Lombardia: fino a 30.000 euro per sostituire i veicoli degli Enti del Terzo Settore
Regione Lombardia mantiene aperta la linea Rinnova Veicoli – Terzo Settore 2026, dedicata agli enti non commerciali iscritti al RUNTS che devono sostituire veicoli inquinanti utilizzati per attività istituzionali con nuovi mezzi a zero o bassissime emissioni.
Il contributo è a fondo perduto e varia in funzione della categoria e dell’alimentazione del nuovo mezzo: parte da 1.500 euro per alcune e-cargo bike e motoveicoli elettrici acquistati senza rottamazione e può arrivare fino a 30.000 euro per un autobus M3 elettrico o a idrogeno.
Le domande possono essere presentate fino alle ore 12:00 del 30 aprile 2027, dopo la proroga approvata nel settembre 2026. La procedura è a sportello e le risorse vengono prenotate secondo l’ordine cronologico di presentazione fino all’esaurimento del plafond.
Il plafond per il Terzo Settore è 500.000 euro, non 3 milioni
La scheda Neskey indica uno stanziamento di 3 milioni di euro.
Il dato è corretto soltanto considerando insieme le due linee dell’intervento regionale.
La ripartizione ufficiale è:
| Linea | Dotazione |
|---|---|
| Enti pubblici – Linea A | €2.500.000 |
| Enti del Terzo Settore – Linea B | €500.000 |
| Totale bando | €3.000.000 |
Per un’associazione, una fondazione o un altro ETS che vuole presentare domanda, il plafond realmente rilevante è quindi 500.000 euro.
Questo rende ancora più importante la natura cronologica dello sportello: non esiste una graduatoria finale che premia il progetto qualitativamente migliore, ma una prenotazione progressiva delle risorse disponibili.
Non tutti gli ETS possono partecipare
La misura non è rivolta genericamente a qualunque associazione.
Il beneficiario deve essere un Ente del Terzo Settore:
- con sede legale oppure almeno una sede operativa in Lombardia;
- iscritto al RUNTS – Registro Unico Nazionale del Terzo Settore;
- qualificato nel RUNTS come “ente non commerciale”;
- non iscritto nel Registro delle Imprese;
- non iscritto al REA della Camera di Commercio.
È una distinzione fondamentale.
Un ETS che svolge attività economica in forma tale da risultare iscritto nel Registro Imprese o nel REA non utilizza questa Linea B; deve eventualmente verificare altri strumenti regionali destinati alle imprese e agli ETS economici.
Il veicolo non deve essere utilizzato per attività economiche
Anche l’utilizzo del mezzo è vincolato.
Il nuovo veicolo incentivato non può essere impiegato nello svolgimento di un’attività economica.
La misura è quindi particolarmente adatta, ad esempio, a:
- associazioni di volontariato;
- enti assistenziali;
- organizzazioni impegnate nel trasporto sociale;
- enti che accompagnano persone anziane o con disabilità;
- organizzazioni non profit che utilizzano il veicolo per le proprie attività istituzionali;
- enti che devono trasportare beni e materiali nell’ambito di attività non economiche.
Non è invece il bando corretto per acquistare un mezzo destinato a un servizio commerciale.
Quanto si può ottenere: veicoli a zero emissioni
I contributi più elevati sono riservati a mezzi elettrici puri o a idrogeno.
| Nuovo veicolo a zero emissioni | Contributo massimo |
|---|---|
| E-cargo bike | €2.500 con rottamazione |
| L1e-L5e | €2.500 con rottamazione |
| L6e-L7e | €4.000 |
| M1 | €8.000 |
| M2 | €15.000 |
| M3 | €30.000 |
| N1 | €10.000 |
Per e-cargo bike e categorie L1e-L5e è possibile acquistare il mezzo anche senza demolire un veicolo inquinante, ma il contributo scende a 1.500 euro.
Questo rende particolarmente interessante la misura per organizzazioni che effettuano trasporto collettivo di persone: un nuovo minibus o autobus elettrico può ottenere rispettivamente contributi significativamente superiori rispetto a una normale autovettura.
Sono ammessi anche alcuni nuovi veicoli endotermici
Il bando non finanzia esclusivamente l’elettrico.
Sono ammessi anche determinati veicoli endotermici appartenenti almeno alla classe Euro VI/Euro 6E, purché rispettino le condizioni tecniche previste.
I contributi sono:
| Nuovo veicolo endotermico ammesso | Contributo |
|---|---|
| N1 | €6.000 |
| M1 ad uso speciale | €4.000 |
| M2 | €8.000 |
| M3 a GNC/GNL | €24.000 |
| M3 altre alimentazioni ammesse | €16.000 |
Per gli M1 endotermici sono ammissibili soltanto i mezzi ad uso speciale, con emissioni di CO₂ entro 200 g/km WLTP.
Quindi, per esempio, un’associazione che necessita di un veicolo specificamente allestito per esigenze assistenziali può non essere obbligata a scegliere necessariamente un’auto elettrica, purché il mezzo rispetti la categoria e le caratteristiche richieste.
Per le normali autovetture M1 la strada principale è elettrico o idrogeno
La disciplina sulle autovetture è più restrittiva.
Per le normali M1 sono incentivate quelle a zero emissioni.
Le motorizzazioni endotermiche benzina, diesel, metano o GPL vengono ammesse soltanto quando si tratta di M1 ad uso speciale.
Inoltre il prezzo base di listino del modello M1, esclusa IVA e senza considerare gli eventuali allestimenti opzionali, non può superare 45.000 euro.
L’eventuale allestimento specifico – per esempio quello necessario al trasporto di persone con particolari esigenze – non viene quindi considerato nel calcolo di questo tetto sul prezzo base del modello.
Il contributo non può mai superare il prezzo effettivamente pagato
I valori indicati dal bando sono massimali.
Regione Lombardia non può erogare un contributo superiore al costo effettivamente sostenuto per il veicolo, calcolato al netto dell’IVA e degli eventuali contributi statali ottenuti sullo stesso acquisto.
Esempio:
un ETS acquista un mezzo M1 elettrico che darebbe diritto teoricamente a 8.000 euro.
Se, dopo eventuali incentivi statali, il costo ammissibile residuo fosse di 6.500 euro, Regione Lombardia potrebbe liquidare al massimo 6.500 euro.
Non è quindi possibile ottenere una sovracompensazione.
Possibile cumulare il contributo con incentivi statali
Il bando consente il cumulo, quando previsto, con gli incentivi statali riferiti alla stessa tipologia di intervento.
Il totale degli aiuti non può però superare il costo effettivo del mezzo.
Per ogni acquisto conviene quindi verificare preventivamente:
- contributo regionale;
- eventuale incentivo nazionale;
- costo netto del nuovo veicolo.
Questo permette di costruire correttamente l’operazione ed evitare successive riduzioni del contributo regionale.
Per ottenere il contributo ordinario bisogna demolire un vecchio veicolo
La misura nasce come programma di sostituzione del parco circolante.
Occorre quindi normalmente demolire un veicolo inquinante intestato o cointestato allo stesso ETS.
Sono ammessi alla demolizione:
- autoveicoli M o N a benzina e/o gas fino a Euro 3/III incluso;
- autoveicoli diesel fino a Euro 5/V incluso;
- motoveicoli di categoria L a tre o quattro ruote diesel fino a Euro 3 incluso.
Per e-cargo bike e motoveicoli elettrici L1e/L5e, come detto, la demolizione può essere evitata, ma accettando il contributo ridotto.
Il vecchio mezzo deve essere dell’ente da almeno 12 mesi
Non è possibile acquistare all’ultimo momento un vecchio diesel Euro 5 per demolirlo e accedere all’agevolazione.
Il veicolo da radiare deve risultare intestato o cointestato al beneficiario da almeno 12 mesi prima della presentazione della domanda.
La demolizione, invece, deve essere successiva al 1° gennaio 2026.
Questi due elementi devono essere controllati subito, perché una data di intestazione troppo recente rende inutilizzabile quel veicolo ai fini dell’incentivo.
Solo veicoli nuovi
Il mezzo acquistato deve essere di prima immatricolazione in Italia.
Non sono quindi finanziabili:
- veicoli usati;
- veicoli già immatricolati;
- km zero già immatricolati;
- acquisti in leasing;
- noleggio.
Il beneficiario deve diventare intestatario o cointestatario del nuovo mezzo.
Attenzione: per gli ETS conviene aspettare la concessione prima dell’acquisto
Questo è un elemento operativo molto importante.
Per gli enti pubblici il bando contiene una specifica disposizione che consente procedure di acquisto avviate già dal 1° gennaio 2026.
Questa previsione non compare invece nella sezione dedicata agli ETS. La procedura generale stabilisce inoltre che, dopo la concessione del contributo, il beneficiario può procedere all’acquisto del veicolo.
Per un ETS seguirei quindi la sequenza prudente prevista dall’avviso:
domanda → prenotazione delle risorse → istruttoria → concessione → acquisto → demolizione → rendicontazione.
Eviterei di acquistare anticipatamente il mezzo contando poi di recuperare automaticamente il contributo.
La domanda prenota immediatamente le risorse
Il funzionamento è particolarmente interessante.
Quando la domanda viene presentata correttamente, il sistema calcola automaticamente il contributo previsto sulla base della categoria del nuovo veicolo e lo scala dalla disponibilità residua della Linea B.
In sostanza la domanda crea una prenotazione finanziaria.
Se il contatore arriva a zero, non è più possibile prenotare ulteriori contributi.
È proprio per questo che la procedura è realmente a sportello e la data del 30 aprile 2027 rappresenta soltanto il termine massimo: i 500.000 euro possono esaurirsi prima.
Fino a quattro veicoli per ogni ETS
Ogni beneficiario può presentare al massimo quattro domande.
Ogni domanda corrisponde alla prenotazione del contributo relativo a un veicolo.
Questo significa che il massimo di 30.000 euro indicato da Neskey non è necessariamente il massimo complessivo ottenibile da un ente.
Teoricamente, un ETS che possieda tutti i requisiti e sostituisca quattro autobus M3 con quattro mezzi elettrici o a idrogeno potrebbe presentare quattro domande da 30.000 euro ciascuna, per un totale potenziale di 120.000 euro.
Naturalmente devono esistere:
- quattro veicoli ammissibili;
- quattro acquisti;
- quattro domande;
- disponibilità residua sul plafond;
- tutti i requisiti per ogni singola operazione.
Non presenterei quindi il bando semplicemente come “massimo 30.000 euro per ente”.
360 giorni per acquistare e rendicontare
Dalla data di presentazione della domanda la prenotazione del contributo ha validità per 360 giorni.
Entro tale termine l’ente deve completare l’acquisto e presentare la rendicontazione.
È un periodo abbastanza ampio e tiene conto anche dei tempi di consegna dei veicoli.
La Regione prevede inoltre la possibilità di valutare eventuali proroghe alla rendicontazione, in particolare quando esistano ritardi di consegna imputabili alle case costruttrici.
Prima istruttoria fino a 90 giorni
Dopo la prenotazione, Regione Lombardia verifica:
- iscrizione e caratteristiche del beneficiario;
- sede in Lombardia;
- veicolo da demolire;
- proprietà e classe ambientale;
- caratteristiche del nuovo mezzo;
- correttezza della domanda.
La concessione può richiedere fino a 90 giorni dalla domanda.
Solo dopo l’esito positivo viene emesso il provvedimento di concessione.
Rendicontazione semplice ma puntuale
Dopo l’acquisto devono essere caricati sulla piattaforma, tra gli altri:
- targa del nuovo mezzo;
- certificato di demolizione o documentazione dell’avvio della pratica PRA;
- fattura elettronica XML intestata all’ETS;
- per le e-cargo bike, certificazione di conformità, UNI EN 15194, scheda tecnica, fattura e prova del pagamento.
La Regione effettua poi una seconda istruttoria, che può durare fino a 120 giorni.
A seguito dell’approvazione della liquidazione, il pagamento viene effettuato entro ulteriori 30 giorni.
Niente de minimis
La Linea B è espressamente qualificata da Regione Lombardia come intervento che non costituisce aiuto di Stato.
Per l’ETS non occorre quindi consumare plafond de minimis.
Questo deriva anche dalla natura della platea: enti non commerciali e utilizzo del nuovo veicolo esclusivamente per attività non economiche.
Il vero target: trasporto sociale e assistenziale
Il bando può diventare particolarmente interessante per ETS che dispongono di vecchi mezzi utilizzati per:
- trasporto di anziani;
- trasporto di persone con disabilità;
- accompagnamento a servizi sanitari e socio-assistenziali;
- attività di volontariato;
- trasporto di materiali;
- attività logistiche istituzionali.
La combinazione più interessante è probabilmente quella delle associazioni che possiedono oggi minibus o autobus diesel Euro 5 o precedenti.
Un M2 elettrico può ricevere fino a 15.000 euro.
Un M3 elettrico o a idrogeno può arrivare a 30.000 euro.
Se l’ente deve comunque sostituire un mezzo ormai prossimo ai limiti ambientali regionali, il contributo può incidere in maniera significativa sull’investimento.
Come correggere la scheda Neskey
La scheda ricevuta indica:
fondo perduto – massimo 30.000 euro – stanziamento 3 milioni.
Una formulazione più precisa sarebbe:
Beneficiari: ETS non commerciali iscritti al RUNTS, con sede legale o operativa in Lombardia, non iscritti a Registro Imprese o REA.
Dotazione specifica ETS: 500.000 euro.
Contributo: importo fisso variabile secondo il nuovo veicolo, da 1.500 a 30.000 euro per singola domanda/veicolo.
Numero massimo domande: 4 per ente.
Massimo per singolo mezzo: 30.000 euro per M3 elettrico/idrogeno.
Vecchio veicolo: benzina/gas fino Euro 3 o diesel fino Euro 5; intestato da almeno 12 mesi.
Nuovo veicolo: nuovo, prima immatricolazione in Italia, no leasing/noleggio.
Uso: esclusivamente per attività non economiche.
Procedura: sportello cronologico con prenotazione delle risorse.
Scadenza: 30 aprile 2027 ore 12:00, salvo esaurimento anticipato.
Rendicontazione: entro 360 giorni dalla domanda.
Fonti
Regione Lombardia – pagina ufficiale Rinnova Veicoli – Terzo Settore 2026, codice RLT12026053831, con beneficiari, dotazione della Linea B e termine prorogato al 30 aprile 2027.
Regione Lombardia – Bando Rinnova Veicoli Enti Pubblici e del Terzo Settore 2026, approvato con Decreto n. 5958 del 7 maggio 2026, con categorie di veicoli, importi, condizioni di demolizione e procedura.
Regione Lombardia – comunicazione istituzionale dell’8 maggio 2026 sulla misura da 3 milioni di euro, di cui 500.000 riservati agli Enti del Terzo Settore.
Il tuo Ente del Terzo Settore deve sostituire un vecchio veicolo?
Atamai può verificare preliminarmente l’ammissibilità partendo da pochi elementi: iscrizione RUNTS, natura non commerciale dell’ente, categoria e classe Euro del mezzo da rottamare, data di intestazione e caratteristiche del nuovo veicolo.
Possiamo inoltre confrontare diverse alternative – elettrico, idrogeno o, nei casi ammessi, Euro 6E/VI – per individuare quale mezzo genera il contributo maggiore, verificando anche eventuali incentivi statali cumulabili.
Per gli enti che devono sostituire più mezzi possiamo controllare l’utilizzo delle quattro domande disponibili, anziché fermarci al massimale di 30.000 euro riferito al singolo veicolo.
Email: Info@atamai.it