Investimenti e Liquidità Marche 2026

Investimenti e Liquidità Marche 2026: fino a 21.000 euro di contributi e finanziamenti fino a 190.000 euro

La Regione Marche ha riaperto il Fondo Nuovo Credito – Sezione “Investimenti e Liquidità 2026”, una misura destinata a micro, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi che intendono realizzare nuovi investimenti nelle Marche, potendo affiancare al progetto anche una quota di capitale circolante. La dotazione complessiva ammonta a 11.407.609,66 euro e l’intervento combina in un’unica operazione un finanziamento bancario, la garanzia di un Confidi, una riassicurazione regionale e tre differenti contributi economici: 10% dell’investimento fino a 10.000 euro, abbattimento del TAN fino a 2,5 punti percentuali e massimo 7.000 euro, rimborso del costo della garanzia fino a 4.000 euro. Lo sportello è aperto dalle ore 11:00 del 9 settembre 2026 e, salvo esaurimento anticipato delle risorse, rimane formalmente aperto fino al 31 dicembre 2029.

Il Fondo è gestito attraverso Credito Futuro Marche con il coinvolgimento delle banche e dei Confidi convenzionati. Non si presenta quindi una semplice domanda alla Regione: prima occorre costruire l’operazione finanziaria, ottenere la delibera della banca e quella del Confidi e soltanto successivamente il Confidi può trasmettere la richiesta di agevolazione al gestore del Fondo.

Tre contributi più la riassicurazione regionale

La struttura della misura è più interessante di quanto possa sembrare leggendo soltanto la percentuale del 10%.

L’operazione comprende infatti quattro componenti:

  1. riassicurazione regionale gratuita sulla garanzia rilasciata dal Confidi;
  2. contributo in conto interessi fino a 7.000 euro;
  3. contributo per abbattere il costo della garanzia fino a 4.000 euro;
  4. contributo a fondo perduto sugli investimenti fino a 10.000 euro.

Le tre componenti monetarie possono quindi arrivare nominalmente fino a:

10.000 + 7.000 + 4.000 = 21.000 euro.

A queste si aggiunge il vantaggio indiretto derivante dalla riassicurazione regionale, che consente al Confidi di sostenere la garanzia applicando condizioni agevolate all’impresa.

Il progetto deve essere compreso tra 40.000 e 200.000 euro

Il programma di investimento deve avere un valore minimo di:

40.000 euro

e può arrivare fino a:

200.000 euro.

La composizione è però vincolata:

  • almeno 60% deve essere costituito da investimenti;
  • massimo 40% può essere destinato a capitale circolante o liquidità.

La quota di liquidità non deve necessariamente essere direttamente riconducibile allo specifico investimento, ma deve essere analiticamente indicata nella domanda e coerente con le esigenze dell’impresa.

Esempio: progetto da 100.000 euro

Un’impresa può costruire un progetto composto da:

  • 70.000 € di macchinari, software e altri investimenti;
  • 30.000 € di capitale circolante.

Totale:

100.000 euro.

Il progetto rispetta la condizione perché gli investimenti rappresentano il 70%, quindi più del minimo del 60%.

Fondo perduto: 10%, ma massimo 10.000 euro

Il contributo in conto investimenti è pari al:

10% dell’importo del progetto

con un tetto massimo di:

10.000 euro.

Esempi:

Progetto Fondo perduto
40.000 € 4.000 €
60.000 € 6.000 €
80.000 € 8.000 €
100.000 € 10.000 €
150.000 € 10.000 €
200.000 € 10.000 €

Quindi già con un progetto da 100.000 euro si raggiunge il massimo contributo in conto capitale.

Un progetto da 200.000 euro non porta 20.000 euro a fondo perduto: il limite resta 10.000 euro.

Il finanziamento bancario va da 36.000 a 190.000 euro

L’importo del finanziamento viene calcolato sostanzialmente sottraendo dal progetto il contributo in conto investimenti e le eventuali altre agevolazioni rilevanti.

I limiti sono:

minimo 36.000 euro

massimo 190.000 euro.

La durata deve essere compresa tra:

36 e 96 mesi

con possibilità di un periodo di preammortamento fino a:

12 mesi.

Per un progetto da 40.000 euro con 4.000 euro di contributo, il finanziamento può quindi arrivare indicativamente a:

36.000 euro.

Per un progetto da 200.000 euro con 10.000 euro di contributo:

190.000 euro.

Abbattimento del tasso: fino a 2,5 punti e 7.000 euro

La seconda agevolazione è il contributo in conto interessi.

La Regione riconosce una riduzione del TAN fino a 2,5 punti percentuali, cioè:

250 punti base

con un contributo massimo complessivo di:

7.000 euro.

Se il TAN del finanziamento è inferiore al 2,5%, l’abbattimento non può naturalmente superare il tasso effettivamente applicato.

Ad esempio, con un TAN del:

4,5%

il beneficio viene calcolato considerando una riduzione fino a:

2,5 punti percentuali.

Il costo economico equivalente per l’impresa sarebbe quindi assimilabile, nei limiti del meccanismo di calcolo del Fondo, a un tasso ridotto fino a circa:

2,0%.

Resta comunque il tetto dei 7.000 euro di sovvenzione.

Costo della garanzia: fino a 4.000 euro

Il terzo contributo riguarda la garanzia del Confidi.

La misura rimborsa il costo della garanzia, con un riferimento massimo pari allo:

0,60% annuo dell’importo nominale garantito

e con un contributo massimo di:

4.000 euro.

Sono esclusi dal rimborso gli importi che l’impresa può recuperare, come ad esempio:

  • quote sociali del Confidi;
  • cauzioni;
  • altre somme assimilabili.

È quindi scorretto interpretare il “100% del costo della garanzia” come un ulteriore contributo generalizzato del 100%: il rimborso segue una formula precisa e resta limitato a 4.000 euro.

Garanzia Confidi fino all’80%

Il Confidi può garantire fino all’:

80% del finanziamento bancario.

La Regione riassicura a sua volta fino all’:

80% della garanzia rilasciata dal Confidi.

La riassicurazione non viene versata direttamente all’impresa, ma riduce il rischio assunto dal sistema di garanzia e deve tradursi in condizioni economiche migliori per il beneficiario finale.

Chi può partecipare

Possono accedere:

  • micro imprese;
  • piccole imprese;
  • medie imprese;
  • lavoratori autonomi con partita IVA individuale.

Il soggetto deve avere una sede operativa nelle Marche nella quale viene realizzato l’investimento.

È ammesso anche chi non abbia ancora una sede operativa regionale al momento della domanda, purché si impegni ad attivarla entro il termine di realizzazione del progetto.

Per i lavoratori autonomi non iscritti al Registro Imprese è richiesto il domicilio fiscale nelle Marche. Non sono invece ammessi gli studi associati come beneficiari: per i professionisti il richiedente deve essere il singolo titolare di partita IVA.

Polizza catastrofale

Per i soggetti obbligati dalla normativa nazionale, al momento della domanda deve risultare già presente la polizza assicurativa contro i rischi catastrofali prevista dalla legge.

La copertura deve inoltre rimanere valida anche al momento dell’erogazione dell’agevolazione.

Sono esclusi alcuni settori

Il regolamento esclude, fra gli altri:

  • fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco;
  • produzione primaria della pesca e acquacoltura;
  • produzione agricola primaria;

con ulteriori limitazioni per alcune attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e della pesca a seconda del regime di aiuto utilizzato.

È quindi necessario verificare il codice ATECO relativo all’attività sulla quale viene realizzato il progetto.

Macchinari e attrezzature

Tra gli investimenti ammissibili figurano:

  • macchinari nuovi di fabbrica;
  • attrezzature nuove di fabbrica.

Sono quindi finanziabili normali investimenti produttivi destinati all’ampliamento, alla modernizzazione o all’efficientamento dell’attività.

Immobili: acquisto, costruzione, ampliamento e ammodernamento

Il Fondo ammette anche:

  • acquisto di strutture operative;
  • costruzione;
  • ampliamento;
  • ammodernamento degli immobili aziendali.

Una particolarità importante riguarda gli immobili in locazione: gli investimenti effettuati su immobili non di proprietà possono essere ammessi purché siano contabilizzati come investimenti e venga rispettato il vincolo di stabilità dell’operazione.

Non è invece sufficiente indicare formalmente un immobile come “sede legale”: deve trattarsi di un luogo nel quale venga realmente svolta l’attività, con personale e organizzazione aziendale presenti. Il regolamento esclude espressamente, ad esempio, investimenti sulla sede legale che coincida semplicemente con la residenza di una persona fisica o con lo studio del commercialista.

Software, brevetti e servizi

Sono ammessi anche:

  • software;
  • brevetti;
  • servizi direttamente collegati al progetto.

La misura non è quindi limitata agli investimenti materiali e può accompagnare anche progetti di digitalizzazione, innovazione e sviluppo di nuovi processi aziendali.

Fiere e manifestazioni

Fra le categorie finanziabili rientra anche la:

partecipazione a fiere e manifestazioni.

Questa voce può essere utile quando il progetto aziendale comprende attività commerciali o di internazionalizzazione collegate al programma di crescita.

Automezzi: soltanto a basse emissioni e per il trasporto merci

Il bando ammette:

automezzi nuovi di fabbrica a basse emissioni

destinati al trasporto via terra o via mare di merci e strettamente funzionali all’attività aziendale.

Sono espressamente esclusi i mezzi utilizzati per il solo trasporto di persone.

Questa distinzione è importante, ad esempio, per imprese logistiche, commerciali o produttive che necessitino di mezzi per consegne e movimentazione delle merci.

Scorte e liquidità

Fino al 40% del progetto può essere destinato a:

  • acquisto di scorte;
  • capitale circolante;
  • altre esigenze di liquidità.

Il vantaggio rispetto a molti bandi per investimenti è evidente: l’impresa può finanziare non soltanto la macchina o l’impianto, ma anche una parte del fabbisogno finanziario che accompagna la crescita.

Esempio

Progetto totale:

150.000 euro

può essere composto da:

  • 90.000 € di macchinari, software e investimenti;
  • 60.000 € di scorte e liquidità.

Il rapporto è esattamente:

60% investimenti / 40% circolante

e rispetta quindi il limite previsto.

Fotovoltaico: attenzione ai limiti

Il regolamento esclude gli investimenti in impianti destinati alla produzione di energia elettrica che eccedano l’autoconsumo oppure siano collocati al di fuori degli edifici e delle relative pertinenze utilizzati per l’attività aziendale.

Il fotovoltaico non è quindi automaticamente escluso, ma deve essere strettamente connesso all’attività e dimensionato secondo le condizioni indicate dal regolamento.

Beni destinati al noleggio esclusi

Non è consentito utilizzare il Fondo per acquistare beni destinati al noleggio.

Per imprese che operano proprio nel settore del noleggio di beni o attrezzature questo elemento deve essere controllato con particolare attenzione prima della costruzione del progetto.

IVA ammissibile

Il regolamento prevede espressamente l’ammissibilità dell’IVA, in applicazione della specifica eccezione prevista dal Regolamento UE 2021/1060.

È un elemento non comune a tutti i bandi e può incidere in modo significativo sulla dimensione dell’investimento riconosciuto.

Le spese non possono partire subito dopo la domanda

Qui c’è un punto operativo molto importante.

Le fatture devono essere:

emesse e pagate dopo la concessione dell’agevolazione.

Nel caso in cui l’impresa scelga il regime di esenzione, anche l’obbligazione giuridicamente vincolante deve essere successiva alla concessione.

Quindi la sequenza corretta non è:

domanda → ordine immediato → acquisto.

È invece:

domanda → delibera banca/Confidi → concessione → ordine/spesa → pagamento.

Questo è un elemento da verificare con molta attenzione prima di sottoscrivere ordini o contratti.

12 mesi per realizzare il progetto

Una volta comunicata la concessione, il beneficiario dispone di:

12 mesi

per completare l’investimento.

La rendicontazione deve essere trasmessa al Confidi entro:

60 giorni dalla conclusione del progetto, individuata nella data dell’ultimo pagamento.

Dovranno essere presentati, tra gli altri:

  • relazione finale;
  • file riepilogativo dell’investimento;
  • fatture;
  • quietanze;
  • estratti conto;
  • polizza catastrofale;
  • documentazione DNSH;
  • prova dell’iscrizione dei beni ammortizzabili nel libro cespiti.

Regime de minimis oppure GBER

L’agevolazione può essere concessa in regime:

de minimis – Regolamento UE 2023/2831

oppure, nei casi applicabili, secondo gli articoli 17 o 22 del Regolamento UE 651/2014.

La possibilità di scegliere il regime può essere particolarmente importante per le imprese che abbiano già utilizzato una parte rilevante del plafond de minimis.

Se il nuovo aiuto dovesse determinare il superamento del massimale disponibile, il regolamento prevede innanzitutto la riduzione del contributo in conto investimenti; se ciò non fosse sufficiente, vengono ridotte anche le altre componenti della sovvenzione.

Cumulo con altri incentivi

È possibile cumulare la misura con altri aiuti riferiti agli stessi investimenti, purché vengano rispettate le intensità massime previste dalla normativa europea e non si verifichi doppio finanziamento.

Il regolamento stabilisce inoltre che la somma tra:

  • altre agevolazioni;
  • agevolazioni del Fondo;
  • finanziamento bancario sottostante

non possa superare il:

100% del costo del progetto.

Per investimenti che beneficiano di crediti d’imposta o altri contributi è quindi necessario costruire preventivamente un quadro di cumulo.

La domanda non viene presentata direttamente dall’impresa alla Regione

Questo è un altro elemento che distingue il Fondo dai normali bandi.

L’iter è:

  1. l’impresa individua un Confidi convenzionato;
  2. presenta la domanda di finanziamento alla banca;
  3. banca e Confidi effettuano le proprie valutazioni;
  4. devono essere ottenute sia la delibera bancaria sia quella del Confidi;
  5. il Confidi, su delega dell’impresa, trasmette la richiesta a Credito Futuro Marche.

Tra i Confidi che risultano convenzionati sul portale figurano, al momento della verifica:

  • Confidicoop Marche;
  • FIDER;
  • UNI.CO.;
  • Confidi Macerata;
  • Cosvim.

L’elenco può essere aggiornato durante l’apertura della misura.

Procedura a sportello fino a esaurimento fondi

Il Fondo opera a sportello.

L’apertura effettiva è avvenuta alle:

ore 11:00 del 9 settembre 2026

dopo il rinvio rispetto alla data originariamente prevista del 1° settembre.

Il portale indica come chiusura formale:

31 dicembre 2029 ore 23:59,

ma la misura può naturalmente chiudere prima in caso di esaurimento delle risorse.

Al momento della verifica del 29 settembre 2026, il portale Credito Futuro Marche riportava già oltre 7,15 milioni di euro di domande presentate e circa 4,25 milioni di fondi residui, segnale che lo sportello sta assorbendo rapidamente la dotazione disponibile.

Esempio completo: progetto da 100.000 euro

Supponiamo che una PMI presenti:

  • macchinari: 55.000 €;
  • software: 15.000 €;
  • scorte e circolante: 30.000 €.

Totale:

100.000 euro.

Investimenti:

70%

Liquidità:

30%

quindi il progetto è conforme.

Contributo in conto investimenti:

10% = 10.000 euro.

Finanziamento teorico:

90.000 euro.

A questo possono aggiungersi:

  • contributo in conto interessi fino a 7.000 euro;
  • abbattimento del costo della garanzia fino a 4.000 euro;
  • garanzia Confidi e riassicurazione regionale.

Il vantaggio pubblico complessivo può quindi essere molto più significativo del semplice 10% a fondo perduto.

Esempio massimo: progetto da 200.000 euro

Progetto:

200.000 euro

Contributo in conto investimenti:

10.000 euro, perché scatta il massimale.

Finanziamento:

fino a 190.000 euro.

Contributo interessi:

fino a 7.000 euro.

Costo garanzia:

fino a 4.000 euro.

Sovvenzioni massime teoriche:

21.000 euro

oltre alla componente di garanzia/riassicurazione.

Checklist operativa

  • verificare qualifica di MPMI o lavoratore autonomo;
  • verificare sede operativa nelle Marche o impegno ad attivarla;
  • controllare codice ATECO;
  • verificare DURC;
  • controllare polizza catastrofale;
  • definire un progetto tra 40.000 e 200.000 euro;
  • garantire almeno il 60% di investimenti;
  • mantenere la liquidità entro il 40%;
  • verificare macchinari e attrezzature nuovi;
  • verificare software e brevetti;
  • controllare eventuali lavori sugli immobili;
  • verificare eventuali automezzi a basse emissioni;
  • controllare i limiti sul fotovoltaico;
  • evitare beni destinati al noleggio;
  • individuare il Confidi;
  • presentare la richiesta di finanziamento alla banca;
  • ottenere la delibera bancaria;
  • ottenere la delibera del Confidi;
  • evitare ordini e fatture prima della concessione quando non consentiti;
  • verificare il regime de minimis o l’eventuale GBER;
  • verificare altri incentivi sul progetto;
  • completare l’investimento entro 12 mesi dalla concessione;
  • rendicontare entro 60 giorni dall’ultimo pagamento.

Scheda rapida – Investimenti e Liquidità Marche 2026

Ente: Regione Marche
Strumento: Fondo Nuovo Credito – Investimenti e Liquidità 2026
Gestore: Credito Futuro Marche
Dotazione: 11.407.609,66 euro
Beneficiari: MPMI e lavoratori autonomi
Territorio: Marche
Progetto minimo: 40.000 euro
Progetto massimo: 200.000 euro
Investimenti: almeno 60%
Liquidità: massimo 40%
Contributo investimenti: 10% fino a 10.000 euro
Contributo interessi: riduzione TAN fino a 2,5 punti, massimo 7.000 euro
Contributo garanzia: fino a 4.000 euro
Sovvenzioni massime nominali: fino a 21.000 euro
Garanzia Confidi: fino a 80%
Riassicurazione regionale: fino all’80% della garanzia Confidi
Finanziamento minimo: 36.000 euro
Finanziamento massimo: 190.000 euro
Durata: 36-96 mesi
Preammortamento: massimo 12 mesi
Spese: immobili, macchinari, attrezzature, software, brevetti, servizi, fiere, automezzi merci a basse emissioni, scorte e circolante
Realizzazione: entro 12 mesi dalla concessione
Regime: de minimis oppure, nei casi applicabili, GBER
Procedura: sportello
Apertura: 9 settembre 2026 ore 11:00
Chiusura formale: 31 dicembre 2029, salvo esaurimento anticipato.

Il Fondo Investimenti e Liquidità 2026 è quindi una misura più articolata di un normale contributo del 10%. La combinazione fra finanziamento bancario, garanzia Confidi, riassicurazione regionale, abbattimento degli interessi e rimborso del costo della garanzia può ridurre in modo significativo il costo finanziario complessivo dell’operazione.

È particolarmente interessante per aziende che abbiano un progetto fra 40.000 e 200.000 euro e che, oltre all’investimento, necessitino anche di liquidità per sostenere scorte e capitale circolante. Il limite più importante da gestire operativamente è invece quello temporale: fatture e pagamenti devono essere successivi alla concessione, quindi l’investimento non va avviato in anticipo senza aver verificato correttamente la procedura.

Atamai può supportare le imprese nella verifica dei requisiti, nella costruzione del piano di investimento, nel calcolo delle agevolazioni cumulabili e nel coordinamento della documentazione necessaria con banca e Confidi. Per informazioni: info@atamai.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).