Emilia-Romagna : contributi per progetti sulle pari opportunità e contro la violenza di genere

Emilia-Romagna: contributi per progetti sulle pari opportunità e contro la violenza di genere

La Regione Emilia-Romagna prepara una misura destinata a sostenere progetti per la promozione delle pari opportunità, il contrasto alle discriminazioni e la prevenzione della violenza di genere.

Le informazioni preliminari disponibili indicano una dotazione finanziaria complessiva di 2.700.000 euro, un contributo che potrebbe coprire fino all’80% delle spese ammissibili e una finestra per la presentazione delle domande compresa tra il 08/09/2026 e il 06/10/2026.

Alla data del 06/08/2026, tuttavia, la Regione Emilia-Romagna non ha ancora pubblicato nella propria sezione istituzionale il testo ufficiale del nuovo bando, la deliberazione di approvazione, la modulistica e la griglia di valutazione.

Il riferimento istituzionale disponibile è ancora il precedente “Bando per progetti rivolti alla promozione ed al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere – annualità 2025/2026”, approvato con Deliberazione della Giunta regionale n. 1143 del 17/06/2024. Il precedente intervento ha finanziato 103 progetti con risorse successivamente incrementate fino a 2,7 milioni di euro.

Il presente articolo costituisce quindi una scheda preliminare. Prima della pubblicazione definitiva e, soprattutto, prima di predisporre una candidatura, sarà necessario controllare il nuovo avviso regionale.

Nome ufficiale del bando

La denominazione ufficiale del nuovo intervento non può ancora essere confermata.

Sulla base della misura precedente, il titolo potrebbe essere:

Bando per la presentazione di progetti rivolti alla promozione ed al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere

L’eventuale riferimento alle annualità 2027 e 2028 dovrà essere verificato nella deliberazione regionale.

Il precedente bando era disciplinato dalla Legge regionale Emilia-Romagna n. 6 del 27/06/2014, denominata “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere”, e dalla Legge regionale n. 15 del 01/08/2019 contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

Quali progetti intende sostenere la Regione

La misura dovrebbe sostenere progetti capaci di produrre effetti concreti nei territori e nelle comunità dell’Emilia-Romagna.

Le principali finalità indicate nella documentazione disponibile sono:

  • promuovere una cultura plurale delle differenze;
  • contrastare gli stereotipi di genere;
  • favorire la parità tra donne e uomini;
  • prevenire le discriminazioni legate al genere, all’orientamento sessuale o all’identità di genere;
  • contrastare la violenza contro le donne;
  • sostenere donne che vivono condizioni di fragilità;
  • prevenire l’emarginazione sociale;
  • migliorare l’accesso ai servizi;
  • sviluppare reti tra enti pubblici e organizzazioni sociali;
  • realizzare attività educative rivolte a bambine, bambini, adolescenti e adulti;
  • promuovere il rispetto nelle relazioni interpersonali;
  • favorire una rappresentazione equilibrata e non discriminatoria delle persone.

Particolare attenzione potrebbe essere riservata alle donne migranti, richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale, neo-arrivate, vittime di pratiche lesive o esposte a discriminazioni multiple. Queste priorità erano espressamente presenti nel precedente bando regionale.

A chi è destinato il bando

I beneficiari definitivi saranno individuati dal nuovo avviso.

Sulla base della Legge regionale n. 6/2014 e del precedente bando, potrebbero presentare domanda:

  • Comuni;
  • Unioni di Comuni;
  • altri enti locali in forma singola o associata;
  • associazioni di promozione sociale;
  • organizzazioni di volontariato;
  • enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore;
  • organizzazioni con finalità statutarie coerenti con la promozione della parità e il contrasto alla violenza;
  • eventuali altri soggetti espressamente indicati dal nuovo avviso.

Il precedente intervento era rivolto agli enti locali, alle associazioni di promozione sociale, alle organizzazioni di volontariato e alle Onlus. La normativa regionale prevede che lo statuto o l’atto costitutivo delle organizzazioni private includa finalità come la promozione della condizione femminile, la diffusione del principio di pari opportunità o il contrasto alla violenza e alle discriminazioni sessiste.

Requisiti che dovranno essere controllati

Prima di predisporre la candidatura sarà necessario verificare:

  • natura giuridica del soggetto;
  • iscrizione al RUNTS, quando richiesta;
  • sede legale o operativa in Emilia-Romagna;
  • coerenza dello statuto;
  • assenza di cause di esclusione;
  • regolarità contributiva;
  • capacità amministrativa e finanziaria;
  • esperienza nelle attività proposte;
  • eventuali limiti al numero di progetti presentabili;
  • requisiti dei partner;
  • presenza di un partenariato formalizzato.

Nel precedente bando ogni soggetto proponente poteva presentare un solo progetto. Anche questa condizione dovrà essere verificata per la nuova edizione.

Area geografica di riferimento

I progetti devono essere realizzati nel territorio della Regione Emilia-Romagna.

Potrebbero essere riconosciute premialità per le iniziative realizzate:

  • nei Comuni montani;
  • nelle aree interne;
  • nei territori con una minore disponibilità di servizi;
  • in contesti caratterizzati da fragilità sociali;
  • in territori nei quali siano presenti comunità migranti o gruppi esposti a discriminazioni;
  • mediante reti sovracomunali.

Il precedente bando valorizzava espressamente i progetti realizzati nei Comuni montani e nei Comuni ricadenti nelle aree interne.

Chi propone e gestisce il bando

L’ente titolare è la Regione Emilia-Romagna.

La gestione dovrebbe essere affidata al settore regionale competente in materia di:

  • pari opportunità;
  • politiche sociali;
  • inclusione;
  • contrasto alla violenza di genere;
  • Terzo settore.

Il precedente procedimento era seguito dall’Area Infanzia e adolescenza, pari opportunità e Terzo settore, nell’ambito del Settore Politiche sociali, di inclusione e pari opportunità.

Atamai può assistere gli enti e le organizzazioni interessate nell’analisi dell’avviso, nella costruzione del partenariato, nella definizione delle attività e nella predisposizione della domanda.

Apertura e scadenza

I dati preliminari indicano:

Apertura: 08/09/2026

Scadenza: 06/10/2026

Gli orari di apertura e chiusura non risultano ancora confermati.

Il nuovo bando dovrà precisare:

  • ora di apertura del portale;
  • ora esatta di chiusura;
  • termine per eventuali richieste di chiarimento;
  • durata dei progetti;
  • data entro cui avviare le attività;
  • data entro cui concluderle;
  • scadenze per la rendicontazione.

Non è prudente attendere il 06/10/2026 per completare il progetto. La registrazione dell’ente, la raccolta delle adesioni dei partner e la costruzione del budget possono richiedere diversi giorni.

Entità e forma dell’agevolazione

Le informazioni preliminari indicano:

  • contributo a fondo perduto;
  • copertura fino all’80% delle spese ammissibili;
  • stanziamento complessivo di 2.700.000 euro.

Il nuovo bando dovrà confermare:

  • percentuale esatta;
  • contributo minimo;
  • contributo massimo per progetto;
  • quota obbligatoria di cofinanziamento;
  • eventuale differenziazione tra enti locali ed enti del Terzo settore;
  • possibilità di valorizzare risorse umane o attività volontarie;
  • modalità di erogazione;
  • eventuale anticipazione;
  • numero di tranche;
  • regole sul cumulo con altri contributi.

Con un contributo pari all’80%, un progetto da 50.000 euro potrebbe ricevere, in linea teorica, fino a 40.000 euro. Il soggetto proponente dovrebbe garantire la restante quota di 10.000 euro, oltre alle spese eventualmente escluse.

L’esempio è puramente indicativo e dovrà essere ricalcolato sulla base del nuovo avviso.

Spese ammissibili ed esempi concreti

L’elenco definitivo delle spese sarà contenuto nel bando.

In relazione alla natura della misura, potrebbero essere ammesse le seguenti categorie.

Personale impiegato nel progetto

Potrebbero rientrare i costi del personale dedicato alle attività, come:

  • educatrici ed educatori;
  • psicologhe e psicologi;
  • assistenti sociali;
  • mediatrici e mediatori culturali;
  • coordinatrici e coordinatori;
  • personale amministrativo direttamente coinvolto;
  • operatrici e operatori esperti nel contrasto alla violenza;
  • professioniste e professionisti della comunicazione.

Dovranno essere rispettate le modalità di calcolo previste dal bando e documentate le ore effettivamente dedicate.

Consulenze e prestazioni professionali

Potrebbero essere finanziati:

  • laboratori educativi;
  • consulenze psicologiche;
  • interventi di esperti;
  • attività di formazione;
  • supervisione degli operatori;
  • consulenza legale specialistica;
  • mediazione linguistica e culturale;
  • progettazione di campagne informative;
  • ricerca e analisi territoriale.

Le prestazioni dovranno essere coerenti con gli obiettivi e affidate nel rispetto delle regole applicabili al soggetto beneficiario.

Attività educative e formative

Esempi:

  • laboratori nelle scuole;
  • percorsi sull’educazione affettiva;
  • formazione per insegnanti;
  • incontri per famiglie;
  • attività per il contrasto agli stereotipi;
  • corsi per operatori sociali;
  • formazione rivolta a personale sanitario;
  • percorsi per aziende e organizzazioni;
  • attività dedicate alla prevenzione delle molestie.

Campagne di sensibilizzazione

Potrebbero essere incluse:

  • produzione di materiali informativi;
  • campagne social;
  • video;
  • podcast;
  • mostre;
  • eventi pubblici;
  • spettacoli;
  • incontri territoriali;
  • strumenti informativi multilingue;
  • materiali accessibili alle persone con disabilità.

Spazi e attrezzature

Potrebbero rientrare:

  • noleggio di sale;
  • noleggio di attrezzature;
  • servizi tecnici;
  • strumenti necessari ai laboratori;
  • piattaforme digitali;
  • materiali didattici;
  • allestimenti temporanei.

L’acquisto di beni durevoli dovrà essere espressamente autorizzato dal bando.

Trasferte e mobilità

Potrebbero essere riconosciute le spese indispensabili per:

  • spostamenti degli operatori;
  • attività nei territori montani;
  • accompagnamento delle destinatarie;
  • partecipazione ad attività formative;
  • realizzazione di eventi diffusi.

Le condizioni e i massimali dovranno essere controllati nel testo ufficiale.

Esempi di progetti candidabili

Educazione al rispetto nelle scuole

Un Comune e alcune associazioni potrebbero organizzare laboratori per studenti, formazione per insegnanti e incontri con le famiglie dedicati agli stereotipi, al linguaggio e alla prevenzione della violenza.

Sostegno alle donne migranti

Un progetto potrebbe offrire mediazione culturale, orientamento ai servizi, supporto psicologico, informazione sui diritti e accompagnamento verso percorsi di autonomia.

Contrasto alle discriminazioni multiple

Un’associazione potrebbe sviluppare attività rivolte a persone che subiscono discriminazioni collegate contemporaneamente al genere, all’origine, alla disabilità, all’orientamento sessuale o alla condizione economica.

Prevenzione della violenza nei piccoli Comuni

Più Comuni potrebbero costituire una rete per organizzare sportelli itineranti, incontri pubblici, formazione e servizi di orientamento.

Formazione nei luoghi di lavoro

Il progetto potrebbe coinvolgere imprese, organizzazioni sindacali e professionisti per prevenire molestie, discriminazioni e comportamenti sessisti.

Come e a chi presentare la domanda

La procedura definitiva non è ancora pubblicata.

Nel precedente bando le domande venivano trasmesse esclusivamente attraverso la piattaforma regionale SIBER. Per accedere erano richiesti SPID di livello 2, CIE o CNS.

L’utilizzo di SIBER per la nuova edizione dovrà essere confermato.

La domanda dovrebbe essere sottoscritta dal legale rappresentante oppure da una persona delegata, allegando la relativa delega.

Documenti da preparare

È utile iniziare a raccogliere:

  • atto costitutivo;
  • statuto aggiornato;
  • visura o certificazione RUNTS;
  • documento del legale rappresentante;
  • eventuale delega;
  • descrizione del progetto;
  • analisi dei bisogni;
  • piano delle attività;
  • cronoprogramma;
  • quadro economico;
  • curriculum dei professionisti;
  • lettere di adesione dei partner;
  • accordo di partenariato;
  • dichiarazioni richieste;
  • eventuale delibera dell’ente pubblico;
  • documentazione sul cofinanziamento;
  • indicatori di risultato;
  • piano di comunicazione;
  • metodologia di monitoraggio.

Criteri di valutazione e modalità di selezione

La procedura dovrebbe essere valutativa a graduatoria.

Il nuovo bando dovrà indicare punteggi e soglie minime. In linea con le finalità della misura, potrebbero essere valutati:

  • coerenza con gli obiettivi regionali;
  • qualità dell’analisi dei bisogni;
  • chiarezza delle attività;
  • esperienza del proponente;
  • qualità del partenariato;
  • coinvolgimento degli enti locali;
  • capacità di raggiungere persone in condizioni di fragilità;
  • presenza di azioni nei territori montani o nelle aree interne;
  • adeguatezza del budget;
  • concretezza dei risultati;
  • continuità dopo la conclusione del finanziamento;
  • qualità del monitoraggio;
  • capacità di evitare sovrapposizioni con servizi già esistenti.

Non sarà sufficiente presentare un calendario di eventi. Il progetto dovrà dimostrare quali cambiamenti intende produrre, quali persone saranno coinvolte e come verranno misurati i risultati.

Suggerimenti operativi

Definire un problema concreto

La candidatura dovrebbe partire da dati territoriali, segnalazioni dei servizi, esperienze degli operatori o bisogni rilevati.

Costruire un partenariato effettivo

Ogni partner dovrebbe avere un ruolo preciso. Le adesioni puramente formali rendono il progetto meno credibile.

Stabilire indicatori misurabili

Esempi:

  • numero di persone coinvolte;
  • numero di incontri;
  • numero di scuole partecipanti;
  • incremento delle competenze;
  • numero di accessi ai servizi;
  • materiali prodotti;
  • territori raggiunti;
  • numero di operatori formati.

Verificare la sostenibilità

È utile spiegare quali attività continueranno dopo il finanziamento e con quali risorse.

Checklist pratica

Prima dell’apertura:

  • verificare la natura giuridica del soggetto;
  • controllare statuto e RUNTS;
  • individuare il bisogno territoriale;
  • definire obiettivi e destinatari;
  • contattare i partner;
  • preparare le lettere di adesione;
  • definire attività e cronoprogramma;
  • stimare il budget;
  • verificare la disponibilità del cofinanziamento;
  • controllare SPID, CIE o CNS;
  • verificare la firma digitale.

Dopo la pubblicazione:

  • scaricare il testo ufficiale;
  • verificare il titolo del bando;
  • controllare apertura e scadenza;
  • verificare percentuale e massimale;
  • leggere la griglia di valutazione;
  • controllare le spese ammissibili;
  • aggiornare il budget;
  • utilizzare la modulistica ufficiale;
  • compilare la domanda sul portale;
  • verificare tutti gli allegati;
  • inviare prima della scadenza;
  • conservare ricevuta e protocollo.

Link ufficiale

Alla data del 06/08/2026 non è disponibile un collegamento al nuovo bando.

La sezione istituzionale da controllare è:

https://parita.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi/bandi

Il precedente bando 2025/2026, utilizzabile esclusivamente come riferimento generale, è disponibile qui:

https://parita.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi/bandi-regionali-2024/bando-per-progetti-rivolti-alla-promozione-ed-al-conseguimento-delle-pari-opportunita-e-al-contrasto-delle-discriminazioni-e-della-violenza-di-genere-annualita-2025-2026

Scheda rapida finale

Titolo: da confermare con la pubblicazione ufficiale

Finalità: pari opportunità, contrasto alle discriminazioni e prevenzione della violenza di genere

Beneficiari previsti: enti locali ed enti del Terzo settore con finalità coerenti

Area: Emilia-Romagna

Ente proponente: Regione Emilia-Romagna

Dotazione preliminare: 2.700.000 euro

Contributo preliminare: fino all’80%

Massimale: non ancora verificabile

Apertura preliminare: 08/09/2026

Scadenza preliminare: 06/10/2026

Procedura prevista: valutativa a graduatoria

Portale: probabilmente SIBER, da confermare

Stato: testo ufficiale non ancora pubblicato al 06/08/2026

Atamai supporta enti e organizzazioni nella candidatura

La qualità di un progetto dipende dalla corretta lettura dei bisogni, dalla solidità del partenariato, dalla coerenza delle attività e dalla precisione del budget.

Atamai può affiancare enti locali e organizzazioni del Terzo settore nella verifica del bando, nella definizione del progetto, nella raccolta della documentazione e nella presentazione della domanda.

Per richiedere una valutazione preliminare è possibile scrivere a info@atamai.it.