Emilia-Romagna, 2,7 milioni per progetti su pari opportunità e contrasto alla violenza di genere
La Regione Emilia-Romagna ha aperto il nuovo bando biennale per la realizzazione di progetti rivolti alla promozione e al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere, riferito alle annualità 2027 e 2028. La misura dispone complessivamente di 2,7 milioni di euro, suddivisi in 1,35 milioni per il 2027 e altrettanti per il 2028, e consente di ottenere un contributo regionale fino all’80% del costo complessivo del progetto. Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 dell’8 settembre 2026 alle ore 13:00 del 6 ottobre 2026.
Un bando rivolto a enti locali e Terzo settore, non direttamente alle imprese
Il primo elemento da chiarire è la platea dei beneficiari. Possono presentare domanda gli enti locali dell’Emilia-Romagna, singolarmente oppure in forma associata, le Organizzazioni di volontariato – ODV, le Associazioni di promozione sociale – APS e gli altri enti del Terzo settore iscritti al RUNTS nelle sezioni previste dal bando. Per gli enti del Terzo settore è inoltre richiesta una sede in Emilia-Romagna, lo svolgimento di attività sul territorio regionale e uno statuto che contempli almeno una delle finalità richieste: diffusione delle pari opportunità e dell’eguaglianza tra i generi, valorizzazione della condizione femminile oppure prevenzione e contrasto della violenza e delle discriminazioni sessiste.
Le imprese, pertanto, non possono presentare autonomamente una domanda come beneficiarie. Il bando valorizza però la costruzione di reti e collaborazioni tra soggetti pubblici e privati. Nei progetti in partenariato il beneficiario rimane il soggetto capofila ammesso dal bando e le spese agevolabili devono essere sostenute e rendicontate dal beneficiario. Questo rende la misura interessante soprattutto per enti territoriali, associazioni e organizzazioni che vogliano costruire iniziative insieme a scuole, soggetti sociali, realtà culturali e altri partner del territorio.
Due grandi aree di intervento
Il programma regionale individua due obiettivi generali. Il primo è dedicato alla diffusione di una cultura plurale delle diversità e della non discriminazione, alla promozione della parità tra donne e uomini e al superamento degli stereotipi di genere. Il secondo riguarda più direttamente la prevenzione e il contrasto della violenza e delle discriminazioni, con particolare attenzione alle donne che si trovano in condizioni di fragilità o vulnerabilità.
Nella prima area possono rientrare iniziative educative destinate soprattutto alle giovani generazioni, attività nelle scuole, nella formazione professionale, nello sport e nei luoghi di aggregazione, campagne di sensibilizzazione, eventi culturali e artistici e percorsi destinati a contrastare stereotipi e discriminazioni. Una parte specifica riguarda anche la violenza di genere e omotransfobica digitale, compresi fenomeni come molestie online, cyberstalking, diffusione non consensuale di contenuti intimi e hate speech.
La seconda area comprende invece interventi di prevenzione e protezione rivolti alle donne vittime di violenza, in particolare quando sussistono ulteriori condizioni di vulnerabilità legate, ad esempio, a età, disabilità, salute, marginalità sociale o privazione della libertà personale. Sono previste anche attività rivolte a donne migranti, richiedenti o titolari di protezione internazionale e vittime di pratiche lesive, con possibili interventi di alfabetizzazione, formazione, accompagnamento sociale, legale e lavorativo e sostegno alla genitorialità.
Quanto può valere il progetto
Il costo complessivo del progetto deve essere compreso tra 10.000 e 50.000 euro. La Regione può finanziare fino all’80% del costo complessivo. Ne deriva che, su un progetto da 50.000 euro, il contributo massimo teorico può raggiungere 40.000 euro, mentre il soggetto beneficiario deve garantire la copertura della quota residua.
Un aspetto interessante è che la parte non coperta dal contributo regionale non deve necessariamente essere costituita esclusivamente da risorse finanziarie: il bando consente di rendicontare il cofinanziamento anche attraverso la valorizzazione di risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto richiedente.
Il contributo dell’80% è comunque un massimo, non un diritto automatico. La Commissione regionale può proporre contributi inferiori a quelli richiesti e la concessione dipenderà dalla graduatoria e dalle risorse disponibili.
Progetti biennali da realizzare nel 2027 e 2028
I progetti devono essere avviati nel 2027 e concludersi tassativamente entro il 31 dicembre 2028. Sono ammissibili esclusivamente le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2027. Non vengono quindi finanziate attività o costi sostenuti nel 2026, anche se collegati alla preparazione del progetto.
Ogni soggetto proponente può presentare un solo progetto. Nel caso di partenariati, lo stesso soggetto può essere capofila di un progetto e partner al massimo di un ulteriore progetto; chi non opera come capofila può invece partecipare come partner a non più di due progetti.
Partenariati e reti territoriali danno più forza al progetto
La costruzione di una rete non è soltanto ammessa: è uno degli elementi direttamente valutati dalla Commissione. Fino a 15 punti vengono attribuiti alla programmazione integrata, considerando le collaborazioni tra soggetti pubblici e privati e la quantità e varietà dei partner coinvolti.
Questo significa che, a parità di qualità complessiva, un progetto costruito come iniziativa isolata può risultare meno competitivo di un progetto che coinvolga, ad esempio, un Comune, associazioni, scuole, servizi sociali, realtà sportive o culturali e altri attori territoriali.
La Regione assegna inoltre particolare valore agli interventi realizzati nei Comuni montani e nelle aree interne, che vengono espressamente richiamati nel bando come territori da valorizzare.
Quali spese sono ammesse
Il piano economico può comprendere i costi del personale dipendente del soggetto beneficiario impiegato nelle attività, compensi per prestazioni professionali, acquisizione di servizi, organizzazione di eventi e iniziative, produzione digitale, campagne di comunicazione e sensibilizzazione, seminari, workshop e formazione. Sono inoltre ammissibili altri costi direttamente collegati al progetto, come affitto di sale, allestimenti, service, noleggio di attrezzature e rimborsi ai volontari nei limiti previsti dal Codice del Terzo settore.
Per le associazioni del Terzo settore possono inoltre essere riconosciute spese generali di funzionamento fino al 7% del costo complessivo del progetto, comprese utenze, affitto della sede, materiali di consumo, pulizia e guardiania.
Molto limitate, invece, le spese per beni e attrezzature
Il bando non è pensato per finanziare investimenti patrimoniali. Le spese in conto capitale sono escluse. Sono ammessi beni, materiali, arredi e attrezzature soltanto quando indispensabili per lo svolgimento del progetto, con un valore massimo unitario di 516,46 euro e con un’incidenza complessiva che non può superare il 20% del costo del progetto.
È una limitazione importante: un bene che costa più di 516,46 euro non diventa ammissibile semplicemente imputandone al progetto una quota di 516,46 euro. Il bando specifica che in questo caso il bene è interamente escluso dalla rendicontazione.
Non sono inoltre finanziabili le spese relative alla gestione ordinaria dell’attività istituzionale del soggetto richiedente né i costi non direttamente riconducibili alle attività progettuali.
Un progetto da 50.000 euro: esempio pratico
Un Comune potrebbe costruire insieme ad associazioni e realtà del territorio un progetto biennale da 50.000 euro rivolto alle scuole secondarie. Il programma potrebbe comprendere formazione per studenti e docenti, attività sulla cittadinanza di genere, incontri sul cyberstalking e sulla violenza digitale, una campagna territoriale di sensibilizzazione e iniziative culturali.
Se il progetto venisse finanziato nella misura massima dell’80%, la Regione potrebbe riconoscere fino a 40.000 euro. Il soggetto proponente dovrebbe garantire i restanti 10.000 euro attraverso proprie risorse finanziarie oppure, nei limiti consentiti, mediante la valorizzazione delle risorse umane, dei beni e dei servizi messi a disposizione del progetto.
Come funziona la graduatoria
Non si tratta di un click day. Le domande vengono valutate da una Commissione regionale e inserite in graduatoria. Il sistema di valutazione prevede un massimo complessivo di 50 punti: fino a 15 per qualità e ampiezza delle collaborazioni, fino a 15 per rilevanza e qualità progettuale, fino a 10 per chiarezza e coerenza della proposta e fino a 10 per la qualità del piano economico-finanziario.
I progetti che ottengono meno di 25 punti vengono esclusi. Quelli che raggiungono almeno 25 punti sono considerati ammissibili, ma vengono finanziati soltanto entro la disponibilità delle risorse. Pertanto superare la soglia minima non garantisce automaticamente il contributo.
Questo rende particolarmente importante costruire bene sia il partenariato sia la descrizione del progetto: devono emergere chiaramente i bisogni territoriali, gli obiettivi, le attività, i destinatari, l’area geografica interessata e la coerenza tra azioni e budget.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso la piattaforma telematica regionale SIBER, utilizzando SPID di livello 2, CIE oppure CNS. Il legale rappresentante o il soggetto delegato deve preventivamente registrare l’ente o l’organizzazione nella piattaforma.
Al termine della compilazione viene prodotto un riepilogo PDF che deve essere scaricato, sottoscritto e nuovamente caricato. Il bando consente sia la firma digitale sia la firma autografa; in quest’ultimo caso deve essere allegata anche la copia del documento di identità del firmatario.
Per i progetti in partenariato devono essere inoltre caricate le lettere di adesione dei partner sottoscritte dai rispettivi legali rappresentanti.
Date da non perdere
La piattaforma accetta le domande dalle ore 10:00 dell’8 settembre 2026 alle ore 13:00 del 6 ottobre 2026. Le domande inviate in forma cartacea, fuori termine, prive della sottoscrizione richiesta o della documentazione obbligatoria vengono escluse. Eventuali integrazioni possono essere richieste dall’amministrazione soltanto per chiarire elementi formali e non sostanziali della domanda.
Come viene pagato il contributo
Il contributo viene liquidato in due fasi. La prima tranche, fino al 50% del contributo concesso, può essere erogata al termine del primo anno di attività, a fronte di una relazione sullo stato di avanzamento e sui costi sostenuti nel 2027, che deve essere presentata entro il 31 gennaio 2028.
La quota restante viene liquidata dopo la conclusione del progetto e la presentazione della relazione finale e della rendicontazione complessiva, da effettuare entro il 28 febbraio 2029. Per i soggetti tenuti al DURC, la Regione acquisisce d’ufficio la verifica della regolarità contributiva.
Il contributo regionale deve essere reso visibile
Tutti i materiali cartacei, informativi e video prodotti nell’ambito delle attività finanziate devono riportare la dicitura “Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna” e il logo regionale. I beneficiari possono inoltre essere chiamati a partecipare ad attività regionali dedicate alla presentazione dei risultati dei progetti.
Per chi può essere realmente interessante
Questa misura è molto interessante per Comuni, Unioni di Comuni, APS, ODV e altri ETS già attivi sui temi sociali, educativi, culturali e di inclusione. È particolarmente adatta a soggetti che dispongono già di una rete territoriale e che possono costruire un progetto biennale strutturato insieme ad altre realtà.
Per Atamai e per una normale clientela PMI, invece, va classificata diversamente rispetto agli altri bandi che stiamo seguendo: non è un incentivo aziendale e non finanzia investimenti produttivi, software, macchinari o consulenze per la trasformazione dell’impresa. Può diventare interessante solo quando esiste un cliente o un partner appartenente al mondo degli enti locali o del Terzo settore.
Checklist operativa
- verificare che il proponente sia un ente locale oppure un ETS appartenente a una delle categorie ammesse;
- per gli ETS, controllare iscrizione al RUNTS, sede in Emilia-Romagna e finalità previste nello statuto;
- individuare uno degli obiettivi e delle azioni prioritarie del bando;
- definire un progetto da almeno 10.000 e non oltre 50.000 euro;
- prevedere attività nel 2027 e 2028, con conclusione entro il 31 dicembre 2028;
- considerare ammissibili soltanto costi sostenuti dal 1° gennaio 2027;
- costruire, quando possibile, una rete qualificata di partner pubblici e privati;
- verificare l’eventuale localizzazione in Comuni montani o aree interne;
- predisporre un piano economico coerente e dettagliato;
- limitare beni e attrezzature a 516,46 euro per singolo bene e al 20% del costo totale;
- per le associazioni del Terzo settore, rispettare il limite del 7% sulle spese generali;
- assicurare la copertura della quota di cofinanziamento non coperta dalla Regione;
- registrare preventivamente il soggetto proponente sulla piattaforma SIBER;
- predisporre e sottoscrivere le lettere di adesione dei partner;
- inviare la domanda entro le ore 13:00 del 6 ottobre 2026.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Bando per la presentazione di progetti rivolti alla promozione ed al conseguimento delle pari opportunità ed al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere – annualità 2027/2028
Ente: Regione Emilia-Romagna
Normativa di riferimento: L.R. Emilia-Romagna n. 6/2014
Dotazione: 2.700.000 euro
Annualità: 1.350.000 euro per il 2027 e 1.350.000 euro per il 2028
Beneficiari: enti locali, ODV, APS e altri ETS ammessi
Imprese beneficiarie: no
Costo minimo progetto: 10.000 euro
Costo massimo progetto: 50.000 euro
Contributo massimo: fino all’80%
Contributo teorico massimo per progetto: 40.000 euro
Procedura: valutativa a graduatoria
Soglia minima: 25 punti su 50
Spese ammissibili: dal 1° gennaio 2027
Conclusione progetto: entro il 31 dicembre 2028
Apertura: 8 settembre 2026, ore 10:00
Scadenza: 6 ottobre 2026, ore 13:00
Piattaforma: SIBER Regione Emilia-Romagna
Prima rendicontazione: entro 31 gennaio 2028
Rendicontazione finale: entro 28 febbraio 2029
Atamai può supportare enti e organizzazioni nella verifica del bando, nella strutturazione del progetto, nella costruzione del piano economico e nell’organizzazione della documentazione necessaria per la candidatura. Per una prima valutazione: info@atamai.it