ZLS Lombardia: fino a 1 milione di euro per accompagnare nuovi insediamenti produttivi

ZLS Lombardia: fino a 1 milione di euro per accompagnare nuovi insediamenti produttivi

Regione Lombardia ha aperto una manifestazione di interesse destinata a favorire nuovi investimenti produttivi nella Zona Logistica Semplificata – ZLS Lombardia, che comprende specifiche aree delle province di Cremona e Mantova. La misura mette a disposizione 4 milioni di euro e consente di finanziare fino a 1 milione di euro per progetto per la realizzazione di opere pubbliche direttamente funzionali a nuovi insediamenti, ampliamenti o riqualificazioni produttive realizzati da imprese private. Le domande possono essere presentate fino alle ore 12:00 del 31 dicembre 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

Il punto fondamentale: il contributo non viene pagato direttamente all’impresa

La misura nasce da un partenariato tra pubblico e privato. Per partecipare deve esserci almeno un Comune appartenente alla ZLS Lombardia e almeno un soggetto privato intenzionato a realizzare un investimento produttivo in uno dei mappali effettivamente compresi nella Zona Logistica Semplificata. Il Comune nel quale viene effettuato l’investimento privato assume il ruolo di capofila.

È importante quindi interpretare correttamente il contributo indicato nella scheda: i 4 milioni di euro regionali sono destinati esclusivamente ai soggetti pubblici. La Regione non rimborsa direttamente all’impresa il 50% o il 90% dei suoi macchinari, fabbricati o impianti. Finanzia invece le opere pubbliche necessarie o funzionalmente collegate all’investimento privato.

Per un’azienda il vantaggio può comunque essere molto significativo: un nuovo stabilimento, un ampliamento o un progetto di revamping può rendere necessarie opere viarie, infrastrutture, impianti o altri interventi pubblici e una parte consistente di questi costi può essere sostenuta dalla Regione tramite il Comune.

Nuovi insediamenti, ampliamenti e revamping

Sono candidabili progetti nei quali investimento pubblico e investimento privato siano strettamente collegati. L’impresa può realizzare una nuova attività produttiva, ampliare un’attività già esistente oppure effettuare un intervento di revamping, mentre il soggetto pubblico realizza le opere necessarie a garantire un contesto territoriale adeguato allo sviluppo dell’investimento.

Non sono invece ammessi progetti destinati a centri commerciali, medie e grandi strutture di vendita, fiere, attività produttive agricole, strutture sportive, spettacolo, intrattenimento e tempo libero. Anche la logistica è normalmente esclusa, salvo quella strettamente funzionale alle imprese della ZLS Lombardia.

La misura è quindi costruita soprattutto per investimenti di carattere industriale e produttivo che abbiano una ricaduta concreta sul territorio.

Quali Comuni rientrano nella ZLS

La manifestazione interessa specifiche aree appartenenti a 18 Comuni, nove nella provincia di Cremona e nove in quella di Mantova.

Nel Cremonese rientrano Casalmaggiore, Casteldidone, Cremona, Piadena Drizzona, Pizzighettone, Rivarolo del Re ed Uniti, San Giovanni in Croce, Sesto ed Uniti e Spinadesco.

Nel Mantovano sono interessati Borgo Mantovano, Gazoldo degli Ippoliti, Mantova, Ostiglia, Rodigo, Roncoferraro, San Benedetto Po, San Giorgio Bigarello e Viadana.

Attenzione però: non è sufficiente che l’impresa si trovi genericamente in uno di questi Comuni. L’investimento privato deve riguardare uno dei mappali catastali effettivamente ricompresi nella ZLS, individuati dalla documentazione regionale. Questa verifica deve quindi essere effettuata prima di costruire il progetto.

Che cosa può finanziare la Regione

Sono finanziabili esclusivamente investimenti sostenuti dal soggetto pubblico e destinati ad aumentare il suo patrimonio. Possono rientrare, ad esempio, l’acquisto, costruzione, ristrutturazione e manutenzione straordinaria di immobili, quando destinati alla realizzazione di servizi per le imprese.

Sono inoltre ammissibili la costruzione, demolizione, ristrutturazione, recupero e manutenzione straordinaria di opere e impianti, nonché l’acquisto di impianti fisici o digitali e di attrezzature tecnico-scientifiche ad utilizzo pluriennale. Sono escluse invece le spese per software.

Possono essere finanziati anche acquisizione di aree, espropri e servitù onerose. Questo rende lo strumento interessante soprattutto quando il progetto industriale richiede un intervento territoriale che difficilmente potrebbe essere sostenuto integralmente dall’impresa o dal Comune.

L’opera pubblica non deve necessariamente trovarsi nello stesso mappale ZLS dell’investimento privato: può essere realizzata anche al di fuori, purché esista un chiaro rapporto di connessione, interdipendenza o complementarità con l’insediamento produttivo.

Il famoso 90%: quando si applica realmente

La scheda sintetica indica un contributo “fino al 90%”. La percentuale effettiva dipende però dalla dimensione del Comune beneficiario.

Per i Comuni con più di 5.000 abitanti, il cofinanziamento regionale può arrivare normalmente fino al 50% delle spese pubbliche ammissibili.

Per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, il contributo regionale può invece arrivare fino al 90% delle spese ammissibili.

Di conseguenza, il 90% non rappresenta l’intensità dell’aiuto riconosciuto all’impresa privata: riguarda la quota dell’intervento pubblico che Regione Lombardia può finanziare quando il Comune interessato ha non più di 5.000 residenti.

Da 250.000 euro fino a un milione di contributo

L’intervento pubblico candidato deve avere un valore minimo di 250.000 euro. Il contributo regionale non può in ogni caso superare 1 milione di euro per progetto, anche quando l’applicazione della percentuale teorica produrrebbe un importo superiore.

Ad esempio, in un Comune sopra i 5.000 abitanti un intervento pubblico ammissibile da 1 milione di euro può teoricamente ottenere fino a 500.000 euro regionali. In un Comune sotto i 5.000 abitanti lo stesso intervento potrebbe arrivare fino a 900.000 euro.

Su un’opera pubblica da 2 milioni di euro, invece, il limite massimo assoluto del bando ferma comunque l’intervento regionale a 1 milione di euro.

Gli importi definitivi devono inoltre rispettare le eventuali norme sugli aiuti di Stato. Nei casi in cui queste siano applicabili, la manifestazione prevede l’utilizzo del regime de minimis oppure del Regolamento generale di esenzione GBER.

Il privato deve quindi investire davvero

Non è una misura costruita per finanziare un’opera pubblica indipendente. L’infrastruttura deve essere giustificata dalla presenza di un effettivo progetto imprenditoriale di insediamento, ampliamento o revamping.

L’idea alla base dello strumento è proprio quella di eliminare uno degli ostacoli che spesso rallentano gli investimenti industriali: l’impresa è disponibile a realizzare lo stabilimento o ampliare l’attività, ma l’area necessita contemporaneamente di interventi pubblici che il Comune da solo avrebbe difficoltà a finanziare. Regione, Comune e impresa possono in questo caso costruire un Accordo per la competitività.

Possono entrare nel partenariato, oltre al Comune e all’impresa, anche Unioni di Comuni, Provincia di Cremona, Provincia di Mantova, AIPo e ulteriori soggetti privati.

La procedura è a sportello, ma il progetto viene valutato

Le domande vengono istruite in ordine cronologico di protocollazione, senza una graduatoria generale, e possono essere finanziate fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Non si tratta tuttavia di un semplice automatismo. Le proposte vengono sottoposte a una valutazione tecnica da parte di un Nucleo di Valutazione. Solo i progetti che superano positivamente questa fase accedono alla successiva definizione e sottoscrizione dell’Accordo per la competitività.

La procedura è infatti articolata in due momenti: prima l’istruttoria e la valutazione della proposta; successivamente, per i progetti ammessi, viene perfezionato l’accordo tra Regione e soggetti del partenariato.

Tre anni per completare il progetto

Investimento privato e opere pubbliche devono essere completati e devono raggiungere i risultati previsti entro tre anni dalla sottoscrizione dell’Accordo per la competitività.

In generale le spese pubbliche finanziate non possono essere sostenute prima della sottoscrizione dell’accordo, ad eccezione di determinate spese di progettazione previste dalla disciplina degli appalti pubblici.

Questo rende importante avviare il confronto tra impresa e Comune prima di far partire le opere che si intendono inserire nel progetto pubblico.

Domande aperte fino al 31 dicembre 2027

La manifestazione è già aperta: le domande possono essere presentate dal 16 marzo 2026 esclusivamente attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi. La chiusura è prevista alle ore 12:00 del 31 dicembre 2027, ma Regione Lombardia specifica che lo sportello può terminare prima in caso di esaurimento dei 4 milioni disponibili.

Per le imprese interessate a nuovi stabilimenti o ampliamenti nelle aree ZLS di Cremona e Mantova, il primo passo non è quindi semplicemente verificare “quanto contributo prende l’azienda”. Occorre controllare il mappale dell’investimento, individuare le opere pubbliche necessarie e costruire il progetto insieme al Comune.

La misura diventa particolarmente interessante quando esiste già un investimento privato importante ma la sua realizzazione dipende da infrastrutture, collegamenti o opere pubbliche. In questi casi il contributo regionale, che può arrivare a 1 milione di euro, può risolvere una parte rilevante delle condizioni necessarie all’insediamento produttivo.