Progetti culturali nelle carceri toscane: contributi fino a 20.000 euro per attività nel 2026 e 2027
La Regione Toscana finanzia progetti culturali destinati alle persone detenute, internate o sottoposte a misure alternative alla detenzione, con l’obiettivo di utilizzare la cultura come strumento di inclusione, socializzazione, crescita personale e preparazione al reinserimento nella comunità.
L’Avviso per le annualità 2026-2027 dispone di una dotazione complessiva di 338.190,68 euro e sostiene attività dedicate a:
- lettura;
- scrittura creativa;
- cinema e audiovisivo;
- musica;
- conoscenza del patrimonio museale.
Possono presentare domanda soggetti pubblici e privati operanti nella cultura e nello spettacolo, costituiti in qualsiasi forma giuridica, ad eccezione delle persone fisiche.
Il contributo regionale può coprire fino al 90% del costo complessivo del progetto, con un massimo di 20.000 euro.
Il richiedente deve quindi garantire un cofinanziamento pari ad almeno il 10% del costo totale.
Le domande devono essere trasmesse esclusivamente tramite PEC entro le ore 12:00 del 07/09/2026.
La selezione non avviene in base all’ordine cronologico di invio. Le proposte vengono valutate da una Commissione sulla base della qualità culturale, dell’esperienza del soggetto, delle competenze coinvolte, della capacità di collegare il carcere alla comunità esterna e della congruità economica e organizzativa.
Nome ufficiale del bando
La denominazione ufficiale è:
Avviso pubblico finalizzato alla presentazione di progetti culturali destinati alla popolazione carceraria – Annualità 2026-2027
L’Avviso è stato approvato con:
Decreto dirigenziale della Regione Toscana n. 16456 del 20/07/2026
La pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana è avvenuta il:
29/07/2026
La misura attua l’Accordo di collaborazione tra:
- Regione Toscana;
- Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e Umbria.
L’Accordo è stato approvato con la Deliberazione della Giunta regionale n. 1636 del 01/12/2025.
L’intervento applica inoltre le linee guida approvate dalla Regione Toscana con la DGR n. 797/2026.
Perché la Regione finanzia attività culturali negli istituti di pena
La finalità del bando non consiste nella semplice organizzazione di eventi ricreativi.
La Regione considera la cultura uno strumento capace di:
- favorire relazioni positive;
- contrastare l’isolamento;
- sviluppare competenze espressive;
- migliorare la conoscenza di sé;
- promuovere il dialogo interculturale;
- favorire il confronto tra persone con esperienze differenti;
- creare occasioni di collaborazione;
- mantenere un collegamento con la comunità esterna;
- sostenere percorsi educativi;
- preparare un reinserimento sociale più consapevole;
- migliorare il benessere personale;
- promuovere forme di formazione continua.
Il progetto deve quindi produrre un percorso, non una successione occasionale di incontri privi di continuità.
L’attività proposta dovrebbe essere costruita tenendo conto:
- delle caratteristiche dell’istituto;
- della composizione della popolazione detenuta;
- dei bisogni educativi;
- delle condizioni logistiche;
- delle regole di accesso;
- delle disponibilità degli spazi;
- della presenza di persone di lingue e culture differenti;
- della possibilità di coinvolgere la comunità esterna.
Destinatari degli interventi
I progetti sono rivolti a:
- persone detenute;
- persone internate;
- persone sottoposte a misure alternative alla detenzione;
- persone soggette a sanzioni di comunità.
Le attività possono coinvolgere anche la comunità esterna, nei limiti organizzativi e di sicurezza stabiliti dalle strutture penitenziarie.
Il collegamento tra interno ed esterno rappresenta uno degli elementi considerati nella valutazione.
Possono quindi essere progettati:
- incontri con autori;
- laboratori con artisti;
- presentazioni pubbliche;
- proiezioni e discussioni;
- esposizioni;
- podcast;
- produzioni audiovisive;
- concerti;
- restituzioni pubbliche;
- attività con biblioteche, musei e associazioni;
- iniziative che permettano alla cittadinanza di conoscere il lavoro realizzato.
La partecipazione esterna deve essere organizzata in accordo con l’amministrazione penitenziaria e non può essere considerata automatica.
Le cinque linee culturali finanziate
L’Avviso individua cinque ambiti di intervento.
Il progetto può concentrarsi su una sola linea oppure integrare più linguaggi culturali e artistici.
La contaminazione tra differenti linguaggi può ottenere uno specifico punteggio in fase di valutazione.
Promozione della lettura
La lettura deve essere utilizzata come strumento di crescita civile e sociale.
Le attività possono comprendere:
- gruppi di lettura;
- incontri con autori;
- letture condivise;
- percorsi su temi specifici;
- laboratori di interpretazione;
- attività collegate alle biblioteche;
- confronto tra opere provenienti da culture differenti;
- percorsi dedicati alla lingua italiana;
- lettura ad alta voce;
- produzione di recensioni;
- costruzione di bibliografie tematiche.
Il progetto dovrebbe indicare:
- testi selezionati;
- motivazione della scelta;
- numero degli incontri;
- modalità di partecipazione;
- competenze dei conduttori;
- risultati attesi;
- strumenti per raccogliere le riflessioni dei partecipanti.
Un semplice acquisto di libri non costituisce, da solo, un progetto culturale completo.
Scrittura creativa e autonarrazione
La scrittura creativa può essere utilizzata per:
- sviluppare le capacità linguistiche;
- raccontare esperienze;
- riconoscere e descrivere le emozioni;
- migliorare l’espressione personale;
- costruire testi collettivi;
- elaborare racconti, poesie e sceneggiature;
- favorire l’ascolto reciproco;
- sostenere processi di autoconsapevolezza.
Le attività possono produrre:
- racconti;
- poesie;
- diari;
- testi teatrali;
- sceneggiature;
- pubblicazioni;
- podcast narrativi;
- letture pubbliche;
- raccolte collettive.
Il progetto deve affrontare con attenzione:
- riservatezza;
- consenso;
- utilizzo delle testimonianze;
- anonimizzazione;
- eventuale pubblicazione;
- tutela delle persone coinvolte.
Non tutte le esperienze personali possono essere rese pubbliche. Le modalità di diffusione devono essere concordate e rispettare la dignità dei partecipanti.
Cinema e audiovisivo
Il cinema e l’audiovisivo possono diventare strumenti per:
- raccontare storie;
- osservare differenti realtà sociali;
- discutere temi culturali;
- acquisire competenze tecniche;
- costruire narrazioni personali e collettive;
- favorire la collaborazione;
- produrre documentazione del percorso.
I progetti possono comprendere:
- rassegne cinematografiche;
- laboratori di analisi del film;
- scrittura di sceneggiature;
- riprese;
- montaggio;
- animazione;
- documentari;
- cortometraggi;
- podcast video;
- interviste;
- incontri con registi, tecnici e professionisti.
Le riprese realizzate all’interno degli istituti richiedono particolare attenzione alle autorizzazioni.
Devono essere definite preventivamente:
- persone riprese;
- luoghi ripresi;
- finalità;
- durata della conservazione;
- modalità di diffusione;
- liberatorie;
- protezione dell’identità;
- autorizzazioni dell’amministrazione penitenziaria.
Attività musicali
La musica può essere utilizzata come forma di:
- socializzazione;
- confronto interculturale;
- espressione individuale;
- narrazione delle esperienze;
- lavoro di gruppo;
- apprendimento tecnico;
- valorizzazione delle differenti tradizioni.
Le attività possono comprendere:
- laboratori vocali;
- cori;
- scrittura di testi;
- composizione;
- produzione musicale;
- percussioni;
- ascolto guidato;
- registrazione;
- incontri con musicisti;
- realizzazione di concerti o restituzioni.
Il progetto deve indicare come verranno gestiti:
- strumenti;
- attrezzature;
- spazi;
- accessi;
- sicurezza;
- registrazioni;
- eventuale diffusione dei brani;
- proprietà delle opere prodotte.
Conoscenza del patrimonio museale
La principale integrazione dell’edizione 2026-2027 riguarda la promozione della conoscenza del patrimonio museale.
I progetti possono avvicinare la popolazione detenuta a:
- musei;
- collezioni;
- archivi;
- opere d’arte;
- patrimonio archeologico;
- patrimonio scientifico;
- storia locale;
- cultura materiale;
- memoria delle comunità;
- patrimonio demoetnoantropologico.
Le attività possono essere realizzate attraverso:
- laboratori condotti da educatori museali;
- riproduzioni di opere;
- visite virtuali;
- contenuti digitali;
- incontri con conservatori e curatori;
- attività pratiche;
- storytelling;
- podcast;
- percorsi tematici;
- produzioni artistiche ispirate alle collezioni.
Il museo non dovrebbe limitarsi a presentare contenuti in forma frontale.
Il progetto dovrebbe prevedere un’interazione attiva, consentendo ai partecipanti di:
- interpretare le opere;
- raccontare il proprio punto di vista;
- produrre contenuti;
- collegare il patrimonio alle proprie esperienze;
- approfondire le differenze culturali e storiche.
Progetti che integrano più linguaggi
La Commissione assegna fino a 10 punti alle proposte che favoriscono la contaminazione dei linguaggi culturali e artistici.
Un progetto può, per esempio, collegare:
- lettura e musica;
- scrittura e cinema;
- museo e podcast;
- fotografia e autonarrazione;
- patrimonio culturale e produzione audiovisiva;
- musica e poesia;
- lettura e arti visive.
L’integrazione deve essere reale.
Non è sufficiente inserire più attività nel calendario se non esiste un disegno culturale unitario.
Un progetto integrato dovrebbe indicare:
- tema conduttore;
- relazione tra le attività;
- competenze coinvolte;
- risultato finale;
- modalità di partecipazione;
- collegamento tra le fasi.
Beneficiari
Possono presentare domanda soggetti pubblici o privati:
- in forma singola;
- in forma associata;
- costituiti in qualsiasi forma giuridica;
- operanti nel settore della cultura e dello spettacolo.
Sono escluse le persone fisiche.
Tra i potenziali beneficiari possono rientrare, quando possiedono tutti i requisiti:
- associazioni culturali;
- enti del Terzo settore;
- fondazioni;
- cooperative;
- cooperative sociali;
- imprese culturali;
- compagnie;
- enti teatrali;
- biblioteche;
- musei;
- enti locali;
- istituzioni culturali;
- soggetti pubblici attivi in campo culturale;
- reti e associazioni temporanee.
La forma giuridica non è sufficiente.
Il soggetto deve dimostrare esperienza specifica nelle attività culturali svolte all’interno degli istituti di pena.
Esperienza obbligatoria negli istituti di pena
Il richiedente deve avere svolto nel territorio toscano attività analoghe negli istituti di pena per:
almeno un’annualità negli ultimi cinque anni
Non basta possedere una generica esperienza culturale.
Il requisito riguarda interventi:
- analoghi a quelli proposti;
- svolti in istituti penitenziari;
- realizzati nel territorio regionale;
- effettuati nell’arco temporale indicato.
Il soggetto dovrebbe poter documentare l’esperienza attraverso:
- contratti;
- convenzioni;
- lettere degli istituti;
- programmi;
- relazioni;
- fatture;
- rendicontazioni;
- materiali prodotti;
- attestazioni;
- comunicazioni pubbliche;
- precedenti contributi.
Una collaborazione limitata a un singolo incontro potrebbe non essere sufficiente a dimostrare un’annualità di attività.
È opportuno descrivere:
- durata;
- istituto;
- numero di incontri;
- destinatari;
- attività;
- risultati;
- soggetti coinvolti.
Finalità statutarie
Il richiedente deve avere tra le proprie finalità o attività istituzionali:
- promozione della cultura;
- diffusione della cultura;
- promozione dello spettacolo;
- diffusione dello spettacolo;
- eventuali finalità sociali collegate.
Il requisito deve risultare dall’:
- atto costitutivo;
- statuto;
- altra documentazione istituzionale ammessa.
È opportuno verificare che lo statuto non si limiti a finalità generiche e che comprenda effettivamente le attività culturali proposte.
Sede operativa in Toscana da almeno tre anni
Il soggetto deve avere una:
sede operativa stabile in Toscana da almeno tre anni
La sede operativa non coincide necessariamente con la sede legale.
Deve trattarsi di una struttura reale dalla quale il soggetto svolge attività.
Possono essere utilizzati per dimostrarla:
- visura camerale;
- statuto;
- contratto di locazione;
- comodato;
- utenze;
- autorizzazioni;
- documentazione fiscale;
- comunicazioni ufficiali;
- certificazioni;
- attività svolte.
Un indirizzo utilizzato soltanto per ricevere corrispondenza potrebbe non essere sufficiente.
Attività professionale e posizione INPS
Il richiedente deve avere svolto attività professionale:
- rispettando i contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria;
- con una posizione INPS attiva per almeno un anno negli ultimi cinque anni.
Il requisito assume rilievo per i soggetti che utilizzano personale dipendente o altre forme di lavoro soggette agli obblighi previdenziali.
Devono essere verificati:
- inquadramento;
- contratto collettivo applicato;
- posizione previdenziale;
- regolarità dei versamenti;
- rapporti di lavoro;
- eventuali collaborazioni;
- documentazione disponibile.
Regolarità fiscale, assicurativa e contributiva
Il soggetto deve avere regolarmente versato:
- oneri sociali;
- oneri assicurativi;
- oneri fiscali.
Quando previsto, deve possedere un DURC regolare.
L’irregolarità contributiva può determinare la revoca totale del contributo.
Prima della domanda è opportuno verificare:
- posizione INPS;
- posizione INAIL;
- eventuali debiti;
- rateazioni;
- dichiarazioni fiscali;
- pendenze;
- correttezza dell’inquadramento.
Beneficiari dell’annualità 2025
I soggetti che hanno ricevuto il contributo regionale per l’annualità 2025 devono avere assolto gli adempimenti di rendicontazione relativi ai precedenti progetti.
Non è sufficiente avere realizzato le attività.
Devono essere state rispettate anche le procedure amministrative previste per:
- invio del rendiconto;
- relazione finale;
- documentazione;
- eventuali integrazioni;
- risposta alle richieste regionali.
Un precedente beneficiario con una rendicontazione ancora irregolare può risultare non ammissibile alla nuova edizione.
Partecipazione in forma associata
Il bando consente di presentare progetti in forma associata.
Una collaborazione può coinvolgere, per esempio:
- associazione culturale;
- museo;
- biblioteca;
- cooperativa sociale;
- ente locale;
- compagnia artistica;
- soggetto con esperienza penitenziaria;
- organizzazione di volontariato;
- università;
- altra istituzione culturale.
Il progetto dovrebbe identificare:
- soggetto capofila;
- partner;
- ruoli;
- attività;
- personale;
- spese;
- responsabilità;
- modalità di pagamento;
- modalità di rendicontazione;
- proprietà dei risultati;
- obblighi di comunicazione.
Le fatture e i documenti di spesa possono essere intestati anche a partner o ad altri soggetti indicati nel progetto, purché l’organizzazione finanziaria sia definita chiaramente e le spese risultino effettivamente collegate all’intervento.
Forme di partenariato premiate
La presenza di reti con enti del Terzo settore attivi sul territorio può ottenere fino a:
10 punti
La partnership deve essere sostanziale.
Una semplice lettera di sostegno priva di attività concrete può avere un valore limitato.
È preferibile precisare:
- che cosa farà ogni partner;
- quante ore realizzerà;
- quali professionisti metterà a disposizione;
- quale pubblico raggiungerà;
- quali costi sosterrà;
- come contribuirà alla continuità del progetto.
Area geografica
I progetti devono essere realizzati presso gli istituti di pena presenti nel:
territorio della Regione Toscana
La misura mira a garantire una distribuzione territoriale ampia.
La Commissione può ridurre in modo uniforme gli importi assegnati per favorire:
- un maggior numero di progetti;
- una maggiore copertura degli istituti;
- il coinvolgimento delle sedi disagiate;
- il coinvolgimento degli istituti penali minorili.
Una proposta ben valutata potrebbe quindi ricevere un contributo inferiore a quello richiesto.
Il richiedente deve essere disponibile a rimodulare il progetto senza comprometterne gli elementi essenziali.
Ente titolare e soggetti coinvolti
L’ente titolare della misura è:
Regione Toscana
La struttura competente è:
Direzione Beni, istituzioni, attività culturali e sport
La misura viene attuata in collaborazione con:
Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e Umbria
Alla valutazione partecipa anche un rappresentante del:
Settore Welfare e innovazione sociale della Regione Toscana
La Commissione è composta da:
- un membro della Direzione Beni, istituzioni, attività culturali e sport;
- un membro del Settore Welfare e innovazione sociale;
- un membro del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e Umbria.
Atamai non è l’ente concedente e non partecipa alla valutazione.
Può assistere il soggetto interessato nella verifica dei requisiti, nell’organizzazione del budget, nella costruzione della scheda progettuale e nella preparazione della documentazione da inviare.
Dotazione finanziaria
Le risorse disponibili ammontano a:
338.190,68 euro
La Regione intende distribuire il fondo tenendo conto:
- dei punteggi ottenuti;
- dell’importo richiesto;
- della disponibilità complessiva;
- della copertura territoriale;
- del numero di istituti coinvolti;
- della presenza di sedi disagiate;
- della presenza di istituti penali minorili.
Il fondo potrebbe finanziare almeno sedici progetti a contributo massimo pieno.
Il numero può aumentare se:
- i contributi richiesti sono inferiori a 20.000 euro;
- gli importi vengono rimodulati;
- la Commissione applica una riduzione uniforme.
Forma ed entità del contributo
L’agevolazione è un:
contributo a fondo perduto
L’intensità massima è:
90% del costo complessivo ammissibile
Il contributo massimo è:
20.000 euro per progetto
Il richiedente deve garantire almeno il:
10% di cofinanziamento
La Regione può riconoscere un importo inferiore a quello richiesto.
Esempi di calcolo
Progetto da 10.000 euro
- costo complessivo: 10.000 euro;
- contributo massimo al 90%: 9.000 euro;
- cofinanziamento minimo: 1.000 euro.
Progetto da 20.000 euro
- contributo massimo: 18.000 euro;
- cofinanziamento minimo: 2.000 euro.
Progetto da 22.222,22 euro
- contributo massimo: 20.000 euro;
- cofinanziamento minimo: 2.222,22 euro.
Progetto da 30.000 euro
- contributo massimo: 20.000 euro;
- quota da coprire con risorse proprie o altre entrate: almeno 10.000 euro.
Contributo richiesto di 20.000 euro ridotto a 16.000 euro
Se la Regione assegna 16.000 euro, il beneficiario può essere chiamato a rimodulare il progetto.
La rimodulazione deve:
- mantenere obiettivi e qualità;
- garantire la sostenibilità;
- rispettare le attività essenziali;
- assicurare il cofinanziamento;
- essere accettata dalla Regione.
Come può essere coperto il cofinanziamento
La quota non coperta dal contributo può derivare da:
- risorse proprie;
- contributi di partner;
- altri finanziamenti pubblici compatibili;
- sponsorizzazioni;
- entrate dedicate;
- fondi di enti locali;
- altre risorse effettivamente disponibili.
Il lavoro volontario non può essere valorizzato come cofinanziamento figurativo.
Non possono essere utilizzate come costo:
- prestazioni gratuite;
- attrezzature concesse gratuitamente;
- servizi promozionali gratuiti;
- costi sostenuti direttamente dallo sponsor.
Il cofinanziamento deve corrispondere a costi e pagamenti effettivi riportati nella rendicontazione.
Il contributo non è un aiuto di Stato
L’Avviso stabilisce che il sostegno non è considerato aiuto di Stato.
Non viene quindi applicato il normale plafond “de minimis”.
Il contributo può essere cumulato con altri finanziamenti pubblici e con altre entrate destinate alle stesse attività, purché:
- non venga finanziata due volte la stessa spesa;
- il totale delle entrate non superi il costo effettivo;
- ogni documento sia imputato correttamente;
- le differenti fonti siano chiaramente indicate.
Il beneficiario di contributi destinati anche al Teatro in carcere o al Teatro sociale deve dimostrare la corretta separazione delle spese tra i diversi programmi.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese:
- direttamente collegate al progetto;
- effettivamente sostenute;
- corrispondenti a pagamenti eseguiti;
- documentate da fatture o documenti equivalenti;
- intestate al beneficiario, a un partner o a un soggetto indicato nel progetto;
- inserite nella rendicontazione finale.
Attività laboratoriali
Sono ammissibili i costi relativi a:
- ideazione;
- organizzazione;
- conduzione;
- materiali di modico valore;
- tutoraggio;
- assistenza;
- coordinamento direttamente collegato;
- realizzazione delle azioni laboratoriali.
Il costo deve essere rapportato:
- al numero di ore;
- al numero dei partecipanti;
- alle professionalità coinvolte;
- alla complessità;
- ai risultati previsti.
Noleggio di attrezzature
È ammesso il noleggio di attrezzature necessarie ai laboratori.
Possono essere considerate:
- apparecchiature audio;
- strumenti musicali;
- videocamere;
- microfoni;
- sistemi di registrazione;
- proiettori;
- schermi;
- attrezzature informatiche;
- luci;
- materiali espositivi;
- altre dotazioni temporanee.
L’acquisto di beni durevoli è generalmente escluso, salvo oggetti di modico valore.
È quindi preferibile utilizzare il noleggio quando il progetto richiede apparecchiature di valore significativo.
Personale artistico e tecnico
Sono ammissibili i compensi destinati a:
- artisti;
- musicisti;
- registi;
- autori;
- tecnici audio;
- tecnici video;
- montatori;
- operatori culturali;
- educatori museali;
- formatori;
- conduttori di laboratori;
- altre figure direttamente coinvolte.
I compensi devono essere:
- congrui;
- documentati;
- coerenti con il numero di ore;
- conformi alla normativa;
- accompagnati dai relativi obblighi fiscali e previdenziali.
Personale interno
È ammissibile il costo del personale interno:
- a tempo indeterminato;
- a tempo determinato;
quando viene impiegato nelle attività laboratoriali del progetto.
La rendicontazione dovrebbe permettere di ricostruire:
- persona;
- ruolo;
- costo;
- periodo;
- ore dedicate;
- collegamento con il progetto;
- modalità di calcolo.
Il costo del personale amministrativo generale deve essere correttamente distinto dalle spese di funzionamento e gestione.
Promozione e comunicazione
Le spese di promozione e comunicazione sono ammesse fino al:
10% del totale dei costi ammissibili
Possono comprendere:
- grafica;
- stampa;
- comunicazione digitale;
- materiali informativi;
- documentazione delle attività;
- diffusione dei risultati;
- organizzazione della restituzione pubblica;
- strumenti per far conoscere il progetto sul territorio.
Tutti i materiali devono riportare:
- denominazione della Regione Toscana;
- stemma della Regione;
- indicazioni richieste dal provvedimento.
L’assenza della corretta evidenza del sostegno regionale può determinare una revoca parziale.
Funzionamento e gestione
Le spese di funzionamento e gestione sono ammesse fino al:
20% del totale dei costi ammissibili
Possono comprendere costi organizzativi direttamente riferibili al progetto.
Devono essere:
- proporzionati;
- documentati;
- distinti dai costi ordinari del soggetto;
- collegati al periodo di realizzazione;
- attribuiti secondo criteri verificabili.
Non è prudente utilizzare automaticamente l’intero 20%.
La quota deve essere giustificata dalla struttura concreta del progetto.
Riprese video professionali
Sono ammesse le spese per riprese professionali finalizzate a documentare le attività.
Il prodotto può avere funzioni di:
- documentazione;
- monitoraggio;
- restituzione;
- sensibilizzazione;
- diffusione culturale.
Prima delle riprese devono essere definite tutte le autorizzazioni relative a:
- istituto;
- partecipanti;
- trattamento dei dati;
- immagini;
- voce;
- utilizzo del materiale;
- diffusione.
IVA
È ammissibile l’IVA quando rimane definitivamente a carico del soggetto e non è detraibile.
Il beneficiario deve poter dichiarare e documentare il proprio regime fiscale.
L’IVA detraibile non rappresenta un costo ammissibile.
Rimborsi spese
I rimborsi spese sono ammessi nel limite del:
10% del contributo erogato
Non del costo totale del progetto.
Se il contributo assegnato è pari a 20.000 euro, il limite massimo dei rimborsi è 2.000 euro.
Se il contributo è pari a 12.000 euro, il limite è 1.200 euro.
I rimborsi devono essere:
- effettivi;
- documentati;
- riferiti al progetto;
- conformi alle regole interne e alla normativa.
Personale volontario
Il lavoro volontario non può essere retribuito o valorizzato economicamente come costo figurativo.
Ai volontari possono essere rimborsate soltanto spese effettivamente sostenute e documentate, come:
- viaggio;
- vitto;
- alloggio.
I rimborsi forfettari sono vietati, salvo la specifica possibilità prevista dal Codice del Terzo settore.
L’autocertificazione è possibile soltanto alle condizioni stabilite dall’articolo 17 del Codice, entro:
- 10 euro al giorno;
- 150 euro al mese;
e previa deliberazione dell’organo sociale competente sulle attività e sulle spese interessate.
Spese escluse
Non sono ammissibili:
- acquisto di immobili;
- ristrutturazione di immobili;
- IVA detraibile;
- valorizzazione figurativa del lavoro volontario;
- quote di partecipazione a reti;
- quote di partecipazione a sistemi;
- quote associative;
- servizi concessi gratuitamente;
- attrezzature concesse gratuitamente;
- costi sostenuti direttamente dagli sponsor;
- catering;
- acquisto di beni durevoli, salvo oggetti di modico valore;
- liberalità;
- costi non strettamente collegati al progetto.
Non sono ammessi pagamenti in contanti.
Quando possono essere sostenute le spese
Le attività devono essere realizzate e completamente liquidate entro:
01/11/2027
La rendicontazione deve essere trasmessa entro:
15/11/2027
Prima di sostenere costi occorre verificare:
- data di ammissibilità;
- approvazione del progetto;
- eventuali indicazioni contenute nel decreto di assegnazione;
- coerenza con il piano finanziario;
- intestazione del documento;
- modalità di pagamento.
Per prudenza non è opportuno avviare costi rilevanti prima della concessione, se non espressamente consentito e compatibile con la disciplina.
Apertura e scadenza
Le date sono:
- apertura e pubblicazione: 29/07/2026;
- scadenza: 07/09/2026, ore 12:00.
La domanda deve risultare consegnata alla PEC regionale entro l’orario indicato.
Non è sufficiente che il messaggio sia stato inviato entro le ore 12:00.
Fa fede la:
ricevuta di avvenuta consegna
L’assenza della ricevuta significa che la domanda non è stata recapitata ai sistemi regionali.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere inviata esclusivamente mediante PEC a:
regionetoscana@postacert.toscana.it
Nell’oggetto deve essere indicato:
Avviso Pubblico finalizzato alla presentazione di progetti culturali destinati alla popolazione carceraria. Annualità 2026/2027
La comunicazione deve essere indirizzata all’attenzione della:
Direzione Beni, istituzioni, attività culturali e sport
Non sono previste:
- presentazione tramite portale;
- consegna a mano;
- raccomandata;
- email ordinaria;
- invio a un indirizzo PEC differente.
Modulistica obbligatoria
La domanda deve essere predisposta utilizzando esclusivamente la modulistica ufficiale allegata al Decreto n. 16456/2026.
Gli allegati principali sono:
- Allegato A – domanda di contributo;
- Allegato B – scheda del beneficiario;
- Allegato C – scheda progettuale.
Per la successiva rendicontazione è previsto:
- Allegato D – rendiconto delle spese.
Non devono essere sostituiti con modelli elaborati autonomamente.
Ulteriori relazioni o documenti possono essere allegati soltanto se coerenti con le istruzioni e utili a dimostrare gli elementi del progetto.
Firma della domanda
La domanda deve essere sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto beneficiario.
È opportuno utilizzare una firma digitale valida e verificabile.
Devono essere controllati:
- identità del firmatario;
- poteri di rappresentanza;
- validità del certificato;
- formato;
- leggibilità;
- integrità dei file;
- eventuale procura;
- corrispondenza tra domanda e allegati.
Quando il progetto è presentato in forma associata occorre verificare quali dichiarazioni debbano essere rese anche dai partner.
Imposta di bollo
Sulla domanda deve essere apposta l’attestazione relativa al pagamento dell’imposta di bollo, salvo i casi di esenzione.
La data di emissione deve essere:
- antecedente;
- oppure contestuale;
alla sottoscrizione della domanda.
Gli enti esenti devono indicare correttamente il titolo normativo che consente l’esenzione.
Documenti da predisporre
Prima dell’invio è opportuno raccogliere:
- domanda ufficiale;
- scheda del beneficiario;
- scheda progettuale;
- statuto;
- atto costitutivo;
- documentazione sulla sede operativa;
- documentazione dell’esperienza penitenziaria;
- curriculum dell’organizzazione;
- curriculum delle figure professionali;
- programma delle attività;
- calendario;
- quadro economico;
- piano di cofinanziamento;
- accordi con i partner;
- lettere relative alla collaborazione territoriale;
- documentazione sulla posizione INPS;
- DURC, quando applicabile;
- dichiarazioni fiscali e contributive;
- attestazione del bollo o dell’esenzione;
- autorizzazioni e accordi utili con l’istituto;
- eventuali dichiarazioni richieste dalla modulistica.
Costruzione della scheda progettuale
La scheda dovrebbe descrivere con precisione:
- istituto interessato;
- caratteristiche dei destinatari;
- bisogno culturale ed educativo;
- obiettivi;
- attività;
- metodologia;
- calendario;
- numero di ore;
- numero di partecipanti;
- professionisti;
- partner;
- rapporto con la comunità esterna;
- risultati;
- indicatori;
- documentazione finale;
- budget;
- cofinanziamento.
Il numero dei partecipanti
La congruità economica viene valutata anche considerando il numero di detenuti potenzialmente coinvolti.
Il progetto dovrebbe evitare numeri generici o non realistici.
È utile distinguere:
- partecipanti iscritti;
- partecipanti effettivi attesi;
- gruppi;
- numero massimo per laboratorio;
- frequenza;
- tasso di continuità;
- eventuali persone raggiunte dalle restituzioni.
La realtà penitenziaria può determinare variazioni dovute a:
- trasferimenti;
- scarcerazioni;
- provvedimenti;
- esigenze di sicurezza;
- disponibilità degli spazi.
La metodologia dovrebbe essere sufficientemente flessibile da gestire questi cambiamenti.
Il numero delle ore
La Commissione confronta il costo con il numero di ore previste.
È opportuno indicare separatamente:
- progettazione;
- preparazione;
- laboratorio;
- tutoraggio;
- incontri con la comunità;
- documentazione;
- restituzione;
- coordinamento.
Il costo per ora deve risultare credibile rispetto alle professionalità impiegate.
Valutazione e graduatoria
La procedura è:
valutativa a graduatoria
Il punteggio massimo è:
100 punti
Il bando non indica una soglia minima generale.
Il contributo assegnato è proporzionale al punteggio ottenuto, tenendo conto anche della necessità di distribuire le risorse tra più istituti.
Criteri di valutazione
Contaminazione dei linguaggi culturali e artistici – massimo 10 punti
Viene valutata la capacità di integrare differenti forme espressive.
Qualità delle competenze – massimo 10 punti
Sono valutati:
- formazione;
- esperienza;
- professionalità;
- conoscenza del contesto penitenziario;
- adeguatezza del gruppo di lavoro.
Coerenza con gli obiettivi – massimo 10 punti
Le attività devono essere chiaramente collegate alle finalità dell’Avviso.
Figure professionali dedicate al dialogo interculturale – massimo 10 punti
Sono valorizzate figure come:
- mediatori culturali;
- psicologi;
- professionisti capaci di gestire la diversità culturale;
- altre competenze coerenti.
Esperienza in progetti culturali carcerari – massimo 10 punti
Il punteggio cresce in relazione al numero e alla consistenza dei progetti già realizzati.
Sensibilizzazione della comunità – massimo 10 punti
Sono valutati i percorsi già avviati dal richiedente nei territori.
Coinvolgimento della comunità esterna – massimo 10 punti
Il progetto deve prevedere incontri interni o esterni capaci di creare uno scambio con la cittadinanza.
Partnership con enti del Terzo settore – massimo 10 punti
Le reti territoriali devono essere operative e documentate.
Congruità organizzativa ed economica – massimo 20 punti
Il criterio più pesante considera:
- attività;
- numero di ore;
- partecipanti;
- organizzazione;
- costi;
- sostenibilità;
- rapporto tra risorse e risultati.
Come costruire un progetto competitivo
Integrare i linguaggi
Un percorso unitario che collega scrittura, musica e audiovisivo può essere più efficace di attività separate.
Coinvolgere professionisti con esperienza specifica
L’esperienza artistica deve essere accompagnata dalla capacità di lavorare in carcere.
Prevedere mediazione e supporto
La presenza di mediatori culturali e psicologi può migliorare la qualità metodologica.
Creare un ponte con l’esterno
La restituzione pubblica deve essere progettata nel rispetto delle autorizzazioni e della dignità dei partecipanti.
Documentare l’esperienza precedente
Ogni progetto già realizzato dovrebbe essere descritto con dati, durata e risultati.
Costruire una rete reale
I partner devono avere compiti, ore e responsabilità identificabili.
Dimostrare la congruità dei costi
Il preventivo deve essere proporzionato al numero di incontri e partecipanti.
Prevedere risultati misurabili
Possono essere utilizzati indicatori come:
- partecipanti;
- ore;
- opere prodotte;
- testi realizzati;
- contenuti audiovisivi;
- incontri pubblici;
- partner;
- tasso di partecipazione;
- attività concluse;
- pubblico esterno coinvolto.
Erogazione del contributo
Il pagamento avviene in due fasi.
Anticipo del 50%
Contestualmente al decreto di assegnazione viene impegnato e liquidato un anticipo pari al:
50% del contributo concesso
Per un contributo di 20.000 euro, l’anticipo è pari a 10.000 euro.
Saldo
Il saldo viene erogato dopo:
- conclusione delle attività;
- pagamento delle spese;
- presentazione del rendiconto;
- verifica della documentazione.
Le attività devono essere completate e liquidate entro il 01/11/2027.
Il rendiconto deve essere trasmesso entro il 15/11/2027.
Rendicontazione
Il beneficiario deve inviare tramite PEC:
- Allegato D;
- elenco dei documenti di spesa;
- dichiarazione sostitutiva firmata dal legale rappresentante;
- relazione sintetica delle attività;
- eventuali ulteriori documenti richiesti.
La rendicontazione deve riportare il:
100% del costo complessivo del progetto
Non soltanto la quota coperta dalla Regione.
Devono quindi essere rendicontate anche le spese coperte dal cofinanziamento.
Pagamenti
Non sono ammessi pagamenti in contanti.
Devono essere utilizzati strumenti tracciabili, come:
- bonifico;
- carta intestata al soggetto;
- altri strumenti bancari verificabili.
La documentazione deve consentire di collegare:
- beneficiario;
- fornitore;
- fattura;
- pagamento;
- progetto;
- importo.
Monitoraggio
La Regione può svolgere attività di monitoraggio durante l’attuazione.
Il beneficiario deve essere in grado di fornire:
- stato di avanzamento;
- attività realizzate;
- numero di partecipanti;
- criticità;
- modifiche;
- prodotti;
- risultati;
- informazioni economiche.
Revoca totale
Il contributo può essere revocato integralmente in caso di:
- dichiarazioni false o inesatte;
- mancata realizzazione dell’intero progetto;
- irregolarità previdenziale o assistenziale;
- mancata rendicontazione entro il termine;
- doppio finanziamento.
In caso di revoca deve essere restituito anche l’anticipo ricevuto.
Revoca parziale
La revoca può essere parziale in caso di:
- modifica sostanziale del progetto;
- realizzazione incompleta;
- mancata indicazione del sostegno regionale;
- assenza dello stemma della Regione nei materiali;
- riduzione delle attività;
- costi non riconosciuti.
Suggerimenti operativi
Contattare l’istituto prima della domanda
Il progetto deve essere compatibile con spazi, regole, calendario e destinatari.
Verificare l’esperienza quinquennale
Il requisito dell’annualità già svolta in carcere è vincolante.
Controllare la sede operativa
Deve essere stabile in Toscana da almeno tre anni.
Ricostruire la posizione INPS
Occorre dimostrare almeno un anno di posizione attiva negli ultimi cinque.
Preparare un budget prudente
Il contributo può essere ridotto per aumentare la copertura territoriale.
Evitare acquisti durevoli
Il bando privilegia attività, personale e noleggi.
Separare le fonti di finanziamento
Ogni spesa deve essere attribuita a una sola fonte.
Controllare la PEC
Fa fede la ricevuta di avvenuta consegna, non il semplice invio.
Non attendere le ultime ore
Gli allegati devono essere completi e firmati entro le ore 12:00.
Checklist pratica
Prima di inviare la domanda verificare che:
- il richiedente sia un soggetto pubblico o privato costituito;
- non si tratti di una persona fisica;
- operi nella cultura o nello spettacolo;
- abbia svolto attività analoghe nelle carceri toscane per almeno un’annualità negli ultimi cinque anni;
- lo statuto comprenda finalità culturali;
- abbia una sede operativa stabile in Toscana da almeno tre anni;
- possieda una posizione INPS attiva per almeno un anno negli ultimi cinque;
- sia regolare sotto il profilo fiscale e contributivo;
- il DURC sia regolare, quando richiesto;
- l’eventuale rendicontazione 2025 sia stata completata;
- sia stato individuato l’istituto penitenziario;
- il progetto rientri in almeno una delle cinque linee;
- siano previsti risultati concreti;
- siano indicate le ore;
- sia indicato il numero dei partecipanti;
- siano disponibili i curriculum;
- siano definiti i partner;
- il budget sia congruo;
- la comunicazione non superi il 10%;
- il funzionamento e la gestione non superino il 20%;
- i rimborsi non superino il 10% del contributo;
- non siano previsti pagamenti in contanti;
- non siano inseriti beni durevoli non ammessi;
- il contributo richiesto non superi il 90%;
- il contributo non superi 20.000 euro;
- sia garantito almeno il 10% di cofinanziamento;
- siano utilizzati gli Allegati A, B e C;
- la domanda sia firmata dal legale rappresentante;
- il bollo sia assolto o sia indicata l’esenzione;
- l’oggetto della PEC sia corretto;
- la PEC venga inviata all’indirizzo regionale;
- venga ricevuta la ricevuta di avvenuta consegna;
- la consegna avvenga entro le ore 12:00 del 07/09/2026.
Link ufficiali
Pagina ufficiale del bando:
https://www.regione.toscana.it/-/avviso-pubblico-per-la-presentazione-di-progetti-culturali-destinati-alla-popolazione-carceraria.-annualit%C3%A0-2026-2027
Avviso pubblico integrale – Allegato 1 al Decreto n. 16456/2026:
https://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5524333&nomeFile=Decreto+n.16456+del+20-07-2026-+Allegato+1+
Allegato A – Domanda di contributo:
https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/prap-allegato-a-domanda-di-contributo-docx
Allegato B – Scheda del beneficiario:
https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/prap-allegato-b-scheda-beneficiario-docx
Allegato C – Scheda progettuale:
https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/prap-allegato-c-scheda-progettuale-doc
PEC per la presentazione:
regionetoscana@postacert.toscana.it
Email per informazioni:
progettiprap@regione.toscana.it
Scheda rapida finale
Titolo: Avviso pubblico per progetti culturali destinati alla popolazione carceraria – Annualità 2026-2027
Atto: Decreto dirigenziale n. 16456 del 20/07/2026
Pubblicazione: 29/07/2026
Ente titolare: Regione Toscana
Direzione competente: Direzione Beni, istituzioni, attività culturali e sport
Soggetto istituzionale coinvolto: Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e Umbria
Beneficiari: soggetti pubblici e privati operanti nella cultura e nello spettacolo
Persone fisiche: escluse
Esperienza richiesta: almeno un’annualità di attività analoghe nelle carceri toscane negli ultimi cinque anni
Sede operativa: stabile in Toscana da almeno tre anni
Destinatari: detenuti, internati e persone sottoposte a misure alternative o sanzioni di comunità
Linee: lettura, scrittura, audiovisivo, musica e patrimonio museale
Territorio: istituti di pena della Toscana
Dotazione: 338.190,68 euro
Contributo: fino al 90%
Contributo massimo: 20.000 euro
Cofinanziamento minimo: 10%
Aiuto di Stato: no
Regime “de minimis”: non applicato
Apertura: 29/07/2026
Scadenza: 07/09/2026, ore 12:00
Presentazione: esclusivamente via PEC
Piattaforma online: non prevista
Procedura: valutativa a graduatoria
Punteggio massimo: 100 punti
Soglia minima: non indicata
Anticipo: 50% del contributo assegnato
Conclusione e pagamento delle attività: entro il 01/11/2027
Rendicontazione: entro il 15/11/2027
Pagamenti in contanti: vietati
Vuoi preparare la candidatura?
La domanda richiede esperienza documentata negli istituti di pena, una sede operativa stabile in Toscana, un progetto culturale dettagliato, un budget coerente e la capacità di garantire almeno il 10% di cofinanziamento.
Atamai può affiancare enti, associazioni, fondazioni e operatori culturali nella verifica dei requisiti, nella costruzione del progetto, nell’organizzazione del quadro economico e nel controllo della documentazione da trasmettere via PEC.
Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.