Appennino Bolognese: fino a 48.000 euro per nuove imprese extra-agricole, scadenza prorogata al 29 gennaio 2027

Appennino Bolognese: fino a 48.000 euro per nuove imprese extra-agricole, scadenza prorogata al 29 gennaio 2027

Il GAL Appennino Bolognese ha prorogato il bando AB AS 6B – Investimenti in neo imprese extra agricole, destinato alla nascita e allo sviluppo iniziale di nuove attività economiche nei territori rurali dell’Appennino bolognese.

La nuova scadenza è fissata alle ore 12:00 del 29 gennaio 2027, in sostituzione del precedente termine del 30 ottobre 2026. La proroga è stata deliberata dal CdA del GAL il 13 ottobre 2026.

La dotazione disponibile è pari a 404.776,93 euro. L’investimento ammissibile può andare da 10.000 a 80.000 euro e il contributo varia in funzione della localizzazione:

40% nelle zone C;

60% nelle zone D.

Di conseguenza, il contributo massimo effettivamente ottenibile è:

  • 32.000 euro per un progetto da 80.000 euro localizzato in zona C;
  • 48.000 euro per un progetto da 80.000 euro localizzato in zona D.

Cosa è cambiato rispetto alla precedente comunicazione Neskey

La prima comunicazione Neskey, inviata il 31 luglio, indicava:

scadenza 30 ottobre 2026;

contributo 60%;

dotazione 404.776 euro.

L’aggiornamento del 28 ottobre indica invece:

scadenza 29 gennaio 2027;

contributo 40%;

dotazione 404.776,93 euro.

La proroga è corretta, ma nessuna delle due percentuali, presa singolarmente, descrive correttamente il bando.

La disciplina ufficiale è:

Localizzazione Contributo
Zona C – area rurale intermedia 40%
Zona D – area rurale con problemi di sviluppo 60%

Se un progetto comprende investimenti collocati in entrambe le tipologie territoriali, ogni singola spesa viene assoggettata all’aliquota corrispondente all’area nella quale è localizzato l’investimento.

La localizzazione deve quindi essere verificata prima ancora di fare il preventivo economico del contributo.

Altra correzione importante: non è un bando per aziende agricole

La prima scheda Neskey parlava di miglioramento della competitività delle “micro e piccole aziende agricole”.

È una descrizione fuorviante.

L’intervento finanzia espressamente imprese extra-agricole. Il bando stabilisce anzi che i beneficiari non possano esercitare l’attività agricola prevista dall’articolo 2135 del Codice civile nemmeno come attività secondaria.

È quindi uno strumento per creare o sviluppare attività economiche non agricole nei territori rurali, non per finanziare direttamente l’attività produttiva di un’azienda agricola.

Chi può partecipare

La platea è piuttosto ampia.

Possono presentare domanda:

Persone fisiche che intendono costituire una micro o piccola impresa extra-agricola.

Micro e piccole imprese extra-agricole costituite da non più di un anno.

Micro e piccole imprese già esistenti da oltre un anno, ma soltanto se intendono aprire una nuova attività extra-agricola mai esercitata prima.

Liberi professionisti individuali che abbiano iniziato l’attività da non più di un anno.

Associazioni non partecipate da soggetti pubblici, con caratteristiche di micro o piccola impresa, costituite da meno di un anno oppure intenzionate ad avviare una nuova attività economica mai svolta in precedenza.

Anche una persona fisica può fare domanda prima di aprire l’impresa

Questo è uno degli elementi più interessanti.

Una persona che abbia un progetto imprenditoriale può presentare domanda prima di costituire formalmente l’impresa.

Deve però:

  • avere almeno 18 anni;
  • non percepire pensione di anzianità o vecchiaia;
  • non essere stata titolare o contitolare di impresa nei 12 mesi precedenti la domanda.

Se ottiene il contributo, dovrà costituire la nuova micro o piccola impresa entro 150 giorni dalla comunicazione della concessione.

Questo permette di evitare di costituire preventivamente una nuova società senza sapere se il progetto sarà finanziato.

Attenzione però a non aprire prima la partita IVA

Il bando è molto preciso.

Per chi partecipa come persona fisica, il momento di avvio dell’attività coincide con la richiesta di apertura della partita IVA.

Questa richiesta non deve precedere la domanda di sostegno.

Se la partita IVA è già stata aperta, il soggetto non può più presentarsi come semplice persona fisica, ma deve rientrare nella categoria delle micro o piccole imprese costituite da non più di un anno.

Questa sequenza va gestita con attenzione.

Impresa esistente: possibile solo con una nuova attività

Un’impresa costituita da più di un anno non è automaticamente esclusa.

Può partecipare se introduce una nuova attività extra-agricola mai esercitata prima.

Nella relazione tecnico-economica deve indicare il nuovo codice ATECO previsto e, prima della concessione definitiva, acquisirlo e comunicarlo al GAL.

Questa possibilità può rendere il bando interessante anche per imprese consolidate che vogliano aprire una nuova linea di attività nel territorio.

Il codice ATECO deve essere tra quelli ammessi

Non tutte le attività economiche sono finanziabili.

Il progetto deve ricadere in uno dei codici ATECO 2025 contenuti nell’Allegato B del bando.

La verifica del codice ATECO deve quindi essere uno dei primi controlli.

Il bando attribuisce peraltro punteggi differenti in funzione del settore economico, rendendo alcune attività particolarmente competitive.

La graduatoria c’è davvero

Su questo punto Neskey è corretto.

Si tratta di una procedura valutativa a graduatoria.

Non conta quindi semplicemente presentare la domanda prima degli altri.

Le richieste vengono valutate sulla base di criteri di selezione e il progetto deve raggiungere una soglia minima.

A parità di punteggio viene privilegiato:

  1. il progetto con maggiore spesa ammissibile;
  2. in ulteriore parità, la domanda protocollata prima su SIAG.

La cronologia conta quindi solo come ultimo criterio di spareggio.

Punteggio minimo: 25 punti, ma attenzione a come si calcolano

Per ottenere il finanziamento è necessario raggiungere almeno:

25 punti.

C’è però un dettaglio molto importante.

I 25 punti minimi devono essere raggiunti utilizzando esclusivamente i parametri soggettivi e aziendali.

I punti ottenuti per la semplice localizzazione in zona C o D non bastano per raggiungere la soglia minima di ammissibilità.

È quindi indispensabile simulare il punteggio prima della domanda.

Zona D: 20 punti; zona C: 10

La localizzazione attribuisce:

20 punti in zona D;

10 punti in zona C.

Questi punti migliorano il posizionamento finale in graduatoria, ma, come detto, non sostituiscono il requisito dei 25 punti soggettivi/aziendali.

La zona D ha inoltre il vantaggio finanziario dell’aliquota al 60% anziché al 40%.

Per questo un progetto localizzato in zona D parte con un doppio vantaggio:

contributo maggiore + 10 punti aggiuntivi rispetto alla zona C.

Carta dell’Accoglienza: 15 punti

La sottoscrizione della Carta dell’Accoglienza del GAL Appennino Bolognese attribuisce:

15 punti.

È un elemento molto rilevante perché rappresenta già oltre metà della soglia minima necessaria.

Attività nuova nel Comune: 10 punti

Se l’impresa introduce nel Comune un’attività economica non ancora presente, ottiene:

10 punti.

Il GAL verifica la condizione attraverso il SUAP, sulla base dell’assenza nel Comune del codice ATECO dell’attività proposta.

Questo criterio è molto interessante per le aree montane dove determinati servizi sono scomparsi.

Un progetto che riporta nel Comune, per esempio, un servizio commerciale o professionale non più disponibile può quindi essere particolarmente competitivo.

Produzione biologica: 10 punti

Sono attribuiti 10 punti alle aziende che svolgono attività di:

  • lavorazione;
  • trasformazione;
  • vendita;
  • confezionamento

di prodotti biologici.

Il punteggio può cumularsi con quello relativo all’introduzione di un’attività assente nel Comune.

Giovani: 10 punti

Sono previsti 10 punti per le imprese giovanili.

Il giovane deve avere meno di 41 anni alla data di presentazione della domanda.

Per società e cooperative non basta la presenza nominale di un giovane: devono essere rispettate precise condizioni sulla maggioranza dei soci, sul capitale e sul controllo dell’organo amministrativo.

Donne: altri 10 punti

Anche l’impresa femminile ottiene:

10 punti.

I requisiti riguardano proprietà e governance effettiva dell’impresa.

I punti per giovani e donne sono cumulabili.

Una società realmente composta e controllata da giovani donne può quindi ottenere 20 punti soltanto attraverso questi due criteri.

I settori più premiati: commercio, ristorazione, arte, sport e servizi

Il codice ATECO incide pesantemente sulla graduatoria.

Settore ATECO 2025 Punti
Manifattura 10
Costruzioni 15
Commercio 20
Trasporto e magazzinaggio 10
Alloggio e ristorazione 20
Editoria e produzione/distribuzione contenuti 15
Informatica e telecomunicazioni 15
Attività professionali, scientifiche e tecniche 15
Servizi amministrativi e di supporto 15
Istruzione e formazione 10
Salute e assistenza sociale 10
Attività artistiche, sportive e di divertimento 20
Altre attività di servizi 20

I punti relativi ai diversi settori ATECO non sono cumulabili tra loro.

Commercialmente vedo quindi molto bene:

negozi e servizi di prossimità, ristorazione, piccola ricettività, servizi turistici, attività sportive e ricreative, professionisti, servizi digitali e nuove attività che riportano funzioni mancanti nei piccoli Comuni.

Esempio di progetto molto competitivo

Immaginiamo una giovane donna che apra in un Comune di zona D una nuova attività di servizi turistici e ristorazione non ancora presente nel territorio e aderisca alla Carta dell’Accoglienza.

Potrebbe ottenere:

  • zona D: 20 punti;
  • Carta dell’Accoglienza: 15;
  • attività nuova nel Comune: 10;
  • giovane: 10;
  • donna: 10;
  • settore alloggio/ristorazione: 20.

Il punteggio diventerebbe molto elevato.

Inoltre, essendo in zona D, su un investimento di 80.000 euro il contributo può arrivare a:

48.000 euro.

Investimento minimo 10.000, massimo 80.000 euro

Il progetto deve prevedere almeno:

10.000 euro di spese ammissibili.

Il tetto massimo sul quale viene calcolato il contributo è:

80.000 euro.

Si può presentare anche un progetto di costo superiore, ma la quota eccedente non aumenta il contributo massimo riconoscibile.

Ogni richiedente può presentare una sola domanda.

Immobili: ristrutturazione, recupero e ampliamento

Sono ammissibili interventi di:

  • ristrutturazione;
  • recupero;
  • ampliamento

degli immobili e delle relative pertinenze nei quali viene esercitata la nuova attività.

Questa è una differenza importante rispetto ai bandi che finanziano soltanto attrezzature.

Può quindi essere molto adatto a un progetto che necessiti di recuperare un locale, un edificio o uno spazio esistente nell’Appennino.

Macchinari, impianti, attrezzature e arredi

Sono finanziabili:

  • arredi funzionali;
  • macchinari;
  • impianti;
  • attrezzature;
  • dotazioni funzionali al processo produttivo.

Sono esclusi invece i beni usati e il leasing.

Hardware e software fino al 20%

Hardware, software e programmi informatici possono essere inseriti fino al:

20% delle spese di investimento materiale, purché direttamente funzionali alla nuova attività.

Promozione fino al 15%

Sono ammissibili anche le spese promozionali, entro il:

15% degli investimenti materiali.

Per una nuova attività turistica, commerciale o di servizi questa componente può quindi comprendere parte delle attività necessarie al lancio sul mercato.

Veicoli: sì, ma solo se realmente funzionali

Sono ammissibili mezzi strettamente collegati all’attività, tra cui:

  • biciclette ed e-bike;
  • mezzi per trasporto disabili;
  • pulmini;
  • minivan;
  • furgoni;
  • camion;
  • taxi;
  • NCC;
  • autobus;
  • autonegozi.

Per i veicoli non industriali il tetto è:

30.000 euro.

Sono invece escluse le normali autovetture fino a cinque posti, anche quando immatricolate come autocarro.

Fotovoltaico e rinnovabili: solo per autoconsumo

Sono ammessi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma esclusivamente entro il fabbisogno medio annuo dell’impresa.

Non è quindi possibile dimensionare un impianto destinato prevalentemente alla vendita di energia.

Il GAL ha anche pubblicato un’errata corrige: quando il progetto comprende questi impianti occorre allegare una dichiarazione con cui il richiedente attesta che la produzione prevista non supera il fabbisogno medio aziendale annuo.

Spese tecniche

Per interventi immobiliari le spese tecniche, progettazione, direzione lavori e adempimenti connessi sono ammesse fino al:

10%.

Per macchinari, impianti, attrezzature e allestimenti il limite delle relative spese generali è:

3%.

Cosa non viene finanziato

Tra le principali esclusioni figurano:

  • acquisto di terreni;
  • leasing;
  • beni usati;
  • interessi passivi;
  • manutenzione ordinaria;
  • normali costi di esercizio e funzionamento;
  • IVA;
  • investimenti realizzati soltanto per adeguarsi alla normativa vigente;
  • impianti rinnovabili sovradimensionati rispetto all’autoconsumo;
  • normali autovetture fino a cinque posti.

Sono inoltre esclusi progetti relativi a armi e munizioni, gioco d’azzardo e commercio di materiale pornografico.

Spese soltanto dopo la domanda

La regola generale è:

prima domanda, poi investimento.

Le spese devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda di sostegno.

L’unica eccezione significativa riguarda alcune spese generali e tecniche, per le quali possono essere ammessi preventivi e attività effettuati fino a 24 mesi prima della domanda secondo le condizioni previste.

Quindi non consiglierei di firmare ordini o contratti relativi agli investimenti principali prima della candidatura.

18 mesi per completare tutto

Il progetto deve essere:

  • realizzato;
  • pagato;
  • rendicontato;

entro 18 mesi dalla comunicazione della concessione.

È possibile chiedere una proroga di massimo:

6 mesi, cioè 180 giorni.

Per ottenere la proroga deve però essere dimostrato anche l’effettivo avvio degli investimenti nei tempi previsti.

Anticipo fino al 50% del contributo

Dopo la concessione è possibile chiedere un anticipo fino al:

50% del contributo spettante.

La richiesta deve essere effettuata entro sei mesi dalla concessione.

Occorre però una fideiussione pari al 100% dell’anticipo richiesto, rilasciata secondo le modalità AGREA.

Non è de minimis ordinario

L’aiuto viene concesso nell’ambito dell’articolo 56 del Regolamento UE 2022/2472, relativo agli aiuti nelle zone rurali.

Non si tratta quindi del classico contributo concesso sul plafond de minimis ordinario dell’impresa.

Questo può renderlo particolarmente interessante per aziende che abbiano già utilizzato in misura significativa il proprio de minimis.

Cumulo possibile, ma senza sovrafinanziamento

Un investimento FEASR può in determinate condizioni essere affiancato ad altre forme di sostegno o crediti d’imposta, purché:

  • non venga finanziata due volte la stessa spesa con fondi UE;
  • il cumulo non superi l’intensità massima di aiuto applicabile.

Il cumulo va quindi verificato caso per caso.

Obbligo di sede operativa nel territorio GAL

Le imprese, i professionisti e le associazioni già costituiti devono avere almeno una sede operativa nel territorio del GAL.

Per le persone fisiche che costituiranno successivamente l’impresa il requisito viene verificato dopo la costituzione.

Gli investimenti materiali devono in ogni caso essere localizzati nelle zone C o D del GAL Appennino Bolognese.

Polizza catastrofale

Il bando recepisce inoltre l’obbligo nazionale relativo alle coperture contro calamità naturali ed eventi catastrofali.

Il richiedente, quando soggetto all’obbligo previsto dalla normativa, deve risultare in regola.

La graduatoria rimane valida per altri 12 mesi

Una volta approvata, la graduatoria viene utilizzata fino all’esaurimento delle risorse disponibili e rimane valida per ulteriori 12 mesi.

Questo significa che anche un progetto inizialmente non finanziato per insufficienza del plafond potrebbe avere interesse in caso di economie, rinunce o ulteriori disponibilità.

Come correggere definitivamente la scheda Neskey

Elemento Neskey 31 luglio Neskey 28 ottobre Regola corretta
Scadenza 30/10/2026 29/01/2027 29/01/2027 ore 12:00
Procedura Graduatoria Graduatoria Corretta
Contributo 60% 40% 40% zona C / 60% zona D
Investimento minimo non indicato non indicato €10.000
Investimento massimo non indicato non indicato €80.000
Contributo massimo zona C non indicato non indicato €32.000
Contributo massimo zona D non indicato non indicato €48.000
Dotazione €404.776 €404.776,93 €404.776,93
Beneficiari descrizione iniziale riferita ad aziende agricole neo imprese extra-agricole Nuove attività e micro/piccole imprese extra-agricole
Punteggio minimo non indicato non indicato 25 punti soggettivi/aziendali
Durata progetto non indicata non indicata 18 mesi + max 6 mesi
Aiuti di Stato non indicato non indicato Art. 56 Reg. UE 2022/2472

Per chi è realmente interessante

Questo bando lo vedo bene soprattutto per chi intende avviare nei Comuni dell’Appennino bolognese:

  • attività commerciali e negozi di prossimità;
  • ristorazione e ospitalità;
  • servizi turistici;
  • attività sportive e ricreative;
  • attività artigianali;
  • servizi professionali;
  • servizi informatici e digitali;
  • trasporto locale e servizi alla popolazione;
  • attività che oggi non esistono più nel Comune.

Il caso migliore è una nuova impresa in zona D, possibilmente giovanile o femminile, che introduce un’attività mancante nel territorio: in questo caso si combinano aliquota del 60% e punteggi di graduatoria elevati.

Fonti

GAL Appennino Bolognese – AB AS 6B Investimenti in neo imprese extra agricole, pagina ufficiale aggiornata con proroga al 29 gennaio 2027, aliquote, beneficiari e spese.

Regione Emilia-Romagna – pagina ufficiale del bando AB AS 6B, con dotazione, beneficiari, investimenti ammissibili e nuova scadenza.

GAL Appennino Bolognese – Avviso pubblico AB AS 6B, con requisiti, importi, criteri di selezione, punteggio minimo, regime di aiuto, eleggibilità delle spese, durata, anticipi e rendicontazione.

Vuoi avviare una nuova attività nell’Appennino Bolognese?

Atamai può verificare preliminarmente Comune, zona C/D, codice ATECO, composizione della nuova impresa e programma di investimento, calcolando sia il contributo ottenibile sia il punteggio effettivo di graduatoria.

La differenza tra zona C e zona D è rilevante: su un investimento da 80.000 euro si passa da 32.000 a 48.000 euro di contributo.

Possiamo inoltre verificare prima della domanda le premialità per giovani, donne, nuove attività assenti nel Comune, Carta dell’Accoglienza e settore ATECO, evitando di arrivare alla candidatura con un progetto che non raggiunga i 25 punti minimi soggettivi/aziendali.

La nuova scadenza è:

29 gennaio 2027 alle ore 12:00.

Email: Info@atamai.it