Emilia-Romagna: fino a 150.000 euro per innovare cinema, teatri e sale da spettacolo

Emilia-Romagna: fino a 150.000 euro per innovare cinema, teatri e sale da spettacolo

La Regione Emilia-Romagna ha aperto un nuovo bando del Programma regionale FESR 2021-2027 dedicato all’innovazione delle sale cinematografiche, teatrali, musicali e, più in generale, degli spazi nei quali vengono svolte attività di pubblico spettacolo. La misura dispone di 3,5 milioni di euro e finanzia investimenti destinati a introdurre innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo, prodotto e servizio, migliorando contemporaneamente la qualità dell’esperienza del pubblico, l’efficienza gestionale, l’accessibilità e la sostenibilità delle strutture. Il contributo è a fondo perduto fino al 60% delle spese ammissibili, può salire fino al 65% in presenza delle premialità previste dal bando e non può comunque superare 150.000 euro per progetto. L’investimento minimo richiesto è pari a 60.000 euro. Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 1° ottobre 2026 alle ore 13:00 del 2 novembre 2026 attraverso la piattaforma regionale Sfinge 2020.

Non riguarda soltanto le sale cinematografiche

La prima informazione da precisare rispetto alla scheda sintetica è la platea effettiva della misura. Il titolo ufficiale è “Innovazione nella gestione delle sale deputate allo svolgimento di rappresentazioni cinematografiche, teatrali, musicali e artistiche”: non si tratta quindi esclusivamente di un bando per i cinema. Possono essere interessati anche teatri, sale musicali e altri spazi organizzati per attività artistiche e di pubblico spettacolo, purché il soggetto richiedente svolga effettivamente l’attività di gestione della sala.

L’obiettivo regionale è accompagnare questi luoghi in un processo di modernizzazione più ampio rispetto al semplice rinnovo delle apparecchiature. Il progetto deve infatti migliorare almeno uno degli aspetti relativi alla gestione della struttura, alla qualità dell’offerta, alla relazione con il pubblico, all’accessibilità, alla sostenibilità o alla funzionalità degli spazi.

Chi può presentare domanda

Possono partecipare i soggetti, gli enti e le organizzazioni iscritti al Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative – REA presso la Camera di Commercio competente e che svolgono attività di gestione di sale destinate al pubblico spettacolo. Sono ammesse sia le normali imprese iscritte al Registro delle Imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, sia soggetti iscritti al REA che non assumono la forma tipica dell’impresa, purché gestiscano effettivamente sale cinematografiche, teatrali, musicali o artistiche. La scheda regionale classifica il bando tra le opportunità rivolte a micro, piccole e medie imprese.

Il bando può quindi interessare, ad esempio, società che gestiscono cinema multisala o monosala, imprese teatrali, strutture dedicate alla musica dal vivo, gestori di auditorium e altri operatori che dispongano di una sala stabilmente destinata al pubblico spettacolo.

Quanto finanzia

L’investimento minimo è pari a 60.000 euro. Il contributo ordinario può arrivare al 60% della spesa ritenuta ammissibile, mentre in presenza delle condizioni di premialità previste dalla misura può raggiungere il 65%. Rimane in ogni caso un limite massimo assoluto di 150.000 euro per progetto.

Alcuni esempi aiutano a comprendere il meccanismo:

Investimento ammissibile 60% 65% con premialità
60.000 € 36.000 € 39.000 €
100.000 € 60.000 € 65.000 €
150.000 € 90.000 € 97.500 €
200.000 € 120.000 € 130.000 €
250.000 € 150.000 € massimo 150.000 €

Con aliquota ordinaria del 60%, un investimento ammissibile di 250.000 euro consente quindi di raggiungere il contributo massimo. Con la premialità del 65%, il massimale viene raggiunto già con una spesa di poco superiore a 230.000 euro.

Rinnovo di impianti e dotazioni tecnologiche

Una delle principali categorie finanziabili riguarda il rinnovo degli impianti tecnologici e delle dotazioni tecniche utilizzate nella sala. La Regione non limita quindi la misura alla parte edilizia, ma ammette investimenti direttamente collegati alla modernizzazione tecnologica della struttura.

Per una sala cinematografica questo può significare, in funzione delle caratteristiche del progetto e dell’ammissibilità specifica delle singole voci, aggiornamento delle tecnologie di proiezione e dei sistemi tecnici utilizzati per la gestione della sala; per un teatro o una struttura musicale può significare il rinnovamento delle dotazioni tecniche necessarie alla produzione e alla fruizione dello spettacolo.

La logica del bando rimane però quella dell’innovazione della gestione e del servizio: l’acquisto di una nuova attrezzatura deve inserirsi in un progetto coerente e non essere presentato come semplice sostituzione ordinaria di un bene.

Digitalizzazione della gestione e dei servizi al pubblico

Il bando ammette espressamente gli investimenti finalizzati alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica dei processi gestionali, organizzativi e di servizio.

Questa categoria può essere particolarmente interessante perché permette di costruire progetti che non riguardano soltanto ciò che accade sul palco o sullo schermo, ma anche il modo in cui il pubblico interagisce con la struttura. Possono quindi diventare centrali sistemi per la gestione digitale della sala, prenotazioni, biglietteria, accessi, relazione con gli spettatori, organizzazione delle attività e gestione dei servizi, purché siano coerenti con il progetto di innovazione presentato.

Per un gestore che utilizza ancora procedure molto manuali, il bando può quindi rappresentare l’occasione per ripensare contemporaneamente tecnologia, organizzazione e rapporto con il pubblico.

Arredi e allestimenti

Sono ammessi anche interventi per il rinnovo degli arredi e degli allestimenti.

Il finanziamento non è quindi limitato agli impianti tecnici. Quando il rinnovo degli spazi è funzionale al processo di innovazione e al miglioramento dell’esperienza degli spettatori, può entrare nel progetto anche la componente relativa agli ambienti della sala.

Questo permette di costruire interventi integrati nei quali tecnologia, organizzazione e qualità degli spazi vengono affrontate all’interno di un unico piano.

Accessibilità e inclusione

Una categoria autonoma riguarda gli interventi destinati a favorire accessibilità e inclusione. La Regione individua esplicitamente il miglioramento della fruibilità per le persone con disabilità tra gli obiettivi della misura.

Un progetto può quindi comprendere interventi strutturali, impiantistici o tecnologici destinati a rendere più semplice l’accesso e la fruizione degli spettacoli da parte di una platea più ampia.

È un elemento importante anche dal punto di vista della costruzione qualitativa del progetto: la Regione considera infatti le sale culturali non soltanto come attività economiche, ma come veri e propri presìdi culturali e sociali sul territorio.

Ristrutturazione e riqualificazione degli spazi

Sono finanziabili anche opere edilizie di ristrutturazione, riqualificazione e ampliamento, insieme alle relative componenti impiantistiche, purché risultino strettamente funzionali al processo di innovazione oggetto della domanda.

Questo punto è importante. Il bando non finanzia genericamente una ristrutturazione immobiliare. Le opere devono essere collegate al miglioramento della gestione, dell’offerta, del servizio o dell’esperienza del pubblico.

Una struttura potrebbe, ad esempio, riprogettare parte degli spazi per introdurre nuovi servizi, migliorare i flussi degli spettatori o rendere più funzionale l’utilizzo della sala attraverso nuove tecnologie.

Efficientamento energetico e idrico

Tra gli interventi edilizi ammessi figurano anche quelli di efficientamento energetico e idrico, sempre a condizione che siano strettamente collegati al progetto complessivo di innovazione.

La misura permette quindi di integrare innovazione digitale, rinnovo tecnologico e sostenibilità ambientale in un unico progetto.

Per strutture caratterizzate da consumi energetici elevati — situazione frequente in cinema, teatri e sale dotate di importanti impianti di illuminazione, climatizzazione e apparecchiature tecniche — questa possibilità può avere un impatto economico significativo anche sui costi di gestione futuri.

Esempio: modernizzazione di un cinema

Un cinema emiliano-romagnolo potrebbe costruire un progetto da 200.000 euro comprendente:

  • rinnovamento delle dotazioni tecnologiche;
  • nuovo sistema digitale di biglietteria e gestione degli accessi;
  • software per la gestione dei servizi;
  • rinnovo di parte degli arredi;
  • interventi per migliorare l’accessibilità;
  • efficientamento energetico della sala.

Con un investimento interamente riconosciuto di 200.000 euro, il contributo ordinario al 60% potrebbe raggiungere:

120.000 euro.

In presenza delle condizioni necessarie per la premialità del 65%, potrebbe invece arrivare a:

130.000 euro.

Esempio: teatro da riqualificare

Una società che gestisce un teatro potrebbe prevedere un investimento di 250.000 euro per nuovi impianti tecnologici, digitalizzazione della gestione, allestimenti, opere necessarie all’accessibilità e riqualificazione energetica.

Il 60% corrisponde a:

150.000 euro.

Si raggiungerebbe quindi esattamente il contributo massimo previsto dal bando.

Non è un click day

La procedura è impostata come misura valutativa: il progetto deve quindi essere costruito con attenzione sotto il profilo della coerenza, della qualità e dei risultati attesi. La semplice velocità di presentazione non sostituisce la qualità progettuale.

La Regione collega espressamente la misura alla propria strategia di rafforzamento delle industrie culturali e creative, considerate un settore rilevante per competitività, occupazione e attrattività territoriale.

Quando presentare domanda

Le domande devono essere trasmesse esclusivamente tramite la piattaforma Sfinge 2020:

Apertura: 1° ottobre 2026, ore 10:00
Scadenza: 2 novembre 2026, ore 13:00.

Il bando è stato approvato con Delibera della Giunta regionale n. 1225 del 20 luglio 2026 ed è inserito nella Priorità 1, Azione 1.3.4 del PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027.

Perché è interessante

L’elemento interessante è la possibilità di combinare nello stesso progetto investimenti che normalmente verrebbero affrontati separatamente: tecnologia, software, organizzazione, arredi, accessibilità, opere edilizie ed efficientamento energetico.

Non è quindi necessario limitarsi a un singolo acquisto. Un gestore può sfruttare il bando per progettare un vero aggiornamento della sala, partendo dall’esperienza dello spettatore e arrivando fino ai processi gestionali interni.

Con una percentuale fino al 60-65% e un massimale di 150.000 euro, la misura diventa particolarmente significativa per interventi compresi indicativamente tra 100.000 e 250.000 euro.

Checklist operativa

  • verificare l’iscrizione al REA;
  • verificare l’effettiva attività di gestione di una sala di pubblico spettacolo;
  • individuare chiaramente la sala interessata;
  • definire l’innovazione organizzativa, tecnologica, di processo o di servizio;
  • stimare un progetto di almeno 60.000 euro;
  • verificare le dotazioni tecnologiche da rinnovare;
  • individuare software e processi gestionali da digitalizzare;
  • valutare arredi e allestimenti;
  • verificare gli interventi di accessibilità;
  • verificare eventuali opere edilizie;
  • valutare efficientamento energetico e idrico;
  • collegare tutte le opere al progetto di innovazione;
  • verificare le condizioni per ottenere la premialità e arrivare al 65%;
  • predisporre la documentazione progettuale;
  • presentare la pratica tramite Sfinge 2020 entro il 2 novembre 2026.

Scheda rapida – Innovazione sale da spettacolo Emilia-Romagna 2026

Ente: Regione Emilia-Romagna
Programma: PR FESR 2021-2027
Azione: 1.3.4
Dotazione: 3,5 milioni di euro
Beneficiari: gestori di cinema, teatri, sale musicali e altri spazi di pubblico spettacolo iscritti al REA
Investimento minimo: 60.000 euro
Contributo ordinario: fino al 60%
Con premialità: fino al 65%
Contributo massimo: 150.000 euro
Interventi: tecnologia, digitalizzazione, impianti, arredi, accessibilità, riqualificazione, ristrutturazione, ampliamento, efficientamento energetico e idrico
Procedura: valutativa
Domanda: Sfinge 2020
Apertura: 1° ottobre 2026 ore 10:00
Scadenza: 2 novembre 2026 ore 13:00.

Il bando rappresenta quindi un’opportunità importante per i gestori che stanno valutando un intervento complessivo di modernizzazione della struttura. La misura non finanzia soltanto l’acquisto di nuove apparecchiature, ma permette di intervenire contemporaneamente sull’esperienza del pubblico, sulla gestione interna, sulle tecnologie, sugli spazi e sui consumi, con un contributo che può raggiungere 150.000 euro.

Atamai può supportare i soggetti interessati nella verifica preliminare del progetto, nell’inquadramento degli investimenti digitali e tecnologici e nella predisposizione della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).