Veneto, contributi fino a 140.000 euro per consolidare le imprese culturali: requisiti, investimenti e graduatoria

Veneto, contributi fino a 140.000 euro per consolidare le imprese culturali: requisiti, investimenti e graduatoria

La Regione Veneto sostiene il consolidamento delle imprese culturali con un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili, fino a 140.000 euro per progetto. La misura dispone di 4.294.000 euro e si rivolge a micro, piccole e medie imprese e liberi professionisti che operano nei settori individuati dal bando, con un’attività avviata da oltre dodici mesi alla sua pubblicazione.

Le domande possono essere presentate attraverso Fondi.RVE dalle ore 10:00 del 15 ottobre 2026 alle ore 17:00 del 19 gennaio 2027. Sono finanziabili progetti di innovazione dei prodotti, dei servizi, dei processi e dell’organizzazione, attraverso l’acquisto di attrezzature, software, consulenze e servizi specialistici, insieme ad attività di comunicazione e promozione. La procedura è a graduatoria: la qualità del progetto determina la possibilità di ottenere il contributo.

Il bando attua l’Azione 1.3.11, Sub A – Consolidamento di imprese esistenti, seconda edizione, del PR Veneto FESR 2021–2027. La gestione amministrativa e finanziaria è affidata ad AVEPA.

Quanto finanzia il bando

Il contributo copre il 70% della spesa riconosciuta, entro il limite di 140.000 euro. Il progetto deve prevedere almeno 15.000 euro di spese ammissibili.

Spesa ammissibile complessiva Contributo teorico Quota a carico del beneficiario
15.000 € 10.500 € 4.500 €
50.000 € 35.000 € 15.000 €
100.000 € 70.000 € 30.000 €
200.000 € 140.000 € 60.000 €

Per raggiungere il contributo massimo occorrono 200.000 euro di spesa ammissibile. Questo importo rappresenta il punto oltre il quale il contributo non aumenta: un progetto più costoso può comportare una maggiore quota a carico dell’impresa.

Gli importi della tabella non comprendono l’IVA, che il bando esclude dalle spese ammissibili.

Il budget va dimensionato con attenzione anche rispetto alla realizzazione. Alla rendicontazione finale, la spesa riconosciuta deve essere almeno pari a 15.000 euro e ad almeno il 50% della spesa originariamente ammessa. Devono inoltre essere raggiunti gli obiettivi del progetto. Una riduzione eccessiva dell’investimento può quindi comportare la revoca del contributo.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese, compresi i liberi professionisti equiparati alle imprese, che rispettano i requisiti del bando.

L’attività deve essere avviata da oltre dodici mesi alla data di pubblicazione, avvenuta il 22 settembre 2026. Per le imprese conta la situazione risultante dal Registro delle imprese o dal REA; per i professionisti occorre documentare l’avvio dell’attività attraverso la posizione IVA.

Sono escluse le imprese qualificate come startup innovative. Una società costituita da poco più di un anno non è automaticamente esclusa, ma deve rispettare il requisito temporale e tutte le altre condizioni, senza rientrare nella categoria esclusa.

Il progetto deve essere realizzato in una sede operativa in Veneto, presente alla domanda e da mantenere per almeno tre anni dopo il pagamento del saldo. Anche l’attività economica ammissibile deve risultare esercitata alla presentazione della domanda e mantenuta per il periodo richiesto.

La verifica della dimensione aziendale deve considerare eventuali imprese associate e collegate: il numero di addetti e i dati economici della sola società richiedente possono non essere sufficienti per stabilire la qualifica di PMI.

Attività culturali e codici ATECO: la verifica da fare prima del progetto

L’accesso dipende dai codici indicati nell’Allegato A1. L’attività ammissibile può essere primaria o secondaria, purché risulti nella posizione del richiedente secondo le condizioni del bando.

La definizione generica di “impresa culturale” non basta. Prima di predisporre il progetto occorre confrontare il codice dell’attività esercitata con l’elenco ufficiale, verificando anche la corrispondenza con la classificazione utilizzata nell’allegato.

Questa verifica è decisiva per attività che affiancano servizi culturali ad altri servizi: la produzione audiovisiva, l’attività editoriale, lo spettacolo, la gestione di luoghi culturali o altre attività creative devono essere ricondotti alla voce effettivamente ammessa. La descrizione commerciale dell’impresa, da sola, non dimostra il requisito.

Gli altri requisiti e la sostenibilità finanziaria

Il richiedente deve rispettare le condizioni sulla regolarità contributiva e non trovarsi nelle situazioni di crisi o nelle procedure escluse dal bando.

Va verificata anche la copertura assicurativa contro i rischi catastrofali quando obbligatoria. L’allegato dedicato consente di dichiarare la posizione del richiedente, compresa l’eventuale motivazione dell’assenza dell’obbligo.

Il bando richiede inoltre di dimostrare la sostenibilità finanziaria attraverso almeno uno degli indicatori previsti:

Indicatore Condizione
Patrimonio netto Superiore alla metà della differenza tra spesa del progetto e contributo richiesto
Oneri finanziari rispetto al fatturato Rapporto inferiore all’8%
Spesa del progetto rispetto al fatturato Rapporto non superiore al 20%

Le grandezze devono essere calcolate secondo le definizioni del bando. Per il rapporto tra progetto e fatturato si utilizza il riferimento previsto ai dati degli ultimi esercizi, con la disciplina specifica per attività avviate da meno di tre anni.

Per esempio, con un progetto da 200.000 euro e un contributo richiesto di 140.000 euro, il primo indicatore richiede un patrimonio netto superiore a 30.000 euro.

Per i liberi professionisti occorre rispettare il terzo indicatore: un progetto da 50.000 euro richiede quindi un fatturato di riferimento di almeno 250.000 euro. Il budget deve essere costruito tenendo conto di questo limite.

Quali investimenti sono ammessi

Le spese devono essere funzionali a un progetto di consolidamento e innovazione, con un collegamento riconoscibile tra acquisti, attività e risultati.

Attrezzature, strumenti e arredi

Sono ammissibili beni nuovi, tra cui hardware, attrezzature tecniche, strumenti e arredi funzionali al progetto, con le spese di trasporto e installazione previste.

Un’impresa può, per esempio, dotarsi di strumenti per migliorare la produzione di contenuti culturali, digitalizzare processi o sviluppare nuovi servizi. Il progetto deve spiegare quale cambiamento produce l’investimento: il semplice elenco dei beni non chiarisce il suo valore.

Software, licenze e servizi digitali

Sono finanziabili l’acquisizione e lo sviluppo di software, le licenze e i canoni o abbonamenti ammessi, compresi i servizi SaaS per il periodo riconoscibile.

Possono rientrare strumenti per la gestione e distribuzione dei contenuti, la relazione con il pubblico, la fruizione digitale o l’organizzazione dei servizi. Sono invece escluse le spese ordinarie di manutenzione, aggiornamento e assistenza indicate dal bando.

Consulenze e servizi specialistici

Sono ammesse consulenze tecniche, gestionali e strategiche legate allo sviluppo del progetto, oltre a servizi specialistici esterni.

Possono riguardare la definizione di nuovi servizi, la revisione del modello organizzativo o l’audience development, cioè il lavoro per conoscere, raggiungere e coinvolgere pubblici nuovi o già acquisiti.

Contratti e incarichi devono individuare attività, competenze, tempi e risultati attesi. Una consulenza descritta soltanto come “supporto strategico” è difficile da valutare e rendicontare.

Comunicazione e promozione

Il bando comprende attività quali campagne, pubblicazioni, strumenti web e iniziative di comunicazione funzionali al progetto.

Il piano deve chiarire destinatari, canali, contenuti e risultati misurabili. La comunicazione può contribuire alla valutazione della proposta quando rende credibile il raggiungimento degli utenti e la diffusione dei risultati.

Personale e costi indiretti: come funzionano i forfait

Il bando permette di richiedere:

  • costi di personale calcolati in misura forfettaria pari al 20% dei costi diretti ammessi nelle categorie previste;
  • costi indiretti pari al 7% dei costi diretti ammissibili, compreso il personale riconosciuto.

Entrambe le componenti devono essere richieste espressamente nella domanda: non vengono aggiunte automaticamente.

Il forfait per il personale comprende le figure assegnate al progetto secondo il bando, anche con riferimento a titolare e soci. La semplificazione del calcolo non elimina la necessità di un effettivo impiego nel progetto.

I costi indiretti coprono la componente generale collegata alla sua realizzazione, secondo il metodo forfettario previsto.

Due esempi di calcolo

Voce Progetto A Progetto B
Costi diretti ammessi 50.000 € 100.000 €
Personale al 20% 10.000 € 20.000 €
Costi indiretti al 7% 4.200 € 8.400 €
Totale ammissibile 64.200 € 128.400 €
Contributo al 70% 44.940 € 89.880 €
Quota a carico del beneficiario 19.260 € 38.520 €

Gli esempi presuppongono che tutti i costi diretti siano riconosciuti e che entrambi i forfait siano richiesti. L’IVA e le altre spese escluse restano a carico del beneficiario.

Le spese escluse che possono creare errori

Non sono ammissibili, tra le altre, l’IVA, i beni usati o ricondizionati, le spese relative ai combustibili fossili comprese quelle riferite al gas, le consulenze ordinarie e gli acquisti che non rispettano le condizioni del bando.

Un’esclusione rilevante per il settore riguarda costumi e scenografie destinati a specifici spettacoli, anche quando lo spettacolo viene replicato.

Sono inoltre esclusi:

  • singoli documenti di spesa con imponibile inferiore a 200 euro;
  • pagamenti in contanti, compensazioni e apporti in natura;
  • autofatturazioni e forniture da soggetti privi di partita IVA;
  • costi amministrativi per la presentazione della domanda e la rendicontazione;
  • spese sostenute o pagate fuori dal periodo ammesso.

Vanno controllati anche i rapporti con i fornitori. Il bando esclude determinate operazioni con imprese collegate o associate e con soggetti legati alla governance o alla proprietà del beneficiario. Prima di conferire un incarico occorre quindi verificare sia la competenza del fornitore sia la sua indipendenza.

Da quando sono ammesse le spese e quando termina il progetto

Sono ammissibili le spese con fattura e pagamento a partire dal 1° settembre 2025, purché rispettino tutte le altre condizioni.

Una fattura successiva a questa data non basta se il pagamento è precedente. Anche gli acquisti già effettuati devono essere riconducibili al progetto e correttamente documentati.

Il progetto deve essere concluso entro il 31 maggio 2029, senza proroga. Entro le ore 17:00 della stessa giornata deve essere presentata anche la domanda di saldo.

Occorre quindi programmare consegne, installazioni, attività dei consulenti e pagamenti lasciando tempo sufficiente per preparare la rendicontazione.

Graduatoria: servono almeno 60 punti prima delle premialità

Il bando non attribuisce priorità a chi presenta la domanda per primo. La selezione valuta il proponente e il progetto.

La griglia assegna fino a 25 punti al proponente, fino a 65 punti al progetto e fino a 10 punti di premialità. Per essere ammessi occorrono almeno 60 punti nelle prime due sezioni, che complessivamente valgono 90 punti: le premialità non consentono di raggiungere la soglia minima.

Elemento di valutazione Punteggio massimo
Capacità amministrativa e imprenditoriale 10
Organizzazione, competenze e aggiornamento del personale 10
Esperienza specifica nel settore culturale 5
Completezza e coerenza del progetto 10
Innovazione 5
Analisi del mercato 5
Fattibilità economica e gestionale 5
Impatto culturale 10
Digitalizzazione e accessibilità 5
Reti e partenariati 5
Coerenza con la Strategia di specializzazione intelligente 3
Programmazione temporale 5
Copertura finanziaria 5
Comunicazione dei risultati 5
Coerenza con EUSAIR 1
Effetto ambientale invariato o migliorativo 1

Alcuni elementi non possono ricevere un punteggio pari a zero: completezza e coerenza, innovazione, fattibilità e programmazione temporale sono condizioni decisive. Un effetto ambientale peggiorativo comporta l’esclusione.

Le premialità considerano, tra gli altri aspetti, politiche culturali europee, complementarità con programmi europei, integrazione territoriale e turistica, nuovi pubblici, giovani, parità di genere e certificazioni ambientali. La voce relativa al rating di legalità può comportare una penalizzazione nei casi previsti.

In caso di parità rilevano prima l’impatto culturale e poi l’innovazione.

Come rendere più solida la candidatura

La proposta deve permettere di capire cosa cambia dopo l’investimento. Sono utili un’analisi del pubblico e del mercato, obiettivi misurabili, un cronoprogramma realistico e una spiegazione della copertura finanziaria.

I partenariati devono avere un ruolo concreto: attività, responsabilità e risultati condivisi sono più utili di dichiarazioni generiche di sostegno.

Anche l’accessibilità va descritta operativamente, indicando quali ostacoli vengono ridotti e con quali strumenti. Un servizio digitale, per esempio, deve spiegare come amplia o migliora la fruizione culturale.

DNSH e obblighi ambientali

Il progetto deve rispettare il principio DNSH, cioè non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali.

Il bando richiede una valutazione iniziale e verifiche finali supportate dalla documentazione pertinente. Le dichiarazioni devono essere coerenti con beni, servizi e attività effettivamente realizzati.

Le carenze o incongruenze previste dal bando possono determinare la decadenza dal beneficio. Conviene quindi raccogliere fin dall’acquisto schede tecniche, dichiarazioni e altri elementi necessari.

Le certificazioni ambientali possono dare accesso alla relativa premialità, ma non costituiscono un requisito generalizzato per tutti i richiedenti. Quando il progetto interessa ambiti soggetti a valutazioni ambientali o autorizzazioni, occorre verificare anche tali adempimenti.

Anticipo, acconto obbligatorio e saldo

Il contributo può essere erogato attraverso più fasi.

È possibile richiedere un anticipo fino al 40%, con garanzia fideiussoria conforme alle condizioni del bando. La finestra di richiesta decorre dalla pubblicazione del provvedimento di finanziabilità.

È invece obbligatoria la domanda di acconto, da presentare dalle ore 10:00 del 14 marzo 2028 alle ore 17:00 del 31 maggio 2028. A questa fase deve corrispondere una spesa approvata pari ad almeno il 20% dell’investimento ammesso.

Anticipo e acconto non possono complessivamente superare l’80% del contributo. Il ritardo nell’acconto espone alle penalizzazioni previste, che possono arrivare al 20% del contributo complessivo.

Il saldo deve essere richiesto entro il 31 maggio 2029, ore 17:00. Il piano finanziario deve quindi tenere conto sia delle scadenze sia del tempo necessario per sostenere le spese e ottenere i pagamenti pubblici.

Rendicontazione, CUP e conservazione dei documenti

Il beneficiario deve mantenere una contabilità separata o una codificazione adeguata delle operazioni del progetto.

Occorre conservare fatture, prove dei pagamenti e documenti che dimostrano la realizzazione: contratti, relazioni dei consulenti, materiali prodotti, documentazione dei software, fotografie e dati identificativi dei beni, dove richiesti.

Il CUP deve essere riportato nei documenti secondo la disciplina del bando. Per le fatture anteriori alla sua assegnazione e per quelle estere sono previste modalità specifiche di collegamento al progetto. Le eventuali integrazioni devono seguire la procedura ammessa.

La documentazione va conservata per dieci anni. Gli obblighi relativi a sede, attività e beni finanziati proseguono per il periodo di stabilità previsto, generalmente pari a tre anni dopo il saldo.

Le modifiche al progetto devono rispettare la disciplina delle variazioni: cambiamenti di fornitori, beni, importi o attività vanno verificati prima di essere attuati.

De minimis e cumulabilità

Il contributo è concesso nel regime de minimis, ai sensi del Regolamento UE 2023/2831.

Il limite generale è di 300.000 euro nell’arco di tre anni, riferito all’“impresa unica”. Prima della domanda occorre verificare gli aiuti rilevanti anche considerando i rapporti societari.

Se lo spazio disponibile è insufficiente, il contributo può essere ridotto nei limiti consentiti, senza scendere sotto il minimo previsto.

Il cumulo con altre agevolazioni deve rispettare le regole applicabili e il divieto di doppio finanziamento. Il bando esclude la cumulabilità con il PNRR. Eventuali altri sostegni già ottenuti per gli investimenti vanno quindi verificati prima di inserirli nel progetto.

Come presentare la domanda

La domanda si presenta esclusivamente attraverso Fondi.RVE.

Occorre compilare i dati, caricare gli allegati richiesti e completare la procedura di invio. Il salvataggio della pratica non equivale alla presentazione.

La proposta progettuale dell’Allegato A2, firmata digitalmente, è obbligatoria a pena di inammissibilità. Vanno inoltre predisposti gli allegati e le dichiarazioni applicabili, compresa quella sulla copertura assicurativa.

Per i documenti generati dalla piattaforma bisogna seguire le istruzioni su esportazione, firma e caricamento. È previsto il bollo da 16 euro quando dovuto.

Checklist prima della domanda

  • Verificare attività avviata da oltre dodici mesi alla pubblicazione e assenza della qualifica di startup innovativa.
  • Controllare dimensione d’impresa, rapporti societari, sede veneta e codice ammesso nell’Allegato A1.
  • Verificare regolarità contributiva e posizione rispetto all’assicurazione catastrofale.
  • Calcolare l’indicatore di sostenibilità finanziaria applicabile.
  • Controllare il plafond de minimis e gli altri aiuti sugli investimenti.
  • Costruire un progetto con obiettivi, risultati, cronoprogramma e copertura finanziaria dimostrabili.
  • Valutare il raggiungimento di almeno 60 punti nelle sezioni proponente e progetto.
  • Verificare indipendenza dei fornitori, ammissibilità dei costi e date di fatture e pagamenti.
  • Richiedere espressamente i forfait di personale e costi indiretti, se utilizzati.
  • Preparare documentazione DNSH e Allegato A2 firmato digitalmente.
  • Pianificare l’acconto obbligatorio del 2028 e il saldo entro maggio 2029.
  • Completare l’invio su Fondi.RVE entro il 19 gennaio 2027, ore 17:00.

Scheda rapida

Voce Dato
Ente Regione Veneto; gestione AVEPA
Misura PR Veneto FESR 2021–2027, Azione 1.3.11, Sub A – Consolidamento di imprese esistenti, II edizione
Beneficiari Micro, piccole e medie imprese e liberi professionisti nei settori ammessi, con attività avviata da oltre dodici mesi alla pubblicazione; escluse le startup innovative
Territorio Sede operativa di progetto in Veneto
Dotazione 4.294.000 €
Contributo 70% della spesa ammissibile
Massimale 140.000 €
Investimento minimo 15.000 €
Investimento per raggiungere il contributo massimo 200.000 €; oltre tale importo il contributo non aumenta
Principali spese Attrezzature, hardware, software, consulenze, servizi specialistici, comunicazione; forfait di personale e costi indiretti se richiesti
Procedura Graduatoria; almeno 60 punti nelle sezioni proponente e progetto
Apertura 15 ottobre 2026, ore 10:00
Scadenza 19 gennaio 2027, ore 17:00
Ammissibilità temporale Fatture e pagamenti dal 1° settembre 2025
Conclusione e saldo 31 maggio 2029; domanda di saldo entro le ore 17:00
Piattaforma Fondi.RVE
Regime di aiuto De minimis, Regolamento UE 2023/2831

Valutazione pratica

La misura è particolarmente interessante per imprese culturali già operative che intendono sviluppare nuovi servizi, migliorare la produzione, ampliare i pubblici o rendere più accessibile la propria offerta. L’intensità del contributo e i forfait consentono di sostenere un progetto articolato.

I principali punti di attenzione sono il codice di attività, la sostenibilità finanziaria, la qualità richiesta per superare la soglia di valutazione e la capacità di rispettare l’acconto obbligatorio. Prima di definire gli acquisti conviene verificare insieme requisiti, punteggio prevedibile e disponibilità finanziaria.

Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nella definizione del progetto e nel coordinamento della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).