Toscana Internazionalizzazione 2026 15,1 milioni per export, fiere e nuovi mercati extra UE

Toscana Internazionalizzazione 2026: 15,1 milioni per export, fiere e nuovi mercati extra UE

Regione Toscana ha approvato gli indirizzi del nuovo Bando Internazionalizzazione 2026, destinato alle micro, piccole e medie imprese toscane che intendono sviluppare o rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.

La misura dispone di circa 15,1 milioni di euro del PR FESR Toscana 2021-2027 e finanzierà progetti di export, partecipazione a fiere, consulenza specialistica, presidio commerciale dei mercati esteri, digitalizzazione dell’export e sostenibilità.

Il bando vero e proprio non è ancora pubblicato: Regione Toscana ha comunicato il 20 ottobre che apertura e chiusura sono ancora da definire e che i nuovi bandi saranno pubblicati nelle settimane successive.

Questo significa che oggi siamo nella fase migliore per preparare il progetto, non ancora per trasmettere la domanda.

Il contributo ordinario non è del 60%

Si indica:

“contributo in conto capitale – 60%”.

Gli indirizzi approvati per il bando prevedono invece una sovvenzione a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con percentuali che dipenderanno dalla tipologia di servizio, dalla dimensione dell’impresa e dal regime di aiuto utilizzato.

È prevista una possibile maggiorazione di 10 punti percentuali, nell’ambito del regime de minimis, per specifiche categorie di imprese previste dagli indirizzi.

Il 60% può quindi rappresentare l’intensità massima in determinate situazioni, ma non deve essere presentato come la percentuale standard applicabile a tutte le domande.

La formulazione più prudente oggi è:

contributo a fondo perduto fino al 50%, con possibile maggiorazione fino a 10 punti percentuali nei casi previsti dall’avviso definitivo.

Seconda correzione: il bando non è ancora aperto

La scheda Neskey indica correttamente “in apertura”.

Al 27 ottobre 2026 Regione Toscana ha approvato gli indirizzi, ma deve ancora pubblicare l’avviso operativo con:

  • data di apertura;
  • data di chiusura;
  • modalità telematica;
  • modulistica;
  • disciplina definitiva delle premialità;
  • dettaglio completo dei criteri di graduatoria.

Non presenterei quindi oggi ai clienti una data di apertura presunta.

15,1 milioni di euro

La dotazione indicata da Neskey è sostanzialmente corretta.

Il nuovo intervento dispone di circa:

15,1 milioni di euro.

All’interno della dotazione sono previste riserve dedicate:

  • circa 1,5 milioni per il settore Moda;
  • circa 1,5 milioni per Turismo e commercio.

Regione Toscana ha inoltre indicato espressamente che il nuovo bando dovrà incentivare l’ingresso delle imprese nei nuovi mercati emergenti e strategici.

Chi può partecipare

La misura è destinata alle:

micro, piccole e medie imprese – MPMI

con:

sede legale e/o unità locale in Toscana

e attività nei comparti:

  • manifatturiero;
  • turismo;
  • commercio.

Sono previste sia candidature singole sia candidature aggregate.

Le aggregazioni dovranno coinvolgere almeno tre imprese, secondo le forme ammesse dal bando: consorzi, società consortili, reti e raggruppamenti, con condizioni specifiche che saranno definite nell’avviso operativo.

Impresa singola: investimento fino a 150.000 euro

Gli indirizzi distinguono il progetto minimo in base alla dimensione aziendale:

Impresa Investimento minimo
Microimpresa €10.000
Piccola impresa €12.500
Media impresa €20.000

L’investimento massimo previsto per l’impresa singola è:

150.000 euro.

Con un contributo ordinario del 50%, un progetto individuale da 150.000 euro potrebbe quindi teoricamente produrre fino a:

75.000 euro di fondo perduto

prima di considerare eventuali diverse intensità relative alle singole categorie di costo.

Consorzi e reti: fino a 400.000 euro

Per consorzi e reti-soggetto viene indicato:

investimento minimo: 35.000 euro;

investimento massimo: 400.000 euro.

Il progetto aggregato può essere particolarmente interessante quando più PMI della stessa filiera intendono affrontare congiuntamente un mercato estero, condividendo attività promozionali, commerciali e di presidio.

Il cuore del progetto deve essere l’internazionalizzazione vera

Uno dei vincoli più importanti è che almeno il:

60% del progetto

sia costituito da servizi all’internazionalizzazione dell’Area C del Catalogo regionale dei servizi qualificati.

Attenzione quindi alla confusione tra due percentuali diverse:

60% non è il contributo.

È la quota minima del progetto che deve essere composta da servizi specificamente destinati all’internazionalizzazione.

È probabilmente da qui che nasce parte dell’ambiguità della scheda Neskey.

Fiere internazionali

Tra le attività tipicamente riconducibili ai servizi di internazionalizzazione rientra la partecipazione a fiere e saloni internazionali.

Il progetto può quindi comprendere servizi e costi strettamente funzionali alla presenza fieristica nei mercati target, secondo limiti e parametri che saranno definiti dall’avviso e dal Catalogo regionale.

Non imposterei però la candidatura semplicemente come:

“andiamo a una fiera e chiediamo il 50%”.

La Regione vuole finanziare un programma organico di internazionalizzazione, e la procedura a graduatoria rende conveniente un progetto più articolato.

Temporary Export Manager e consulenza export

Tra le attività riconducibili alla strategia di penetrazione commerciale possono rientrare servizi specialistici per:

  • definizione della strategia export;
  • ricerca di partner;
  • sviluppo commerciale;
  • presidio del mercato;
  • Temporary Export Manager;
  • assistenza alla strutturazione della presenza internazionale.

Per molte PMI che oggi esportano in maniera occasionale questa può essere una voce più strategica della semplice fiera.

Showroom e presenza commerciale temporanea all’estero

Gli indirizzi comprendono anche servizi collegati alla presenza temporanea sui mercati internazionali, come showroom, spazi espositivi e iniziative commerciali.

È una possibilità interessante soprattutto per:

  • moda;
  • arredo;
  • design;
  • prodotti consumer;
  • produzioni artigianali;
  • settori nei quali il contatto diretto con distributori e buyer è importante.

B2B, buyer e sviluppo di alleanze

Il progetto può includere servizi destinati alla ricerca di:

  • buyer;
  • distributori;
  • agenti;
  • partner commerciali;
  • alleanze strategiche.

Possono inoltre essere strutturate iniziative B2B e attività di sviluppo commerciale nei mercati target.

Qui vedo una delle componenti più interessanti per Atamai: non costruire il progetto come raccolta di singole spese, ma partire da quale Paese vogliamo presidiare e come vogliamo entrarci.

Digitalizzazione dell’export

Il nuovo bando permette di integrare ai servizi export anche i servizi qualificati per la digitalizzazione.

Gli indirizzi richiamano l’Area B del Catalogo regionale e in particolare strumenti finalizzati a innovazione commerciale e presidio strategico dei mercati.

Si possono quindi costruire progetti nei quali l’internazionalizzazione tradizionale venga accompagnata da:

  • digital export;
  • sistemi commerciali digitali;
  • piattaforme di relazione con clienti e distributori;
  • attività di posizionamento sui mercati;
  • strumenti tecnologici al servizio della strategia export.

Il dettaglio definitivo dovrà però essere letto nel nuovo avviso e nel Catalogo richiamato.

Sostenibilità

Sono integrabili anche servizi qualificati di supporto alla sostenibilità.

Questo può essere particolarmente utile nei mercati nei quali:

  • certificazioni ambientali;
  • tracciabilità;
  • performance ESG;
  • requisiti di filiera;

condizionano l’accesso a clienti, buyer e catene internazionali.

Personale e spese generali soltanto con de minimis

Questa distinzione è importante.

Tra i costi ammissibili previsti dagli indirizzi figurano anche:

  • personale;
  • spese generali.

Ma queste componenti sono riconosciute soltanto quando l’impresa sceglie il regime de minimis.

Il regime di aiuto va quindi scelto con attenzione.

De minimis oppure GBER

L’impresa dovrà scegliere, al momento della candidatura, tra due inquadramenti alternativi.

De minimis – Regolamento UE 2023/2831

oppure

GBER – Regolamento UE 651/2014, in particolare articoli 18 e 19 per consulenza e partecipazione a fiere e, per determinati servizi innovativi, articolo 28.

La scelta sarà vincolante per tutto il progetto e non potrà essere successivamente modificata.

È quindi necessario simulare entrambi gli scenari prima di fare domanda.

Quando può convenire il de minimis

Il de minimis può essere particolarmente interessante quando:

  • l’impresa dispone ancora di plafond;
  • vuole inserire personale e spese generali;
  • ha già sostenuto alcune spese compatibili;
  • può beneficiare delle maggiorazioni previste.

Gli indirizzi anticipano infatti che, scegliendo il de minimis, possono essere riconosciute anche determinate spese sostenute nei sei mesi precedenti l’apertura del bando.

Questo è un punto molto importante per aziende che abbiano già avviato nel 2026 attività commerciali all’estero.

Con il GBER attenzione all’effetto di incentivazione

Se viene scelto il GBER, la logica è più restrittiva sulla decorrenza del progetto.

Gli investimenti devono rispettare le condizioni europee di incentivazione e le diverse intensità previste dalle singole categorie di servizio.

Per questo non utilizzerei automaticamente lo stesso progetto sia in de minimis sia in GBER senza fare prima una simulazione.

Mercosur e India diventano strategici

La Regione ha deciso di dare particolare rilevanza ai mercati extra UE indicati dal Piano d’Azione per l’Export ICE-MAECI, con riferimento ai Paesi e alle aree considerate ad alto potenziale.

Tra quelli esplicitamente richiamati figurano:

  • Mercosur;
  • India;
  • Australia.

La stessa Regione Toscana ha dichiarato di voler incentivare in particolare l’utilizzo delle nuove opportunità aperte dai rapporti commerciali dell’Unione europea con Mercosur e India.

Questo suggerisce che un progetto costruito su questi mercati potrebbe avere una valenza strategica superiore rispetto a una generica attività promozionale internazionale.

India: mercato particolarmente interessante

Il tema non è puramente teorico.

Nel 2025 l’export italiano verso l’India è cresciuto del 9,4%, con incrementi molto forti nei macchinari e aumenti anche per chimica, metallurgia, farmaceutica e mezzi di trasporto. Nel gennaio 2026 UE e India hanno inoltre annunciato la conclusione dei negoziati per il nuovo accordo di libero scambio.

Per una PMI manifatturiera toscana con un prodotto adatto, quindi, il bando può diventare l’occasione per costruire un vero progetto India anziché finanziare semplicemente una fiera.

Mercosur: opportunità, ma attenzione allo stato dell’accordo

Anche Mercosur viene indicato tra i mercati prioritari.

L’accordo UE-Mercosur è stato firmato il 17 gennaio 2026, ma il suo percorso istituzionale non è ancora definitivamente concluso; l’applicazione dell’intesa commerciale è quindi un tema da monitorare.

Ai fini del bando, però, l’area resta considerata strategica per l’espansione del Made in Italy.

La grande novità: graduatoria e non corsa al click

Questo è probabilmente uno dei cambiamenti più importanti rispetto al precedente bando regionale.

Gli indirizzi 2026 prevedono una procedura valutativa a graduatoria.

Il bando 2025 funzionava invece a sportello cronologico.

Il risultato era stato molto evidente: il 24 marzo 2025, poche ore dopo l’apertura, erano già state presentate 308 domande, con oltre 10,9 milioni di euro di contributi richiesti a fronte di circa 9,43 milioni disponibili. La Regione dovette quindi avviare la chiusura della raccolta.

Nel 2026 la logica cambia.

Non dovrebbe più essere necessario competere semplicemente sul secondo di invio.

Diventa molto più importante costruire un progetto qualitativamente forte.

Quindi non aspetterei l’apertura per preparare il progetto

Proprio perché la selezione sarà a graduatoria, oggi conviene lavorare su:

  1. Paese o Paesi target;
  2. strategia commerciale;
  3. servizi necessari;
  4. fornitori;
  5. preventivi;
  6. scelta tra de minimis e GBER;
  7. eventuale aggregazione con altre imprese;
  8. presenza di almeno il 60% di servizi Area C;
  9. premialità;
  10. documentazione aziendale.

Arrivare all’apertura con una semplice lista di fiere significherebbe perdere parte del vantaggio offerto dal nuovo meccanismo.

Progetto da concludere in nove mesi

Gli indirizzi prevedono una durata ordinaria del progetto pari a:

9 mesi dalla concessione.

È ammessa una proroga massima di:

3 mesi

per arrivare complessivamente a un massimo di 12 mesi, quando sussistano le condizioni previste.

Il programma di fiere, consulenze e attività commerciali deve quindi essere costruito con un cronoprogramma abbastanza concentrato.

Spese già sostenute: possibilità interessante con de minimis

Con il regime de minimis gli indirizzi prevedono l’ammissibilità di spese sostenute fino a sei mesi prima dell’apertura del bando.

Questo elemento potrebbe consentire di recuperare, se coerenti con l’avviso definitivo, attività già avviate.

Esempio:

se il bando aprisse a dicembre 2026, potrebbero teoricamente entrare determinate spese sostenute nei sei mesi precedenti.

La data esatta dovrà però essere calcolata solo dopo la pubblicazione ufficiale dell’avviso.

Anticipo oppure saldo

Gli indirizzi prevedono la possibilità di presentare domanda di erogazione:

  • a titolo di anticipo;
  • a titolo di saldo.

Condizioni, garanzie e percentuali dell’eventuale anticipo dovranno essere verificate nel bando definitivo.

Come correggere la scheda Neskey

Elemento Neskey Situazione verificata
Stato In apertura Corretto: criteri approvati, avviso ancora da pubblicare
Apertura da definire Da definire
Scadenza da definire Da definire
Procedura Graduatoria Confermata dagli indirizzi
Contributo 60% Fino al 50% ordinario; possibile +10 punti in specifiche condizioni
Dotazione €15,1 mln Corretta
Riserva Moda non indicata Circa €1,5 mln
Riserva turismo/commercio non indicata Circa €1,5 mln
Microimpresa non dettagliato €10.000-150.000
Piccola impresa non dettagliato €12.500-150.000
Media impresa non dettagliato €20.000-150.000
Consorzi/reti-soggetto non dettagliato €35.000-400.000
Servizi export non dettagliato Almeno 60% del progetto
Regime aiuto non indicato Scelta tra de minimis e GBER
Durata non indicata 9 mesi + max 3 mesi di proroga

È un bando da preparare adesso

A differenza di molte misure che analizziamo dopo l’apertura, questa arriva in un momento utile.

Il bando non è ancora operativo, ma conosciamo già:

  • beneficiari;
  • settori;
  • dimensioni dei progetti;
  • categorie di costo;
  • logica della graduatoria;
  • regimi di aiuto;
  • mercati prioritari;
  • durata dei progetti.

Possiamo quindi effettuare la verifica preliminare e preparare praticamente tutta la struttura del progetto, lasciando alla pubblicazione dell’avviso soltanto gli elementi definitivi.

Fonti

Regione Toscana – comunicazione istituzionale del 20 ottobre 2026 sul programma di sostegno alle imprese, che conferma il nuovo Bando Internazionalizzazione 2026, circa 15 milioni di risorse, beneficiari e mercati emergenti e strategici, precisando che apertura e chiusura sono ancora da definire.

Confindustria Toscana Centro e Costa – approfondimento del 23 ottobre 2026 sugli indirizzi approvati dalla Regione, con dotazione di 15,1 milioni, riserve Moda e Turismo/commercio, dimensioni degli investimenti, intensità del contributo e procedura a graduatoria.

Finsystem – sintesi delle linee guida approvate, con regimi de minimis/GBER, categorie di costo, decorrenza delle spese e durata dei progetti.

Regione Toscana – precedente Bando Internazionalizzazione 2025, utile per il confronto con il nuovo sistema: la precedente procedura era a sportello cronologico e le risorse risultarono richieste oltre la dotazione poche ore dopo l’apertura.

La tua impresa toscana vuole sviluppare un nuovo mercato estero?

Atamai può preparare già prima dell’apertura una verifica completa del progetto, partendo da ATECO, dimensione aziendale, Paese target, fatturato estero, de minimis disponibile e servizi da acquistare.

Possiamo confrontare de minimis e GBER, costruire il mix di spese assicurando che almeno il 60% del progetto sia destinato ai servizi di internazionalizzazione richiesti e verificare preventivamente la struttura migliore per massimizzare contributo e competitività in graduatoria.

Particolare attenzione può essere dedicata ai progetti verso India, Mercosur, Australia e altri mercati extra UE strategici, nonché alle imprese dei comparti Moda, Turismo e commercio, per i quali sono previste riserve dedicate.

Questa volta non è necessario aspettare il click day: proprio perché il nuovo bando sarà a graduatoria, conviene arrivare alla pubblicazione con il progetto già costruito.

Email: Info@atamai.it