Valle d’Aosta: contributi per l’efficientamento energetico delle imprese fino al 70%
La Regione autonoma Valle d’Aosta mette a disposizione 4 milioni di euro del PR FESR 2021-2027 per sostenere interventi di efficientamento energetico delle imprese industriali e artigiane. Il bando permette di intervenire sia sugli edifici aziendali sia sui processi produttivi, integrando anche impianti fotovoltaici e altre fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, hardware e software per il monitoraggio e la gestione dei consumi. Gli investimenti ammessi devono avere un valore compreso tra 150.000 e 2.000.000 di euro, IVA esclusa.
La misura è a sportello valutativo, quindi le domande vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, ma il progetto deve comunque raggiungere una soglia tecnica minima di punteggio. La Regione ha inoltre prorogato il termine di presentazione al 31 dicembre 2026 con provvedimento n. 811 del 23 settembre 2026, salvo precedente esaurimento delle risorse.
Attenzione: il contributo non è semplicemente “70% fino a 1,2 milioni”
È il primo dato da correggere rispetto alle sintesi circolate sulla misura.
Il bando prevede due possibili regimi.
Regime de minimis
Il contributo può raggiungere:
60% delle spese ammissibili.
Tuttavia resta applicabile il limite generale del Regolamento de minimis:
300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica.
Di conseguenza, un investimento da 2 milioni di euro non genera automaticamente 1,2 milioni di contributo in de minimis: interviene il plafond europeo disponibile dell’impresa.
Regime GBER
In alternativa il contributo può essere concesso in esenzione GBER con queste aliquote base:
| Dimensione impresa | Intensità base |
|---|---|
| Piccola impresa | 50% |
| Media impresa | 40% |
| Grande impresa | 30% |
Sono inoltre previste maggiorazioni.
Per determinati investimenti realizzati nei Comuni ricadenti nelle aree assistite ex art. 107.3.c TFUE può essere aggiunto:
+5 punti percentuali.
Per interventi sugli edifici esistenti che consentano una riduzione dell’energia primaria di almeno il:
40%
può essere riconosciuta una maggiorazione ulteriore di:
+15 punti percentuali.
Una piccola impresa che realizza un intervento edilizio con le caratteristiche richieste in un Comune assistito può quindi, in determinate condizioni, arrivare teoricamente al:
50% + 5% + 15% = 70%.
Non esiste però nel testo ufficiale un unico massimale generalizzato di 1,2 milioni di euro valido per tutti i progetti. Il contributo effettivo dipende da:
- dimensione dell’impresa;
- regime di aiuto scelto;
- tipologia dell’intervento;
- localizzazione;
- costi effettivamente riconosciuti;
- eventuali maggiorazioni;
- disciplina specifica GBER applicabile.
Investimenti da almeno 150.000 euro
Il progetto deve avere una dimensione significativa.
Le spese ammesse dopo l’istruttoria devono essere comprese tra:
150.000 euro
e
2.000.000 euro
IVA esclusa.
Non è quindi una misura destinata al piccolo intervento fotovoltaico o alla sostituzione di qualche apparecchiatura.
È pensata soprattutto per operazioni strutturate di:
- riqualificazione energetica di stabilimenti;
- rinnovo di processi produttivi;
- sostituzione di impianti;
- recupero del calore;
- automazione e controllo dei consumi;
- integrazione con fonti rinnovabili.
Chi può presentare domanda
Il bando è rivolto esclusivamente a:
imprese industriali e artigiane
sia PMI sia grandi imprese.
Devono risultare costituite e attive al Registro Imprese da almeno:
6 mesi
e svolgere come attività prevalente uno dei codici ATECO ammessi dall’Allegato 1.
Sono comprese, con differenti limitazioni, attività appartenenti ad esempio a:
- manifattura;
- costruzioni;
- estrazione;
- gestione acqua e rifiuti;
- energia;
- trasporto e magazzinaggio;
- informatica e telecomunicazioni;
- alcuni servizi professionali;
- alcuni servizi alla persona;
- riparazioni;
- alcune attività di ristorazione;
- assistenza sociale.
Il codice ATECO deve però essere controllato puntualmente, perché per diverse sezioni sono previste esclusioni o ammissioni limitate a specifiche attività.
Anche le grandi imprese sono ammesse
A differenza di molti bandi regionali, la misura non è riservata alle PMI.
Possono partecipare anche le grandi imprese, che nel regime GBER partono da un’intensità base del:
30%.
Per le grandi imprese assumono inoltre particolare rilievo le condizioni relative alla diagnosi energetica e alla solidità economico-finanziaria.
Il sito produttivo deve essere in Valle d’Aosta
L’investimento deve riguardare un:
sito produttivo esistente ubicato in Valle d’Aosta.
Una singola domanda non può comprendere siti produttivi differenti, ma può riguardare più edifici o processi produttivi collocati all’interno dello stesso sito.
L’impresa deve avere la disponibilità dell’immobile o del sito.
Se non è proprietaria e utilizza un altro diritto reale di godimento, il titolo deve avere una durata residua di almeno:
10 anni dalla pubblicazione dell’Avviso
e deve essere acquisita l’autorizzazione del proprietario.
Una sede operativa valdostana può essere attivata successivamente
L’impresa deve avere una unità operativa in Valle d’Aosta almeno al momento della prima richiesta di erogazione del contributo.
Questa previsione può rendere la misura interessante anche per imprese che stanno insediando un nuovo presidio produttivo regionale, purché il progetto riguardi comunque un sito produttivo ammissibile e siano rispettati tutti gli altri requisiti.
Primo filone: riqualificazione energetica degli edifici
Il progetto può riguardare un edificio aziendale esistente.
In questo caso, però, non basta un singolo intervento isolato.
Devono essere interessati almeno due degli elementi previsti dal bando.
Sono ammessi:
- isolamento dell’involucro opaco;
- miglioramento di pareti e coperture;
- cappotto termico;
- pareti ventilate;
- tetti verdi;
- sostituzione di serramenti;
- interventi su superfici trasparenti;
- schermature solari;
- efficientamento della climatizzazione;
- efficientamento della produzione di acqua calda;
- ventilazione meccanica controllata;
- unità di trattamento aria;
- efficientamento dell’illuminazione;
- building automation;
- termoregolazione;
- contabilizzazione;
- monitoraggio dei consumi.
Risparmio energetico minimo del 20% sugli edifici
Il progetto edilizio deve determinare una riduzione di almeno:
20% del consumo di energia primaria globale
rispetto alla situazione precedente all’intervento.
Il risultato viene verificato attraverso:
APE ante intervento + APE post intervento.
Non è quindi sufficiente dimostrare che il nuovo componente è tecnicamente più efficiente: il miglioramento deve emergere dalla prestazione energetica complessiva dell’edificio interessato.
Il 40% di miglioramento può aumentare il contributo
Se l’intervento sull’edificio arriva ad almeno:
40% di miglioramento della prestazione energetica
può scattare, nel regime GBER, la maggiorazione di:
15 punti percentuali.
Questo rende particolarmente interessanti le riqualificazioni profonde degli stabilimenti rispetto agli interventi più limitati.
Secondo filone: efficientamento dei processi produttivi
La misura finanzia anche direttamente il processo produttivo.
Sono ammesse:
- innovazioni di processo o prodotto che riducano i consumi;
- razionalizzazione degli impianti;
- sostituzione di apparecchiature energivore;
- motori elettrici più efficienti;
- forni;
- presse;
- compressori;
- sistemi di movimentazione;
- recupero del calore di processo;
- recupero di energia dagli scarti di lavorazione;
- apparecchiature che riducano i consumi dei cicli produttivi;
- sistemi di monitoraggio e modellizzazione energetica.
Un punto importante è che non vengono finanziate nuove linee produttive in quanto tali: l’intervento deve configurarsi come efficientamento del processo esistente.
Risparmio minimo del 5% sul processo produttivo
Per gli interventi sui processi produttivi è necessario raggiungere almeno:
5% di riduzione del consumo annuo di energia primaria globale.
Il dato deve risultare dalla diagnosi energetica.
Una riduzione superiore al minimo contribuisce inoltre al punteggio tecnico del progetto.
Fotovoltaico sì, ma non può essere l’unico intervento
Il fotovoltaico è ammesso, ma con una condizione fondamentale.
L’impresa deve prima realizzare:
- almeno due interventi sull’edificio;
oppure
- almeno un intervento sul processo produttivo.
Soltanto all’interno di questo progetto di efficientamento possono essere aggiunti gli interventi per la produzione di energia rinnovabile.
Quindi non siamo davanti a un normale bando:
“installo pannelli fotovoltaici → ricevo il contributo”.
Il fotovoltaico deve inserirsi in un programma più ampio di efficientamento.
Fotovoltaico fino a 1 MW
Sono ammessi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con potenza:
≤ 1 MW
alimentati da:
- fotovoltaico;
- eolico;
- idroelettrico.
La produzione deve essere destinata all’autoconsumo dell’impresa.
Sistemi di accumulo
Sono ammessi anche sistemi di accumulo:
behind-the-meter
sia abbinati al nuovo impianto sia collegati a un impianto FER già esistente.
La batteria deve assorbire almeno:
75% della propria energia da un impianto rinnovabile direttamente collegato, su base annua.
Produzione di energia termica rinnovabile
Il progetto può comprendere anche:
- solare termico;
- solar cooling;
- biomassa;
- pompe di calore;
- sistemi ibridi pompa di calore/biomassa.
Sono invece previste restrizioni molto nette sui generatori alimentati da fonti fossili.
Gas, gasolio e altri combustibili fossili: esclusioni importanti
Per gli interventi edilizi non sono ammessi generatori di calore alimentati direttamente da:
- gas naturale;
- GPL;
- gasolio;
- olio combustibile;
- nafta;
- kerosene;
- carbone.
La stessa esclusione opera, con riferimento diretto alle apparecchiature, per gli interventi sui processi produttivi.
Il bando è quindi chiaramente costruito per accompagnare anche la decarbonizzazione dei processi.
Obbligatoria la diagnosi energetica
Questo è uno dei requisiti centrali.
Gli interventi devono essere individuati almeno nei contenuti principali da una:
diagnosi energetica
redatta non più di:
6 mesi prima della domanda.
La diagnosi deve rispettare:
- Allegato 2 del D.Lgs. 102/2014;
- norme UNI CEI EN 16247, parti 1-4.
Per le grandi imprese che intervengono sul processo produttivo deve essere sottoscritta da un:
EGE – Esperto in Gestione dell’Energia.
La diagnosi non è quindi un allegato formale: costituisce la base tecnica dell’intero progetto.
Conta molto la qualità della diagnosi
La procedura è a sportello, ma non è automatica.
Il progetto deve prima raggiungere almeno:
10 punti su 20
nella valutazione della qualità tecnica della documentazione.
Vengono valutati, tra gli altri:
- completezza dello stato di fatto;
- disponibilità di dati energetici misurati e tracciabili;
- metodologia;
- chiarezza della diagnosi;
- affidabilità delle valutazioni economiche;
- quadro finanziario;
- coerenza tra diagnosi, STEP, progetto e preventivi.
Punteggio minimo complessivo: 50
Dopo il primo controllo qualitativo, il progetto deve raggiungere almeno:
50 punti complessivi
per essere ammesso.
Non è quindi sufficiente presentare una domanda prima degli altri: la proposta deve tecnicamente superare la valutazione.
Come si guadagnano punti
Il punteggio premia, fra l’altro:
- qualità degli elaborati;
- risparmio energetico dell’edificio superiore al minimo;
- risparmio energetico del processo superiore al minimo;
- installazione di impianti FER;
- nuova produzione di energia rinnovabile;
- utilizzo di tecnologie digitali;
- monitoraggio energetico;
- rispetto rafforzato del principio DNSH;
- innovatività delle soluzioni;
- certificazioni volontarie dell’impresa.
Per la produzione rinnovabile, ad esempio, vengono attribuiti punti in funzione dell’energia aggiuntiva prodotta, fino a 15 punti.
Il digitale è espressamente premiato
Il bando attribuisce fino a:
10 punti
per l’utilizzo di tecnologie digitali finalizzate a ottimizzare la gestione dei consumi energetici.
Possono quindi assumere valore progettuale:
- energy management system;
- sensori;
- sistemi di misura;
- building automation;
- monitoraggio in tempo reale;
- sistemi di controllo;
- software per la gestione energetica;
- software dedicato alla gestione del processo produttivo.
La digitalizzazione non è quindi soltanto una voce finanziabile: può migliorare anche la competitività della domanda.
Spese ammissibili
Il bando riconosce numerose categorie di costo.
Sono ammissibili:
- materiali;
- componenti;
- attrezzature;
- tecnologie;
- impianti;
- posa in opera;
- opere accessorie;
- interventi murari strettamente necessari;
- demolizioni funzionali all’intervento;
- smontaggio degli impianti esistenti;
- dismissione di linee produttive sostituite;
- apparecchiature elettriche ed elettroniche;
- hardware;
- software;
- sistemi di monitoraggio;
- sistemi di accumulo;
- strutture di ancoraggio dei pannelli.
Spese tecniche fino al 10%
Sono ammesse anche spese tecniche fino al:
10% della spesa ammessa a contributo.
Fra queste:
- progettazione;
- verifiche energetiche;
- direzione lavori;
- sicurezza;
- coordinamento;
- collaudo;
- verifiche di conformità;
- APE post operam.
Amianto escluso
Le demolizioni necessarie al progetto possono essere finanziate, ma il bando esclude specificamente:
rimozione e smaltimento dell’amianto.
Questa voce deve quindi essere scorporata dal progetto agevolato.
IVA esclusa
L’IVA non è una spesa ammissibile.
Tutti i limiti da 150.000 a 2 milioni devono quindi essere considerati:
IVA esclusa.
Spese dopo la domanda
Le spese devono essere sostenute successivamente alla:
presentazione della domanda.
In generale i pagamenti devono invece avvenire dopo la concessione del contributo.
Per le spese tecniche è prevista una specifica eccezione: possono essere liquidate anche prima della concessione purché siano comunque successive alla domanda.
Operativamente è quindi prudente non sottoscrivere ordini o impegni vincolanti prima di avere verificato correttamente l’effetto incentivante richiesto dal regime di aiuto scelto.
Termine lavori fino al 2029
Le spese devono essere pagate entro:
30 settembre 2029
e rendicontate su SISPREG entro:
31 dicembre 2029.
Il rendiconto finale deve comunque essere presentato entro:
90 giorni dall’ultimazione dell’intervento.
Possibile anticipo del 30%
Il contributo può essere erogato in tre fasi.
La prima quota è facoltativa e può arrivare fino al:
30% del contributo concesso
previa presentazione di:
- fideiussione bancaria;
oppure
- polizza fideiussoria assicurativa.
È poi prevista una quota a stato di avanzamento quando siano state sostenute almeno il:
60% delle spese ammissibili
e infine il saldo.
Polizza catastrofale
Al momento della prima richiesta di erogazione l’impresa deve risultare in regola con gli obblighi relativi all’assicurazione contro i rischi catastrofali, secondo le scadenze previste dalla normativa nazionale.
Procedura a sportello, ma con valutazione tecnica
La Regione qualifica la misura come:
procedura valutativa a sportello con punteggio minimo.
Le domande sono quindi esaminate in ordine cronologico, ma devono superare la verifica tecnica.
Con soli:
4 milioni di euro
a disposizione e progetti che partono da 150.000 euro, la dotazione può esaurirsi con un numero relativamente limitato di investimenti.
Esempio: piccola impresa in regime GBER
Investimento ammissibile:
500.000 euro.
Aliquota base:
50%.
Contributo teorico:
250.000 euro.
Se il sito si trova in una zona assistita e ricorrono le condizioni per la maggiorazione:
55% = 275.000 euro.
Se si tratta inoltre di una profonda riqualificazione dell’edificio con almeno il 40% di miglioramento energetico, l’intensità può teoricamente salire ulteriormente secondo le regole del bando.
Esempio: media impresa
Investimento:
1.000.000 euro.
Aliquota base GBER:
40%.
Contributo teorico:
400.000 euro.
In una zona assistita:
45% = 450.000 euro
nei casi per i quali è prevista la relativa maggiorazione.
Esempio: piccola impresa in de minimis
Investimento:
300.000 euro.
Contributo teorico al 60%:
180.000 euro.
Se l’impresa dispone di almeno 180.000 euro residui nel proprio plafond de minimis, l’intero importo può teoricamente essere riconosciuto.
Se avesse già utilizzato 200.000 euro di de minimis nel periodo rilevante, il residuo sarebbe invece soltanto:
100.000 euro.
Il contributo dovrebbe quindi essere ridotto.
I Comuni con maggiorazione territoriale
La maggiorazione GBER di 5 punti può interessare, per le tipologie indicate dall’Avviso, investimenti effettuati nelle zone assistite comprendenti:
Arnad, Brissogne, Chambave, Champdepraz, Charvensod, Châtillon, Donnas, Fénis, Gignod, Gressan, Hône, Issogne, Nus, Pollein, Pontey, Pont-Saint-Martin, Quart, Roisan, Saint-Christophe, Saint-Marcel, Saint-Vincent, Verrayes e Verrès.
La localizzazione esatta del sito produttivo può quindi incidere direttamente sulla percentuale del contributo.
Una sola domanda per impresa
Ogni soggetto proponente può presentare:
una sola domanda.
Non sono inoltre ammessi:
- raggruppamenti temporanei di imprese;
- reti di imprese.
Il progetto deve quindi essere costruito sulla singola impresa beneficiaria.
Domanda tramite SISPREG
La candidatura deve essere trasmessa attraverso il sistema regionale:
SISPREG
dopo la registrazione e l’accreditamento dell’impresa.
Tra la documentazione richiesta figurano:
- diagnosi energetica;
- STEP – Scheda Tecnica di Progetto;
- quadro economico;
- copertura finanziaria;
- dichiarazione sul titolare effettivo;
- documentazione antimafia;
- tracciabilità dei flussi;
- documentazione tecnica ed economica del progetto.
Scadenza: attenzione alla proroga
L’avviso originario era stato aperto:
1° ottobre 2025 ore 10:00.
La pagina conteneva inizialmente la scadenza del 30 novembre 2026, ma la Regione ha successivamente pubblicato l’avviso di proroga:
31 dicembre 2026.
La pagina ufficiale segnala espressamente che il termine è stato prorogato con provvedimento n. 811 del 23 settembre 2026.
Resta ferma la possibile chiusura precedente in caso di:
esaurimento delle risorse.
Checklist operativa
- verificare che l’impresa sia industriale o artigiana;
- controllare il codice ATECO 2025;
- verificare almeno 6 mesi di attività;
- identificare il sito produttivo valdostano;
- controllare titolo di proprietà o disponibilità per almeno 10 anni;
- verificare edificio/processo su cui intervenire;
- predisporre una diagnosi energetica non più vecchia di 6 mesi;
- per edifici prevedere almeno due interventi;
- garantire almeno 20% di riduzione energetica sull’edificio;
- per processi produttivi garantire almeno 5% di riduzione;
- valutare fotovoltaico e accumulo come interventi complementari;
- verificare autoconsumo;
- dimensionare eventuale FER entro 1 MW;
- inserire sistemi digitali di monitoraggio quando utili;
- costruire la STEP;
- verificare il punteggio minimo di 50;
- verificare il regime de minimis oppure GBER;
- controllare il plafond de minimis;
- verificare eventuale maggiorazione territoriale;
- verificare possibile maggiorazione per risparmio ≥40%;
- verificare capacità economico-finanziaria;
- controllare la polizza catastrofale;
- non avviare impropriamente l’investimento prima della domanda;
- presentare la pratica su SISPREG;
- considerare la scadenza aggiornata del 31 dicembre 2026;
- tenere conto dell’esaurimento anticipato dei 4 milioni.
Scheda rapida – Efficientamento energetico imprese Valle d’Aosta
Ente: Regione autonoma Valle d’Aosta
Programma: PR Valle d’Aosta FESR 2021-2027
Dotazione: 4.000.000 €
Beneficiari: imprese industriali e artigiane, PMI e grandi imprese
Investimento minimo: 150.000 €
Investimento massimo: 2.000.000 €
De minimis: fino al 60%, nei limiti del plafond disponibile
GBER piccola impresa: 50% base
GBER media impresa: 40% base
GBER grande impresa: 30% base
Maggiorazione aree assistite: +5 punti, nei casi previsti
Maggiorazione edifici con risparmio ≥40%: +15 punti
Intensità massima potenziale: fino al 70% in specifiche configurazioni
Interventi edificio: almeno 2 tipologie
Risparmio edificio minimo: 20%
Risparmio processo minimo: 5%
Fotovoltaico/FER: ammesso come intervento integrativo
Potenza FER elettrica: fino a 1 MW
Accumulo: ammesso
Diagnosi energetica: obbligatoria, massimo 6 mesi prima della domanda
Spese tecniche: massimo 10%
Punteggio minimo progetto: 50 punti
Procedura: valutativa a sportello cronologico
Anticipo: fino al 30% con fideiussione
Domanda: SISPREG
Apertura: 1 ottobre 2025
Scadenza aggiornata: 31 dicembre 2026, salvo esaurimento risorse.
Il bando della Valle d’Aosta per l’efficientamento energetico delle imprese è quindi molto più interessante di una semplice agevolazione per il fotovoltaico. Consente di finanziare operazioni profonde sugli stabilimenti e sui processi produttivi, combinando interventi meccanici, elettrici, edilizi, digitali e fonti rinnovabili.
La difficoltà principale non è tanto l’elenco delle spese, quanto la costruzione tecnica della pratica: diagnosi energetica, risparmio misurabile, STEP, capacità finanziaria e punteggio devono essere coerenti fra loro.
È inoltre importante non utilizzare in modo automatico il dato sintetico “70% – massimo 1,2 milioni”: l’aliquota e il contributo effettivi vanno calcolati progetto per progetto in funzione del regime de minimis o GBER, della dimensione aziendale, della localizzazione e della tipologia di investimento.
Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nell’analisi del regime di aiuto, nel coordinamento con i tecnici energetici e nella costruzione della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).