Piemonte Film TV Fund 2026

Piemonte Film TV Fund 2026: fino a 400.000 euro a fondo perduto per produzioni cinematografiche e audiovisive

La Regione Piemonte ha aperto la seconda sessione 2026 del Piemonte Film TV Fund, la misura destinata alle imprese cinematografiche e audiovisive che realizzano nuove produzioni sul territorio regionale.

Il nome ufficiale della misura è “Aiuti a imprese cinematografiche e audiovisive – Piemonte Film TV Fund anno 2026” e l’intervento è finanziato nell’ambito del Programma Regionale FESR Piemonte 2021-2027, Priorità I, Obiettivo specifico 1.3, Azione I.1iii.1.

Per la seconda sessione sono disponibili 3 milioni di euro, all’interno di una dotazione complessiva 2026 pari a 7 milioni.

Il contributo è concesso a fondo perduto e viene calcolato sulle spese di produzione effettivamente sostenute in Piemonte.

L’importo può arrivare fino a 400.000 euro per singola produzione, ma il massimale varia in funzione della tipologia di opera audiovisiva presentata.

La seconda finestra è aperta dalle ore 9:00 del 31 agosto 2026 alle ore 12:00 del 2 ottobre 2026.

Non si tratta di un click day: i progetti vengono sottoposti a valutazione e inseriti in una graduatoria di merito.

A chi è destinato il Piemonte Film TV Fund

Possono presentare domanda le:

  • microimprese;
  • piccole imprese;
  • medie imprese.

L’impresa deve essere costituita da almeno:

2 anni

alla data di presentazione della domanda e deve avere almeno:

due bilanci chiusi e approvati.

Si tratta quindi di un incentivo rivolto a società di produzione già operative e dotate di una sufficiente storia economico-finanziaria.

È necessario essere produttori audiovisivi

L’impresa deve operare nel settore:

“Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi”

corrispondente al codice:

ATECO 2007 J 59.11

o alla classificazione NACE equivalente.

Il richiedente deve inoltre essere un produttore indipendente.

Può partecipare in qualità di:

  • produttore unico;
  • coproduttore;
  • produttore esecutivo con specifico contratto con il produttore dell’opera.

Non è quindi sufficiente essere genericamente un’impresa della filiera creativa o fornitrice di servizi cinematografici.

Non è obbligatorio essere già un’impresa piemontese

Una caratteristica interessante del Film TV Fund è la possibilità di attrarre produzioni provenienti anche da fuori regione.

L’impresa può:

  • avere già sede legale in Piemonte;
  • avere un’unità locale in Piemonte;
  • oppure impegnarsi ad aprire un’unità locale in Piemonte.

In quest’ultimo caso l’unità deve risultare regolarmente iscritta in visura camerale entro il momento previsto per l’erogazione del contributo.

La misura è quindi utilizzabile anche da società di produzione italiane o europee che decidano di realizzare una nuova produzione in Piemonte.

Possono partecipare anche imprese di altri Paesi UE

Nel rispetto del principio europeo di concorrenza, il bando consente la partecipazione anche alle imprese stabilite negli altri Stati dell’Unione Europea.

La società estera deve però produrre tutta la documentazione equivalente necessaria a dimostrare:

  • dimensione di PMI;
  • iscrizione societaria;
  • situazione finanziaria;
  • requisiti richiesti dal bando.

La documentazione non redatta in italiano deve essere accompagnata, quando previsto, da traduzione asseverata.

Quali opere audiovisive sono finanziabili

Il Piemonte Film TV Fund non finanzia indistintamente qualsiasi prodotto audiovisivo.

Sono ammesse specifiche categorie di produzioni.

Lungometraggi di finzione

Sono finanziabili i:

lungometraggi di finzione destinati principalmente allo sfruttamento cinematografico.

Il progetto deve prevedere una produzione significativa sul territorio piemontese.

Lungometraggi di animazione

Sono ammessi anche i:

lungometraggi di animazione

con durata minima di:

52 minuti.

Anche in questo caso la destinazione principale deve essere cinematografica.

Opere di finzione televisive e web

Sono ammesse opere di finzione singole destinate principalmente:

  • alla televisione;
  • al web;
  • alle piattaforme SVOD.

Possono quindi rientrare anche produzioni destinate alle piattaforme di streaming, purché rispettino le caratteristiche richieste.

Opere di animazione televisive e web

Sono finanziabili anche le opere di animazione singole destinate a televisione o piattaforme, con durata minima di:

24 minuti.

Serie televisive e web

Il bando comprende inoltre:

  • serie di finzione;
  • serie di animazione;
  • produzioni destinate alla televisione;
  • produzioni destinate al web;
  • produzioni destinate a piattaforme SVOD.

Le opere seriali rappresentano una delle categorie per le quali il contributo massimo può raggiungere i 400.000 euro.

Cosa non viene finanziato

Il bando esclude espressamente numerose categorie di contenuti.

Non sono finanziabili:

  • documentari;
  • cortometraggi;
  • trasmissioni in diretta;
  • riprese di eventi;
  • eventi teatrali;
  • eventi musicali;
  • eventi artistici;
  • eventi culturali;
  • eventi sportivi;
  • eventi celebrativi;
  • format televisivi;
  • reality show;
  • talent show;
  • game show;
  • programmi informativi;
  • reportage;
  • produzioni pubblicitarie.

È quindi un fondo dedicato principalmente alla produzione di opere di finzione e animazione.

Servono almeno 10 giorni di riprese in Piemonte

Per i progetti di finzione il piano di lavorazione deve prevedere almeno:

10 giorni di riprese in Piemonte.

Questo requisito è obbligatorio.

Non è quindi sufficiente prevedere una breve presenza della troupe o alcune riprese marginali sul territorio regionale.

La produzione deve generare una ricaduta effettiva sul sistema audiovisivo piemontese.

Requisiti specifici per l’animazione

Per le produzioni di animazione il criterio non viene misurato in giorni di ripresa.

Il progetto deve invece prevedere la realizzazione in Piemonte di una quota significativa delle lavorazioni.

In alternativa deve essere prodotto in Piemonte almeno uno dei seguenti elementi:

  • design/model pack del lungometraggio o almeno del 20% degli episodi;
  • storyboard di almeno il 20% degli episodi o della durata del lungometraggio;
  • animazione di almeno il 20%;
  • lighting;
  • rendering;
  • compositing;
  • color correction

per almeno il 20% della produzione secondo le modalità indicate dal bando.

Serve una copertura finanziaria minima del 30%

Alla data della domanda il progetto deve già possedere una copertura finanziaria pari almeno al:

30% del costo a copia campione.

Nel calcolo di questa percentuale non può essere considerata l’eventuale quota riconosciuta attraverso il tax credit interno.

Questo significa che la società di produzione deve dimostrare che il progetto dispone già di una base finanziaria concreta.

Non è sufficiente presentare semplicemente un’idea o una sceneggiatura in cerca di finanziamento.

Serve anche un accordo commerciale

La produzione deve inoltre disporre di almeno uno strumento che dimostri una prospettiva concreta di distribuzione o sfruttamento.

Sono ammessi, ad esempio:

  • contratto di distribuzione;
  • deal memo;
  • lettera di impegno alla distribuzione;
  • contratto di pre-acquisto;
  • contratto di coproduzione;
  • accordo con broadcaster;
  • accordo con piattaforma SVOD;
  • accordo con piattaforma VOD.

Una semplice lettera di interesse non è sufficiente.

Il bando vuole quindi finanziare opere che presentino già un percorso credibile verso il mercato.

Quanto finanzia il Film TV Fund

Il contributo viene concesso a:

fondo perduto.

L’importo minimo concedibile è:

50.000 euro.

Il massimale varia invece in funzione della tipologia dell’opera.

Fino a 150.000 euro

Il contributo può arrivare fino a:

150.000 euro

per:

opere di animazione singole televisive e web.

Fino a 300.000 euro

Il contributo massimo sale a:

300.000 euro

per:

  • lungometraggi di finzione;
  • opere di finzione singole televisive;
  • opere di finzione singole web.

Fino a 400.000 euro

Il massimale più elevato è:

400.000 euro

per:

  • lungometraggi di animazione;
  • opere di animazione seriali televisive e web;
  • opere di finzione seriali televisive e web.

Attenzione: il 70% non vale per tutte le spese

Il bando non applica una percentuale unica all’intero budget.

Il contributo viene calcolato in maniera differente in funzione della tipologia di costo.

Questo è un punto fondamentale per costruire correttamente il piano economico.

70% sul personale dipendente cinematografico residente in Piemonte

Il contributo può raggiungere il:

70%

per determinate spese relative al personale dipendente residente in Piemonte appartenente alle categorie professionali previste dai CCNL del settore audiovisivo indicati dal bando.

Si tratta quindi della categoria che beneficia dell’intensità più elevata.

La misura vuole in questo modo favorire direttamente l’impiego delle professionalità locali.

40% per altro personale dipendente

Per altre figure professionali del comparto cinematografico assunte come dipendenti e residenti in Piemonte il contributo è invece pari al:

40% delle spese ammissibili.

40% per professionisti con partita IVA

Sono finanziabili al:

40%

le prestazioni rese da:

professionisti del settore cinematografico con partita IVA residenti in Piemonte.

Possono quindi rientrare numerose professionalità coinvolte nella produzione, purché siano rispettate le condizioni indicate dal bando.

40% per fornitori piemontesi

Il contributo è pari al:

40%

anche per le spese sostenute presso fornitori di beni e servizi che abbiano:

  • sede legale;
  • oppure sede operativa

in Piemonte.

Questo meccanismo spinge le produzioni a utilizzare la filiera regionale.

Quali spese vengono considerate

Le categorie principali sono:

  1. personale dipendente residente in Piemonte;
  2. professionisti cinematografici con partita IVA residenti in Piemonte;
  3. fornitori di beni e servizi piemontesi.

Le spese devono essere direttamente legate alla produzione audiovisiva oggetto della domanda.

Esempi di costi legati alla produzione

In funzione del progetto possono rientrare servizi e costi relativi a:

  • troupe;
  • tecnici;
  • maestranze;
  • professionisti cinematografici;
  • scenografia;
  • costumi;
  • casting;
  • servizi tecnici;
  • noleggio attrezzature;
  • studi e location;
  • trasporti funzionali alla produzione;
  • alloggi necessari alla produzione;
  • servizi di post-produzione;
  • montaggio;
  • VFX;
  • animazione;
  • rendering;
  • compositing;
  • altri servizi direttamente collegati all’opera.

L’ammissibilità deve comunque essere verificata sulla singola voce di costo.

Locazione di appartamenti, veicoli e attrezzature

Tra le forniture di servizi possono rientrare anche locazioni semplici necessarie alle esigenze della produzione, comprese quelle relative a:

  • appartamenti;
  • autoveicoli;
  • attrezzature;
  • beni mobili;
  • immobili.

Devono però essere strettamente funzionali alla produzione finanziata.

Non vengono finanziati gli acquisti di beni durevoli

Una distinzione importante riguarda il noleggio rispetto all’acquisto.

Il bando non finanzia l’acquisto di:

  • computer;
  • tablet;
  • telefoni;
  • elettrodomestici;
  • autoveicoli;
  • macchinari;
  • attrezzature durevoli.

Non finanzia inoltre la costruzione o ristrutturazione di studi cinematografici.

L’obiettivo è sostenere il costo della produzione, non l’acquisto patrimoniale di attrezzature aziendali.

Spese “sopra la linea”

Il bando individua anche le cosiddette spese “sopra la linea”, tipiche della contabilità cinematografica.

Per queste voci l’importo massimo imputabile al progetto è:

100.000 euro, IVA esclusa.

È quindi importante strutturare correttamente il piano dei costi e distinguere le diverse categorie professionali.

Le spese devono essere sostenute in Piemonte

Il principio di fondo è molto chiaro:

il contributo viene calcolato sulla spesa generata sul territorio piemontese.

Una grande produzione con budget complessivo di diversi milioni di euro non riceve quindi il contributo sull’intero costo dell’opera.

Conta la parte di investimento effettivamente realizzata in Piemonte attraverso:

  • lavoratori piemontesi;
  • professionisti piemontesi;
  • fornitori piemontesi;
  • servizi e attività effettuati sul territorio.

Il progetto non deve essere già iniziato in Piemonte

Questo è probabilmente il requisito operativo più importante.

Alla data di presentazione della domanda l’impresa deve dichiarare di:

non avere ancora iniziato i lavori della produzione in Piemonte.

Non deve inoltre aver sottoscritto un impegno giuridicamente vincolante che determini l’avvio della produzione sul territorio.

Il primo contratto vincolante rilevante ai fini della produzione piemontese deve essere successivo alla domanda.

Le spese diventano ammissibili dalla domanda

Le spese possono essere considerate ammissibili a partire dalla:

data di presentazione della domanda.

Questo significa che la società che intende accedere al Film TV Fund dovrebbe verificare il bando prima di contrattualizzare troupe, professionisti e fornitori piemontesi.

Un avvio anticipato può determinare la perdita dell’intero contributo.

Gli studi preparatori possono essere effettuati prima

Non tutte le attività precedenti alla domanda determinano però l’avvio del progetto.

Il bando chiarisce che attività preparatorie come:

  • richiesta di permessi;
  • studi di fattibilità

non sono considerate automaticamente “avvio dei lavori”.

È comunque opportuno verificare con particolare attenzione contratti, lettere di incarico e ordini prima della candidatura.

Durata del progetto

Per le opere di finzione, la rendicontazione finale deve essere presentata entro:

18 mesi dal provvedimento di concessione.

Per i progetti di animazione il periodo disponibile è più ampio:

24 mesi dalla concessione.

Sono possibili proroghe, ma devono essere motivate, richieste e autorizzate secondo le procedure previste.

Obbligo di sostenibilità ambientale

Il Piemonte Film TV Fund integra anche il principio europeo DNSH – Do No Significant Harm.

Il beneficiario deve sottoscrivere un:

protocollo disciplinare di sviluppo sostenibile per la certificazione della produzione audiovisiva.

Per i progetti di finzione il protocollo deve essere sottoscritto prima dell’inizio delle riprese.

Per l’animazione deve essere sottoscritto prima dell’inizio delle lavorazioni.

Alla rendicontazione dovrà inoltre essere presentato l’esito positivo di un audit finale effettuato da un ente certificatore.

Il progetto deve avere valenza culturale

Il Film TV Fund è un incentivo industriale, ma riguarda opere culturali.

La produzione deve quindi superare un apposito test di valenza culturale.

Tra gli elementi considerati rientrano:

  • opera tratta da un’opera letteraria o teatrale italiana o europea;
  • tematiche storiche, sociali, artistiche o culturali italiane o europee;
  • riferimento a personalità italiane o europee di rilevanza culturale;
  • ambientazione totale o parziale in Piemonte;
  • dialoghi originali in lingua italiana o nelle lingue delle minoranze piemontesi;
  • presenza significativa di talenti creativi italiani o europei.

Per ottenere il riconoscimento della valenza culturale devono ricorrere almeno due delle condizioni previste.

Come viene valutata la domanda

La procedura non è a sportello cronologico.

Le domande vengono sottoposte a tre fasi:

  1. ammissibilità formale;
  2. ammissibilità sostanziale;
  3. valutazione di merito e tecnico-finanziaria.

La valutazione viene effettuata con il supporto di un Comitato di Valutazione, nel quale sono presenti anche esperti del comparto cinematografico e audiovisivo.

Punteggio minimo 50 su 100

Per entrare nella graduatoria finanziabile il progetto deve ottenere almeno:

50 punti su 100.

Le eventuali premialità vengono aggiunte successivamente.

Un progetto che non raggiunge i 50 punti non può essere finanziato anche se sono ancora disponibili risorse.

Qualità artistica e produttiva

La valutazione prende in considerazione la qualità complessiva del progetto.

Vengono analizzati elementi come:

  • note di regia;
  • note di produzione;
  • originalità della storia;
  • solidità della struttura narrativa;
  • qualità della sceneggiatura;
  • sviluppo dei personaggi;
  • qualità grafica nel caso dell’animazione.

Esperienza del team

Sono valutate anche le credenziali professionali di:

  • autori;
  • sceneggiatori;
  • regista;
  • attori principali;
  • autori grafici;
  • direttore della fotografia;
  • montatore;
  • costumista;
  • scenografo;
  • compositori;
  • responsabili VFX;
  • altre figure chiave della produzione.

La qualità del team ha quindi un peso rilevante nella graduatoria.

Ricaduta economica sul Piemonte

Un’altra parte significativa del punteggio deriva dalla capacità della produzione di generare investimento nel territorio.

Viene valutato il valore complessivo delle spese ammissibili effettuate in Piemonte.

Più elevato è l’investimento regionale, maggiore può essere il punteggio ottenuto.

Sono inoltre valutati:

  • rapporto tra investimento piemontese e budget complessivo;
  • utilizzo di personale residente in Piemonte;
  • coinvolgimento delle maestranze locali;
  • numero di giorni di ripresa in regione;
  • quantità di lavorazioni di animazione effettuate in Piemonte.

La produzione fuori Torino può essere premiata

Per i progetti di finzione viene considerata anche la quota delle riprese effettuate sul territorio piemontese oltre 40 km dal capoluogo regionale.

Il criterio mira a distribuire le ricadute economiche del settore audiovisivo anche sul resto del Piemonte.

Una produzione ambientata o realizzata in altre province può quindi ottenere un vantaggio in fase di valutazione.

Distribuzione e coproduzioni incidono sul punteggio

Vengono valutate anche:

  • qualità e rilevanza degli accordi di coproduzione;
  • qualità degli accordi di distribuzione;
  • capacità del progetto di accedere ai mercati;
  • posizionamento nazionale e internazionale dell’opera.

Non conta quindi soltanto quanto si spende: la Regione vuole finanziare progetti con reali prospettive produttive e commerciali.

Capacità economico-finanziaria dell’impresa

Viene inoltre analizzata la solidità finanziaria del richiedente attraverso una specifica score card basata sugli ultimi due esercizi approvati.

Il sistema considera i dati economici e patrimoniali dell’impresa attribuendo un punteggio alla capacità di sostenere finanziariamente il progetto.

Questo è uno dei motivi per cui il bando richiede almeno due bilanci chiusi e approvati.

Cosa succede in caso di parità

Se due o più progetti ottengono lo stesso punteggio, viene data precedenza alla produzione che presenta:

il maggiore investimento complessivo ammissibile in Piemonte.

Ancora una volta viene quindi valorizzata la reale ricaduta economica sul territorio regionale.

Come presentare la domanda

La candidatura deve essere compilata esclusivamente attraverso il sistema regionale:

FINanziamenti DOMande – FINDOM.

La piattaforma è raggiungibile attraverso il catalogo dei servizi della Regione Piemonte.

La pratica deve essere trasmessa entro:

02/10/2026 alle ore 12:00.

Firma digitale obbligatoria

La documentazione deve essere sottoscritta digitalmente dal:

  • legale rappresentante;
  • oppure soggetto espressamente delegato.

Il bando richiede il riconoscimento della firma digitale in formato:

CAdES – .p7m.

Le domande che non rispettano le modalità di firma indicate vengono considerate irricevibili.

Documentazione da predisporre

Il bando mette a disposizione numerosi modelli specifici.

Tra i principali documenti figurano:

  • domanda telematica;
  • Application Form per progetti di finzione;
  • Application Form per animazione;
  • piano finanziario;
  • prospetto dei costi di produzione;
  • attestazione bancaria sulla disponibilità finanziaria;
  • dichiarazione relativa alla dimensione di PMI;
  • dichiarazioni antimafia;
  • dichiarazione sul cumulo degli aiuti;
  • eventuale delega del legale rappresentante.

La preparazione della pratica richiede quindi un vero lavoro di progettazione economico-finanziaria e produttiva.

Attestazione bancaria

Tra gli allegati previsti figura anche una specifica:

attestazione bancaria di disponibilità.

Questo documento è collegato alla necessità di dimostrare la sostenibilità finanziaria della produzione e la disponibilità delle risorse necessarie alla sua realizzazione.

La copertura finanziaria deve quindi essere organizzata prima della candidatura.

Una domanda per sessione

In linea generale non possono essere presentate più domande di contributo nell’ambito della stessa sessione.

È possibile sostituire una precedente domanda dichiarando espressamente che il nuovo invio annulla il precedente.

Il medesimo soggetto può tuttavia partecipare a progetti differenti assumendo ruoli diversi, ad esempio come produttore principale in un progetto e come coproduttore minoritario o produttore esecutivo in un altro, secondo le condizioni del bando.

Riserva del 25% per micro e piccole imprese

La misura prevede che:

il 25% della dotazione sia riservato alle micro e piccole imprese.

Per la seconda sessione da 3 milioni questo meccanismo tutela quindi una quota delle risorse a favore delle realtà produttive di minori dimensioni.

Possibili ulteriori risorse per circa 920.000 euro

All’apertura della seconda sessione la Regione Piemonte ha comunicato l’intenzione di recuperare circa:

920.000 euro

provenienti da:

  • rinunce;
  • revoche;
  • riduzioni di contributi precedentemente concessi.

Queste risorse potrebbero essere rese nuovamente disponibili per il settore, incrementando la capacità finanziaria della sessione.

Fino alla formalizzazione amministrativa dell’incremento è comunque prudente considerare come dotazione certa della seconda sessione i 3 milioni di euro ufficialmente stanziati.

Checklist pratica prima di presentare il progetto

Prima di procedere con la candidatura è opportuno verificare:

  • qualifica di micro, piccola o media impresa;
  • impresa costituita da almeno 2 anni;
  • almeno due bilanci chiusi e approvati;
  • codice attività compatibile con produzione cinematografica e audiovisiva;
  • qualifica di produttore indipendente;
  • ruolo di produttore, coproduttore o produttore esecutivo;
  • sede o unità locale in Piemonte oppure impegno ad aprirla;
  • produzione non ancora avviata in Piemonte;
  • assenza di contratti vincolanti che determinino l’avvio in Piemonte prima della domanda;
  • tipologia di opera ammessa;
  • esclusione di documentari, cortometraggi, reality, format e pubblicità;
  • almeno 10 giorni di ripresa in Piemonte per la finzione;
  • lavorazioni minime previste in Piemonte per l’animazione;
  • copertura finanziaria già disponibile per almeno il 30% del costo a copia campione;
  • contratto, deal memo o altro accordo valido di distribuzione/pre-acquisto/coproduzione;
  • budget della produzione;
  • budget specifico delle spese in Piemonte;
  • personale piemontese previsto;
  • professionisti con partita IVA piemontesi;
  • fornitori piemontesi;
  • piano di lavorazione;
  • cronoprogramma;
  • note di produzione;
  • note di regia;
  • sceneggiatura e documentazione artistica;
  • accordi di distribuzione;
  • accordi di coproduzione;
  • piano finanziario;
  • attestazione bancaria;
  • documentazione antimafia;
  • verifica del cumulo con altri incentivi;
  • protocollo di sostenibilità ambientale;
  • predisposizione alla certificazione finale;
  • firma digitale CAdES;
  • invio tramite FINDOM entro il 2 ottobre 2026.

Scheda rapida – Piemonte Film TV Fund 2026, seconda sessione

Nome ufficiale: Aiuti a imprese cinematografiche e audiovisive – Piemonte Film TV Fund anno 2026

Ente proponente: Regione Piemonte

Programma: PR FESR Piemonte 2021-2027

Beneficiari: micro, piccole e medie imprese della produzione cinematografica e audiovisiva

Anzianità minima: 2 anni

Bilanci richiesti: almeno 2 chiusi e approvati

Settore: produzione cinematografica, video e programmi televisivi

Area dell’investimento: Piemonte

Possibilità per imprese esterne: sì, con apertura di unità locale piemontese nei termini previsti

Dotazione seconda sessione: 3.000.000 euro

Riserva micro e piccole imprese: 25%

Possibile incremento annunciato: circa 920.000 euro, previa formalizzazione

Contributo: fondo perduto

Contributo minimo: 50.000 euro

Massimo opere animazione singole TV/web: 150.000 euro

Massimo lungometraggi di finzione e opere singole di finzione TV/web: 300.000 euro

Massimo lungometraggi animati e opere seriali: 400.000 euro

Percentuale personale dipendente qualificato residente in Piemonte: 70%

Altro personale dipendente residente in Piemonte: 40%

Professionisti con partita IVA residenti in Piemonte: 40%

Fornitori con sede in Piemonte: 40%

Apertura seconda sessione: 31/08/2026 ore 9:00

Scadenza: 02/10/2026 ore 12:00

Procedura: valutativa a graduatoria

Punteggio minimo: 50/100

Presentazione: piattaforma FINDOM della Regione Piemonte

Durata rendicontazione finzione: entro 18 mesi dalla concessione

Durata animazione: entro 24 mesi dalla concessione

Requisito finzione: almeno 10 giorni di riprese in Piemonte

Copertura finanziaria minima alla domanda: 30% del costo a copia campione

Produzioni escluse: documentari, cortometraggi, reality, talent, game show, format, reportage, pubblicità ed eventi.

Atamai può supportare la preparazione della candidatura

Il Piemonte Film TV Fund richiede una combinazione di progettazione artistica, struttura finanziaria, pianificazione della produzione e corretta costruzione del budget delle ricadute piemontesi.

Un errore nella data di avvio della produzione, nella copertura finanziaria, nei contratti con i fornitori o nella classificazione delle spese può compromettere l’ammissibilità del progetto.

Atamai può affiancare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nell’analisi della struttura economico-finanziaria, nell’organizzazione delle spese ammissibili e nella predisposizione della documentazione necessaria per la candidatura.

Per una prima verifica del progetto:

Atamai – info@atamai.it