Bando Metalmeccanica Veneto 2026

Bando Metalmeccanica Veneto 2026: contributo dell’80% fino a 20.000 euro per sostituire e mettere in sicurezza le macchine

La Regione del Veneto, con il supporto di Azienda Zero, ha aperto il Bando Metalmeccanica 2026, una misura da 4 milioni di euro destinata alle imprese del settore metalmeccanico che intendono sostituire macchinari obsoleti o migliorare le condizioni di sicurezza delle macchine utilizzate nei propri stabilimenti. Il contributo è a fondo perduto e può coprire fino all’80% della spesa ammissibile, con un massimo di 20.000 euro per impresa, IVA compresa. Le domande possono essere presentate dal 22 settembre al 22 ottobre 2026 esclusivamente attraverso la piattaforma telematica indicata da Azienda Zero.

Il bando nasce nell’ambito delle politiche regionali per la prevenzione degli infortuni sul lavoro ed è finanziato utilizzando parte dei proventi delle sanzioni irrogate dagli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto. L’obiettivo è molto specifico: intervenire sul rischio derivante dall’utilizzo di macchine vecchie, obsolete o caratterizzate da livelli di sicurezza inferiori agli standard oggi disponibili. Non si tratta quindi di un generico incentivo per acquistare nuovi macchinari produttivi: l’investimento deve essere direttamente collegato al miglioramento della sicurezza.

4 milioni di euro, con una riserva importante per le imprese fino a 25 addetti

La dotazione complessiva è pari a 4.000.000 di euro. La presentazione tecnica ufficiale della Regione stabilisce che il 70% delle risorse è destinato alle imprese con un numero di addetti pari o inferiore a 25, mentre il restante 30% è riservato alle imprese con più di 25 addetti. Le risorse sono inoltre suddivise territorialmente fra le nove Aziende ULSS del Veneto.

Il meccanismo produce quindi 18 graduatorie distinte: nove aree territoriali ULSS, ciascuna separata nelle due fasce dimensionali. Per una piccola azienda metalmeccanica veneta questa struttura è particolarmente interessante, perché non deve competere direttamente nella stessa graduatoria con le imprese di maggiori dimensioni.

Contributo dell’80% fino a 20.000 euro

Il contributo viene riconosciuto in conto capitale e può raggiungere l’80% delle spese effettivamente rendicontate, senza comunque superare né le spese indicate nel progetto né il limite massimo di 20.000 euro per impresa. L’erogazione avviene in un’unica soluzione dopo la completa realizzazione e rendicontazione dell’intervento.

Alcuni esempi aiutano a comprendere il meccanismo:

Spesa ammissibile 80% teorico Contributo
10.000 € 8.000 € 8.000 €
15.000 € 12.000 € 12.000 €
20.000 € 16.000 € 16.000 €
25.000 € 20.000 € 20.000 €
40.000 € 32.000 € 20.000 €

Per raggiungere il contributo massimo è quindi sufficiente un progetto con almeno 25.000 euro di spesa ammissibile.

Quali imprese possono partecipare

Possono presentare domanda le imprese che dispongono di sede legale, sede operativa o almeno un’unità locale attiva nel Veneto e svolgono, come attività prevalente o secondaria, una delle attività metalmeccaniche comprese nell’Allegato 2 del bando. L’elenco interessa principalmente i codici ATECO 2025 riconducibili alle divisioni 24, 25, 28, 29 e 30, quindi metallurgia e prima trasformazione dei metalli, prodotti in metallo, macchinari e apparecchiature, automotive e altri mezzi di trasporto.

L’impresa deve inoltre risultare in pieno esercizio, non essere in liquidazione e rispettare gli obblighi contributivi, fiscali e previdenziali. Sono richiesti il DURC regolare, il rispetto degli obblighi previsti dalla legge sul collocamento mirato delle persone con disabilità e, per le imprese con oltre 50 dipendenti, gli obblighi relativi al rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile.

Due categorie principali di intervento

Il bando distingue sostanzialmente due grandi situazioni.

1. Sostituzione delle macchine prive di marcatura CE

La prima possibilità riguarda le macchine non marcate CE. In questo caso il bando finanzia la sostituzione con relativa rottamazione della vecchia macchina e l’acquisto di una macchina nuova analoga. La nuova macchina deve essere coerente con quella sostituita per denominazione generale, funzione e caratteristiche tecniche.

Non è quindi possibile utilizzare questa linea semplicemente per ampliare la capacità produttiva acquistando un macchinario completamente diverso. Deve esistere un rapporto effettivo di sostituzione tra la vecchia macchina pericolosa o obsoleta e quella nuova.

Per un’azienda che possiede ancora un vecchio tornio, una pressa, una fresatrice, una cesoia, una piegatrice o un’altra macchina antecedente all’obbligo di marcatura CE, questa può essere la fattispecie più interessante.

2. Miglioramento o sostituzione di vecchie macchine marcate CE

La seconda categoria riguarda macchine costruite in conformità alla precedente Direttiva 89/392/CEE e immesse sul mercato prima del 29 dicembre 2009 a livello europeo o del 6 marzo 2010 a livello nazionale. Per queste macchine il bando consente sia interventi di miglioramento delle condizioni di sicurezza, sia la loro sostituzione.

Questo amplia sensibilmente la platea delle potenziali imprese interessate. Non è necessario che la macchina sia completamente priva di marcatura CE: possono essere candidati anche determinati macchinari CE relativamente vecchi sui quali sia possibile dimostrare un miglioramento significativo della sicurezza.

Quali interventi di sicurezza possono essere finanziati

La documentazione tecnica regionale cita diversi esempi collegati ai Requisiti Essenziali di Sicurezza – RES. Possono assumere particolare rilievo interventi sui ripari degli organi mobili, interblocchi di sicurezza, barriere fotoelettriche, sistemi laser multiraggio sulle presse piegatrici, dispositivi di comando posti fuori dalle zone pericolose, sistemi per il sezionamento delle energie elettrica, pneumatica e idraulica e interventi destinati a ridurre i rischi meccanici o quelli derivanti dalla caduta o proiezione di materiali.

Non basta quindi affermare genericamente che la macchina sarà “messa a norma”. Il progetto deve descrivere tecnicamente quale rischio esiste prima dell’intervento, quale modifica viene realizzata e quale miglioramento concreto della sicurezza viene ottenuto.

Macchine più recenti escluse

Non sono finanziabili gli interventi di sostituzione riguardanti macchine recenti già conformi alla Direttiva 2006/42/CE. Sono inoltre esclusi i veicoli a motore, le macchine semoventi con operatore a bordo, gli impianti generali che non siano installati a bordo macchina e l’acquisto di semplici accessori isolati.

È escluso anche il semplice acquisto di una nuova macchina quando non ricorrono le condizioni di sostituzione previste dal bando. Questo aspetto è fondamentale: il Bando Metalmeccanica non deve essere confuso con un normale incentivo agli investimenti produttivi.

Sono finanziabili anche interventi già realizzati negli ultimi tre anni

Una delle caratteristiche più interessanti della misura è la possibilità di recuperare interventi già realizzati.

Sono ammissibili i progetti effettuati nei 36 mesi antecedenti la data di scadenza del bando, quindi a partire dal 22 ottobre 2023. Per i nuovi interventi, invece, l’impresa dispone di 12 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie per completare il progetto.

Questo significa che il bando merita di essere verificato anche da imprese che negli ultimi tre anni hanno già:

  • sostituito una vecchia macchina non CE;
  • rottamato una macchina obsoleta acquistandone una nuova equivalente;
  • effettuato importanti modifiche di sicurezza su vecchie macchine CE;
  • installato nuovi ripari e sistemi di protezione;
  • aggiornato comandi e dispositivi di sicurezza;
  • realizzato interventi sui sistemi pneumatici, idraulici o elettrici della macchina.

Non bisogna quindi limitare la ricerca alle imprese che stanno programmando un nuovo investimento nel 2026.

Spese ammissibili

Sono ammesse innanzitutto le spese per l’acquisto dei beni e dei macchinari direttamente collegati all’intervento. Possono inoltre essere riconosciute le attività svolte da consulenti, progettisti, tecnici abilitati o imprese esterne quando siano direttamente connesse alla realizzazione del progetto.

Il contributo può coprire le spese di consulenza tecnica, assistenza e installazione fino a un massimo pari al 20% dell’importo del contributo stesso. Se, per esempio, viene riconosciuto il contributo massimo di 20.000 euro, la quota di contributo riferibile a queste attività può arrivare fino a 4.000 euro.

Una domanda può comprendere più macchine

Il progetto può interessare una o più macchine, ma ogni impresa può presentare una sola richiesta di contributo. Se l’azienda possiede sedi o unità produttive comprese nel territorio di differenti ULSS, dovrà inoltre scegliere una sola linea territoriale sulla quale presentare la candidatura.

La scelta delle macchine da inserire nella domanda merita quindi attenzione. Non è sempre conveniente inserire automaticamente ogni intervento possibile: il sistema di graduatoria premia infatti alcune caratteristiche tecniche e soprattutto la vetustà delle macchine.

Graduatoria fino a 200 punti: non è un click day

Il bando è valutativo a graduatoria, quindi la priorità non dipende semplicemente dall’ordine di arrivo delle domande. Il punteggio massimo è pari a 200 punti.

I criteri principali sono:

Criterio Punteggio massimo
Caratteristiche tecniche del progetto e RES 65 punti
Vetustà della macchina 65 punti
Dimensione dell’impresa 25 punti
Condivisione con RLS / Enti bilaterali 20 punti
Partecipazione al PMP Metalmeccanica 2023 15 punti
Conformità alle norme tecniche 10 punti
Totale 200 punti

A parità di punteggio viene data precedenza all’impresa con il minor numero di addetti; successivamente assumono rilievo i punteggi ottenuti nelle sezioni relative alle caratteristiche tecniche del progetto, alla vetustà, alla condivisione e alla partecipazione al Piano Mirato di Prevenzione.

Le macchine più vecchie valgono fino a 65 punti

La vetustà della macchina è uno degli elementi che incidono maggiormente sulla graduatoria. La griglia regionale prevede:

  • macchine senza marcatura CE: 65 punti;
  • macchine CE fino al 31 dicembre 2000: 60 punti;
  • macchine CE dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2005: 50 punti;
  • macchine CE dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2010: 40 punti.

Quando l’intervento riguarda più macchine, il punteggio per la vetustà viene attribuito facendo riferimento alla macchina non marcata CE oppure a quella con la marcatura più risalente nel tempo.

Per questa ragione un’impresa che possiede ancora una macchina non CE può trovarsi in una posizione particolarmente interessante.

Conta molto anche la qualità tecnica del progetto

Altri 65 punti dipendono dalle caratteristiche dell’intervento di sicurezza. Il progetto viene quindi valutato non soltanto in funzione della spesa, ma soprattutto sulla base del miglioramento tecnico che viene apportato ai requisiti di sicurezza della macchina.

La relazione tecnica assume di conseguenza un ruolo centrale: deve permettere di capire la situazione precedente, i rischi presenti, gli interventi previsti e il risultato ottenuto dopo la modifica.

Relazione tecnica: attenzione perché è un documento decisivo

La documentazione di candidatura comprende una specifica relazione tecnica di progetto. Il testo del bando prevede che la sua omissione o incompletezza possa determinare l’inammissibilità e non possa essere semplicemente recuperata con il normale soccorso istruttorio.

Per questo motivo la pratica non dovrebbe essere costruita soltanto come domanda amministrativa. È necessario coordinare la parte relativa al contributo con chi conosce tecnicamente la macchina, i rischi e gli interventi necessari.

L’eventuale attestazione di conformità da parte di un tecnico abilitato assume inoltre rilievo nella sezione dedicata alla conformità alle norme tecniche, che può valere fino a 10 punti.

Proprietà o possesso delle macchine

La macchina deve essere riconducibile formalmente all’impresa richiedente. Nel caso in cui non sia di proprietà, il bando richiede la documentazione del possesso e, secondo il testo della misura, il possesso deve risultare acquisito da almeno tre anni prima della scadenza del bando.

Per le macchine molto vecchie può quindi diventare importante recuperare per tempo fatture di acquisto, libri cespiti, contratti, dichiarazioni e altri documenti che permettano di identificarne correttamente proprietà, origine e anzianità.

La rottamazione deve essere dimostrata

Nei progetti di sostituzione delle macchine non CE, la vecchia macchina deve essere effettivamente eliminata secondo le condizioni previste dal bando. In sede di rendicontazione deve quindi essere disponibile la documentazione necessaria a dimostrare la rottamazione o comunque la sostituzione secondo quanto previsto dalla misura.

Non è quindi sufficiente acquistare una macchina nuova lasciando la vecchia macchina produttiva nello stabilimento quando il progetto candidato è basato sulla sua sostituzione.

RLS, Enti bilaterali e Piano Mirato di Prevenzione possono aumentare il punteggio

Il bando premia anche la condivisione del progetto con il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza – RLS – e con gli organismi bilaterali, attribuendo fino a 20 punti. Ulteriori 15 punti possono derivare dalla partecipazione dell’impresa al Piano Mirato di Prevenzione Metalmeccanica 2023.

La logica della misura è quindi quella di valorizzare i progetti che nascono all’interno di un processo strutturato di gestione e miglioramento della sicurezza e non soltanto come semplice acquisto di un nuovo bene.

De minimis e divieto di doppio finanziamento

L’agevolazione è concessa nel regime de minimis previsto dal Regolamento UE 2023/2831. Prima della domanda va quindi verificato il plafond disponibile dell’impresa unica.

Il contributo non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici nazionali, regionali o europei sulle medesime spese ammissibili. Se, per esempio, la stessa fattura relativa alla macchina è stata già imputata integralmente a un altro incentivo pubblico, è necessario verificare con molta attenzione la compatibilità prima di includerla nella domanda.

Tempi: domanda entro il 22 ottobre, interventi entro 12 mesi e rendiconto entro 15

Il bando è stato pubblicato il 22 settembre 2026 e prevede una finestra di 30 giorni per la presentazione delle istanze. La scadenza è quindi il 22 ottobre 2026. Le domande devono essere inviate esclusivamente attraverso la piattaforma telematica Bandi SPISAL indicata dalla Regione e da Azienda Zero.

Dopo la graduatoria, i progetti non ancora realizzati devono essere completati entro 12 mesi. La documentazione finale di rendicontazione deve essere trasmessa entro 15 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie; dopo la verifica, il contributo viene liquidato in un’unica soluzione.

Esempio 1: sostituzione di una vecchia pressa non CE

Un’azienda metalmeccanica veneta possiede una vecchia pressa priva di marcatura CE e decide di sostituirla con una nuova macchina equivalente, rottamando quella esistente.

Costo complessivo ammissibile:

25.000 euro.

Contributo teorico:

25.000 × 80% = 20.000 euro.

L’impresa raggiunge quindi il massimale del bando. Inoltre, trattandosi di una macchina non marcata CE, il criterio relativo alla vetustà può attribuire 65 punti, il massimo previsto per questa sezione.

Esempio 2: adeguamento di una macchina CE del 2002

Un’impresa dispone di una macchina costruita nel 2002 secondo il precedente quadro normativo e realizza un intervento da 15.000 euro comprendente nuovi ripari, interblocchi, dispositivi di comando e sistemi per il sezionamento delle energie.

Il contributo teorico è:

15.000 × 80% = 12.000 euro.

La macchina rientra inoltre nella fascia 2001-2005, che attribuisce 50 punti per la vetustà. La posizione finale dipenderà poi dalla qualità tecnica dell’intervento e dagli altri criteri della graduatoria.

Esempio 3: intervento già effettuato nel 2024

Una PMI ha sostituito nel maggio 2024 una vecchia macchina non CE sostenendo una spesa ammissibile di 30.000 euro.

L’intervento rientra nella finestra dei 36 mesi precedenti il 22 ottobre 2026. L’80% della spesa sarebbe 24.000 euro, ma il contributo si ferma al massimo previsto:

20.000 euro.

È proprio questa retroattività che rende utile controllare anche gli investimenti storici dei clienti e non soltanto quelli programmati.

Quali aziende dovrebbero controllare subito il proprio parco macchine

Il primo screening dovrebbe essere molto pratico. È opportuno verificare soprattutto aziende che possiedono torni, frese, presse, presse piegatrici, cesoie, segatrici, trapani industriali, macchine utensili, linee di lavorazione o altre attrezzature produttive installate da molti anni.

Le situazioni più interessanti sono:

  • macchine senza marcatura CE;
  • macchine CE dei primi anni 2000;
  • macchine sulle quali sono stati già effettuati interventi di sicurezza dopo ottobre 2023;
  • macchine vecchie che l’impresa intende sostituire entro il prossimo anno;
  • imprese fino a 25 addetti, alle quali è riservata la quota maggiore delle risorse;
  • aziende che hanno partecipato al PMP Metalmeccanica 2023;
  • progetti già condivisi con RLS, RSPP o organismi bilaterali.

Checklist operativa

  • verificare sede o unità locale attiva in Veneto;
  • controllare il codice ATECO 2025 nell’Allegato 2;
  • verificare DURC e regolarità fiscale/previdenziale;
  • verificare eventuali obblighi L. 68/1999;
  • per aziende oltre 50 dipendenti verificare il rapporto sulla situazione del personale;
  • censire le macchine non CE;
  • censire le macchine CE anteriori al 2010;
  • verificare anno di costruzione e marcatura;
  • recuperare documentazione di proprietà o possesso;
  • individuare eventuali interventi già effettuati dal 22 ottobre 2023;
  • verificare se la vecchia macchina è stata o può essere rottamata;
  • individuare esattamente i miglioramenti RES;
  • predisporre la relazione tecnica;
  • coinvolgere RSPP e RLS;
  • verificare l’eventuale partecipazione al PMP 2023;
  • valutare l’attestazione di conformità tecnica;
  • verificare il plafond de minimis;
  • controllare eventuali altri contributi pubblici sulle stesse spese;
  • scegliere la corretta linea territoriale ULSS;
  • presentare una sola domanda entro il 22 ottobre 2026;
  • dopo la graduatoria completare l’intervento entro 12 mesi;
  • presentare la rendicontazione entro 15 mesi dalla graduatoria.

Scheda rapida – Bando Metalmeccanica Veneto 2026

Voce Dato
Ente Regione del Veneto / Azienda Zero
Finalità Sicurezza delle macchine nel settore metalmeccanico
Territorio Veneto
Dotazione 4.000.000 €
Contributo 80% a fondo perduto
Massimo 20.000 € per impresa
Spesa per raggiungere il massimo 25.000 €
Imprese ≤25 addetti 70% delle risorse
Imprese >25 addetti 30% delle risorse
Graduatorie 18, per ULSS e fascia dimensionale
Beneficiari Imprese metalmeccaniche con sede/unità locale in Veneto
ATECO Attività dell’Allegato 2, principalmente divisioni 24, 25, 28, 29 e 30
Macchine non CE Ammessa sostituzione con rottamazione
Macchine vecchie CE Ammessi miglioramento o sostituzione nei casi previsti
Macchine Direttiva 2006/42/CE Escluse dalla sostituzione agevolata
Interventi già realizzati Ammessi nei 36 mesi precedenti la scadenza
Prima data utile retroattiva 22 ottobre 2023
Nuovi interventi Entro 12 mesi dalla graduatoria
Rendicontazione Entro 15 mesi dalla graduatoria
Punteggio massimo 200 punti
Regime De minimis
Cumulo Non ammesso sulle stesse spese con altri contributi pubblici
Apertura 22 settembre 2026
Scadenza 22 ottobre 2026
Domanda Piattaforma telematica Bandi SPISAL

Il Bando Metalmeccanica Veneto 2026 è particolarmente interessante perché combina una percentuale di contributo elevata, pari all’80%, con la possibilità di recuperare anche investimenti già effettuati negli ultimi tre anni. Non è però un incentivo generico alla sostituzione dei macchinari: il progetto deve essere costruito intorno al miglioramento documentabile della sicurezza e la graduatoria attribuisce ben 130 punti su 200 alla vetustà della macchina e alle caratteristiche tecniche dell’intervento.

Per le imprese metalmeccaniche venete vale quindi la pena effettuare rapidamente un censimento del parco macchine, verificando soprattutto le attrezzature non CE o installate nei primi anni 2000, oltre agli interventi di adeguamento o sostituzione già effettuati dal 22 ottobre 2023. La scadenza del 22 ottobre 2026 lascia soltanto un mese per predisporre la domanda e, soprattutto, la relazione tecnica necessaria alla valutazione del progetto.

Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nell’analisi del parco macchine e degli interventi già realizzati, nella verifica delle spese e nel coordinamento della documentazione necessaria per la candidatura. Per informazioni: info@atamai.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).