
- statuto;
- documentazione sulla proprietà pubblica del bene;
- titolo o accordo di gestione;
- atti che autorizzano la realizzazione dell’investimento.
Le fondazioni interessate devono applicare le disposizioni del Codice dei contratti pubblici quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa.
Micro e piccole imprese extra-agricole
Possono partecipare micro e piccole imprese extra-agricole già costituite e attive.
Per essere considerate micro o piccole imprese devono rispettare i parametri europei relativi a:
- numero di occupati;
- fatturato;
- totale di bilancio;
- imprese associate;
- imprese collegate.
In termini generali:
- una microimpresa occupa meno di 10 persone e presenta un fatturato o totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro;
- una piccola impresa occupa meno di 50 persone e presenta un fatturato o totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro.
Le medie e grandi imprese non possono partecipare.
L’impresa deve operare nell’ambito di un’infrastruttura pubblica e possedere un contratto, accordo o convenzione con il soggetto pubblico proprietario.
Reti tra micro e piccole imprese
Sono ammesse reti già formalmente costituite alla data della domanda, nelle seguenti forme:
- associazione temporanea di imprese – ATI;
- associazione temporanea di scopo – ATS;
- contratto di rete.
Tutte le imprese che partecipano alla rete devono:
- essere micro o piccole imprese;
- prendere parte concretamente al progetto;
- sostenere una quota delle spese;
- rispettare i requisiti previsti dal bando;
- mantenere il rapporto associativo per l’intero periodo di vincolo.
Non sono ammessi partner associati che sostengono genericamente l’iniziativa senza assumere responsabilità finanziarie.
La rete deve individuare un mandatario o capofila incaricato di:
- presentare la domanda;
- rappresentare i partecipanti;
- coordinare il progetto;
- gestire i rapporti con il GAL;
- raccogliere la documentazione;
- presentare la rendicontazione.
Il mandatario deve avere sede legale o operativa in Emilia-Romagna.
Requisiti generali
I richiedenti devono:
- essere iscritti all’Anagrafe regionale delle aziende agricole;
- possedere un Fascicolo anagrafico aggiornato e validato;
- disporre di una partita IVA attiva, salvo i casi di esenzione;
- risultare iscritti al Registro delle imprese quando richiesto;
- rispettare i contratti collettivi di lavoro;
- essere in regola con i contributi previdenziali;
- non trovarsi in liquidazione o in una procedura concorsuale incompatibile;
- rispettare la normativa antimafia;
- possedere i requisiti morali previsti;
- essere in regola, quando obbligati, con la copertura assicurativa contro i danni derivanti da calamità naturali;
- possedere un titolo valido sul bene pubblico;
- presentare un Piano di investimento completo;
- raggiungere il punteggio minimo;
- mantenere i requisiti fino all’erogazione del contributo.
Per ATI, ATS e reti, le verifiche vengono effettuate su ciascun componente. La mancanza di un requisito in capo a una delle imprese può compromettere l’intera domanda.
Una sola domanda per richiedente
Ogni soggetto può partecipare a una sola candidatura.
Il richiedente non può:
- presentare due progetti individuali;
- presentare una domanda singola e partecipare contemporaneamente a una rete;
- partecipare a più raggruppamenti;
- essere beneficiario di più progetti sul medesimo Avviso.
La scelta del progetto e dell’eventuale rete deve quindi essere effettuata prima dell’invio.
Area geografica di riferimento
Gli investimenti materiali devono essere realizzati esclusivamente nel territorio del GAL Delta 2000.
L’area comprende 19 Comuni delle province di Ferrara e Ravenna.
Comuni della provincia di Ferrara
- Argenta, parzialmente incluso;
- Riva del Po;
- Codigoro;
- Comacchio;
- Copparo;
- Fiscaglia;
- Goro;
- Jolanda di Savoia;
- Lagosanto;
- Mesola;
- Ostellato;
- Portomaggiore, parzialmente incluso;
- Tresignana.
Comuni della provincia di Ravenna
- Alfonsine;
- Bagnacavallo, parzialmente incluso;
- Cervia;
- Conselice, parzialmente incluso;
- Ravenna, parzialmente incluso;
- Russi, parzialmente incluso.
Per i Comuni parzialmente compresi nell’area LEADER non è sufficiente verificare il solo indirizzo comunale.
Occorre controllare:
- foglio catastale;
- particella;
- mappa ufficiale del GAL;
- effettiva appartenenza dell’immobile all’area finanziabile.
Un bene situato in un Comune parzialmente incluso può risultare escluso quando si trova fuori dai mappali ammessi.
Chi propone e gestisce il bando
Il soggetto che pubblica e gestisce l’Avviso è:
DELTA 2000 Società Consortile a responsabilità limitata
Il GAL svolge le attività di:
- pubblicazione;
- informazione;
- ricezione delle domande;
- verifica dei requisiti;
- istruttoria tecnico-amministrativa;
- attribuzione dei punteggi;
- formazione della graduatoria;
- concessione del contributo;
- controllo delle varianti;
- monitoraggio della realizzazione.
La responsabile del procedimento indicata nella scheda istituzionale è Angela Nazzaruolo.
La referente tecnico-amministrativa è Chiara Longhi.
Le domande di pagamento vengono istruite dai Settori territoriali Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna competenti per Ferrara e Ravenna.
AGREA – Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura svolge le funzioni di organismo pagatore e gestisce il sistema informativo SIAG.
Atamai non è l’ente titolare o concedente. Può affiancare associazioni, fondazioni, imprese e reti nella verifica dell’ammissibilità, nell’impostazione del progetto e nella preparazione della domanda.
Apertura e scadenza
Le date ufficiali sono:
- apertura e pubblicazione: 14/05/2026;
- scadenza: 30/09/2026, ore 17:00.
La domanda deve risultare protocollata sul SIAG entro l’orario indicato.
Non è sufficiente:
- aver iniziato la compilazione;
- aver salvato una bozza;
- aver caricato parte degli allegati;
- aver affidato la pratica al CAA.
La candidatura deve essere completa, sottoscritta e protocollata entro le ore 17:00.
Dotazione finanziaria
La dotazione complessiva è pari a:
380.584,58 euro
I progetti vengono finanziati in ordine di graduatoria fino all’esaurimento delle risorse.
Con un contributo massimo teorico di 200.000 euro, la dotazione iniziale potrebbe finanziare un numero limitato di progetti di grandi dimensioni. È quindi importante non limitarsi a raggiungere la soglia minima, ma costruire una candidatura competitiva.
Forma ed entità dell’agevolazione
L’agevolazione viene concessa sotto forma di:
contributo in conto capitale pari all’80% della spesa ammissibile
I limiti sono:
| Elemento | Importo |
|---|---|
| Spesa minima ammissibile | 25.000 euro |
| Spesa massima ammissibile | 250.000 euro |
| Intensità del contributo | 80% |
| Contributo minimo teorico | 20.000 euro |
| Contributo massimo teorico | 200.000 euro |
Il beneficiario deve coprire almeno il restante 20% della spesa ammessa, oltre a:
- IVA;
- altri tributi;
- spese non ammissibili;
- costi eccedenti il massimale;
- eventuali maggiori costi;
- varianti non autorizzate.
Esempi di calcolo
Per un progetto ammissibile da 50.000 euro:
- contributo: 40.000 euro;
- quota privata: 10.000 euro;
- IVA e altre spese escluse: a carico del beneficiario.
Per un progetto da 150.000 euro:
- contributo: 120.000 euro;
- quota privata: 30.000 euro.
Per un progetto da 250.000 euro:
- contributo massimo: 200.000 euro;
- quota privata: 50.000 euro.
Per un progetto da 300.000 euro:
- spesa massima ammissibile: 250.000 euro;
- contributo massimo: 200.000 euro;
- costo complessivamente a carico del beneficiario: almeno 100.000 euro, oltre all’IVA e alle voci escluse.
Regime “de minimis”
Il contributo viene concesso nel rispetto del Regolamento europeo n. 2023/2831 sugli aiuti “de minimis”.
L’aiuto complessivamente ricevuto da un’impresa unica non può superare:
300.000 euro nel periodo previsto dalla normativa europea.
Prima della domanda occorre verificare:
- aiuti già ricevuti;
- aiuti concessi ma non ancora erogati;
- imprese controllate o collegate;
- contributi attribuiti alla medesima impresa unica;
- spazio residuo nel plafond.
Per i progetti multibeneficiario, la verifica viene effettuata su ciascun partecipante in relazione alla propria quota di contributo.
Cumulo con altre agevolazioni
Le medesime spese non possono ricevere un doppio finanziamento.
Il progetto può eventualmente beneficiare di più forme di sostegno soltanto quando:
- vengono rispettate le regole dei programmi interessati;
- non vengono rendicontate due volte le stesse fatture;
- non viene superata l’intensità massima;
- il totale dei contributi non supera la spesa effettivamente sostenuta.
Il beneficiario deve tenere una chiara separazione contabile tra le diverse fonti di finanziamento.
Interventi ammissibili
Infrastrutture ricreative pubbliche
Il bando può finanziare la realizzazione, il miglioramento, l’adeguamento e l’ampliamento di strutture pubbliche dedicate ad attività ricreative.
Possono essere interessati:
- centri ricreativi;
- spazi di aggregazione;
- strutture polifunzionali;
- edifici destinati ad attività per la comunità;
- spazi per iniziative sociali;
- strutture per il tempo libero;
- luoghi destinati a laboratori e attività collettive.
Strutture culturali
Possono essere finanziati interventi su strutture senza scopo di lucro destinate ad attività culturali, come:
- teatri;
- musei;
- ecomusei;
- cinema;
- circoli culturali;
- orti botanici;
- sale per incontri;
- laboratori;
- spazi espositivi;
- centri dedicati alla memoria e alle tradizioni locali.
Gli interventi devono migliorare la funzionalità, l’accessibilità o la capacità di utilizzo della struttura.
Strutture sportive all’aperto
Sono finanziabili:
- nuovi impianti sportivi all’aperto;
- adeguamento di impianti esistenti;
- campi e strutture per attività sportive;
- aree attrezzate;
- percorsi e spazi dedicati all’attività fisica;
- impianti a servizio delle comunità locali.
La nuova realizzazione è consentita esclusivamente per le infrastrutture destinate ad attività sportive all’aperto.
Non è quindi possibile utilizzare il bando per costruire ex novo un museo, un cinema, un teatro o un centro ricreativo chiuso. Per tali strutture sono ammessi il recupero, l’adeguamento e l’ampliamento di edifici esistenti.
Ludoteche e spazi per l’infanzia
Possono essere realizzati o adeguati:
- ludoteche;
- aree gioco;
- spazi educativi;
- locali per attività rivolte ai bambini;
- aree attrezzate per l’infanzia;
- spazi ricreativi polifunzionali;
- ambienti per laboratori;
- strutture inclusive per bambini con disabilità.
Spazi polifunzionali
Il progetto può riguardare immobili destinati a più attività, come:
- iniziative culturali;
- corsi;
- laboratori;
- attività sociali;
- incontri pubblici;
- attività per giovani;
- eventi ricreativi;
- attività sportive leggere.
La relazione deve spiegare come saranno organizzate le diverse funzioni e quali soggetti utilizzeranno gli spazi.
Spese ammissibili
Opere edili
Sono ammissibili:
- ristrutturazione;
- risanamento conservativo;
- adeguamento;
- ampliamento;
- recupero funzionale;
- opere impiantistiche;
- lavori necessari all’accessibilità;
- interventi per la sicurezza;
- lavori strettamente collegati alla fruibilità della struttura.
Le opere devono rispettare gli strumenti urbanistici e le categorie di intervento consentite.
Attrezzature e arredi
Possono essere finanziati beni nuovi e inventariabili, come:
- sedute;
- tavoli;
- scaffalature;
- arredi per ludoteche;
- attrezzature sportive;
- dotazioni museali;
- sistemi per l’allestimento;
- attrezzature per laboratori;
- sistemi audio e video;
- attrezzature per cinema o teatri;
- dotazioni per la fruizione accessibile;
- arredi per spazi polifunzionali.
La spesa può comprendere la messa in opera.
Le attrezzature devono essere strettamente funzionali alla struttura e alle attività descritte nel progetto.
Aree esterne
Sono ammissibili interventi sulle aree esterne di stretta pertinenza, quando necessari per rendere il bene idoneo e fruibile.
Possono rientrare:
- sistemazione degli accessi;
- percorsi pedonali;
- rampe;
- aree di sosta;
- illuminazione;
- recinzioni funzionali;
- pavimentazioni;
- collegamenti con l’ingresso;
- sistemazione di aree verdi strettamente pertinenti;
- spazi esterni per le attività.
Non è sufficiente che l’area appartenga al medesimo ente. Deve esistere un collegamento diretto con l’infrastruttura finanziata.
Spese generali
Le spese generali sono ammissibili entro il limite massimo del:
10% delle spese di investimento
Possono comprendere:
- studi di fattibilità;
- progettazione;
- elaborati tecnici;
- relazioni specialistiche;
- direzione dei lavori;
- coordinamento della sicurezza;
- consulenze strettamente collegate all’investimento;
- pratiche autorizzative;
- collaudi.
Per ogni voce di spesa generale devono essere raccolti tre preventivi.
Spese non ammissibili
Non sono finanziabili:
- acquisto di terreni;
- leasing;
- beni usati;
- interessi passivi;
- manutenzione ordinaria;
- costi di esercizio;
- costi di funzionamento;
- adeguamenti realizzati esclusivamente per rispettare obblighi normativi già vigenti;
- assistenza post-vendita;
- ammortamenti;
- IVA;
- imposte e altri oneri fiscali;
- investimenti avviati prima della domanda;
- costi non pertinenti;
- spese non congrue;
- beni non inventariabili, salvo le specifiche eccezioni;
- acquisti da fornitori collegati al beneficiario;
- spese pagate con modalità non tracciabili.
Quando può iniziare l’investimento
Il progetto deve iniziare dopo la presentazione della domanda.
Prima dell’invio non devono essere:
- pagati acconti;
- versate caparre;
- acquistati beni;
- consegnate attrezzature;
- iniziati lavori;
- attivati contratti vincolanti;
- affidati servizi direttamente riferiti alla realizzazione del progetto.
Per i beni e le forniture, la consegna documentata da DDT può determinare l’avvio dell’investimento anche quando il bene viene consegnato in conto prova o in conto visione.
Per le opere edili, assumono rilievo:
- dichiarazione di inizio dei lavori per il permesso di costruire;
- presentazione della CILA;
- presentazione della SCIA;
- eventuale data successiva di effettivo inizio indicata nel titolo.
Fanno eccezione le spese generali per progettazione e studi di fattibilità, che possono essere state sostenute nei 24 mesi precedenti alla domanda.
Titolo di disponibilità del bene
Il richiedente deve possedere un titolo che gli consenta di utilizzare il bene pubblico per tutto il periodo di vincolo.
Può trattarsi di:
- concessione;
- convenzione;
- contratto di gestione;
- comodato registrato;
- locazione;
- altro accordo ammesso.
Il titolo deve autorizzare espressamente:
- realizzazione delle opere;
- installazione dei beni;
- gestione;
- manutenzione;
- rispetto del vincolo di destinazione.
Quando il contratto presenta una durata inizialmente insufficiente, può essere allegata una dichiarazione del proprietario pubblico che:
- autorizza l’intervento;
- si impegna a prolungare la durata del rapporto.
Al momento della domanda di pagamento, il titolo deve comunque essere adeguato a garantire l’intero periodo di vincolo.
Tutti i beneficiari privati devono inoltre presentare il contratto, l’accordo o la convenzione con il soggetto pubblico proprietario relativo alla gestione e manutenzione dell’immobile o dell’infrastruttura.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente online tramite:
SIAG – Sistema Informativo Agricolo di AGREA
Prima della compilazione è necessario:
- iscriversi all’Anagrafe regionale delle aziende agricole;
- aprire il Fascicolo anagrafico;
- validare il Fascicolo per l’anno in corso;
- verificare i dati del legale rappresentante;
- inserire PEC e recapiti aggiornati;
- ottenere l’accreditamento AGREA;
- accedere al SIAG;
- compilare i quadri della domanda;
- caricare gli allegati;
- sottoscrivere;
- protocollare entro la scadenza.
L’iscrizione all’Anagrafe è obbligatoria anche per associazioni, fondazioni e imprese non agricole.
Il Fascicolo semplificato può essere aperto tramite un Centro di assistenza agricola abilitato.
Chi può compilare la domanda
La domanda può essere predisposta da:
- un CAA convenzionato con AGREA, sulla base di uno specifico mandato;
- il richiedente come utente internet, quando è registrato nell’Anagrafe regionale come referente aziendale.
L’accesso autonomo può avvenire tramite SPID o altro strumento ammesso dal sistema.
Firma della domanda
Sono ammesse:
- firma digitale;
- firma autografa accompagnata dalla copia del documento di identità.
La domanda deve essere sottoscritta dal legale rappresentante del richiedente o, nel caso di rete, dal mandatario autorizzato.
È inoltre dovuta un’imposta di bollo di 16 euro, salvo eventuali esenzioni applicabili.
L’assolvimento deve essere documentato utilizzando l’Allegato D.
Documenti obbligatori
Relazione tecnico-economica
La domanda deve comprendere la relazione redatta secondo l’Allegato B.
La relazione deve descrivere:
- soggetto richiedente;
- proprietà del bene;
- titolo di disponibilità;
- struttura interessata;
- stato attuale;
- obiettivi;
- interventi;
- attività previste;
- destinatari;
- bacino di utenza;
- cronoprogramma;
- quadro economico;
- modalità di gestione;
- manutenzione futura;
- criteri di punteggio;
- risultati attesi.
Preventivi
Per l’acquisto di attrezzature, dotazioni e servizi sono necessari almeno:
tre preventivi confrontabili
Deve essere documentata anche la ricerca di mercato, conservando:
- richieste inviate;
- email;
- PEC;
- risposte dei fornitori;
- date;
- caratteristiche tecniche proposte.
Per le spese generali sono richiesti tre preventivi per ogni voce.
Opere edili
Per i lavori edili devono essere presentati:
- almeno due preventivi;
- computo metrico estimativo;
- riferimento al prezzario applicabile;
- elaborati grafici;
- relazione tecnica;
- documentazione urbanistica.
Quando il prezzario non risulta aggiornato o non contiene una determinata voce, possono essere necessari tre preventivi.
Spese di modico importo
Per beni con valore unitario non superiore a 500 euro, entro un limite complessivo di 3.000 euro, possono essere utilizzate estrazioni da siti di commercio elettronico.
Devono essere presentate offerte:
- provenienti da almeno tre fornitori;
- omogenee;
- confrontabili;
- complete di URL;
- corredate dall’indicazione del prezzo e del venditore.
Documenti sull’immobile
Occorre allegare:
- mappali catastali in scala 1:2.000;
- indicazione precisa dell’ubicazione delle opere;
- titolo di proprietà pubblica;
- concessione o accordo di gestione;
- autorizzazione all’esecuzione degli interventi;
- contratto relativo a gestione e manutenzione;
- assenso all’eventuale prolungamento del titolo.
Elaborati e autorizzazioni
Possono essere richiesti:
- planimetrie;
- piante;
- sezioni;
- prospetti;
- layout;
- fotografie;
- VIA;
- VINCA;
- prevalutazione per siti Natura 2000;
- autorizzazione paesaggistica;
- pareri ambientali;
- permesso di costruire;
- SCIA;
- CILA;
- autorizzazioni per beni culturali;
- dichiarazione del tecnico sulle autorizzazioni necessarie.
Documentazione del beneficiario
In base alla categoria devono essere allegati:
- iscrizione al RUNTS, ONLUS o RASD;
- iscrizione al Registro delle imprese o al REA;
- statuto;
- atto costitutivo;
- visura camerale;
- contratto di rete;
- mandato del capofila;
- ripartizione delle spese tra i partecipanti;
- polizza contro le calamità naturali, quando obbligatoria;
- modulo di delega al GAL per l’accesso all’Anagrafe;
- documento relativo all’imposta di bollo.
Permesso di costruire, SCIA e CILA
Quando è necessario il permesso di costruire, alla domanda deve essere allegata una dichiarazione con gli estremi della richiesta presentata al Comune.
Gli estremi del titolo rilasciato devono essere trasmessi entro 60 giorni dalla domanda.
Quando il progetto risulta utilmente collocato in graduatoria ma il permesso non è ancora stato rilasciato entro tale termine, il beneficiario deve comunicarne gli estremi entro 30 giorni dall’approvazione della graduatoria.
Il mancato rispetto del termine può determinare la decadenza.
Per opere soggette a CILA o SCIA deve essere presentata una dichiarazione del tecnico progettista che identifica il titolo necessario.
Criteri di valutazione
La procedura è valutativa a graduatoria.
Il punteggio considera tre gruppi principali:
- finalità specifiche dell’intervento;
- localizzazione territoriale;
- ricaduta territoriale e utenza potenziale.
Finalità specifiche
Sono attribuiti:
- 15 punti per adeguamento di strutture culturali senza scopo di lucro, come teatri, musei, ecomusei, cinema, circoli e orti botanici;
- 12 punti per ludoteche, spazi polifunzionali ricreativi e aree attrezzate per l’infanzia;
- 10 punti per nuove infrastrutture sportive all’aperto;
- 5 punti per attrezzature e arredi;
- 5 punti per sistemazione delle aree esterne.
I punteggi possono essere cumulati quando il progetto comprende effettivamente più tipologie di intervento e le relative spese.
Localizzazione territoriale
Sono previsti punteggi aggiuntivi per investimenti:
- nelle aree del Parco del Delta del Po e nelle aree contigue;
- nei territori compresi nelle Strategie territoriali per le aree montane e interne;
- nei Comuni interessati dagli eventi alluvionali;
- nelle aree classificate come svantaggiate.
I requisiti devono essere posseduti e documentati alla data della domanda.
Utenza potenziale
Il bacino di utenza viene valutato utilizzando i dati ISTAT al 31/12/2025.
Sono assegnati:
- 7 punti per una popolazione potenziale fino a 5.000 abitanti;
- 6 punti per una popolazione da 5.001 a 10.000 abitanti;
- 5 punti per una popolazione superiore a 10.000 abitanti.
Per un servizio comunale viene considerata la popolazione del Comune.
Per un servizio sovracomunale viene considerata la popolazione complessiva dei Comuni coinvolti, purché la collaborazione sia dimostrata attraverso:
- accordi;
- intese;
- convenzioni;
- atti formali allegati alla domanda.
Punteggio minimo
Per essere ammissibile, il progetto deve ottenere almeno:
20 punti attraverso almeno due criteri differenti
Raggiungere 20 punti attraverso un solo criterio non è sufficiente.
Esempio:
- adeguamento di un museo: 15 punti;
- acquisto di arredi: 5 punti.
La somma raggiunge 20 punti e coinvolge due subcriteri, ma è opportuno verificare con attenzione la loro riconducibilità ai criteri previsti e la documentazione probatoria.
Poiché la dotazione è limitata, raggiungere esattamente 20 punti può non essere sufficiente per ottenere il finanziamento.
Criteri di precedenza
A parità di punteggio viene data priorità:
- al progetto con la spesa ammissibile più elevata;
- in caso di ulteriore parità, alla domanda protocollata prima sul SIAG.
L’ordine cronologico non è quindi il criterio principale, ma può incidere nei casi di perfetta parità.
Procedura di selezione
Le fasi comprendono:
- verifica del protocollo entro la scadenza;
- controllo della firma;
- verifica del Fascicolo anagrafico;
- controllo della categoria del beneficiario;
- verifica dei requisiti di ciascun partecipante;
- controllo della proprietà pubblica del bene;
- verifica del titolo di disponibilità;
- controllo dell’area geografica;
- esame delle autorizzazioni;
- verifica dei preventivi;
- valutazione della congruità delle spese;
- attribuzione del punteggio;
- formazione della graduatoria;
- concessione del contributo.
L’istruttoria del GAL deve ordinariamente concludersi entro 90 giorni dal suo avvio.
La graduatoria deve essere approvata entro 120 giorni dalla scadenza del bando. La data indicativa di chiusura del procedimento è il 28/01/2027.
Quando il GAL richiede chiarimenti, il richiedente deve rispondere entro dieci giorni lavorativi.
Non è possibile integrare successivamente documenti necessari per ottenere i punteggi.
Tempi di realizzazione
Il progetto deve essere concluso entro:
12 mesi dalla comunicazione dell’atto di concessione
Entro il medesimo termine devono essere:
- completati i lavori;
- installate le attrezzature;
- pagate le fatture;
- ottenute le autorizzazioni finali;
- presentata la domanda di saldo sul SIAG.
Può essere concessa una proroga non superiore a sei mesi.
La richiesta deve essere:
- adeguatamente motivata;
- presentata tramite PEC;
- inviata almeno 30 giorni prima della scadenza.
Il beneficiario che intende chiedere una proroga deve aver presentato anche la domanda di anticipo secondo le condizioni del bando.
Anticipo del contributo
Dopo la concessione può essere richiesto un anticipo fino al:
50% del contributo concesso
La richiesta deve essere presentata entro otto mesi dalla comunicazione della concessione.
È necessaria una garanzia fideiussoria pari al 100% dell’anticipo, rilasciata da:
- banca autorizzata;
- impresa assicurativa autorizzata;
- Confidi iscritto nell’Albo degli intermediari finanziari vigilati.
Per un contributo di 160.000 euro:
- anticipo massimo: 80.000 euro;
- garanzia: 80.000 euro.
Varianti
Le modifiche sostanziali devono essere autorizzate attraverso una domanda di variante sul SIAG.
La variante è necessaria quando:
- modifica la funzionalità del progetto;
- interessa più del 10% della spesa ammessa, al netto delle spese generali;
- sostituisce opere o soluzioni in modo sostanziale;
- modifica la distribuzione delle spese;
- cambia aspetti essenziali dell’investimento.
La richiesta deve essere presentata almeno 60 giorni prima della data prevista per la conclusione.
Le varianti non possono:
- compromettere l’ammissibilità;
- ridurre il punteggio sotto la soglia;
- peggiorare la posizione utile in graduatoria;
- introdurre opere prive delle autorizzazioni richieste.
Quando la variante aumenta il costo del progetto, il contributo concesso non aumenta.
Obblighi successivi
Il beneficiario deve:
- mantenere la destinazione dell’infrastruttura;
- garantire la fruibilità pubblica;
- conservare il titolo di disponibilità;
- assicurare la manutenzione;
- non alienare i beni finanziati;
- utilizzare gli arredi e le attrezzature per il progetto;
- mantenere i requisiti che hanno prodotto il punteggio;
- rispettare gli obblighi di comunicazione;
- utilizzare i loghi dell’Unione europea, della Regione e del GAL;
- conservare la documentazione;
- consentire controlli e sopralluoghi;
- evitare il doppio finanziamento;
- utilizzare pagamenti tracciabili;
- mantenere una contabilità separata o un codice contabile dedicato.
La perdita della disponibilità del bene pubblico o il cambio di destinazione possono determinare la revoca del contributo.
Suggerimenti operativi
Verificare subito la proprietà pubblica
Il primo controllo deve riguardare il proprietario catastale dell’immobile.
Prima di sviluppare il progetto occorre procurarsi:
- visura;
- mappa catastale;
- atto di proprietà;
- contratto di gestione;
- assenso dell’ente pubblico;
- durata del rapporto;
- impegno alla manutenzione.
Controllare l’esatta localizzazione
Per i Comuni parzialmente inclusi è necessario verificare foglio e particella attraverso le mappe ufficiali del GAL.
Una verifica basata sul solo indirizzo può portare alla preparazione di una domanda non ammissibile.
Simulare il punteggio prima di sostenere i costi
La soglia minima richiede 20 punti e almeno due criteri.
È utile predisporre una tabella con:
- criterio;
- punteggio richiesto;
- documento probatorio;
- opera collegata;
- costo collegato;
- rischio di mancato riconoscimento.
Costruire un progetto realmente fruibile
La relazione dovrebbe specificare:
- giorni e orari di apertura;
- attività previste;
- numero di utenti;
- soggetto gestore;
- personale;
- modalità di prenotazione;
- tariffe eventuali;
- agevolazioni;
- accessibilità;
- manutenzione;
- costi annuali.
Integrare opere, attrezzature e spazi esterni
I punteggi relativi alle finalità sono cumulabili.
Un progetto può risultare più competitivo quando integra, in modo coerente:
- recupero dell’edificio;
- arredi;
- attrezzature;
- sistemazione dell’area esterna;
- servizi rivolti a più categorie di utenti.
Non devono però essere inserite spese artificiali soltanto per aumentare il punteggio.
Preparare preventivi realmente confrontabili
Le offerte devono riguardare beni o servizi equivalenti.
È necessario confrontare:
- quantità;
- caratteristiche;
- dimensioni;
- materiali;
- prestazioni;
- posa;
- trasporto;
- assistenza;
- tempi di consegna.
La scelta di un’offerta più costosa deve essere motivata.
Non iniziare i lavori prima della domanda
Prima del protocollo SIAG non devono essere avviate opere, effettuati pagamenti o consegnati beni.
Anche una CILA o una SCIA presentata con inizio immediato prima della domanda può compromettere l’ammissibilità.
Valutare la sostenibilità finanziaria
Il contributo viene normalmente erogato dopo la realizzazione, salvo l’anticipo garantito da fideiussione.
Il richiedente deve pianificare:
- quota privata del 20%;
- IVA;
- spese escluse;
- anticipazione dei pagamenti;
- costo della garanzia;
- maggiori costi;
- gestione futura;
- manutenzione.
Checklist pratica
Prima dell’invio occorre verificare che:
- il richiedente rientri tra le categorie ammesse;
- l’associazione sia iscritta al RUNTS, all’Anagrafe ONLUS o al RASD;
- l’impresa sia micro o piccola ed extra-agricola;
- la rete sia già costituita;
- tutti i partecipanti possiedano i requisiti;
- venga presentata una sola domanda;
- il bene sia di proprietà pubblica;
- esista un contratto di gestione o disponibilità;
- il proprietario autorizzi i lavori;
- il titolo copra il periodo di vincolo;
- l’immobile ricada nell’area del GAL;
- foglio e particella siano ammissibili;
- la spesa sia compresa tra 25.000 e 250.000 euro;
- il contributo richiesto non superi l’80%;
- venga rispettato il massimale “de minimis”;
- il progetto raggiunga almeno 20 punti;
- siano coinvolti almeno due criteri;
- la relazione tecnico-economica sia completa;
- siano disponibili tre preventivi per beni e servizi;
- le opere siano accompagnate da computo metrico e preventivi;
- la ricerca di mercato sia documentata;
- siano disponibili planimetrie e fotografie;
- siano state richieste le autorizzazioni;
- il Fascicolo anagrafico sia validato;
- il richiedente sia accreditato sul SIAG;
- sia stato assolto il bollo di 16 euro;
- la domanda sia sottoscritta;
- non siano stati avviati gli investimenti;
- il protocollo SIAG avvenga entro le ore 17:00 del 30/09/2026.
Link ufficiali
Pagina ufficiale della Regione Emilia-Romagna:
https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/sviluppo-rurale-23-27/opportunita/bandi-gal/2026/gal-delta-2000-srd07-azione-5-infrastrutture-ricreative
Pagina ufficiale del GAL Delta 2000:
https://www.deltaduemila.net/bandi/srd07-5-investimenti-infrastrutture-ricreative/
Testo ufficiale completo del bando:
https://www.deltaduemila.net/sito/wp-content/uploads/2026/05/DE_SRD07_az._5_Infrastrutture-ricreative.pdf
Territorio e mappe dell’area LEADER:
https://www.deltaduemila.net/chi-siamo/leader-2023-2027/il-territorio-2023-2027/
Sistema Informativo Agricolo AGREA – SIAG:
https://agreagestione.regione.emilia-romagna.it/
Accreditamento AGREA:
https://agrea.regione.emilia-romagna.it/servizi/accesso-agli-applicativi
Contatto GAL Delta 2000:
info@deltaduemila.net
PEC:
deltaduemila@pec.it
Telefono:
0533 57693-4
Scheda rapida finale
Titolo ufficiale: GAL_DE_SRD07, Azione 5 – Investimenti in infrastrutture ricreative di proprietà pubblica
Programma: CoPSR Emilia-Romagna 2023-2027 – SRG06 LEADER
Strategia: Il Delta del Po: Destinazione SMART
Beneficiari: associazioni senza scopo di lucro, fondazioni miste pubblico-private, micro e piccole imprese extra-agricole e reti già costituite
Proprietà del bene: esclusivamente pubblica
Area geografica: 19 Comuni delle province di Ferrara e Ravenna, alcuni parzialmente inclusi
Ente proponente: GAL Delta 2000
Dotazione: 380.584,58 euro
Forma del sostegno: contributo in conto capitale
Intensità: 80%
Spesa minima: 25.000 euro
Spesa massima: 250.000 euro
Contributo massimo teorico: 200.000 euro
Regime: “de minimis”
Apertura: 14/05/2026
Scadenza: 30/09/2026, ore 17:00
Procedura: valutativa a graduatoria
Punteggio minimo: 20 punti ottenuti con almeno due criteri
Presentazione: SIAG di AGREA
Tempi di realizzazione: 12 mesi dalla concessione
Proroga: massimo sei mesi
Anticipo: fino al 50% con fideiussione
Vuoi preparare la candidatura?
Il bando richiede la verifica della proprietà pubblica del bene, un titolo di gestione valido, il controllo catastale della localizzazione, almeno 20 punti distribuiti su due criteri e una documentazione tecnica completa di preventivi, elaborati e autorizzazioni.
Atamai può affiancare associazioni, fondazioni, imprese e reti nell’analisi dei requisiti, nella simulazione del punteggio, nella costruzione del Piano di investimento e nell’organizzazione della documentazione da presentare sul SIAG.
Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.