Fondo Nuovo Credito Marche: finanziamenti per investimenti e liquidità, ma lo sportello ordinario è chiuso

Fondo Nuovo Credito Marche: finanziamenti per investimenti e liquidità, ma lo sportello ordinario è chiuso

Il Fondo Nuovo Credito – Sezione Ordinaria è uno degli strumenti attraverso cui Regione Marche ha cercato di facilitare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi, combinando un finanziamento bancario garantito con una riassicurazione pubblica, un contributo per ridurre gli interessi e un contributo per abbattere i costi della garanzia Confidi.

La misura ha avuto un forte utilizzo da parte delle imprese marchigiane, tanto da esaurire rapidamente le risorse sia nella prima apertura del 2024 sia nella successiva riapertura finanziata con risorse regionali.

Per questo è necessario fare una precisazione rispetto alle informazioni sintetiche che continuano a circolare: al 14 ottobre 2026 il Fondo Nuovo Credito ordinario non è aperto a nuove domande. La pagina ufficiale di Regione Marche conferma che il secondo sportello è stato sospeso il 18 novembre 2024 per saturazione delle risorse disponibili.

La data 2028 non significa che oggi si possa presentare domanda

Alcune schede informative indicano una durata della misura fino al gennaio 2028.

Questo non deve essere interpretato come una finestra nella quale le aziende possono presentare continuamente nuove richieste fino a quella data.

Il Fondo è inserito nel programma pluriennale Credito Futuro Marche, ma le singole aperture dipendono dalla disponibilità finanziaria.

Il primo sportello FNC-ORD era partito il 29 gennaio 2024 ed era stato sospeso già nel marzo dello stesso anno dopo il rapido assorbimento delle risorse. Regione Marche comunicò che erano arrivate circa 2.000 domande e che i 20 milioni inizialmente disponibili avevano attivato oltre 200 milioni di finanziamenti bancari.

La Regione rifinanziò successivamente lo strumento con 9.707.628,17 euro di risorse regionali. Il secondo sportello aprì il 4 novembre 2024 e fu sospeso appena quattordici giorni dopo, il 18 novembre, quando le richieste raggiunsero il 110% della dotazione disponibile.

Come funzionava concretamente il Fondo Nuovo Credito

La misura non concedeva direttamente un prestito pubblico all’impresa.

L’azienda richiedeva un normale finanziamento bancario, assistito dalla garanzia di un Confidi convenzionato.

Su questa operazione Regione Marche interveniva attraverso tre strumenti:

  1. riassicurazione pubblica della garanzia Confidi;
  2. contributo a fondo perduto per ridurre gli interessi bancari;
  3. contributo a fondo perduto per abbattere gli oneri della garanzia Confidi.

Era quindi una struttura pensata contemporaneamente per rendere più semplice ottenere il finanziamento e per ridurne il costo.

Il secondo sportello finanziava operazioni tra 15.000 e 150.000 euro

Nella riapertura regionale del novembre 2024 le caratteristiche erano:

Caratteristica FNC-ORD regionale
Finanziamento minimo €15.000
Finanziamento massimo €150.000
Durata massima 96 mesi
Garanzia Confidi massima 70-80%
Contributo interessi massimo €8.000
Contributo costi Confidi massimo €5.000

Il limite massimo complessivo delle due sovvenzioni monetarie era quindi 13.000 euro per impresa.

Questo è importante anche per interpretare correttamente l’indicazione Neskey di “intensità 10,3% – massimo 20.600 euro”.

Quell’importo non corrisponde al massimo effettivamente erogato all’impresa sotto forma di contributo diretto. Nel secondo sportello il massimo nominale delle due sovvenzioni era infatti:

8.000 euro interessi + 5.000 euro garanzia = 13.000 euro.

Al beneficio monetario si aggiungeva però il valore economico della riassicurazione pubblica, che costituisce a sua volta un elemento agevolativo e viene quantificato in termini di Equivalente Sovvenzione Lordo.

Non presenterei quindi il Fondo semplicemente come “20.600 euro a fondo perduto”.

Abbattimento degli interessi fino al 2,5%

Nel secondo sportello regionale il contributo permetteva di ridurre il TAN del finanziamento fino a un massimo di 2,5 punti percentuali, con un contributo massimo di 8.000 euro.

Se il tasso applicato dalla banca era inferiore al 2,5%, il contributo veniva naturalmente limitato al tasso effettivamente sostenuto.

Erano previste anche premialità che consentivano di aumentare di ulteriori 0,50 punti percentuali il tasso agevolabile per alcune categorie di operazioni.

Tra queste figuravano:

  • imprese localizzate nei borghi storici;
  • aree interne;
  • cratere sismico;
  • aree alluvionate;
  • imprese femminili;
  • start-up innovative;
  • prestiti partecipativi destinati alla patrimonializzazione;
  • società di persone e ditte individuali che destinavano almeno il 70% del finanziamento agli investimenti;
  • finanziamenti fino a 50.000 euro.

Le premialità non erano cumulabili tra loro e restava comunque fermo il massimale di 8.000 euro del contributo interessi.

Fino a 5.000 euro per la garanzia Confidi

Regione Marche rimborsava anche il costo della garanzia.

Il contributo copriva il 100% della commissione di garanzia del Confidi, fissata allo 0,60% annuo dell’importo nominale garantito, oltre agli altri oneri Confidi ammessi.

Il massimale era 5.000 euro per impresa.

Erano escluse le somme recuperabili, come quote sociali, cauzioni e importi similari.

Il contributo veniva trasferito all’impresa attraverso il Confidi.

La garanzia pubblica riduceva ulteriormente il rischio per la banca

Il terzo elemento era la riassicurazione.

In assenza dell’intervento del Fondo Centrale di Garanzia, il Confidi poteva garantire fino all’80% del finanziamento e il Fondo Nuovo Credito riassicurava fino al 70% della garanzia del Confidi.

Quando sulla stessa operazione interveniva anche il Fondo Centrale di Garanzia, il meccanismo veniva coordinato per evitare sovrapposizioni e la quota di riassicurazione regionale veniva ridotta secondo le percentuali previste dal regolamento.

La riassicurazione non era denaro accreditato sul conto dell’impresa: serviva a ridurre il rischio dell’operazione creditizia.

Per questo il valore complessivo dell’agevolazione non va confuso con il contributo monetario effettivamente incassato.

Investimenti oppure semplicemente liquidità

Una delle caratteristiche più interessanti del Fondo era che non obbligava necessariamente l’impresa a realizzare un investimento produttivo.

Il finanziamento poteva essere destinato a:

  • investimenti in beni materiali;
  • investimenti immateriali;
  • capitale circolante;
  • esigenze di liquidità anche non direttamente collegate a un investimento.

Questo rendeva FNC-ORD molto più flessibile dei normali bandi FESR dedicati all’acquisto di macchinari.

Un’impresa poteva quindi utilizzare il finanziamento anche per rafforzare il proprio capitale circolante, sostenere acquisti, scorte e altre esigenze operative compatibili con la disciplina.

Una deroga particolare per il settore moda

Nella seconda apertura del Fondo era stata introdotta una possibilità specifica per le imprese appartenenti alla filiera moda.

Le aziende con determinati codici ATECO dei settori tessile, abbigliamento, pelle, design e relativo commercio potevano utilizzare il finanziamento anche per operazioni di consolidamento o rifinanziamento di prestiti preesistenti.

Il legislatore regionale aveva quindi utilizzato il Fondo anche come strumento di sostegno finanziario per un comparto che attraversava particolari difficoltà congiunturali.

Il primo sportello 2024 era ancora più favorevole

Le condizioni del primo FNC-ORD finanziato attraverso il PR FESR erano differenti.

Il finanziamento poteva arrivare originariamente fino a 200.000 euro e il contributo interessi copriva fino a 4 punti percentuali, con un massimo di 10.000 euro.

A questi si aggiungevano fino a 5.000 euro per i costi della garanzia Confidi.

Il contributo monetario massimo poteva quindi raggiungere 15.000 euro, oltre al beneficio derivante dalla riassicurazione.

Per alcune operazioni era prevista una maggiorazione dell’abbattimento del tasso fino al 4,5%, fermo restando il massimale stabilito.

Quando la Regione rifinanziò lo strumento con risorse proprie alla fine del 2024, decise invece di ridurre il contributo interessi dal 4% al 2,5% e il relativo massimale da 10.000 a 8.000 euro, così da riuscire a sostenere un maggior numero di imprese.

Beneficiari: PMI e lavoratori autonomi nelle Marche

Potevano accedere le micro, piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi operativi nella Regione Marche, purché rispettassero i requisiti previsti dalla disciplina europea e dal regolamento del Fondo.

L’operazione doveva essere riferita a una sede operativa localizzata nelle Marche.

Non era dunque richiesta una specifica appartenenza al settore manifatturiero: il Fondo era stato deliberatamente costruito come misura ampia di accesso al credito per il tessuto delle PMI regionali.

La domanda passava obbligatoriamente attraverso il Confidi

L’impresa non presentava direttamente una richiesta alla Regione.

Il percorso prevedeva il coinvolgimento di:

impresa → Confidi convenzionato → banca → Credito Futuro Marche.

Dopo l’erogazione del finanziamento bancario, il Confidi trasmetteva la pratica attraverso la piattaforma del Gestore.

Le domande venivano valutate a sportello in ordine cronologico, fino all’esaurimento delle risorse.

Il rapido esaurimento dei due sportelli dimostra che il Fondo funzionava, nella pratica, quasi come una corsa alle risorse disponibili.

De minimis e GBER

L’intervento veniva gestito nel rispetto della disciplina europea degli aiuti di Stato e, a seconda della tipologia dell’operazione, poteva fare riferimento al regime de minimis oppure alle disposizioni del Regolamento generale di esenzione – GBER.

Per questo era necessario verificare non soltanto il contributo sugli interessi, ma anche il valore in ESL attribuito alla riassicurazione.

Il plafond aiuti dell’impresa andava quindi analizzato sull’intera operazione agevolata.

Il Fondo Nuovo Credito ordinario oggi è chiuso

Questo è il dato più importante per chi legge la misura nel 2026.

Il sito ufficiale di Regione Marche continua a mantenere la pagina informativa dello strumento perché FNC-ORD fa parte del più ampio programma Credito Futuro Marche, ma la stessa pagina precisa che la misura è stata sospesa il 18 novembre 2024 a causa della saturazione delle risorse.

Anche il portale del Gestore classifica oggi sia FNC-ORD sia FNC-ORD-REG nella sezione dei bandi chiusi.

Non presenterei quindi nel 2026 questa opportunità come un finanziamento ancora disponibile fino al 2028.

Nel 2026 è arrivato il nuovo Fondo Investimenti e Liquidità

Regione Marche non ha però abbandonato questo modello.

Nel 2026 ha attivato il nuovo Fondo Nuovo Credito – Sezione Investimenti e Liquidità 2026, evoluzione del sistema Credito Futuro Marche, con una struttura che abbiamo analizzato separatamente.

Lo sportello 2026 è stato aperto il 9 settembre 2026, ma è stato a sua volta sospeso alle ore 11:59 del 7 ottobre 2026 per raggiungimento del limite delle risorse finanziarie disponibili.

Quindi, al 14 ottobre 2026, neppure la nuova versione è disponibile per nuove domande.

Questo conferma però una cosa: la Regione continua a utilizzare periodicamente il modello del credito bancario + Confidi + riassicurazione pubblica + contributi.

Per le PMI marchigiane che prevedono di chiedere finanziamenti nei prossimi mesi può quindi avere senso preparare anticipatamente struttura dell’investimento e fabbisogno finanziario, in vista di un eventuale rifinanziamento o di una nuova finestra.

Fondo Nuovo Credito e Credito Futuro Marche: cosa conviene controllare adesso

Per un’impresa marchigiana che oggi abbia bisogno di finanziare macchinari, digitalizzazione o liquidità, la domanda non dovrebbe essere semplicemente “Fondo Nuovo Credito è aperto?”.

La risposta oggi è no.

Conviene invece verificare:

  • eventuali nuove aperture di Credito Futuro Marche;
  • Fondo Credito Energia;
  • Fondo Patrimonio PMI;
  • Fondo Credito Nuove Imprese;
  • strumenti nazionali di garanzia;
  • Nuova Sabatini quando si tratta di investimenti;
  • eventuali contributi regionali compatibili con il finanziamento.

In molti casi il risultato migliore non deriva da un singolo incentivo, ma dalla costruzione di una struttura finanziaria nella quale credito, garanzia e contributo vengono combinati correttamente.

Fonti

Regione Marche – pagina ufficiale Fondo Nuovo Credito Ordinario – FNC-ORD, che conferma la sospensione dello strumento per esaurimento delle risorse.

Regione Marche – disciplina della seconda apertura FNC-ORD-REG, con riduzione del contributo interessi al 2,5% e massimale di 8.000 euro.

Credito Futuro Marche – sezione ufficiale Bandi chiusi, che riporta la chiusura dello sportello FNC-ORD-REG il 18 novembre 2024 dopo il raggiungimento del 110% della dotazione.

Regione Marche – Fondo Nuovo Credito Investimenti e Liquidità 2026, sportello aperto il 9 settembre e sospeso il 7 ottobre 2026 per esaurimento delle risorse.

Devi finanziare un investimento o rafforzare la liquidità della tua impresa nelle Marche?

Il Fondo Nuovo Credito ordinario non è attualmente aperto, ma il rapido esaurimento anche della nuova misura 2026 dimostra quanto sia importante arrivare preparati prima dell’apertura delle prossime finestre.

Atamai può verificare il fabbisogno finanziario dell’impresa, individuare gli strumenti oggi realmente disponibili e predisporre in anticipo una struttura che combini finanziamento, garanzia Confidi, contributi regionali e altri incentivi compatibili.

Possiamo inoltre monitorare eventuali rifinanziamenti o nuove aperture di Credito Futuro Marche, evitando di arrivare allo sportello quando le risorse sono già esaurite.

Contatta Atamai per una verifica preliminare del tuo piano di investimento o del fabbisogno di liquidità.

Email: Info@atamai.it