Voucher Internazionalizzazione 2026 della Camera di Commercio di Bari: contributi fino a 5.000 euro
La Camera di Commercio di Bari mette a disposizione 450.000 euro per sostenere i progetti di internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese del territorio.
Il Bando Voucher Internazionalizzazione 2026 finanzia servizi destinati ad avviare, consolidare o ampliare la presenza delle imprese sui mercati esteri. Possono essere agevolati, tra gli altri, e-commerce multilingua, Temporary Export Manager, consulenze doganali e contrattuali, registrazione di marchi all’estero, certificazioni richieste dai Paesi di destinazione, incontri con buyer, missioni economiche e partecipazione diretta a fiere internazionali.
Il contributo copre il 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 5.000 euro per impresa. L’investimento minimo è pari a 2.000 euro, al netto dell’IVA.
Le domande potranno essere inviate esclusivamente tramite la piattaforma ReStart di InfoCamere:
- dalle ore 13:00 del 07/09/2026;
- alle ore 13:00 del 16/10/2026.
La procedura è valutativa a sportello. Le domande vengono quindi istruite in base all’ordine cronologico di trasmissione, fino all’esaurimento delle risorse.
Nome ufficiale del bando
Il titolo ufficiale è:
Bando Voucher Internazionalizzazione – Anno 2026
Il bando è stato indetto con:
Determinazione del Segretario generale della Camera di Commercio di Bari n. 117 del 30/07/2026
Il Codice unico di progetto generale della misura è:
CUP J98C26000400005
La misura viene attuata anche in applicazione del Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 17/03/2026.
La Camera di Commercio intende accompagnare le imprese sia nel consolidamento dei mercati già serviti, sia nell’individuazione di nuovi Paesi con un maggiore potenziale commerciale. Il bando attribuisce particolare attenzione alle filiere produttive territoriali, ai settori rappresentativi del Made in Italy e alle produzioni con maggiori possibilità di esportazione.
Finalità del voucher
Il voucher sostiene l’acquisto di servizi specialistici finalizzati a:
- avviare l’attività di esportazione;
- individuare nuovi mercati;
- consolidare le vendite nei Paesi già serviti;
- migliorare l’organizzazione commerciale internazionale;
- adeguare prodotti e strumenti promozionali ai mercati esteri;
- sviluppare canali digitali di vendita internazionale;
- incontrare buyer, agenti e distributori;
- partecipare a fiere internazionali;
- proteggere marchi nei Paesi esteri;
- ottenere certificazioni obbligatorie per l’esportazione;
- migliorare le competenze interne in materia di export;
- affrontare questioni doganali, fiscali e contrattuali;
- costruire collaborazioni tra imprese appartenenti alla stessa filiera.
Non è necessario che l’impresa sia già esportatrice. Il bando può essere utilizzato anche da un’azienda che intende strutturare il proprio primo progetto commerciale all’estero.
Il progetto deve però essere concreto. Una dichiarazione generica come “sviluppare l’export” non è sufficiente: occorre identificare i servizi, i mercati, i fornitori, i risultati attesi e le relative spese.
Beneficiari
Possono presentare domanda le:
micro, piccole e medie imprese – MPMI
La dimensione deve essere determinata secondo i parametri europei, considerando:
- numero degli occupati;
- fatturato;
- totale di bilancio;
- imprese associate;
- imprese collegate;
- eventuale appartenenza a un gruppo.
L’impresa deve avere:
- sede legale nel territorio di competenza della Camera di Commercio di Bari;
- oppure almeno un’unità locale operativa nel territorio camerale.
Il requisito territoriale deve risultare dal Registro delle imprese.
Sono ammesse imprese appartenenti a tutti i settori economici, purché il progetto sia effettivamente finalizzato all’internazionalizzazione.
Soggetti esclusi
Non possono presentare domanda:
- grandi imprese;
- persone fisiche;
- professionisti non iscritti al Registro delle imprese;
- associazioni che non esercitano prevalentemente attività economica in forma d’impresa;
- enti e organismi non iscritti nella sezione ordinaria o speciale del Registro delle imprese;
- imprese inattive;
- imprese in liquidazione volontaria;
- imprese soggette a procedure concorsuali finalizzate alla liquidazione;
- imprese destinatarie di sanzioni che impediscono di contrattare con la Pubblica amministrazione;
- imprese prive dei requisiti di regolarità contributiva;
- imprese non in regola con il diritto annuale camerale;
- imprese già beneficiarie dei precedenti voucher per l’internazionalizzazione indicati dal bando.
Esclusione delle imprese già finanziate nel 2024 o nel 2025
Un requisito particolarmente importante riguarda le precedenti edizioni.
Non possono accedere al voucher 2026 le imprese alle quali siano già stati erogati contributi nell’ambito di:
- Bando Voucher Internazionalizzazione 2024;
- seconda edizione del Bando Voucher Internazionalizzazione 2024;
- Bando Voucher Internazionalizzazione 2025.
Il divieto non riguarda genericamente tutte le imprese che hanno presentato una domanda negli anni precedenti, ma quelle che hanno già beneficiato dei contributi richiamati dal bando. La Camera specifica questa esclusione nell’articolo dedicato ai destinatari.
Prima di predisporre la pratica è quindi opportuno verificare:
- eventuali concessioni precedenti;
- pagamenti ricevuti;
- denominazione e codice fiscale del beneficiario;
- possibili operazioni societarie;
- fusioni, trasformazioni o conferimenti intervenuti.
Requisiti dell’impresa
I requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e mantenuti fino alla liquidazione del voucher.
L’impresa deve:
- essere attiva;
- essere regolarmente iscritta al Registro delle imprese;
- essere in regola con il diritto annuale;
- avere un DURC regolare;
- rispettare la normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
- non trovarsi in liquidazione;
- non essere soggetta a procedure liquidatorie;
- non avere sanzioni interdittive;
- rispettare la normativa antimafia;
- non avere forniture di servizi in corso con la Camera di Commercio nei casi vietati dalla normativa;
- essere in regola con gli obblighi assicurativi contro gli eventi catastrofali;
- essere iscritta alla piattaforma SEI;
- aver compilato il questionario di profilazione export.
Regolarità del diritto annuale
L’impresa deve essere in regola con il pagamento del diritto annuale camerale.
Eventuali:
- omissioni;
- versamenti incompleti;
- annualità precedenti non pagate;
- cartelle esattoriali collegate al diritto annuale;
devono essere sanati prima dell’invio della domanda.
Non è sufficiente impegnarsi a regolarizzare successivamente.
È consigliabile richiedere una verifica preventiva all’Ufficio Diritto annuale, soprattutto quando l’impresa:
- ha cambiato sede;
- ha aperto o chiuso unità locali;
- ha ricevuto cartelle;
- ha effettuato pagamenti tardivi;
- ha incorporato altre società;
- non dispone di una situazione contabile aggiornata.
DURC e regolarità contributiva
Il Documento unico di regolarità contributiva viene acquisito d’ufficio.
L’irregolarità non deve essere sottovalutata. In fase di erogazione, la Camera può trattenere dal contributo l’importo dell’inadempienza e versarlo direttamente agli enti previdenziali o assicurativi.
Prima della domanda è quindi opportuno verificare:
- posizione INPS;
- posizione INAIL;
- eventuali note di rettifica;
- rateazioni;
- scadenze;
- corretta classificazione aziendale;
- posizione dei soci lavoratori.
Polizza assicurativa contro gli eventi catastrofali
Tra i documenti obbligatori figura la polizza prevista dall’articolo 1, comma 101, della Legge n. 213/2023.
L’impresa deve allegare il documento che dimostra l’adempimento dell’obbligo assicurativo contro i danni provocati da eventi catastrofali, quando applicabile.
Non è sufficiente una semplice dichiarazione del legale rappresentante.
È opportuno verificare che la documentazione riporti:
- impresa assicurata;
- codice fiscale o partita IVA;
- immobili, impianti o beni coperti;
- periodo di validità;
- compagnia assicurativa;
- numero di polizza.
Iscrizione alla piattaforma SEI
L’impresa deve essere iscritta a:
SEI – Sostegno all’Export dell’Italia
È inoltre necessario compilare il questionario di profilazione dell’impresa.
La profilazione serve a ricostruire:
- esperienza sui mercati esteri;
- organizzazione commerciale;
- prodotti esportabili;
- mercati già serviti;
- obiettivi;
- competenze interne;
- bisogni di accompagnamento.
L’iscrizione e la compilazione devono essere completate prima della presentazione della domanda.
Area geografica
La misura interessa il territorio di competenza della:
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bari
L’impresa può avere:
- sede legale nel territorio;
- oppure un’unità locale operativa regolarmente iscritta.
Quando la sede legale è fuori dal territorio camerale, il progetto dovrebbe essere concretamente riferibile all’unità locale ammissibile.
È opportuno che:
- il personale coinvolto operi presso l’unità locale;
- il progetto produca effetti sull’attività territoriale;
- i documenti camerali siano aggiornati;
- l’unità locale risulti attiva prima dell’invio.
Chi propone e gestisce il bando
Il soggetto concedente è:
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bari
L’Unità organizzativa responsabile è:
Servizio Promozione e Sviluppo del Territorio
Il responsabile del procedimento è:
dott. Nicola Mastropaolo, titolare dell’incarico di Elevata Qualificazione “Promozione e Sviluppo del Territorio”.
La Camera di Commercio cura:
- pubblicazione del bando;
- gestione della piattaforma;
- verifica delle domande;
- controllo dei requisiti;
- istruttoria dei progetti;
- formazione degli elenchi delle imprese ammesse;
- concessione dei voucher;
- verifica delle rendicontazioni;
- erogazione;
- controlli e revoche.
Atamai non è l’ente concedente. Può assistere le imprese nell’analisi dei requisiti, nella predisposizione del progetto e nell’organizzazione della documentazione.
Apertura e scadenza
Le domande possono essere presentate:
- dalle ore 13:00 del 07/09/2026;
- alle ore 13:00 del 16/10/2026.
Il codice da selezionare sulla piattaforma è:
26VI
La finestra temporale e il codice sono espressamente indicati dal bando ufficiale.
Le domande trasmesse prima delle ore 13:00 del 07/09/2026 o dopo le ore 13:00 del 16/10/2026 vengono automaticamente escluse.
La Camera può chiudere anticipatamente il bando in caso di esaurimento delle risorse.
Procedura a sportello
La procedura è definita:
a sportello valutativa
L’ordine di priorità è determinato dalla data e dall’ora assegnate dal sistema ReStart.
Le domande vengono ammesse fino all’esaurimento delle risorse, dopo:
- verifica amministrativa;
- controllo formale;
- controllo dei requisiti;
- verifica della coerenza del progetto con le finalità del bando.
Non è prevista una graduatoria basata su punteggi qualitativi.
L’ordine cronologico è quindi decisivo: la Camera chiarisce che la precedenza è determinata dal momento di ricezione della pratica telematica.
Attenzione alle domande multiple
Ogni impresa può presentare una sola richiesta.
Se vengono trasmesse più domande, il bando prevede che sia considerata:
soltanto l’ultima domanda presentata in ordine cronologico
Questo meccanismo comporta un rischio importante.
Quando un’impresa invia una nuova domanda per correggere la prima:
- la precedente viene superata;
- viene assunto il nuovo orario di invio;
- l’impresa perde la posizione cronologica originaria.
È quindi preferibile preparare una pratica completa e corretta prima dell’apertura, evitando invii frettolosi che richiedano una successiva sostituzione.
Dotazione finanziaria
La dotazione complessiva è pari a:
450.000 euro
La Camera di Commercio può:
- aumentare lo stanziamento;
- riaprire i termini in caso di risorse residue;
- chiudere anticipatamente il bando;
- utilizzare economie derivanti da rinunce o riduzioni;
- procedere allo scorrimento delle domande inizialmente non finanziate.
Forma ed entità dell’agevolazione
Il sostegno è concesso sotto forma di:
voucher a fondo perduto
L’intensità è pari al:
70% delle spese ammissibili
Il contributo massimo ordinario è:
5.000 euro
L’investimento minimo è:
2.000 euro al netto dell’IVA
La Camera ha confermato nel testo ufficiale una dotazione di 450.000 euro, aliquota del 70% e massimale di 5.000 euro.
Esempi di calcolo
Investimento di 2.000 euro
- spesa ammissibile: 2.000 euro;
- contributo al 70%: 1.400 euro;
- quota a carico dell’impresa: 600 euro;
- IVA: normalmente a carico dell’impresa.
Investimento di 5.000 euro
- spesa ammissibile: 5.000 euro;
- contributo: 3.500 euro;
- quota a carico dell’impresa: 1.500 euro.
Investimento di 7.142,86 euro
- spesa ammissibile: 7.142,86 euro;
- contributo teorico al 70%: 5.000 euro;
- quota a carico dell’impresa: 2.142,86 euro.
Questa è la spesa necessaria per utilizzare interamente il voucher massimo, salvo premialità.
Investimento di 10.000 euro
- spesa ammissibile: 10.000 euro;
- contributo teorico al 70%: 7.000 euro;
- contributo massimo ordinario: 5.000 euro;
- quota a carico dell’impresa: almeno 5.000 euro.
Premialità per il rating di legalità
Alle imprese che possiedono il rating di legalità alla data della domanda viene riconosciuta una maggiorazione:
- una stella: 150 euro;
- due stelle: 300 euro;
- tre stelle: 500 euro.
La maggiorazione deve rispettare:
- il limite del 100% della spesa;
- il massimale “de minimis”;
- il mantenimento del rating fino all’erogazione.
Premialità per la certificazione della parità di genere
Le imprese in possesso della certificazione della parità di genere possono ottenere una premialità di:
250 euro
La certificazione deve essere valida:
- alla data della domanda;
- fino al momento dell’erogazione.
Rating di legalità e certificazione della parità di genere possono produrre maggiorazioni, come stabilito dal bando, purché il contributo complessivo non superi la spesa effettivamente ammissibile.
Ritenuta del 4%
Il voucher viene erogato applicando la ritenuta d’acconto del:
4%
L’impresa deve quindi distinguere:
- contributo concesso;
- contributo lordo;
- ritenuta;
- importo netto accreditato;
- trattamento fiscale del contributo.
Il trattamento contabile deve essere verificato con il consulente dell’impresa.
Regime “de minimis”
Il voucher è concesso ai sensi del Regolamento UE n. 2023/2831.
Il limite generale è pari a:
300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica
Nel calcolo devono essere considerate anche le imprese collegate che costituiscono un’unica impresa ai fini europei.
Prima della domanda è opportuno controllare:
- Registro nazionale degli aiuti;
- precedenti contributi;
- imprese controllate;
- imprese controllanti;
- fusioni;
- acquisizioni;
- scissioni;
- disponibilità residua.
Cumulo con altre agevolazioni
Il voucher è cumulabile, nei limiti previsti dalla disciplina europea:
- con altri aiuti “de minimis”;
- con aiuti in esenzione;
- con aiuti autorizzati dalla Commissione europea;
- con misure fiscali generali che non costituiscono aiuti di Stato.
Il cumulo non può superare:
- il massimale applicabile;
- l’intensità consentita;
- il 100% delle spese effettivamente sostenute.
La possibilità di cumulare deve essere verificata anche rispetto alla disciplina dell’altra agevolazione utilizzata.
Spese per e-commerce internazionale
Sono ammissibili servizi per realizzare un:
e-commerce multilingua finalizzato alla vendita all’estero
Il progetto dovrebbe includere funzioni concretamente rivolte ai mercati internazionali, come:
- più lingue;
- valute;
- condizioni di vendita internazionali;
- modalità di spedizione;
- pagamenti;
- informazioni doganali;
- cataloghi adattati ai Paesi target;
- gestione degli ordini esteri.
Un normale sito istituzionale tradotto in inglese, privo di funzionalità di vendita, non coincide necessariamente con un e-commerce internazionale.
Marketplace e piattaforme per la vendita all’estero
Sono ammissibili:
- quote di adesione a marketplace internazionali;
- canoni relativi ai servizi del gestore;
- strumenti di smart payment internazionale;
- servizi collegati alla vendita online all’estero.
I canoni devono riguardare l’anno 2026.
Il progetto dovrebbe spiegare:
- piattaforma scelta;
- mercati raggiunti;
- tipologia di clienti;
- prodotti inseriti;
- costi;
- risultati attesi;
- struttura interna incaricata della gestione.
Cataloghi e company profile in lingua estera
Possono essere finanziati:
- progettazione;
- traduzione;
- impaginazione;
- stampa;
- versione digitale di cataloghi e profili aziendali.
Questa spesa è ammissibile soltanto quando risulta funzionale a:
- fiere;
- incontri B2B;
- progetti di incoming;
- missioni;
- consulenze di internazionalizzazione previste dal bando.
Non è quindi finanziabile un catalogo generico prodotto senza collegamento con una specifica attività export.
Certificazioni di prodotto per l’estero
Sono agevolabili:
- consulenza per l’ottenimento della certificazione;
- costi di rilascio;
- costi di rinnovo.
La certificazione deve essere specificamente necessaria per l’esportazione nei Paesi esteri.
Non rientrano automaticamente:
- ISO 9001;
- ISO 14001;
- EMAS;
- altre certificazioni generiche non collegate a un mercato estero.
La certificazione deve essere effettivamente ottenuta ai fini dell’erogazione del voucher, come precisato nell’elenco ufficiale delle spese.
Registrazione del marchio all’estero
Sono ammissibili:
- consulenza preliminare;
- ricerca di anteriorità;
- impostazione della strategia di protezione;
- costi di registrazione del marchio all’estero.
Il progetto deve concludersi con la registrazione richiesta dal bando.
È opportuno identificare:
- marchio;
- titolare;
- classi;
- Paesi;
- procedura nazionale, europea o internazionale;
- preventivo;
- tempistiche;
- documenti da produrre.
Virtual matchmaking e B2B online
Sono finanziabili eventi digitali destinati a mettere in contatto:
- imprese italiane;
- buyer internazionali;
- distributori;
- agenti;
- partner commerciali.
L’organizzatore deve essere un soggetto qualificato e deve documentare le proprie competenze in materia di internazionalizzazione.
La candidatura dovrebbe indicare:
- Paesi dei buyer;
- numero di incontri;
- profilo degli operatori;
- attività preparatorie;
- assistenza linguistica;
- follow-up commerciale.
Temporary Export Manager e figure specialistiche
Sono ammissibili consulenze erogate da:
- Temporary Export Specialist;
- Temporary Export Manager;
- Digital Export Manager;
- EXIM Manager;
- altri professionisti coerenti con le attività previste.
L’intervento deve affiancare concretamente il personale aziendale.
Il progetto può comprendere:
- analisi del potenziale export;
- selezione dei mercati;
- ricerca di clienti;
- impostazione della rete commerciale;
- procedure export;
- organizzazione del back office;
- piano di ingresso;
- definizione dei canali;
- supporto alle trattative;
- strumenti digitali.
Un incarico generico di consulenza commerciale privo di attività, obiettivi e mercati chiaramente definiti rischia di non essere riconosciuto.
Consulenza doganale, fiscale e contrattuale
Sono ammissibili consulenze specialistiche su specifici mercati esteri riguardanti:
- contratti internazionali;
- condizioni generali di vendita;
- Incoterms;
- fiscalità internazionale;
- procedure doganali;
- origine delle merci;
- dazi;
- documentazione export;
- etichettatura;
- requisiti tecnici;
- rapporti con agenti e distributori;
- gestione del rischio contrattuale.
Non è ammissibile la normale consulenza fiscale, contabile o legale dell’impresa se non è direttamente collegata a un preciso progetto di internazionalizzazione.
Formazione del personale
Sono finanziabili percorsi specificamente dedicati all’internazionalizzazione.
Possono riguardare:
- export management;
- dogane;
- contrattualistica;
- fiscalità;
- marketing internazionale;
- negoziazione;
- e-commerce estero;
- pagamenti internazionali;
- gestione dei rischi;
- competenze linguistiche specialistiche collegate all’export.
Per ottenere il contributo, ciascun partecipante deve frequentare almeno:
l’80% del monte ore complessivo
Devono essere prodotti:
- programma;
- attestato;
- documentazione della frequenza;
- dati del partecipante;
- soggetto formatore.
Fiere internazionali in presenza
Sono finanziabili fiere:
- svolte all’estero;
- internazionali certificate in Italia;
- internazionali non certificate;
- nazionali con caratteristiche di internazionalità;
- organizzate in Puglia per promuovere le eccellenze regionali.
L’impresa deve partecipare direttamente come espositore.
Non sono ammissibili partecipazioni indirette attraverso:
- altre società del gruppo;
- distributori;
- soggetti terzi;
- marchi non riconducibili direttamente al beneficiario.
Spese fieristiche ammissibili
Possono essere finanziate:
- noleggio dello spazio espositivo;
- progettazione e allestimento dello stand;
- insegne;
- montaggio;
- allacciamenti;
- consumi elettrici e idrici;
- pulizia dello stand;
- grafica coordinata;
- assicurazione legata all’esposizione;
- iscrizione al catalogo ufficiale.
La fattura per il noleggio dello spazio espositivo è una condizione essenziale per il riconoscimento del contributo.
Se l’impresa, pur sostenendo costi, non partecipa effettivamente alla fiera, il voucher non viene erogato.
Incoming e missioni economiche all’estero
Sono ammissibili servizi relativi a:
- ricerca di buyer;
- ricerca di agenti;
- ricerca di distributori;
- ricerca di partner;
- organizzazione degli incontri;
- assistenza durante gli incontri;
- interpretariato;
- traduzione;
- noleggio di sale;
- transfer in loco;
- organizzazione della missione;
- trasporto del materiale espositivo;
- iniziative promozionali previste dal programma ufficiale.
I servizi possono essere organizzati con il supporto di soggetti qualificati come:
- Agenzia ICE;
- Camere di commercio italiane all’estero;
- Assocamerestero;
- agenzie ed enti con esperienza documentabile.
Fiere digitali
Sono finanziabili:
- iscrizione alla fiera digitale;
- hosting;
- produzione di contenuti digitali;
- grafica coordinata per lo stand virtuale.
La manifestazione deve avere una reale finalità commerciale e internazionale.
Spese non ammissibili
Non sono finanziabili:
- viaggi;
- biglietti aerei o ferroviari;
- pernottamenti;
- vitto;
- ristoranti;
- carburanti;
- pedaggi;
- parcheggi;
- personale dipendente;
- collaboratori interni;
- autofatture;
- commesse interne;
- controprestazioni;
- consulenze amministrative ordinarie;
- consulenze fiscali generiche;
- consulenze contabili generiche;
- consulenza legale ordinaria;
- pubblicità generica;
- certificazioni non specifiche per l’estero;
- adeguamenti obbligatori alla normativa;
- costi di connessione;
- web advertising;
- SEO;
- SEM;
- tasse e imposte non espressamente ammesse;
- costi non indicati dal bando.
Il fatto che una spesa sia utile all’internazionalizzazione non significa che sia automaticamente ammissibile.
Manifestazioni escluse
Non sono riconosciute:
- esposizioni permanenti;
- showroom;
- esposizioni marginali collegate a convegni;
- convegni;
- business meeting generici;
- sagre;
- feste patronali;
- manifestazioni folkloristiche locali;
- mercatini;
- mercati ambulanti;
- mostre d’arte non commerciali;
- esposizioni zoologiche, filateliche, numismatiche o mineralogiche prive di prevalente finalità commerciale.
Requisiti dei fornitori
I fornitori devono:
- svolgere un’attività coerente con il servizio;
- risultare qualificati;
- emettere preventivi dettagliati;
- essere indipendenti dall’impresa richiedente.
Il fornitore non può:
- essere beneficiario dello stesso bando;
- controllare l’impresa;
- essere controllato dall’impresa;
- avere assetti proprietari sostanzialmente coincidenti;
- essere amministratore o socio dell’impresa;
- essere un prossimo congiunto di amministratori o soci;
- avere nella propria compagine amministratori, soci o congiunti dell’impresa beneficiaria.
Preventivi
Alla domanda devono essere allegati preventivi:
- intestati all’impresa;
- redatti in euro;
- in italiano oppure accompagnati da una traduzione sintetica;
- su carta intestata;
- dettagliati;
- con importi al netto e al lordo dell’IVA;
- datati dopo la pubblicazione del bando.
Non sono ammessi:
- autopreventivi;
- offerte generiche;
- documenti senza dettaglio delle prestazioni;
- preventivi antecedenti alla pubblicazione del bando.
Per i professionisti può essere richiesto il curriculum firmato digitalmente, con omissione dei dati personali non necessari.
Quando devono essere realizzati gli interventi
Tutti gli interventi devono essere conclusi entro:
31/12/2026
Il termine è espressamente previsto dal bando.
Considerata la scadenza delle domande al 16/10/2026, il calendario è ristretto.
L’impresa dovrebbe verificare prima della candidatura:
- disponibilità del fornitore;
- data della fiera;
- tempi per la registrazione del marchio;
- tempi per la certificazione;
- calendario della formazione;
- capacità di completare l’e-commerce;
- possibilità di effettuare e pagare tutte le attività entro fine anno.
Spese sostenute prima della concessione
Il testo ufficiale esclude i preventivi anteriori alla pubblicazione del bando e impone la conclusione entro il 31/12/2026.
Poiché la procedura di concessione può richiedere fino a 90 giorni, l’impresa potrebbe trovarsi a dover avviare il progetto prima di conoscere l’esito definitivo.
In questa situazione opera a proprio rischio.
È opportuno:
- presentare la domanda il prima possibile;
- evitare contratti non revocabili prima dell’invio;
- verificare attentamente l’ammissibilità;
- conservare tutta la documentazione;
- coordinare il fornitore con gli obblighi di fatturazione;
- non modificare le spese senza autorizzazione.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere inviata esclusivamente tramite:
ReStart – piattaforma di InfoCamere
L’accesso avviene mediante:
- SPID;
- Carta nazionale dei servizi;
- Carta d’identità elettronica.
Non sono ammesse domande inviate tramite:
- PEC;
- email;
- consegna cartacea;
- posta;
- piattaforme differenti.
Intermediario abilitato
L’impresa può delegare l’invio a un intermediario.
L’intermediario deve:
- essere registrato su ReStart;
- possedere una procura specifica;
- firmare digitalmente il modulo insieme al legale rappresentante;
- utilizzare correttamente l’anagrafica del beneficiario;
- allegare tutti i documenti richiesti.
L’intermediario trasmette la domanda, ma dichiarazioni e responsabilità rimangono in capo all’impresa.
Documenti obbligatori
La domanda deve comprendere:
- modulo di domanda;
- modulo intervento;
- procura, quando viene utilizzato un intermediario;
- dichiarazione sul casellario giudiziale e sui carichi pendenti;
- preventivi;
- curriculum del professionista, quando richiesto;
- documento della polizza catastrofale;
- riepilogo generato da ReStart;
- modello F24 quietanzato per il bollo;
- eventuale documentazione necessaria a dimostrare rating di legalità e certificazione di parità.
L’elenco è stabilito nell’articolo 10 del bando.
Dichiarazioni sul casellario e sui carichi pendenti
La dichiarazione deve essere sottoscritta dai soggetti rilevanti, tra cui:
- legali rappresentanti;
- amministratori;
- persone con poteri di rappresentanza;
- persone con poteri di direzione;
- persone con funzioni di controllo.
Prima dell’invio è necessario verificare:
- organigramma societario;
- visura camerale;
- deleghe;
- procure;
- componenti dell’organo amministrativo;
- eventuali sindaci o soggetti sottoposti alle verifiche previste.
Firma digitale
I documenti devono essere firmati digitalmente dal titolare o dal legale rappresentante.
La firma deve essere:
- valida;
- non scaduta;
- non sospesa;
- intestata al soggetto corretto;
- apposta sul file definitivo.
Quando interviene un intermediario, il modulo di procura richiede anche la sua firma.
Una domanda sottoscritta da un soggetto diverso dal legale rappresentante, in assenza della corretta procedura, viene dichiarata inammissibile.
Imposta di bollo
È dovuta un’imposta di bollo pari a:
16 euro
Il pagamento deve essere effettuato tramite F24.
Alla pratica deve essere allegata la copia del modello:
- compilato;
- pagato;
- quietanzato.
La Camera non richiede una marca da bollo cartacea applicata al modulo.
Indirizzo PEC
Nella domanda deve essere indicato un unico indirizzo PEC.
La PEC deve coincidere:
- nel modulo;
- nell’anagrafica ReStart;
- preferibilmente nel Registro delle imprese.
Tutte le comunicazioni successive vengono inviate a tale indirizzo.
Una discordanza può comportare problemi nella gestione delle richieste di integrazione.
Valutazione delle domande
La procedura comprende:
- controllo dell’orario di invio;
- verifica della firma;
- verifica dei documenti;
- controllo della qualifica di MPMI;
- controllo della sede;
- verifica della regolarità camerale;
- verifica del DURC;
- controllo dei precedenti contributi;
- verifica dell’iscrizione alla piattaforma SEI;
- controllo della polizza;
- analisi delle spese;
- verifica della coerenza del progetto;
- determinazione del contributo;
- approvazione periodica degli elenchi.
Non è prevista una valutazione basata su un punteggio.
La domanda deve superare sia l’istruttoria amministrativa sia la verifica di attinenza del progetto alle finalità del bando.
Richieste di integrazione
La Camera può richiedere chiarimenti o integrazioni.
L’impresa deve rispondere entro:
10 giorni di calendario
Il mancato rispetto del termine determina la decadenza della domanda.
È quindi essenziale controllare regolarmente:
- PEC;
- ricevute;
- notifiche;
- cartelle spam;
- comunicazioni dell’intermediario.
Tempi dell’istruttoria
L’istruttoria deve essere completata entro:
90 giorni dalla presentazione della domanda
La Camera approva periodicamente gli elenchi delle imprese ammesse e i relativi importi.
L’ultima domanda istruita positivamente può essere finanziata soltanto nei limiti delle risorse residue.
Variazioni del progetto
Le variazioni devono essere comunicate prima della rendicontazione e prima che venga sostenuta la nuova spesa.
Possono richiedere autorizzazione:
- cambio del fornitore;
- modifica del preventivo;
- variazione delle attività;
- spostamento del periodo;
- modifica delle voci di costo;
- sostituzione di una fiera;
- cambiamento del percorso formativo.
La richiesta deve essere inviata alla PEC della Camera di Commercio e accompagnata dalla documentazione aggiornata.
Le modifiche comunicate dopo aver sostenuto la nuova spesa non vengono accolte.
Rendicontazione
Il voucher viene erogato soltanto dopo la realizzazione del progetto e la presentazione della rendicontazione tramite ReStart.
La documentazione deve essere inviata entro:
60 giorni dal termine dell’intervento
Il progetto deve comunque concludersi entro il 31/12/2026.
Documenti per la rendicontazione
Devono essere presentati:
- modulo di rendicontazione;
- fatture elettroniche in formato XML;
- altri documenti di spesa;
- quietanze;
- bonifici;
- RI.BA.;
- estratti conto;
- documentazione dei pagamenti con carta;
- relazione finale dettagliata;
- fotografie;
- programmi;
- collegamenti ai contenuti realizzati;
- documenti che dimostrano le attività;
- attestati e registri della formazione;
- eventuale procura.
CUP e dicitura obbligatoria nelle fatture
Ogni fattura deve riportare:
- il CUP attribuito al progetto;
- la dicitura “Spesa sostenuta a valere sul Bando Voucher Internazionalizzazione – Anno 2026”.
Il CUP deve essere inserito nel documento originario.
Non è considerato valido un CUP aggiunto a mano successivamente.
La regola è espressamente prevista per la rendicontazione.
L’impresa deve quindi informare tempestivamente i fornitori non appena riceve la concessione.
Pagamenti ammessi
Sono accettati esclusivamente pagamenti tracciabili effettuati dal beneficiario mediante:
- bonifico;
- RI.BA.;
- carta di credito.
Non sono ammessi:
- contanti;
- assegni;
- pagamenti eseguiti da soci o amministratori con conti personali;
- compensazioni non tracciabili.
Per il bonifico devono risultare:
- esecuzione;
- CRO, TRN o altro identificativo;
- estratto conto.
Per la carta devono essere allegati:
- scontrino POS;
- estratto conto;
- collegamento con la fattura.
Relazione finale
La relazione deve descrivere:
- attività realizzate;
- fornitori;
- mercati interessati;
- obiettivi;
- risultati;
- materiali prodotti;
- fiere;
- incontri;
- certificazioni;
- registrazioni;
- formazione;
- scostamenti rispetto al progetto.
È opportuno allegare evidenze come:
- fotografie dello stand;
- cataloghi;
- pagine dell’e-commerce;
- certificati;
- registrazione del marchio;
- report degli incontri;
- programmi;
- attestati;
- email di conferma;
- elenchi dei buyer;
- link ai contenuti.
Riduzione delle spese e rischio di revoca
Il voucher può essere revocato quando:
- la spesa effettiva scende sotto il minimo di 2.000 euro;
- le spese riconosciute risultano inferiori al 70% del voucher concesso;
- il progetto non viene completato;
- la rendicontazione non viene presentata;
- i documenti risultano difformi;
- vengono perse le condizioni di ammissibilità.
È quindi prudente prevedere un margine economico e non costruire il progetto esattamente sulla soglia minima.
Erogazione
La liquidazione avviene dopo:
- verifica della rendicontazione;
- controllo delle fatture;
- controllo dei pagamenti;
- verifica del DURC;
- controllo dei requisiti;
- eventuali integrazioni.
Il termine amministrativo è pari a:
90 giorni dalla presentazione della rendicontazione
Controlli
La Camera può effettuare:
- controlli documentali;
- verifiche a campione;
- sopralluoghi;
- verifiche sulla reale esecuzione;
- controlli sulle dichiarazioni;
- controlli sui fornitori;
- verifiche sui pagamenti;
- controlli sui risultati.
La documentazione deve essere conservata per almeno:
dieci anni dalla data del provvedimento di erogazione
Suggerimenti operativi
Preparare la domanda prima del 7 settembre
Poiché la procedura è a sportello, è opportuno arrivare all’apertura con:
- moduli compilati;
- preventivi definitivi;
- firme verificate;
- polizza disponibile;
- F24 pagato;
- SEI completato;
- PEC controllata;
- progetto pronto;
- intermediario registrato.
Definire un mercato preciso
È preferibile identificare:
- uno o più Paesi;
- clienti target;
- prodotti;
- ostacoli;
- canali di vendita;
- risultati attesi.
Non utilizzare descrizioni generiche
Un preventivo dovrebbe indicare:
- giornate di consulenza;
- attività;
- output;
- mercati;
- ore;
- costi;
- risultati;
- calendario.
Verificare i precedenti voucher
Prima di procedere occorre controllare se l’impresa abbia già ricevuto un voucher nelle edizioni escluse.
Coordinare il progetto con il 31 dicembre
Il tempo disponibile è ridotto.
Devono essere scelti servizi realizzabili, fatturabili e pagabili entro l’anno.
Informare i fornitori sugli obblighi di fatturazione
Il fornitore deve conoscere:
- CUP;
- dicitura;
- intestazione;
- dettaglio delle prestazioni;
- necessità del file XML;
- modalità di pagamento.
Evitare una seconda domanda
Un nuovo invio sostituisce quello precedente e attribuisce alla pratica un orario più recente.
La verifica preventiva è quindi più importante della velocità non controllata.
Checklist pratica
Prima dell’invio verificare che:
- l’impresa sia una MPMI;
- la sede sia ammissibile;
- l’impresa sia attiva;
- il diritto annuale sia regolare;
- il DURC sia regolare;
- la polizza catastrofale sia disponibile;
- non siano presenti procedure liquidatorie;
- non siano presenti sanzioni interdittive;
- l’impresa non abbia già beneficiato delle edizioni escluse;
- sia stata completata l’iscrizione a SEI;
- sia stato compilato il questionario;
- il progetto sia coerente con l’internazionalizzazione;
- la spesa sia almeno di 2.000 euro;
- il voucher non superi il 70%;
- il contributo ordinario non superi 5.000 euro;
- i preventivi siano successivi alla pubblicazione;
- i preventivi siano intestati e dettagliati;
- i fornitori siano indipendenti;
- il progetto termini entro il 31/12/2026;
- il modulo di domanda sia completo;
- il modulo intervento sia completo;
- le dichiarazioni penali siano sottoscritte;
- il bollo sia pagato tramite F24;
- la PEC sia corretta;
- la firma digitale sia valida;
- l’intermediario sia registrato;
- il riepilogo ReStart sia firmato;
- la domanda venga inviata dalle ore 13:00 del 07/09/2026;
- non sia necessario sostituire successivamente la pratica.
Link ufficiali
Atto ufficiale, bando e modulistica:
https://albocamerale.camcom.it/bari/node/2951
Testo integrale del bando 2026:
https://albocamerale.camcom.it/bari/sites/ba/files/lwa/111235/atto_5_2026_01_30_2026000117/GDOC4_D_14408693_1_BANDO%20VOUCHER%20INTERNAZIONALIZZAZIONE%20-%20Anno%202026.pdf
Piattaforma ReStart:
https://restart.infocamere.it/
Piattaforma SEI – Sostegno all’Export:
https://www.sostegnoexport.it/
Sezione dei bandi della Camera di Commercio di Bari:
https://www.ba.camcom.it/bari/bandi-per-sostegno-alle-imprese
Sito della Camera di Commercio di Bari:
https://www.ba.camcom.it/
PEC della Camera di Commercio:
cciaa@ba.legalmail.camcom.it
Telefono centrale:
080 2174111
Scheda rapida finale
Titolo ufficiale: Bando Voucher Internazionalizzazione – Anno 2026
Ente proponente: Camera di Commercio di Bari
Responsabile del procedimento: dott. Nicola Mastropaolo
Beneficiari: micro, piccole e medie imprese
Territorio: circoscrizione della Camera di Commercio di Bari
Dotazione: 450.000 euro
Forma dell’aiuto: voucher a fondo perduto
Intensità: 70%
Contributo massimo ordinario: 5.000 euro
Investimento minimo: 2.000 euro
Premialità rating di legalità: da 150 a 500 euro
Premialità parità di genere: 250 euro
Regime: “de minimis”
Apertura: 07/09/2026, ore 13:00
Scadenza: 16/10/2026, ore 13:00
Procedura: valutativa a sportello
Ordine di priorità: cronologico
Portale: ReStart di InfoCamere
Codice bando: 26VI
Firma digitale: obbligatoria
Bollo: 16 euro mediante F24
Polizza catastrofale: documento obbligatorio
Piattaforma SEI: iscrizione e profilazione obbligatorie
Termine del progetto: 31/12/2026
Rendicontazione: entro 60 giorni dalla conclusione
Liquidazione: entro 90 giorni dalla rendicontazione
Vuoi preparare la domanda?
La procedura è a sportello e premia l’ordine cronologico. È quindi necessario predisporre prima dell’apertura i preventivi, i moduli, la polizza catastrofale, la profilazione SEI e tutte le dichiarazioni firmate digitalmente.
Atamai può affiancare l’impresa nella verifica dei requisiti, nella costruzione del progetto di internazionalizzazione, nel controllo delle spese e nella predisposizione della documentazione da trasmettere tramite ReStart.
Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.