Agriturismo L’Altra Romagna 2026: contributi fino al 50% e 200.000 euro per le aziende agricole
Il GAL L’Altra Romagna ha aperto il nuovo bando SRD03 – Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole – Azione A) Agriturismo, destinato agli imprenditori agricoli che intendono creare, ampliare o migliorare attività agrituristiche nei territori ammissibili della Strategia di Sviluppo Locale. La misura dispone di 770.000 euro e concede contributi a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili per gli interventi localizzati nelle aree rurali di Zona D e al 40% per quelli situati nelle aree di Zona B. Il contributo massimo ottenibile è pari a 200.000 euro, mentre l’investimento ammissibile deve essere di almeno 20.000 euro. Le domande possono essere presentate fino alle ore 17:00 dell’11 gennaio 2027.
La misura rientra nella programmazione PAC 2023-2027 e LEADER e ha un obiettivo che va oltre il semplice potenziamento della ricettività: la diversificazione dell’attività agricola deve contribuire all’aumento del reddito delle famiglie agricole, alla crescita economica delle zone rurali, allo sviluppo di servizi turistici e ricreativi e al contrasto dello spopolamento.
Contributo del 50% in Zona D e del 40% in Zona B
Uno dei punti da precisare rispetto alle schede sintetiche che riportano genericamente un contributo del 50% è che l’intensità cambia in funzione della localizzazione dell’investimento.
Il bando stabilisce:
| Localizzazione | Contributo |
|---|---|
| Zona D – Aree rurali con problemi di sviluppo | 50% |
| Zona B – Aree ad agricoltura intensiva e specializzata | 40% |
Se il piano di investimento interessa contemporaneamente aree appartenenti a categorie differenti, l’aliquota viene applicata alla singola spesa in funzione del luogo nel quale viene realizzato l’investimento.
La distinzione territoriale è quindi molto importante: due aziende che realizzano lo stesso investimento potrebbero ottenere un contributo differente semplicemente perché una si trova in Zona D e l’altra in Zona B.
Quanto può ottenere un’azienda agricola
La spesa ammissibile minima è fissata in 20.000 euro. Non viene stabilito invece un limite massimo assoluto alla dimensione del progetto, ma il contributo pubblico non può comunque superare 200.000 euro per beneficiario.
Alcuni esempi:
Investimento in Zona D – contributo 50%
| Investimento | Contributo teorico |
|---|---|
| 20.000 € | 10.000 € |
| 50.000 € | 25.000 € |
| 100.000 € | 50.000 € |
| 200.000 € | 100.000 € |
| 400.000 € | 200.000 € |
Con un progetto da 400.000 euro localizzato integralmente in Zona D si raggiunge quindi il contributo massimo.
Investimento in Zona B – contributo 40%
| Investimento | Contributo teorico |
|---|---|
| 20.000 € | 8.000 € |
| 50.000 € | 20.000 € |
| 100.000 € | 40.000 € |
| 200.000 € | 80.000 € |
| 500.000 € | 200.000 € |
In Zona B servirebbe quindi un investimento ammissibile di 500.000 euro per raggiungere il massimale.
Chi può partecipare
Possono beneficiare del bando gli imprenditori agricoli ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile, sia in forma singola sia associata. L’attività o l’oggetto sociale dell’impresa deve comprendere l’esercizio dell’attività agricola.
Esiste però un ulteriore requisito specifico particolarmente importante: il richiedente deve risultare iscritto nell’elenco regionale degli operatori agrituristici, previsto dall’articolo 30 della Legge regionale Emilia-Romagna n. 4/2009.
Se al momento della domanda l’azienda ha già richiesto l’iscrizione ma la relativa istruttoria non è ancora conclusa, può comunque presentare la domanda di contributo; dovrà però comunicare l’avvenuta iscrizione entro 60 giorni dalla presentazione della domanda di sostegno.
Attenzione al certificato del rapporto di connessione
L’attività agrituristica rimane collegata all’attività agricola principale. Gli investimenti devono quindi rispettare la certificazione del rapporto di connessione prevista dalla normativa regionale sull’agriturismo, che stabilisce quali attività agrituristiche l’azienda può effettivamente svolgere e con quali dimensioni.
Questo elemento diventa particolarmente importante quando il progetto riguarda nuovi posti letto, ristorazione, ampliamenti o nuovi servizi. Un investimento economicamente interessante ma superiore ai limiti indicati nel certificato di connessione potrebbe non risultare integralmente ammissibile.
Prima di costruire il piano finanziario è quindi opportuno verificare contemporaneamente:
attività agricola → attività agrituristica autorizzabile → certificato di connessione → investimento da candidare.
Recupero e ristrutturazione dei fabbricati aziendali
Tra le spese ammissibili figurano gli interventi di recupero, ristrutturazione e ampliamento dei fabbricati esistenti nell’azienda agricola quando destinati alla creazione o allo sviluppo dell’attività agrituristica.
Questa è probabilmente una delle voci più interessanti perché consente di valorizzare edifici agricoli esistenti e trasformarli in strutture utilizzabili per ospitalità, ristorazione o servizi connessi all’agriturismo.
L’intervento deve naturalmente rispettare le norme urbanistiche ed edilizie e la destinazione prevista dal titolo abilitativo deve essere coerente con la funzione agrituristica finanziata.
Camere, ristorante, cucina e locali accessori
Il bando finanzia anche l’allestimento delle camere, delle sale destinate alla ristorazione, delle cucine e dei locali accessori utilizzati nell’attività agrituristica.
Per “allestimento” vengono espressamente ricompresi:
- mobili;
- dotazioni;
- attrezzature fisse e inventariabili;
- attrezzature per la preparazione dei cibi;
- attrezzature per la lavorazione;
- sistemi per la conservazione degli alimenti.
Il bando può quindi sostenere non soltanto le opere murarie, ma anche una parte consistente dell’allestimento necessario per rendere effettivamente operativa la struttura.
Piazzole per campeggio
Sono finanziabili anche le piazzole destinate al campeggio e le relative infrastrutture di servizio.
Tra gli interventi vengono comprese le infrastrutture:
- elettriche;
- idriche;
- sanitarie;
- impiantistiche necessarie al funzionamento dell’area.
Per le aziende situate in territori con una forte domanda di turismo outdoor questa componente può risultare particolarmente interessante, soprattutto quando l’azienda dispone già di terreni e fabbricati adatti a integrare ospitalità tradizionale e soggiorno all’aria aperta.
Piscine, attività sportive e ricreative
Il contributo può essere utilizzato anche per recuperare, ristrutturare, ampliare e allestire strutture fisse destinate ad attività ricreative, sportive, culturali, didattiche e per il tempo libero.
Il testo ufficiale cita espressamente anche:
piscine e percorsi vita.
Questo consente di costruire progetti nei quali l’agriturismo non offre soltanto pernottamento e ristorazione, ma una vera esperienza turistica legata al territorio, al benessere, allo sport e alle attività all’aperto.
Sale pluriuso e servizi per gli ospiti
Sono ammesse opere di recupero, ristrutturazione e ampliamento di locali destinati a sale pluriuso per le attività agrituristiche, oltre alle sistemazioni esterne al servizio dei fabbricati agrituristici.
Le sistemazioni esterne non possono però trasformarsi in finanziamenti per impianti produttivi agricoli o forestali: devono essere effettivamente collegate alla parte agrituristica dell’azienda.
Nuove costruzioni: possibili soltanto per servizi accessori
Il bando ammette anche nuove costruzioni separate dai fabbricati esistenti, ma soltanto quando siano destinate esclusivamente a servizi accessori dell’attività agrituristica e nel rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla normativa regionale.
Non si tratta quindi di un incentivo generalizzato per costruire nuovi edifici destinati all’ospitalità: la possibilità è circoscritta ai servizi accessori previsti dalla disciplina regionale.
Ospitalità Rurale Familiare
Per la particolare formula dell’Ospitalità Rurale Familiare, disciplinata dall’articolo 16 della L.R. 4/2009, il bando adotta una disciplina più restrittiva.
È ammesso esclusivamente il recupero di locali già esistenti all’interno dei fabbricati, destinandoli a camere e relativi bagni per gli ospiti.
Software e attrezzature informatiche
Tra le spese ammissibili compaiono anche:
- attrezzature informatiche;
- software di base;
- software specificamente destinati alla gestione dell’attività agrituristica.
Per esempio, nell’ambito di un progetto complessivo potrebbero assumere rilievo sistemi per la gestione delle prenotazioni, dell’ospitalità, della ristorazione o dell’organizzazione dei servizi.
Il bando precisa però che il finanziamento di soli macchinari, attrezzature o dotazioni è ammesso esclusivamente quando l’azienda dispone già di locali o spazi adeguati alla loro collocazione.
Spese tecniche fino al 10%
Sono riconosciute anche le spese generali e tecniche, entro il limite massimo del 10% della spesa ammissibile relativa agli investimenti previsti.
Possono diventare rilevanti, ad esempio, progettazione, attività tecniche e altri costi professionali direttamente connessi alla realizzazione dell’intervento, nei limiti e secondo le condizioni stabilite dalla disciplina applicabile.
Ristrutturazioni e prestazione energetica
Quando viene ristrutturata un’intera unità immobiliare autonoma, il progetto deve garantire un miglioramento della prestazione energetica superiore ai livelli minimi richiesti dalla normativa.
Il progettista deve dimostrare attraverso una relazione tecnica che l’intervento produce un miglioramento dell’efficienza energetica rispetto ai requisiti minimi obbligatori.
Non basta quindi rispettare semplicemente la soglia prevista dalla legge: per queste ristrutturazioni il progetto deve produrre un miglioramento ulteriore.
Spese escluse
Il bando esclude espressamente alcune tipologie di investimento, fra cui:
- attrezzature e allestimenti usati;
- oggetti e arredi di antiquariato;
- interventi sull’abitazione privata dell’imprenditore, salvo la parte utilizzata esclusivamente per l’Ospitalità Rurale Familiare;
- impianti produttivi agricoli;
- impianti forestali;
- acquisto di animali;
- attrezzature e impianti destinati alla produzione animale.
È quindi fondamentale distinguere chiaramente la parte agricola produttiva dalla parte dedicata all’attività di diversificazione agrituristica.
La graduatoria arriva fino a 59 punti
Il bando non è a sportello ma utilizza una graduatoria basata su criteri di selezione.
Il punteggio massimo è pari a 59 punti, articolati in cinque gruppi:
| Criterio | Punti massimi |
|---|---|
| Tipologia del beneficiario | 10 |
| Localizzazione geografica | 11 |
| Funzione creata o sviluppata | 16 |
| Regimi di qualità | 8 |
| Tipologia degli investimenti | 14 |
| Totale | 59 |
Per entrare nella graduatoria è necessario raggiungere almeno 18 punti. Sotto questa soglia il progetto è comunque inammissibile, indipendentemente dalla disponibilità delle risorse.
Giovani e imprese femminili ottengono più punti
Tra le priorità relative alla tipologia del beneficiario figurano:
- giovane agricoltore: 5 punti;
- impresa a prevalente partecipazione femminile: 3 punti;
- agriturismo già in possesso della SCIA per le attività interessate: 2 punti;
- adesione alla Rete del lavoro agricolo di qualità: 3 punti.
I punteggi di questa sezione possono essere cumulati nei limiti del massimo previsto.
Per giovane agricoltore il bando adotta una definizione precisa collegata anche all’insediamento e agli aiuti PAC; non è quindi sufficiente che il titolare abbia genericamente meno di 41 anni.
Più punti agli investimenti in Zona D
Anche la localizzazione incide sulla graduatoria.
Gli investimenti nelle Zone D possono ottenere 6 punti, ai quali possono aggiungersi ulteriori priorità quando l’intervento ricade in aree svantaggiate o nelle Strategie Territoriali per le Aree Montane e Interne – STAMI.
La Zona D può quindi produrre un doppio vantaggio:
contributo più elevato, pari al 50%, + maggiore punteggio in graduatoria.
Premiati nuovi servizi e accessibilità
La graduatoria attribuisce punteggi anche alle aziende che introducono nuove funzioni e servizi.
Per esempio vengono valorizzati:
- creazione di nuovi servizi di ristorazione o ospitalità;
- combinazione di ristorazione e pernottamento;
- recupero di locali oggi dismessi dall’attività agricola;
- camere e bagni accessibili alle persone con disabilità;
- percorsi esterni senza barriere;
- nuove attività ricreative, didattiche e culturali;
- collaborazioni formalizzate con enti pubblici per servizi di carattere sociale.
Questo significa che una semplice ristrutturazione può risultare meno competitiva di un progetto che introduce contemporaneamente nuovi servizi, maggiore accessibilità e una funzione turistica più articolata.
Qualità, sostenibilità e investimenti ambientali
Ulteriori punti sono attribuiti alla partecipazione a regimi di qualità regolamentati e alle caratteristiche dell’investimento.
Il bando valorizza, tra gli altri elementi, anche interventi su immobili di interesse storico e l’adozione di soluzioni quali impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e impianti di fitodepurazione.
La sostenibilità ambientale può quindi contribuire non soltanto a ridurre i futuri costi di gestione dell’agriturismo, ma anche a migliorare la posizione in graduatoria.
In caso di parità conta prima l’investimento più grande
Se due progetti ottengono lo stesso punteggio, viene data priorità a quello con il maggiore valore di spesa ammissibile a contributo.
Soltanto in caso di ulteriore parità viene considerato l’ordine temporale con cui le domande sono state protocollate sul sistema SIAG.
Non si tratta quindi di un click day: preparare un progetto con punteggio elevato è decisamente più importante rispetto a presentarlo nelle primissime ore.
Regime de minimis
Il contributo viene concesso secondo il Regolamento UE 2023/2831, quindi nel regime de minimis generale.
Questo aspetto va controllato attentamente perché un’azienda agricola può avere beneficiato di misure ricadenti in regimi differenti: nel caso dell’agriturismo siamo di fronte a un’attività di diversificazione non agricola e il bando richiama espressamente il Regolamento de minimis generale.
Cumulo con altri incentivi: tetto complessivo del 65%
Il bando ammette, a determinate condizioni, la combinazione con altri regimi di aiuto nazionali o regionali e con altre sovvenzioni pubbliche, compresi i crediti d’imposta.
L’intensità complessiva degli aiuti sulla singola spesa non può però superare il 65% dell’importo rendicontato, fermo restando il rispetto delle altre regole europee e il divieto di doppio finanziamento delle stesse spese con determinati fondi UE.
Questo punto può essere interessante, ad esempio, quando nel progetto sono presenti investimenti che potrebbero teoricamente rientrare anche in altre agevolazioni: la compatibilità deve essere verificata fattura per fattura.
18 mesi per realizzare il progetto
Dalla comunicazione dell’atto di concessione l’impresa ha 18 mesi per:
- terminare i lavori;
- completare le spese;
- rendicontare;
- presentare la domanda di pagamento a saldo.
È quindi importante costruire già in fase di domanda un cronoprogramma realistico, soprattutto se il progetto comprende opere edilizie che richiedono titoli abilitativi, autorizzazioni o tempi di cantiere significativi.
Come presentare la domanda
La domanda viene gestita attraverso il sistema informativo agricolo regionale SIAG, secondo le procedure previste dalle Disposizioni comuni della Regione Emilia-Romagna.
La documentazione comprende una sintesi progettuale, il quadro degli investimenti e una relazione tecnico-economica firmata da un professionista qualificato, oltre agli ulteriori allegati obbligatori previsti dal bando.
La scadenza è:
11 gennaio 2027, ore 17:00.
Esempio: recupero di un fabbricato in Zona D
Un’azienda agricola situata in Zona D vuole recuperare un fabbricato inutilizzato e trasformarlo in agriturismo.
Il progetto comprende:
- opere edilizie: 180.000 €;
- camere e bagni: 80.000 €;
- cucina e ristorante: 50.000 €;
- piscina e sistemazioni esterne: 50.000 €;
- software e dotazioni informatiche: 10.000 €;
- spese tecniche ammissibili: 30.000 €.
Investimento complessivo: 400.000 euro.
Con aliquota del 50%:
400.000 × 50% = 200.000 euro.
L’azienda raggiunge quindi il contributo massimo previsto dalla misura.
Esempio: ampliamento di un agriturismo esistente
Un agriturismo già attivo vuole realizzare tre nuove camere accessibili, rinnovare la cucina e introdurre nuove attività ricreative.
Investimento riconosciuto: 150.000 euro.
Se situato in Zona D:
contributo: 75.000 euro.
Se situato in Zona B:
contributo: 60.000 euro.
Lo stesso investimento produce quindi una differenza di 15.000 euro in funzione della zona rurale.
Checklist operativa
- verificare la qualifica di imprenditore agricolo ex art. 2135 c.c.;
- verificare che l’investimento ricada nel territorio eleggibile del GAL;
- identificare se la localizzazione è Zona B o Zona D;
- verificare iscrizione nell’elenco degli operatori agrituristici;
- in caso di iscrizione in corso, rispettare il termine dei 60 giorni;
- controllare il certificato del rapporto di connessione;
- definire nuove attività o ampliamenti coerenti con il certificato;
- verificare opere edilizie e relativi titoli abilitativi;
- valutare recupero di fabbricati esistenti;
- valutare camere, ristorante e cucina;
- verificare eventuali piazzole campeggio;
- valutare piscina, percorsi vita e attività ricreative;
- verificare l’accessibilità alle persone con disabilità;
- valutare software e attrezzature informatiche;
- calcolare le spese tecniche entro il limite previsto;
- verificare il miglioramento energetico nelle ristrutturazioni integrali;
- calcolare il punteggio della graduatoria;
- raggiungere almeno 18 punti;
- verificare il plafond de minimis;
- controllare eventuali altri incentivi e il tetto complessivo del 65%;
- predisporre relazione tecnico-economica;
- presentare la domanda su SIAG entro le ore 17:00 dell’11 gennaio 2027.
Scheda rapida – Agriturismo L’Altra Romagna 2026
Ente: GAL L’Altra Romagna
Programma: PAC / CoPSR Emilia-Romagna 2023-2027 – LEADER
Intervento: SRD03 – Diversificazione in attività non agricole – Agriturismo
Dotazione: 770.000 euro
Beneficiari: imprenditori agricoli singoli o associati
Investimento minimo: 20.000 euro
Zona D: 50% a fondo perduto
Zona B: 40% a fondo perduto
Contributo massimo: 200.000 euro
Spese: fabbricati, camere, ristorazione, cucina, campeggio, piscina, attività ricreative, sistemazioni esterne, software, attrezzature e spese tecniche
Spese tecniche: massimo 10% nei limiti previsti
Punteggio massimo: 59 punti
Punteggio minimo: 18 punti
Procedura: valutativa a graduatoria
Regime: de minimis
Cumulo: possibile nei limiti previsti, con intensità complessiva massima del 65% sulla singola spesa
Durata progetto: 18 mesi dalla concessione
Domanda: SIAG
Pubblicazione: 1° settembre 2026
Scadenza: 11 gennaio 2027 ore 17:00.
Il Bando Agriturismo L’Altra Romagna 2026 è particolarmente interessante per aziende agricole che possiedono fabbricati da recuperare o che vogliono ampliare l’offerta turistica aggiungendo camere, ristorazione, campeggio, attività ricreative, servizi per persone con disabilità o nuove dotazioni digitali. La localizzazione in Zona D è particolarmente favorevole perché combina aliquota del 50% e maggiore punteggio in graduatoria.
Non conviene però partire semplicemente dal preventivo dei lavori: prima di costruire il progetto è necessario verificare territorio, certificato di connessione, iscrizione come operatore agrituristico e punteggio raggiungibile, perché sono questi elementi a determinare se l’investimento può effettivamente concorrere al contributo.
Atamai può supportare le aziende agricole nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nell’analisi della localizzazione e del punteggio, nella costruzione del piano degli investimenti e nel coordinamento della documentazione necessaria per la candidatura. Per informazioni: info@atamai.it
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).