Investimenti sostenibili 4.0: 448 milioni per le PMI del Sud, agevolazioni fino al 75%
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – MIMIT mette a disposizione quasi 448 milioni di euro per sostenere programmi di investimento innovativi, digitali e sostenibili realizzati dalle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno.
La misura prende il nome ufficiale di “Investimenti sostenibili 4.0 (2026)” ed è rivolta alle imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
L’agevolazione può coprire complessivamente fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione particolarmente significativa:
- 35% sotto forma di contributo in conto impianti;
- 40% attraverso un finanziamento agevolato a tasso zero.
Il restante 25% dell’investimento deve essere finanziato dall’impresa con risorse proprie oppure attraverso finanziamenti esterni privi di altri sostegni pubblici.
I programmi devono avere un valore compreso tra 750.000 euro e 5 milioni di euro e devono essere caratterizzati da un utilizzo prevalente delle tecnologie riconducibili al paradigma Transizione 4.0.
La misura dispone precisamente di 447.595.808,76 euro e una quota pari al 25% delle risorse complessive è riservata ai programmi presentati da micro e piccole imprese.
La procedura di precompilazione delle domande apre il 10 settembre 2026, mentre lo sportello per l’invio delle richieste parte il 6 ottobre 2026.
A chi è destinato il bando
Possono accedere alle agevolazioni:
- microimprese;
- piccole imprese;
- medie imprese.
L’impresa deve realizzare il programma presso un’unità produttiva situata in una delle sette regioni ammesse:
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia.
Non è sufficiente però rientrare dimensionalmente nella categoria delle PMI.
Alla data di presentazione della domanda l’impresa deve essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle Imprese.
Deve inoltre trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposta a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.
Servono almeno due bilanci
Uno dei requisiti da controllare con attenzione riguarda l’anzianità e la documentazione economica dell’impresa.
L’azienda deve operare in contabilità ordinaria e disporre di almeno:
due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle Imprese.
Nel caso delle imprese individuali e delle società di persone devono essere state presentate almeno due dichiarazioni dei redditi.
Il bando non è quindi destinato, in linea generale, alle startup appena costituite senza una storia economico-finanziaria sufficiente.
Altri requisiti dell’impresa
L’azienda deve inoltre risultare in regola con:
- normativa edilizia e urbanistica;
- normativa sul lavoro;
- prevenzione degli infortuni;
- normativa ambientale;
- obblighi contributivi.
Deve inoltre aver restituito eventuali somme dovute in seguito a precedenti provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero.
Particolare attenzione va riservata anche alla normativa sulla delocalizzazione.
L’impresa non deve aver effettuato, nei due anni precedenti alla domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva nella quale intende realizzare il programma agevolato.
Area geografica: tutto il Mezzogiorno ammesso dalla misura
Gli investimenti devono essere effettuati nelle regioni classificate come meno sviluppate nell’ambito del programma europeo di riferimento:
Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Non è quindi una misura destinata genericamente a tutto il territorio italiano.
L’unità produttiva nella quale viene effettuato l’investimento deve trovarsi in uno di questi territori.
Chi propone e chi gestisce il bando
La misura è promossa dal:
Ministero delle Imprese e del Made in Italy – MIMIT
e si inserisce nel Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” – PN RIC 2021-2027.
Il soggetto gestore è:
Invitalia – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.
Invitalia mette a disposizione la piattaforma per la compilazione e l’invio delle domande e gestisce l’iter previsto dalla misura per conto del Ministero.
Quando apre il bando
Sono previste due date differenti.
Precompilazione dal 10 settembre 2026
A partire dalle:
ore 12:00 del 10/09/2026
le imprese possono iniziare a compilare la domanda attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.
Questa fase è particolarmente utile perché permette di predisporre la pratica con anticipo rispetto all’apertura effettiva dello sportello.
Invio delle domande dal 6 ottobre 2026
La trasmissione delle domande è possibile a partire dalle:
ore 10:00 del 06/10/2026.
Successivamente il sistema consente l’invio:
dalle ore 10:00 alle ore 17:00 dei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì.
Al momento della pubblicazione del bando non è stata stabilita una data finale ordinaria di chiusura dello sportello.
È quindi più corretto parlare di sportello operativo dal 6 ottobre 2026 e non indicare una scadenza che il MIMIT non ha fissato.
Quasi 448 milioni di euro disponibili
La dotazione finanziaria complessiva è pari precisamente a:
447.595.808,76 euro.
Una quota pari al:
25%
è riservata ai programmi proposti da micro e piccole imprese.
La riserva è importante perché permette alle realtà di minori dimensioni di non competere interamente sullo stesso bacino finanziario delle medie imprese.
Quanto deve essere grande l’investimento
Il programma deve prevedere spese ammissibili comprese tra:
750.000 euro e 5.000.000 euro.
Esiste inoltre un secondo limite fondamentale.
Il costo del programma non può superare:
il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato e depositato.
Per imprese individuali e società di persone viene utilizzato il valore risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi.
Questo requisito deve essere controllato prima di costruire il progetto.
Un’impresa con 3 milioni di euro di fatturato, ad esempio, non potrebbe automaticamente presentare un programma da 5 milioni: il limite del 70% porterebbe il tetto teorico a circa 2,1 milioni di euro.
Entità dell’agevolazione: fino al 75%
L’intensità complessiva nominale dell’agevolazione può raggiungere:
75% delle spese ammissibili.
Il sostegno è suddiviso in due componenti.
35% contributo in conto impianti
Il 35% delle spese ammissibili viene riconosciuto sotto forma di contributo in conto impianti.
Si tratta della componente assimilabile al fondo perduto della misura.
40% finanziamento agevolato
Un ulteriore 40% viene coperto attraverso un:
finanziamento agevolato a tasso zero.
Il finanziamento può essere rimborsato secondo le condizioni previste dal bando fino a sette anni.
25% a carico dell’impresa
L’impresa deve garantire autonomamente la copertura di almeno il:
25% delle spese ammissibili.
Tale quota deve provenire da:
- risorse proprie;
- oppure finanziamento esterno.
Queste risorse non possono beneficiare di altri sostegni pubblici incompatibili.
Un esempio su un investimento da 1 milione di euro
Su un programma ammesso da:
1.000.000 euro
la struttura teorica dell’agevolazione può essere:
- 350.000 euro di contributo in conto impianti;
- 400.000 euro di finanziamento agevolato a tasso zero;
- almeno 250.000 euro coperti dall’impresa.
Il sostegno pubblico complessivo arriva quindi a:
750.000 euro.
Esempio su un progetto da 2 milioni
Su un investimento ammissibile di:
2.000.000 euro
la struttura nominale può diventare:
- 700.000 euro di contributo in conto impianti;
- 800.000 euro di finanziamento agevolato;
- 500.000 euro a carico dell’impresa.
Il valore complessivo delle agevolazioni raggiunge in questo esempio:
1,5 milioni di euro.
Che cosa deve finanziare il programma
Non basta acquistare genericamente nuovi macchinari.
Il progetto deve essere finalizzato a uno dei seguenti obiettivi produttivi:
- ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente;
- diversificazione della produzione per ottenere prodotti mai fabbricati prima;
- cambiamento fondamentale del processo produttivo;
- realizzazione di una nuova unità produttiva.
Il programma deve inoltre essere caratterizzato da un utilizzo significativo delle tecnologie abilitanti previste dal paradigma Transizione 4.0.
Le tecnologie 4.0 devono essere prevalenti
Questo è uno degli aspetti centrali del bando.
Le spese riconducibili alle tecnologie abilitanti Transizione 4.0 devono risultare preponderanti rispetto al totale dei costi ammissibili.
Non è quindi sufficiente inserire nel progetto un piccolo componente digitale per trasformare un normale investimento produttivo in un programma ammissibile.
La digitalizzazione deve costituire una parte sostanziale del progetto.
Tra le tecnologie che possono caratterizzare i programmi rientrano, a titolo esemplificativo:
- advanced manufacturing solutions;
- robotica avanzata;
- sistemi automatizzati;
- manifattura additiva;
- stampa 3D;
- realtà aumentata;
- realtà virtuale;
- simulazione;
- integrazione orizzontale e verticale;
- Industrial Internet;
- Internet of Things;
- cloud computing;
- cybersecurity;
- big data;
- analytics;
- intelligenza artificiale;
- blockchain.
L’ammissibilità deve comunque essere valutata in relazione al progetto complessivo e alla disciplina tecnica della misura.
Macchinari, impianti e attrezzature
Tra le principali spese ammissibili figurano:
macchinari, impianti e attrezzature nuovi.
I beni devono essere strettamente funzionali al programma di investimento.
Per un’impresa manifatturiera possono quindi rientrare, ad esempio, nuovi impianti produttivi digitalizzati, linee automatizzate, macchine controllate digitalmente, sistemi robotizzati e apparecchiature integrate nei processi produttivi.
Il semplice acquisto di una macchina non garantisce tuttavia automaticamente l’accesso alla misura: deve essere dimostrata la coerenza con l’intero programma di trasformazione tecnologica.
Software e licenze
Sono ammissibili anche:
- programmi informatici;
- software;
- licenze.
Devono però essere correlati all’utilizzo dei beni materiali e al programma di investimento.
Un progetto potrebbe, ad esempio, integrare:
- nuove macchine;
- software di supervisione;
- sistemi MES;
- gestione digitale della produzione;
- raccolta dei dati;
- analytics;
- interconnessione;
- controllo dei processi.
La componente software non deve essere considerata come un acquisto isolato, ma come parte della trasformazione tecnologica dell’unità produttiva.
Opere murarie fino al 40%
Sono ammesse anche le opere murarie necessarie per realizzare il programma.
Il loro valore non può superare:
40% del totale delle spese ammissibili.
Possono quindi essere inseriti lavori strettamente funzionali all’installazione e alla realizzazione degli investimenti produttivi, ma la misura non è concepita principalmente come incentivo immobiliare o edilizio.
Certificazioni ambientali
Il bando ammette anche le spese per:
acquisizione di certificazioni ambientali.
La presenza di certificazioni ambientali può inoltre assumere rilevanza nella valutazione dei progetti caratterizzati da una maggiore sostenibilità.
Consulenza specialistica per le tecnologie 4.0
Sono ammissibili servizi avanzati di consulenza specialistica direttamente collegati all’applicazione delle tecnologie abilitanti.
Queste spese possono essere riconosciute entro il limite del:
5% delle spese ammissibili relative ai beni materiali e ai programmi informatici previsti dalla disciplina.
Possono quindi rientrare, ad esempio, attività specialistiche necessarie per progettare l’integrazione tecnologica dell’investimento.
Diagnosi energetica
Per i programmi che prevedono interventi di efficientamento energetico è possibile finanziare anche la consulenza necessaria alla realizzazione della:
diagnosi energetica dell’unità produttiva.
La spesa può essere riconosciuta entro il limite del:
3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili
per i programmi ai quali si applica questa specifica previsione.
Premialità per sostenibilità ambientale
La sostenibilità non rappresenta soltanto una dichiarazione generale del bando.
Sono previste specifiche valutazioni aggiuntive per i programmi che presentano un rilevante contenuto ambientale.
Possono ottenere un punteggio aggiuntivo i progetti che favoriscono, tra gli altri aspetti:
- economia circolare;
- uso più efficiente delle risorse;
- riduzione dell’impatto ambientale;
- mitigazione dei cambiamenti climatici;
- adattamento ai cambiamenti climatici;
- efficienza energetica.
Efficienza energetica: riduzione dei consumi di almeno il 5%
Per gli interventi qualificati sotto il profilo dell’efficienza energetica viene attribuita particolare attenzione ai programmi in grado di ottenere una riduzione dei consumi energetici di almeno:
5%.
Il beneficio deve naturalmente essere dimostrabile secondo le modalità tecniche previste dalla misura.
Per un’impresa interessata a questa premialità è quindi importante costruire correttamente la situazione energetica di partenza e documentare il miglioramento previsto.
Sistemi di gestione ambientale ed energetica
Sono inoltre valorizzate le PMI che:
- hanno aderito a sistemi di gestione ambientale;
- hanno adottato sistemi di gestione dell’efficienza energetica;
- possiedono certificazioni ambientali di prodotto.
La presenza di queste caratteristiche può quindi rafforzare la posizione del progetto in fase di valutazione.
Quali attività economiche sono ammesse
Il bando è rivolto innanzitutto alle attività manifatturiere.
Sono però previste alcune esclusioni legate alla normativa europea.
Tra i settori interessati da limitazioni figurano:
- siderurgia;
- estrazione del carbone;
- costruzione navale;
- fabbricazione di fibre sintetiche;
- trasporti e relative infrastrutture;
- produzione e distribuzione di energia e relative infrastrutture.
Devono inoltre essere rispettati i vincoli ambientali collegati al principio europeo:
DNSH – Do No Significant Harm.
Il programma non deve cioè arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali individuati dalla normativa europea.
Sono ammessi anche alcuni servizi alle imprese
La misura non è limitata esclusivamente alle aziende manifatturiere.
Possono essere ammesse anche determinate attività di servizi alle imprese, purché comprese nell’elenco previsto dall’allegato specifico del decreto ministeriale.
Per le società di servizi è quindi indispensabile verificare preventivamente il codice e l’attività esercitata rispetto all’elenco ufficiale, senza presumere automaticamente l’ammissibilità.
Quando può partire l’investimento
Il programma deve essere:
avviato successivamente alla presentazione della domanda.
Questo è un punto essenziale.
Prima di sottoscrivere ordini vincolanti, avviare lavori o assumere impegni che possano essere considerati avvio del programma è necessario verificare attentamente la disciplina del bando.
Iniziare troppo presto può compromettere l’ammissibilità dell’investimento.
Quanto tempo c’è per realizzare il progetto
Il programma deve essere concluso entro:
18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.
La pianificazione deve quindi essere realistica.
In un progetto da diversi milioni di euro occorre coordinare:
- ordini;
- consegne;
- installazioni;
- opere murarie;
- software;
- collaudi;
- pagamenti;
- eventuali autorizzazioni;
- rendicontazione.
Come presentare la domanda
La richiesta viene presentata esclusivamente per via telematica attraverso la piattaforma di:
Invitalia.
La procedura sarà disponibile nella sezione dedicata a:
“Investimenti sostenibili 4.0 – PN RIC 2021-2027”.
La stessa area mette a disposizione la modulistica necessaria.
Accesso alla piattaforma
Per accedere alla procedura l’impresa deve utilizzare sistemi di identificazione digitale quali:
- SPID;
- Carta Nazionale dei Servizi – CNS;
- Carta d’Identità Elettronica – CIE.
L’accesso è normalmente riservato al legale rappresentante dell’impresa, come risultante dal certificato camerale.
È comunque prevista la possibilità di attribuire a un altro soggetto delegato i necessari poteri di rappresentanza per la presentazione della domanda.
Una sola domanda per impresa
Ogni impresa può presentare:
una sola domanda di agevolazione.
È fatta salva la possibilità di presentare una nuova domanda nel caso in cui una precedente istanza venga rigettata al termine dell’istruttoria, nei limiti e alle condizioni della misura.
Questo rende particolarmente importante costruire bene il primo programma presentato.
Non è un normale click day al secondo
La procedura è definita:
valutativa con procedimento a sportello.
Le domande vengono ammesse all’istruttoria secondo l’ordine cronologico giornaliero di presentazione.
C’è però una caratteristica molto importante.
Tutte le domande trasmesse nella stessa giornata vengono considerate come se fossero state presentate:
nello stesso momento, indipendentemente dall’orario preciso di invio.
Non è quindi necessario vincere una gara di pochi secondi alle ore 10:00.
Cosa succede se nello stesso giorno arrivano troppe domande
Se le risorse disponibili non sono sufficienti per ammettere all’istruttoria tutte le domande presentate nella medesima giornata, non viene utilizzato l’orario di invio per decidere chi passa.
Le istanze vengono ordinate attraverso una:
specifica graduatoria di merito.
Le domande vengono quindi ammesse fino all’esaurimento delle risorse disponibili sulla base della posizione ottenuta in graduatoria.
È un meccanismo importante perché riduce l’effetto del classico click day pur mantenendo rilevante la tempestività nella presentazione.
Come prepararsi prima del 6 ottobre
La fase di precompilazione dal 10 settembre 2026 consente alle imprese di lavorare con anticipo.
Per programmi da 750.000 euro fino a 5 milioni è sconsigliabile arrivare all’apertura dello sportello senza aver già definito:
- programma produttivo;
- tecnologie 4.0;
- fornitori;
- preventivi;
- piano finanziario;
- capacità di copertura del 25%;
- situazione economico-finanziaria;
- eventuale componente di sostenibilità;
- risparmio energetico;
- cronoprogramma.
Esempio: nuova linea produttiva automatizzata
Una PMI manifatturiera potrebbe presentare un progetto comprendente:
- nuova linea produttiva;
- robot;
- sistemi di movimentazione automatica;
- sensori IoT;
- interconnessione delle macchine;
- software MES;
- integrazione con ERP;
- sistemi di raccolta dati;
- analytics;
- cybersecurity;
- opere murarie strettamente necessarie.
L’obiettivo potrebbe essere l’aumento della capacità produttiva oppure una trasformazione sostanziale del processo esistente.
Esempio: diversificazione della produzione
Un’impresa potrebbe voler introdurre una famiglia di prodotti mai realizzati prima.
Il progetto potrebbe comprendere:
- nuove macchine;
- sistemi di produzione flessibile;
- manifattura additiva;
- software di progettazione e simulazione;
- sistemi di controllo qualità;
- sensoristica;
- gestione digitale del ciclo produttivo.
In questo caso occorre dimostrare che si tratta effettivamente di una diversificazione della produzione e non del semplice rinnovo di beni già presenti.
Esempio: efficientamento energetico del processo
Un progetto potrebbe combinare trasformazione tecnologica e riduzione dei consumi attraverso:
- macchinari più efficienti;
- sistemi digitali di monitoraggio energetico;
- sensori;
- software di gestione;
- controllo automatico dei consumi;
- modifica del processo produttivo.
Se il progetto consegue una riduzione energetica significativa e documentabile può beneficiare anche delle valutazioni aggiuntive previste per gli interventi a maggiore sostenibilità.
Cosa controllare prima di ordinare i beni
Prima di procedere con ordini e contratti è opportuno verificare almeno quattro aspetti:
- che l’impresa sia effettivamente ammissibile;
- che l’attività economica rientri tra quelle finanziabili;
- che il programma soddisfi il requisito di prevalenza delle tecnologie 4.0;
- che l’investimento non risulti avviato prima della presentazione della domanda.
Quest’ultimo punto è particolarmente delicato perché la disciplina degli aiuti agli investimenti richiede il cosiddetto effetto di incentivazione.
Checklist pratica per Investimenti sostenibili 4.0
Prima della domanda è consigliabile verificare:
- qualifica di micro, piccola o media impresa;
- unità produttiva in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia;
- iscrizione attiva al Registro delle Imprese;
- contabilità ordinaria;
- almeno due bilanci approvati e depositati;
- regolarità contributiva;
- regolarità edilizia, urbanistica, ambientale e lavoristica;
- assenza delle cause di esclusione;
- verifica di eventuali precedenti delocalizzazioni;
- attività economica ammessa;
- investimento minimo di 750.000 euro;
- investimento massimo di 5 milioni di euro;
- rispetto del limite del 70% del fatturato;
- prevalenza delle tecnologie Transizione 4.0;
- definizione dell’obiettivo: ampliamento, diversificazione, nuovo stabilimento o cambiamento fondamentale del processo;
- identificazione di macchinari, impianti e attrezzature;
- software e licenze coerenti con il programma;
- verifica delle opere murarie entro il limite previsto;
- eventuali certificazioni ambientali;
- eventuale consulenza tecnologica;
- eventuale diagnosi energetica;
- quantificazione del risparmio energetico;
- disponibilità della copertura finanziaria del 25%;
- preventivi e quadro economico;
- cronoprogramma compatibile con i 18 mesi;
- nessun avvio dell’investimento prima della domanda;
- SPID, CNS o CIE disponibili;
- verifica dei poteri del legale rappresentante o del delegato;
- precompilazione della domanda dal 10 settembre;
- predisposizione completa prima dell’apertura del 6 ottobre.
Scheda rapida – Investimenti sostenibili 4.0 2026
Nome ufficiale: Investimenti sostenibili 4.0 (2026)
Ente proponente: Ministero delle Imprese e del Made in Italy – MIMIT
Gestore: Invitalia
Programma: PN Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027
Beneficiari: micro, piccole e medie imprese
Area geografica: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
Dotazione: 447.595.808,76 euro
Riserva micro e piccole imprese: 25% delle risorse
Investimento minimo: 750.000 euro
Investimento massimo: 5.000.000 euro
Ulteriore limite: massimo 70% del fatturato dell’ultimo bilancio
Agevolazione complessiva: fino al 75%
Contributo in conto impianti: 35%
Finanziamento agevolato a tasso zero: 40%
Quota minima a carico dell’impresa: 25%
Durata finanziamento agevolato: fino a 7 anni
Precompilazione: dal 10/09/2026 ore 12:00
Apertura invio: 06/10/2026 ore 10:00
Scadenza: non è indicata una data finale fissa nella disciplina operativa iniziale
Procedura: valutativa a sportello
Ordine: cronologico su base giornaliera; le domande dello stesso giorno sono considerate contemporanee
In caso di risorse insufficienti nello stesso giorno: graduatoria di merito
Durata del progetto: massimo 18 mesi dalla concessione
Principali spese: macchinari, impianti, attrezzature, opere murarie entro il 40%, software e licenze, certificazioni ambientali, consulenza tecnologica e diagnosi energetica nei limiti previsti.
Atamai può supportare l’impresa nella verifica del progetto
Investimenti sostenibili 4.0 è una misura di dimensione significativa, ma richiede una progettazione molto più articolata rispetto a un normale contributo per l’acquisto di macchinari.
Occorre verificare contemporaneamente requisiti dell’impresa, dimensione finanziaria, tecnologie 4.0, obiettivi produttivi, sostenibilità ambientale, copertura finanziaria e momento corretto di avvio dell’investimento.
Atamai può affiancare le imprese nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nell’analisi del programma di investimento, nell’individuazione delle spese finanziabili e nell’organizzazione della documentazione necessaria per la presentazione della domanda.
Per una prima valutazione del progetto:
Atamai – info@atamai.it