Fondo StartER Emilia-Romagna 2026

Fondo StartER Emilia-Romagna 2026: finanziamenti fino a 500.000 euro, 75% a tasso zero per nuove imprese e professionisti

La Regione Emilia-Romagna riapre nell’autunno 2026 il Fondo StartER, lo strumento di finanza agevolata del PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027 dedicato alla nascita, allo sviluppo e al consolidamento delle nuove attività economiche. La nuova finestra per la presentazione delle domande è prevista dalle ore 11:00 del 12 ottobre 2026 alle ore 16:00 del 30 novembre 2026, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse. Il Fondo consente di finanziare fino al 100% del progetto, con operazioni da 20.000 a 500.000 euro, attraverso un mutuo chirografario nel quale normalmente il 75% dell’importo è finanziato con risorse pubbliche a tasso zero e il restante 25% attraverso una banca convenzionata. Per le imprese femminili la quota pubblica a tasso zero sale all’80%.

Il Fondo StartER non è quindi un tradizionale contributo a fondo perduto: è uno strumento pensato per ridurre sensibilmente il costo finanziario degli investimenti di giovani imprese, professionisti e nuove attività che devono acquistare macchinari, software, immobili strumentali, brevetti, allestimenti, sostenere costi di avviamento oppure realizzare programmi di crescita e innovazione. La Regione lo inserisce nel Fondo Multiscopo del PR FESR, gestito dall’ATI composta da Artigiancredito, come mandataria, e BNL – Banca Nazionale del Lavoro, come mandante.

Chi può accedere al Fondo StartER

Il nucleo principale dei beneficiari è costituito dalle micro e piccole imprese iscritte al Registro delle Imprese da non più di cinque anni alla data di presentazione della domanda e con unità locale nella quale viene realizzato il progetto situata in Emilia-Romagna. L’unità locale deve risultare nella visura camerale e deve essere qualificata come attiva prima dell’autorizzazione all’erogazione del finanziamento. Possono partecipare anche soggetti con la sola iscrizione al REA e liberi professionisti, purché siano attivi da non oltre cinque anni e realizzino il progetto in Emilia-Romagna.

La misura riguarda quindi non soltanto startup innovative in senso giuridico: può essere utilizzata anche da una normale nuova impresa manifatturiera, commerciale o di servizi, da un professionista o da un’attività nata da pochi anni che intenda effettuare un investimento strutturato.

Imprese femminili: quota a tasso zero elevata all’80%

Il trattamento è più favorevole per le imprese femminili. La documentazione del gestore stabilisce che per queste imprese la quota di provvista pubblica a tasso zero sale dal 75% all’80%. La Regione Emilia-Romagna, nella comunicazione ufficiale sulla riapertura 2026 del Fondo Multiscopo, ha inoltre precisato che l’intervento sulle imprese femminili opera indipendentemente dall’anzianità dell’impresa.

Questo è un elemento particolarmente rilevante: per una normale impresa StartER il limite dei cinque anni rappresenta uno dei requisiti principali; per l’imprenditoria femminile la Regione ha invece previsto un accesso più ampio, coerentemente con l’Azione 1.3.6 del PR FESR dedicata al sostegno dell’imprenditoria femminile.

Quali settori possono partecipare

Il Fondo non è limitato alle imprese industriali. Il gestore ammette numerose sezioni della classificazione ATECO 2025, comprese attività estrattive, manifattura, energia, acqua e gestione rifiuti, costruzioni, commercio, trasporto e logistica, alloggio e ristorazione, editoria e produzione di contenuti, telecomunicazioni e informatica, attività immobiliari, professionali e scientifiche, servizi amministrativi, istruzione e formazione, salute e assistenza sociale, attività artistiche, sportive e di intrattenimento e altri servizi. Sono escluse le attività principali appartenenti alle sezioni non indicate dal Fondo.

Va quindi verificato il codice ATECO principale dell’impresa prima di costruire il progetto.

Come funziona il finanziamento

Il Fondo può finanziare il 100% del progetto ammesso. Il finanziamento assume la forma di mutuo chirografario e può avere una durata compresa tra 18 e 96 mesi, comprendendo un periodo di preammortamento massimo di 18 mesi. L’importo minimo è pari a 20.000 euro e quello massimo a 500.000 euro.

Caratteristica Fondo StartER
Investimento finanziabile 20.000 – 500.000 €
Copertura fino al 100%
Quota pubblica ordinaria 75%
Tasso quota pubblica 0%
Quota bancaria ordinaria 25%
Quota pubblica imprese femminili 80%
Durata 18–96 mesi
Preammortamento massimo 18 mesi
Tasso quota bancaria Euribor 6 mesi + spread max 4,99%

La quota bancaria viene finanziata da uno degli istituti aderenti alla convenzione e il tasso applicabile non può superare Euribor 6 mesi più 4,99% di spread.

Esempio: progetto da 100.000 euro

Una nuova impresa che presenta un investimento ammesso di 100.000 euro può teoricamente ottenere il finanziamento dell’intero progetto. In condizioni ordinarie 75.000 euro vengono finanziati a tasso zero attraverso le risorse pubbliche del Fondo e 25.000 euro attraverso la banca convenzionata.

Per un’impresa femminile, invece, la struttura può diventare 80.000 euro a tasso zero e 20.000 euro di quota bancaria.

Esempio: investimento massimo da 500.000 euro

Su un progetto ammesso pari al limite massimo di 500.000 euro, una nuova impresa ordinaria può ottenere 375.000 euro a tasso zero e 125.000 euro tramite la banca.

Nel caso di un’impresa femminile, la quota a tasso zero può salire a 400.000 euro, mentre la quota bancaria si riduce a 100.000 euro.

Questo rende particolarmente interessante il Fondo per investimenti di dimensione significativa nei primi anni di attività.

Macchinari, impianti e attrezzature

Il Fondo finanzia l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, hardware e software strettamente funzionali all’attività.

Una nuova impresa manifatturiera può quindi utilizzare StartER per realizzare una parte importante del proprio impianto produttivo, acquistare macchine utensili, linee di produzione, sistemi di automazione e tecnologie necessarie per l’avvio o la crescita dell’attività.

L’intervento è particolarmente coerente con progetti che introducono tecnologie innovative, manifattura digitale e strumenti ICT evoluti. Il gestore indica espressamente tra gli obiettivi l’introduzione e l’utilizzo efficace di software e tecnologie innovative per la manifattura digitale.

Software, hardware e digitalizzazione

Sono finanziabili anche hardware e software funzionali al progetto. Questo permette di inserire sistemi come ERP, CRM, MES, software tecnici, applicativi verticali, infrastrutture informatiche e altre soluzioni digitali quando risultano coerenti con il piano industriale dell’impresa.

Per una software house, un’impresa di servizi o un’attività professionale può quindi diventare rilevante anche la componente immateriale dell’investimento e non soltanto quella relativa a beni fisici.

Immobili strumentali

Una caratteristica molto interessante rispetto a molti altri bandi riguarda gli immobili. Sono ammissibili interventi su immobili strumentali, compresi:

acquisto, ampliamento e ristrutturazione.

Il Fondo può quindi accompagnare anche un progetto imprenditoriale che richiede l’acquisizione o l’adeguamento della sede produttiva.

Naturalmente l’immobile deve essere realmente strumentale all’attività finanziata e l’operazione deve rispettare tutte le condizioni previste dalle linee guida.

Brevetti, licenze, marchi e avviamento

Tra le spese finanziabili figurano:

brevetti, licenze, marchi e avviamento.

Questo permette di sostenere anche operazioni nelle quali il valore dell’investimento deriva in parte da asset immateriali.

È possibile, ad esempio, finanziare la componente di avviamento nell’ambito dell’acquisizione di un’azienda o di un ramo d’azienda. Le FAQ precisano tuttavia che, in tale situazione, sono ammissibili i costi relativi all’avviamento, mentre le attrezzature usate non sono finanziabili.

Fiere e promozione

Il Fondo ammette anche spese relative alla:

partecipazione a fiere e interventi promozionali.

Questo rende possibile costruire un progetto nel quale la fase di investimento produttivo sia accompagnata dalle attività necessarie per presentare nuovi prodotti, entrare in nuovi mercati o sostenere il lancio dell’impresa.

Consulenze specialistiche

Sono finanziabili le consulenze tecniche e specialistiche direttamente collegate al progetto.

Possono quindi rientrare attività di progettazione, supporto tecnico, organizzazione, sviluppo tecnologico e altre consulenze necessarie all’investimento, purché adeguatamente motivate e documentate.

Personale dedicato al progetto

Il piano può comprendere anche le spese del personale adibito al progetto.

È una previsione importante per startup e nuove imprese nelle quali una parte significativa del costo di sviluppo non deriva soltanto dall’acquisto di beni, ma dal lavoro delle persone coinvolte nel progetto.

Materiali e scorte

Sono finanziabili anche:

materiali e scorte.

Questa possibilità rende lo strumento particolarmente adatto alle prime fasi della vita aziendale, quando la necessità finanziaria comprende anche la costituzione delle scorte necessarie per avviare l’attività.

Canoni di locazione

Possono essere inserite nel progetto anche le spese relative alla locazione dei locali utilizzati dall’impresa, purché la sede principale o l’unità locale risulti dalla visura camerale.

Il Fondo può quindi contribuire indirettamente anche alla copertura di alcune spese caratteristiche della fase di startup.

Limite del 50% per alcune spese

Non tutte le categorie possono però rappresentare l’intero progetto. Le spese relative a:

  • consulenze;
  • personale;
  • materiali e scorte;
  • locazione;
  • documentazione tecnica per domanda e rendicontazione

non possono complessivamente superare il 50% del finanziamento richiesto.

Almeno una parte significativa dell’investimento deve quindi essere costituita dalle componenti più strutturali del progetto.

Le spese devono essere successive alla domanda

Uno dei vincoli più importanti è temporale: i giustificativi di spesa relativi al progetto devono avere data successiva alla presentazione della domanda.

Questo significa che una nuova impresa che sta programmando un investimento dovrebbe verificare l’accesso al Fondo prima di procedere con fatture relative ai beni che intende finanziare.

Le spese già sostenute prima della presentazione rischiano di rimanere fuori dal progetto.

Serve la banca già prima della domanda

Il Fondo StartER è uno strumento di finanza agevolata e non può essere trattato come una semplice domanda di contributo. Tra gli allegati obbligatori indicati dal gestore figura infatti la delibera bancaria.

L’impresa deve quindi rivolgersi preventivamente a uno degli istituti convenzionati e ottenere una valutazione creditizia coerente con l’investimento.

Tra gli istituti aderenti figurano, tra gli altri, BPER Banca, BNL, Crédit Agricole, Monte dei Paschi di Siena, La Cassa di Ravenna, Banca di Imola, Emil Banca, BCC Felsinea e numerose altre banche del territorio.

Questo è un passaggio fondamentale: un progetto tecnicamente ammissibile deve essere anche bancabile.

Business plan obbligatorio

Tra i documenti richiesti figura anche il:

business plan.

La domanda deve quindi spiegare non soltanto che cosa si intende acquistare, ma come l’investimento contribuisce alla crescita dell’attività e in che modo l’impresa sarà in grado di sostenere il finanziamento.

Il gestore richiede inoltre un piano previsionale economico-finanziario, la situazione contabile dell’impresa, documentazione relativa agli affidamenti bancari, preventivi e documenti economici dei richiedenti e degli eventuali garanti.

DNSH obbligatorio

Il Fondo è finanziato con risorse europee del PR FESR e il progetto deve quindi rispettare il principio:

Do No Significant Harm – DNSH.

La modulistica specifica DNSH deve essere allegata alla domanda e successivamente verificata in fase di rendicontazione.

Il progetto deve pertanto essere costruito tenendo conto anche delle condizioni ambientali previste dalla programmazione europea.

Regime di aiuto

L’agevolazione generata dalla quota pubblica a tasso zero può essere concessa secondo il Regolamento generale di esenzione n. 651/2014, nelle condizioni previste per le nuove imprese, oppure in regime de minimis ai sensi del Regolamento UE 2023/2831.

Nel caso del de minimis, non viene contabilizzato come aiuto l’intero finanziamento nominale: il gestore calcola l’Equivalente Sovvenzione Lordo – ESL, cioè il vantaggio economico prodotto dalla quota agevolata. L’ESL viene quindi considerato nel plafond de minimis dell’impresa unica, pari a 300.000 euro nel periodo previsto dal regolamento.

Rendicontazione del 50% entro quattro mesi

Come per il Fondo Energia, esiste un passaggio operativo particolarmente importante. Entro quattro mesi dalla concessione, l’impresa deve presentare una rendicontazione parziale pari ad almeno il 50% dell’importo ammesso e richiedere l’erogazione del finanziamento. In caso contrario può decadere dall’agevolazione.

Solo dopo la verifica della rendicontazione parziale il gestore autorizza la banca a procedere con l’erogazione del finanziamento.

Questo significa che l’impresa deve programmare correttamente anche la propria liquidità iniziale.

Dodici mesi per completare il progetto

L’investimento deve essere completato e rendicontato entro 12 mesi dalla concessione, salvo eventuali proroghe ammesse dal Fondo.

Alla conclusione devono essere presentate fatture, quietanze, documentazione bancaria, relazione finale e documentazione DNSH.

Inoltre i documenti di spesa devono riportare correttamente il CUP – Codice Unico di Progetto, che viene comunicato dal gestore entro cinque giorni lavorativi dall’assegnazione del protocollo della domanda.

Fondo Idrocarburi: fino a 30.000 euro a fondo perduto in alcuni territori

Al Fondo StartER è collegata un’ulteriore opportunità particolarmente interessante per le nuove attività con sede legale nei Comuni interessati dalle estrazioni di idrocarburi.

Il Fondo Idrocarburi dispone di circa 1,609 milioni di euro e può riconoscere un contributo a fondo perduto fino al 30% dei costi ammissibili, con un massimo di 30.000 euro per partita IVA, in complementarità con il Fondo StartER.

Si tratta quindi di una componente da verificare sempre quando la nuova impresa si trova in uno dei territori interessati: in alcuni casi StartER può fornire il finanziamento agevolato e il Fondo Idrocarburi aggiungere una componente a fondo perduto.

Un progetto concreto: nuova impresa manifatturiera

Una nuova società costituita da due anni potrebbe presentare un piano da 300.000 euro comprendente macchinari produttivi, software gestionale e MES, ristrutturazione della sede, hardware, consulenza tecnica e scorte iniziali.

Il Fondo potrebbe finanziare l’intero investimento. In condizioni ordinarie:

225.000 euro sarebbero a tasso zero e 75.000 euro sarebbero finanziati dalla banca convenzionata.

Nel caso di impresa femminile la quota a tasso zero potrebbe arrivare a:

240.000 euro, con soli 60.000 euro di quota bancaria.

Per quali imprese è particolarmente interessante

Il Fondo StartER è particolarmente adatto a imprese nei primi anni di vita che devono sostenere investimenti superiori alla capacità finanziaria ordinaria dei soci. Può risultare efficace per nuove attività manifatturiere, imprese tecnologiche, software house, attività commerciali, laboratori, studi professionali, imprese di servizi e società che devono acquistare o ristrutturare immobili, introdurre nuovi macchinari, sviluppare prodotti o creare una struttura commerciale.

È particolarmente interessante quando il progetto combina beni strumentali e capitale circolante iniziale, poiché il Fondo ammette anche personale, scorte, locazioni, consulenze e attività promozionali entro i limiti previsti.

Checklist operativa prima del 12 ottobre

  • verificare che l’impresa sia micro o piccola;
  • verificare l’anzianità dell’impresa e l’eventuale qualifica di impresa femminile;
  • controllare il codice ATECO principale;
  • verificare l’unità locale in Emilia-Romagna;
  • definire un investimento compreso tra 20.000 e 500.000 euro;
  • predisporre il business plan;
  • costruire il piano economico-finanziario;
  • raccogliere i preventivi;
  • non anticipare le spese che devono essere successive alla domanda;
  • verificare il limite del 50% per consulenze, personale, scorte, affitto e documentazione tecnica;
  • individuare una banca convenzionata;
  • ottenere la delibera bancaria;
  • verificare il merito creditizio;
  • predisporre la documentazione DNSH;
  • verificare il regime di aiuto e il plafond de minimis;
  • verificare l’eventuale accesso al Fondo Idrocarburi;
  • predisporre firma digitale;
  • pianificare almeno il 50% delle spese entro quattro mesi dalla concessione;
  • prevedere la conclusione del progetto entro 12 mesi.

Scheda rapida – Fondo StartER Emilia-Romagna 2026

Nome: Fondo StartER – Fondo Multiscopo Emilia-Romagna
Programma: PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027
Finalità: nascita, consolidamento e crescita di nuove imprese
Beneficiari ordinari: micro e piccole imprese costituite da non oltre 5 anni, soggetti REA e professionisti entro 5 anni di attività
Territorio: Emilia-Romagna
Finanziamento minimo: 20.000 euro
Finanziamento massimo: 500.000 euro
Copertura: fino al 100% del progetto
Quota pubblica ordinaria: 75% a tasso zero
Quota bancaria ordinaria: 25%
Imprese femminili: quota pubblica a tasso zero fino all’80%
Tasso quota privata: Euribor 6 mesi + spread massimo 4,99%
Durata: 18-96 mesi
Preammortamento: massimo 18 mesi
Apertura nuova finestra: 12 ottobre 2026 ore 11:00
Scadenza: 30 novembre 2026 ore 16:00, salvo esaurimento anticipato
Spese: immobili strumentali, macchinari, hardware, software, arredi, brevetti, licenze, marchi, avviamento, fiere, promozione, consulenza, personale, scorte e locazioni
Delibera bancaria: obbligatoria nella domanda
Rendicontazione parziale: almeno 50% entro quattro mesi dalla concessione
Conclusione investimento: entro 12 mesi dalla concessione
Gestore: ATI Fondo Multiscopo – Artigiancredito e BNL
Fondo Idrocarburi collegato: fino al 30% a fondo perduto, massimo 30.000 euro, per le attività che rispettano i requisiti territoriali specifici.

Nota sulla nuova finestra autunnale: alla data del 14 settembre 2026 il sito del gestore StartER riporta ancora la call precedente come chiusa e annuncia che è in preparazione la prossima apertura; le date 12 ottobre-30 novembre 2026 sono già pubblicate dalla Città Metropolitana di Bologna e da soggetti territoriali che stanno comunicando la riapertura.

Atamai può affiancare le nuove imprese nella verifica dei requisiti, nella costruzione del piano degli investimenti, nell’analisi delle spese ammissibili e nella predisposizione della documentazione necessaria per la pratica e il rapporto con l’istituto finanziatore. Per informazioni: info@atamai.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).