Contributi per le attività artigianali nelle aree rurali di Modena e Reggio Emilia
Il GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano sostiene gli investimenti delle micro e piccole imprese artigianali localizzate nelle aree rurali di propria competenza.
Il bando permette alle imprese già costituite di acquistare nuovi macchinari, rinnovare gli impianti, introdurre attrezzature produttive, migliorare l’efficienza energetica, adottare nuovi software e sviluppare servizi o processi più moderni.
L’obiettivo non è finanziare l’avvio di una nuova impresa, ma favorire lo sviluppo di attività extra-agricole già operative, contribuendo al mantenimento dell’occupazione e dei servizi nei territori rurali e montani.
La dotazione complessiva è pari a 387.924,40 euro. Il contributo copre il 60% della spesa ammissibile nelle aree rurali D e il 40% nelle aree B. L’investimento ammesso deve essere compreso tra 20.000 e 60.000 euro.
Nome ufficiale del bando
La denominazione ufficiale è:
AF_AS_11B – Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali: attività artigianali
L’intervento è attuato nell’ambito di SRG06 LEADER – Attuazione delle Strategie di sviluppo locale e della Strategia del GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano.
Il testo è stato approvato dal Consiglio di amministrazione del GAL con Deliberazione n. 189 del 27/01/2026 e pubblicato il 15/06/2026, dopo il controllo di conformità della Regione Emilia-Romagna.
Obiettivi dell’intervento
Il bando intende contrastare lo spopolamento e la progressiva riduzione dei servizi nelle aree rurali, sostenendo imprese capaci di generare attività economiche, occupazione e opportunità per la popolazione residente.
Sono particolarmente coerenti gli investimenti che permettono di:
- aumentare la capacità produttiva;
- migliorare la qualità dei prodotti;
- introdurre nuovi processi di lavorazione;
- sviluppare prodotti o servizi non presenti in precedenza;
- ridurre i consumi energetici;
- migliorare la sicurezza sul lavoro;
- valorizzare le lavorazioni tradizionali;
- rafforzare le attività artigianali legate alle tipicità locali;
- introdurre strumenti digitali;
- rendere più efficienti i servizi rivolti ad altre imprese del territorio.
Il GAL considera l’artigianato una componente essenziale dell’economia montana e rurale, sia per la produzione di beni sia per la disponibilità di servizi tecnici, manutentivi e professionali.
A chi è destinato il bando
Possono presentare domanda le micro e piccole imprese extra-agricole, in forma singola, già costituite al momento della presentazione della richiesta.
Non sono quindi ammesse persone fisiche che intendono costituire l’impresa soltanto dopo l’approvazione del progetto.
L’impresa non deve esercitare attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile. L’esclusione vale anche quando l’attività agricola è registrata o esercitata come attività secondaria.
Dimensione aziendale
In base alla definizione europea:
- una microimpresa occupa meno di 10 persone e presenta un fatturato o un totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro;
- una piccola impresa occupa meno di 50 persone e presenta un fatturato o un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro.
La verifica deve considerare anche eventuali imprese associate o collegate.
Attività economiche ammesse
Il richiedente deve esercitare un’attività compresa nella Sezione C – Attività manifatturiere della classificazione ATECO 2025, salvo i codici espressamente esclusi dal bando.
Tra le attività potenzialmente interessate possono rientrare, a titolo esemplificativo:
- lavorazione del legno;
- produzione di mobili;
- falegnamerie;
- lavorazioni metalliche;
- officine produttive;
- lavorazione della pietra;
- ceramica;
- tessile e abbigliamento;
- sartoria su misura;
- produzione di articoli in pelle;
- fabbricazione di utensili;
- produzione di componenti;
- riparazione e installazione di macchinari, quando il codice rientra tra quelli ammessi;
- lavorazioni artigianali tradizionali;
- produzione di beni non agricoli collegati alle risorse locali.
Il semplice possesso della qualifica artigiana non è sufficiente: occorre verificare il codice ATECO risultante dalla visura camerale e confrontarlo con l’elenco e le esclusioni riportate nel bando.
Sono inoltre escluse le attività relative alla produzione e al commercio di armi e munizioni, al gioco d’azzardo e alla vendita di materiale pornografico o articoli per adulti.
Area geografica di riferimento
Gli investimenti devono essere localizzati nel territorio del GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano, nelle province di Modena e Reggio Emilia.
Il contributo varia in funzione della classificazione rurale del Comune:
- 60% per gli investimenti realizzati nei Comuni classificati in area D;
- 40% per gli investimenti realizzati nei Comuni classificati in area B.
Il bando riconosce inoltre specifici punteggi ai progetti localizzati nelle aree D e nei Comuni di crinale.
I Comuni di crinale indicati dal GAL sono:
Ventasso, Vetto, Villa Minozzo, Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto, Montese, Pievepelago, Riolunato e Sestola.
Prima di calcolare il contributo è necessario controllare la classificazione del Comune e l’esatta ubicazione dell’unità operativa nella quale verrà realizzato l’investimento.
Chi propone e gestisce il bando
Il soggetto titolare e gestore è:
GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano Società cooperativa a responsabilità limitata
Il GAL opera nell’ambito del Piano strategico della PAC 2023-2027 e del Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna.
I riferimenti istituzionali sono:
GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano
Telefono: 059 209261
Email: info@galmodenareggio.it
La gestione delle domande coinvolge anche AGREA, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura dell’Emilia-Romagna, attraverso il sistema informatico SIAG.
Atamai può assistere l’impresa nella verifica dei requisiti, nella lettura della graduatoria, nella costruzione del piano di investimento e nella preparazione della documentazione.
Apertura e scadenza
Il bando è stato pubblicato il:
15/06/2026
La scadenza originaria del 15/09/2026 è stata prorogata al:
15/10/2026
La domanda deve risultare correttamente compilata, sottoscritta e protocollata sul sistema SIAG entro il termine stabilito.
La procedura è valutativa a graduatoria. L’ordine di presentazione non determina da solo la posizione del progetto: le domande vengono confrontate sulla base dei punteggi previsti.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in conto capitale.
La dotazione finanziaria complessiva è:
387.924,40 euro
I progetti devono rispettare i seguenti limiti:
- spesa minima ammissibile: 20.000 euro;
- spesa massima ammissibile: 60.000 euro.
Le percentuali sono:
- 60% per investimenti localizzati in area D;
- 40% per investimenti localizzati in area B.
Esempi di calcolo
Un’impresa situata in area D che presenta un investimento ammissibile di 40.000 euro può ricevere un contributo massimo di 24.000 euro.
Un’impresa situata in area B con lo stesso investimento può ricevere fino a 16.000 euro.
Con un investimento di 60.000 euro, il contributo massimo teorico è:
- 36.000 euro in area D;
- 24.000 euro in area B.
Il contributo viene concesso nel rispetto del regime europeo de minimis. L’impresa deve quindi verificare gli aiuti ricevuti come “impresa unica” nel periodo previsto dalla normativa.
Spese ammissibili
Le spese devono essere direttamente collegate allo sviluppo dell’attività artigianale e devono essere sostenute, di regola, dopo la presentazione della domanda.
Fanno eccezione alcune spese generali e di progettazione, che possono essere sostenute nei 24 mesi precedenti la candidatura.
Macchinari e attrezzature
Sono ammissibili nuovi macchinari e nuove attrezzature funzionali al processo produttivo.
Esempi:
- macchine utensili;
- torni;
- frese;
- seghe professionali;
- impianti di aspirazione;
- sistemi per la verniciatura;
- macchine per il taglio;
- attrezzature per lavorazioni tessili;
- macchine da cucire professionali;
- forni per ceramica;
- impianti per la lavorazione della pietra;
- attrezzature per assemblaggio e finitura;
- strumenti per controllo qualità;
- attrezzature per laboratori artigianali.
I beni devono essere nuovi, proporzionati alla dimensione aziendale e coerenti con il codice ATECO esercitato.
Impianti produttivi
Possono essere finanziate opere impiantistiche necessarie per:
- adeguare o ampliare un impianto;
- sostituire tecnologie obsolete;
- migliorare la capacità produttiva;
- collegare nuovi macchinari;
- migliorare la distribuzione dell’energia;
- ridurre i consumi;
- rendere più sicure le lavorazioni;
- migliorare l’aspirazione, la ventilazione o l’illuminazione tecnica.
Le opere edilizie sono ammesse soltanto quando risultano strettamente collegate all’installazione di impianti, macchinari o attrezzature.
Arredi e allestimenti
Sono ammesse dotazioni e arredi inventariabili destinati all’allestimento interno degli immobili interessati dal progetto.
Possono rientrare:
- banchi da lavoro;
- scaffalature professionali;
- armadi tecnici;
- espositori;
- sistemi di stoccaggio;
- arredi specifici per laboratori e sale di lavorazione;
- allestimenti necessari alla nuova organizzazione produttiva.
Gli arredi meramente decorativi o non collegati al progetto possono essere esclusi.
Veicoli industriali
Il bando ammette veicoli industriali con i relativi allestimenti, purché siano omologati dalla casa produttrice e strettamente funzionali all’attività.
Non è sufficiente acquistare un’automobile aziendale ordinaria. Il mezzo deve avere caratteristiche industriali e una funzione dimostrabile nel processo produttivo o nell’erogazione del servizio.
Efficienza energetica e fonti rinnovabili
Possono essere finanziati:
- sostituzione di impianti energivori;
- sistemi per ridurre i consumi;
- impianti fotovoltaici;
- altri impianti alimentati da fonti rinnovabili;
- sistemi di controllo e gestione dell’energia.
La potenza dell’impianto rinnovabile non può superare il fabbisogno medio annuo dell’impresa, considerando anche gli impianti già presenti.
Per ottenere il punteggio collegato al risparmio energetico, la riduzione deve essere almeno pari al 20% rispetto alla situazione iniziale e deve essere dimostrata attraverso una relazione di un tecnico abilitato.
Hardware e software
Gli investimenti immateriali possono comprendere:
- computer industriali;
- strumenti informatici collegati ai macchinari;
- software gestionali;
- programmi per la progettazione;
- software CAD o CAM;
- sistemi per controllo della produzione;
- programmi per magazzino e tracciabilità;
- configurazioni personalizzate;
- integrazione tra software e macchinari.
Hardware e software non possono superare il 20% dell’importo complessivo del piano di investimento.
Sito internet ed e-commerce
Le spese promozionali sono ammesse entro il limite del 10% degli investimenti materiali e soltanto per la realizzazione di nuovi siti internet, anche dotati di funzioni per la vendita online.
Non risultano quindi finanziabili campagne pubblicitarie generiche scollegate dalla creazione del nuovo sito.
Spese tecniche
Possono rientrare, entro i limiti del bando:
- progettazione;
- studi di fattibilità;
- relazioni tecniche;
- assistenza professionale;
- progettazione degli impianti;
- predisposizione degli elaborati;
- ottenimento delle autorizzazioni necessarie.
Le spese devono essere collegate direttamente agli investimenti materiali o immateriali finanziati.
Spese non ammissibili
Il bando esclude, tra le altre:
- acquisto o costruzione di fabbricati;
- manutenzione ordinaria;
- opere edilizie non collegate all’installazione di impianti o macchinari;
- immobili abitativi;
- leasing;
- beni usati;
- interessi passivi;
- canoni software;
- spese ordinarie di esercizio;
- assistenza post-vendita;
- ammortamenti;
- IVA e altri tributi;
- impianti rinnovabili sovradimensionati rispetto ai consumi;
- interventi destinati al semplice adeguamento a obblighi normativi già vigenti.
Come presentare la domanda
La candidatura può essere presentata:
- tramite un Centro autorizzato di assistenza agricola – CAA;
- direttamente online attraverso il sistema SIAG di AGREA, previa abilitazione.
L’impresa deve risultare iscritta nell’Anagrafe delle aziende agricole, adempimento richiesto anche ai soggetti extra-agricoli che intendono partecipare al bando.
La domanda è soggetta all’imposta di bollo da 16 euro e deve essere sottoscritta dal legale rappresentante.
Documenti da preparare
La pratica deve comprendere almeno:
- relazione tecnico-economica;
- descrizione dell’impresa;
- obiettivi del progetto;
- cronoprogramma;
- quadro degli investimenti;
- almeno tre preventivi per beni e servizi;
- dichiarazioni sui criteri di priorità;
- documentazione sulla disponibilità dell’immobile;
- eventuali autorizzazioni del proprietario;
- titoli edilizi o richieste di rilascio;
- dichiarazione del tecnico sulle autorizzazioni necessarie;
- elaborati grafici, quando previsti;
- relazione energetica per gli interventi di risparmio;
- documentazione sull’innovazione di prodotto o processo;
- copia della polizza contro i rischi catastrofali, quando obbligatoria;
- dichiarazione sugli aiuti de minimis;
- documentazione relativa alla marca da bollo.
I preventivi devono essere comparabili, indipendenti e sufficientemente dettagliati. La domanda deve normalmente essere accompagnata da almeno tre offerte per ciascun bene o servizio, salvo i casi di unicità del fornitore adeguatamente motivati.
Criteri di valutazione e modalità di selezione
La procedura è valutativa a graduatoria.
Per essere ammissibile il progetto deve ottenere almeno 10 punti.
I principali criteri riguardano:
Settore di attività
Sono attribuiti:
- 3 punti alle imprese con codici ATECO compresi nell’Allegato 1;
- 2 punti alle imprese artigiane riconosciute per mestieri artistici, tradizionali o dell’abbigliamento su misura.
Localizzazione
Sono attribuiti:
- 5 punti ai progetti localizzati in area D;
- 2 punti ai progetti realizzati nei Comuni di crinale.
Innovazione
Sono assegnati 5 punti agli investimenti che introducono:
- nuovi prodotti;
- nuovi servizi;
- miglioramenti sostanziali dei prodotti esistenti;
- nuovi metodi produttivi;
- nuovi sistemi di distribuzione;
- miglioramenti tecnici o tecnologici rilevanti.
Sicurezza
Sono previsti 2 punti per gli investimenti che aumentano la sicurezza sul lavoro oltre i livelli minimi obbligatori.
Risparmio energetico e fonti rinnovabili
Sono attribuiti 4 punti ai progetti che:
- consentono un risparmio energetico almeno pari al 20%;
- introducono impianti alimentati da fonti rinnovabili nel limite del fabbisogno aziendale.
I punteggi sono cumulabili. In caso di parità, viene data precedenza al progetto con il maggiore importo di spesa ammissibile.
Tempi di realizzazione
Il progetto deve essere concluso, rendicontato e portato a saldo entro 12 mesi dalla comunicazione della concessione.
Può essere richiesta una proroga, che non può superare 180 giorni.
È quindi necessario predisporre un piano realistico, verificando prima della domanda:
- tempi di consegna dei macchinari;
- disponibilità dei fornitori;
- autorizzazioni;
- lavori impiantistici;
- installazione e collaudo;
- disponibilità della quota privata;
- tempi per effettuare tutti i pagamenti.
Suggerimenti operativi
Il primo controllo deve riguardare il codice ATECO. Prima di sostenere costi di progettazione, è necessario verificare che l’attività rientri nella Sezione C e non sia compresa tra le esclusioni.
Il progetto dovrebbe poi essere costruito considerando anche i punteggi. Un semplice acquisto sostitutivo potrebbe non raggiungere la soglia minima. È utile valutare se l’investimento introduce innovazione, produce risparmio energetico, migliora la sicurezza o si colloca in un’area prioritaria.
La relazione tecnico-economica deve descrivere chiaramente:
- situazione iniziale;
- problemi produttivi;
- investimenti proposti;
- risultati attesi;
- capacità produttiva prima e dopo l’intervento;
- impatto sui consumi;
- eventuali nuovi prodotti;
- effetti sull’occupazione;
- sostenibilità finanziaria.
Checklist pratica
Prima di presentare la domanda:
- verificare la dimensione di micro o piccola impresa;
- controllare il codice ATECO 2025;
- verificare l’assenza di attività agricola, anche secondaria;
- controllare che l’impresa sia già costituita;
- verificare la classificazione del Comune in area B o D;
- controllare l’eventuale localizzazione in area di crinale;
- calcolare il punteggio;
- verificare il raggiungimento dei 10 punti;
- definire un investimento tra 20.000 e 60.000 euro;
- raccogliere almeno tre preventivi;
- preparare la relazione tecnico-economica;
- verificare la disponibilità dell’immobile;
- controllare i titoli edilizi;
- predisporre le relazioni energetiche;
- verificare gli aiuti de minimis;
- controllare la polizza catastrofale;
- iscrivere l’impresa all’Anagrafe delle aziende agricole;
- verificare l’abilitazione al SIAG;
- predisporre la marca da bollo;
- presentare e protocollare la domanda entro il 15/10/2026.
Link ufficiale del bando
Scheda rapida finale
Titolo ufficiale: AF_AS_11B – Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali: attività artigianali
Beneficiari: micro e piccole imprese extra-agricole già costituite
Settori: attività manifatturiere con codici ATECO ammessi
Area: territorio del GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano, province di Modena e Reggio Emilia
Ente proponente: GAL Antico Frignano e Appennino Reggiano
Dotazione: 387.924,40 euro
Spesa minima: 20.000 euro
Spesa massima: 60.000 euro
Contributo: 60% in area D e 40% in area B
Contributo massimo teorico: 36.000 euro in area D e 24.000 euro in area B
Apertura: 15/06/2026
Scadenza prorogata: 15/10/2026
Procedura: valutativa a graduatoria
Punteggio minimo: 10 punti
Portale: SIAG di AGREA, anche tramite CAA
Atamai supporta le imprese artigiane nella candidatura
La candidatura richiede la verifica preventiva del codice ATECO, del territorio, del punteggio e dell’ammissibilità di ogni investimento.
Atamai può affiancare l’impresa nella lettura del bando, nella definizione del piano di investimento, nella raccolta dei preventivi e nell’organizzazione della documentazione.
Per richiedere assistenza è possibile scrivere a info@atamai.it.