Internazionalizzazione PMI Firenze 2026: contributi del 50% fino a 7.000 euro per fiere, export manager, marchi e marketing estero
La Camera di Commercio di Firenze riapre il 24 settembre 2026 l’intervento a sostegno dell’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese della Città metropolitana di Firenze. La misura finanzia il 50% delle spese ammissibili sostenute dalle imprese per rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, con contributi differenti per fiere in Italia, fiere all’estero e altri servizi per l’export. Il massimale complessivo ottenibile da una singola impresa è pari a 7.000 euro, oltre a una premialità una tantum di 250 euro quando ricorrono determinate condizioni.
L’elemento più attuale è la riapertura dello sportello. Il disciplinare originario indicava l’apertura dal 19 giugno 2026, ma dopo l’utilizzo delle prime risorse la Camera ha disposto un rifinanziamento di 253.000 euro e ha comunicato che sarà possibile presentare nuove domande dalle ore 11:00 del 24 settembre 2026 alle ore 16:00 del 31 dicembre 2026, salvo chiusura anticipata per esaurimento dei fondi. La scheda ufficiale continua a riportare anche la dotazione originaria di 247.170 euro: il dato da tenere presente per la riapertura di settembre è quindi il nuovo rifinanziamento comunicato dalla Camera, senza sommare automaticamente i due importi come se fossero tutti ancora disponibili.
Quanto finanzia il bando
Il contributo è pari al 50% delle spese ammissibili, al netto dell’IVA, con una spesa minima complessiva di 1.000 euro. I massimali variano in funzione della tipologia di intervento: Linea 1 – Fiere in Italia: massimo 2.000 euro; Linea 2 – Fiere UE ed extra UE: massimo 5.000 euro; Linea 3 – Altre spese per l’internazionalizzazione: massimo 2.500 euro. Anche quando l’impresa utilizza più linee contemporaneamente, il contributo complessivo non può superare 7.000 euro.
Per esempio, 4.000 euro di spese ammesse per una fiera internazionale in Italia generano il contributo massimo della Linea 1, pari a 2.000 euro. Una fiera in Germania da 10.000 euro può invece generare il massimo di 5.000 euro della Linea 2. Se alla stessa fiera all’estero si aggiungono 5.000 euro di spese ammesse della Linea 3, il calcolo teorico sarebbe 5.000 + 2.500 euro, ma interviene il limite complessivo per impresa: il contributo rimane quindi 7.000 euro.
Premialità aggiuntiva di 250 euro
È prevista una premialità una tantum di 250 euro per le imprese che possiedono almeno una delle condizioni indicate dal disciplinare: rating di legalità, certificazione della parità di genere in corso di validità, qualifica di società benefit oppure impresa giovanile. Per quest’ultima categoria deve essere presente nella compagine sociale almeno un giovane sotto i 35 anni, nato dal 1° gennaio 1991 in poi; ai fini di questa specifica premialità gli assetti proprietari devono essere costituiti soltanto da persone fisiche.
La formulazione del disciplinare prevede una sola premialità da 250 euro e non una somma di 250 euro per ciascun requisito posseduto. Il bonus deve inoltre rispettare il limite del 100% delle spese ammissibili e i massimali previsti dalla disciplina de minimis.
Chi può partecipare
Sono ammesse le micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici che abbiano sede legale e/o unità locale nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Firenze e risultino iscritte e attive nel Registro delle Imprese. Non sono invece sufficienti la sola iscrizione al REA o la mera presenza sul territorio senza una sede o unità locale registrata.
L’impresa deve inoltre essere in regola con diritto annuale camerale e DURC, non trovarsi in liquidazione o nelle procedure di crisi indicate dal disciplinare, non incorrere nelle cause di esclusione antimafia o nelle sanzioni che impediscono di contrarre con la Pubblica Amministrazione e, quando soggetta all’obbligo, deve avere stipulato la polizza assicurativa contro i danni da eventi catastrofali prevista dalla legge. La polizza deve essere in corso di validità e deve essere allegata alla pratica, salvo l’esonero previsto per le imprese agricole.
Registrazione a SostegnoExport obbligatoria prima della domanda
C’è un requisito preliminare che non deve essere trascurato: prima della presentazione della domanda l’impresa deve aver compilato il proprio profilo e il questionario export sul portale SostegnoExport, nell’ambito del progetto SEI – Sostegno all’export dell’Italia. La Camera considera questo adempimento come prova dell’avvio di un percorso di supporto all’internazionalizzazione.
La mancanza del profilo e del questionario non è una semplice irregolarità integrabile successivamente: determina l’irricevibilità della domanda. È quindi un controllo da fare prima ancora di predisporre la pratica su ReStart.
Linea 1: fiere internazionali svolte in Italia
La Linea 1 finanzia la partecipazione a mostre e fiere, comprese quelle digitali, che si svolgono in Italia e sono inserite nel Calendario 2026 delle Manifestazioni Fieristiche Internazionali. Sono ammesse la quota di iscrizione e le spese per l’allestimento. È espressamente esclusa la Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze.
Il contributo è sempre pari al 50%, ma con un massimo di 2.000 euro per questa linea. Per raggiungerlo occorrono pertanto almeno 4.000 euro di spese riconosciute.
Linea 2: fiere nell’Unione europea e nei Paesi extra UE
Più elevato è il massimale per le manifestazioni fieristiche realizzate all’estero. Sono ammesse fiere fisiche o digitali nei Paesi UE ed extra UE, compresi espressamente Svizzera, Principato di Monaco, Liechtenstein, Andorra e San Marino.
Tra le spese riconoscibili figurano la realizzazione degli spazi espositivi, il noleggio e l’allestimento dello stand, interpretariato e hostess, quota di partecipazione o iscrizione, trasporto dei prodotti destinati alla manifestazione e relativa assicurazione. Il contributo massimo della Linea 2 è pari a 5.000 euro, corrispondente quindi a una spesa ammissibile di almeno 10.000 euro.
Acconti per fiere pagati prima del 2026
Il disciplinare contiene una deroga utile per le fiere: quando una manifestazione si svolge a partire dal 1° gennaio 2026, possono essere ammesse anche spese anticipate, come gli acconti per iscrizione o stand, sostenute prima del 1° gennaio 2026.
La deroga riguarda specificamente le manifestazioni delle Linee 1 e 2 e consente, per esempio, di presentare una quota di iscrizione pagata nel 2025 per una fiera effettuata nel 2026.
Linea 3: certificazioni necessarie per vendere all’estero
La terza linea raccoglie numerose spese differenti e arriva a un contributo massimo di 2.500 euro, sempre pari al 50% della spesa ammessa. Una prima categoria riguarda l’ottenimento o il rinnovo di certificazioni di prodotto necessarie per esportare in determinati Paesi o utilizzare specifici canali commerciali esteri, come la grande distribuzione organizzata.
Questa voce può essere particolarmente utile per imprese manifatturiere che hanno già individuato un mercato o cliente estero ma devono sostenere costi di certificazione per rendere il prodotto commercializzabile.
Protezione di marchi e brevetti all’estero
Sono finanziabili anche le spese per la protezione all’estero di marchi e brevetti dell’impresa.
Il contributo può quindi accompagnare il percorso export anche dal punto di vista della proprietà industriale. Per un’impresa che sta entrando in un nuovo mercato, registrare preventivamente il marchio o estendere la protezione brevettuale può essere una componente essenziale della strategia internazionale.
Digital Export Manager
Il disciplinare ammette le spese sostenute per lo sviluppo delle competenze interne attraverso l’utilizzo di un Digital Export Manager.
Si tratta di una voce interessante per le PMI che non dispongono internamente di una vera struttura export e vogliono acquisire competenze commerciali e digitali per affrontare i mercati internazionali in modo più organizzato.
B2B e incontri con buyer internazionali
Sono finanziabili le spese per partecipare a incontri d’affari in presenza svolti all’estero tra buyer internazionali e operatori nazionali.
Questa categoria non coincide con la partecipazione fieristica: può riguardare missioni e programmi B2B strutturati nei quali l’impresa incontra potenziali clienti, distributori o partner.
Showroom e test di mercato
Il bando riconosce anche i test di mercato attraverso esposizione di prodotti in showroom o altre location idonee, in funzione della tipologia di prodotto.
La misura può quindi sostenere iniziative finalizzate a testare concretamente l’interesse commerciale verso un prodotto prima di effettuare investimenti più consistenti sul mercato estero.
Assistenza legale, contrattuale e doganale
Sono ammesse consulenze specialistiche direttamente legate all’internazionalizzazione, comprese attività di:
- assistenza legale per la finalizzazione di contratti d’affari;
- consulenza organizzativa;
- assistenza contrattuale;
- assistenza tecnico-specialistica;
- supporto per la partecipazione a gare europee e internazionali;
- consulenza in materia di fiscalità internazionale;
- consulenza doganale.
Non si tratta quindi di una generica consulenza aziendale, ma di servizi specificamente collegati a operazioni commerciali internazionali.
Marketing digitale all’estero: attenzione, sono ammesse soltanto le spese vive delle piattaforme
Una delle categorie più interessanti riguarda le campagne di marketing digitale in lingua straniera rivolte esclusivamente a Paesi esteri. Il disciplinare stabilisce però una limitazione precisa: sono finanziabili soltanto le spese vive per la realizzazione delle campagne fatturate direttamente dalle piattaforme.
Questo significa che, per esempio, può essere riconosciuta la spesa pubblicitaria fatturata dalla piattaforma utilizzata per una campagna rivolta al mercato francese o tedesco, mentre non va automaticamente considerato ammissibile il compenso dell’agenzia che gestisce la campagna. Alla domanda devono inoltre essere allegati i report delle campagne realizzate.
Il progetto deve essere già concluso e pagato
Questo è probabilmente l’elemento operativo più importante della misura. L’intervento camerale è strutturato per finanziare attività già realizzate: insieme alla domanda devono essere presentate le fatture relative alle spese sostenute e le rispettive quietanze.
Quindi non è il classico bando nel quale l’impresa presenta preventivi, aspetta la concessione e successivamente realizza l’investimento. Qui il percorso è sostanzialmente inverso:
attività → fattura → pagamento → domanda di contributo.
Alla data di presentazione le fatture devono risultare già completamente quietanzate.
Pagamenti ammessi
Sono riconosciuti i pagamenti documentabili mediante:
- bonifico bancario;
- ricevuta bancaria RI.BA.;
- bancomat;
- carta di credito collegata a un conto aziendale;
- assegno bancario non trasferibile.
Per ciascuna modalità devono essere prodotti i documenti che provano l’effettivo addebito.
Non sono invece mai ammissibili i pagamenti:
- in contanti;
- mediante compensazione;
- effettuati da un soggetto terzo rispetto all’impresa beneficiaria.
Attenzione ai fornitori collegati
Non vengono ammesse le fatture emesse da soggetti che abbiano legali rappresentanti, amministratori o soci in comune con l’impresa richiedente.
È quindi opportuno verificare preventivamente eventuali rapporti societari tra beneficiario e fornitore, in particolare quando i servizi vengono acquistati da aziende appartenenti allo stesso gruppo o riconducibili agli stessi soci.
Una sola domanda per impresa
Ogni impresa può presentare una sola domanda di contributo nell’ambito della misura.
Conviene quindi raccogliere nella stessa pratica tutte le spese già sostenute che risultano ammissibili e che si intende portare a contributo, tenendo conto dei massimali delle tre linee e del limite complessivo di 7.000 euro.
Un’impresa può utilizzare più linee
Il disciplinare non limita la domanda a una sola categoria di spesa. È quindi possibile, all’interno della stessa pratica, combinare più interventi.
Un’impresa potrebbe per esempio avere:
- 4.000 euro per una fiera internazionale in Italia;
- 8.000 euro per una fiera in Francia;
- 5.000 euro tra Digital Export Manager e certificazione di prodotto.
Il contributo teorico sarebbe:
- 2.000 euro sulla Linea 1;
- 4.000 euro sulla Linea 2;
- 2.500 euro sulla Linea 3.
Il totale teorico sarebbe 8.500 euro, ma scatterebbe il massimale complessivo di 7.000 euro.
Esempio: fiera in Germania
Una PMI fiorentina partecipa a una fiera di settore a Monaco sostenendo:
- 3.000 euro per lo spazio;
- 3.000 euro per l’allestimento;
- 1.500 euro per trasporto prodotti;
- 500 euro per assicurazione;
- 2.000 euro per altri servizi ammessi.
Spesa totale: 10.000 euro.
Il contributo è pari al 50%, quindi:
5.000 euro, corrispondenti al massimo della Linea 2.
Esempio: export manager e certificazione
Una PMI sostiene:
- 3.000 euro per un Digital Export Manager;
- 2.000 euro per una certificazione necessaria all’ingresso in un mercato estero.
Spesa totale: 5.000 euro.
Entrambe le voci appartengono alla Linea 3. Il 50% corrisponde a:
2.500 euro, cioè il massimo previsto per questa linea.
Esempio: advertising sul mercato francese
Un’impresa realizza una campagna digitale in lingua francese rivolta esclusivamente al mercato francese.
La piattaforma pubblicitaria fattura direttamente all’impresa 3.000 euro di investimento media.
Se la documentazione e i report soddisfano i requisiti, il contributo teorico è:
1.500 euro.
Se invece l’agenzia fattura separatamente 1.500 euro per strategia, creatività e gestione della campagna, tale costo non deve essere automaticamente incluso: il disciplinare specifica che per questa voce sono riconosciute le sole spese vive fatturate dalle piattaforme.
Regime de minimis e divieto di cumulo sulle stesse spese
Il contributo viene concesso nel regime de minimis previsto dal Regolamento UE 2023/2831. È quindi necessario verificare la posizione dell’impresa unica rispetto al plafond disponibile.
Il disciplinare adotta inoltre una regola di cumulo piuttosto restrittiva: le agevolazioni non sono cumulabili sulle stesse spese con altri aiuti di Stato, altri aiuti de minimis o misure generali, comprese quelle di natura fiscale.
Procedura a sportello: conta l’ordine cronologico
Le pratiche vengono istruite seguendo l’ordine cronologico di invio. Le imprese in regola vengono ammesse e liquidate fino all’esaurimento delle risorse. Le domande che risultano ammissibili ma non possono essere finanziate per esaurimento dei fondi vengono collocate in una lista d’attesa; in caso di nuovo stanziamento potranno essere successivamente istruite.
Non si tratta quindi di una graduatoria nella quale vince il progetto con il punteggio più alto: a parità di ammissibilità, il momento di presentazione ha un peso concreto.
Con la riapertura fissata alle ore 11:00 del 24 settembre 2026, un’impresa che ha già realizzato e pagato le spese dovrebbe quindi arrivare all’apertura con tutta la documentazione pronta.
Come presentare domanda
La pratica deve essere trasmessa esclusivamente attraverso la piattaforma gratuita ReStart di InfoCamere, selezionando:
“Camera Commercio Firenze – Intervento internazionalizzazione 2026”.
Per la riapertura di settembre la finestra va:
dalle ore 11:00 del 24 settembre 2026
alle ore 16:00 del 31 dicembre 2026,
salvo esaurimento anticipato delle risorse.
La domanda può essere inviata dal legale rappresentante oppure da un intermediario delegato. La documentazione deve essere firmata digitalmente nel formato richiesto dal disciplinare.
Documenti da allegare
La pratica comprende principalmente:
- modulo di domanda firmato digitalmente;
- fatture elettroniche relative alle spese;
- quietanze di pagamento;
- report delle campagne di marketing digitale, quando presenti;
- dichiarazione sostitutiva relativa alla normativa antimafia;
- copia della polizza catastrofale, quando obbligatoria;
- copia della certificazione della parità di genere, se utilizzata per ottenere la premialità;
- modello riepilogativo generato dalla piattaforma e firmato digitalmente.
Il nuovo CUP deve essere integrato nelle fatture
Dopo la verifica della regolarità della pratica, la Camera attribuisce il Codice Unico di Progetto – CUP, che deve essere riportato sulle fatture presentate. Poiché le fatture esistono già al momento della domanda, l’impresa riceverà dalla Camera le istruzioni per integrarle attraverso il servizio web disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.
La Camera assegna 5 giorni lavorativi per fornire il documento denominato “Elenco Codici CUP” ottenuto dal servizio dell’Agenzia delle Entrate. È quindi un passaggio successivo alla domanda che deve essere seguito con attenzione.
Tempi dell’istruttoria
Una volta completata l’istruttoria e l’integrazione del CUP, le domande vengono ammesse e liquidate fino all’esaurimento dei fondi. Il disciplinare prevede il provvedimento del dirigente competente entro 60 giorni, subordinatamente anche alla verifica della regolarità contributiva.
Checklist operativa
- verificare la qualifica di MPMI;
- verificare sede legale o unità locale nella Città metropolitana di Firenze;
- verificare iscrizione e attività nel Registro Imprese;
- verificare DURC;
- verificare diritto annuale camerale;
- verificare polizza catastrofale;
- creare il profilo sul portale SostegnoExport;
- compilare il questionario export;
- verificare che le attività siano già state realizzate;
- raccogliere tutte le fatture;
- verificare che tutte le fatture siano già pagate;
- controllare la tracciabilità dei pagamenti;
- escludere pagamenti in contanti o effettuati da terzi;
- verificare eventuali rapporti societari con i fornitori;
- individuare correttamente Linea 1, Linea 2 e Linea 3;
- verificare che le fiere italiane siano nel calendario internazionale ammesso;
- per advertising estero, separare le spese vive di piattaforma dalle altre attività di agenzia;
- preparare i report delle campagne digitali;
- verificare eventuale rating di legalità, parità di genere, società benefit o requisito giovanile;
- verificare il plafond de minimis;
- controllare che le stesse spese non siano agevolate da altri incentivi;
- predisporre firma digitale;
- preparare la pratica prima delle ore 11:00 del 24 settembre;
- dopo la domanda, monitorare la comunicazione del CUP;
- integrare tempestivamente il CUP sulle fatture secondo le istruzioni camerali.
Scheda rapida – Internazionalizzazione Firenze 2026
Ente: Camera di Commercio di Firenze
Territorio: Città metropolitana di Firenze
Beneficiari: MPMI di tutti i settori economici
Agevolazione: 50% a fondo perduto
Spesa minima: 1.000 euro
Linea 1 – Fiere Italia: massimo 2.000 euro
Linea 2 – Fiere UE ed extra UE: massimo 5.000 euro
Linea 3 – Altre spese export: massimo 2.500 euro
Massimo complessivo impresa: 7.000 euro
Premialità: +250 euro una tantum
Dotazione originaria indicata dal disciplinare: 247.170 euro
Rifinanziamento comunicato per la riapertura: 253.000 euro
Nuova apertura: 24 settembre 2026 ore 11:00
Scadenza: 31 dicembre 2026 ore 16:00
Procedura: a sportello, ordine cronologico
Domanda: ReStart InfoCamere
Profilo SostegnoExport: obbligatorio prima della domanda
Stato delle spese: interventi già realizzati, fatture già emesse e quietanzate
Regime: de minimis
Cumulo: non ammesso sulle stesse spese con altri aiuti o misure fiscali.
Il bando è particolarmente interessante per le PMI che hanno già sostenuto nel 2026 costi per fiere, export manager, certificazioni, tutela dei marchi, B2B, showroom, consulenza internazionale o advertising sui mercati esteri. La riapertura del 24 settembre non serve quindi a programmare un investimento futuro: è soprattutto l’occasione per recuperare una parte di costi di internazionalizzazione già sostenuti e pagati.
Atamai può supportare le imprese nella verifica delle spese già sostenute, nell’inquadramento tra le tre linee di intervento e nella predisposizione della documentazione necessaria per la domanda. Per informazioni: info@atamai.it
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).