Modena, contributi alle PMI che assumono giovani under 35

Modena, contributi alle PMI che assumono giovani under 35

La Camera di Commercio di Modena mette a disposizione 200.000 euro per sostenere le micro, piccole e medie imprese della provincia che assumono o stabilizzano lavoratori con meno di 35 anni. Il Bando a sostegno dell’occupazione giovanile 2026 riconosce contributi fino a 2.000 euro per ogni assunzione a tempo indeterminato e 1.500 euro per i contratti di apprendistato, con una premialità aggiuntiva di 250 euro per le imprese in possesso del rating di legalità. Le domande potranno essere presentate dal 2 al 30 novembre 2026.

Under 35 significa non aver ancora compiuto 35 anni

Il lavoratore deve avere un’età compresa tra 18 anni e 34 anni e 364 giorni alla data dell’assunzione o della trasformazione del rapporto di lavoro. Non è quindi sufficiente riferirsi genericamente alla fascia “fino a 35 anni”: chi ha già compiuto il trentacinquesimo anno alla data dell’intervento non rientra nella misura.

Il bando finanzia tre situazioni: l’attivazione di un contratto di apprendistato, una nuova assunzione a tempo indeterminato, oppure la trasformazione di un contratto a tempo determinato in un rapporto a tempo indeterminato. Sono invece espressamente esclusi il lavoro intermittente, cioè il cosiddetto contratto “a chiamata”, e la somministrazione di lavoro.

1.500 euro per l’apprendistato, 2.000 euro per il tempo indeterminato

Il contributo è predeterminato e non viene calcolato in percentuale sul costo del lavoratore. Per ogni giovane inserito con un contratto di apprendistato vengono riconosciuti 1.500 euro. Per una nuova assunzione a tempo indeterminato oppure per la stabilizzazione di un precedente contratto a termine il contributo sale a 2.000 euro.

Se l’impresa possiede il rating di legalità, ciascuno di questi importi aumenta di ulteriori 250 euro. Il contributo può quindi arrivare a 1.750 euro per un apprendista oppure a 2.250 euro per un’assunzione o trasformazione a tempo indeterminato.

Ogni impresa può chiedere il sostegno per un massimo di due diversi lavoratori, attraverso un’unica domanda. Il contributo massimo teorico per un’impresa con rating di legalità che assuma o stabilizzi due giovani a tempo indeterminato può quindi raggiungere 4.500 euro. Non è invece possibile ottenere due contributi riferiti allo stesso lavoratore.

Sono agevolabili anche assunzioni già effettuate nel 2026

La misura non riguarda soltanto i lavoratori che verranno assunti dopo l’apertura del bando. Sono finanziabili i contratti attivati nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 novembre 2026. Per stabilire l’ammissibilità viene considerata la data effettiva di inizio dell’attività lavorativa oppure, nel caso di una stabilizzazione, la data di trasformazione del contratto.

Per un’impresa modenese che abbia già assunto durante l’anno un giovane sotto i 35 anni è quindi opportuno controllare immediatamente il tipo di contratto e la data di decorrenza: il contributo può essere richiesto anche per rapporti già in essere.

Part-time ammesso, ma almeno al 60%

Anche i rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere finanziati, ma il part-time deve essere almeno pari al 60% dell’orario previsto dal contratto collettivo nazionale di riferimento. Al di sotto di questa soglia la domanda è inammissibile.

Per i contratti part-time l’importo viene ridotto proporzionalmente. Un’assunzione a tempo indeterminato all’80%, ad esempio, non dà diritto ai 2.000 euro pieni ma a un contributo riproporzionato sulla percentuale di lavoro.

Possono partecipare le PMI di tutti i settori

Sono ammesse micro, piccole e medie imprese appartenenti a tutti i settori economici, purché abbiano sede legale oppure un’unità locale operativa nella provincia di Modena. Il lavoratore per il quale viene richiesto il contributo deve essere impiegato proprio in una di queste localizzazioni. Possono essere considerate anche sedi non aperte al pubblico, come uffici, magazzini e depositi.

L’impresa deve essere iscritta e attiva nel Registro delle imprese, essere in regola con il diritto annuale camerale, con gli obblighi contributivi e assicurativi e con la normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro. Non deve inoltre trovarsi in liquidazione o nelle altre situazioni di crisi ed esclusione indicate dal bando.

Attenzione alla polizza contro gli eventi catastrofali

Tra i requisiti figura anche il rispetto dell’obbligo di assicurazione contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali per le imprese soggette alla normativa. La copertura deve riguardare, secondo quanto richiamato dal bando, terreni e fabbricati, impianti e macchinari e attrezzature industriali e commerciali. Gli imprenditori agricoli indicati dall’articolo 2135 del Codice civile sono esclusi da questo specifico obbligo nei termini richiamati dall’avviso.

È quindi opportuno non controllare soltanto il contratto del lavoratore: una PMI che soddisfi perfettamente il requisito dell’assunzione ma non risulti regolare sotto gli altri profili può perdere il beneficio.

Il contributo è in de minimis

L’agevolazione viene concessa in regime de minimis. Il limite generale è di 300.000 euro nell’arco di tre anni per l’impresa unica; il bando richiama inoltre i limiti specifici previsti per la produzione primaria agricola, pari a 50.000 euro, e per pesca e acquacoltura, pari a 40.000 euro, secondo i regolamenti applicabili.

Poiché il contributo non è collegato a specifici costi ammissibili individuati o individuabili, il bando prevede la possibilità di cumulo con altri aiuti nel rispetto dei relativi massimali e delle discipline applicabili.

La graduatoria premia le imprese che effettuano gli assessment camerali

Questo è uno degli aspetti più particolari del bando 2026. Le richieste non vengono semplicemente finanziate in ordine cronologico. La Camera assegna un punteggio sulla base dell’utilizzo di alcuni strumenti di autovalutazione messi gratuitamente a disposizione dal sistema camerale. In caso di parità di punteggio viene poi utilizzato l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

È possibile ottenere 5 punti avendo svolto o aggiornato, dal 1° gennaio 2026, l’assessment SUSTAINability, dedicato alla transizione energetica e alla sostenibilità. Altri 5 punti vengono assegnati alle imprese che, per l’innovazione tecnologica, abbiano completato sia SELFI4.0 sia il Cyber Check.

Ulteriori 5 punti riguardano l’internazionalizzazione: per ottenerli devono essere completati gli strumenti DIGIT TEST, AI TEST, SOCIAL TEST e TOOL COMPETENZE indicati dalla Camera. Il punteggio massimo complessivo raggiungibile è quindi 15 punti.

Per un’impresa interessata al contributo questo significa che c’è un’attività utile da fare prima del 2 novembre: verificare quali assessment siano già stati eseguiti o aggiornati nel 2026 e completare quelli mancanti. In una graduatoria con 200.000 euro disponibili, arrivare con 10 o 15 punti anziché zero può fare una differenza concreta.

La domanda deve contenere già contratto e UNILAV

Alla richiesta devono essere allegati il modulo previsto dal bando, il contratto di lavoro o di trasformazione controfirmato dal dipendente, una copia del documento di identità del lavoratore e la comunicazione obbligatoria UNILAV presentata dall’impresa.

Questo significa che non è possibile chiedere semplicemente un contributo dichiarando l’intenzione futura di assumere un giovane non ancora individuato. Alla data della domanda il lavoratore e il rapporto devono essere concretamente identificati e documentati.

Il rapporto deve durare almeno nove mesi per arrivare alla liquidazione

Il contributo non viene liquidato subito dopo l’ammissione. L’impresa deve presentare una successiva rendicontazione e questa non può avvenire prima della conclusione dell’eventuale periodo di prova e, in ogni caso, prima che siano trascorsi almeno nove mesi dall’assunzione o dalla trasformazione del contratto.

Per dimostrare la permanenza del rapporto l’impresa dovrà presentare anche copia del Libro Unico del Lavoro, o documentazione equivalente, riferita ai mesi lavorati. La scadenza finale per trasmettere la rendicontazione è il 30 settembre 2027.

Se durante questo periodo il contratto viene modificato riducendo l’orario, ad esempio passando da full-time a part-time, il contributo viene riparametrato in funzione della situazione effettiva del lavoratore nell’ultimo mese rendicontato.

Domande dal 2 novembre, ma la precompilazione parte prima

Le richieste potranno essere inviate tramite la piattaforma ReStart dalle ore 10:00 di lunedì 2 novembre fino alle ore 18:00 di lunedì 30 novembre 2026. È però possibile iniziare la precompilazione della pratica già dalle ore 9:00 del 26 ottobre. La domanda è soggetta a imposta di bollo di 16 euro e deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante; l’invio può essere effettuato anche tramite intermediario.

La graduatoria dovrà essere approvata entro il 18 dicembre 2026. Considerato il sistema a punteggio, per le imprese che possiedono già un’assunzione ammissibile conviene sfruttare le settimane precedenti all’apertura per completare gli assessment camerali e predisporre contratto, UNILAV e documentazione, anziché limitarsi a puntare sulla velocità di invio.

Per una PMI modenese il valore del singolo contributo non è enorme, ma il bando ha un vantaggio importante: non richiede nuovi investimenti in macchinari o consulenze e può finanziare anche assunzioni effettuate già a partire dal gennaio 2026. Per un’impresa che abbia inserito uno o due giovani e preveda di mantenerli stabilmente in organico, recuperare fino a 4.500 euro complessivi può quindi essere un’opportunità semplice da verificare.