Toscana: contributi fino all’85% per recuperare le eccedenze alimentari e rafforzare le reti solidali
La Regione Toscana mette a disposizione 900.000 euro per progetti di recupero delle eccedenze alimentari e di redistribuzione o somministrazione del cibo a fini sociali. Il contributo regionale può coprire fino all’85% del costo approvato e sostiene mezzi di trasporto, attrezzature per la conservazione degli alimenti, empori e mense solidali, strumenti informatici, formazione e attività di sensibilizzazione collegate al progetto. Le domande sono presentabili dal 30 settembre 2026 e devono essere consegnate via PEC entro il 30 ottobre 2026 alle ore 14:00.
La misura, approvata con decreto dirigenziale n. 20605 del 17 settembre 2026, è rivolta al Terzo settore. Per individuare correttamente i richiedenti occorre considerare anche l’articolo 7 dell’avviso, che richiama specificamente organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del Terzo settore iscritte al RUNTS.
Che cosa finanzia: dal recupero del cibo alla distribuzione
Il progetto deve organizzare o potenziare un’attività concreta di recupero delle eccedenze alimentari sul territorio toscano, destinandole alla redistribuzione o alla somministrazione per finalità sociali.
Gli interventi possono riguardare il ritiro di alimenti da mercati ortofrutticoli, piccola, media e grande distribuzione, mense scolastiche, ospedaliere e aziendali, ristoranti, alberghi e panifici. Sono finanziabili anche l’allestimento di empori e mense solidali, la creazione di punti di raccolta e distribuzione di quartiere e il rafforzamento di magazzini, trasporti e sistemi di conservazione.
Una stessa domanda può combinare più attività: per esempio, il ritiro delle eccedenze dai negozi, il loro stoccaggio refrigerato e la distribuzione attraverso un emporio solidale.
Ogni intervento deve prevedere la registrazione dei flussi alimentari in entrata e in uscita. Il progetto deve quindi spiegare come saranno rilevati gli alimenti recuperati, conservati e distribuiti. Una campagna informativa o un sito internet, da soli, non costituiscono un intervento finanziabile.
Contributo: fino all’85%, con almeno il 15% di copertura finanziaria
La dotazione è suddivisa in 650.000 euro per spese di investimento e 250.000 euro per spese correnti.
Il contributo regionale non può superare l’85% del costo totale del progetto approvato. La parte restante, pari almeno al 15%, deve essere coperta dal proponente, anche attraverso risorse finanziarie messe a disposizione da altri soggetti pubblici o privati.
Il cofinanziamento deve essere monetario: le ore dei volontari, l’uso gratuito di locali o altre risorse valorizzate figurativamente non possono sostituire la quota finanziaria richiesta. Anche le spese imputate al cofinanziamento devono essere effettivamente sostenute e documentate.
| Costo ammissibile approvato | Contributo regionale massimo teorico | Copertura restante minima |
|---|---|---|
| 20.000 € | 17.000 € | 3.000 € |
| 50.000 € | 42.500 € | 7.500 € |
| 100.000 € | 85.000 € | 15.000 € |
Gli importi sono esempi di calcolo, subordinati all’ammissione delle spese, ai limiti delle singole categorie e alle risorse disponibili.
L’avviso non stabilisce un investimento minimo né un massimale complessivo unico per progetto. Non è quindi possibile indicare un investimento standard necessario per ottenere “il contributo massimo”: occorre costruire il piano economico rispettando ciascun limite di spesa.
Il finanziamento è espressamente qualificato come non configurabile come aiuto di Stato. L’avviso non applica pertanto un regime de minimis o GBER. È ammesso il cumulo con altri contributi o finanziamenti pubblici e privati, fino al 100% dei costi sostenuti, dichiarando gli altri finanziamenti e verificandone le rispettive condizioni.
Beneficiari e partner: chi presenta la domanda
L’articolo 4 individua come destinatari le organizzazioni ETS iscritte al RUNTS. L’articolo 7, dedicato alle cause di inammissibilità, contiene però un elenco più ristretto: ODV, APS e fondazioni del Terzo settore.
Per queste categorie l’avviso offre un riferimento espresso. Un ente appartenente a una diversa tipologia di ETS dovrebbe ottenere un chiarimento scritto dalla Regione prima di procedere, senza considerare sufficiente la sola iscrizione al RUNTS.
Non sono previsti requisiti basati sulla dimensione di impresa o su specifici codici ATECO. Il richiedente deve operare senza fini di lucro e possedere i requisiti soggettivi, fiscali e contributivi richiesti. Sono inoltre previste dichiarazioni relative alla situazione antimafia e penale del rappresentante legale e degli amministratori.
L’iscrizione al RUNTS deve permanere durante l’intera realizzazione del progetto.
La domanda è presentata da un singolo soggetto, che rimane responsabile dell’intervento e della rendicontazione. Possono partecipare partner che apportino beni, servizi o un impegno operativo concreto e che abbiano almeno una sede operativa in Toscana.
Per esempio, un’impresa della distribuzione o della ristorazione può contribuire alla rete di recupero delle eccedenze, purché il suo ruolo sia definito. Il contributo regionale è comunque ricevuto e rendicontato dal beneficiario.
Spese ammissibili: limiti e utilizzi concreti
I seguenti importi rappresentano i limiti complessivi della spesa ammissibile per categoria, ai quali si applica la percentuale di contributo.
| Categoria | Limite | Utilizzo nel progetto |
|---|---|---|
| Veicoli, anche refrigerati | 70.000 € | Ritiro delle eccedenze e consegna degli alimenti |
| Mezzi e attrezzature di movimentazione | 5.000 € | Spostamento e gestione delle derrate |
| Celle frigorifere e congelatori domestici | 20.000 € | Conservazione degli alimenti recuperati |
| Abbattitori e strumenti di misurazione della temperatura | 5.000 € | Gestione e controllo delle temperature |
| Arredi, attrezzature e accessori per punti di distribuzione, mense o magazzini | 20.000 € | Allestimento degli spazi; per nuovi centri sono compresi anche hardware e software |
| Imballaggi riutilizzabili, preferibilmente in acciaio | 3.000 € | Trasporto e gestione degli alimenti |
| Hardware e software per registrare i flussi e gestire le donazioni | 5.000 € | Tracciamento delle entrate, delle uscite e delle attività |
| Formazione del personale coinvolto | 5.000 € | Preparazione degli operatori e dei volontari |
| Informazione e sensibilizzazione | 10% dei costi ammissibili | Comunicazione collegata al progetto |
Per i veicoli, l’avviso ammette esclusivamente le alimentazioni elencate: elettrica, elettrica plug-in, ibrida-elettrica, GPL, metano o bifuel e benzina, anche mild-hybrid. I mezzi diesel non figurano nell’elenco ammesso. La verifica dell’alimentazione va quindi effettuata prima di inserire il preventivo nel piano economico.
La formazione deve riguardare persone che opereranno nel ritiro, nella consegna, nello stoccaggio, nella distribuzione o nella somministrazione degli alimenti. Sono ammesse anche locazioni temporanee di spazi strettamente funzionali ai corsi, entro il limite della categoria. La formazione rivolta a fruitori occasionali viene invece ricondotta alle attività di sensibilizzazione.
Sono ammesse spese correnti per beni di consumo e per formazione e comunicazione, purché strettamente funzionali all’intervento. L’IVA è ammissibile soltanto quando costituisce un costo non recuperabile per il beneficiario.
Hardware e software compaiono in due voci: allestimento dei nuovi centri e registrazione dei flussi. Il piano economico deve attribuire ogni acquisto alla categoria pertinente, evitando duplicazioni dello stesso costo.
Spese escluse: gli errori da evitare nel budget
Non sono ammesse le spese ordinarie di personale, salvo quelle relative alla realizzazione dei corsi di formazione previsti dall’avviso. Sono esclusi anche i costi generali di funzionamento, le attività promozionali del proponente non direttamente connesse al progetto e le ristrutturazioni di immobili.
Un nuovo emporio può quindi prevedere arredi e attrezzature nei limiti stabiliti, ma non può imputare al contributo i lavori di ristrutturazione dei locali.
La possibilità di sostenere temporaneamente l’affitto di una sala per la formazione non rende automaticamente ammissibile il canone ordinario della sede o del magazzino.
Sono infine escluse tutte le spese prive di un collegamento diretto con il progetto approvato.
Decorrenza e durata: sono candidabili anche interventi già avviati
L’avviso ammette interventi iniziati dopo il 1° settembre 2025, purché non conclusi alla data di concessione del contributo. La data di ammissibilità non coincide quindi con l’apertura delle domande.
Per un progetto già in corso occorre ricostruire l’avvio, verificare la pertinenza delle spese sostenute e dimostrare che l’intervento non sia terminato al momento della concessione.
Dalla comunicazione di concessione decorrono i termini operativi: avvio entro 60 giorni e realizzazione con attività a regime entro 12 mesi. Sono possibili proroghe motivate, concesse dalla Regione, per un massimo di sei mesi.
Graduatoria: quali elementi rendono più solida la candidatura
La selezione avviene attraverso una commissione tecnica e una graduatoria finale. L’avviso non attribuisce priorità all’ordine cronologico delle PEC: la tempestività serve a rispettare la scadenza, mentre l’ammissione dipende dall’istruttoria e dalla valutazione.
Sono considerati, tra gli altri:
- l’avvio di nuove attività o l’ampliamento di quelle esistenti;
- il coinvolgimento di piccoli e medi negozi, strutture ricettive, scuole, università e ristorazione;
- la formazione degli operatori e il mantenimento della catena del freddo;
- la possibilità di replicare l’iniziativa in altri contesti;
- metodi oggettivi di contabilizzazione e monitoraggio;
- la diffusione dei risultati;
- le opportunità di lavoro e il coinvolgimento di persone a rischio di emarginazione;
- il numero dei volontari e il contributo effettivo dei soggetti coinvolti.
Non sono pubblicati punteggi numerici, pesi dei criteri o una soglia minima quantificata. L’articolo sulle varianti richiama una soglia di finanziabilità senza definirne il valore: non è quindi possibile ricostruire una griglia numerica.
Operativamente, conviene descrivere risultati misurabili: quantità di cibo recuperabile, donatori coinvolti, frequenza dei ritiri, capacità di conservazione, persone raggiunte e incremento rispetto alle attività già svolte. Accordi e convenzioni aiutano a documentare la concretezza della rete.
Vincoli: beni, locali e registrazione degli alimenti
Gli investimenti finanziati devono rimanere nella disponibilità del beneficiario ed essere utilizzati per le finalità dell’avviso per almeno cinque anni. Per l’allestimento dei punti di distribuzione occorre dichiarare la disponibilità dell’immobile per almeno cinque anni.
Il sistema di registrazione delle derrate deve essere previsto fin dalla progettazione. Come impostazione operativa, è utile collegare quantità, provenienza, date di ritiro e destinazione, insieme ai controlli di temperatura pertinenti alle attività svolte.
Le modifiche al progetto o al piano economico richiedono una richiesta motivata e la preventiva autorizzazione della Regione. Non possono compromettere gli elementi che hanno determinato l’ammissione.
È inoltre obbligatorio utilizzare il logo regionale nelle installazioni e nei materiali informativi secondo le indicazioni ricevute. Le bozze dei prodotti a stampa con il marchio devono essere sottoposte all’approvazione prevista.
Esempi di investimento e contributo
I seguenti esempi presuppongono spese integralmente ammesse e l’applicazione dell’aliquota massima dell’85%.
| Progetto esemplificativo | Composizione del budget | Totale | Contributo teorico |
|---|---|---|---|
| Potenziamento di un emporio | Refrigerazione 12.000 €; arredi 8.000 €; software flussi 3.000 €; formazione 2.000 € | 25.000 € | 21.250 € |
| Ampliamento della rete di ritiro | Veicolo ammesso 45.000 €; movimentazione 3.000 €; imballaggi 2.000 €; formazione 3.000 € | 53.000 € | 45.050 € |
| Nuovo punto di raccolta e distribuzione | Refrigerazione 18.000 €; arredi 15.000 €; abbattitore e strumenti 4.000 €; software flussi 4.000 €; formazione 4.000 € | 45.000 € | 38.250 € |
La copertura finanziaria restante è rispettivamente di 3.750 euro, 7.950 euro e 6.750 euro.
Nel primo esempio, se il costo riconosciuto a saldo scendesse da 25.000 a 22.000 euro, il contributo massimo verrebbe ridotto a 18.700 euro.
Domanda via PEC: conta la ricevuta di consegna
Ogni proponente può presentare una sola domanda, utilizzando l’Allegato A ufficiale, disponibile anche in formato editabile.
L’invio deve avvenire a regionetoscana@postacert.toscana.it entro il 30 ottobre 2026 alle ore 14:00. Fa fede la ricevuta di avvenuta consegna alla PEC regionale.
L’oggetto deve riportare la denominazione completa dell’avviso, come indicata nell’articolo 6. La domanda deve essere sottoscritta dal legale rappresentante; l’invio può essere effettuato anche da un delegato, allegando la delega.
Occorre compilare progetto, piano finanziario, importo richiesto, cronoprogramma, area territoriale, dati RUNTS, dichiarazioni sugli altri finanziamenti, disponibilità dei locali e impegni sui beni. Vanno inoltre indicati referente, coordinate bancarie e canali ufficiali sui quali pubblicare le informazioni del progetto.
Per quesiti è disponibile economia.circolare@regione.toscana.it, fino a tre giorni prima della scadenza.
Erogazione e rendicontazione: 60% all’avvio, 40% a saldo
Il contributo viene corrisposto in due quote:
| Quota | Condizione |
|---|---|
| 60% | Dopo il decreto di ammissione, su richiesta del beneficiario con comunicazione dell’avvio |
| 40% | Dopo relazione finale e rendicontazione delle spese, da presentare entro 60 giorni dalla realizzazione e messa a regime |
Il saldo richiede la rendicontazione del costo complessivo del progetto, comprese le spese coperte con il cofinanziamento.
Servono fatture quietanzate o documenti contabili equivalenti. Non sono accettate autocertificazioni sostitutive dei giustificativi. Sui documenti di spesa va riportata l’annotazione richiesta dall’avviso, con progetto, importo imputato, quota regionale ed estremi del decreto.
Per la conservazione del fascicolo è opportuno seguire l’impegno del modulo di domanda: dieci anni dall’erogazione del saldo, più lungo dei cinque anni dalla conclusione richiamati nell’avviso.
La liquidità va pianificata: il 60% è calcolato sul contributo concesso, mentre prima del saldo devono essere sostenute e documentate tutte le spese.
Checklist operativa prima della domanda
- Verificare tipologia dell’ente, iscrizione RUNTS e aggiornamento dei dati; chiedere chiarimenti se il richiedente non è ODV, APS o fondazione del Terzo settore.
- Definire donatori, flussi alimentari, modalità di ritiro, conservazione e distribuzione.
- Documentare il ruolo dei partner e la loro operatività in Toscana.
- Controllare disponibilità quinquennale dei locali e destinazione dei beni.
- Rispettare i massimali per categoria e verificare l’alimentazione dei veicoli.
- Separare investimenti e spese correnti, controllando recuperabilità dell’IVA ed esclusioni.
- Assicurare almeno il 15% di copertura monetaria e dichiarare gli altri finanziamenti.
- Verificare data di avvio e mancata conclusione dei progetti già iniziati.
- Predisporre cronoprogramma, indicatori, piano di formazione e registrazione delle derrate.
- Pianificare liquidità, pagamenti e fascicolo di rendicontazione.
- Completare l’Allegato A e conservare la ricevuta PEC di consegna entro la scadenza.
Scheda rapida
| Voce | Dato |
|---|---|
| Ente | Regione Toscana |
| Misura | Incentivi per la prevenzione dello spreco e delle eccedenze alimentari |
| Beneficiari | ODV, APS e fondazioni del Terzo settore iscritte al RUNTS secondo l’art. 7; formulazione più ampia all’art. 4 da chiarire per altri ETS |
| Territorio | Interventi in Toscana |
| Dotazione | 900.000 €: 650.000 € investimenti e 250.000 € spese correnti |
| Contributo | Fino all’85% del costo approvato |
| Massimale | Nessun tetto complessivo unico espresso; limiti per categoria di spesa |
| Investimento minimo/massimo | Nessuna soglia complessiva espressa; rispetto dei limiti dell’art. 5.3 |
| Principali spese | Veicoli ammessi, refrigerazione, movimentazione, arredi, imballaggi, strumenti informatici, formazione e comunicazione |
| Procedura | Valutazione tecnica e graduatoria |
| Apertura | 30 settembre 2026 |
| Scadenza | 30 ottobre 2026, ore 14:00 |
| Piattaforma/modalità | PEC a regionetoscana@postacert.toscana.it, con Allegato A |
| Regime di aiuto | Finanziamento dichiarato non configurabile come aiuto di Stato |
| Cumulo | Ammesso fino al 100% dei costi sostenuti |
| Durata | Avvio entro 60 giorni e attività a regime entro 12 mesi dalla comunicazione di concessione; proroga concedibile fino a 6 mesi |
Valutazione pratica
La misura è particolarmente interessante per gli enti che dispongono già di una rete di donatori e vogliono aumentare la capacità di recupero, migliorare la catena del freddo o aprire un punto di distribuzione solidale. Le imprese alimentari, commerciali e della ristorazione possono contribuire alla rete attraverso collaborazioni concrete.
I punti da presidiare sono la tipologia del richiedente, i limiti per categoria, la copertura monetaria, la disponibilità dei locali e la sostenibilità del servizio oltre il finanziamento. La candidatura deve dimostrare come gli acquisti consentiranno di recuperare e distribuire più alimenti, con risultati verificabili.
Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nella definizione del progetto e nel coordinamento della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).