Nuove imprese artigiane in Friuli Venezia Giulia: contributi fino al 55% per investimenti e costi di avvio

Nuove imprese artigiane in Friuli Venezia Giulia: contributi fino al 55% per investimenti e costi di avvio

La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia sostiene la nascita delle nuove imprese artigiane attraverso contributi a fondo perduto destinati a coprire una parte dei costi sostenuti per avviare l’attività.

La misura può finanziare un programma articolato, comprendente macchinari, attrezzature, veicoli commerciali, arredi, programmi informatici, commercio elettronico, opere edilizie, formazione, costi del personale assunto a tempo indeterminato e alcune spese direttamente collegate alla costituzione dell’impresa.

L’intensità ordinaria del contributo è pari al 40% delle spese ammissibili.

L’aliquota può salire:

  • al 50% per le imprese artigiane giovanili;
  • al 50% per le imprese artigiane femminili;
  • al 50% per le imprese localizzate nelle aree di svantaggio socioeconomico;
  • fino al 55% quando a una delle condizioni precedenti si aggiunge il possesso del rating di legalità.

La spesa complessivamente ammissibile deve essere compresa tra:

  • un minimo di 1.500 euro;
  • un massimo di 75.000 euro.

Il contributo massimo teorico può quindi raggiungere:

  • 30.000 euro con aliquota del 40%;
  • 37.500 euro con aliquota del 50%;
  • 41.250 euro con aliquota del 55%.

Le domande devono essere presentate insieme alla rendicontazione delle spese attraverso il sistema telematico regionale:

  • dalle ore 10:00 del 31/03/2026;
  • alle ore 16:00 del 31/12/2026.

La procedura è valutativa a sportello. Le pratiche vengono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione e finanziate fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Nome ufficiale dell’agevolazione

La denominazione utilizzata dalla Regione è:

Contributi alle start up artigiane – Domande 2026

La misura è disciplinata dalla normativa regionale dedicata all’artigianato e dal regolamento emanato con:

Decreto del Presidente della Regione n. 33/2012

L’intervento fa parte dei canali contributivi gestiti per conto della Regione dal:

CATA Artigianato FVG S.r.l. – Centro di assistenza tecnica alle imprese artigiane

Il termine “start up artigiana” non indica necessariamente una startup innovativa iscritta nell’apposita sezione del Registro delle imprese.

La misura è rivolta alle nuove imprese che si iscrivono per la prima volta all’Albo provinciale delle imprese artigiane e rispettano le condizioni previste dalla disciplina regionale.

Finalità della misura

L’intervento intende sostenere i costi iniziali che possono rendere più difficile la nascita di una nuova attività artigiana.

Gli obiettivi comprendono:

  • favorire la creazione di nuove imprese;
  • facilitare l’acquisto delle prime attrezzature;
  • sostenere l’allestimento dei laboratori;
  • accompagnare la digitalizzazione;
  • migliorare l’accesso al commercio elettronico;
  • agevolare l’assunzione di personale stabile;
  • sostenere la formazione del titolare e dei dipendenti;
  • contribuire ai costi di costituzione;
  • favorire la presenza di imprese giovanili e femminili;
  • sostenere le iniziative localizzate nelle aree con maggiore svantaggio socioeconomico;
  • rafforzare la capacità organizzativa delle nuove attività;
  • ridurre il fabbisogno finanziario nella fase di avvio.

Il contributo può quindi accompagnare l’impresa dalla costituzione alla piena operatività, purché le spese rientrino nelle categorie previste e siano state effettivamente sostenute.

Beneficiari

Possono accedere alla misura:

  • microimprese;
  • piccole imprese;
  • medie imprese;
  • consorzi;
  • società consortili;
  • cooperative artigiane;
  • consorzi costituiti anche in forma cooperativa.

Il soggetto richiedente deve essere iscritto all’:

Albo provinciale delle imprese artigiane – AIA

L’iscrizione deve avvenire per la prima volta.

La misura non è quindi destinata alle imprese artigiane già operative da molti anni che intendono semplicemente acquistare nuove attrezzature.

Per tali imprese possono essere disponibili altri canali regionali, come l’ammodernamento tecnologico, il commercio elettronico, la partecipazione a fiere o i contributi per le imprese di piccolissime dimensioni.

Requisito della prima iscrizione all’Albo artigiani

L’impresa richiedente deve risultare iscritta per la prima volta all’Albo provinciale delle imprese artigiane.

Il controllo non riguarda soltanto la società che presenta la domanda.

Il titolare o il socio imprenditore non deve risultare:

  • titolare di una precedente impresa artigiana cancellata dall’Albo;
  • socio imprenditore di una precedente impresa artigiana cancellata;
  • titolare di un’impresa non artigiana già iscritta al Registro delle imprese;
  • socio imprenditore di un’impresa non artigiana già iscritta al Registro delle imprese, nelle condizioni previste dal regolamento.

La misura vuole sostenere un vero primo avvio imprenditoriale e non la continuazione di un’attività precedente attraverso una nuova partita IVA o una nuova società.

Prima di presentare la domanda è quindi opportuno ricostruire:

  • precedenti iscrizioni camerali;
  • partecipazioni societarie;
  • imprese cessate;
  • imprese individuali precedenti;
  • posizioni artigiane cancellate;
  • trasformazioni;
  • conferimenti;
  • affitti o cessioni d’azienda;
  • eventuali imprese intestate ai soci.

Trasformazioni e operazioni societarie

La costituzione di una nuova società non garantisce automaticamente l’ammissibilità.

Devono essere valutate con attenzione operazioni come:

  • trasformazione di una ditta individuale in società;
  • conferimento di un’attività preesistente;
  • acquisizione di un’azienda già operativa;
  • subentro in un’impresa familiare;
  • cessione di ramo d’azienda;
  • modifica della forma giuridica;
  • ingresso di soci già imprenditori;
  • trasferimento di beni e clienti da un’impresa precedente.

Quando l’attività costituisce, nella sostanza, la continuazione di un’impresa già esistente, il requisito della nuova impresa può non essere soddisfatto.

Area geografica

La misura riguarda le imprese artigiane iscritte all’Albo competente del:

Friuli Venezia Giulia

L’attività e gli investimenti devono essere riferibili a una sede o unità produttiva ammissibile nel territorio regionale.

La verifica deve riguardare:

  • sede legale;
  • sede operativa;
  • laboratorio;
  • unità locale;
  • iscrizione all’Albo artigiani;
  • localizzazione dei beni;
  • luogo di utilizzo dei macchinari;
  • immobile interessato dalle opere;
  • dipendenti collegati all’attività finanziata.

I macchinari e le attrezzature acquistati devono essere destinati esclusivamente alla nuova attività artigiana.

Ente titolare, soggetto gestore e assistenza

Il soggetto titolare della misura è:

Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

Il soggetto incaricato della gestione è:

CATA Artigianato FVG S.r.l.

Il CATA cura le principali attività amministrative, tra cui:

  • informazione;
  • ricezione delle domande;
  • verifica della documentazione;
  • istruttoria;
  • controllo delle spese;
  • concessione;
  • liquidazione;
  • gestione delle integrazioni;
  • controlli.

Atamai non è l’ente concedente e non sostituisce il CATA.

Può assistere l’impresa nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nella selezione delle spese, nel calcolo del contributo e nell’organizzazione della documentazione necessaria per la domanda.

Apertura e scadenza

La finestra ufficiale è:

  • apertura alle ore 10:00 del 31/03/2026;
  • chiusura alle ore 16:00 del 31/12/2026.

Le domande presentate fuori da questa finestra vengono archiviate.

La procedura può inoltre diventare non concretamente accessibile prima del 31 dicembre quando le risorse disponibili risultano esaurite.

Poiché l’istruttoria segue l’ordine cronologico, è opportuno non attendere la fine dell’anno dopo aver completato il programma di spesa.

Domanda e rendicontazione vengono presentate insieme

La misura presenta una caratteristica importante:

la domanda viene presentata dopo la conclusione del programma di investimento ed è accompagnata dalla rendicontazione.

L’impresa deve quindi:

  1. costituirsi e iscriversi correttamente;
  2. realizzare il programma;
  3. ricevere le fatture;
  4. effettuare i pagamenti;
  5. raccogliere la documentazione;
  6. compilare la domanda telematica;
  7. allegare la rendicontazione;
  8. inviare la pratica entro la scadenza.

Il contributo non viene prenotato prima dell’acquisto.

L’impresa sostiene le spese senza avere la certezza preventiva della concessione.

Questo rende indispensabile verificare l’ammissibilità prima di:

  • ordinare un macchinario;
  • acquistare un autocarro;
  • sottoscrivere un leasing;
  • avviare opere edilizie;
  • conferire un incarico;
  • assumere personale;
  • acquistare software;
  • attivare un progetto di commercio elettronico.

Periodo delle spese

Per le start up artigiane possono essere riconosciute le spese sostenute:

  • nei sei mesi antecedenti l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane;
  • nei ventiquattro mesi successivi all’iscrizione.

Per l’annualità 2026, l’avviso generale relativo ai canali del CATA indica inoltre la possibilità di rendicontare spese sostenute a decorrere dal 01/01/2025.

La spesa deve quindi rispettare contemporaneamente:

  • il periodo generale ammesso per l’annualità;
  • la finestra collegata alla data di prima iscrizione dell’impresa;
  • la scadenza della domanda;
  • le ulteriori condizioni stabilite dal regolamento.

Esempio

Un’impresa iscritta all’Albo artigiani il 01/06/2026 può valutare spese sostenute:

  • nei sei mesi precedenti l’iscrizione;
  • nei ventiquattro mesi successivi;

ma, per presentare la domanda nel 2026, il programma rendicontato deve risultare concluso e la pratica deve essere inviata entro le ore 16:00 del 31/12/2026.

Le spese che saranno sostenute nel 2027 potranno essere valutate nell’annualità competente, se la misura verrà riaperta e se saranno rispettate tutte le condizioni.

Forma del contributo

L’agevolazione è concessa come:

contributo a fondo perduto in conto capitale

L’impresa non deve restituire il contributo se:

  • rispetta tutti gli obblighi;
  • mantiene i requisiti;
  • conserva i beni;
  • utilizza gli investimenti per l’attività ammessa;
  • non presenta dichiarazioni non corrette;
  • non riceve un doppio finanziamento;
  • supera i controlli.

Intensità ordinaria del 40%

L’aliquota ordinaria è pari al:

40% delle spese ammissibili

Esempio con investimento di 30.000 euro:

  • spesa ammissibile: 30.000 euro;
  • contributo al 40%: 12.000 euro;
  • quota a carico dell’impresa: 18.000 euro;
  • eventuale IVA detraibile: a carico dell’impresa.

Aliquota del 50%

Il contributo sale al:

50% delle spese ammissibili

quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  • impresa artigiana appartenente all’imprenditoria giovanile;
  • impresa artigiana appartenente all’imprenditoria femminile;
  • impresa artigiana localizzata in un’area di svantaggio socioeconomico.

Le definizioni di impresa giovanile e femminile devono essere applicate alla forma giuridica concreta.

Per una società non è sufficiente che sia presente un giovane o una donna nella compagine: devono essere rispettate le percentuali di partecipazione e le condizioni di controllo previste dalla normativa regionale.

Maggiorazione per il rating di legalità

L’intensità viene aumentata di ulteriori:

5 punti percentuali

quando l’impresa possiede il rating di legalità attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Il contributo può quindi raggiungere:

  • il 45% per un’impresa ordinaria con rating;
  • il 55% per un’impresa giovanile, femminile o localizzata in area svantaggiata che possiede anche il rating.

L’indicazione sintetica del 55% non rappresenta quindi l’aliquota attribuita automaticamente a tutte le nuove imprese.

Per una start up appena costituita, il rating di legalità può essere difficile da ottenere, perché richiede il rispetto delle condizioni previste dalla relativa disciplina, comprese quelle relative all’anzianità e al fatturato.

Limiti di spesa

La spesa complessivamente riconosciuta deve essere compresa tra:

  • minimo 1.500 euro;
  • massimo 75.000 euro.

Una domanda con spesa riconosciuta inferiore a 1.500 euro non può essere finanziata.

La parte di spesa superiore a 75.000 euro resta interamente a carico dell’impresa.

Contributo massimo teorico

Aliquota del 40%

  • spesa massima riconosciuta: 75.000 euro;
  • contributo massimo: 30.000 euro.

Aliquota del 50%

  • spesa massima riconosciuta: 75.000 euro;
  • contributo massimo: 37.500 euro.

Aliquota del 55%

  • spesa massima riconosciuta: 75.000 euro;
  • contributo massimo: 41.250 euro.

L’importo effettivo può essere inferiore quando:

  • alcune spese vengono escluse;
  • l’IVA è recuperabile;
  • la documentazione è incompleta;
  • il costo viene rideterminato;
  • l’impresa non possiede le condizioni per la maggiorazione;
  • una parte del programma è stata sostenuta fuori dal periodo ammesso.

Spese legali di costituzione

Sono ammissibili le spese legali direttamente collegate alla costituzione dell’impresa.

Possono comprendere, quando pertinenti:

  • redazione dell’atto costitutivo;
  • predisposizione dello statuto;
  • assistenza notarile;
  • adempimenti strettamente legati alla nascita della società.

Non sono automaticamente ammissibili:

  • consulenza legale ordinaria;
  • contenziosi;
  • recupero crediti;
  • assistenza contrattuale non riferita alla costituzione;
  • consulenza continuativa.

Piano di analisi e sviluppo aziendale

L’impresa può finanziare l’acquisizione di un piano dedicato allo sviluppo dell’attività.

Il documento può comprendere:

  • analisi del mercato;
  • modello di business;
  • organizzazione;
  • investimenti;
  • struttura dei costi;
  • previsioni economiche;
  • fabbisogno finanziario;
  • strategia commerciale;
  • piano di marketing;
  • analisi dei rischi;
  • piano operativo.

Il piano deve essere specifico per la nuova impresa e non un documento standard privo di collegamento con l’attività.

Macchinari e attrezzature

Sono ammissibili:

  • macchinari;
  • macchine operatrici prive di targa;
  • attrezzature nuove di fabbrica.

I beni devono essere destinati esclusivamente alla nuova attività artigiana.

Possono rientrare, in funzione del settore:

  • macchine utensili;
  • attrezzature per officine;
  • strumenti per lavorazioni artistiche;
  • attrezzature per falegnamerie;
  • macchine per lavorazioni tessili;
  • strumenti per laboratori alimentari;
  • attrezzature per impiantisti;
  • macchinari per servizi alla persona;
  • utensili professionali;
  • strumenti di misurazione;
  • sistemi per produzione e controllo qualità.

I beni usati non devono essere considerati automaticamente ammissibili.

Autocarri N1

Tra le novità del 2026 rientra l’acquisto di autocarri:

  • omologati nella categoria N1;
  • destinati esclusivamente all’utilizzo aziendale;
  • con massa complessiva non superiore a 35 quintali;
  • con un massimo di tre posti.

Non è sufficiente acquistare un’autovettura utilizzata anche per esigenze di lavoro.

La carta di circolazione deve confermare:

  • categoria N1;
  • massa;
  • numero di posti;
  • intestazione;
  • caratteristiche del mezzo.

Il veicolo deve essere funzionale alla nuova attività artigiana.

Leasing e locazione finanziaria

La misura 2026 ammette la quota capitale dei canoni relativi a:

  • locazione finanziaria;
  • leasing operativo;

per l’acquisto dei macchinari, delle attrezzature e degli autocarri ammessi.

Devono essere distinti:

  • quota capitale;
  • interessi;
  • spese;
  • assicurazioni;
  • commissioni;
  • servizi accessori.

L’ammissibilità riguarda la quota capitale nelle condizioni previste dal regolamento.

Il contratto deve essere coerente con il periodo ammesso e con la destinazione aziendale del bene.

Arredi per l’ufficio

Sono ammissibili arredi destinati all’organizzazione della nuova attività, come:

  • scrivanie;
  • sedute operative;
  • armadi;
  • scaffalature;
  • banconi;
  • mobili funzionali all’ufficio.

Gli arredi devono essere proporzionati alla struttura e destinati all’attività artigiana.

Arredi di carattere abitativo o decorativo privi di una funzione aziendale possono essere esclusi.

Programmi informatici

Sono finanziabili programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

Possono comprendere:

  • software per produzione;
  • programmi per progettazione;
  • applicativi tecnici;
  • software per preventivazione;
  • gestione delle commesse;
  • magazzino;
  • fatturazione;
  • pianificazione;
  • controllo dei processi;
  • sicurezza informatica;
  • gestione clienti;
  • sistemi integrati con macchinari.

Il software deve essere coerente con le dimensioni e le attività della nuova impresa.

Opere edilizie e impiantistiche

Sono ammissibili interventi aventi rilevanza urbanistica o edilizia secondo la normativa regionale, esclusa la costruzione di un nuovo edificio.

Possono essere valutati:

  • ristrutturazione;
  • manutenzione straordinaria;
  • adeguamento dei locali;
  • modifica degli impianti;
  • realizzazione di impianti funzionali;
  • adeguamento del laboratorio;
  • opere necessarie all’installazione dei macchinari;
  • interventi sugli spazi produttivi.

La costruzione integrale di un nuovo fabbricato non rientra tra le spese indicate.

Prima dell’avvio devono essere verificati:

  • titolo di disponibilità dell’immobile;
  • autorizzazione del proprietario;
  • titolo edilizio;
  • conformità urbanistica;
  • destinazione d’uso;
  • preventivi;
  • fatture;
  • pagamenti;
  • collaudi.

Progettazione, direzione lavori e collaudo

Sono ammesse le spese tecniche collegate alle opere edilizie, entro il limite massimo del:

15% delle spese riconosciute per gli interventi edilizi

Possono comprendere:

  • progettazione;
  • direzione lavori;
  • coordinamento;
  • collaudo;
  • prestazioni tecniche direttamente riferite alle opere.

Non è possibile utilizzare il limite del 15% sull’intero programma quando soltanto una parte riguarda opere edilizie.

Salari dei dipendenti a tempo indeterminato

È ammissibile il salario netto relativo ai dipendenti assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

La documentazione dovrebbe consentire di verificare:

  • data di assunzione;
  • contratto;
  • tempo indeterminato;
  • inquadramento;
  • buste paga;
  • salario netto;
  • pagamenti;
  • rapporto con la nuova attività;
  • periodo ammesso.

Non devono essere considerati automaticamente ammissibili:

  • compensi del titolare;
  • prelievi dei soci;
  • collaborazioni occasionali;
  • consulenti;
  • contratti non previsti;
  • rimborsi spese.

Commercio elettronico

Il contributo può sostenere servizi, beni e soluzioni destinati a facilitare l’accesso al commercio elettronico.

Sono previste spese per:

  • consulenza per la creazione di siti e-commerce;
  • sviluppo e personalizzazione dell’applicazione;
  • integrazione con i sistemi aziendali;
  • assistenza per la gestione del sito;
  • traduzione dei contenuti;
  • studi di web marketing;
  • piani per il posizionamento e la diffusione del sito;
  • produzione di fotografie e video necessari ai contenuti;
  • hardware per una postazione completa;
  • hardware per transazioni e sicurezza;
  • software e licenze;
  • dominio;
  • casella di posta elettronica;
  • sistemi di pagamento sicuro;
  • programmi per l’integrazione con altri sistemi informativi.

Il progetto deve riguardare un vero canale di commercio elettronico e non soltanto un sito vetrina.

Hardware per l’e-commerce

La misura ammette hardware per:

  • una sola postazione completa;
  • gestione delle transazioni;
  • sicurezza della connessione.

La postazione deve essere collegata al progetto di commercio elettronico.

L’acquisto di più computer per uso amministrativo ordinario non è automaticamente riconducibile a questa voce.

Fotografie e video

Le spese per immagini e video sono ammissibili quando i contenuti costituiscono parte integrante del sito di commercio elettronico.

Devono quindi essere collegati a:

  • prodotti;
  • lavorazioni;
  • catalogo online;
  • schede;
  • presentazione dell’attività;
  • percorso di acquisto.

Una campagna video generica o contenuti destinati esclusivamente ai social media potrebbero non rientrare nella finalità prevista.

Crowdfunding

Sono finanziabili le spese collegate all’utilizzo di piattaforme di crowdfunding.

Possono comprendere, nelle condizioni previste:

  • commissioni della piattaforma;
  • servizi direttamente collegati alla campagna;
  • costi necessari per utilizzare il portale.

La campagna dovrebbe essere riferita all’avvio o allo sviluppo della nuova attività artigiana.

Formazione

Sono ammissibili corsi di formazione attinenti all’attività aziendale rivolti:

  • al titolare;
  • ai dipendenti.

La formazione può riguardare:

  • tecniche di produzione;
  • utilizzo dei macchinari;
  • strumenti digitali;
  • gestione;
  • commercio elettronico;
  • sicurezza, quando eccede i normali obblighi e rispetta le condizioni del regolamento;
  • commercializzazione;
  • qualità;
  • innovazione.

Il corso deve essere coerente con il settore e adeguatamente documentato.

IVA

Il trattamento dell’IVA deve essere verificato in base alla possibilità di recuperarla.

In linea generale:

  • l’IVA detraibile non costituisce un costo effettivo;
  • l’IVA definitivamente indetraibile può essere riconosciuta quando la disciplina lo consente.

L’impresa deve predisporre una dichiarazione coerente con il proprio regime fiscale.

Regime “de minimis”

Il contributo è concesso nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti “de minimis”.

Prima della domanda devono essere verificati:

  • aiuti già ricevuti;
  • contributi concessi e non ancora pagati;
  • imprese collegate;
  • impresa unica;
  • eventuali fusioni;
  • scissioni;
  • trasformazioni;
  • disponibilità residua.

La modulistica regionale comprende specifiche istruzioni per la dichiarazione “de minimis”.

Cumulo e doppio finanziamento

La stessa spesa non può essere finanziata due volte oltre i limiti consentiti.

Prima di presentare la domanda occorre verificare l’utilizzo degli stessi beni in altre misure, come:

  • Nuova Sabatini;
  • contributi regionali;
  • incentivi camerali;
  • bandi comunali;
  • crediti d’imposta;
  • fondi europei;
  • finanziamenti destinati alle nuove imprese;
  • contributi per commercio elettronico;
  • altri incentivi all’occupazione.

Il cumulo deve essere verificato rispetto alle regole di ciascuna agevolazione.

Procedura di presentazione

La domanda deve essere compilata e trasmessa telematicamente attraverso il sistema dedicato disponibile sul sito della Regione e del CATA.

La documentazione deve essere predisposta utilizzando i facsimili ufficiali.

Non è sufficiente inviare:

  • una PEC;
  • una email;
  • documentazione cartacea;
  • un modulo non generato dal sistema.

Accesso e procura

La pratica può essere presentata:

  • dal legale rappresentante;
  • da un soggetto delegato munito di procura.

Quando viene utilizzato un intermediario deve essere allegato il modello ufficiale di procura per:

  • sottoscrizione;
  • presentazione telematica;
  • gestione della domanda.

Le dichiarazioni relative all’impresa rimangono sotto la responsabilità del richiedente.

Documenti principali

La modulistica ufficiale comprende:

  1. domanda telematica con rendicontazione;
  2. elenco analitico delle spese sostenute;
  3. dichiarazione relativa ai requisiti e agli obblighi;
  4. dichiarazione e informazioni “de minimis”;
  5. liberatoria del fornitore per i documenti di importo inferiore a 1.000 euro;
  6. procura, quando la pratica è presentata da un intermediario;
  7. prima pagina della domanda contenente il bollo annullato;
  8. fatture;
  9. prove di pagamento;
  10. documentazione tecnica dei beni;
  11. documentazione relativa alle condizioni per le maggiorazioni.

In funzione delle spese possono essere richiesti anche:

  • contratti di leasing;
  • carta di circolazione;
  • titoli edilizi;
  • relazioni tecniche;
  • collaudi;
  • contratti di lavoro;
  • buste paga;
  • documentazione dei corsi;
  • contratto per la realizzazione del sito;
  • report dei servizi;
  • licenze software;
  • documenti relativi al rating di legalità.

Imposta di bollo

La modulistica prevede la prima pagina della domanda contenente il bollo annullato.

Prima della trasmissione occorre verificare:

  • importo del bollo;
  • modalità di assolvimento;
  • annullamento;
  • compilazione del modello;
  • eventuali esenzioni.

Fatture e pagamenti

Le spese devono essere:

  • effettivamente sostenute;
  • fatturate;
  • pagate;
  • riconducibili al beneficiario;
  • riferite all’attività;
  • collocate nel periodo ammesso;
  • coerenti con la domanda.

I pagamenti devono essere tracciabili.

È opportuno utilizzare:

  • bonifico;
  • strumenti bancari intestati all’impresa;
  • causali chiare;
  • conti riconducibili al beneficiario.

Pagamenti effettuati da soci, familiari o soggetti diversi dall’impresa possono creare criticità.

Procedura di valutazione

La procedura è definita:

valutativa a sportello

Le domande vengono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Il CATA verifica:

  • tempestività;
  • completezza;
  • prima iscrizione;
  • qualifica artigiana;
  • dimensione d’impresa;
  • spese;
  • pagamenti;
  • periodo;
  • aliquota;
  • maggiorazioni;
  • rispetto del “de minimis”;
  • conformità della rendicontazione.

Le domande ammissibili vengono finanziate fino all’esaurimento delle risorse assegnate.

Non è prevista una graduatoria comparativa basata su un punteggio qualitativo.

Integrazioni

Il CATA può richiedere chiarimenti o documenti integrativi.

L’impresa deve controllare:

  • PEC;
  • indirizzo indicato nella domanda;
  • comunicazioni del sistema;
  • messaggi del soggetto delegato.

La mancata risposta entro il termine assegnato può determinare:

  • esclusione;
  • riduzione della spesa;
  • archiviazione;
  • perdita del contributo.

Obblighi successivi

Il beneficiario deve:

  • mantenere l’attività;
  • conservare i beni;
  • utilizzare i beni per la nuova impresa;
  • mantenere la destinazione;
  • non trasferire irregolarmente gli investimenti;
  • conservare la documentazione;
  • consentire i controlli;
  • comunicare eventuali operazioni societarie;
  • evitare il doppio finanziamento;
  • rispettare il regime di aiuto.

In caso di cessione, fusione, trasformazione o altra operazione straordinaria deve essere verificata la procedura di subentro nelle agevolazioni.

Suggerimenti operativi

Verificare la storia imprenditoriale dei soci

Una precedente impresa può compromettere il requisito della prima iscrizione.

Controllare l’aliquota reale

Il 55% è un massimo e non l’aliquota ordinaria.

Non presentare la domanda prima di aver concluso il programma

La pratica comprende già la rendicontazione.

Verificare i beni prima dell’ordine

L’impresa sostiene il rischio dell’acquisto prima della concessione.

Usare pagamenti tracciabili

Il conto dovrebbe essere intestato alla nuova impresa.

Distinguere quota capitale e interessi nel leasing

Soltanto le componenti previste possono essere riconosciute.

Controllare il periodo delle spese

Devono essere rispettate sia la finestra annuale sia quella collegata all’iscrizione all’Albo.

Preparare la documentazione durante il progetto

Non è opportuno raccogliere fatture e pagamenti soltanto a fine anno.

Presentare appena il programma è concluso

La procedura segue l’ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse.

Checklist pratica

Prima di presentare la domanda occorre verificare che:

  • l’impresa sia una micro, piccola o media impresa;
  • sia iscritta per la prima volta all’Albo artigiani;
  • il titolare non abbia precedenti incompatibili;
  • i soci imprenditori non abbiano precedenti incompatibili;
  • l’attività sia effettivamente artigiana;
  • la sede sia ammissibile;
  • gli investimenti siano localizzati in Friuli Venezia Giulia;
  • le spese siano state sostenute nel periodo ammesso;
  • il programma sia concluso;
  • la spesa sia almeno di 1.500 euro;
  • la spesa riconosciuta non superi 75.000 euro;
  • l’aliquota sia stata calcolata correttamente;
  • siano documentati i requisiti di impresa giovanile o femminile;
  • sia verificata l’eventuale area svantaggiata;
  • il rating di legalità sia valido, quando dichiarato;
  • siano disponibili le fatture;
  • i pagamenti siano tracciabili;
  • il conto sia intestato all’impresa;
  • i beni siano nuovi;
  • i beni siano destinati alla nuova attività;
  • gli autocarri siano classificati N1;
  • il leasing distingua la quota capitale;
  • le opere siano autorizzate;
  • le spese tecniche rispettino il limite;
  • le assunzioni siano a tempo indeterminato;
  • il progetto e-commerce sia adeguatamente documentato;
  • sia disponibile spazio nel plafond “de minimis”;
  • sia compilato l’elenco analitico delle spese;
  • sia allegata la dichiarazione dei requisiti;
  • siano disponibili le liberatorie necessarie;
  • sia allegata la procura, se utilizzata;
  • il bollo sia assolto correttamente;
  • la domanda venga trasmessa entro le ore 16:00 del 31/12/2026.

Link ufficiali

Pagina ufficiale della misura:
https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/FOGLIA493/FOGLIA9/articolo.html

Modulistica ufficiale 2026:
https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/FOGLIA493/FOGLIA9/modulistica/modulistica.html

Avviso generale di apertura dei canali artigianato 2026:
https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/news/120.html

WebApp Incentivi FVG:
https://incentivi.regione.fvg.it/

CATA Artigianato FVG:
https://www.cata.fvg.it/

Regolamento DPReg n. 33/2012:
https://lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2012&legge=33

Contatti CATA Artigianato FVG:
segreteria@cata.fvg.it

Telefono CATA:
040 636565

Scheda rapida finale

Titolo: Contributi alle start up artigiane – Domande 2026

Ente titolare: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

Soggetto gestore: CATA Artigianato FVG S.r.l.

Beneficiari: MPMI, consorzi e società consortili iscritti per la prima volta all’Albo delle imprese artigiane

Territorio: Friuli Venezia Giulia

Forma del sostegno: contributo a fondo perduto

Aliquota ordinaria: 40%

Aliquota per imprese giovanili, femminili o in aree svantaggiate: 50%

Maggiorazione rating di legalità: 5 punti percentuali

Aliquota massima: 55%

Spesa minima: 1.500 euro

Spesa massima: 75.000 euro

Contributo massimo al 40%: 30.000 euro

Contributo massimo al 50%: 37.500 euro

Contributo massimo al 55%: 41.250 euro

Apertura: 31/03/2026, ore 10:00

Scadenza: 31/12/2026, ore 16:00

Procedura: valutativa a sportello

Ordine: cronologico

Domanda preventiva: no

Domanda con rendicontazione:

Periodo relativo delle spese: sei mesi prima e ventiquattro mesi dopo l’iscrizione all’Albo

Spese dell’annualità 2026: a partire dal 01/01/2025, nel rispetto delle ulteriori condizioni

Regime: “de minimis”

Presentazione: sistema telematico regionale

Principali spese: costituzione, piano aziendale, macchinari, autocarri N1, leasing, arredi, software, opere, salari, e-commerce, crowdfunding e formazione

 

Vuoi verificare la tua nuova impresa artigiana?

Prima di sostenere le spese occorre verificare il requisito della prima iscrizione, la storia imprenditoriale del titolare e dei soci, il periodo di ammissibilità e l’aliquota effettivamente applicabile.

La domanda viene presentata dopo la conclusione del programma e comprende già la rendicontazione. Errori nell’acquisto, nei pagamenti o nella qualificazione della start up possono quindi emergere quando la spesa è già stata sostenuta.

Atamai può affiancare l’impresa nella verifica dei requisiti, nella selezione delle spese e nella preparazione della documentazione telematica.

Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.