Internazionalizzazione Reggio Calabria 2026: contributi del 70% fino a 5.600 euro per export, fiere e mercati esteri
La Camera di Commercio di Reggio Calabria ha aperto il Bando Internazionalizzazione 2026, destinato alle micro, piccole e medie imprese del territorio metropolitano che intendono avviare o rafforzare la propria presenza sui mercati esteri. La misura dispone di 45.000 euro e riconosce un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 5.600 euro per impresa. Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 12 ottobre 2026 alle ore 14:00 del 30 ottobre 2026 tramite ReStart e verranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione fino all’esaurimento delle risorse.
L’obiettivo del bando è sostenere l’acquisizione di servizi e strumenti che permettano alle imprese reggine di individuare nuovi mercati, consolidare quelli già serviti, sviluppare attività commerciali internazionali e utilizzare in modo più efficace anche i canali digitali per l’export. La misura finanzia sia interventi più tradizionali, come consulenza specialistica, certificazioni e partecipazione a fiere, sia attività come marketplace internazionali, incontri B2B virtuali, Digital Export Manager e ricerca di partner commerciali.
Contributo del 70% fino a 5.600 euro
L’intensità dell’agevolazione è pari al:
70% delle spese ammissibili
con un contributo massimo di:
5.600 euro.
Questo significa che il contributo massimo viene raggiunto con un progetto di:
8.000 euro.
Esempi:
| Spesa ammissibile | Contributo 70% |
|---|---|
| 2.000 € | 1.400 € |
| 4.000 € | 2.800 € |
| 6.000 € | 4.200 € |
| 8.000 € | 5.600 € |
| 10.000 € | 5.600 € |
Il bando non indica una soglia generale minima di investimento; il limite rilevante è quindi soprattutto quello massimo del contributo.
200 euro in più per rating di legalità o parità di genere
Alle imprese che possiedono:
- rating di legalità;
- certificazione della parità di genere;
viene riconosciuta una premialità aggiuntiva di:
200 euro.
La maggiorazione è riconosciuta sia quando l’impresa possiede uno soltanto dei due requisiti sia quando li possiede entrambi: non vengono quindi riconosciuti 200 euro per ciascun requisito. La somma complessiva non può comunque superare il 100% delle spese ammissibili.
Un’impresa con un progetto da 8.000 euro potrebbe quindi ottenere:
5.600 euro di contributo + 200 euro di premialità = 5.800 euro.
Ritenuta del 4%
Il contributo viene liquidato con applicazione della ritenuta del 4%, secondo quanto previsto dal bando.
Su un contributo nominale di 5.600 euro, la ritenuta corrisponde a:
224 euro.
L’importo effettivamente liquidato sarà quindi inferiore, salvo i casi in cui la normativa fiscale preveda un trattamento differente.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese di tutti i settori che abbiano:
- sede legale oppure unità locale nella circoscrizione della Camera di Commercio di Reggio Calabria;
- attività regolarmente iscritta al Registro delle Imprese;
- impresa attiva;
- attività coerente con quella per cui viene richiesto il contributo.
Non sono ammessi i soggetti iscritti esclusivamente al REA.
Le imprese devono inoltre risultare in regola con:
- diritto annuale camerale;
- DURC;
- obblighi in materia di sicurezza;
- normativa antimafia;
- obbligo di polizza contro i rischi catastrofali, quando applicabile.
I requisiti territoriali e di regolarità devono essere mantenuti dalla presentazione della domanda fino alla liquidazione del contributo.
Imprese con più sedi: serve dimostrare il legame con Reggio Calabria
Per le imprese plurilocalizzate, che dispongono quindi di sedi anche al di fuori della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il bando richiede di spiegare in modo preciso:
- come il progetto è collegato alla sede o unità locale reggina;
- quale attività viene svolta in quella sede;
- quali effetti il progetto produrrà sul territorio metropolitano.
Non basta quindi avere formalmente una piccola unità locale a Reggio Calabria se il progetto di internazionalizzazione è in realtà riferito esclusivamente a un’altra sede.
Consulenza per entrare nei mercati esteri
Una prima categoria importante riguarda i servizi di:
- analisi;
- orientamento;
- assistenza specialistica
finalizzati ad aiutare l’impresa a entrare o consolidarsi nei mercati esteri.
Possono quindi rientrare, ad esempio:
- analisi di potenziale export;
- scelta dei mercati target;
- studio dei canali distributivi;
- individuazione di nuovi sbocchi;
- analisi della concorrenza;
- definizione di una strategia di ingresso.
Cataloghi e materiali commerciali in lingua straniera
Sono ammissibili le spese per il potenziamento degli strumenti promozionali e commerciali destinati all’estero, comprese:
- progettazione;
- predisposizione;
- revisione;
- traduzione
di:
- cataloghi;
- brochure;
- presentazioni aziendali
in lingua straniera.
Non si tratta quindi della normale comunicazione aziendale italiana: il materiale deve essere chiaramente collegato allo sviluppo commerciale sui mercati internazionali.
Certificazioni necessarie per esportare
Il bando finanzia anche l’ottenimento o il rinnovo di certificazioni di prodotto necessarie all’esportazione o indispensabili per accedere a determinati canali commerciali internazionali, come ad esempio la grande distribuzione.
Sono invece escluse certificazioni generiche non direttamente collegate alla vendita all’estero, come ad esempio:
- ISO;
- EMAS;
quando non siano funzionali in modo specifico all’operazione export.
Il principio da seguire è quindi:
certificazione richiesta per vendere quel prodotto su quel mercato = potenzialmente ammissibile.
certificazione aziendale generale = normalmente esclusa.
Protezione del marchio all’estero
È finanziabile anche la protezione del marchio dell’impresa sui mercati esteri.
Per aziende che stanno entrando in nuovi Paesi, questo può diventare un intervento particolarmente importante perché permette di affiancare alla strategia commerciale anche la tutela preventiva del brand.
Consulenza legale, contrattuale e fiscale: sì, ma solo se legata all’estero
Il bando ammette servizi specialistici:
- legali;
- organizzativi;
- contrattuali;
- fiscali;
quando siano specificamente legati all’attività internazionale.
Ad esempio, potrebbe essere finanziabile una consulenza per predisporre contratti di distribuzione internazionale o per affrontare una specifica problematica fiscale collegata all’ingresso in un mercato estero.
Sono invece escluse le normali consulenze:
- fiscali;
- contabili;
- amministrative;
- legali
che rientrano nella gestione ordinaria dell’impresa.
Temporary Export Manager e Digital Export Manager
Tra le spese più interessanti rientra l’utilizzo di:
- Temporary Export Manager – TEM;
- Digital Export Manager.
Il professionista deve affiancare il personale aziendale per sviluppare competenze interne e costruire un vero percorso di internazionalizzazione.
Per una PMI che non dispone di un ufficio export interno, il TEM può occuparsi ad esempio di:
- selezione dei mercati;
- ricerca distributori;
- sviluppo di contatti commerciali;
- pianificazione delle attività;
- supporto alle trattative;
- organizzazione della rete export.
Il Digital Export Manager può concentrarsi invece sulla componente digitale:
- marketplace;
- e-commerce;
- lead generation internazionale;
- promozione digitale;
- sistemi di pagamento;
- strumenti online per l’export.
Formazione specialistica sull’internazionalizzazione
Sono ammesse anche attività formative mirate allo sviluppo delle competenze export.
La formazione può essere rivolta a:
- titolari;
- coadiuvanti delle imprese individuali;
- soci delle società di persone, esclusi i soci accomandanti;
- amministratori;
- personale dipendente.
Sono invece escluse le attività formative destinate a collaboratori o lavoratori parasubordinati.
I fornitori di formazione devono possedere specifici requisiti di qualificazione, come accreditamento regionale, natura universitaria o certificazione UNI EN ISO 9001 per l’attività formativa.
B2B virtuali e incontri con buyer
Il bando finanzia percorsi di virtual matchmaking e incontri B2B con:
- buyer internazionali;
- operatori economici esteri;
- potenziali partner.
Le attività possono essere individuali o collettive e possono servire anche a preparare future missioni incoming o outgoing.
Marketplace e business online
Sono finanziabili attività per avviare o sviluppare il business online attraverso:
- piattaforme;
- marketplace internazionali;
- sistemi di smart payment;
- strumenti digitali di commercio internazionale.
Il bando è quindi utilizzabile anche da imprese che non vogliono necessariamente aprire una struttura commerciale fisica all’estero, ma intendono iniziare a vendere attraverso canali digitali internazionali.
Sito web in lingua straniera
È ammessa la progettazione, revisione e traduzione in almeno una lingua straniera dei contenuti del sito internet aziendale quando l’intervento sia finalizzato allo sviluppo della promozione internazionale.
Può quindi rientrare:
- revisione dei contenuti;
- traduzione;
- adattamento commerciale al mercato;
- predisposizione delle pagine export.
Non è invece sufficiente un normale restyling grafico del sito privo di un collegamento diretto con il progetto di internazionalizzazione.
Fiere all’estero e fiere internazionali in Italia
Il bando ammette la partecipazione a:
- fiere ed eventi commerciali all’estero;
- fiere internazionali organizzate in Italia.
Sono finanziabili, tra gli altri:
- quota di iscrizione;
- noleggio dello spazio;
- allestimento dello stand;
- interpretariato;
- hostess;
- trasporto dei prodotti;
- assicurazione sul trasporto.
Sono invece escluse:
- spese di viaggio;
- taxi;
- navette;
- vitto;
- alloggio;
- rappresentanza.
Questa distinzione è importante nella costruzione del budget.
Studi di mercato e ricerca clienti
Sono finanziabili anche le attività svolte prima o dopo l’azione commerciale, come:
- analisi e ricerche di mercato;
- studi di fattibilità;
- ricerca di clienti;
- ricerca di distributori;
- ricerca di partner commerciali;
- follow-up successivo a fiere e incontri.
La misura può quindi accompagnare l’intero percorso:
studio del mercato → contatti → fiera/B2B → follow-up → accordo commerciale.
Beni e servizi strumentali
Sono ammessi anche acquisto o noleggio di beni e servizi strumentali strettamente funzionali alle iniziative di internazionalizzazione.
Il collegamento con il progetto export deve essere chiaro: non è un bando per acquistare beni ordinari aziendali.
Spese escluse
Il bando esclude espressamente:
- vitto;
- alloggio;
- viaggio;
- taxi;
- navette;
- rappresentanza;
- produzione di campionature;
- consulenza fiscale, amministrativa, contabile o legale ordinaria;
- semplice pubblicità commerciale;
- certificazioni non necessarie all’export;
- servizi per adeguamento generico alla normativa;
- costi di gestione e funzionamento ordinario dell’impresa.
L’IVA non è finanziabile.
Attenzione: niente progetto analogo già finanziato
Il bando stabilisce che non può essere concesso il contributo per progetti analoghi a quelli già finanziati nelle precedenti edizioni della stessa misura.
Un’impresa che ha già ottenuto un contributo negli anni passati può quindi partecipare, ma deve presentare un progetto realmente differente e non una semplice replica dell’intervento già agevolato.
Questo è un punto da verificare soprattutto per imprese che utilizzano annualmente fiere, TEM o marketplace.
Spese solo dalla data della domanda
Le spese devono essere:
- fatturate;
- pagate;
- effettivamente sostenute
a partire dalla data di presentazione della domanda e non oltre il:
29 ottobre 2027.
È quindi possibile predisporre i preventivi prima della domanda, ma l’intervento agevolato deve iniziare economicamente dopo l’invio.
I documenti di spesa devono riportare anche il CUP – Codice Unico di Progetto attribuito alla pratica.
Fornitori: attenzione ai collegamenti societari
I fornitori non possono essere:
- controllati o collegati all’impresa richiedente;
- soci o amministratori della beneficiaria;
- familiari stretti di soci e amministratori;
- società con compagini proprietarie sostanzialmente coincidenti.
I fornitori devono normalmente essere iscritti al Registro delle Imprese e svolgere effettivamente l’attività corrispondente al servizio fatturato.
De minimis
Il contributo viene concesso in regime de minimis.
Per la generalità delle imprese trova applicazione il Regolamento UE 2023/2831; il bando richiama inoltre i regolamenti specifici applicabili ai settori agricolo e pesca quando pertinenti.
Il plafond disponibile dell’impresa deve quindi essere verificato prima della concessione.
Cumulo con altri incentivi
La misura può essere cumulata sulle stesse spese con altri aiuti de minimis o con aiuti in esenzione/autorizzati, nel rispetto delle intensità massime previste dalla disciplina europea.
È inoltre possibile cumulare il contributo con misure fiscali generali che non costituiscono aiuto di Stato, ma il totale delle agevolazioni non può superare il:
100% delle spese effettivamente sostenute.
Procedura a sportello: conta l’orario di invio
Le domande vengono istruite con procedura valutativa a sportello seguendo l’ordine cronologico risultante da ReStart.
La dotazione è di soli:
45.000 euro.
In termini puramente teorici, se tutti ottenessero il massimo di 5.600 euro, le risorse basterebbero a finanziare circa:
8 imprese.
Il numero effettivo potrà essere maggiore se le richieste saranno di importo inferiore, ma la dotazione ridotta rende comunque importante preparare la pratica in anticipo.
Documenti necessari
Alla domanda devono essere allegati, firmati digitalmente:
- Modello di autodichiarazione;
- Modulo 1;
- preventivi di spesa;
- scheda di presentazione o brochure aziendale;
- documento relativo alla polizza catastrofale.
Il Modulo 1 deve descrivere:
- intervento proposto;
- obiettivi;
- risultati attesi;
- ambiti di internazionalizzazione interessati;
- fornitori;
- attività affidate ai singoli fornitori.
I preventivi devono essere:
- intestati all’impresa;
- redatti in euro;
- in italiano o accompagnati da una traduzione sintetica;
- dettagliati nelle singole voci di costo;
- emessi da fornitori abilitati.
Non sono ammessi autopreventivi.
Come presentare la domanda
La candidatura deve essere trasmessa tramite ReStart di InfoCamere con accesso mediante SPID, CNS o CIE e firma digitale del legale rappresentante.
La finestra è:
Apertura: 12 ottobre 2026 ore 10:00
Scadenza: 30 ottobre 2026 ore 14:00.
È prevista un’imposta di bollo di:
16 euro
da pagare tramite PagoPA al momento dell’invio della pratica.
Ogni impresa può presentare una sola domanda. Se ne vengono inviate più di una, viene considerata soltanto l’ultima trasmessa, che annulla le precedenti.
Esempio: primo progetto export
Un’azienda che non ha ancora una struttura export interna decide di investire in:
- analisi del mercato tedesco: 1.500 €;
- TEM: 3.500 €;
- catalogo in tedesco: 1.000 €;
- ricerca clienti e distributori: 2.000 €.
Totale:
8.000 euro.
Contributo:
70% = 5.600 euro.
L’impresa raggiunge quindi il massimo.
Esempio: fiera internazionale
Un’azienda partecipa a una fiera in Francia e sostiene:
- quota di partecipazione: 2.000 €;
- spazio espositivo: 2.000 €;
- allestimento: 1.500 €;
- interprete: 700 €;
- trasporto e assicurazione dei prodotti: 1.800 €.
Totale:
8.000 euro.
Contributo:
5.600 euro.
Hotel, volo e ristorazione del personale restano invece esclusi.
Esempio: export digitale
Un’impresa vuole sviluppare la vendita internazionale online:
- consulenza Digital Export Manager: 3.000 €;
- marketplace internazionale: 2.000 €;
- revisione e traduzione sito: 1.500 €;
- ricerca clienti e follow-up: 1.500 €.
Totale:
8.000 euro.
Contributo:
5.600 euro.
Checklist operativa
- verificare qualifica MPMI;
- verificare sede o unità locale nella Città Metropolitana di Reggio Calabria;
- controllare diritto annuale;
- verificare DURC;
- controllare polizza catastrofale;
- verificare eventuale rating di legalità;
- verificare eventuale certificazione della parità di genere;
- individuare mercato o Paesi target;
- definire se utilizzare TEM o Digital Export Manager;
- valutare certificazioni necessarie all’export;
- valutare tutela internazionale del marchio;
- verificare fiere internazionali;
- valutare B2B e ricerca buyer;
- valutare marketplace e sito in lingua;
- raccogliere preventivi dettagliati prima dell’invio;
- verificare i fornitori;
- non sostenere spese prima della domanda;
- verificare eventuali precedenti contributi sullo stesso progetto;
- controllare plafond de minimis;
- caricare brochure aziendale;
- predisporre la firma digitale;
- inviare tramite ReStart dal 12 ottobre ore 10:00;
- considerare la limitata dotazione di 45.000 euro;
- completare e pagare le attività entro 29 ottobre 2027.
Scheda rapida – Internazionalizzazione Reggio Calabria 2026
Ente: Camera di Commercio di Reggio Calabria
Beneficiari: MPMI
Territorio: Città Metropolitana di Reggio Calabria
Dotazione: 45.000 euro
Contributo: 70%
Massimo: 5.600 euro
Spesa per raggiungere il massimo: 8.000 euro
Premialità: +200 euro con rating di legalità e/o certificazione parità di genere
Spese: consulenza export, TEM, Digital Export Manager, certificazioni per l’estero, marchi, sito in lingua, marketplace, B2B, studi di mercato, ricerca clienti, fiere, stand, interpretariato e trasporto prodotti
Viaggio/vitto/alloggio: non ammessi
IVA: non ammessa
Spese ammissibili: dalla data della domanda al 29 ottobre 2027
Regime: de minimis
Procedura: sportello cronologico
Domanda: ReStart
Apertura: 12 ottobre 2026 ore 10:00
Scadenza: 30 ottobre 2026 ore 14:00
Bollo: 16 euro via PagoPA.
Il Bando Internazionalizzazione Reggio Calabria 2026 può risultare particolarmente interessante per imprese che stanno affrontando il primo ingresso all’estero o che vogliono strutturare meglio un’attività export già avviata. Il massimale è relativamente contenuto, ma il contributo al 70% consente di coprire una quota significativa di un progetto da circa 8.000 euro.
L’aspetto più utile è la possibilità di costruire un intervento integrato: non soltanto partecipare a una fiera, ma combinare analisi del mercato, TEM, ricerca partner, strumenti commerciali in lingua, marketplace, B2B e follow-up.
Considerata la dotazione complessiva di soli 45.000 euro, l’ordine cronologico può diventare determinante e conviene arrivare all’apertura con preventivi e documentazione già predisposti.
Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nella definizione del progetto di internazionalizzazione, nella selezione delle spese ammissibili e nel coordinamento della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).