Bando Digitalizzazione Pistoia-Prato 2026: contributi del 50% per software, AI, cybersecurity, ERP, CRM e transizione energetica

Bando Digitalizzazione Pistoia-Prato 2026: contributi del 50% per software, AI, cybersecurity, ERP, CRM e transizione energetica

La Camera di Commercio di Pistoia-Prato mette a disposizione 490.170 euro per sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese nelle tecnologie digitali, nei processi di innovazione e negli strumenti destinati alla transizione energetica.

La misura è denominata ufficialmente “Bando a sostegno della digitalizzazione Impresa 4.0 e della transizione energetica delle micro piccole e medie imprese delle province di Pistoia e Prato – Anno 2026”.

Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 5.000 euro per impresa, al quale può aggiungersi una premialità di 250 euro per le imprese in possesso del rating di legalità oppure della certificazione della parità di genere.

L’investimento minimo richiesto è di 3.000 euro.

La misura presenta un campo di applicazione particolarmente ampio: possono essere finanziati, tra gli altri, progetti riguardanti intelligenza artificiale, cybersecurity, cloud, robotica, stampa 3D, IoT, ERP, MES, CRM, big data, sistemi di tracciabilità, e-commerce integrato, monitoraggio energetico, ESG, oltre a consulenza e formazione specializzata.

Un elemento importante è che l’impresa non deve necessariamente attendere la concessione del contributo per iniziare il progetto: sono ammessi interventi già conclusi, in corso oppure ancora da avviare, purché siano rispettate le condizioni e le date previste dal bando.

A chi è destinato il bando

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese – MPMI secondo la definizione europea.

L’impresa deve avere la propria sede legale nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Pistoia-Prato.

Questo requisito merita attenzione: ai fini del bando non è sufficiente avere soltanto un’unità locale nelle province di Pistoia o Prato se la sede legale dell’impresa è situata altrove.

L’impresa deve inoltre:

  • essere attiva;
  • essere regolarmente iscritta al Registro delle Imprese;
  • non essere iscritta esclusivamente al REA;
  • essere in regola con il diritto annuale camerale;
  • non avere debiti scaduti nei confronti della Camera di Commercio di Pistoia-Prato;
  • possedere una posizione contributiva regolare;
  • non trovarsi in liquidazione volontaria o in procedure incompatibili con il bando;
  • rispettare i requisiti previsti dalla normativa antimafia;
  • non essere destinataria di sanzioni che impediscano di contrattare con la Pubblica Amministrazione;
  • aver assolto, quando applicabile, l’obbligo relativo alla copertura assicurativa contro gli eventi catastrofali.

La mancanza anche di uno dei requisiti essenziali può determinare l’inammissibilità della domanda.

Per alcune irregolarità relative al diritto annuale o a debiti camerali è prevista la possibilità di regolarizzazione entro il termine comunicato dalla Camera di Commercio.

Una domanda per ogni impresa

Il progetto deve essere presentato da una singola impresa.

Non è prevista la presentazione di progetti congiunti tra più aziende.

Ogni impresa può inoltre presentare una sola domanda.

Qualora vengano inviate più domande, viene considerata l’ultima presentata in ordine cronologico.

Area geografica

Il bando interessa le imprese con sede legale nelle province di:

  • Pistoia
  • Prato

L’ente proponente e gestore è la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Pistoia-Prato, attraverso il proprio Punto Impresa Digitale – PID.

La misura si colloca nell’ambito delle politiche camerali dedicate alla cosiddetta doppia transizione, cioè alla combinazione tra trasformazione digitale e sostenibilità ambientale.

Apertura e scadenza

Le domande potranno essere presentate:

Apertura: 21/09/2026 alle ore 18:00

Scadenza: 01/10/2026 alle ore 23:59

Si tratta quindi di una finestra di poco più di dieci giorni.

L’ordine cronologico di trasmissione è importante perché la procedura è valutativa a sportello.

A determinare l’orario effettivo della domanda saranno i dati certificati dal sistema di posta elettronica certificata.

Per questo motivo è consigliabile predisporre preventivi, documentazione e domanda prima dell’apertura del 21 settembre.

Quanto finanzia il bando

L’agevolazione consiste in un:

contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.

Il contributo ordinario massimo è:

5.000 euro per impresa.

L’investimento minimo ammissibile è:

3.000 euro.

Per esempio:

  • con 3.000 euro di spesa ammissibile, il contributo può essere di 1.500 euro;
  • con 6.000 euro di spesa, il contributo può raggiungere 3.000 euro;
  • con 10.000 euro di spesa ammissibile si raggiunge il contributo massimo ordinario di 5.000 euro;
  • un progetto superiore a 10.000 euro può essere presentato, ma il contributo ordinario resta comunque limitato a 5.000 euro.

Le spese sono considerate normalmente al netto dell’IVA, salvo i casi nei quali l’IVA costituisca effettivamente un costo non recuperabile per il beneficiario.

Premialità di 250 euro

È previsto un contributo aggiuntivo di 250 euro per le imprese che, alla data della domanda, possiedono almeno uno dei seguenti requisiti:

  • rating di legalità;
  • certificazione della parità di genere.

La maggiorazione è riconosciuta una sola volta.

Un’impresa che possiede contemporaneamente entrambi i requisiti non riceverà quindi 500 euro aggiuntivi, ma sempre un massimo di 250 euro.

Il contributo è concesso nell’ambito della disciplina europea de minimis.

Quali progetti sono finanziabili

Il bando finanzia tre grandi categorie:

  1. acquisto di tecnologie digitali e sistemi per la transizione energetica;
  2. servizi di consulenza specializzata;
  3. servizi di formazione.

Il progetto deve essere coerente con gli obiettivi di digitalizzazione e doppia transizione indicati dalla Camera di Commercio.

Non è quindi sufficiente acquistare genericamente un computer o un normale software per ufficio: l’investimento deve rappresentare un effettivo intervento di innovazione digitale o di sostenibilità aziendale.

Intelligenza artificiale

Tra le tecnologie espressamente ammesse compare l’intelligenza artificiale.

Possono quindi essere valutati progetti nei quali l’impresa introduca sistemi AI concretamente integrati nei propri processi aziendali.

Gli ambiti applicativi possono comprendere, a titolo di esempio:

  • analisi di dati;
  • supporto alla produzione;
  • ottimizzazione dei processi;
  • automazione delle attività;
  • analisi commerciale;
  • sistemi previsionali;
  • controllo qualità;
  • gestione documentale intelligente;
  • assistenza agli operatori;
  • strumenti di supporto alle decisioni.

L’elemento centrale resta la coerenza della tecnologia con il progetto aziendale presentato.

Cybersecurity e business continuity

Sono ammesse le tecnologie destinate alla sicurezza informatica e alla continuità operativa.

Possono quindi rientrare, in funzione del progetto:

  • sistemi di protezione delle reti;
  • sicurezza degli accessi;
  • sistemi di backup evoluto;
  • disaster recovery;
  • monitoraggio delle minacce;
  • gestione delle vulnerabilità;
  • soluzioni per la continuità operativa;
  • sistemi di protezione dei dati e delle infrastrutture aziendali.

La cybersecurity può inoltre essere accompagnata da consulenze specialistiche per l’implementazione di sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni.

Cloud, fog e quantum computing

Sono ammesse anche tecnologie di:

  • cloud computing;
  • fog computing;
  • quantum computing.

Per molte PMI il cloud rappresenta evidentemente l’ambito più immediatamente utilizzabile.

Possono quindi essere valutati progetti di migrazione e introduzione di infrastrutture digitali cloud quando siano parte di un processo strutturato di digitalizzazione aziendale.

ERP, MES, PLM e SCM

Una delle sezioni più interessanti del bando riguarda i sistemi destinati alla gestione e al coordinamento integrato dei processi aziendali.

Sono espressamente richiamati:

  • ERP – Enterprise Resource Planning;
  • MES – Manufacturing Execution System;
  • PLM – Product Lifecycle Management;
  • SCM – Supply Chain Management.

Possono rientrare anche tecnologie di tracciamento come:

  • RFID;
  • barcode;
  • sistemi analoghi di identificazione e tracciabilità.

Per un’impresa manifatturiera questo significa poter costruire, ad esempio, un progetto che integri produzione, magazzino, ordini, logistica e gestione amministrativa attraverso sistemi digitali interconnessi.

CRM

È espressamente finanziabile anche il Customer Relationship Management – CRM.

L’introduzione di un CRM può quindi essere inserita in un progetto finalizzato a digitalizzare:

  • gestione dei clienti;
  • lead commerciali;
  • opportunità;
  • offerte;
  • attività della forza vendita;
  • assistenza;
  • storico delle relazioni;
  • processi commerciali.

Anche in questo caso deve trattarsi di un vero progetto di innovazione e non del semplice acquisto di una normale licenza priva di una logica progettuale.

Manifattura additiva e stampa 3D

Il bando comprende espressamente:

manifattura additiva e stampa 3D.

Possono quindi essere valutati investimenti in sistemi destinati, ad esempio, a:

  • prototipazione;
  • produzione di componenti;
  • attrezzature;
  • dime;
  • piccole serie;
  • sviluppo di nuovi prodotti.

A differenza delle normali stampanti da ufficio, che sono escluse salvo casi particolari, le stampanti 3D rientrano espressamente tra le tecnologie ammissibili.

Robotica avanzata e collaborativa

Sono ammessi anche investimenti in:

  • robotica avanzata;
  • robot collaborativi;
  • sistemi robotizzati collegati ai processi produttivi.

Per le imprese manifatturiere può quindi essere possibile integrare nel progetto cobot o altre tecnologie robotiche destinate ad aumentare automazione, controllo e flessibilità dei processi.

Internet of Things e sensoristica

Sono finanziabili tecnologie IoT – Internet of Things e sistemi di sensoristica interconnessa.

Gli esempi applicativi possono comprendere:

  • sensori installati sui macchinari;
  • monitoraggio della produzione;
  • raccolta automatica dei dati;
  • manutenzione predittiva;
  • controllo dei consumi;
  • monitoraggio ambientale;
  • tracciabilità;
  • controllo remoto degli impianti.

Big Data e Analytics

Il bando comprende inoltre:

  • big data;
  • analytics;
  • sistemi di elaborazione e interpretazione dei dati.

Una PMI può quindi valutare progetti destinati a trasformare i dati aziendali in informazioni utili per produzione, vendite, manutenzione, logistica o controllo dei costi.

Blockchain e fintech

Sono comprese anche tecnologie:

  • blockchain;
  • sistemi fintech;
  • Electronic Data Interchange – EDI.

L’ammissibilità dipende naturalmente dalla concreta applicazione all’interno dell’impresa e dalla coerenza con il progetto presentato.

Realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D

Sono ammesse soluzioni per la navigazione:

  • immersiva;
  • interattiva;
  • partecipativa.

Tra gli esempi indicati dal bando figurano:

  • realtà aumentata;
  • realtà virtuale;
  • ricostruzioni 3D.

Le applicazioni possono interessare produzione, progettazione, manutenzione, formazione tecnica, presentazione dei prodotti e altri processi aziendali.

Geolocalizzazione e customer experience

Sono inoltre finanziabili:

  • sistemi di geolocalizzazione;
  • sistemi digitali dedicati all’in-store customer experience.

Queste tecnologie possono quindi trovare applicazione anche in imprese commerciali o di servizi e non esclusivamente nel settore manifatturiero.

E-commerce: attenzione, non è finanziabile da solo

Il bando comprende anche i sistemi di e-commerce, ma pone una condizione molto precisa.

La piattaforma di commercio elettronico deve essere effettivamente interconnessa con almeno un’altra tecnologia ammessa dal bando.

Non è quindi sufficiente realizzare semplicemente un nuovo negozio online.

Un progetto potrebbe invece prevedere, ad esempio:

e-commerce + ERP + CRM + sistema di gestione del magazzino.

In questo caso l’e-commerce diventa parte di un processo integrato di digitalizzazione aziendale.

Tecnologie digitali per energia e sostenibilità

Il bando dedica una parte specifica agli strumenti che consentono di utilizzare il digitale per migliorare la sostenibilità.

Sono ammesse, ad esempio, soluzioni per:

  • gestione intelligente dell’energia;
  • monitoraggio dei consumi energetici;
  • monitoraggio dei consumi idrici;
  • riduzione delle emissioni;
  • analisi delle emissioni;
  • analisi del ciclo di vita – LCA;
  • raccolta ed elaborazione di dati ESG;
  • ottenimento di rating ESG;
  • predisposizione di report di sostenibilità.

Questa parte consente quindi di finanziare non l’impianto energetico in quanto tale, ma soprattutto i sistemi digitali di controllo, misurazione e gestione collegati alla transizione energetica.

Quali consulenze sono finanziabili

Oltre alle tecnologie possono essere finanziati servizi professionali specialistici.

Tra le attività ammesse figurano le analisi e gli audit destinati a misurare il livello di maturità digitale o green dell’impresa.

Possono inoltre rientrare:

  • predisposizione del piano di sviluppo digitale;
  • predisposizione del piano di sviluppo green;
  • consulenza per l’implementazione delle tecnologie finanziabili;
  • implementazione di sistemi di gestione dell’innovazione;
  • implementazione di sistemi di sicurezza delle informazioni;
  • implementazione di sistemi di gestione dell’energia;
  • attività di matching con il mondo della ricerca;
  • Innovation Manager;
  • Energy Manager.

Tra i sistemi di gestione richiamati dal bando figurano, a titolo di esempio:

  • serie ISO 56000 per l’innovazione;
  • ISO/IEC 42001 per i sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale;
  • ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni;
  • ISO 50001 per la gestione dell’energia.

Comunità Energetiche Rinnovabili

Sono finanziabili anche alcune spese progettuali per la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili – CER.

Possono comprendere, ad esempio:

  • studio di fattibilità tecnico-economica;
  • predisposizione della documentazione tecnica;
  • documentazione amministrativa;
  • documentazione giuridica;
  • business plan;
  • spese progettuali;
  • spese legali strettamente connesse alla costituzione della CER.

Non bisogna quindi confondere questa misura con un contributo all’acquisto dell’impianto fotovoltaico: l’agevolazione riguarda in questo caso soprattutto la progettazione e organizzazione della Comunità Energetica.

ESG e bilanci di sostenibilità

Sono finanziabili consulenze destinate a rafforzare gli aspetti:

  • ambientali;
  • sociali;
  • di governance.

Tra gli esempi possono rientrare:

  • predisposizione del bilancio di sostenibilità;
  • redazione di report ESG;
  • supporto metodologico;
  • raccolta dei dati;
  • elaborazione delle informazioni aziendali.

Formazione finanziabile

Sono ammissibili anche attività formative destinate alle persone stabilmente impiegate nell’impresa.

La formazione può essere finalizzata al conseguimento di qualifiche quali:

  • Innovation Manager;
  • Innovation Specialist;
  • Innovation Technician;
  • Energy Manager.

Possono inoltre rientrare altre attività formative destinate ad acquisire competenze digitali o green direttamente collegate alle tecnologie comprese nel bando.

Per la rendicontazione delle attività già concluse viene richiesta una frequenza di almeno l’80% del monte ore complessivo.

Attenzione ai fornitori di consulenza e formazione

Per consulenza e formazione non può essere utilizzato indiscriminatamente qualsiasi fornitore.

Il bando ammette diverse categorie di soggetti qualificati, tra cui:

  • Competence Center;
  • centri di ricerca e trasferimento tecnologico;
  • European Digital Innovation Hub;
  • incubatori certificati;
  • FABLAB;
  • startup innovative;
  • PMI innovative;
  • Università ed enti di formazione qualificati;
  • Esperti in Gestione dell’Energia certificati;
  • Innovation Manager certificati o iscritti negli elenchi previsti.

Possono essere ammessi anche altri fornitori con partita IVA, ma devono dimostrare di aver realizzato nell’ultimo triennio almeno tre attività analoghe per clienti diversi nell’ambito oggetto dell’intervento.

È quindi opportuno verificare le caratteristiche del consulente prima di affidare l’incarico.

Rapporti tra impresa e fornitore

Il fornitore non può trovarsi in determinate condizioni di collegamento con il beneficiario.

In particolare, non può:

  • essere controllato o collegato all’impresa richiedente nei casi previsti;
  • essere amministratore o socio dell’impresa beneficiaria;
  • essere una società nella quale siano presenti amministratori o soci dell’impresa beneficiaria secondo le condizioni del bando.

Inoltre un soggetto non può essere contemporaneamente beneficiario della misura e fornitore sulla stessa misura.

Cosa non viene finanziato

Il bando individua espressamente diverse spese escluse.

Non sono finanziabili:

  • trasporto;
  • vitto;
  • alloggio;
  • realizzazione di normali siti web aziendali;
  • servizi di web advertising;
  • SEO;
  • SEM;
  • normali consulenze fiscali;
  • consulenze contabili ordinarie;
  • consulenze legali ordinarie;
  • consulenze commerciali generiche;
  • mera promozione pubblicitaria;
  • assistenza per semplici adeguamenti obbligatori a norme di legge.

PC e normali apparecchiature informatiche

L’acquisto di normali tecnologie informatiche di base non è, in linea generale, finanziato.

Tra gli esempi indicati figurano:

  • PC;
  • smartphone;
  • centralini;
  • notebook;
  • tablet;
  • stampanti tradizionali.

Questi beni possono essere ammessi solo quando siano strettamente collegati all’acquisto di un’altra tecnologia espressamente prevista dal bando.

Non è quindi possibile presentare un progetto composto semplicemente dal rinnovo dei computer dell’ufficio.

Quando devono essere sostenute le spese

Sono ammesse le spese sostenute a partire dal:

01/01/2026.

Perché una spesa possa essere considerata sostenuta dal 1° gennaio 2026, sia l’emissione della fattura sia il relativo pagamento, anche in acconto, devono rispettare le condizioni temporali previste dal bando.

I pagamenti devono inoltre essere completamente tracciabili.

Le modalità previste comprendono:

  • bonifico bancario;
  • SEPA Credit Transfer;
  • RI.BA.;
  • RID;
  • SDD;
  • carta di credito.

Non sono ammessi pagamenti:

  • in contanti;
  • tramite assegno bancario;
  • tramite assegno circolare;
  • effettuati da un soggetto terzo al posto dell’impresa beneficiaria.

Si può presentare anche un progetto che non è ancora partito

Questa è una delle caratteristiche più interessanti della misura.

Alla data della domanda il progetto può essere:

  1. già concluso;
  2. iniziato ma non ancora concluso;
  3. non ancora iniziato.

La documentazione da allegare cambia in funzione dello stato del progetto.

Se il progetto è già concluso

Per un progetto già realizzato devono essere predisposte, tra le altre cose:

  • fatture;
  • prove dei pagamenti;
  • eventuali dichiarazioni dei fornitori;
  • documentazione della formazione;
  • relazione finale;
  • documentazione prevista per gli assessment digitali e di sostenibilità.

Le fatture elettroniche devono essere prodotte nella forma richiesta dal bando e devono permettere di individuare chiaramente le singole voci di costo.

Se il progetto è ancora da realizzare

Se il progetto è in corso oppure deve ancora iniziare, la domanda viene costruita principalmente sulla base dei preventivi.

I preventivi devono:

  • essere intestati all’impresa;
  • indicare chiaramente le singole voci di costo;
  • essere redatti in euro;
  • essere in italiano o accompagnati da una traduzione;
  • provenire da fornitori regolarmente abilitati.

Non sono ammessi “autopreventivi”.

Dopo la concessione, l’impresa dispone di 120 giorni per completare il progetto e trasmettere la documentazione relativa alle spese.

SELFI 4.0

Per i progetti non ancora iniziati o in corso è richiesto il report SELFI 4.0, strumento del sistema camerale utilizzato per effettuare un’autovalutazione della maturità digitale dell’impresa.

L’assessment deve essere effettuato nella fase di domanda e successivamente ripetuto in sede di rendicontazione, così da consentire di verificare l’evoluzione del livello di digitalizzazione aziendale.

Per determinate tipologie progettuali viene richiesta anche la documentazione di autovalutazione della sostenibilità dell’impresa.

Come presentare la domanda

La domanda non viene presentata tramite un normale portale di click day.

La procedura prevede innanzitutto l’utilizzo del sistema online della Camera di Commercio di Pistoia-Prato, che genera il modello in formato:

PDF/A.

Il documento deve essere firmato digitalmente dal titolare o legale rappresentante dell’impresa.

La Camera raccomanda l’utilizzo della firma PAdES, cioè della firma incorporata direttamente nel PDF.

Non è ammessa la semplice firma autografa.

Una volta firmata, la domanda deve essere trasmessa esclusivamente mediante PEC all’indirizzo:

cciaa@pec.ptpo.camcom.it

indicando nell’oggetto:

DT26 – Bando Transizione 5.0 – anno 2026

Ogni PEC può contenere una sola domanda.

Domande inviate con modalità differenti, senza firma digitale oppure in un formato diverso da quello richiesto possono essere dichiarate inammissibili.

Come vengono valutate le domande

Il bando utilizza una procedura valutativa a sportello.

Le domande vengono ordinate secondo la data e l’ora di invio risultanti dalla PEC.

Non viene attribuita una priorità diversa ai progetti già conclusi rispetto a quelli ancora in corso o da avviare.

L’ordine cronologico è quindi determinante per tutte le categorie.

L’ufficio verifica:

  • requisiti dell’impresa;
  • completezza della documentazione;
  • coerenza del progetto;
  • ammissibilità delle tecnologie;
  • ammissibilità delle spese;
  • caratteristiche dei fornitori;
  • correttezza della documentazione.

Se sono necessarie integrazioni, la Camera può richiederle e l’impresa deve rispondere entro i termini indicati.

Una domanda totalmente priva della documentazione obbligatoria viene invece considerata irricevibile.

Cosa accade se finiscono i fondi

Lo stanziamento iniziale è pari a 490.170 euro.

Le domande che non risultano finanziabili per esaurimento delle risorse vengono collocate in lista d’attesa.

Potranno essere istruite qualora si rendano disponibili nuove risorse a seguito, ad esempio, di:

  • rinunce;
  • revoche;
  • riduzioni dei contributi già concessi;
  • rifinanziamento della misura.

In caso di disponibilità residuale insufficiente per coprire integralmente le ultime domande ammesse, il bando disciplina anche la possibilità di assegnazioni proporzionali, purché possa essere garantito almeno il contributo minimo previsto.

Attenzione al CUP sulle fatture

Dopo la concessione viene attribuito al progetto un Codice Unico di Progetto – CUP.

Per i progetti già conclusi l’impresa deve procedere alla regolarizzazione delle fatture secondo le modalità indicate dalla Camera di Commercio.

Per i progetti ancora in corso o da iniziare, le fatture emesse successivamente alla comunicazione di concessione devono riportare il CUP nelle modalità previste.

È un adempimento da non trascurare perché l’assenza del codice o la mancata regolarizzazione può comportare la non ammissibilità delle relative spese.

Esempi concreti di progetti

Una piccola azienda manifatturiera potrebbe introdurre:

  • un nuovo ERP;
  • un MES collegato alle macchine;
  • sistemi barcode o RFID;
  • sensori IoT;
  • dashboard di analisi dei dati.

Un progetto di questo tipo potrebbe digitalizzare l’intero flusso dall’ordine alla produzione e al magazzino.

Un’impresa commerciale potrebbe invece sviluppare:

  • CRM;
  • e-commerce;
  • ERP;
  • gestione digitale del magazzino;
  • strumenti di analytics.

L’e-commerce, in questo caso, risulterebbe inserito in un sistema tecnologico integrato anziché rappresentare un semplice sito di vendita.

Un’impresa che vuole rafforzare la sicurezza informatica potrebbe adottare sistemi di cybersecurity, business continuity e cloud accompagnati da una consulenza qualificata.

Una società manifatturiera potrebbe investire in un cobot, in sensoristica IoT o in una stampante 3D per prototipazione e produzione.

Un’impresa interessata alla sostenibilità potrebbe introdurre sistemi digitali per monitorare consumi energetici e idrici, raccogliere indicatori ESG e predisporre un report di sostenibilità.

Checklist pratica per preparare la domanda

Prima del 21 settembre è consigliabile verificare:

  • che l’impresa sia una micro, piccola o media impresa;
  • che la sede legale sia a Pistoia o Prato;
  • che l’impresa sia attiva e correttamente iscritta al Registro delle Imprese;
  • regolarità del diritto annuale;
  • assenza di debiti scaduti verso la Camera di Commercio;
  • DURC regolare;
  • adempimento dell’obbligo assicurativo contro eventi catastrofali, quando applicabile;
  • disponibilità del plafond de minimis;
  • investimento complessivo di almeno 3.000 euro;
  • effettiva appartenenza delle tecnologie all’elenco del bando;
  • esclusione di semplici PC, smartphone e apparecchiature informatiche di base non collegate a tecnologie ammesse;
  • verifica delle caratteristiche dei consulenti e dei formatori;
  • assenza di rapporti incompatibili tra impresa e fornitori;
  • preventivi dettagliati per i progetti non ancora conclusi;
  • fatture e pagamenti tracciabili per i progetti già conclusi;
  • completamento del SELFI 4.0 quando richiesto;
  • firma digitale valida del legale rappresentante;
  • PEC funzionante;
  • predisposizione del PDF/A;
  • eventuale certificazione della parità di genere;
  • verifica dell’eventuale rating di legalità;
  • predisposizione della pratica prima dell’apertura dello sportello.

Scheda rapida – Bando Digitalizzazione Pistoia-Prato 2026

Nome ufficiale: Bando a sostegno della digitalizzazione Impresa 4.0 e della transizione energetica delle micro piccole e medie imprese delle province di Pistoia e Prato – Anno 2026

Ente proponente: Camera di Commercio di Pistoia-Prato

Gestione: Punto Impresa Digitale – PID della Camera di Commercio di Pistoia-Prato

Beneficiari: micro, piccole e medie imprese

Area geografica: province di Pistoia e Prato

Requisito territoriale: sede legale nel territorio camerale

Dotazione: 490.170 euro

Agevolazione: contributo a fondo perduto

Percentuale: 50% delle spese ammissibili

Contributo massimo: 5.000 euro

Premialità: ulteriori 250 euro per rating di legalità e/o certificazione della parità di genere

Investimento minimo: 3.000 euro

Spese ammissibili: dal 01/01/2026

Stato del progetto: già concluso, in corso oppure non ancora iniziato

Apertura: 21/09/2026 ore 18:00

Scadenza: 01/10/2026 ore 23:59

Procedura: valutativa a sportello secondo ordine cronologico

Presentazione: generazione della domanda online, firma digitale e invio tramite PEC

PEC: cciaa@pec.ptpo.camcom.it

Oggetto PEC: DT26 – Bando Transizione 5.0 – anno 2026

Principali tecnologie finanziabili: AI, cybersecurity, cloud, robotica, stampa 3D, IoT, ERP, MES, PLM, SCM, CRM, big data, blockchain, realtà aumentata e virtuale, RFID, e-commerce integrato, sistemi digitali per efficienza energetica e sostenibilità.

Atamai può aiutare l’impresa a costruire e verificare il progetto

Il Bando Digitalizzazione Pistoia-Prato 2026 consente di finanziare numerose tecnologie, ma la semplice presenza di un software o di un’apparecchiatura digitale in un preventivo non è sufficiente per garantirne l’ammissibilità.

È importante costruire un progetto coerente, verificare la corretta classificazione delle tecnologie, controllare i requisiti dei fornitori e predisporre correttamente preventivi, fatture e documentazione.

Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nell’analisi del progetto digitale, nell’individuazione delle spese finanziabili e nell’organizzazione della documentazione necessaria per la presentazione della domanda.

Per informazioni e per una prima valutazione del progetto:

Atamai – info@atamai.it