Scoperta imprenditoriale II 2026: oltre 505 milioni per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito modalità e tempi della seconda edizione di Scoperta imprenditoriale, misura del Fondo per la crescita sostenibile dedicata ai progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
La disponibilità complessiva raggiunge 505.801.524,89 euro, con una forte attenzione alle piccole e medie imprese.
A chi è destinata
Possono partecipare imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati, operanti nei settori previsti dalla disciplina.
Possono inoltre partecipare, alle condizioni previste:
- centri di ricerca;
- organismi di ricerca;
- imprese agroindustriali;
- imprese agricole come co-proponenti;
- imprese che svolgono servizi all’industria.
Il 60% delle risorse è riservato ai progetti di PMI e reti di imprese. All’interno di tale quota è prevista un’ulteriore riserva destinata a micro e piccole imprese.
Area geografica
I progetti devono essere realizzati nelle regioni italiane classificate come meno sviluppate:
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia.
Chi propone e gestisce il bando
La misura è promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy – MIMIT attraverso il Fondo per la crescita sostenibile.
La procedura telematica è resa disponibile dal soggetto gestore sulla piattaforma del Fondo per la crescita sostenibile.
Apertura
Le date fondamentali sono:
- 24/09/2026: disponibilità della procedura per la compilazione della domanda;
- 07/10/2026 alle ore 10:00: apertura dell’invio delle domande.
Lo sportello procede fino alla disponibilità delle risorse secondo le modalità stabilite dal decreto attuativo.
Quanto deve valere il progetto
Sono ammissibili programmi compresi tra:
- 1 milione di euro minimo;
- 5 milioni di euro massimo.
La durata ordinaria deve essere compresa tra 18 e 36 mesi.
Entità dell’agevolazione
Per le imprese è prevista una combinazione di:
- finanziamento agevolato pari al 40% dei costi ammissibili;
- contributo diretto alla spesa.
Il fondo perduto è pari nominalmente a:
- 40% per le piccole imprese;
- 35% per le medie imprese;
- 30% per le grandi imprese.
Per un progetto di una piccola impresa, quindi, la combinazione può arrivare nominalmente al 80% dei costi ammissibili, di cui metà sotto forma di finanziamento agevolato e metà come contributo diretto.
Cosa finanzia
La misura sostiene attività di:
- ricerca industriale;
- sviluppo sperimentale.
L’obiettivo deve essere la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi oppure il notevole miglioramento di quelli esistenti.
Sono particolarmente rilevanti le tecnologie abilitanti fondamentali, comprese aree come:
- intelligenza artificiale;
- sistemi avanzati di produzione;
- microelettronica;
- fotonica;
- materiali avanzati;
- nanotecnologie;
- tecnologie delle scienze della vita;
- connettività;
- sicurezza digitale.
Spese ammissibili
Possono rientrare:
- personale tecnico e ricercatori;
- personale ausiliario direttamente coinvolto nella R&S;
- strumenti e attrezzature;
- quote di ammortamento dei beni utilizzati nel progetto;
- consulenze;
- ricerca contrattuale;
- brevetti e know-how;
- materiali;
- forniture;
- spese generali nei limiti previsti.
Il personale amministrativo, contabile e commerciale non viene trattato come personale direttamente impegnato nelle attività di ricerca.
La collaborazione è un requisito importante
Il programma deve essere realmente collaborativo.
Una possibilità è il progetto congiunto, con un massimo di tre proponenti e almeno una PMI.
In alternativa una PMI o una piccola impresa a media capitalizzazione può sviluppare il progetto coinvolgendo soggetti esterni indipendenti che svolgano servizi di ricerca e sviluppo per una quota significativa del progetto.
Come presentare la domanda
La procedura avviene esclusivamente online attraverso la piattaforma dedicata al Fondo per la crescita sostenibile.
La documentazione dovrà descrivere in maniera puntuale:
- obiettivi del progetto;
- attività di ricerca;
- risultati attesi;
- competenze dei soggetti coinvolti;
- organizzazione della collaborazione;
- cronoprogramma;
- costi;
- sostenibilità finanziaria;
- ricadute industriali.
Valutazione
Le domande vengono sottoposte a istruttoria.
La valutazione tiene conto, tra gli altri elementi, della capacità economica e finanziaria dei proponenti, della qualità del progetto, della validità scientifica e tecnologica e delle ricadute previste.
Questo significa che un progetto tecnicamente interessante ma economicamente poco sostenibile può non superare l’istruttoria.
Checklist pratica
- Verificare la presenza di almeno due bilanci approvati.
- Verificare la localizzazione dell’investimento.
- Definire un vero progetto di R&S e non un semplice investimento produttivo.
- Individuare le tecnologie abilitanti utilizzate.
- Costruire la forma collaborativa richiesta.
- Individuare eventuali organismi di ricerca.
- Definire personale tecnico e ricercatori.
- Separare ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
- Costruire il budget da 1 a 5 milioni.
- Verificare la capacità finanziaria dell’impresa.
- Preparare la pratica prima dell’apertura del 07/10/2026.
Scheda rapida
- Nome: Scoperta imprenditoriale II (2026)
- Ente: MIMIT
- Risorse: 505,8 milioni di euro
- Area: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
- Beneficiari: imprese e soggetti di ricerca previsti dal bando
- Progetti: da 1 a 5 milioni di euro
- Durata: 18-36 mesi
- Finanziamento agevolato: 40%
- Fondo perduto imprese: 30-40% secondo la dimensione
- Precompilazione: 24/09/2026
- Apertura domande: 07/10/2026
- Domanda: piattaforma Fondo per la crescita sostenibile
Pagina ufficiale Scoperta imprenditoriale II 2026
Le imprese interessate possono contattare Atamai all’indirizzo info@atamai.it per una verifica preliminare dell’ammissibilità del progetto e per valutare come strutturare correttamente il programma di ricerca e sviluppo e la relativa domanda di agevolazione.
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