Green Economy 2026 Caserta: contributi fino a 7.500 euro per le imprese agricole
La Camera di Commercio di Caserta sostiene le imprese agricole che acquistano nuove attrezzature, macchinari e soluzioni digitali destinate a ridurre i consumi, utilizzare con maggiore efficienza l’acqua, migliorare la gestione delle coltivazioni e degli allevamenti e rafforzare le filiere agroalimentari provinciali.
Il Bando Green Economy 2026 dispone di una dotazione complessiva di 150.000 euro e prevede due differenti livelli di agevolazione:
- contributo del 50% delle spese ammissibili, fino a 7.500 euro, per le aziende con sede legale in provincia di Caserta;
- contributo del 30% delle spese ammissibili, fino a 4.500 euro, per le aziende che possiedono nella provincia soltanto una o più unità locali.
Il contributo viene calcolato sull’imponibile, al netto di IVA, tasse e altre imposte.
Le spese devono riguardare beni nuovi ed essere documentate da fatture emesse tra il 17/07/2026 e il 30/10/2026.
La domanda non viene presentata attraverso ReStart o un altro portale camerale. Deve essere trasmessa esclusivamente mediante posta elettronica certificata entro le ore 12:00 del 30/10/2026.
La procedura è valutativa a sportello. L’ordine di arrivo è quindi importante, ma non garantisce da solo l’ammissione: un gruppo di lavoro valuta il carattere innovativo dell’investimento e la congruità del prezzo.
Nome ufficiale del bando
Il titolo ufficiale è:
Bando contributi alle imprese agricole per sostenere la Green Economy – Edizione 2026
L’intervento è stato programmato dalla Giunta della Camera di Commercio di Caserta con:
provvedimento n. 45 dell’08/07/2026
Il testo operativo è allegato alla:
Determinazione dirigenziale n. 528 del 17/07/2026
La misura è finalizzata alla qualificazione del settore primario e alla diffusione di investimenti che concilino:
- produttività;
- riduzione dei costi;
- sostenibilità ambientale;
- sicurezza alimentare;
- resilienza rispetto alle condizioni climatiche;
- risparmio idrico;
- risparmio energetico;
- protezione degli ecosistemi;
- innovazione digitale;
- sviluppo delle filiere agroalimentari.
Beneficiari
Possono presentare domanda le imprese agricole:
- individuali;
- societarie;
che esercitano le attività previste dall’articolo 2135 del Codice civile.
Rientrano quindi, in presenza di tutti gli altri requisiti:
- imprenditori agricoli individuali;
- società semplici agricole;
- società di persone;
- società di capitali agricole;
- cooperative agricole;
- altre forme societarie che esercitano effettivamente attività agricola.
L’attività non deve risultare soltanto dall’oggetto sociale. L’impresa deve essere iscritta e attiva nel Registro delle imprese e le risultanze del Repertorio economico amministrativo devono confermare lo svolgimento dell’attività produttiva nel territorio provinciale.
Area geografica
Il bando interessa esclusivamente la:
provincia di Caserta
L’impresa deve possedere:
- sede legale in provincia di Caserta;
- oppure almeno un’unità locale nella provincia.
Deve inoltre svolgere concretamente l’attività produttiva nel territorio casertano.
La semplice presenza di un indirizzo amministrativo o di un’unità locale inattiva non è sufficiente.
Il requisito viene controllato attraverso i dati contenuti nel Registro delle imprese e nel REA.
Differenza tra sede legale e sola unità locale
L’intensità del contributo cambia in funzione della localizzazione dell’impresa.
Azienda con sede legale in provincia di Caserta
L’agevolazione è pari al:
50% delle spese ammissibili
con un contributo massimo di:
7.500 euro
Per ottenere l’intero contributo massimo occorre sostenere almeno 15.000 euro di spese ammissibili al netto dell’IVA.
Esempio:
- imponibile ammissibile: 15.000 euro;
- contributo al 50%: 7.500 euro;
- quota imponibile a carico dell’impresa: 7.500 euro;
- IVA: a carico dell’impresa.
Azienda con la sola unità locale in provincia di Caserta
L’agevolazione è pari al:
30% delle spese ammissibili
con un contributo massimo di:
4.500 euro
Anche in questo caso, per raggiungere il massimale occorre un investimento ammissibile di almeno 15.000 euro.
Esempio:
- imponibile ammissibile: 15.000 euro;
- contributo al 30%: 4.500 euro;
- quota imponibile a carico dell’impresa: 10.500 euro;
- IVA: a carico dell’impresa.
Non è prevista una spesa minima espressa
Il bando non stabilisce una soglia minima generale di investimento.
Il contributo viene calcolato applicando l’aliquota alla spesa riconosciuta.
Un investimento di importo contenuto può quindi teoricamente essere ammesso, purché:
- sia coerente con le finalità;
- presenti un effettivo carattere innovativo;
- sia documentato correttamente;
- riguardi un bene nuovo;
- superi la valutazione di congruità;
- rispetti tutte le condizioni del bando.
La convenienza economica della pratica deve comunque essere valutata considerando il valore del contributo e gli adempimenti richiesti.
Requisiti dell’impresa
Alla data della domanda l’impresa deve:
- risultare iscritta e attiva nel Registro delle imprese della Camera di Commercio di Caserta;
- possedere sede legale o unità locale in provincia;
- svolgere l’attività produttiva nella provincia;
- avere una PEC iscritta nel Registro delle imprese;
- essere regolare sotto il profilo contributivo;
- essere in regola con il diritto annuale camerale;
- non essere soggetta a procedure concorsuali;
- non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione o amministrazione controllata;
- non avere ricevuto altri contributi pubblici sul medesimo acquisto;
- non essere interessata dalle cause ostative previste dalla normativa antimafia;
- aver compilato il questionario di autovalutazione SUSTAINability;
- non avere forniture in essere con la Camera di Commercio nei casi vietati dalla normativa.
DURC: irregolarità non sanabile dopo la domanda
La Camera acquisisce d’ufficio il DURC.
Il bando prevede una disciplina particolarmente rigorosa: un DURC irregolare comporta il rigetto immediato della domanda.
Non è prevista la possibilità di regolarizzare la posizione contributiva dopo l’invio.
Prima di presentare la pratica è quindi necessario verificare:
- posizione INPS;
- posizione INAIL;
- eventuali debiti;
- rateazioni;
- note di rettifica;
- corretto inquadramento dell’impresa;
- posizione dei soci e dei lavoratori;
- validità del DURC.
I soggetti che non risultano censiti ai fini del DURC devono allegare la specifica dichiarazione che spiega le ragioni dell’esenzione dall’iscrizione.
Il contributo potrà essere erogato soltanto dopo il riscontro positivo degli enti competenti.
Regolarità del diritto annuale
L’impresa deve essere in regola con il pagamento del diritto annuale della Camera di Commercio.
Vengono considerate irregolari anche le imprese che presentano:
- importi iscritti a ruolo e non pagati;
- importi a debito non ancora iscritti a ruolo superiori alla soglia minima prevista dalla normativa.
In questo caso la Camera comunica l’irregolarità via PEC e assegna:
sette giorni dalla ricezione
per sanare la posizione.
Se l’impresa non regolarizza entro il termine, la domanda viene respinta.
Resta possibile presentare una nuova istanza, purché il bando sia ancora aperto e vi siano risorse disponibili. La nuova domanda riceverà però un nuovo ordine cronologico.
Questionario SUSTAINability obbligatorio
Prima della domanda l’impresa deve compilare il questionario:
SUSTAINability
Lo strumento è sviluppato da Dintec e consente di effettuare una prima autovalutazione rispetto alle tre dimensioni:
- ambientale;
- sociale;
- governance.
La compilazione è considerata valida soltanto se effettuata a partire dal:
01/01/2026
Il report generato dal questionario deve essere allegato alla domanda.
Un’autovalutazione compilata nel 2025 o in anni precedenti non soddisfa il requisito.
Investimenti finanziabili
Il bando presenta un elenco esemplificativo e non tassativo.
Questo significa che può essere valutato anche un investimento non nominato espressamente, purché sia coerente con le finalità e venga adeguatamente motivato.
Il carattere green o digitale non deve essere affermato in modo generico. Deve risultare dalla relazione illustrativa, dalla scheda tecnica e dalle caratteristiche operative del bene.
Tecnologie per ridurre fitofarmaci e concimi
Possono essere valutate tecnologie di monitoraggio e intervento automatizzato destinate a ridurre l’impiego di:
- diserbanti;
- disinfestanti;
- fitofarmaci;
- concimi di sintesi.
Esempi possono comprendere, quando tecnicamente coerenti:
- sistemi di rilevamento delle infestanti;
- sensori;
- mappe di prescrizione;
- strumenti di distribuzione localizzata diversi dai beni espressamente esclusi;
- software di supporto alle decisioni;
- sistemi di monitoraggio delle colture;
- dispositivi per la gestione mirata degli interventi.
Attenzione alle attrezzature per prodotti fitosanitari
Il testo contiene un elemento da trattare con particolare cautela.
Tra le finalità ammissibili vengono richiamate la riduzione della dispersione e la distribuzione certificata dei prodotti fitosanitari. Nella successiva sezione delle esclusioni vengono però espressamente escluse le attrezzature e i macchinari per la distribuzione o la riduzione della dispersione, con l’esempio degli atomizzatori.
In assenza di un chiarimento scritto della Camera, è prudente non presentare come ammissibile:
- atomizzatori;
- macchinari per distribuire fitofarmaci;
- attrezzature dedicate alla riduzione della deriva;
- altre macchine analoghe.
Un investimento relativo al monitoraggio digitale o alla riduzione dell’uso dei prodotti deve essere descritto distinguendolo chiaramente dalle attrezzature espressamente escluse.
Irrigazione intelligente
Sono ammissibili tecnologie destinate a razionalizzare l’uso dell’acqua mediante irrigazione effettuata quando effettivamente necessaria.
Possono rientrare:
- sensori di umidità;
- sensori dielettrici;
- centraline;
- strumenti per il monitoraggio del suolo;
- sistemi di automazione;
- software per la programmazione irrigua;
- strumenti che incrociano dati climatici e colturali;
- sistemi di controllo remoto;
- dispositivi per l’attivazione mirata dell’irrigazione.
La relazione dovrebbe quantificare:
- situazione iniziale;
- consumo annuale di acqua;
- superficie interessata;
- modalità di irrigazione esistente;
- riduzione attesa;
- numero di sensori;
- colture coinvolte;
- miglioramento operativo.
Agricoltura di precisione
Sono finanziabili soluzioni per l’agricoltura di precisione, tra cui:
- sistemi di guida assistita;
- strumenti che comunicano con l’attrezzatura portata o trainata dal trattore;
- geolocalizzazione;
- sensoristica;
- sistemi di guida da remoto;
- acquisizione dei dati in campo;
- software agricoli;
- strumenti per analizzare i dati colturali;
- dispositivi installati su macchine agricole;
- tecnologie collegate all’impiego dei droni.
Il progetto deve spiegare come il sistema produce un vantaggio ambientale o gestionale.
L’acquisto di un semplice dispositivo informatico non è sufficiente se non viene dimostrato il collegamento con:
- riduzione degli input;
- risparmio di carburante;
- precisione delle lavorazioni;
- tracciabilità;
- riduzione degli errori;
- gestione dei dati;
- controllo dei consumi.
Macchinari per raccolta e conservazione
Possono essere valutati macchinari destinati a:
- raccolta;
- prima lavorazione;
- conservazione;
- valorizzazione delle produzioni.
L’investimento deve contribuire a:
- costruire o rafforzare una filiera;
- migliorare la tracciabilità;
- ridurre perdite e deterioramenti;
- migliorare la qualità;
- ridurre consumi o sprechi;
- gestire meglio il prodotto aziendale;
- aumentare la resilienza della produzione.
Non è sufficiente acquistare una macchina ordinaria per sostituire un bene esistente senza dimostrare alcun miglioramento ambientale o digitale.
Tracciabilità delle produzioni
Sono ammissibili sistemi digitali per:
- tracciare i raccolti;
- identificare i lotti;
- registrare le operazioni;
- certificare i prodotti;
- collegare produzione e trasformazione;
- raccogliere dati di campo;
- documentare origine e qualità;
- gestire informazioni climatiche e colturali.
Il progetto può comprendere:
- software;
- lettori;
- dispositivi;
- sensori;
- strumenti di acquisizione;
- sistemi di identificazione.
Il bene deve essere destinato all’attività agricola e deve essere adeguato alla dimensione dell’impresa.
Sicurezza dei lavoratori e dei beni aziendali
Sono finanziabili sistemi di sorveglianza e allarme destinati a:
- proteggere i lavoratori durante le fasi produttive;
- prevenire incidenti;
- controllare aree isolate;
- segnalare situazioni di pericolo;
- tutelare macchinari e beni;
- prevenire intrusioni e danneggiamenti.
In caso di acquisto di tali sistemi, alla domanda devono essere allegati:
- planimetria;
- estremi catastali;
- indicazione precisa delle aree di installazione.
Un normale impianto di videosorveglianza installato presso l’abitazione privata non è coerente con la misura.
Protezione dalla fauna aggressiva
Sono ammissibili sistemi destinati a proteggere:
- colture;
- allevamenti;
- strutture;
- aree aziendali;
dagli attacchi della fauna.
Anche in questo caso devono essere allegati:
- planimetria;
- dati catastali;
- individuazione delle aree interessate;
- descrizione del problema;
- caratteristiche del sistema;
- modalità di utilizzo.
Agricoltura biologica
Possono essere finanziati beni e pratiche che favoriscono l’agricoltura biologica.
La relazione deve spiegare il collegamento tra il bene acquistato e:
- riduzione degli input chimici;
- gestione biologica delle colture;
- tutela della biodiversità;
- controllo delle infestanti;
- fertilità del suolo;
- sostenibilità dell’allevamento;
- certificazione aziendale.
Le aziende già certificate possono allegare il proprio certificato di produzione biologica.
Apicoltura
Il bando ammette attrezzature innovative per l’apicoltura.
Possono essere considerate, in funzione delle caratteristiche tecniche:
- sistemi di monitoraggio degli alveari;
- sensori;
- dispositivi per controllare peso e temperatura;
- sistemi di identificazione;
- attrezzature che migliorano la gestione;
- strumenti digitali per raccogliere dati;
- dispositivi per ridurre perdite e mortalità.
Il normale materiale di consumo o la semplice sostituzione di attrezzature tradizionali potrebbe non dimostrare un sufficiente contenuto innovativo.
Allevamento e rilevazione del bestiame
Sono ammissibili dispositivi elettronici per:
- identificazione anagrafica;
- monitoraggio;
- raccolta dei dati;
- tracciabilità;
- controllo degli animali.
Quando il bene è destinato a stalle o ricoveri devono essere allegati:
- planimetria;
- estremi catastali;
- descrizione dell’area;
- collegamento tra attrezzatura e attività aziendale.
Informatica applicata all’agricoltura
Possono essere finanziati prodotti destinati allo sviluppo dell’informatica agricola.
Il progetto deve però andare oltre il normale acquisto di:
- computer da ufficio;
- stampanti;
- dispositivi per attività amministrative generiche;
- software contabile ordinario.
Il collegamento con l’attività agricola deve essere diretto e documentabile.
Possono risultare coerenti:
- software agronomici;
- sistemi di raccolta dei dati;
- strumenti di monitoraggio;
- piattaforme di tracciabilità;
- applicativi per la gestione degli interventi;
- soluzioni per integrare dati climatici e colturali.
Filiere agroalimentari tradizionali
Sono ammessi investimenti innovativi collegati alle filiere agroalimentari tradizionali.
Il progetto può intervenire su:
- raccolta;
- conservazione;
- prima lavorazione;
- tracciabilità;
- valorizzazione;
- organizzazione della filiera;
- gestione dei lotti;
- controllo della qualità.
L’investimento deve essere riferibile all’attività agricola dell’impresa e non a una normale attività commerciale indipendente.
Macchinari e attrezzature devono essere nuovi
Non sono ammessi:
- beni usati;
- beni ricondizionati;
- beni noleggiati;
- leasing o locazioni, quando non riconducibili all’acquisto ammesso;
- attrezzature prive della documentazione tecnica richiesta.
La fattura e la scheda tecnica devono consentire di identificare chiaramente:
- produttore;
- modello;
- caratteristiche;
- matricola, quando prevista;
- conformità;
- destinazione d’uso.
Periodo delle spese
Sono ammissibili esclusivamente le fatture emesse:
dal 17/07/2026 al 30/10/2026
Fa fede la data della fattura.
La domanda deve essere corredata dalle fatture. Il bando non ammette la presentazione di semplici preventivi.
L’impresa deve quindi:
- individuare il bene;
- verificarne l’ammissibilità;
- procedere all’acquisto;
- ricevere la fattura;
- predisporre la documentazione;
- presentare la domanda entro la scadenza;
- completare il pagamento tracciabile;
- rendicontare entro il termine assegnato dopo la concessione.
L’acquisto viene quindi effettuato prima di conoscere con certezza l’esito della domanda.
L’impresa sostiene il rischio che il bene:
- non venga considerato innovativo;
- non venga ritenuto congruo;
- sia escluso;
- non venga finanziato per esaurimento delle risorse.
Se la fattura contiene più voci
Il bando prevede una regola particolarmente importante.
Quando una fattura comprende più voci di acquisto, ai fini del calcolo del contributo viene considerato:
soltanto l’importo della voce di spesa più elevata
Esempio:
- sistema di monitoraggio: 6.000 euro;
- sensori: 3.000 euro;
- software: 2.000 euro;
- totale fattura: 11.000 euro.
La spesa presa in considerazione potrebbe essere limitata alla voce maggiore di 6.000 euro.
Di conseguenza, prima della fatturazione è opportuno valutare:
- separazione delle forniture;
- corretta descrizione delle singole componenti;
- struttura del contratto;
- modalità di fatturazione;
- autonomia funzionale dei beni.
La documentazione non deve essere costruita artificialmente, ma deve consentire alla Camera di individuare con precisione il bene per il quale viene chiesto il contributo.
Spese escluse
Non sono ammissibili:
- produzione di campionature;
- macchinari o attrezzature per distribuire prodotti fitosanitari;
- macchinari o attrezzature destinati a ridurre la dispersione dei fitosanitari, compresi gli atomizzatori;
- beni usati;
- beni noleggiati;
- trasporto;
- opere murarie;
- impianti;
- installazione;
- progettazione;
- forniture provenienti da imprese collegate;
- missioni;
- trasferte;
- rimborsi;
- rappresentanza;
- telefono;
- cancelleria;
- elettricità;
- spese generali di funzionamento e organizzazione.
Il contributo riguarda principalmente il costo del bene ammissibile e non le spese accessorie.
Fornitori indipendenti
Il fornitore non deve avere rapporti di collegamento o associazione con l’impresa beneficiaria.
Non sono ammessi acquisti quando:
- le imprese sono collegate;
- le imprese sono associate;
- esistono amministratori comuni;
- esistono soci comuni nelle condizioni vietate;
- soci o amministratori del richiedente figurano nell’impresa fornitrice;
- esistono rapporti di parentela o affinità tra le persone rilevanti.
Prima dell’acquisto è opportuno controllare:
- visura del fornitore;
- proprietà;
- amministratori;
- rapporti familiari;
- eventuali partecipazioni.
Regime “de minimis”
Il contributo è soggetto alla normativa europea “de minimis”.
Per le attività agricole il bando indica un limite complessivo di:
50.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica
Nel calcolo devono essere considerate anche le imprese collegate che formano un’unica impresa.
Occorre verificare:
- contributi agricoli già ottenuti;
- agevolazioni registrate;
- imprese collegate;
- trasformazioni societarie;
- fusioni;
- acquisizioni;
- disponibilità residua.
Cumulo con altri contributi
L’impresa non deve avere richiesto o ricevuto altri contributi pubblici per il medesimo acquisto.
Il divieto riguarda la stessa spesa e la stessa attrezzatura.
Prima di inserire il bene nella domanda è necessario verificare se sia stato utilizzato o verrà utilizzato per:
- contributi regionali;
- PSR o CSR;
- ISMEA;
- INAIL;
- crediti d’imposta;
- altre misure camerali;
- agevolazioni nazionali;
- fondi europei.
La dichiarazione deve essere resa nella domanda.
Ente proponente e gestore
Il soggetto concedente è:
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Caserta
La struttura di riferimento è:
U.O.S. Promozione e Servizi alle Imprese
Il responsabile del procedimento è la posizione organizzativa responsabile della:
U.O. Sviluppo della Competitività
La Camera cura:
- pubblicazione del bando;
- ricezione delle domande;
- verifica dei requisiti;
- controllo della regolarità;
- valutazione dell’innovazione;
- verifica della congruità;
- concessione;
- attribuzione del CUP;
- controllo della rendicontazione;
- liquidazione;
- controlli successivi.
Atamai non è l’ente concedente. Può assistere l’impresa nell’analisi del bene, nella preparazione della relazione e nell’organizzazione della documentazione.
Apertura e scadenza
La domanda può essere inviata:
- dalla pubblicazione del bando, avvenuta il 17/07/2026;
- fino alle ore 12:00 del 30/10/2026.
Fa fede l’orario riportato nella ricevuta di invio della PEC.
È opportuno conservare:
- ricevuta di accettazione;
- ricevuta di avvenuta consegna;
- messaggio inviato;
- allegati;
- file firmato;
- verifica della firma.
Procedura valutativa a sportello
La misura non utilizza una graduatoria a punteggio.
Le domande vengono accettate in ordine cronologico.
L’ordine temporale non basta però per ottenere il contributo.
Ogni pratica deve superare:
- controllo del beneficiario;
- verifica territoriale;
- controllo del DURC;
- verifica del diritto annuale;
- controllo della documentazione;
- valutazione dell’innovazione;
- verifica della congruità del prezzo;
- controllo della coerenza ambientale o digitale.
Le domande vengono finanziate fino all’esaurimento dei 150.000 euro.
Le richieste ammissibili che non trovano copertura vengono collocate in lista d’attesa e possono essere riprese in caso di:
- rinunce;
- revoche;
- economie;
- riduzioni dei contributi.
Invio esclusivamente tramite PEC
La domanda deve essere inviata esclusivamente a:
promozioneregmercato@ce.legalmail.camcom.it
Il file deve essere in formato PDF e deve utilizzare obbligatoriamente il modello ufficiale.
Non sono ammesse modalità differenti, tra cui:
- consegna a mano;
- email ordinaria;
- raccomandata;
- ReStart;
- Telemaco;
- altri portali;
- invio a un diverso indirizzo PEC camerale.
Firma digitale
La domanda deve essere sottoscritta dal titolare o dal legale rappresentante mediante:
- firma digitale;
- firma elettronica avanzata;
- altra firma elettronica qualificata.
Una domanda priva di firma valida è improcedibile.
Prima dell’invio occorre verificare:
- validità del certificato;
- identità del firmatario;
- poteri di rappresentanza;
- integrità del file;
- leggibilità del PDF;
- corrispondenza tra domanda firmata e allegati.
Imposta di bollo
Le imprese agricole non devono versare l’imposta di bollo sulla domanda.
Il bando applica l’esenzione prevista dall’articolo 21-bis dell’Allegato B al DPR n. 642/1972.
Documenti obbligatori
Alla domanda devono essere allegati:
- fatture di acquisto;
- Fascicolo aziendale asseverato da un CAA autorizzato;
- relazione illustrativa sul carattere innovativo dell’investimento e sul suo utilizzo;
- scheda tecnica del macchinario o dell’attrezzatura;
- certificati di collaudo, omologazione o dichiarazioni di conformità, quando previsti;
- planimetria e dati catastali per attrezzature riferite a stalle o ricoveri;
- planimetria e dati catastali per sistemi di sorveglianza e allarme;
- planimetria e dati catastali per sistemi di protezione dalla fauna;
- eventuale certificato DOP, IGP o biologico;
- report del questionario SUSTAINability.
Le copie devono essere accompagnate dalla dichiarazione di conformità all’originale.
Non è ammesso il preventivo
Il bando non finanzia un progetto ancora da realizzare sulla base di offerte commerciali.
Non deve essere allegato il preventivo in sostituzione della fattura.
La domanda viene presentata dopo l’acquisto e dopo l’emissione della fattura.
Questo rende particolarmente importante effettuare una verifica tecnica prima di ordinare il bene.
Relazione sul carattere innovativo
La relazione dovrebbe descrivere:
- azienda;
- attività;
- colture o allevamenti;
- problema iniziale;
- bene acquistato;
- modalità di funzionamento;
- differenze rispetto alla dotazione precedente;
- riduzione attesa dei consumi;
- risparmio idrico;
- risparmio energetico;
- riduzione degli input;
- dati raccolti;
- miglioramento della tracciabilità;
- effetto sulla filiera;
- impatto ambientale;
- utilizzo concreto.
Non è sufficiente copiare la descrizione commerciale del produttore.
La relazione deve collegare le caratteristiche del bene alle esigenze specifiche dell’impresa agricola.
Valutazione del carattere innovativo
La Camera nomina un gruppo di lavoro che valuta:
- innovazione del prodotto;
- coerenza con la Green Economy;
- effettivo utilizzo agricolo;
- congruità del prezzo;
- corrispondenza con le finalità.
Il giudizio del gruppo è determinante.
Il gruppo può chiedere integrazioni o chiarimenti, ai quali l’impresa deve rispondere entro:
dieci giorni dalla ricezione
Integrazioni e perdita della posizione cronologica
Per determinate incompletezze la Camera assegna fino a:
15 giorni solari
per regolarizzare la pratica.
Quando la documentazione viene integrata, la domanda viene collocata in elenco alla data della regolarizzazione.
Questo significa che una domanda inviata presto ma incompleta può perdere il vantaggio cronologico.
Il controllo preventivo degli allegati è quindi essenziale.
Rendicontazione
L’impresa ammessa deve inviare la rendicontazione entro:
45 giorni dalla comunicazione di concessione
La trasmissione avviene ancora via PEC utilizzando il modello ufficiale.
Devono essere prodotti:
- fatture;
- ricevute di pagamento;
- bonifici bancari o postali;
- CRO, TRN o altro identificativo valido;
- eventuali documenti richiesti dall’ufficio.
Non sono ammessi pagamenti:
- in contanti;
- mediante assegno bancario;
- mediante assegno postale;
- mediante assegno circolare.
Obbligo del CUP nelle fatture
Dopo l’ammissione, la Camera comunica il:
Codice unico di progetto – CUP
Le fatture devono essere integrate con il CUP e ritrasmesse via PEC.
L’oggetto previsto è:
Bando Green Economy Anno 2026 – integrazione CUP
Le fatture che, dopo la richiesta di regolarizzazione, continuano a non riportare il CUP vengono considerate definitivamente inammissibili.
È quindi necessario:
- conservare il file XML della fattura;
- comunicare tempestivamente con il fornitore;
- utilizzare gli strumenti previsti per l’integrazione del CUP;
- inviare nuovamente i documenti entro i termini.
Controlli e revoca
Il contributo può essere revocato in caso di:
- difformità del bene rispetto a quanto dichiarato;
- rinuncia;
- mancata rendicontazione entro 45 giorni;
- fatture prive del CUP;
- apertura di procedure concorsuali;
- cancellazione dell’impresa prima della liquidazione;
- spesa sostenuta fuori dal periodo ammissibile;
- collegamenti vietati con il fornitore;
- mancato rispetto dei termini;
- dichiarazioni non corrette;
- perdita dei requisiti.
La Camera può effettuare controlli a campione e chiedere l’esibizione degli originali.
Suggerimenti operativi
Verificare il bene prima di acquistarlo
Poiché la domanda richiede la fattura, l’acquisto precede la certezza del contributo.
È opportuno chiedere una verifica preventiva sulla coerenza dell’attrezzatura.
Non inserire atomizzatori senza chiarimento scritto
Il bando li indica espressamente tra le spese escluse.
Preparare una relazione specifica
La descrizione deve quantificare il beneficio ambientale, digitale o organizzativo.
Controllare DURC e diritto annuale
Il DURC irregolare determina il rigetto immediato.
Compilare il questionario SUSTAINability
Il report è obbligatorio e deve essere riferito al 2026.
Prestare attenzione alle fatture con più voci
Può essere riconosciuta soltanto la voce di importo maggiore.
Verificare il fornitore
Non devono esistere collegamenti societari, amministratori comuni o rapporti familiari incompatibili.
Inviare una pratica completa
Le integrazioni fanno perdere la posizione cronologica iniziale.
Conservare entrambe le ricevute PEC
Servono la ricevuta di accettazione e quella di avvenuta consegna.
Pianificare subito il pagamento
La rendicontazione deve essere completata entro 45 giorni dalla concessione.
Checklist pratica
Prima dell’acquisto e della domanda verificare che:
- l’impresa eserciti attività agricola ai sensi dell’articolo 2135;
- risulti attiva nel Registro delle imprese;
- svolga attività produttiva nella provincia di Caserta;
- la PEC sia iscritta nel Registro delle imprese;
- il DURC sia regolare;
- il diritto annuale sia regolare;
- non vi siano procedure concorsuali;
- non siano stati richiesti altri contributi sullo stesso bene;
- sia disponibile spazio nel plafond “de minimis” agricolo;
- il questionario SUSTAINability sia stato compilato nel 2026;
- il macchinario sia nuovo;
- il bene abbia un effettivo carattere green o digitale;
- il bene non rientri tra le spese escluse;
- il fornitore sia indipendente;
- la fattura sia emessa tra il 17/07/2026 e il 30/10/2026;
- la fattura descriva chiaramente il bene;
- sia stato considerato l’effetto delle fatture con più voci;
- il Fascicolo aziendale sia asseverato dal CAA;
- la relazione tecnica sia completa;
- la scheda tecnica sia disponibile;
- siano presenti collaudi, omologazioni o conformità;
- siano disponibili planimetrie e dati catastali quando richiesti;
- sia allegato l’eventuale certificato DOP, IGP o biologico;
- la domanda sia compilata sul modello ufficiale;
- la firma digitale sia valida;
- il PDF sia leggibile;
- la PEC venga inviata all’indirizzo corretto;
- la consegna avvenga entro le ore 12:00 del 30/10/2026;
- vengano conservate le ricevute PEC;
- il pagamento venga effettuato con bonifico;
- il CUP venga successivamente integrato nelle fatture;
- la rendicontazione venga inviata entro 45 giorni dalla concessione.
Link ufficiali
Pagina ufficiale del bando e della modulistica:
https://www.ce.camcom.it/promozione-e-finanziamenti/incentivi-alle-imprese
Testo integrale del bando 2026:
https://www.ce.camcom.it/sites/default/files/contenuto_redazione/bandogreen_economy_2026_determina.pdf
Pagina dei bandi attivi:
https://www.ce.camcom.it/bandi-incentivi
Questionario SUSTAINability:
https://esg.dintec.it/sustainability.aspx
Sito della Camera di Commercio di Caserta:
https://www.ce.camcom.it/
PEC per domanda, integrazioni e rendicontazione:
promozioneregmercato@ce.legalmail.camcom.it
Email per informazioni:
infobandipromozione@ce.camcom.it
Telefono della Camera di Commercio:
0823 249111
Scheda rapida finale
Titolo ufficiale: Bando contributi alle imprese agricole per sostenere la Green Economy – Edizione 2026
Ente concedente: Camera di Commercio di Caserta
Provvedimento della Giunta: n. 45 dell’08/07/2026
Determinazione dirigenziale: n. 528 del 17/07/2026
Beneficiari: imprese agricole individuali e societarie
Territorio: provincia di Caserta
Dotazione: 150.000 euro
Sede legale in provincia: contributo del 50%, massimo 7.500 euro
Sola unità locale in provincia: contributo del 30%, massimo 4.500 euro
Spesa minima: non espressamente prevista
Beni: macchinari, attrezzature e soluzioni green e digitali di nuova fabbricazione
Periodo delle fatture: dal 17/07/2026 al 30/10/2026
Apertura: 17/07/2026
Scadenza: 30/10/2026, ore 12:00
Procedura: valutativa a sportello
Ordine: cronologico
Valutazione tecnica: innovazione e congruità del prezzo
Canale di presentazione: esclusivamente PEC
Portale ReStart: non utilizzato
Firma digitale: obbligatoria
Bollo: non dovuto
Fascicolo aziendale: obbligatorio e asseverato dal CAA
Questionario SUSTAINability: obbligatorio
Rendicontazione: entro 45 giorni dalla concessione
Pagamento: bonifico bancario o postale
CUP: obbligatorio nelle fatture dopo la concessione
Regime: “de minimis”
Vuoi preparare la domanda?
La domanda deve essere presentata dopo l’acquisto e deve comprendere fattura, Fascicolo aziendale asseverato, relazione sull’innovazione, scheda tecnica, report SUSTAINability e gli eventuali documenti catastali e di conformità.
La procedura è cronologica, ma una pratica incompleta perde la posizione iniziale. È quindi importante verificare prima dell’acquisto che il bene sia effettivamente ammissibile e predisporre tutti gli allegati prima dell’invio della PEC.
Atamai può affiancare l’impresa nella verifica del macchinario, nella preparazione della relazione tecnica, nel controllo dei documenti e nella predisposizione della domanda.
Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.